Vittime del dovere: tutela legale

La tutela legale delle vittime del dovere è una delle finalità dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni (vittime del dovere tutela legale). Tutti coloro che nell’esecuzione del servizio in una delle attività di cui all’art. 1, co. 563, L. 266/2005, hanno subito delle infermità (lesioni invalidanti), sono vittime del dovere.

Inoltre, ci sono coloro che sono equiparati alle vittime del dovere, coloro che hanno subito un danno biologico per aver svolto il servizio in particolari condizioni ambientali ed operative eccedenti l’ordinarietà, ai sensi dell’art. 1, co. 564, L. 266/2005, e art. 1 del d.p.r. 243/2006. In più, rientrano tra gli equiparati alle vittime del dovere, tutti coloro che hanno subito lesioni per causa di servizio in seguito ad esposizione ad amianto ed altri cancerogeni.

S.O.S. vittime del dovere e tutela legale

L’ONA ha costituito il dipartimento delle vittime del dovere, per ottenere, innanzitutto, il riconoscimento dei diritti di coloro che hanno sacrificato la vita per gli altri, e per coloro che per esposizione ad amianto ed altri veleni si sono ammalati. Infatti, queste vittime, hanno diritto ad una serie di prestazioni previdenziali.

L’ONA ha costituito il dipartimento delle vittime del dovere, per ottenere il riconoscimento dei diritti di coloro che hanno sacrificato la vita per gli altri. In più, come detto, la tutela è estesa anche alle vittime dell’amianto e degli altri cancerogeni. Infatti, lo svolgimento del servizio in Marina Militare, piuttosto che nell’Esercito, piuttosto che nel Comparto Sicurezza, ha determinato l’esposizione ad amianto.

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Indice

Tempo di lettura: 21 minuti

Tutela legale vittime del dovere

L’Osservatorio Nazionale Amianto, ONA, tutela le vittime del dovere ed i loro familiari. In particolare, tra i diversi strumenti di tutela delle vittime del dovere, vi è la loro rappresentanza nelle istituzioni.

Infatti, non solo presso i Ministeri, tra i quali il Ministero della Difesa, Ministero dell’Interno, Ministero delle Economie e delle Finanze, etc., ma anche presso il Parlamento, come dimostrano le numerose audizioni. 

Inoltre, ci sono stati diversi audizioni anche informali, nel corso delle quali l’ONA ha tutelato le vittime del dovere, non solo dal punto di vista legale.

Infatti, la tutela legale delle vittime del dovere, non è l’unico ambito di assistenza. Difatti, anche lo stesso notiziario amianto svolge un ruolo importante, perché permette di informare i cittadini su i loro diritti, tra cui anche le vittime del dovere.

La tutela legale dell’ONA presuppone, infatti, l’informazione con il notiziario amianto. Il giornale dell’amianto svolge un ruolo cardine, sia per la prevenzione, che per la tutela legale delle vittime del dovere.

La difesa legale è coordinata dall’Avv. Ezio Bonanni e dal pool dei legali ONA, oltre alla consulenza con il numero verde (consulenza telefonica gratuita), e con la consulenza scritta (consulenza legale gratuita online).

La tutela è estesa a tutto il personale della Pubblica Amministrazione, e anche a coloro che sono vittime per l’avere semplicemente svolto un’attività in favore della PA. Tutte le vittime e i loro familiari possono chiedere assistenza gratuita online e  chiamando il numero verde gratuito (assistenza legale gratuita vittime del dovere).

Vittime del dovere news: le informazioni per le vittime

Il Giornale sull’amianto, le news sulle vittime del dovere (vittime del dovere news). Infatti, questo notiziario, il giornale dell’amianto, è lo strumento di informazione anche per le vittime del dovere. In conclusione, con la consultazione delle news nella specifica sezione, è possibile acquisire le news amianto. Queste informazioni del notiziario amianto, sono molto importanti ed estese anche agli altri cancerogeni, cui sono esposti coloro che svolgono le attività che danno diritto al riconoscimento di vittima del dovere.

Consulta la sezione di questo notiziario: vittime del dovere ultime notizie.

Richiesta di consulenza legale gratuita vittime del dovere

In caso di esposizione a cancerogeni ad agenti cancerogeni, insorgenza di malattie o decessi di appartenenti alle Forze Armate e al Dipartimento Sicurezza, chiedi la tua consulenza legale e medica gratuita attraverso il form sottostante:

Vittime del dovere: attività di servizio riconosciute

I dipendenti pubblici che svolgono determinate attività, nel caso in cui riportino delle infermità, compresa la morte, hanno diritto al riconoscimento dello status di vittima del dovere.

Infatti, ci sono alcune attività di servizio che comportano rischi aggiuntivi, ovvero lo svolgimento di missioni che danno diritto ad alcune prestazioni previdenziali ulteriori. In particolare, la normativa specifica è quella dell’art. 1, commi da 562 a 565, della Legge n. 266 del 23 dicembre 2005.

Inoltre, la Corte di Cassazione ha chiarito che il riconoscimento di vittima del dovere è dovuto anche a coloro che non sono dipendenti pubblici. Poi ci sono altri casi nei quali c’è il diritto al riconoscimento di equiparato a vittima del dovere.

L’art. 1 comma 563, L. 266/2005, qualifica la fattispecie: Per vittime del dovere devono intendersi i soggetti di cui all’art. 3 della legge 13 agosto 1980, n. 466, e, in genere, gli altri dipendenti pubblici deceduti o che abbiano subito un’invalidità permanente in attività di servizio o nell’espletamento delle funzioni di istituto per effetto diretto di lesioni riportate in conseguenza di eventi verificatisi:

a. nel contrasto ad ogni tipo di criminalità;

b. nello svolgimento del servizio di ordine pubblico;

c. nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari;

d. in operazioni di soccorso;

e. in attività di tutela della pubblica incolumità;

f. a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, carattere di ostilità”.

In questi casi sussiste il diritto (vittima del dovere benefici).

Casi di equiparazione a vittime del dovere

Ci sono poi tutti coloro che subiscono infermità permanentemente invalidanti, fino al decesso per le particolari modalità con cui è eseguito il servizio. In questo caso, con il riconoscimento della causa di servizio, sussiste, altresì, il diritto al riconoscimento dell’equiparazione a vittime del dovere.

In particolare, si fa riferimento alle particolari condizioni ambientali ed operative eccedenti l’ordinarietà (art. 1, co. 564, L. 266/2005, e art. 1 del d.p.r. 243/2006), tra le quali l’esposizione ad amianto, a nanoparticelle per proiettili all’uranio impoverito, etc.

Infatti, con il DPR 7 luglio 2006, n. 243 (in Gazzetta ufficiale, 8 agosto, n. 183), è stato emanato il regolamento.

Nell’incipit: “Regolamento concernente termini e modalità di corresponsione delle provvidenze alle vittime del dovere ed ai soggetti equiparati, ai fini della progressiva estensione dei benefici già previsti in favore delle vittime della criminalità e del terrorismo, a norma dell’articolo 1, comma 565, della legge 23 dicembre 2005 n. 266″.

In questo modo, è stata sviluppata la normativa specifica del settore, con l’affermazione della tutela dei diritti di coloro che, per ciò stesso, sono a tutti gli effetti equiparati alle vittime del dovere.

In questo caso, sussiste il diritto ai benefici vittima del dovere (vittima del dovere benefici).

La tutela degli equiparati alle vittime del dovere

L’art. 1 del DPR 243/06, in base all’art. 1 del comma 564, L. 266/2005, identifica tra i soggetti tutelati, coloro che hanno subito tali infermità o la morte, per alcune delle attività che meritano tutele.

In questo modo, anche a queste vittime e ai superstiti, sono attribuite le provvidenze le misure di sostegno e tutela previste dalle leggi 13 agosto 1980, n. 466, 20 ottobre 1990, n. 302, 23 novembre 1998, n. 407, e loro successive modificazioni, e 3 agosto 2004, n. 204″.

A tal proposito, va ricordato che ci sono delle fattispecie specifiche che rientrano nelle tutele delle vittime del dovere benefici.

L’art. 1 del regolamento precisa:

  • “a. per benefici e provvidenze le misure di sostegno e tutela previste dalle leggi 13 agosto 1980, n. 466, 20 ottobre 1990, n. 302, 23 novembre 1998, n. 407, e loro successive modificazioni, e 3 agosto 2004, n. 204″.

In più, con riferimento alle missioni si precisa che la tutela è accordata:

  • “b. per missioni di qualunque natura, le missioni, quali che ne siano gli scopi, autorizzate dall’autorità gerarchicamente o funzionalmente sopraordinate al dipendente”.

Inoltre, ci sono le particolari condizioni ambientali ed operative. In queste ultime, rientrano le esposizioni ad amianto. Queste ultime:

  • “c. per particolari condizioni ambientali od operative, le condizioni comunque implicanti l’esistenza od anche il sopravvenire di circostanze straordinarie e fatti di servizio che hanno esposto il dipendente a maggiori rischi o fatiche, in rapporto alle ordinarie condizioni di svolgimento dei compiti di istituto”.

I soggetti tutelati: Forze Armate e forze dell’ordine

La Legge 466/1980 identifica tra i destinatari delle tutele i magistrati ordinari, militari dell’Arma dei Carabinieri; militari di Corpo di finanza; appartenenti al Corpo delle guardie di pubblica sicurezza; del Corpo degli agenti di custodia; al personale del Corpo forestale dello Stato, funzionari di pubblica sicurezza; personale del Corpo di polizia femminile; personale civile dell’Amministrazione degli istituti di prevenzione e di pena; vigili del Fuoco; appartenenti alle Forze armate dello Stato in servizio di ordine pubblico o di soccorso.

Nell’evoluzione della giurisprudenza, le tutele sono state estese a tutte le vittime. Anche coloro che non sono dipendenti pubblici hanno diritto alle prestazioni previdenziali se hanno subito delle infermità dell’adempimento di un dovere pubblico (SS. UU. 22753/2018).

Sono “soggetti equiparati” coloro che, per esposizione ad amianto, oppure ad altri cancerogeni, sono affetti da malattia professionale (Cassazione Civile, Sezione lavoro, 4238/2019; Cass., sez. lav., n. 20446/2019). 

Le tutele dei danneggiati equiparati a vittime del dovere

I c.d. equiparati vittime del dovere, compresi i militari di leva, hanno gli stessi diritti delle c.d. vittime del dovere. In altri termini, coloro che hanno subito dei danni nello svolgimento delle attività proprie di cui all’art. 1 comma 563 L. 266/2005, e coloro che hanno subito danni per lo svolgimento del servizio in condizioni ambientali lesive (art. 1, comma 564, L. 266/2005), hanno identiche tutele.

I “soggetti equiparati a vittime del dovere”, hanno gli identici diritti delle c.d. vittime del dovere, e sono rappresentate e tutelate dall’ONA.

Amianto in Guardia di Finanza: l’impegno di Antonio Dal Cin

Antonio è l’eroe civile dei tempi moderni. Antonio è stato colpito dall’asbestosi pleurica. Le fibre di amianto che Antonio ha inalato in servizio, si sono conficcate negli alveoli polmonari e gli hanno provocato la reazione infiammatoria. I suoi polmoni sono diventati di cemento. Il cuore si è sfiancato. Ha rischiato che l’infiammazione si trasformasse in cancro della pleura.

Eppure Antonio è sempre lì, dopo il congedo, perchè invalido al 100% a causa della lesione pleurica, ha ottenuto, con l’ONA la bonifica di tutte le caserme della Guardia di Finanza contaminate da amianto.

Ha ottenuto anche il riconoscimento di causa di servizio e di vittima del dovere. Incredibilmente, l’infermità che vale il 100%, e che ne ha determinato il congedo, ai fini dell’indennizzo previdenziale, è stata quantificata al 5%.

È in corso, quindi, una dura disputa giudiziaria, nella quale Antonio è sostenuto legalmente dall’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA.

Segui la storia di Antonio dalle pagine di questo magazine – amianto news Guardia di Finanza

Vittime del dovere equiparazione

Sono dipendenti pubblici, con rapporto di lavoro non privatizzato, coloro che prestano servizio nelle Forze Armate, tra cui la Marina Militare, l’Aeronautica Militare, l’Esercito e i Carabinieri, e del comparto sicurezza, tra cui la Polizia di Stato, i Vigili del Fuoco, le guardie carcerarie e la Guardia di Finanza. Questi dipendenti, in caso di infermità per motivi di servizio, hanno diritto al riconoscimento della c.d. causa di servizio, con liquidazione dell’equo indennizzo, e della pensione privilegiata.

Nel caso in cui le infermità siano legate ad esposizione a cancerogeni tra i quali  amianto (asbesto), altri cancerogeni (benzene, ipa, etc.), radon, nanoparticelle di uranio impoverito, e sottoposti ad un programma vaccinale, e radiazioni, sussiste il diritto alle prestazioni aggiuntive per equiparazione alle vittime del dovere (equiparati vittime del dovere). La normativa originaria (art. 1, comma 563 e 564, L. 266/2005) è stata integrata dall’art. 1, del DPR 243/2006.

Vittime dell’amianto vittime del dovere

L’esposizione ad amianto, tra i dipendenti pubblici, in particolare quelli della difesa e del comparto sicurezza, è stata sempre molto elevata, anche dopo l’introduzione del divieto di cui alla L. 257/92. 

L’asbesto è stato utilizzato in tutti i sistemi d’arma, nelle installazioni e perfino nelle unità navali, negli aeromobili e negli elicotteri, e quindi ne sono stati esposti i dipendenti del Ministero della Difesa (Marina, Esercito, Aeronautica e Carabinieri) e del comparto sicurezza (Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Polizia Municipale, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza).

Amianto/asbesto: epidemia in Marina Militare

L’utilizzo di amianto, in particolare nelle unità navali della Marina Militare Italiana, e nelle basi a terra, da quella di Taranto (Marina Militare Taranto) a quella di La Maddalena (Marina Militare La Maddalena), a quella di La Spezia (Marina Militare La Spezia) e a quella di Augusta (Marina Militare Augusta) e in tutte le altre basi ed arsenali, e perfino negli alloggi, ha provocato un fenomeno epidemico di patologie asbesto correlate.

In particolare, sono stati registrati 530 mesoteliomi solo tra coloro che sono stati imbarcati nelle unità navali della Marina. L’amianto è causa di mesotelioma, il tumore del polmone, della laringe, della faringe, del colon, oltre ad altre neoplasie del tratto gastrointestinale, asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici. 

Per approfondimenti: amianto in Marina Militare

Le vittime delle missioni: vittime del terrorismo

Il personale civile e militare delle Forze Armate è stato impiegato in diverse missioni, tra cui quelle in Afghanistan, Libano, Kosovo, nel Mediterraneo e in Libia. Nel corso di queste missioni, si sono verificati diversi attacchi terroristici, come nel caso degli attentati di Nassiriya, dal 2003 al 2006 nel corso della guerra d’Iraq. La missione italiana denominata “Operazione Antica Babilonia” ha provocato un totale di 50 vittime, tra cui 25 italiani.

Matteo Vanzan: un eroe che l’ONA non dimentica

Tra le vittime anche Matteo Vanzan, primo caporal maggiore dei Lagunari, deceduto in combattimento in Iraq, in missione di protezione della sede CPA di Nasiriyya (presso la Base Libeccio), durante gli scontri del maggio 2004 contro le milizie sciite di Muqtada al-SadrQueste vittime hanno diritto al riconoscimento di vittima del terrorismo.

Uranio impoverito e vittime del dovere

Nel corso delle diverse missioni italiane all’estero, e anche in quelle in Italia, la condizione di rischio del personale civile e militare delle Forze Armate (Marina Militare, Esercito Italiano, Aeronautica Militare, e Carabinieri), in seguito ad esposizione ai diversi agenti cancerogeni e anche per effetto dell’uso di proiettili all’uranio impoverito e ad attività compiute in zone contaminate (in particolare in quelle balcaniche, tra cui il Kosovo).

Questa situazione ha determinato quella condizione di rischio che è alla base dell’epidemia che ha colpito i nostri militari al rientro dalle missioni. Casi di linfoma di Hodgkin, e leucemie, e altri tumori del sistema emolinfopoietico, oltre a quelle asbesto correlate. Le vittime dell’uranio impoverito, sono anch’esse equiparate alle vittime del dovere, con diritto alle relative prestazioni.

I diritti delle vittime del dovere

Le vittime del dovere e i loro familiari hanno diritto ad ottenerne il riconoscimento, cui consegue oltre alle prestazioni proprie per coloro che hanno ottenuto il riconoscimento di causa di servizio (speciale elargizione e pensione privilegiata), anche le prestazioni previdenziali di vittima del dovere, con gli stessi importi riconosciuti alle vittime del terrorismo, e il risarcimento dei danni, prima di tutto quelli non patrimoniali (danno biologico, danno morale e danno esistenziale e per lesione dei diritti costituzionali subiti dalla vittima del dovere).

I danni iure proprio dei familiari superstiti

Abbiamo poi i danni patrimoniali, legati alle diminuite capacità di lavoro, etc., e in caso di decesso, con trasmissione agli eredi, prima di tutto quelli legittimi e poi eventualmente gli eredi testamentari.

I familiari delle vittime del dovere, il coniuge e i figli, hanno diritto anche al risarcimento dei c.d. danni iure proprio. Sono pregiudizi non patrimoniali, quelli morali, esistenziali e per perdita parentale. Sono patrimoniali i pregiudizi per danno emergente e lucro cessante, tra cui lo stipendio del congiunto (di solito il capo famiglia). 

Prestazioni per le vittime del dovere e familiari superstiti

Le vittime del dovere hanno diritto alla tutela legale. In questo modo, con il loro riconoscimento, hanno diritto a delle prestazioni previdenziali:

  • Speciale elargizione da € 200.000, oltre rivalutazione monetaria in ipotesi di inidoneità al servizio o di invalidità non inferiore all’80%. Negli altri casi, € 2.000 per punto percentuale, oltre rivalutazione monetaria.
  • Assegno vitalizio mensile di € 500,00, a condizione che abbiano una lesione invalidante pari al 25%.
  • Speciale assegno vitalizio di € 1.033,00 mensili a condizione che abbiano una lesione invalidante pari al 25%.
  • Due annualità di pensione per gli aventi diritto alla reversibilità.
  • Esenzione Irpef sulle pensioni.
  • Assunzione per chiamata diretta con precedenza assoluta rispetto a ogni altra categoria (diritto esteso ai figli e/o al coniuge in caso di decesso o di invalidità che non consenta la prosecuzione dell’attività lavorativa).
  • Esenzione dal pagamento del ticket sanitario.
  • Accesso alle Borse di studio.
  • Assistenza psicologica.

In caso di decesso, le prestazioni maturate dalla vittima debbono essere erogate ai suoi eredi legittimi. Inoltre, i medesimi essendo anche superstiti, hanno diritto alla costituzione delle relative prestazioni previdenziali.

Diritto al risarcimento dei danni della vittima del dovere

La vittima del dovere ha diritto al risarcimento dei danni, prima di tutto quelli non patrimoniali e poi quelli patrimoniali:

I pregiudizi non patrimoniali subiti dalla vittima del dovere

  • Danni biologici (lesione all’integrità psicofisica)
  • Sofferenza fisica e morale (danni morali)
  • Danni esistenziali (per il peggioramento qualità della vita)

Pregiudizio patrimoniale della vittima del dovere

  • Danno emergente
  • Danno per lucro cessante.

Le prestazioni previdenziali sottratte al risarcimento

L’Avvocatura dello Stato, che difende il Ministero della Difesa e degli altri Ministeri convenuti, in caso di azione di risarcimento danni (presso il TAR per quanto riguarda il pregiudizio subito dalla vittima diretta, se militare, oppure titolare di un rapporto pubblico non privatizzato; ovvero il Giudice del lavoro in tutti gli altri casi; e sempre del Giudice Ordinario per il caso di militari di leva, e per i danni iure proprio dei familiari) eccepisce la c.d. compensatio lucri cum damno.

L’Avvocatura dello Stato sostiene che dall’importo dovuto alla vittima primaria, ovvero ai suoi familiari in caso di decesso e titolari delle prestazioni rispettivamente di coniuge e/o orfani di vittima del dovere, ovvero in assenza dei genitori e/o dei fratelli, deve essere sottratto quanto liquidato a titolo di prestazione di vittima del dovere, e cioè dei benefici previdenziali economici liquidati sia alla vittima primaria che ai familiari.

In questo caso, sarà necessario dimostrare le effettive entità del pregiudizio prima di tutto non patrimoniale e poi patrimoniale subito dalla vittima primaria, ed in caso di decesso, anche degli stretti congiunti, ancorchè titolari delle prestazioni di coniuge ed orfani di vittima del dovere.

Responsabilità civile e l’obbligo del risarcimento dei danni

La salute è il diritto più importante (art. 32 della Costituzione), la cui lesione determina gravi pregiudizi anche nell’esercizio degli altri diritti della vittima e dei suoi familiari, e in molti casi, il decesso, che ha ulteriori più gravi ripercussioni, sia nei periodi appena antecedenti il trapasso, sia per il proseguo nei confronti dei familiari.

L’art. 2087 c.c. e tutte le altre norme di tutela della salute e dell’incolumità psicofisica, trovano applicazione anche in favore di coloro che sono dipendenti pubblici e privati delle Forze Armate (Marina Militare, Esercito, Aeronautica Militare, Carabinieri) e del comparto sicurezza, del Ministero dell’Interno (Polizia di Stato e Vigili del Fuoco) e del Ministero dell’economia e delle finanze (Guardia di Finanza) e del Ministero della Giustizia (Polizia Penitenziaria), come risulta da Corte di Cassazione, IV Sez. Pen., n. 3615/2016.

ASSISTENZA

Commissione d’Inchiesta e le responsabilità dello Stato

Infatti,  nel corso della XVIIa legislatura, la Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati, costituita per accertare i rischi dei militari, ha confermato le responsabilità dello Stato. In particolare, per quanto riguarda le Forze Armate, sono emersi specifici rischi:

Tant’è vero che, lo stesso Avv. Ezio Bonanni, audito dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta, ha confermato questa situazione di rischio.

In conclusione, la Relazione Finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati del 07.02.2018, conferma quanto dichiarato dall’Avv. Ezio Bonanni. Per questi motivi, l’impegno dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni prosegue per la tutela dei diritti delle vittime.

Danni alla salute dei vaccini e vittima del dovere

Le pratiche vaccinali dei militari hanno favorito l’insorgenza di malattie e, in alcuni casi, purtroppo, anche la morte.

Sono più di 400 i nostri militari impiegati in missione che, dopo essere stati sottoposti a pratiche vaccinali, hanno contratto una serie di tumori.

  • Tutela delle vittime dell’uranio impoverito

Un ulteriore agente di rischio per i nostri militari in missione, è costituito dallo svolgimento della loro attività in luoghi nei quali erano stati impiegati i proiettili ad uranio impoverito, Bosnia (1995), Kosovo (1998) e Iraq (1991 e 2003).

Nella Relazione Finale del 07.02.2018, si fa riferimento ai numerosi casi di neoplasie del sangue e del sistema linfatico nei nostri giovanissimi militari sottoposti alla pratica vaccinale e impiegati in territori contaminati con proiettili ad uranio impoverito.

  • leucemia, per 236 ammalati e 97 deceduti;
  • tumori del sistema linfatico, per 27 ammalati e 3 morti;
  • linfomi, per 846 ammalati e 91 deceduti;
  • neoplasie del sangue, per 22 ammalati di cui 3 deceduti;
  • neoplasie dei tessuti molli, per 118 ammalati di cui 21 deceduti.

Lorenzo Motta: danni alla salute da vaccini e uranio impoverito

Lorenzo Motta è il coordinatore del dipartimento per la tutela delle vittime dell’uranio impoverito e dei vaccini contaminati. È egli stesso vittima. La sua triste vicenda, oltre ad essere approdata presso la Commissione d’Inchiesta, ha impresso una svolta nella battaglia giudiziaria per la tutela di tutte le vittime dei vaccini contaminati e dell’uranio impoverito.

  • Dipartimento ONA vittime del dovere

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni si sono da tempo mobilitati per il riconoscimento dei diritti delle vittime del dovere e dei loro familiari. Il Ministero della Difesa in modo particolare, e anche gli altri Ministeri, con l’Avvocatura dello Stato, negano sistematicamente i diritti delle vittime del dovere, rendendo necessario dover agire in sede giudiziaria, sia per ottenere l’accredito delle prestazioni previdenziali di vittima del dovere, che del risarcimento di tutti i danni, sia quelli subiti dalla vittima primaria che dai loro familiari. 

Vittime del dovere Marina Militare

L’amianto è il big killer del personale civile e militare della Marina Militare. L’asbesto, che è sinonimo di amianto, è stato utilizzato in tutte le unità navali della Marina Militare Italiana, molte delle quali ancora in servizio anche dopo dell’entrata in vigore della L. 257/92. Nella relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati del 07.02.2018, si fa riferimento alle numerose indagini, tra cui quelle della Procura della Repubblica di Padova, che avevano già certificato 1.101 casi di vittime tra gli appartenenti alla Marina Militare Italiana.

Risultano censiti 530 casi di mesotelioma già fino al 2015, e il numero di casi è in costante aumento. I casi di mesotelioma, nel personale civile e militare della Marina Militare, sono solo la punta dell’iceberg della strage silenziosa di vittime dell’amianto tra coloro che hanno svolto servizio imbarcati oppure a terra. L’Osservatorio Nazionale Amianto ha censito, con riferimento a tutte le vittime di patologie asbesto correlate Marina Militare, compresi i familiari dei militari, circa 3000 decessi, con un progressivo aumento del numero dei casi. Con l’art. 20, L. 183/2010, c’è stata l’equiparazione delle vittime dell’amianto in Marina Militare alle vittime del dovere, e tale processo di equiparazione si è poi esteso a tutte le altre Forze Armate.

Tutti i militari equiparati alle vittime del dovere

Se vittime dell’amianto, tutti i militari hanno diritto ad ottenere le prestazioni previdenziali di vittima del dovere, senza che possa essere circoscritto al solo personale militare della Marina Militare. Ne consegue che anche le vittime amianto dell’Esercito Italiano, dell’Aeronautica Militare, Carabinieri e Guardia di Finanza e poi di tutti gli altri corpi dello Stato, e ancora anche coloro che non sono dipendenti pubblici, purchè abbiano svolto un servizio per la PA in esposizione ad amianto e ad altri cancerogeni, hanno diritto al riconoscimento delle prestazioni di vittima del dovere.

Il Consiglio di Stato (01.06.2010, n. 02526/2010) ha stabilito che “ai fini del riconoscimento della condizione di equiparato alla vittima del dovere (vittime del dovere equiparazione), è necessario e sufficiente che il militare abbia contratto l’infermità in occasione o a seguito dello svolgimento della attività di servizio a bordo di unità navali, ovvero su mezzi o in infrastrutture militari nei quali era documentalmente presente amianto”. 

Vittime del dovere senza essere dipendenti pubblici

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con Sent. n. 22753/2018, ha confermato le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni circa la sussistenza del diritto ad ottenere la costituzione delle prestazioni di vittima del dovere anche per coloro che non sono dipendenti pubblici che però hanno subito lesione all’integrità psicofisica, e per i loro familiari in caso di decesso, nello svolgere un servizio per la  Pubblica Amministrazione:

20. Va, invece, ricordato che questa Corte (cfr. SU n. 233000/2016) ha riconosciuto la natura assistenziale dei benefici a favore delle vittime del dovere consistente in un sostegno che lo Stato offre a chi abbia subito un’infermità o la perdita di una persona cara a causa della prestazione di un servizio in favore di amministrazioni pubbliche da cui siano derivati particolari rischi“.

La richiamata pronuncia precisa ulteriormente che “tale diritto non rientra nello spettro di diritti e doveri che integrano il rapporto di lavoro subordinato dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche. Si tratta infatti di un diritto che si colloca fuori e va al di là di tale rapporto, contrattualizzato o meno che esso sia, potendo riguardare anche soggetti che con l’amministrazione non abbiano un rapporto di lavoro subordinato ma abbiano in qualsiasi modo svolto un servizio“.

Tutela legale vittime del dovere

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA, assiste, tutela e difende il personale civile e militare esposto ad amianto e altri veleni, per il riconoscimento di vittima del dovere. 

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Equiparazione alle vittime del terrorismo

L’Avv. Ezio Bonanni è il pioniere della tutela delle vittime dell’amianto in Italia, e delle vittime del dovere, tra cui i c.d. equiparati, coloro che hanno contratto infermità o sono deceduti per motivi di servizio (causa di servizio e riconoscimento di equo indennizzo e pensione privilegiata), per esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, che perciò stesso sono “equiparati”.

L’azione di rappresentanza e difesa dell’Avv. Ezio Bonanni e dell’Osservatorio Nazionale Amianto, prima incentrate alla tutela delle vittime dell’amianto nelle Forze Armate e nel comparto sicurezza, si sono poi estese alle vittime del terrorismo, e a tutte le vittime del dovere. 

Il Legislatore ha iniziato, da tempo, un percorso di equiparazione delle vittime del dovere con le vittime del terrorismo, come chiarito dalla Corte di Cassazione: In tema di benefici in favore delle vittime del dovere e dei soggetti ad essi equiparati, l’ammontare dell’assegno vitalizio mensile è uguale a quello dell’analogo assegno attribuito alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, essendo la legislazione primaria in materia permeata da un simile intento perequativo ed in conformità al principio di razionalità-equità di cui all’art. 3 Cosi., come risulta dal ‘diritto vivente’ rappresentato dalla costante giurisprudenza amministrativa ed ordinaria(Corte di Cassazione, SS. UU. Sentenza n. 7761/17 ), così che l’assegno vitalizio è dovuto nella misura di € 500,00, e cioè lo stesso importo erogato alle vittime del terrorismo.

Le prestazioni previdenziali in caso di decesso

In caso di decesso dell’avente diritto, le prestazioni di vittima del dovere sono costituite rispettivamente in favore del coniuge e degli orfani, ed in loro assenza, dei genitori e dei fratelli, cui debbono essere liquidate le stesse prestazioni inizialmente erogate e/o cui avrebbe avuto diritto il deceduto, con decorrenza dalla data della morte.

Riconoscimento benefici familiari anche non a carico fiscale

Il Ministero della Difesa e le altre amministrazioni dello Stato, ivi compresa l’Avvocatura Generale dello Stato, hanno sostenuto e sostengono che i familiari che non sono nel carico fiscale della vittima, in caso di decesso, non hanno diritto ad ottenere le prestazioni di vittima del dovere. Ne sono seguite una serie di controversie giudiziarie, molte delle quali hanno determinato la condanna del Ministero della Difesa alla costituzione delle prestazioni di vittima del dovere con gli stessi importi riconosciuti alle vittime del terrorismo (equiparazione delle vittime del dovere alle vittime del terrorismo).

Intervento della Dott.ssa Renata Roffeni Tiraferri - Conferenza Roma 6 novembre 2018

Il Tribunale di Salerno, Sezione Lavoro, con sentenza 2334/2017 del 30.08.2017, ha condannato il Ministero della Difesa a liquidare a un’orfana di vittima del dovere quanto le era dovuto con parificazione alle vittime del terrorismo. In base all’art. 2 L. 407/1998 “l’importo mensile di €500,00, oltre perequazioni ex lege, e lo speciale assegno vitalizio vittime del dovere (vittime del dovere assegno vitalizio), dell’importo di €1.033,00, oltre perequazioni ex lege, a decorrere dal decesso“.

Vittime del dovere: stessi diritti vittime del terrorismo

L’Avv. Ezio Bonanni ha sempre sostenuto che le vittime del dovere non possano essere discriminate. 

Le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni erano state già accolte dal Tribunale di Cagliari, con sentenza n. 917/2016, che impugnata dal Ministero della Difesa, confermata dalla Corte di Appello di Cagliari, Sez. Lavoro 345/17, coerentemente con la giurisprudenza della Suprema Corte (Cassazione a Sezioni Unite, sentenza n. 7761/2017). Tuttavia, le SS.UU. 22753/2018 hanno costituito un arresto giurisprudenziale, per altro contrario alla tendenza del Legislatore ad uniformare i diritti delle due categorie.

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni hanno in più occasioni, con incontri istituzionali, chiesto che il Legislatore intervenga stabilendo la definitiva equiparazione, ovvero la stessa disciplina, di accesso e dell’entità del diritto tra le vittime del dovere e le vittime del terrorismo (equiparazione vittime del dovere alle vittime del terrorismo). 

L’Avv. Ezio Bonanni, audito dalla prima Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica (29.10.2019), ha ribadito le tesi dell’ONA circa l’ingiusta discriminazione subita dalle vittime del dovere. L’ONA auspica che il disegno di legge presentato dal Senatore Corbetta (Movimento Cinque Stelle), possa essere approvato:

Graduatoria Nazionale vittime del dovere

Per rimanere aggiornato sulle ultime news e per consultare l’elenco delle vittime del dovere, basta leggere la graduatoria vittime del dovereLa graduatoria è in continuo aggiornamento ed è consultabile in qualsiasi momento scaricandola proprio >>cliccando qui oppure visitando il sito della Guardia di Finanza.

Azione civile risarcimento danni

La vittima del dovere, oppure i familiari in caso di decesso, ha diritto al risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali, patiti e patiendi.
Per ottenere tali risarcimenti, le vittime del dovere, possono intraprendere diverse azioni:

  • costituirsi parte civile nel processo penale e chiedere la condanna del Ministero, sia esso della Difesa, dell’Interno, o dell’Economica e delle Finanze, in solido con gli imputati, al risarcimento dei danni da reato (lesioni colpose in caso di patologia; omicidio colposo in caso di decesso);
  • esercitare l’azione civile presso il TAR, facendo valere la responsabilità contrattuale per violazione dell’obbligo di sicurezza;
  • esercitare l’azione civile con azione presso il Tribunale di Roma, chiedendo la condanna del Ministero responsabile, per i profili di responsabilità extracontrattuale e civile da reato.

Azione di risarcimento danni: TAR e Tribunale Civile

I militari hanno il doppio binario: TAR per la responsabilità contrattuale e Giudice civile per la responsabilità extracontrattuale (SS.UU. della Corte di Cassazione, n. 95733 del 05.05.2014 in precedenza SS.UU. 3183/2012).
Per approfondimenti: Danni da amianto: risarcimenti, rendite e benefici contributivi

Vittime del dovere e danni da amianto

Le vittime del dovere hanno diritto a ottenere i relativi benefici e prestazioni previdenziali in caso di patologia asbesto correlata causata dalla attività di servizio o svolgimento di missioni. Le principali malattie causate dall’amianto, che quindi vanno risarcite, sono:

Oltre alle altre patologie riconducibili a diversi agenti cancerogeni, patogeni ed eziologici cui sono stati esposti i militari, come il radon (Monte Venda), l’uranio impoverito e programmi vaccinali.

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