Chemioterapia Docetaxel per la cura dei tumori

La chemioterapia con Docetaxel, commercializzato con il nome Taxotore, è stata approvata per la cura di diversi tumori. Si tratta di un farmaco in grado con interferire con la divisione cellulare grazie all’azione citotossica intrinseca del principio attivo. In particolar modo, il farmaco chemioterapico agisce inibendo particolari strutture fibrose che sono indispensabili per la separazione delle cellule. Queste strutture, chiamate microtubuli, compromettono in maniera irreversibile la capacità di crescita e replicazione cellulare. La somministrazione del farmaco favorisce la guarigione di un gran numero di tumori, tra cui: il carcinoma della mammella, il tumore del polmone non a piccole cellule, il carcinoma prostatico e l’adenocarcinoma gastrico.

L’Osservatorio Nazionale Amianto è schierato in prima linea contro l’emergenza cancro, una malattia sempre più diffusa nell’ultimo secolo. In particolar modo le patologie asbesto correlate sono una triste realtà che comportano un elevato numero di morti. Durante la giornata mondiale per la sensibilizzazione per l’amianto, l’associazione ha dichiarato che in Italia, ogni anno, sono diagnosticate circa 7.000 morti per esposizione all’amianto.

Chemioterapia per la cura dei tumori

La chemioterapia è un protocollo terapeutico per la risoluzione dei tumori. Si tratta di una cura generalizzata che colpisce tutte le cellule che presentano un elevato tasso di replicazione cellulare. Le neoplasie, sebbene insorgono in organi differenti e con modalità differenti, presentano caratteristiche comuni. Prendono il nome di “hallmarkers“, ovvero segni distintivi che qualificano le cellule trasformate. Si tratta di comportamenti comuni che prevedono la:

  • proliferazione incontrollata;
  • evasione da parte del sistema immunitario;
  • invasione di nuovi tessuti a causa dello sviluppo di metastasi;
  • acquisizione dell’immortalità cellulare;
  • induzione dell’angiogenesi, ovvero la formazione di nuovi vasi sanguigni.

Il protocollo, oltre ad eliminare le cellule con elevato tasso di replicazione, è applicata anche come protocollo a scopo palliativo. Infatti, la chemioterapia è applicata quando il tumore ha raggiunto delle dimensioni tali da non poter essere asportato tramite l’operazione chirurgica. In questo modo, con la chemioterapia, le dimensioni del tumore diminuiscono ed i sintomi da compressione spariscono del tutto. Oltre alla chemioterapia, altri protocolli di cura per i tumori sono la radioterapia e l’immunoterapia passiva mediante l’utilizzo di anticorpi monoclonali. Questi ultimi, differentemente alla chemioterapia, sono protocolli di cura mirati, che agiscono direttamente sulla massa del tumore. Tuttavia, non sempre è possibile ricorrere alla radioterapia e all’immunoterapia passiva.

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Docetaxel somministrato in chemioterapia

Il farmaco Docetaxel è un chemioterapico appartenente alla classe dei farmaci della famiglia taxani. Questi farmaci esplicano la loro funzione citotossica interagendo con i prodotti metabolici cellulari. In questo caso, come detto in premessa, si tratta dei microtubuli cellulari, che svolgono un ruolo indispensabile durante la divisione cellulare. Queste strutture proteiche partecipano alla formazione del fuso mitotico, un’impalcatura proteica che permette la corretta divisione del materiale genetico nelle nuove cellule figlie. L’interazione del farmaco con i microtubuli inibisce la divisione cellulare, impedendo alle cellule di moltiplicarsi e alla massa cellulare di aumentare le proprie dimensioni.

La somministrazione del farmaco può avvenire sia in monoterapia che in terapia di combinazione con altri farmaci chemioterapici o con altri protocolli di cura. La combinazione di più protocolli di cura permette ai malati oncologici di ottenere un maggiore successo con le terapie e di guarire dalla patologia. Per individuare i pazienti candidabili ad un protocollo di cura, sia di monoterapia che di terapia di combinazione, è opportuno che i malati oncologici si sottopongono ad esami clinici e diagnostici. Questo perché, il pool di medici ed oncologi deve poter valutare al meglio lo stato di salute del paziente e la stadiazione del tumore. Solo in questo modo sarà possibile individuare il protocollo di cura più efficace.

Chemioterapia con il farmaco docetaxel

Come già indicato nei precedenti paragrafi, la chemioterapia con il farmaco docetaxel è stata approvata sia con protocollo monoterapico che con protocollo di cura combinato per la cura di differenti neoplasie. In particolare, per il:

  • tumore della mammella: se in stadio primordiale, il protocollo di cura prevede la somministrazione in forma singola del farmaco; quando il tumore è in stadio avanzato, ha sviluppato metastasi ed è inoperabile, il protocollo di cura prevede la combinazione del farmaco con il ciclofosfamide o con doxorubicina;
  • tumore del polmone non a piccole cellule (in fase metastatica): il protocollo di cura prevede la somministrazione del farmaco in forma singola, che non hanno ricevuto precedenti chemioterapie;
  • carcinoma della prostata: i protocolli di cura per il tumore in stadio avanzato è combinato con il farmaco prednisone o prednisolone;
  • adenocarcinoma dello stomaco: il protocollo di cura combinato il cisplatino e 5-fluorouracile è indicato per il trattamento dei pazienti con adenocarcinoma dello stomaco in fase metastatica, compreso l’adenocarcinoma della giunzione gastroesofagea, che non sono stati curati precedentemente con chemioterapia per la malattia metastatica;
  • cancro del collo e della testa: il protocollo di cura combinato con il cisplatino e 5-fluorouracile è indicato per il trattamento di induzione dei pazienti con carcinoma a cellule squamose localmente avanzato del collo e della testa.

Posologia e somministrazione della chemioterapia con docetaxel

Il farmaco chemioterapico docetaxel è presente in commercio sotto forma di liquido viscoso di colore giallo bruno, diluito in soluzione fisiologica. Come qualsiasi altro chemioterapico, anche il farmaco docetaxel deve essere manipolato da personale esperto e competente per la chemioterapia. Per questo motivo, la somministrazione del farmaco chemioterapico deve essere effettuata sotto stretto controllo di un medico o di una equipe medica. La posologia del farmaco dipende dal tipo di protocollo di cura, dallo stato di salute del paziente e dalla stadiazione del tumore.

La somministrazione del chemioterapico avviene per in infusione in vena con una durata di circa un’ora ogni tre settimane. L’infusione avviene attraverso una cannula, un tubicino sottile introdotto in vena, a livello del braccio o della mano; attraverso il catetere venoso centrale, inserito sotto cute in una vena vicino alla clavicola; infine, attraverso la linea cosiddetta PICC, acronimo dall’inglese peripherally inserted central catheter, che è inserita in una vena periferica, di solito del braccio.

Effetti collaterali della chemioterapia con docetaxel

Gli effetti collaterali della chemioterapia sono variabili e dipendono da soggetto e soggetto. Per questo motivo, non tutti i pazienti che si sottopongono al trattamento riferiscono le stesse reazioni avverse. Questo, anche in ragione del fatto che la somministrazione del farmaco docetaxel può verificarsi anche in combinazione con altri farmaci. Tuttavia, vi sono alcuni effetti collaterali che si ripresentano frequentemente nei pazienti, proprio per l’effetto citotossico della chemioterapia sull’organismo umano. Alcuni di questi sono: nausea, vomito, astenia (stanchezza e spossatezza), caduta dei capelli e disturbi gastrointestinali.

Altri effetti collaterali che insorgono come conseguenza alla chemioterapia con docetaxel sono:

  • riduzione della produzione di cellule ematiche da parte del midollo osseo, dovuta al fatto che queste cellule sono caratterizzate da un elevato tasso di replicazione cellulare;
  • dolore o ulcere del cavo orale, con o senza modeste alterazioni del gusto, motivo per il quale è importante assumere moltissimi liquidi e tenere pulito e disinfettato il cavo orale;
  • modificazioni della cute, che si manifesta tramite eruzione cutanea e prurito;
  • dolore e rossore all’estremità degli arti, come mani e piedi;
  • reazioni allergiche, con prurito, rialzo termico, brividi, rossore localizzato al volto, senso di vertigini, cefalea, mancanza di respiro, ansia e aumento della minzione.

I farmaci chemioterapici possono sviluppare delle reazioni citotossiche anche a livello nervoso. Una delle reazioni che si manifestano con maggiore frequenza in coloro che si sottopongono a chemioterapia sono l’intorpidimento e formicolio di mani e piedi, dolori muscolari, e cefalea.

Ulteriori informazioni per la chemioterapia con docetaxel

Prima di prescrivere un protocollo chemioterapico, i medici oncologi devono poter valutare tutti gli aspetti fisici del paziente e conoscere lo stadio della malattia. Per questo motivo, è necessario sottoporsi ad esami diagnostici, ematici e clinici al fine di prescrivere un protocollo di cura idoneo per la persona e per la malattia. Infatti, durante tutto il percorso chemioterapico, il paziente ed il medico oncologo devono confrontarsi sull’andamento della terapia. Il paziente deve riferire degli effetti collaterali, mentre il medico deve poter valutare alcune modifiche della terapia.

Inoltre, è di fondamentale importanza comunicare i farmaci di utilizzo quotidiano in maniera che questi non possano interferire con la terapia. Anche la volontà di voler procedere con una gravidanza deve essere comunicata al medico oncologo. Questo perché i farmaci chemioterapici possono influire sia sulla gestazione che sulla fertilità della persona. Per le donne è consigliato l’attesa di almeno 5 anni dal termine dell’ultimo ciclo di chemioterapia. Anche l’allattamento durante il trattamento è vivamente sconsigliato. Per gli uomini, invece, la medicina consiglia di attendere almeno 6 mesi dall’ultima infusione del farmaco. Tuttavia, questi ultimi hanno la possibilità di congelare il liquido seminale prima di iniziare la chemioterapia, poiché quest’ultima causa infertilità.

Tumore del polmone: cos’è e come viene diagnosticato

Il tumore del polmone è una neoplasia molto diffusa tra la popolazione mondiale. Si tratta di una patologia multifattoriale, che dipende da un gran numero di fattori eziologici, come il fumo di sigaretta, fumi industriali, agenti chimici e l’amianto. Sulla base della morfologia cellulare e sulla localizzazione della massa tumorale, possono essere distinte differenti forme di neoplasie del polmone. Il tumore del polmone non a piccole cellule, detto anche microcitoma, è un tumore aggressivo che interessa in particolar modo le cellule neuroendocrine dei bronchi e dell’albero bronchiale. Il tumore del polmone si differenzia anche sulla base delle cellule delle strutture anatomiche. Ad esempio, il carcinoma polmonare a cellule squamose, l’adenocarcinoma del polmone ed il carcinoma indifferenziato del polmone.

L’INAIL riconosce il tumore del polmone come una patologie la cui origine lavorativa è di elevata probabilità. Per questo motivo, l’Istituto inserisce la patologia nella lista I delle malattie professionali. Questo vuol dire che il tumore del polmone appartiene a tutte quelle quelle patologie la cui origine lavorativa è di “elevata probabilità“. Le persone devono provare la presenza delle fibre di amianto nel luogo di lavoro per ottenere il riconoscimento della malattia professionale. Coloro che sviluppano patologie asbesto correlate hanno il diritto ad una rendita INAIL e al risarcimento dei danni. L’Osservatorio Nazionale Amianto, assiste e tutela tutte le vittime dell’amianto, anche coloro che sviluppano il tumore del polmone a causa di agenti cancerogeni.

Come diagnosticare e curare il tumore del polmone

Il tumore del polmone si manifesta con particolari segnali di allarme che comprendono: tosse persistente, sangue e perenne presenza di muco nell’albero bronchiale, affanno, dolore al petto, perdita di peso e di appetito, astenia, etc. Per questo motivo, le persone che manifestano tali sintomi devono rivolgersi ad un medico per valutare l’inizio di un percorso di monitoraggio e sorveglianza. Infatti, per diagnosticare la presenza del tumore del polmone è possibile sottoporsi a radiografia. Con la radiografia è possibile valutare la presenza di cellule neoplastiche a livello polmonare ed eventuale coinvolgimento dei linfonodi più vicini all’organo. Tramite le tecniche radiografiche è possibile valutare anche la presenza o meno di versamento pleurico che, la maggior parte delle volte, anticipa la diagnosi.

Altri strumenti diagnostici, utili per la diagnosi del tumore del polmone, sono la tomografia computerizzata, la broncoscopia e la TC toracica. Per avere una conferma della patologia il medico può prescrivere un esame bioptico così da avere un’analisi citologica del campione. Una volta diagnosticata la patologia, valutato lo stadio della malattia e le condizioni fisiche e psichiche del paziente, il medico oncologo prescrive la terapia più idonea al paziente. Tra queste anche la chemioterapia, poiché la maggior parte dei pazienti riceve una diagnosi tardiva, quando ormai la massa del tumore ha raggiunto dimensioni tali da non poter essere operata.

Chemioterapia per la cura delle patologie asbesto correlate

La chemioterapia è un protocollo di cura maggiormente utilizzato per le patologie che si trovano in uno stadio avanzato. Infatti, la chemioterapia ha un raggio di azione molto ampio ed è in grado di colpire un gran numero di cellule ad elevato tasso di replicazione. Per questo motivo, la chemioterapia è utilizzata soprattutto per le patologie asbesto correlate, ovvero malattie che insorgono in seguito ad esposizione a polveri e fibre di amianto. L’insorgenza delle patologie asbesto correlate, solitamente non è accompagnata da nessun campanello di allarme. Di conseguenza, le persone ricevono spesso una diagnosi infausta. Le patologie asbesto correlate si localizzano esclusivamente in determinati organi:

Il mesotelioma: patologia asbesto correlata e tutela legale

Il mesotelioma è una neoplasia monofattoriale che insorge esclusivamente per esposizione alle polveri e alle fibre di amianto. Questa neoplasia è particolarmente invalidante poiché, l’insorgenza non prevede particolari campanelli di allarme. La scoperta della cancerogenicità di tutte le fibre di amianto, ribadita anche nell’ultima monografia IARC, l’amianto è stato messo al bando, per effetto della legge 257 del 1992. A causa dell’elevata incidenza di casi di mesotelioma, in Italia è stato istituito il Registro Nazionale dei Mesoteliomi, un ente presente su tutta la penisola italiana. Questo ente ha il compito di monitorare tutti i casi di mesotelioma, raccogliendo dati sulla storia professionale della vittima, le sue abitudini di vita e quelle dei suoi familiari.

Solo recentemente è stato pubblicato il VII Rapporto Mesoteliomi, il cui censimento riguarda i nuovi casi censiti dal 2016 al 2018. In questi due anni, solo sulla Penisola italiana sono stati censiti 3792 casi di mesotelioma. Il dato epidemico è davvero molto alto, nonostante manchino i dati delle regioni Campania, Abruzzo, Molise, Calabria e Sicilia. Proprio per assistere e tutelare le vittime dell’amianto, nonché i loro familiari, nel 2008 è stato istituito l’Osservatorio Nazionale Amianto, l’unica associazione che dà voce alle vittime dell’amianto.

Tutela legale e medica dell’Osservatorio Nazionale Amianto

L’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, insieme al Presidente, Avv. Ezio Bonanni, offrono servizi di assistenza e tutela medico e legale a coloro che ricevono la diagnosi di patologia asbesto correlata. Possono accedere al servizio anche coloro che si sottopongono a chemioterapia con docetaxel per la cura del mesotelioma o altre patologie invalidanti. Infatti, l’Avv. Bonanni ha raccontato il dato epidemiologico nella pubblicazione il Libro bianco delle morti di amianto in Italia (Ed. 2021)“. Infatti, proprio per abbattere l’epidemia d’amianto, l’ONA ha realizzato l’APP Amianto, uno strumento gratuito per informare e sensibilizzare cittadini e istituzioni sulla fibra killer.

Inoltre, sempre tramite l’app, i cittadini possono segnalare gratuitamente siti caratterizzati dalla presenza di amianto e partecipare alla mappatura ufficiale. Utilizza l’app anche dallo smartphone, e resta aggiornato con i contenuti editoriali nella sezione news.

Assistenza medica e chemioterapia con docetaxel

L’Osservatorio Nazionale Amianto è stata istituita nel 2008 con lo scopo di dare voce a tutte le vittime dell’amianto, nonché ai loro familiari. Svolge servizio di assistenza e consulenza medico legale gratuita su tutto il territorio nazionale, grazie all’istituzione di differenti dipartimenti. Questi ultimi assistono cittadini e lavoratori esposti ad agenti cancerogeni, raccolgono dati sulla storia professionale e sulle abitudini di vita della vittima e dei suoi familiari. Solo in questo modo è possibile raccogliere informazioni sui siti contaminati dalla fibra killer.

Per ricevere assistenza legale e assistenza medica gratuita, immediata contatta l’Osservatorio Nazionale Amianto tramite il form, oppure chiama il numero verde 800 034 294. Un pool di medici ed avvocati sarà a tua disposizione per una consulenza gratuita.

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