Danno esistenziale: risarcimento per le vittime

Il danno esistenziale è un pregiudizio di natura non patrimoniale che indica un peggioramento della qualità della vita della vittima, a causa di un evento lesivo.

Il danno esistenziale, insieme a quello biologico e morale, fa parte del danno non patrimoniale (art. 2059 del codice civile). È quindi risarcibile indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla capacità della vittima di produrre reddito (artt.138 e 139 del Codice delle assicurazioni private). Le perdite economiche, invece, fanno parte della categoria dei danni patrimoniali.

Le vittime che hanno contratto una malattia professionale hanno diritto all’integrale risarcimento dei danni, compresi quelli esistenziali.

L’ONA–Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente, l’Avvocato Bonanni, si occupano di tutelare legalmente le vittime e di salvaguardare i loro diritti. La loro azione si rivolge soprattutto ai cittadini e lavoratori esposti a pericolosi agenti cancerogeni. Tra questi è compreso l’amianto, come conferma l’ultima monografia IARC.

consulenza danno esistenziale

Per evitare qualsiasi esposizione e il conseguente danno alla salute è necessario segnalare i siti contaminati, attraverso l’APP Amianto, e bonificare le aree. Infatti, purtroppo, la presenza di materiali contenenti amianto in edifici privati e pubblici è ancora diffusa in Italia, come denuncia l’Avvocato Bonanni in “Il libro bianco delle morti di amianto in Itali – Ed.2022“.

Indice dei contenuti

  • Cosa significa risarcimento per danno esistenziale?

  • Riconoscimento del danno esistenziale

  • Come calcolare danno esistenziale?


  • Tempo di lettura: 6 minuti

    Risarcimento danno esistenziale definizione

    La definizione danno esistenziale indica l’alterazione delle abitudini e degli assetti relazionali propri dell’individuo, sia all’interno sia all’esterno del nucleo familiare. Infatti, le modificazioni negative si ripercuotono anche sulle modalità di espressione e realizzazione della personalità nel mondo esterno.

    Le lesioni apparteneti al danno esistenziale coinvolgono i valori fondamentali della propria esistenza. Perciò è tutto ciò che può provocare forti disagi e alterazioni della personalità nella vittima, tali da cagionare un deterioramento o uno stravolgimento apprezzabile della qualità della sua vita sociale e delle sue abitudini personali.

    I requisiti che rendono un pregiudizio di natura esistenziale sono che:

    • il fatto deve essere lesivo di diritti inviolabili, costituzionalmente tutelati;
    • la lesione risulta di un certo rilievo;
    • il danno non corrisponde a mero disagio o fastidio.

    Infatti, se nel danno esistenziale si intendesse includere pregiudizi non lesivi di diritti inviolabili della persona, tale categoria sarebbe del tutto illegittima. Simili pregiudizi sono irrisarcibili, come stabilito dal divieto previsto all’art. 2059 c.c. (Cass., 26972/2008).

    Principali differenze tra danno morale ed esistenziale

    Un pregiudizio esistenziale si distingue da quello morale. Infatti, seppur inseriti nella stessa categoria del danno non patrimoniale, si differenziano nettamente.

    Il danno esistenziale è tangibile, concreto e visibile dall’esterno. Inoltre comporta l’impossibilità di svolgere attività abituali. Invece un danno morale rappresenta una sofferenza interiore della vittima.

    Perciò il danno morale non è assorbito nel danno esistenziale e viceversa. Si tratta di due voci autonome, non sovrapponibili, e andranno considerate distintamente (Cass., III Sezione Civile, sentenza 2788/2019).

    Come dimostrare il danno esistenziale: onere della prova

    La tipologia di pregiudizio esistenziale non è determinabile attraverso una perizia medico legale e non è quantificabile attraverso valori percentuali, come nel caso dell’invalidità permanente. Quindi spetta al danneggiato l’onere di provare in modo tangibile e oggettivamente accertabile il danno subito.

    Nell’ambito della responsabilità civile, per l’accertamento del nesso causale tra condotta illecita ed evento di danno non è necessaria la dimostrazione di un rapporto di consequenzialità necessaria. Invece è sufficiente la sussistenza di un rapporto di mera probabilità scientifica.

    Ne consegue che il nesso causale può essere ritenuto sussistente non solo quando il danno possa ritenersi conseguenza inevitabile della condotta, ma anche quando ne risulti conseguenza “altamente probabile e verosimile“, secondo la regola del “più probabile che non“.

    Riconoscere il pregiudizio esistenziale: la giurisprudenza

    Data la soggettività del pregiudizio di tipo esistenziale, non esiste una normativa unica. Negli anni la giurisprudenza si è divisa nel riconoscere o meno il risarcimento del danno esistenziale.

    Per esempio, nel 2016, la Cassazione inizialmente ne esclude l’autonomia risarcitoria. “Non è ammissibile nel nostro ordinamento l’autonoma categoria del danno esistenziale inteso quale pregiudizio alle attività non remunerative della persona. Ove in essa si ricomprendano i pregiudizi scaturenti dalla lesione di interessi della persona di rango costituzionale, ovvero derivanti da fatti-reato, essi sono già risarcibili ai sensi dell’art. 2059 c.c., interpretato in modo conforme a Costituzione. Di conseguenza la liquidazione di un’ulteriore posta di danno comporterebbe una duplicazione risarcitoria” (Cass., sentenza 336 del 13.01.2016).

    A distanza di pochi mesi, però, è sempre la Cassazione a mettere in discussione l’onnicomprensività del danno biologico. Il Giudice relatore, infatti, tenendo conto degli studi psicologici e psichiatrici, riconosce l’autonomia concettuale e risarcitoria del danno morale e del danno esistenziale. Il primo è collegato a un sentire interiore, il secondo al modo in cui un individuo percepisce se stesso in relazione con gli altri (Cass., sentenza 7766 del 20.04.2016).

    Danno esistenziale quantificazione del risarcimento

    Una vittima può non subire danni alla salute ma soffrire allo stesso modo di un concreto e tangibile peggioramento della qualità della propria vita a causa dell’illecito subito. In questi casi parte della giurisprudenza è d’accordo nel risarcire il daneggiato.

    Il danno non patrimoniale, anche se non conseguente a una lesione alla salute, va comunque risarcito quando lede altri interessi e valori protetti dalla Costituzione,
    suscettibile di valutazione equitativa
    ” (Cass., sentenza 19963/2013; Cass., sentenza 7513/2018).

    Ma, data la soggettività del danno e l’assenza di una normativa unica, sarà compito del giudice analizzare e valutare, caso per caso, la sussistenza dei danni esistenziali e a determinare l’entità del risarcimento.

    Le sentenze di San Martino del 2008 hanno stabilito che il danno non patrimoniale è unitario. Questo vuol dire che le sue componenti non possono essere risarcite autonomamente. Per stabilire l’entità degli importi dovuti per il risarcimento si prendono in considerazione le Tabelle del Tribunale di Milano. In questo modo, il risarcimento del danno biologico è calcolato su base equitativa con personalizzazione, che tenga conto della sfera morale ed esistenziale.

    Infatti circostanze eccezionali consentono al giudice di stabilire un aumento dell’ammontare del risarcimento. Secondo quanto stabilito dall’art.138 del Codice delle assicurazioni private, qualora le lesioni macropermanenti, cioè superiore a 9 punti d’invalidità, incidano in maniera considerevole e rilevante sui suoi aspetti dinamico-relazionali, il risarcimento del danno non patrimoniale previsto dalle tabelle di Milano può essere incrementato dal giudice fino al 30%. Invece, per le lesioni micropermanenti, cioè inferiori a 9 punti d’invalidità, il giudice ha la possibilità di aumentare l’importo per danni esistenziali risarcimento fino al 20%.

    Consulenza legale dell’ONA alle vittime

    L’ONA e l’Avvocato Ezio Bonanni assistono tutte le vittime, grazie al servizio di consulenza legale gratuita. In questo modo si può ottenere la tutela di tutti i propri diritti e delle prestazioni assistenziali e previdenziali. Inoltre si può richiedere l’integrale ristoro dei danni. La materia risarcitoria è alquanto complessa. Per questo motivo l’Avvocato Bonanni ha chiarito gli aspetti più importanti nel suo libro “Il danno da amianto-Profili risarcitori e tutela medico-legale“.

    Infine chi subisce un danno alla propria salute può usufruire anche della consulenza medica gratuita, grazie al lavoro dei medici volontari coordinati dal Dott. Cianciosi.

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