La prevenzione primaria rischio amianto

La prevenzione primaria rischio amianto consiste nell’evitare l’esposizione ai minerali di amianto. In questo modo si evitano i danni alla salute. L’ONA ha predisposto un sistema di segnalazione dei siti contaminati.

S.O.S. rischio amianto: prevenzione primaria

Segnala i siti contaminati e tieniti informato con la mappatura dell’ONA.

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Il rischio amianto: fibrosi e cancro

L’amianto provoca, prima di tutto, infiammazione e poi cancro. Tutti i minerali di amianto, infatti, sono cancerogeni.

Infatti, questi minerali si distinguono nei serpentini, di cui fa parte il crisotilo e negli anfiboli.

Tra questi ultimi, si segnalano:

Lo IARC ha considerato la cancerogenicità dell’amianto, compreso il crisotilo, già dal 1987 (IARC Monographs supplement 7, Asbestos (group 1), 106-116, 1987).

Le malattie asbesto correlate

Le fibre di asbesto inducono, prima di tutto, infiammazione, in particolare, placche ed ispessimenti pleurici e, poi, asbestosi.

Inoltre, già con le prime esposizioni si avvia l’infiammazione, e, quindi, quel fenomeno displasico e multicentrico, che costituisce l’iniziazione del processo cancerogeno.

Infatti, le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni sono state recepite anche dalla Corte di Cassazione, IV Sez. Pen., sentenza n. 45935/2019.

Tra gli organi bersaglio delle fibre di amianto ci sono anche le sierose,  in particolare la pleura, in cui si può sviluppare il mesotelioma pleurico.

In particolare, questo mesotelioma è quello più diffuso perché, nel VI Rapporto ReNaM, circa il 93% di queste neoplasie colpisce la pleura.

Poi c’è una minima parte che colpisce il peritoneo, causando il mesotelioma peritoneale. Infine, meno dell’1%, causa il mesotelioma pericardico e della tunica vaginale del testicolo.

Prevenzione primaria del rischio amianto

Non c’è una soglia minima di esposizione al di sotto della quale il rischio si annulla.

Conseguentemente, occorre evitare l’esposizione anche a dosi basse (prevenzione primaria rischio amianto).

In più, le fibre asbestiformi provocano anche il tumore del polmone, quello della laringe e quello delle ovaie. Anche queste neoplasie sono asbesto correlate.

Infine, ci sono altre patologie per le quali non vi è unanime consenso scientifico. Ci riferiamo al tumore della faringedello stomacodel colon retto, per cui, c’è una più alta incidenza epidemiologica.

Così, nell’ultima monografia IARC: “Asbestos – chrysotile, amosite, crocidolite, tremolite, actinolite and anthophyllite“.

Queste patologie, ed in particolare, i mesoteliomi, hanno un esito infausto, per limitate aspettative di vita.

Gli altri cancerogeni che provocano danni alla salute

Sono molti i cancerogeni e non solo le fibre di asbesto, ed anzi, vi è un sinergismo e potenziamento.

  • Composti inorganici dell’arsenico (UE: Carc. Cat. 1A – IARC: Gruppo 1)
  • cromo esavalente (UE: Carc. Cat. 1A – IARC: Gruppo 1)
  • berillio (UE: Carc. Cat. 1B – IARC: Gruppo 1)
  • cadmio (UE: Carc. Cat. 1B – IARC: Gruppo 1)
  • benzene (UE: Carc. Cat.1A – IARC: Gruppo 1)
  • idrocarburi policiclici aromatici (IPA – IARC: Gruppo 1B Benzo[a]pirene)
  • formaldeide (UE: Carc. Cat.2 – IARC: Gruppo 1)
  • cloruro di vinile (UE: Carc. Cat. 1A – IARC: Gruppo 1)
  • butadiene (UE: Carc. Cat. 1A – IARC: Gruppo 1)
  • clorometileteri (UE: Carc. Cat. 1A – IARC: Gruppo 1)
  • ossido di etilene (UE: Carc. Cat. 1B – IARC: Gruppo 1)
  • ammine aromatiche (UE: Carc. Cat.1A o 1B – IARC: Gruppo 1 o Gruppo 2A o Gruppo 2B)
  • chemioterapici antiblastici.

Che cos’è la prevenzione primaria

Questa forma di prevenzione si sostanzia nel seguire una serie di regole, tenendo conto di alcuni fattori non modificabili e di quelli modificabili. In questo modo, si combatte il cancro e si tutela la salute.

L’importanza della prevenzione sui luoghi di lavoro

La condizione di maggior rischio di infortuni e malattie, si verifica nei luoghi di lavoro. Quindi, è importante mettere in sicurezza i luoghi di lavoro.

Dunque, l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno sempre sostenuto che i rischi vanno rimossi alla radice. Così, nello spirito del diritto comunitario e, soprattutto dell’art. 32, che deve essere coniugato con gli artt. 4, 35, 36, 38 e 41, co. 2 Cost.

Infatti, molte, troppe volte, la salute è stata sacrificata al profitto, e il lavoratore è stato posto davanti al dilemma morire di lavoro o di fame.

Si tratta di un falso dilemma del tutto inaccettabile.

Per questi motivi, al di là dello spirito ispiratore del Decreto Legislativo 81/2018 e dell’art. 2087 c.c., non vi è dubbio che è possibile coniugare salute e lavoro.

Per le malattie asbesto correlate, le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni sono state confermate dalla revisione del Consensus di Helsinki.

La prevenzione primaria per tutti i fattori

La prevenzione primaria consiste nell’attuare una serie di interventi pratici e mirati a impedire la diffusione di una determinata patologia.

È la principale forma di prevenzione possibile e si pone come obiettivo quello di migliorare lo stile di vita e le abitudini del singolo, nella speranza che la malattia si diffonda il meno possibile.

Ci sono molti modi per fare prevenzione primaria:

  • si mettono in sicurezza i luoghi di lavoro, attraverso ispezioni approfondite, bonifica, incapsulamento o rimozione dell’amianto (o altre sostanze cancerogene);
  • si creano campagne di sensibilizzazione e informazione per mettere in guardia le persone potenzialmente esposte a sostanze tossiche e cancerogene (es., campagne anti fumo);
  • si promuovono e incentivano le vaccinazioni;

Sulla base di questa filosofia, morale e giuridica, è possibile tutelare effettivamente la salute. Questo diritto è il più importante, perché tutti gli altri lo presuppongono.

In sostanza, non è possibile esercitare i diritti della persona e mantenere la sua dignità, se si provoca malattia e morte. Invece, occorre tutelare la salute, evitando le esposizioni a sostanze cancerogene e tossico-nocive.

Inoltre, sono importanti gli stili di vita adeguati e anche l’equilibrio psicologico. La prevenzione primaria, è anche quella che si sostanzia dell’equilibrio psicologico. L’equilibrio psicofisico è fondamentale per il benessere e per la salute.

Così, si tutela il benessere, che è anche maggiore aspettativa di vita sana, oltre che di vita tout court.

L’informazione e la prevenzione primaria

Informare aiuta a prevenire. In conclusione, molte volte, le lobby, tra cui quelle dell’amianto, hanno tentato di occultare i danni di queste sostanze.

La prevenzione deve essere attuata ad ogni livello e, così, da evitare il rischio di malattia e, soprattutto, il suo diffondersi.

Per questa ragione, è stato fondato dall’ONA questo notiziario. Inizialmente, il notiziario amianto ha reso pubblico il rischio asbesto (amianto ultime notizie).

Tanto che sono stati pubblicati i siti contaminati per i quali vi erano state delle segnalazioni. Però, successivamente, il notiziario amianto e, cioè, il giornale dell’amianto, si è preoccupato anche degli altri cancerogeni (prevenzione primaria rischio amianto).

Inoltre, l’informazione è fondamentale per la diagnosi precoce e la cura (prevenzione secondaria). Poi vi è la tutela dei diritti e del dato epidemiologico (prevenzione terziaria), che realizza la prevenzione primaria rischio amianto.

La prevenzione primaria che tiene conto del sinergismo

I cancerogeni sono molteplici, e in molti casi, agiscono in sinergia. Il rischio cancerogeno presuppone un potenziamento reciproco tra le diverse sostanze.

A titolo di esempio, si può ricordare il sinergismo e potenziamento moltiplicativo tra amianto e fumo di sigaretta, per quanto riguarda il tumore del polmone.

Per questi motivi, non può essere condiviso il concetto giuridico di soglia, bensì, deve essere affermato un principio di rischio 0 rispetto a tutti i cancerogeni.

Anche le minime esposizioni, però prolungate nel tempo sono dannose. Tanto più, se i cancerogeni sono più di uno ed, allora, si potenziano ed, in ogni caso, anticipano la latenza. Cioè, il cancro insorge prima e si accelera il decorso della malattia.

In particolare, per tutte le neoplasie, deve essere applicata la c.d. teoria multistadio della cancerogenesi.

In conclusione, vanno evitate tutte le esposizioni, perché dannose alla salute umana.

La prevenzione primaria rischio amianto: le misure dell’ONA

L’associazione ha elaborato il codice della prevenzione primaria, che permette una più elevata tutela della salute. Non solo evitare l’esposizione a cancerogeni, ma anche adottare tutta una serie di altre misure.

L’impegno deve essere quotidiano, come quello dei medici volontari dell’ONA, che lavorano a stretto contatto con i tecnici, e con i giornalisti di questo notiziario. In sostanza, se si diffondono i giusti messaggi, mirati al miglioramento della qualità della vita, si ottengono dei risultati.

In definitiva, evitare i rischi, controllare le patologie e, al tempo stesso, una serie di ulteriori misure:

  • l’adozione di una corretta alimentazione, con una dieta sana e genuina;
  • praticare attività fisica, anche una passeggiata al giorno, per ridurre il rischio di patologie legate alla sedentarietà;
  • combattere il tabagismo, perché se nessuno fumasse il cancro ai polmoni sarebbe quasi impossibile da contrare;
  • combattere gli abusi, come l’alcol, per evitare patologie strettamente correlate ad addome, stomaco e intestino.

Il codice europeo contro il cancro

Il codice europeo contro il cancro è un codice in 12 punti promosso da AIRC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro).

In sintesi, si tratta di un compendio fondamentale di stile di vita che permettee la riduzione del rischio del cancro:

  1. Non fumare;
  2. Non fumare in spazi chiusi (casa, lavoro);
  3. Mantieni un peso corporeo salutare;
  4. Limita la sedentarietà;
  5. Segui una dieta sana;
  6. Limita l’assunzione di alcolici;
  7. Riduci l’esposizione al sole;
  8. Segui le procedure sull’esposizione ad agenti cancerogeni sul posto di lavoro;
  9. Riduci il livello di esposizione a sostanze cancerogene anche in casa;
  10. Donne: allatta il tuo bambino per ridurre il rischio di cancro al seno; limita l’HRT (terapia ormonale sostitutiva), perché può aumentare il rischio di cancro;
  11. Assicurati che il tuo bambino sia vaccinato per epatite B (neonati) e papillomavirus HPV (ragazze);
  12. Aderisci ai programmi di screening per cancro all’intestino (uomini e donne), cancro al seno e cancro alla cervice (donne).

La prevenzione primaria secondo AIRC

L’Osservatorio Amianto tiene conto delle risultanze scientifiche. Tra cui, quelle delle agenzie internazionali per la tutela della salute. L’Avv. Ezio Bonanni ha anticipato le stesse conclusioni di revisione del Consensus di Helsinki in ordine al rischio amianto.

Ci sono due tipologie di fattori di rischio, quando si parla di cancro:

  • non modificabili (sesso, predisposizione genetica, età);
  • modificabili (abitudini comportamentali del singolo individuo).

La prevenzione primaria serve a ridurre il rischio di esposizione a tali malattie tenendo sotto controllo i fattori di rischio modificabili.

Aiutando, infatti, le persone ad adottare stili di vita più sani, è altamente probabile che il rischio di ammalarsi si riduca sensibilmente.

Nel caso di patologie asbesto correlate, la prevenzione primaria agisce in due modi:

  • campagna antifumo, per far smettere di fumare i lavoratori esposti a sostanze cancerogene per ragioni lavorative;
  • messa in sicurezza degli spazi di lavoro (bonifica, smantellamento, ecc.), adottando anche misure preventive come guanti, mascherine e protezioni adeguate.

Per approfondimenti sulla prevenzione primaria con la ricerca contro il cancro

Prevenzione primaria: la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro

L’Avv. Ezio Bonanni, insieme a ONA – Osservatorio Nazionale Amianto – è stato uno dei primi in Italia a preoccuparsi della tutela e dei diritti delle vittime da patologie asbesto correlate.

Col tempo, si è accorto anche che non era l’amianto l’unico responsabile di malattie professionali, in Italia. Moltissime patologie e malattie tumorali, infatti, sono correlate anche ad esposizione a gas radon o uranio impoverito.

Nel corso degli anni, l’Avv. Ezio Bonanni ha reso pubbliche tutte le informazioni riguardanti la pericolosità delle fibre di amianto e di tutte le altre sostanze cancerogene (radon, uranio, ecc.).

In questo modo, insieme con l’ONA ha promosso la prevenzione primaria e, quindi, la tutela della salute. Inoltre, non è stata tralasciata la prevenzione secondaria e terziaria.

La prevenzione secondaria: perché è importante?

È molto importante anche la prevenzione secondaria. Prevenire vuol dire anche diagnosticare precocemente e curare efficacemente. Tutto si può fare con la ricerca scientifica, nel caso in cui ci sia stata, purtroppo, la diagnosi di malattia.

Così anche per quanto riguarda le malattie asbesto correlate. Infatti, molti risultati sono stati raggiunti dall’ONA.

La prevenzione primaria per tutte le malattie

Vi è da ribadire che i minerali di amianto producono effetti fibrotici e cancerogeni. Tuttavia, non solo l’amianto è tra i cancerogeni, e non solo questi ultimi ledono la salute.

Quindi, la prevenzione primaria è parte integrante di ogni terapia riguardante la lotta ai tumori. Senza ombra di dubbio, è opportuno parlare di prevenzione quando si parla di patologie a 360 gradi.

Ne consegue che, nel caso di malattie tumorali, però, la prevenzione va sempre messa al primo posto.

La ragione è semplice: la maggior parte dei tumori è asintomatica, nei suoi stadi iniziali, e diventa evidente quando ormai è troppo tardi per intervenire.

Questo problema si risolve effettuando controlli costanti. In questo modo, la diagnosi sarà sempre precoce, e si potranno adottare le terapie più efficaci.

Il ruolo della sorveglianza sanitaria

La sorveglianza sanitaria è fondamentale per ottenere una diagnosi precoce della malattia, così come una cura tempestiva e al primo stadio del cancro può far sperare in una guarigione.

In più, la sorveglianza sanitaria permette di diagnosticare, anche allo stato iniziale, molte patologie asbesto correlate di origine professionale. In questo caso, interagisce con l’epidemiologia, e fa emergere il rischio.

In questo modo, se emerge il rischio, allora, si dovrà correre ai ripari e, quindi, alla prevenzione primaria.

Interazione tra le 3 forme di prevenzione

Ci sono tre tipologie di prevenzione: prevenzione primaria, secondaria e terziaria. Tutte e tre le tipologie sono fondamentali per individuare e riconoscere una patologia giusto in tempo per intervenire.

Quindi, anche la prevenzione terziaria e, cioè, l’epidemiologia, e, allo stesso tempo, la tutela dei diritti e, quindi, le sentenze, sono importanti.

Per esempio, nel caso dell’amianto nelle scuole, il fatto che siano stati diagnosticati 91 casi di mesotelioma (VI Rapporto ReNaM), ha imposto la bonifica.

Così, allo stesso modo, per l’amianto negli ospedali e a maggior ragione, dopo la condanna dell’INAIL, per la morte di Lucandri Roberto per mesotelioma.

Il ruolo di ONA nella prevenzione primaria delle malattie

L’Osservatorio Nazionale Amianto, grazie al supporto del team legale guidato dall’Avv. Ezio Bonanni, si occupa di tutela dei diritti di tutti i cittadini e lavoratori esposti a patologie legate ad amianto, gas radon, uranio impoverito e a tutte le altre sostanze cancerogene, sia naturali che artificiali.

Il pool di esperti di ONA Onlus assiste i cittadini e i lavoratori nella bonifica e nella messa in sicurezza di tutte le aree potenzialmente a rischio o dei siti contaminati dalla presenza di sostanze cancerogene.

L’associazione è consapevole dell’importanza della prevenzione primaria, perché è nella messa in sicurezza degli spazi e del luogo di lavoro è possibile cominciare una vera prevenzione, che abbia come obiettivo principale il controllo delle aree a rischio.

Infatti, limitare la diffusione di una malattia comincia proprio impedendo al male di diffondersi.

E come è possibile impedire a una patologia di fare il suo corso? Avviando pratiche di bonifica, promuovendo campagne di sensibilizzazione, invitando le persone a migliorare le proprie abitudini e il proprio stile di vita.

Per questa ragione, ONA Onlus combatte ogni giorno al fianco dei cittadini, sostenendoli nella prevenzione primaria, secondaria e terziaria.

L’importanza della prevenzione

La prevenzione primaria, come è facile immaginare, non è sempre sufficiente a prevenire una malattia professionale.

Allo stesso tempo, però, può contribuire a ridurre le possibilità di contrarre la malattia e a tenere sotto controllo eventuali rischi potenziali sul posto di lavoro.

Le malattie asbesto correlate, poi, sono solitamente aspecifiche e mutevoli, nella loro fase iniziale, e variano a seconda delle condizioni cliniche del soggetto colpito e a seconda delle reazioni che lo stesso può avere se e quando contrae una malattia.

Non è solo l’amianto, però, a rappresentare un rischio potenziale: lo sono tutte le sostanze cancerogene in generale (come ad esempio radon, uranio impoverito, eccetera).

Alla prevenzione primaria, quindi, deve necessariamente accompagnarsi la prevenzione secondaria, che riguarda le visite periodiche specializzate, in caso di esposizione ad amianto e altre sostanze potenzialmente cancerogene.

Per poter parlare di prevenzione a 360 gradi, però, è importante anche imparare a riconoscere il nesso causale tra malattia ed esposizione.

Solo in quel caso, infatti, possiamo riconoscere la malattia professionale e solo in quel caso è effettivamente possibile prevenire una malattia o fare in modo che non si sviluppi con violenza.

Riconoscere la causa-effetto è fondamentale e non va mai data per scontata, perché il rischio è invece l’esatto opposto, cioè valutare con leggerezza le patologie e non riconoscere i nessi causali per tempo, favorendo, così, lo sviluppo della malattia.

Basti pensare proprio all’amianto e a tutti gli errori di valutazione che sono stati fatti sul tema, incluso il prendere alla leggera la pericolosità oggettiva dell’asbesto.

Accertare il nesso causale per prevenire

La identificazione delle malattie con gli agenti causali è fondamentale, perché, solo in questo modo, si può ottenere la prevenzione. Infatti, se si identificano molte malattie con il dato epidemiologico, poi si può investigare sulla Legge generale di copertura.

Nel riconoscere il nesso causale tra malattia ed esposizione sul posto di lavoro, bisogna considerare:

Il percorso logico deduttivo, quello induttivo, quello funzionale e condizionale e per abduzione.

Il processo causale di spiegazione deduttiva parte da un evento già conosciuto da cui possono svilupparsi delle conseguenze. Data la premessa iniziale, le conseguenze devono svilupparsi secondo le stesse modalità.

Quello induttivo sfrutta una logica detta “di tipo associativo”.

Quindi, si ricercano le relazioni presenti tra due eventi osservati, uno causale e uno consequenziale al primo, e si giunge a una conclusione, determinata dalla sintesi dei due eventi osservati.

Avendo questa spiegazione un valore probabilistico, può essere ritenuta reale solo fino a prova contraria e avrà bisogno, quindi, di avvalersi di altre spiegazioni per poter essere avvalorata.

La logica funzionale spiega l’effetto che gli agenti esterni (patogeni o meno) possono avere sul funzionamento dell’organismo.

Quella condizionale, proposta e praticata dalle scienze storico-sociali, mette in luce i nessi causali in base al confronto tra varie condizioni che possono dare origine all’evento da spiegare.

In questo modo si consente di evitare ogni tipo di rischio, anche quando la patologia si manifesta a distanza di tempo (prevenzione primaria rischio amianto).

Il ruolo dell’ONA nel dimostrare il nesso causale

L’ONA – Onlus (Osservatorio Nazionale Amianto), presieduta dall’Avv. Ezio Bonanni, combatte quotidianamente per offrire assistenza ai lavoratori cui è stata riconosciuta la malattia professionale.

Inoltre, spinge tutti i suoi clienti a dare valore alla prevenzione, primaria, secondaria e terziaria. Il suo team di esperti è pronto a dare supporto medico, psicologico, legale, tecnico e previdenziale a tutti coloro che ne facciano richiesta.

Il libro bianco delle morti di amianto in Italia

Nonostante le sostanze cancerogene come radon, amianto e uranio impoverito siano state vietate dalla legge, ancora oggi è difficile stabilire il livello di responsabilità di un datore di lavoro e fino a che punto è tenuto a preoccuparsi di tutelare i propri dipendenti.

In ogni caso, c’è molta incapacità delle istituzioni di far fronte ai problemi. Infatti, il Ministero dell’Ambiente, con il Ministro, Gen. Sergio Costa, ha istituito la Commissione Amianto.

In questa Commissione del Ministero dell’Ambiente, l’Avv. Ezio Bonanni ha formulato precise richieste.

In ogni caso, vale la denuncia contenuta ne il libro bianco delle morti di amianto in Italia.

Il servizio di assistenza medica e legale dell’ONA

L’ONA fornisce un servizio di assistenza medica e di tutela legale, che si aggiunge all’assistenza tecnica.

Chiedo assistenza medica e legale all’ONA