Gemcitabina come cura del tumore al polmone

Gemcitabina, come cura del tumore al polmone, è un farmaco antitumorale. È somministrato ai pazienti durante la chemioterapia.

La chemioterapia, la radioterapia e la chirurgia sono gli approcci terapeutici principalmente utilizzati in chi è vittima di cancro al polmone. Questa neoplasia è largamente diffusa, soprattutto negli Stati industrializzati. È multifattoriale, ovvero più agenti cancerogeni concorrono a causare il tumore polmonare.

Tra i fattori di rischio vi è l’amianto. Infatti, ogni anno, circa 70.000 decessi per tumore polmonare sono dovuti all’esposizione alle fibre di asbesto. Le sue capacità cancerogene sono anche confermate dallo IARC, nella sua ultima monografia.

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, assistono le vittime di tutte le patologie asbesto correlate, compreso il tumore al polmone. 

Grazie alla loro azione, chi ne fa richiesta può ottenere servizi di assistenza medica e legale gratuita.

INDICE

Gemcitabina polmone: farmaco per la cura del tumore polmonare
Gli effetti indesiderati causati dal farmaco
Servizi di assistenza medica e legale gratuita

Tempo stimato di lettura: 4 minuti

Gemcitabina Gemzar: chemioterapia del tumore al polmone

La Gemcitabina è un farmaco chemioterapico. È un analogo pirimidinico. Esso agisce alterando i meccanismi di replicazione del DANN. In questo modo riduce la crescita del tumore.

Questo farmaco è un analogo nucleosidico della citidina. La citidina è un nucleoside. È composto dalla base azotata citosina legata ad uno zucchero. Questo è il ribosio nel caso dell’RNA e il desossiribosio nel caso del DNA.

Grazie alle sue caratteristiche strutturali, la Gemcitabina Gemzar è in grado di svolgere la sua azione tossica per le cellule. Esistono due differenti modi. Può venire incorporata nella molecola di DNA o di RNA in allungamento. Dà origine a un errore. Provoca così il blocco della replicazione cellulare. Si verifica l’apoptosi, cioè il meccanismo di morte cellulare programmata.

Un altro modo in cui agisce il farmaco è inibire la ribonucleotide reduttasi. Questo è un enzima avente un ruolo molto importante nella sintesi del DNA. Si arresta così la crescita delle cellule tumorali.

La terapia di Gemcitabina Gemzar è indicata soprattutto per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule (adenocarcinoma). Si può somministrare sia in monoterapia sia in associazione a Cisplatino o  Carboplatino.

La via di somministrazione è in vena. Generalmente il farmaco chemioterapico viene assunto secondo lo schema 1-8-21.

Altri farmaci antitumorali sono Alectinib, Atezolizumab, Brigatinib, Ceritinib, Crizotinib, Dabrafenib, Durvalumab, Etoposide, Gefitinib, Erlotinib, Afatinib, Osimertinib, Nintedanib, Nivolumab, Pembrolizumab, Pemetrexed, Taxolo, Taxotere, Trametinib, Vinorelbina.

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Gemcitabina: effetti collaterali cura del tumore al polmone

Gemcitabina Gemzar può presentare nei pazienti degli effetti indesiderati. Ci sono effetti collaterali molto comuni, che si riscontrano in più di 1 paziente su 10.

Tra questi ci sono nausea, vomito, aumento della funzionalità epatica e presenza di proteine e sangue nelle urine. Inoltre si può manifestare la riduzione della capacità del midollo osseo di produrre cellule ematiche. Ciò comporta l’aumento del rischio di infezioni, diminuite capacità di coagulazione del sangue o anemia.

A queste controindicazioni si aggiungono febbre, mal di testa, mal di schiena, brividi, dolori muscolari, debolezza ed anoressia. Si possono presentare anche tosse, rinite, malessere generale, sudorazione e difficoltà a dormire.

Infine altri effetti indesiderati sono eritema cutaneo di tipo allergico, spesso con prurito, fiato corto, edema periferico o facciale e perdita dei capelli.

Ci sono poi gli effetti collaterali comuni, riscontrati invece in 1-10 pazienti su 100. Sono diarrea, costipazione, infiammazione della bocca, spesso con ulcerazioni, e sonnolenza.

Invece, tra gli effetti collaterali non comuni, verificati in 1-10 pazienti su 1.000, c’è il broncospasmo. Infine si possono verificare a 1 paziente su 1.000-10.000 effetti collaterali rari. Sono desquamazione cutanea, ulcerazione cutanea, formazione di vescicole e ipotensione, cioè pressione arteriosa bassa.

A questi si aggiungono ARDS (Adult Respiratory Distress Syndrome), edema polmonare e polmonite interstiziale. Ci sono poi la sindrome emolitico-uremica (HUS), insufficienza renale, reazione anafilattoide e trombocitemia.

Sono stati riportati anche parestesie, cioè un leggero intorpidimento o formicolio degli arti, e gravi danni epatici.

Quando occorre evitare questo trattamento terapeutico?

Il trattamento con Gemcitabina può favorire la comparsa di patologie cardiache. Perciò è necessario fare attenzione alla somministrazione del farmaco in pazienti con una storia di eventi cardiovascolari. Infatti può provocare infarto del miocardio, scompenso cardiaco congestizio e aritmia.

È anche sconsigliata la somministrazione di vaccini a virus vivi attenuati. La Gemcitabina, infatti, è in grado di sopprimere il sistema immunitario. Provoca così una risposta inadeguata del paziente nei confronti del vaccino.

Infine va evitata la terapia con questo farmaco se è in corso una gravidanza. Allo stesso modo non è consigliabile allattare al seno.

ONA: tutela medica e legale delle vittime di tumore al polmone

Per le vittime di tumore al polmone, mesotelioma o altre malattie asbesto correlate, l’ONA fornisce assistenza medica gratuita. Questa permette alle vittime di ottenere una diagnosi precoce, terapie tempestive e sorveglianza sanitaria in caso di esposizione professionale.

Inoltre un team di avvocati, coordinati dall’Avv. Bonanni, offre anche un servizio di assistenza legale gratuito. Si può così vedere riconosciuti i propri diritti e i benefici previsti dalla legge, come il risarcimento dei danni.

Possono far valere i propri diritti grazie all’ONA anche le vittime di malasanità, assicurando la responsabilità medica.