Riconoscimento delle vittime del dovere

Sono considerati vittime del dovere tutti coloro che hanno contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali consegua il decesso, in occasione o a seguito di missioni di ogni natura.
Tra i diversi fattori di rischio:

  • radon
  • uranio impoverito
  • vaccini
  • amianto (o asbesto)

L’amianto è sicuramente il più potente tra i fattori di riscio, poiché induce fibrosi (asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici) e neoplasie (mesotelioma, tumore del polmone, tumore delle ovaie, tumore dello stomaco, tumore della laringe, tumore della faringe, tumore del colon ed altri tumori).
L’asbesto è stato utilizzato in tutti i sistemi d’arma, nelle installazioni e perfino nelle unità navali, negli aeromobili e negli elicotteri, e quindi ne sono stati esposti i dipendenti del Ministero della Difesa (Marina, Esercito, Aeronautica e Carabinieri) e del comparto sicurezza (Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Polizia Municipale, Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza).

Oltre al rischio oncologico, sono vittime del dovere tutti colo che, impiegati in missioni:

    • nel contrasto ad ogni tipo di criminalità;
    • nello svolgimento di servizi di ordine pubblico;
    • nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari;
    • in operazioni di soccorso;
    • in attività di tutela della pubblica incolumità;
    • a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, caratteristiche di ostilità.
Vittime del dovere: intervento Antonio Dal Cin conferenza ona
Vittime del dovere: intervento di Antonio Dal Cin – Conferenza ona

Sono equiparati a vittime del dovere (art. 1, comma 563, Legge 266/2005) i soggetti che abbiano contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali consegua il decesso, in occasione o a seguito di missioni di qualunque natura, effettuate dentro e fuori dai confini nazionali e che siano riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative.
Nel corso della XVIIa legislatura, è stata istituita la Commissione Parlamentare d’Inchiesta avente ad oggetto il rischio legato all’uranio, ai vaccini e alle radiazioni / onde ionizzanti. La relazione finale del 07.02.2018 ha confermato quanto l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni avevano già denunciato (consulta la relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta).
L’Avv. Ezio Bonanni era stato già sentito dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati.

L’ONA ha istituito il Dipartimento Vittime del Dovere attraverso il quale ha ottenuto il riconoscimento della equiparazione alle vittime del dovere e del terrorismo (leggi l’articolo completo). Negli atti di indagini della Commissione Parlamentare d’Inchiesta, in particolare nella relazione finale, è riportato il rischio amianto nella Marina Militare: la Procura della Repubblica di Padova ha segnalato ben 1.101 casi di vittime tra gli appartenenti alla Marina Militare, ed è solo la punta dell’iceberg. L’amianto ha infatti seminato lutti in tutte le Forze Armate e nel Dipartimento Sicurezza, con circa 2.000 i decessi per patologie asbesto correlate (mesotelioma, cancro polmonare, asbestosi, tumori del tratto gastrointestinali, placche pleuriche e ispessimenti pleurici). Le vittime di queste terribili malattie hanno diritto al riconoscimento di vittime del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo e al risarcimento dei danni. L’Avv. Ezio Bonanni, presidente ONA, assiste, tutela e difende il personale civile e militare esposto ad amianto e altri veleni, per il riconoscimento di vittima del dovere.
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Risarcimento danni vittime del dovere

Hanno diritto al risarcimento danni per vittime del dovere tutti i dipendenti delle amministrazioni dello Stato che hanno subito una invalidità permanente in seguito a lesioni riportate in attività di servizio o nell’espletamento delle funzioni di istituto, nonché a tutti gli altri soggetti equiparati che abbiano contratto infermità permanentemente invalidanti o alle quali consegue il decesso in occasione di missioni dentro e fuori dei confini nazionali (riconosciute dipendenti da causa di servizio per le particolari condizioni ambientali od operative).

Numero Verde Osservatorio Nazionale Amianto

I diritti delle vittime del dovere

Il personale civile e militare delle Forze Armate (Marina Militare, Esercito, Aeronautica e Carabinieri) e del Dipartimento di Pubblica Sicurezza (Polizia, Polizia Penitenziaria, Vigili del Fuoco) vittima di esposizione amianto o esposizione a cancerogeni nello svolgimento di di attività e missioni ha diritto, prima di tutto al riconoscimento di vittima del dovere con equiparazione alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, e in più a tutte le altre prestazioni e diritti:

  • Speciale elargizione;
  • Assegno mensile vitalizio per l’importo di €500,00, in luogo del minor importo di €258,23, per effetto della equiparazione alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata;
  • Speciale assegno vitalizio, per l’importo di €1.033,00, con decorrenza dal 02/05/1992;
  • Incremento della retribuzione pensionabile di una quota del 7,5%, ai fini della pensione e dell’indennità di fine rapporto, o altro trattamento equipollente;
  • Aumento figurativo di 10 anni di versamenti contributivi ai fini della pensione e della buona uscita;
  • Esenzioni dall’IRPEF delle prestazioni;
  • Diritto al collocamento obbligatorio con precedenza rispetto ad altra categoria di soggetti e con preferenza a parità di titoli;
  • Borse di studio esenti da imposizione fiscale;
  • Esenzione dalla spesa sanitaria e farmaceutica, estesa anche ai medicinali di fascia C e anche in favore dei famigliari;
  • Assistenza psicologica a carico dello Stato;
  • Esenzione dall’imposta di bollo per tutti gli atti connessi alla liquidazione dei benefici;
  • Equiparazione alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata;

Equiparazione alle vittime del terrorismo

L’Avv. Ezio Bonanni è il pioniere della tutela delle vittime del dovere in Italia in relazione all’esposizione a polveri e fibre di amianto e altri cancerogeni e patogeni.
Inizialmente tali riconoscimenti erano circoscritti alle vittime esposte all’amianto nello svolgimento dell’attività di servizio e/o di missione nella Marina Militare Italiana (art. 20 del D.Lgs. 183/10). Questa norma prevede espressamente che tutti coloro che hanno subito infermità o sono deceduti in seguito ad esposizione ad amianto imbarcati nelle unità navali, siano equiparati alle vittime del dovere.
Successivamente, per effetto di una progressiva equiparazione alle vittime del terrorismo (SS.UU. 7761/2017), le vittime dell’amianto, prima di tutte quelle imbarcate nelle unità navali per missioni (art. 1, comma 563, L. 266/2005), hanno ottenuto il diritto alle prestazioni delle vittime del terrorismo (art. 13, della l. 13.08.1980 n. 466).
Il Consiglio di Stato, con atto del 01.06.2010, n. 02526/2010, ha reso un parere con il quale ha stabilito che “ai fini del riconoscimento della condizione di equiparato alla vittima del dovere (vittime del dovere equiparazione), è necessario e sufficiente che il militare abbia contratto l’infermità in occasione o a seguito dello svolgimento della attività di servizio a bordo di unità navali, ovvero su mezzi o in infrastrutture militari nei quali era documentalmente presente amianto”.

Graduatoria Nazionale vittime del dovere

Per rimanere aggiornato sulle ultime news e per consultare l’elenco delle vittime del dovere, basta leggere la graduatoria vittime del dovere.
La graduatoria è in continuo aggiornamento ed è consultabile in qualsiasi momento sul sito della Guardia di Finanza.

Vittime del dovere equiparate alle vittime del terrorismo

Il Tribunale di Salerno, Sezione Lavoro, con sentenza 2334/2017 del 30.08.2017, ha condannato il Ministero della Difesa a liquidare a un’orfana di vittima del dovere quanto le era dovuto con parificazione alle vittime del terrorismo. In base all’art. 2 L. 407/1998 “l’importo mensile di €500,00, oltre perequazioni ex lege, e lo speciale assegno vitalizio vittime del dovere (vittime del dovere assegno vitalizio), dell’importo di €1.033,00, oltre perequazioni ex lege, a decorrere dal decesso“. Doppio risultato per l’Avv. Ezio Bonanni: oltre alla parificazione alle vittime del terrorismo, è stato riconosciuto il principio in base al quale le prestazioni sono dovute anche se l’orfano o la vedova non fossero fiscalmente a carico del deceduto (contrariamente alle tesi del Ministero della Difesa). Le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni erano state già accolte dal Tribunale di Cagliari, con sentenza n. 917/2016, che impugnata dal Ministero della Difesa, confermata dalla Corte di Appello di Cagliari, Sez. Lavoro 345/17, coerentemente con la giurisprudenza della Suprema Corte (Cassazione a Sezioni Unite, sentenza n. 7761/2017).

Vittima del dovere: le prestazioni a tutti i famigliari

Il Ministero della Difesa nei casi di malattia amianto correlata e decesso, continua a negare il diritto alle prestazioni di vittima del dovere ai famigliari che al momento della morte, non erano a carico del deceduto (vedove e orfani di vittima del dovere).
Sulla base della giurisprudenza già richiamata, queste prestazioni debbono essere riconosciute a tutti i famigliari anche a coloro che al momento della morte non fossero state a carico della vittima (tra le tante, la già citata Tribunale di Salerno, Sezione lavoro, sentenza n. 2334/2017).
L’ Avv. Ezio Bonanni ha chiesto già da anni che il legislatore intervenga per risolvere l’annosa questione del diniego del Ministero della Difesa alla erogazione di prestazioni di vittima del dovere ai famigliari non nel carico fiscale del deceduto. Purtroppo il Governo non è intervenuto e quindi il Ministero continuerà a negare questi diritti e quindi ad imporre di proseguire nelle azioni giudiziarie.
Approfondisci leggendo l’articolo Lo Stato contro le vittime del dovere

Azione civile risarcimento danni

La vittima del dovere, oppure i famigliari in caso di decesso, ha diritto al risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali, patiti e patiendi.
Per ottenere tali risarcimenti, le vittime del dovere, possono intraprendere diverse azioni:

costituirsi parte civile nel processo penale e chiedere la condanna del Ministero, sia esso della Difesa, dell’Interno, o dell’Economica e delle Finanze, in solido con gli imputati, al risarcimento dei danni da reato (lesioni colpose in caso di patologia; omicidio colposo in caso di decesso);
esercitare l’azione civile presso il TAR, facendo valere la responsabilità contrattuale per violazione dell’obbligo di sicurezza;
esercitare l’azione civile con azione presso il Tribunale di Roma, chiedendo la condanna del Ministero responsabile, per i profili di responsabilità extracontrattuale e civile da reato.

I militari hanno il doppio binario: TAR per la responsabilità contrattuale e Giudice civile per la responsabilità extracontrattuale (SS.UU. della Corte di Cassazione, n. 95733 del 05.05.2014 in precedenza SS.UU. 3183/2012).
Per approfondimenti: Danni da amianto: risarcimenti, rendite e benefici contributivi

Vittime del dovere: patologie asbesto correlate

Le vittime del dovere hanno diritto a ottenere i relativi benefici e prestazioni previdenziali in caso di patologia asbesto correlata causata dalla attività di servizio o svolgimento di missioni. Le principali malattie causate dall’amianto, che quindi vanno risarcite, sono:

Oltre alle altre patologie riconducibili a diversi agenti cancerogeni, patogeni ed eziologici cui sono stati esposti i militari, come il radon (Monte Venda), l’uranio impoverito e programmi vaccinali.

In caso di esposizione a cancerogeni ad agenti cancerogeni, insorgenza di malattie o decessi di appartenenti alle Forze Armate e al Dipartimento Sicurezza, chiedi la tua consulenza legale e medica gratuita attraverso il form sottostante:

Il regolamento cui fa riferimento l’art. 1, comma 565, L. 266/2005, è stato poi adottato con l’art. 1 del DPR 343/2006, rubricato alla voce “definizioni”, identifica le prestazioni delle vittime del dovere, così come equiparate alle vittime del terrorismo, nei “benefici e provvidenze, le misure di sostegno e tutela prevista dalle leggi 13 agosto 1980, n. 466, 20 ottobre 1990 n. 302, 23 novembre 1998, n. 407 e loro successive modificazioni, e 3 agosto 2004, n. 206”.

Il Tribunale prosegue “E’ questa, dunque, la norma che definisce i benefici oggetto di estensione e questa norma fa espresso riferimento anche alle successive modificazioni delle norme da applicare”, tra le quali l’art. 4 comma 238 legge n. 350/2003, in base al quale “con effetto dal 1° gennaio 2004 i trattamenti mensili dei soggetti destinatari dell’assegno vitalizio di cui all’articolo 2 della legge 23 novembre 1998, n. 407, e successive modificazioni, sono elevati a 500 euro mensili”.
L’art. 4 D.P.R. n. 243/2006 (Ordine di corresponsione delle provvidenze) disciplina, invece, esclusivamente la calendarizzazione della progressiva estensione dei benefici alle vittime del dovere.
Tale disposizione si limita dunque a determinare la data di decorrenza dei benefici (nella già richiamata ottica della progressiva estensione dei benefici alle vittime del dovere), ma non disciplina l’importo di tali benefici, né lo potrebbe, perché l’art. 1 co. 565 legge n. 266/2005 ha demandato al regolamento la disciplina dei termini e delle modalità per la corresponsione delle provvidenze, ma non anche l’individuazione delle provvidenze oggetto di estensione e/o dell’importo delle stesse, importo che resta fissato dalla legge.
Si aggiunga che lo stesso tenore testuale dell’art. 4 D.P.R. n. 24/2003, nel fare riferimento all’importo ‘originario’ dell’assegno ex art. 2 legge n. 407/1998, peraltro soggetto a “perequazione annua”, non esclude in realtà in alcun modo l’applicazione dell’aumento di cui all’art. 4 co. 238 legge n. 350/2003, alle vittime del dovere e in particolare a coloro che hanno contratto tali infermità per esposizione ad amianto, ovvero ad altri agenti patogeni e cancerogeni e per coloro che, in missione, sono stati impiegati in luoghi oggetto di utilizzo di proiettili all’uranio impoverito, ovvero sottoposto a vaccinazioni che hanno provocato neoplasie o altre patologie.
Nel diritto vivente si afferma il principio della tutela più ampia accordata alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata estesa anche alle vittime del dovere.
L’assegno di cui all’art. 2, L. 407/1998 (assegno vitalizio) deve essere quindi corrisposto alle vittime del dovere nella misura di €500 mensili oltre perequazioni, con decorrenza dal 01.01.2006.

Le vittime amianto e altri cancerogeni delle Forze Armate e ad altri Corpi di Stato hanno diritto al riconoscimento di vittima del dovere per causa di servizio (causa risarcimento danni).
Con la legge 466 del 1980, i cittadini deceduti e superstiti, e i dipendenti pubblici e superstiti, rispettivamente per azioni terroristiche e anche per attività di servizio, hanno diritto ai benefici quale vittime del dovere per causa di servizio (causa amianto) e delle azioni terroristiche. Ne fece seguito la legge 302 del 1990, e ancora la legge 407 del 1998, e ancora la legge 206 del 2006.