Equo indennizzo per causa di servizio

L’equo indennizzo per causa di servizio può essere richiesto dai dipendenti pubblici, non soggetti alla riforma di cui all’art. 6 della L. 214/2011. Questa norma segna uno spartiacque nella disciplina dell’indennizzo del danno biologico in caso di malattia professionale del dipendente pubblico. L’art. 6 L. 214/2011 ha fatto salvi i diritti all’equo indennizzo in caso di causa di servizio per coloro che fanno parte della Polizia di Stato, il Corpo dei Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, il Personale Militare, etc., che in caso di lesione, che sia infortunio o malattia professionale, possono ancora chiedere il pagamento dell’equo indennizzo.

Equo indennizzo: che cos’è

L’equo indennizzo è il pagamento di una somma di denaro, una prestazione risarcitoria – una tantum – in denaro, concessa al lavoratore. Questo risarcimento è a carico dell’Amministrazione, per effetto del riconoscimento da parte della Commissione Medica competente, per menomazioni che hanno causato danni permanenti all’integrità fisica o psichica del lavoratore. La condizione è costituita dalla riconducibilità di queste infermità all’attività di servizio.

L’istituto è stato introdotto dall’art. 68 del Testo Unico delle disposizioni concernenti lo Statuto degli Impiegati Civili dello Stato (DPR 3/1957 e dal relativo regolamento di esecuzione, DPR 686/1986) e sino al 2011 era destinato a tutti i dipendenti dello stato.

Dal 6 dicembre 2011, a seguito della Legge Fornero (art. 6 della legge 201/2011), l’equo indennizzo è erogabile solo per il personale appartenente alle Forze Armate quindi Esercito, Marina e Aeronautica, all’Arma dei Carabinieri, alle Forze di Polizia ad ordinamento civile ovvero Polizia di Stato, Corpo forestalePolizia Penitenziaria, Guardia di finanza vigili del fuoco.

Recentemente il decreto legge sulla sicurezza delle città, attualmente all’esame del Parlamento, sta disponendo il ripristino dell’istituto in favore del personale della polizia municipale.

Domanda di riconoscimento dell’equo indennizzo

L’equo indennizzo può essere richiesto nel caso del riconoscimento della causa di servizio. E’ preferibile che la domanda amministrativa di riconoscimento dell’equo indennizzo sia depositata contestualmente alla domanda di riconoscimento della causa di servizio, e a quella di riconoscimento dello status di vittima del dovere, nei casi di cui all’art. 1 co. 563, o 564 L. 266/05.

Visti gli stretti termini di decadenza (6 mesi), è preferibile che nella domanda amministrativa sia richiesto anche il riconoscimento dell’equo indennizzo.

Questa somma di denaro,  corrisposta una tantum dall’Amministrazione al dipendente del pubblico impiego che abbia subito un’invalidità permanente o sia deceduto per ragioni di servizio, costituisce soltanto un indennizzo, e non il risarcimento integrale di tutti i danni. La vittima ha, quindi, diritto a domandare il risarcimento di tutti i danni subiti per effetto della infermità per causa di servizio.

I presupposti per l’equo indennizzo

Per l’indennizzabilità della lesione o dell’infermità, deve essere riconosciuta prima di tutto la dipendenza da causa di servizio. Le lesioni possono essere ascrivibili alle tabelle “A” o “B” di cui al DPR 915/1978 dopo la loro stabilizzazione.

In caso di decesso del lavoratore, che sia ricononducibile a causa di servizio, ovvero la cui lesione, ovvero infermità sia dipendente da fatti di servizio, l’equo indennizzo deve essere liquidato agli eredi. Questi ultimi, dopo la morte del loro congiunto, dovranno depositare la domanda equo indennizzo. La misura dell’equo indennizzo è graduata in funzione della gravità della menomazione del lavoratore secondo la tabella 1 allegata alla legge 662/1996.

Tale tabella prevede, dopo la modifica dell’articolo 1, co. 210 della legge 266/05 dal 1° gennaio 2006, che nei casi di lesioni ascritte alla prima categoria (cioè quelle più gravi) o che abbiano determinato il decesso del lavoratore, l’importo dell’equo indennizzo è pari a 2 volte il trattamento dello stipendio tabellare in godimento alla data di presentazione della domanda. Si escludono, nel conteggio, le altre voci della retribuzione che hanno carattere continuativo e fisso. Tra queste ultime, per esempio, la tredicesima. In caso di lesioni inferiori, l’equo indennizzo si calcola in una percentuale che oscilla tra il 92 ed il 3% dell’importo stabilito per la prima categoria.

Nel caso in cui la domanda di riconoscimento della causa di servizio sia presentata dall’ex dipendente dopo il collocamento in quiescenza (pensione), si deve tener conto dello stipendio che la vittima ha percepito al momento della cessazione dal servizio.

L’art. 49 del DPR n. 686/1957 sancisce la riduzione dell’equo indennizzo, per il 25% se il dipendente ha superato i cinquanta anni di etàe del 50% se ha superato il sessantesimo anno.

Tabella di determinazione della misura dell’equo indennizzo per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, co. 2 del Dlgs 29/1993.
Categoria di menomazione di cui alla tabella A del DPR 30.12.1981Misura
Prima CategoriaDue volte l’importo dello stipendio tabellare in godimento alla data di presentazione della domanda
Seconda Categoria92% dell’importo stabilito per la prima categoria
Terza Categoria75% dell’importo stabilito per la prima categoria
Quarta Categoria61% dell’importo stabilito per la prima categoria
Quinta Categoria44% dell’importo stabilito per la prima categoria
Sesta Categoria27% dell’importo stabilito per la prima categoria
Settima Categoria12 % dell’importo stabilito per la prima categoria
Ottava Categoria6% dell’importo stabilito per la prima categoria
Tabella B allegata al DPR 834/1981 Per tutte le menomazioni, 3% dell’importo stabilito per la prima categoria

Riduzione dell’equo indennizzo

Sempre l’art. 49 del DPR n. 686/1957, dispone che nell’applicare tale riduzione, si deve tener conto dell’età che il dipendente aveva al momento dell’evento dannoso, che si identifica con la data di conoscibilità dell’infermità, che risulta dal verbale di visita medica collegiale.

L’art. 50 del DPR n. 686/1957, stabilisce che l’equo indennizzo è ridotto del 50% se il dipendente è titolare della pensione privilegiata;

Se la pensione è riconosciuta successivamente, l’importo dell’equo indennizzo, oggetto di riduzione, è  recuperato con la trattenuta mensile del 10% sulla pensione (art. 144 DPR n. 1092/1973 che riproduce l’art. 60 DPR n. 686/1957).

La ripetizione del 50% dell’importo dell’equo indennizzo, così ridotto non è previsto nel caso di equo indennizzo conferito ai superstiti, a seguito del riconoscimento della dipendenza del decesso con attribuzione loro della pensione privilegiata indiretta.

L’art. 50 del DPR n. 686/1957 sancisce che vada dedotto dall’equo indennizzo quanto eventualmente percepito dal dipendente o dai suoi superstiti in virtù di assicurazione a carico dello Stato o di altra Pubblica Amministrazione. Il beneficio, pertanto, non è cumulabile con le somme corrisposte dall’Inail a titolo di indennizzo o rendita nei confronti dell’assicurato o dei suoi superstiti.

In molte occasioni, le infermità per motivi di servizio, provocano la morte del lavoratore. E’ il caso, per rimanere nel tema della platea degli aventi diritto, dopo la riforma del 2011, dei militari esposti a polveri e fibre di amianto, piuttosto che ad uranio impoverito e a pratiche vaccinali errate, e a tutte quelle condizioni di rischio, più volte denunciate dall’Osservatorio Nazionale Amianto e dall’Avv. Ezio Bonanni.

Soltanto tra coloro che hanno svolto servizio imbarcati nelle unità navali della Marina Militare Italiana, fino al 2015 sono stati censiti 570 casi di mesotelioma, che costituiscono la punta dell’iceberg. Anche i militari di leva sono stati oggetto di lesioni biologiche per esposizione ad amianto. La condizione di rischio legata alle fibre di asbesto è estesa a tutte le Forze Armate. L’Esercito, l’Aeronautica Militare, i Carabinieri e gli altri comparti, tra cui anche i Vigili del Fuoco, sono stati duramente colpiti dalla fibra killer.

Il riconoscimento della causa di servizio, oltre alla liquidazione dell’equo indennizzo, da diritto alle prestazioni di vittima del dovere. Sia la vittima che i famigliari, hanno diritto all’integrale risarcimento di tutti i danni.

Quindi, in caso di morte, trovano applicazione le normali norme del Codice Civile in tema di successione. Quella legittima, in assenza di testamento. Solo per i superstiti dei militari deceduti a seguito di incidente di volo, e’ concesso d’ufficio un anticipo nella misura pari ai nove decimi dell’ammontare globale del beneficio stesso, avuto riguardo alla misura in vigore al verificarsi dell’evento lesivo, anticipo che che viene reintegrato in sede di liquidazione definitiva dell’indennizzo (art. 1883 Dlgs 66/2010).

Documentazione e termini

La domanda di equo indennizzo deve essere presentata all’amministrazione presso la quale la vittima presta o ha prestato servizio e presuppone quella di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio.

Nell’ipotesi in cui la domanda di equo indennizzo sia contestuale alla richiesta di “riconoscimento” della dipendenza, il termine per la presentazione è di sei mesi decorrenti: a) dalla data in cui è avvenuto il decesso; b) dalla data dell’infortunio; c) dalla data in cui si è avuta conoscenza dello stato di malattia, dal quale sia derivata la menomazione ascrivibile a categoria tabellare.

La domanda di equo indennizzo può essere presentata nel corso del procedimento di riconoscimento della dipendenza da causa di servizio (che può essere avviato anche d’ufficio): a) entro dieci giorni dalla comunicazione, da parte dell’Amministrazione, dell’invio degli atti al Comitato di Verifica per le Cause di Servizio per la richiesta di parere sulla dipendenza; b) entro sei mesi dalla notifica del provvedimento di riconoscimento della causa di servizio.

Dopo la cessazione dal servizio, il termine per la presentazione della domanda di equo indennizzo, è sempre di sei mesi. Il termine di 6 mesi, decorsi i quali vi è decadenza, decorrono dalla conoscibilità della menomazione dell’infermità, entro il limite massimo di cinque anni dal collocamento a riposo (elevato a dieci per il parkinsonismo e le malattie ad eziopatogenesi non definita o idiopatica). Il termine dei sei mesi dalla data del decesso è imposto ai superstiti del lavoratore che intendano ottenere l’equo indennizzo. In caso di concessione di equo indennizzo, la domanda di aggravamento può essere proposta una sola volta, nel termine di cinque anni dalla comunicazione del decreto concessivo.

Nel caso in cui ci sia una nuova liquidazione di indennizzo, va detratto quanto oggetto di liquidazione in ordine al precedente indennizzo, se l’infermità è la medesima (art. 57, DPR 686/1957).

News causa di servizio ed equo indennizzo: il giornale dell’amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA svolge un ruolo centrale nella tutela della salute, con la prevenzione primaria. L’equo indennizzo, come pure il risarcimento del danno, non restituiscono la salute e la vita a chi l’ha persa, e sono i beni più preziosi. L’equo indennizzo, può al più essere sufficiente ad acquistare un mazzo di fiori da portare sulla tomba del caro estinto, oppure all’obolo per permettere agli orfani di terminare gli studi. Contro questa logica, si è battuto e si batte l’Avv. Ezio Bonanni, che afferma il principio della tutela della salute, con la rimozione del rischio alla radice. Evitare tutte le esposizioni ad amiantoche è detto anche asbesto, così per gli altri cancerogeni. In questo modo si evita l’insorgenza del cancro e delle altre patologie asbesto correlate, tra le quali l’asbestosi, le placche pleuriche, gli ispessimenti pleurici. Sono proprio queste patologie fibrotiche a costituire la prima fase dello sviluppo che porta al cancro. La più aggressiva neoplasia asbesto correlata è il mesoteliomaQuesto cancro del mesotelio, che avvolge i polmoni (mesotelioma pleurico), il cuore (mesotelioma del pericardio), il peritoneo (mesotelioma peritoneale), il testicolo (mesotelioma della tunica vaginale del testicolo), colpisce tutti coloro che sono esposti ad asbesto. L’amianto è l’unica causa del mesotelioma. E’, quindi, sufficiente evitare l’esposizione ad amianto, per preservare la salute e la vita: infatti, il mesotelioma è quasi sempre mortale. Pertanto, gli sforzi dell’amministrazione dovrebbero essere indirizzati non tanto al pagamento dell’equo indennizzo e delle altre prestazioni, che quasi sempre purtroppo rifiuta, quanto ad evitare ogni forma di esposizione alla fibra killer. Così anche per quanto riguarda gli altri cancerogeni (prevenzione primaria).

Il giornale dell’amianto è, quindi, l’organo di informazione che diffonde tutte le notizie sui casi di malattia professionale e di causa di servizio, e delle tutele che spettano alle vittime e ai loro superstiti:

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Tutela del personale vittima di causa di servizio

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano tutti coloro che sono vittime di malattie professionali, per causa di servizio.

Assistenza medica e legale gratuita riconoscimento equo indennizzo

L’assistenza medica e quella legale sono erogate in modo gratuito ed è sufficiente farne richiesta:

La causa di servizio: come ottenerne il riconoscimento con l’assistenza ONA

Come ottenere il riconoscimento di causa di servizio

L’Avv. Ezio Bonanni guida il pool dei legali dell’ONA per la consulenza legale gratuita. Rivolgiti all’ONA ed otterrai il riconoscimento della causa di servizio, dell’equo indennizzo e le prestazioni previdenziali delle vittime del dovere e il risarcimento dei danni..

Approfondimento causa di servizio