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L’Amianto durante la rivoluzione industriale: un cambiamento epocale

navi rivoluzione industriale
navi, rivoluzione industriale segna il cambio

Con il termine amianto, o asbesto, si indica un minerale la cui storia risale all’antichità. La sua origine, oltre a essere molto complessa, è anche molto singolare. Secondo alcune scritture e credenze popolari, l‘amianto possedeva delle peculiarità magiche. Addiruttura, in Egitto, questo materiale veniva utilizzato per avvolgere i corpi dei defunti prima della cremazione, così da mantenerne le ceneri separate dal resto del materiale bruciato. Così come, nel Medioevo l’asbesto prende anche il nome di lana della salamandra” per la sua resistenza al calore, associata all’omonimo rettile che si credeva riuscisse a sfidare il fuoco proprio perchè aveva il corpo ricoperto di amianto. Tutto questo fino all’arrivo della rivoluzione industriale.

L’Amianto nel mondo: passato e presente

L’amianto è un materiale fibroso, resistente al calore, e in passato, prima di conoscere la sua nocività, è stato anche utlizzato per realizzare indumenti ignifughi e impiegato per una quantità indefinita di prodotti come muri, tetti, tegole, pavimenti, rivestimenti e arredi. Ma, è con l’arrivo della rivoluzione industriale, e conseguentemente l’uso dell’amianto nell’industria, che inizia il vero cambiamento epocale.

Amianto rivoluzione industriale: la storia

Con l’arrivo della rivoluzione industriale la richiesta dell’amianto aumenta. Soprattutto nel nostro paese era già presente in grande quantità. Inoltre, le sue caratteristiche, già sopra elencate, lo rendevano ottimale per rendere le costruzioni, i mezzi di trasporto e i macchinari più resistenti e ininfiammabili. Da quel momento, l’amianto è stato utilizzato su larga scala e, ancora oggi, una gran parte della popolazione ne sta pagando le conseguenze.

L’impatto dell’Amianto durante la rivoluzione industriale

La rivoluzione industriale ha comportato un’importante, quanto definitiva, trasformazione del sistema produttivo, industriale, ma anche ambientale. Questo perchè se da un lato questo sviluppo ha migliorato la qualità di vita di molti lavoratori e popolazioni, dall’altro ha aumentato significativamente l’inquinamento con conseguenze notevoli per la salute umana e ambientale. Tra i materiali ampiamente utilizzati troviamo anche l’amianto, che, con le sue proprietà di resistenza al fuoco, facile lavorazione e isolamento termico, è stato ampiamente impiegato nella costruzione di navi, edifici pubblici, treni e nell’industria tessile. Tuttavia, già nel corso degli anni Sessanta, si inizia a parlare della cancerogenicità e dei danni causati dall’amianto, responsabile di neoplasie come il mesotelioma.

Amianto e Salute

E’ il 27 marzo 1992, quando si approva la legge che vieta l’utilizzo dell’amianto. Ma, nonostante sono passati più di trent’anni, a oggi nel nostro paese, ancora esistono e resistono strutture che ne hanno previsto l’impiego. Ormai, infatti, è risaputo che si tratta di un materiale cancerogeno e che l’amianto nel mondo provoca tutta una serie di patologie asbesto correlate. Il collegamento amianto e salute non dipende solo dal contatto con il materiale ma anche dalla dispersione di questo nell’aria, con il pericolo che le singole particelle possano essere inalate.

Come richiedere assistenza legale

L’Osservatorio Nazionale Amianto, e il presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, è al fianco di coloro che sono stati a contatto con questo materiale. Lo scopo è quello di vedere riconosciuti i propri diritti e richiedere il giusto risarcimento. Questo perchè, purtroppo, la continua presenza di siti contaminati e i ritardi nelle bonifiche hanno fatto sì che di amianto, si continua a morire.

Metastasi al cervello in mesotelioma peritoneale: il caso

medico, metastasi al cervello in mesotelioma peritoneale
medico, metastasi al cervello in mesotelioma peritoneale

Si tratta del primo caso segnalato: metastasi al cervello con un pregresso mesotelioma peritoneale.

I mesoteliomi maligni sono tumori molto aggressivi. Originano dalle superfici sierose come la pleura, il peritoneale, il pericardio, ecc. Il sottotipo istologico determina l’aggressività del tumore con il sarcomatoide che è il più aggressivo. I mesoteliomi maligni più comunemente invadono o progrediscono localmente, ma le metastasi ematogene non sono rare. Le metastasi del SNC sono molto rare” – spiegano i ricercatori nella discussion del caso (Lal D, Misiura M, Adeel W, et al. (August 19, 2023) Brain Metastases With Malignant Peritoneal Mesothelioma: Never Reported Before. Cureus 15(8): e43744. doi:10.7759/cureus.43744).

La probabilità che si formino metastasi al sistema nervoso centrale, per la totalità dei casi di mesotelioma maligno diffuso (considerando una popolazione di 700 casi analizzati) è del 2,7%. “La maggior parte dei casi era correlata alla variante sarcomatoide o mista, ma nessuno è stato segnalato con mesotelioma peritoneale“.

Metastasi al cervello su mesotelioma peritoneale, descrizione

Metastasi al cervello
Immagine del cervello MRI (Fonte: Cureus.com)

Il mesotelioma è molto aggressivo quanto raro; in precedenza le metastasi al cervello erano state rilevate su mesotelioma pleurico. Già di per sé un tumore rarissimo causato dall’esposizione all’amianto, con una ancora più rara forma di metastasi. Stavolta è il primo caso al mondo segnalato.

La rilevazione arriva dagli USA. Nel 2020 un uomo di 59 anni si è presentato in ospedale a seguito di perdita di peso e dolore addominale. Aveva una massa epatica (11,5 x 8 cm), identificata alla biopsia come carcinoma sarcomatoide, risultato poi fortemente positivo per AE1/AE3, GATA3 e CK7 ma negativo per calretinina, S100, CK20, TTF-1, CK20, p40, CA-19-9, CDX2. Successiva PET e biopsie hanno sollevato il sospetto di mesotelioma peritoneale maligno, confermato poi anche dopo una epatectomia parziale per debulking (citoriduzione), con positività per D2-40.

Cura del mesotelioma, il futuro nell’immunoterapia

Nonostante tre cicli di chemioterapia, il cancro del paziente è progredito localmente e nel settembre 2020 i medici hanno attivato il mix di ipilimumab e nivolumab sulla base dello studio clinico CheckMate-743. Ottima la risposta al trattamento.

Due anni dopo, nel giugno 2022, gli impianti peritoneali erano peggiorati e si è proceduto a resezione chirurgica completa seguita da un singolo agente Nivolumab. A gennaio 2023, lo stesso paziente lamentava mal di testa acuto e la massa cerebellare sinistra evidenziata agli esami si è confermata metastasi di mesotelioma maligno. Purtroppo la prognosi con metastasi cerebrali su mesotelioma è oggi sempre infausta. Dopo le radiazioni cerebrali e dopo la chirurgia, la malattia è comunque progredita nel cervello e tre medi dopo è sopraggiunta la morte.

Le conclusioni dei ricercatori portano al fatto che nonostante una cattiva prognosi, con l’uso dell’immunoterapia, i pazienti con mesoteliomi maligni vivono più a lungo. “Sfortunatamente, la sopravvivenza mediana dei pazienti con metastasi cerebrali dovute a mesoteliomi maligni è di circa tre mesi. Questo caso evidenzia l’importanza di riconoscere precocemente le metastasi cerebrali con mesotelioma peritoneale maligno e di cercare opzioni di trattamento diverse rispetto alla resezione chirurgica convenzionale e alla radiazione cerebrale“.

Mesotelioma e amianto, l’impegno ONA

I casi di mesotelioma in Italia sono raccolti nel VII Rapporto ReNaM. L’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA – Osservatorio nazionale amianto, ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022” spiega i rischi legati all’amianto e riassume i dati anche sulle altre patologie asbesto correlate, come il tumore del polmone, e gli altri tipi di cancro a laringe, faringe, colon e alle ovaie; asbestosi e placche pleuriche.

L’Ona e il presidente avv. Bonanni supportano le vittime di amianto e i loro familiari per far valere i loro diritti, e si battono per la prevenzione soprattutto in tema di bonifiche. Ci sono infatti ancora migliaia di siti contaminati e spesso non si sa. Per consultare la mappa e fare segnalazioni, si può scaricare l’App gratuita messa a disposizione dall’ONA. Per consulenza e contatti, si può chiamare il numero verde 800.034.294.

Arezzo, rimozione amianto a Scuola Orciolaia: investiti 150 mila euro

arezzo, banchi di scuola orciolaia. rimozione amianto
arezzo, banchi di scuola orciolaia. rimozione amianto

Buone notizie per i genitori dei 130 bambini, tra nido e infanzia, della Scuola Orciolaia di Arezzo, in Toscana. Era il 2021 quando, è arrivato il via ibera dall’amministrazione comunale aretina riguardante l’intervento di bonifica presso il nido e scuola per l’infanzia “Orciolaia”. L’intervento, venuto a costare 150 mila euro, è iniziato al termine di questo ultimo anno scolastico, e ha previsto la bonifica delle pavimentazioni in vinil-amianto e la successiva posa in opera di pavimento in linoleum. Ma, come hanno dichiarato il vice sindaco Lucia Tanti e l’assessore Alessandro CasiSulle scuole non badiamo a spese”. Ora, che i lavori per l’eliminazione dell’amianto (in precedenza incapsulato) bisognerà attendere i risultati dell’ultimo controllo da parte dell’organo competente, così da poter permettere ai bambini di rientrare in classe in totale sicurezza.


L’incontro con i genitori degli alunni della scuola di Arezzo

Secondo il calendario scolastico 2023/2024, tra pochi giorni i bambini dovranno sedere nuovamente tra i banchi di scuola. Per questo, oggi, martedì 29 agosto, è previsto un incontro tra il vice sindaco Lucia Tanti, l’assessore Alessandro Casi e i genitori dei 130 bambini iscritti alla scuola dell’infanzia e al nido proprio per fornire loro indicazioni sugli interventi effettuati e sulle indicazioni da seguire per un rientro sicuro.

L’ONA, sempre al fianco delle scuole per l’eliminazione dell’amianto

L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, già nel 2012, ha presentato un report sui plessi scolastici e universitari a rischio. E, in questi ultimi anni, molto è stato fatto. L’ONA continua il suo impegno per far emergere le condizioni di rischio amianto nelle scuole e nelle università. I singoli cittadini possono segnalare e richiedere la messa in sicurezza di scuole, università e di tutti gli edifici pubblici che presentano amianto nelle fondamenta, sui muri e sui tetti.

Segnalazioni amianto: come fare

È possibile segnalare la presenza di amianto nelle scuole o negli edifici pubblici in due modi. Attraverso una formale richiesta alle autorità competenti. Oppure segnalando, anche in forma anonima, tutti i siti che contengono amianto, ovvero materiali di amianto, attraverso la piattaforma ONA Guardia Nazionale Amianto. L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste tutti i cittadini, genitori e alunni, docenti e studenti, che si trovano nelle condizioni di rischio amianto per ottenerne la bonifica e la messa in sicurezza.

L’amianto in Toscana: la scuola di Arezzo come la scuola di Firenze

La Toscana, purtroppo, non è nuova a queste emergenze. Il Presidente dell’ONA, ha più volte citato il caso dell’Istituto Tecnico Leonardo Da Vinci di Firenze, uno dei 2.400 istituti scolastici con asbesto. Il Presidente ha chiesto, e ottenuto, il trasferimento degli studenti in un altro istituto, nonché il la chiusura immediata e il prepensionamento del personale. Con l’augurio che anche queste ultime richieste vengano accolte.

Rischio mesotelioma anche nelle scuole

Già nel 2015, nel corso della Conferenza ONA, che si è tenuta in Firenze presso Palazzo Vecchio il giorno 10 aprile, è stato evidenziato il problema dell’amianto scuole. Sul territorio nazionale, sono più di di 2.400 le scuole contenenti amianto e che mettono a rischio la salute, non solo degli studenti, ma anche dei dipendenti del Ministero dell’Istruzione. Ben almeno 80 casi di mesotelioma sono stati registrati tra il personale docente e non docente, così come riportato nella presentazione del II Rapporto Mesoteliomi (3 luglio 2017).

Amianto nel casertano, l’appello dell’Ona

abbandono amianto
amianto abbandonato nella natura

Continua la presenza di amianto nel casertano dove è in corso una vera epidemia che continua a mietere vittime. L’Osservatorio Nazionale Amianto ne parla da tempo e chiede tempi rapidi sulle bonifiche.

Amianto nel centro cittadino di Teverola

A Teverola, nel casertano, scatta la denuncia sulla presenza di amianto nel centro cittadino. Ieri la segnalazione arrivata alle cronache con l’immagine di lastre lasciate davanti all’ex mulino di via Roma. Si tratta di una cospicua quantità di materiale ad alto rischio per la salute dell’uomo e dell’ambiente.

Dopo la denuncia, l’arrivo della polizia municipale per il sopralluogo e le opportune indagini. Parallelamente la mobilitazione dell’amministrazione comunale per la rimozione e la bonifica.

Teverola è solo uno dei tanti casi nel casertano dove l’amianto non è uno sconosciuto. Al contrario spunta fuori tra le numerose discariche a cielo aperto scovate nella periferia così come tra le vie delle zone più centrali.

Amianto nel borgo medievale di Casertavecchia

Altra notizia pubblicata dalle cronache locali riguarda il borgo medievale di Casertavecchia. Nei giorni scorsi, infatti, alcuni volontari dell’Associazione D.E.A. e Osservatori Civici ambientali hanno segnalato la presenza di lastre ondulate sospette lungo via della Pineta nella zona di Caserta Vecchia.

“Le lastre si presentavano usurate, rotte e ricoperte da un monocromatico tappeto scuro annerito dal tempo” così i volontari che specificano come “da successive verifiche si è riscontrato che i materiali erano presenti già ad ottobre 2022”. “

“Questo è un chiaro messaggio dell’interesse per la salute pubblica, dell’ambiente, e pensare che per molto di meno chi viene pagato per vigilare gioca in casa e non si accorge di queste che dovrebbero rappresentare la priorità su tutto” concludono i volontari.

Amianto nel casertano, i dati sull’epidemia in corso

Le voci e gli appelli dei piccoli centri esprimono una condizione che abbraccia tutto il territorio campano dove l’Osservatorio Nazionale Amianto, ONA, è da sempre attivo: lanciando l’allarme sui tempi di latenza delle malattie asbesto-correlate e invitando ad accelerare sulle bonifiche.

Il presidente Ona, l’avvocato Ezio Bonanni è intervenuto al tavolo dello scorso maggio sul tema già a lungo dibattuto dell’amianto in Campania. Un momento nel quale sono emersi dati allarmanti sull’epidemia provocata dall’amianto e che continua a mietere vittime nel territorio campano: 660 decessi solo nel 2022 e migliaia di nuovi malati. Gli ultimi dati disponibili (del 2018) parlano di 3 nuovi siti industriali con amianto, 85 edifici pubblici, 955 edifici privati e 3043 coperture in eternit. In totale oltre 4000 strutture.

Come spiegato nel servizio del TgR Campania, la presenza nel territorio di determinati settori –  cantieristica navale, industria metallurgia, edilizia, rotabili ferroviari, agricoltura, industria tessile – ha esposto numerosi lavoratori al rischio di tumori ed altre patologie asbesto-correlate. Lo ha fatto per lunghi anni.

Amianto nel casertano, l’appello del presidente Bonanni

Una situazione drammatica che è il risultato di un fenomeno irrisolto che oscilla tra i ritardi nelle bonifiche e la mancanza di discariche per lo smaltimento. Tra gli edifici interessati dalla necessità di bonifica anche le scuole.

“Siamo di fronte a una grave epidemia che potrebbe essere arrestata solo con la bonifica e messa in sicurezza. Tuttavia continueremo a pagare per le vecchie esposizioni perché queste malattie hanno tempi di latenza dai 20, ai 30, fino ai 50 anni” spiega Bonanni ai microfoni del TGR Campania.

Osservatorio Nazionale Amianto, consulenze gratuite

L’Ona mettono in campo azioni volte alla tutela dei cittadini colpiti dall’amianto. E’ possibile infatti ricevere una consulenza gratuita chiamando il numero verde 800.034.294 o compilare i campi sottostanti per essere ricontattati.

Inoltre ogni cittadino può con un semplice click segnalare i siti contaminati attraverso una App gratuita.

Liguria, ex esposti amianto: da settembre visite gratuite

dottoressa, lastra. in liguria visite gratuite
dottoressa, lastra. in liguria visite gratuite per ex esposti amianto

Da settembre in Liguria visite gratuite per tutti i lavoratori che, nel corso della loro carriera, siano stati esposti all’amianto. La Giunta regionale infatti ha dato il via libera al protocollo di sorveglianza sanitaria, che prevede l’eliminazione del del ticket per le visite specifiche di controllo.

“In tutte le Asl della Liguria, i tanti lavoratori che sono venuti a contatto con l’amianto, non dovranno più pagare il ticket. Con l’avvio delle procedure, sarà fornito un codice di esenzione a tutti coloro che ne hanno diritto”.

Ad annunciarlo, alcuni giorni fa, è stato il presidente del consiglio regionale della Liguria, Gianmarco Medusei. L’intervento era atteso da tempo. Soprattutto dai lavoratori dello spezzino.

Amianto in Liguria, uguale cantieri navali

cantiere navale

In Liguria l’amianto è soprattutto sinonimo di cantieri navali. E quando se ne parla generalmente si fa riferimento al Muggiano della Fincantieri. In questo cantiere navale sono state realizzate anche le navi della Marina Militare Italiana, usando amianto e materiali contenenti amianto.

Non si può dimenticare la scia di sofferenza causata dall’amianto: intere famiglie distrutte. I dati relative alle vittime sono riassunti nell’ultima pubblicazione dell’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, che da anni difendono le vittime e le loro famiglie. Si tratta de “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2022”, scaricabile e consultabile liberamente. I dati specifici sul mesotelioma, patologia asbesto correlata per anotnomasia, sono invece consultabili nel VII Rapporto ReNaM dell’Inail.

L’ONA e l’avv. Bonanni sono da sempre al fianco dei lavoratori esposti all’amianto. La loro lotta è per le bonifiche in tutti gli ambienti di utilizzo e di presenza della fibra killer. La prevenzione primaria infatti è fondamentale, ma lo è anche la prevenzione secondaria, ossia la sorveglianza sanitaria quando c’è stata esposizione, per intervenire subito in caso di diagnosi precoce. Quest’ultima infatti è importante per rendere più efficaci le terapie. La terziaria aiuta nella tutela dei diritti.

Aiuti regionali per la rimozione dell’amianto

Considerata la diffusione sul territorio regionale di manufatti contenenti amianto, presso edifici di proprietà sia pubblica che privata, la Regione, anche ai fini di tutela ambientale, sostiene le necessarie attività di bonifica, in particolare gli interventi a carico delle pubbliche amministrazioni“.

Così si legge nella pagina del sito istituzionale dell’ente regionale, in cui si trova la modulistica per accedere ai fondi. I contributi sono assegnati con bandi appositi, ed ai finanziamenti si accede in base ai criteri di priorità definiti con deliberazione della Giunta regionale n.1118/2004.

Con l’App Amianto, messa a disposizione gratuitamente dall’associazione, mentre si eseguono le bonifiche, è intanto possibile aiutarsi per visionare la mappa ed effettuare nuove segnalazioni. Inoltre i cittadini possono richiedere la consulenza gratuita legale e medica chiamando il numero verde gratuito 800.034.294.