Carboplatino come cura del tumore al polmone

Carboplatino, come cura del tumore al polmone, è un farmaco antitumorale somministrato nei pazienti sottoposti alla chemioterapia.

La chemioterapia trova impiego nel trattamento del carcinoma polmonare sia non a piccole cellule (adenocarcinoma) sia a piccole cellule (microcitoma). Si opta per questo approccio terapeutico soprattutto per trattare il carcinoma polmonare a piccole cellule. Il microcitoma è infatti una forma tumorale particolarmente aggressiva.

Il tumore al polmone è una delle prime cause di morte negli Stati industrializzati. Questa neoplasia è multifattoriale. La principale causa è il fumo di sigaretta. Spesso però questo fattore agisce in sinergia con altri agenti cancerogeni, come l’amianto. Le sue capacità di causare danni alla salute sono confermate dallo IARC, nella sua ultima monografia.

Richard Doll, nella sua pubblicazione “A Study of Lung Cancer Mortality in Asbestos Workers“, ha dimostrato come vi sia un effetto sinergico tra fumo di sigaretta e amianto, che porta ad aumentare di 5 volte il rischio di insorgenza di tumore polmonare.

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto assiste le vittime di tumore al polmone e di tutte le patologie asbesto correlate.

L’associazione e il suo presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, mettono a disposizione un servizio di assistenza medica e legale gratuita.

INDICE

Terapia di Carboplatino per le vittime di cancro ai polmoni
Il dosaggio del farmaco Carboplatino
Le controindicazioni del farmaco
Come ricevere assistenza medica e legale?

Tempo di lettura: 5 minuti

Carboplatino come cura chemioterapica tumore al polmone

Il Carboplatino è un agente antitumorale a base di platino, appartenente alla famiglia degli agenti alchilanti. È utilizzato soprattutto per il carcinoma del polmone a piccole cellule.

Questo farmaco è in grado di formare legami con i due filamenti che compongono il DNA. Agisce, in particolare, legandosi ad un atomo di azoto presente nella struttura della guanina. Il legame del Carboplatino al DNA impedisce che questo sia trascritto e replicato. Di conseguenza, se le cellule non sono più in grado di dividersi, allora vanno incontro al meccanismo di morte cellulare programmata definito apoptosi.

È stato introdotto come farmaco chemioterapico a fine anni ’80. Nel tempo ha acquisito sempre più importanza nel trattamento clinico. Infatti Carboplatino effetti collaterali sono notevolmente ridotti rispetto al Cisplatino. Per esempio, a differenza di quest’ultimo, non provoca escrezione renale e, pertanto, rappresenta la prima scelta nei pazienti con problemi di funzionalità renale.

Il Carboplatino è inserito nella lista dei farmaci essenziali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Tale lista comprende un elenco dei farmaci più importanti che devono essere presenti in un sistema sanitario di base.

Il farmaco può essere utilizzato da solo o in associazione ad altri farmaci antineoplastici. Per esempio la terapia può comprendere la Vinorelbina, la Gemcitabina, il Pemetrexed, il Taxotere/Docetaxel, il Paclitaxel/Taxolo o l’Etoposide.

Altri medicinali chemioterapici sono AlectinibAtezolizumab, Brigatinib, Ceritinib, Crizotinib, Dabrafenib, Durvalumab, Gefitinib, Erlotinib, Afatinib, Osimertinib, Nintedanib, Nivolumab, Pembrolizumab, Trametinib.

Cura di Carboplatino: le regole riguardo il dosaggio

La dose abituale di Carboplatino per gli adulti è di 400 mg/m2. Si somministra come singola dose endovenosa in un tempo che varia dai 15 ai 60 minuti.

Poiché il Carboplatino viene somministrato per via endovenosa, possono manifestarsi danni a livello del sito di somministrazione. Per esempio possono verificarsi arrossamento, gonfiore, dolore o fuoriuscita del liquido dalla cannula durante la somministrazione.

Nei pazienti anziani che hanno superato i 65 anni di età il dosaggio deve essere adattato in base alle condizioni di salute della vittima. Inoltre, anche nel caso in cui il paziente soffra di disfunzioni renali, è necessario diminuire la quantità di farmaco somministrato.

In tutti i casi è importante eseguire un monitoraggio continuo per verificare la composizione del sangue e delle urine. Ciò aiuta a tenere sotto controllo l’attività epatica e renale.

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Effetti collaterali Carboplatino, cura del tumore al polmone

Le reazioni alla chemioterapia con il Carboplatino variano a seconda della persona. Gli effetti collaterali più comuni sono febbre oltre i 38°C, nausea, vomito, perdita di appetito, stanchezza e debolezza.

Inoltre può provocare una temporanea riduzione della produzione di cellule ematiche da parte del midollo osseo. Il Carboplatino può causare anemia, tendenza a sviluppare lividi o emorragie e rischio di sviluppare infezioni.

Questo effetto indesiderato può manifestarsi circa 7 giorni dopo la somministrazione del farmaco. Il conteggio delle cellule ematiche raggiunge usualmente i valori minimi 10-14 giorni dopo la chemioterapia. Ricomincia poi a salire gradualmente e si normalizza entro 21-28 giorni.

Ci sono poi effetti collaterali meno frequenti. Tra questi ci sono modificazioni dell’udito, diarrea, dolore al cavo orale, con la comparsa di piccole ulcere, alterazione del gusto e caduta dei capelli o alopecia.

Si può verificare anche l’intorpidimento o formicolio a mani e piedi (neuropatia periferica). Quest’effetto è determinato dall’azione del farmaco sui nervi. Si manifesta raramente se il trattamento è effettuato con un dosaggio normale, ma può insorgere se le dosi sono molto elevate.

Infine, nei casi in cui il trattamento è effettuato con una combinazione di farmaci chemioterapici, bisogna tenere presente che gli effetti collaterali possono essere diversi.

Le controindicazioni della terapia con altri medicinali

Il Carboplatino può causare delle controindicazioni anche quando vengono assunti altri farmaci contemporaneamente alla terapia.

Un esempio di composto la cui tossicità aumenta se somministrato in concomitanza a Carboplatino è il farmaco antipsicotico Clozapina.

Si deve, inoltre, evitare la somministrazione di farmaci che possono danneggiare l’orecchio interno o i reni, come ad esempio:

  • capreomicina, un antibatterico impiegato per il trattamento della tubercolosi;
  • antibiotici aminoglicosidici, come ad esempio gentamicina e streptomicina;
  • antibiotici polimixinici, come la colistina;
  • diuretici, come la furosemide.

L’associazione di Carboplatino a questi medicinali ne aumenta la tossicità. Per questo la somministrazione in contemporanea è sconsigliata.

Un altro farmaco di cui è sconsigliata l’assunzione concomitante con il Carboplatino è la Fenitoina. Questo medicinale è impiegato per trattare l’epilessia. Il Carboplatino, infatti, riduce i livelli di Fenitoina nel sangue. Può quindi portare alla ricomparsa delle crisi epilettiche.

Anche l’associazione con Digossina è da evitare. Il Carboplatino diminuisce la concentrazione ematica di Digossina. Di conseguenza ne diminuisce l’efficacia terapeutica.

Infine il Carboplatino non dev’essere utilizzato durante la gravidanza, poiché potrebbe compromettere lo sviluppo del feto. Inoltre è sconsigliato anche allattare se sottoposti al trattamento.

ONA: tutela medica e legale vittime tumore al polmone

L’ONA si occupa di assistere tutte le vittime di tumore al polmone, mesotelioma o altre malattie asbesto correlate.

Grazie al team di avvocati, coordinati dall’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, si offre un servizio di assistenza legale gratuito. Le vittime vengono guidate in tutte le fasi dell’iter legale, al fine di ottenere il riconoscimento di tutti i diritti e benefici previsti dalla legge, come il risarcimento dei danni.

Si può fare richiesta anche di assistenza medica gratuita per ottenere una diagnosi precoce, terapie tempestive e sorveglianza sanitaria. Si occupa inoltre di tutelare legalmente tutte le vittime di malasanità, assicurando la responsabilità medica.

È possibile fare richiesta specifica attraverso il formulario nella pagina oppure chiamando il numero verde gratuito.