ASBESTOSI

LOsservatorio Nazionale Amianto assiste gratuitamente tutti i cittadini che si sono ammalati di asbestosi, con un pull di medici e di avvocati, per la terapia e cura dell’asbestosi e di qualsiasi altra patologia asbesto correlata. 

Numero verde ona

L’asbestosi polmonare è una malattia respiratoria cronica causata esclusivamente dalle fibre di amianto (asbesto sinonimo). Ha un decorso progressivo, con complicazioni cardiache ed evolve in tumore polmonare o mesotelioma pleurico. I lavoratori esposti ad asbesto o amianto debbono essere sottoposti a controlli sanitari periodici (sorveglianza sanitaria) per la diagnosi precoce di questa fibrosi (asbestosi diagnosi), che permette la terapia e cura tempestiva e quindi più efficace. Il servizio di assistenza medica dell’ONA, e la tutela legale con l’assistenza dell’Avv. Ezio Bonanni e degli altri legali dell’associazione, può essere richiesta attraverso lo Sportello Nazionale Amianto oppure con il numero verde gratuito.

Assistenza medica e tutela legale 

Per usufruire del servizio di assistenza medica e di assistenza legale gratuita fornita dall’ONA, è sufficiente farne richiesta:

Asbestosi: assistenza legale

In caso di asbestosi, fibrosi da asbesto, l’ONA fornisce il servizio di assistenza legale, con il riconoscimento dell’indennizzo INAIL, del prepensionamento INPS (pensionamento anticipato malattia professionale), e il risarcimento dei danni. Per il personale civile e militare delle Forze Armate e del comparto sicurezza, sussiste il diritto ad ottenere il riconoscimento di causa di servizio e della qualità di vittima del dovere

La rendita indennizzo INAIL è riconosciuta sulla base dell’accertamento del grado invalidante:

  • inferiore al 6%: l’Inail non indennizza il danno biologico e il datore di lavoro deve risarcire per intero i danni
  • dal 6% al 15%: il datore di lavoro risarcisce i danni differenziali, morali, esistenziali e patrimoniali
  • a partire dal 16%: l’inail indennizza il danno biologico e patrimoniale e il datore di lavoro i danni differenziali e complementari

Entro il 31 marzo 2020, le vittime amianto asbesto che hanno con riconoscimento INAIL asbestosi malattia professionale e/o di causa di servizio possono presentare la domanda INPS per il pensionamento anticipato (pensione immediata per asbestosi), indipendentemente dal raggiungimento dell’anzianità contributiva ed anagrafica.

Questa prestazione può essere richiesta nel caso in cui il lavoratore che ha ottenuto il riconoscimento della malattia professionale asbestosi, e al quale debbono essere accreditate le maggiorazioni contributive con l’art. 13, comma 7, L. 257/92, con la moltiplicazione del periodo contributivo di esposizione con il coefficiente 1,5, non avesse ancora maturato il diritto a pensione.

Approfondisci su: 

Asbestosi risarcimento danni

Nel caso di riconoscimento di asbestosi malattia professionale sussiste il diritto al risarcimento di tutti i danni subiti dal lavoratore malato di fibrosi polmonare da asbesto, al netto dell’indennizzo INAIL, con l’integrale risarcimento di tutti i pregiudizi prima di tutto biologici (danno biologico), poi morali ed esistenziali, questi ultimi non ricompresi nell’indennizzo INAIL e poi patrimoniali, per danno emergente e lucro cessante. 

In caso di decesso, gli eredi hanno diritto alla liquidazione di quanto maturato dal lavoratore defunto (risarcimento danni lavoratore defunto). I familiari hanno diritto altresì al risarcimento dei danni iure proprio, singolarmente sofferti per la malattia e la morte del loro congiunto.

Tutti i pregiudizi, sia della vittima primaria che dei suoi familiari stretti congiunti, debbono essere integralmente risarciti con quantificazione equitativa. 

Approfondisci su: Risarcimento danni asbestosi

Asbestosi assistenza medica

L’asbestosi è una fibrosi polmonare ingravescente che può evolvere in tumore del polmone e in mesotelioma della pleura. Per ottenere la diagnosi precoce dell’asbestosi e per la terapia e cura asbestosi, l’ONA ha predisposto un servizio di assistenza medica gratuita in favore di tutti coloro che ne facciano richiesta. 

Approfondisci su cura asbestosi

Asbestosi vittima del dovere

In caso di asbestosi malattia professionale per causa di servizio, in particolari condizioni ambientali ed operative eccedenti l’ordinarietà, ai sensi dell’art. 1, co. 564, L. 266/2005, e art. 1 del d.p.r. 243/2006, sussiste il diritto alle seguenti prestazioni:

Asbestosi patogenesi

L’asbestosi è la fibrosi delle zone circostanti i bronchioli respiratori e i dotti alveolari. Man mano, la fibrosi si estende agli alveoli e la presenza del tessuto fibroso altera il parenchima che viene “stirato” e si formano tralci fibrotici che possono raggiungere il diametro di 5 mm. Si crea quindi un aspetto a favo di api tipico dell’asbestosi, per il potere patogeno delle fibre di asbesto. 

Le fibre di asbesto con diametro inferiore a 0,5 μm, penetrano in profondità nell’apparato respiratorio. Giunte nei bronchioli respiratori e negli alveoli polmonari, le fibre asbesto generano infiammazione e attivano i macrofagi alveolari che tentano di rimuoverle perchè corpo estraneo.
Nel caso in cui si tratti di fibre lunghe, i macrofagi vanno incontro a morte cellulare rilasciando nell’organismo la fibra non espulsa, sostanze ossidanti, enzimi litici e fattori chemiotattici per i neutrofili. Il processo infiammatorio prosegue e vengono richiamati nuovi macrofagi. Avviene quindi il rilascio di radicali liberi ed effetto citotossico diretto sulle cellule che rivestono gli alveoli e i pneumociti di I tipo e la stimolazione della proliferazione e dell’attivazione dei fibroblasti dell’interstizio provocano deposizione di collagene con ispessimento della parete bronchiale ed alveolare, e cioè fibrosi polmonare interstiziale diffusa. Anticamera della asbestosi sono le placche pleuriche da asbesto, o placche pleuriche calcifiche e gli ispessimenti pleurici da asbesto.

Sintomi asbestosi 

Spetto l’asbestosi si manifesta solo dopo molti anni dall’esposizione asbesto. I sintomi iniziali asbestosi sono costituiti dalle prime difficoltà di respirare (asbestosi sintomi iniziali). I sintomi iniziali asbestosi evolvono in dispnea, prima in seguito a sforzi e poi anche a riposo e tosse cronica secca (tosse secca cronica asbestosi). Successivamente, i sintomi asbestosi sono: dispnea, insufficienza respiratoria ingravescente. La gravità dell’insufficienza respiratoria è direttamente proporzionale a durata, continuità ed intensità dell’esposizione amianto. Raramente si accompagna alle cosiddette “dita a bacchetta di tamburo” (apice delle dita delle mani rigonfio che nei casi molto avanzati assume anche lo stato di cianosi – asbestosi sintomi finali).

La morte asbestosi interviene per arresto cardiocircolatorio, oppure per evoluzione in cancro, tra i quali il tumore della pleura (mesotelioma pleurico), e il tumore del polmone. 

Diagnosi asbestosi

I lavoratori esposti amianto vanno sottoposti a sorveglianza sanitaria e controlli medici periodici per assicurare la diagnosi precoce e quindi migliori e più efficaci terapie e cure. Solo in questo modo è possibile avere maggiori chance di guarigione e sopravvivenza.
La diagnosi asbestosi è clinico – radiologica e vi si giunge con una serie di step:

  • Anamnesi lavorativa.
  • Sintomatologia.
  • Visita medica e specialistica pneumologica.
  • Spirometria.
  • Raggi X.
  • TAC.

Cura asbestosi

Non esiste una terapia specifica per la cura asbestosi. Ci possono essere diversi approcci, in caso di asbestosi, e in primo luogo è necessario seguire le linee guida elaborate dal Dott. Arturo Cianciosi, medico legale ONA, e dal Prof. Luciano Mutti, oncologo ONA, i quali hanno costituito il pull di medici per l’assistenza di lavoratori malati asbestosi e a rischio mesotelioma: 

  • Smettere di fumare (l’amianto agisce in sinergia e potenzia gli effetti cancerogeni del fumo).
  • Vaccino contro l’influenza e il batterio pneumococco.
  • Farmaci che facilitino la respirazione (broncodilatatori con inalatore)
  • Utilizzo di altri presidi (bombola di ossigeno, concentratore di ossigeno, etc.)

Asbestosi, mesotelioma e cancro del polmone  

L’asbestosi è associata ad ispessimento pleurico (lievi ispessimenti delle pareti bronchiali) e placche della pleura e può evolvere in tumore della pleura (mesotelioma pleurico), cancro della sierosa che avvolge i polmoni, malattia asbesto correlata monofattoriale dose dipendente, oppure al tumore del polmone.
L’unico fattore di rischio per l’asbestosi è l’esposizione ad asbesto, le cui fibre invadono gli alveoli polmonari, generando l’infiammazione, che costituisce la condizione predisponente per la degenerazione neoplastica e quindi del cancro. 
L’ONA ha istituito il dipartimento di assistenza medica, terapia e cura dell’asbestosi, che ha già conseguito significativi risultati nella asbestosi cura grazie la qualificata assistenza medica, che permette di limitare le gravi conseguenze dell’esposizione asbesto e ottenere la tutela dei diritti.

Asbestosi e cardiopatia

L’asbestosi polmonare provoca complicanze cardiocircolatorie e cardiovascolari (le cosiddette cardiopatie da amianto). Queste complicazioni rilevano anche dal punto di vista medico legale per determinare il grado invalidante, e quindi l’entità dell’indennizzo INAIL (art. 145 del DPR 1124/65), e della quantificazione del danno biologico. 

Uso dell‘ amianto asbesto eternit 

L’asbestosi è una malattia di origine professionale in quanto per contrarla è necessaria una intensa esposizione asbesto. A partire dagli anni ’30, l’asbesto è stato ampiamente utilizzato nella produzione industriale. Con la L. 257 del 1992 (“Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”) in Italia è stato introdotto il divieto di “estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione di amianto eternit, prodotti di amianto o di prodotti contenenti amianto”, con possibilità di continuare a farne utilizzo fino ad esaurimento scorte.
In Italia, a partire dal 28 aprile 1993, le fibre asbesto e amianto e i materiali contenenti amianto (come l’Eternit) non possono essere più fabbricati e posti in opera, ma non c’è obbligo di bonifica. Tra il 1945 e il 1992, sono state lavorate 2.748.550 tonnellate di amianto.

L’asbesto è stato utilizzato in circa 3000 applicazioni, in concentrazioni dal 5 al 15%. I materiali che lo contengono ancora presenti in Italia sono circa 45 milioni di tonnellate, in circa un milione di micrositi.  Più di 50 mila siti e in alcune decine di siti di interesse nazionale, con esposizioni Eternit nei luoghi di vita e di lavoro. Presenza di materiali cancerogeni che provocano sempre più patologie asbesto correlate. Il picco di malattia (mesotelioma asbesto placche pleuriche) è previsto nel 2030.

L’asbestosi provoca ogni anno circa 600 decessi solo in Italia e solo con la bonifica è possibile sconfiggere questa epidemia.

Asbestosi: professioni a rischio

L’ONA assiste tutti i lavoratori vittime asbestosi asbesto. La maggiore incidenza di casi di asbestosi polmonare si riscontra nelle seguenti attività produttive:

  • Estrazione della fibra grezza dalle cave.
  • Isolanti termici ed elettrici (idraulica, cabine elettriche, ecc.).
  • Produzione di caldaie e scaldabagni.
  • Edilizia (Eternit – cemento amianto; e ristrutturazioni).
  • Produzione e lavorazione di mescole impiegate nelle pastiglie dei freni a disco.
  • Tessitura di fibre per tute e guanti termici in tessuto amianto – amianto friabile (vigili del fuoco, piloti, ecc,).
  • Cantieristica navale (in particolare Fincantieri S.p.a.).
  • Settore ferroviario – Ferrovie dello stato (isolante impiegato nella costruzione delle carrozze dei treni, ma anche altre categorie, compresi abitanti negli intorni delle stazioni ferroviarie).
  • Industria chimica
  • Forze armate con particolare riferimento ai motoristi navali e altre specialità di coperta, e sommergibilisti.

I lavoratori maggiormente esposti asbesto hanno anche il maggior rischio di ammalarsi di asbestosi, detta anche asbestosi pleurica o asbestosi polmonare, e di placche pleuriche da asbesto e ispessimenti pleurici da asbesto. Tra questi lavoratori vi sono i dipendenti delle Ferrovie dello Stato, della cantieristica navale, industrie produttrici di isolanti, di scaldabagni, di idraulica, di installazione caldaie, cantieri navali, industrie chimiche, manifatturiere, di plastica e gomma, industrie produttrici di lamiere sottili.