Asbestosi – Repac

ASBESTOSI

L’asbestosi è una malattia respiratoria cronica provocata dall’amianto, con decorso progressivo che colpisce i polmoni e limita la respirazione ed è irreversibile, con continui peggioramenti. In molti casi porta alla morte. Per questi motivi, coloro che sono affetti da asbestosi, debbono evitare ulteriori esposizioni ad amianto.

Asbestosi: cura e tutela legale

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste gratuitamente tutti coloro che hanno ricevuto la diagnosi di asbestosi per la terapia e cura e per la tutela legale.

Se sei stato esposto ad amianto, oppure se ti è stata diagnosticata l’asbestosi.

Rivolgerti all’Osservatorio Nazionale Amianto.

 

L’Osservatorio Nazionale Amianto, ha costituito un pool di professionisti che sono in grado di affrontare in modo interdisciplinare tutte le problematiche di coloro che per esposizione ad amianto corrono il rischio di ammalarsi di asbestosi e di coloro che purtroppo hanno già ricevuto tale infausta diagnosi e hanno già ottenuto significativi risultati in termini di sopravvivenza e miglioramento della qualità della vita.

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, coordina il pool di legali che assistono legalmente i lavoratori esposti e vittime dell’amianto, che hanno ricevuto la diagnosi di asbestosi.

Per approfondimenti consulta la voce asbestosi sul sito dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Per approfondimenti sui diritti alla rendita, al prepensionamento e al risarcimento dei danni, consulta la voce Danni da amianto: risarcimenti, rendite e benefici contributivi sul sito https://www.eziobonanni.com/

I servizi dell’Osservatorio Nazionale Amianto

Assistenza medica

L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso il dipartimento Asbestosi: assistenza e tutela legale assiste tutti coloro che sono stati esposti ad amianto, al fine di permettere loro, oltre alla diagnosi, anche la terapia e cura.

In caso di diagnosi di asbestosi, come di altre patologie amianto correlate, l’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso i suoi medici volontari, rilascerà la prima certificazione di malattia professionale che potrà essere inoltrata all’INAIL per la costituzione della rendita e il rilascio della certificazione di esposizione ad amianto, utile per le maggiorazioni contributive ex art. 13 comma 7 Legge 257/1992.

Per i dipendenti pubblici, tra i quali i dipendenti del Ministero della Difesa e del comparto sicurezza che per motivi di servizio sono stati esposti ad amianto e che per ciò stesso sono affetto da asbestosi, l’Osservatorio Nazionale Amianto, per il mezzo dei suoi medici volontari, rilascia le certificazioni di malattia professionale, ovvero di attestazione delle condizioni di salute e dei danni biologici ai fini del riconoscimento di vittima del dovere con parificazione alle vittime del terrorismo.

Il dipartimento è coordinato da:

>>Direttore Prof. Fabrizio Cantini: luminare in materia di terapia e cura dell’asbestosi.

Contatti: fbrcantini@gmail.com.

Per urgenze: 340.8075607

Ne fa parte anche la Prof.ssa Antonietta Mazzei: fra i massimi esponenti in materia di radiologia per la diagnosi dell’asbestosi, Università di Siena.

Contatti: mamazzei@gmail.com

Asbestosi: assistenza legale

Il servizio di assistenza legale è fornito da un pool di legali coordinati dall’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Per saperne di più sull’assistenza legale consulta la sezione:

https://www.osservatorioamianto.com/assistenza-legale/

Per il riconoscimento della rendita INAIL approfondisci su: https://www.osservatorioamianto.com/patologie/patologie-amianto-asbesto-correlate-riconosciute-nelle-tabelle-inail/

Coloro che hanno ricevuto la diagnosi di asbestosiplacche pleuriche da amianto e ispessimenti pleurici da amianto e ottenuto il riconoscimento da parte dell’INAIL, hanno diritto a ottenere il rilascio della certificazione di esposizione ad amianto (art. 13 comma 7 L. 257/92) e quindi il prepensionamento pari al 50% del periodo di riconoscimento, oppure la rivalutazione della prestazione pensionistica.

Per saperne di più sui benefici contributivi per esposizione ad amianto: 

https://www.osservatorioamianto.com/assistenza-legale/tutela-legale-per-benefici-contributivi-per-esposizione-ad-amianto/

Tutti i lavoratori che hanno ottenuto il riconoscimento dell’asbestosi come malattia professionale, vi è il diritto al pensionamento immediato, nel caso in cui con le maggiorazioni contributive pari al 50% del periodo di esposizione non vi fosse il raggiungimento dell’anzianità contributiva sufficiente.

Questi lavoratori potranno chiedere di poter accedere al prepensionamento, immediato, sulla base delle norme di cui all’art. 1 co. 250 L. 232/16.

C’è un termine fino al 31 marzo 2018 per presentare le domande di pensionamento immediato per coloro che sono vittime di asbestosi.

Per saperne di più consulta la sezione del sito dell’Osservatorio Nazionale Amianto

https://www.osservatorioamianto.com/assistenza-legale/pensione-immediata-per-il-lavoratori-malati-da-amianto/

Coloro che hanno contratto l’asbestosi per motivi di servizio nelle Forze Armate (Marina, Esercito e Aeronautica) hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio con equiparazione alle vittime del dovere e parificazione alle vittime del terrorismo.

Per saperne di più consulta la sezione del sito dell’Osservatorio Nazionale Amianto dedicata alle vittime del dovere:

https://www.osservatorioamianto.com/dipartimenti/riconoscimento-di-vittima-del-dovere/

Cura asbestosi

L’amianto provoca asbestosi, ispessimenti della pleura e placche pleuriche da asbesto e anche complicazioni cardiache, e in molti casi la degenerazione neoplastica in cancro polmonare e mesotelioma della pleura / mesotelioma pleurico.

L’asbestosi è una malattia asbesto correlata che non guarisce e che se non è curata può portare alla morte.

I malati di asbestosi subiscono complicanze cardiocircolatorie. I’INAIL, quando indennizza l’asbestosi, deve tener conto anche del danno biologico per le complicanze cardiache e cardiocircolatorie provocate dalle fibre di amianto.  In sede di quantificazione del danno biologico, conseguenza della malattia professionale asbesto correlata, l’INAIL deve  tener conto delle complicanze cardiocircolatorie.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso il dipartimento assistenza e tutela legale dell’asbestosi, ha già conseguito significativi risultati nella cura dell’asbestosi evitando dunque il peggio per la stragrande maggioranza dei lavoratori vittime dell’amainto che sono stati colpiti da questa malattia.

Con una qualificata assistenza medica, è possibile limitare le gravi conseguenze dell’asbestosi, e ottenere la tutela dei diritti previdenziali e il risarcimento dei danni amianto.

L’Osservatorio Nazionale Amianto e i suoi medici volontari sono professionisti al tuo servizio, i quali gratuitamente prestano l’assistenza medica per alleviare le tue sofferenze. Chiedi di essere assistito dal servizio di assistenza medica dell’Osservatorio Nazionale Amianto, anche per evitare che l’asbestosi si trasformi in mesotelioma pleurico e cancro polmonare.

Epidemiologia Asbestosi

L’asbestosi è una malattia che ha prevalentemente un’origine di tipo professionale. Per contrarla è necessaria infatti una significativa esposizione all’amianto che nella maggioranza dei casi interessa proprio i lavoratori.

A partire dagli anni ’30 l’amianto, date le sue caratteristiche chimico – fisiche, è stato ampiamente utilizzato proprio nella produzione industriale.

Malgrado dal 1975 il suo uso sia stato progressivamente abbandonato in favore di altri materiali e, nonostante in Italia con la Legge 257/1992 l’amianto sia stato messo al bando (Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto), le esposizioni continuano a causa dei ritardi nelle bonifiche.

Patogenesi dell’asbestosi

Con l’espressione potere patogeno ci si riferisce alla capacità delle sottilissime fibre rettilinee di anfiboli (in particolare quelle di diametro inferiore a 0,5 μm) di penetrare in profondità nell’apparato respiratorio. Giunte nei bronchioli respiratori e negli alveoli polmonari le fibre generano infiammazione e provocano l’attivazione dei macrofagi alveolari che tentano di eliminare il corpo estraneo. Nel caso in cui si tratti di fibre lunghe i macrofagi vanno incontro a morte cellulare rilasciando nell’organismo la fibra non espulsa, sostanze ossidanti, enzimi litici e fattori chemiotattici per i neutrofili. A questo punto il processo infiammatorio si perpetua e vengono richiamati nuovi macrofagi. Il successivo rilascio di radicali liberi con effetto citotossico diretto sulle cellule che rivestono gli alveoli e i pneumociti di I tipo e la stimolazione della proliferazione e dell’attivazione dei fibroblasti dell’interstizio provocano deposizione di collagene nell’interstizio con ispessimento della parete bronchiale ed alveolare e cioè fibrosi interstiziale diffusa.

 Anatomia patologica dell’asbestosi

La fibrosi interstiziale coinvolge inizialmente i bronchioli respiratori e i dotti alveolari per poi estendersi agli alveoli. Inoltre, la modificazione del tessuto del parenchima dà origine alla formazione di tralci fibrosi che circondano ampie zone aeree dando vita a delle vere e proprie cisti che possono raggiungere il diametro di 5 mm (c.d. “favo di api”).

Inizialmente ad essere coinvolti sono i lobi inferiori e le zone sub – pleuriche poi, in un secondo momento, i lobi medi e superiori.

Caratteristico dell’asbestosi è il riscontro dei “corpuscoli dell’asbesto”. Questi tendono ad assumere la forma di bastoncelli di colore bruno – dorato lunghi fino a 80 μm. Le loro estremità sono rigonfie e sono formati da fibre di amianto rivestite da strati di un particolare magma creato dalla fagocitosi da parte dei macrofagi in cui si mescolano ferritina e una sostanza proteica. A volte tendono ad assumere una forma a “grani di rosario”.

Generalmente si tende a riscontrare in concomitanza con l’asbestosi la presenza di “placche pleuriche” addensamenti ad elevato contenuto di collagene e calcio della pleura parietale presenti, nella maggior parte dei casi, sulle cupule diaframmiche e sulle zone anteriori e postero – laterali. Queste sono, molto spesso, le uniche manifestazioni della pregressa esposizione ad amianto.

Quadro e decorso clinico Asbestosi

Con buone probabilità l’asbestosi si manifesterà solo dopo molti anni dall’esposizione. Il malato accuserà una difficoltà respiratoria sempre maggiore (dispnea), inizialmente solo a seguito di sforzi poi anche a riposo, e manifesterà una tosse cronica secca resistente a terapia che lentamente degenererà in una insufficienza respiratoria ingravescente.

La gravità dell’insufficienza respiratoria è direttamente proporzionale a tre valori: durata, continuità ed intensità dell’esposizione. Raramente essa si accompagna ad un fenomeno detto: “dita a bacchetta di tamburo” (apice delle dita delle mani rigonfio che nei casi molto avanzati assume anche lo stato di cianosi).

Diagnosi Asbestosi

La diagnosi viene effettuata sulla base di:

  • quantificazione del tempo di esposizione professionale a fibre di amianto aero – disperse
  • esami di diagnostica per immagini: radiografia del torace, TAC ad alta definizione del torace

Inizialmente dall’esame del torace (meglio se ad alta definizione HRTC) emergeranno solo nei campi polmonari inferiori delle piccole opacità che possono essere di forma o irregolare o lineare. Successivamente con l’avanzamento della malattia vi sarà un interessamento totale degli organi polmonari (c.d. “formazioni a vetro smerigliato” o “a nido d’ape” che sono espressione di ispessimenti o a livello dei plurimi setti interlobulari o a livello dell’interstizio intralobulare).

Di frequente si riscontrano contestualmente alterazioni pleuriche quali: ispessimenti, calcificazioni, obliterazione degli angoli costo – frenici.

È possibile monitorare la difficoltà respiratoria con: spirometria e DLCO. Da questi esami potrebbe emergere, in fase iniziale, una lieve ostruzione accompagnata da una riduzione della diffusione alveolo – capillare.

In uno stadio avanzato della malattia con la comparsa dell’ipossiemia arteriosa di grande utilità può essere l’emogasanalisi al fine di monitorare gli scambi gassosi alveolari.

È stato dimostrato come l’assenza di corpuscoli di asbesto nell’espettorato non sia sufficiente a scongiurare la presenza della malattia.

Terapia Asbestosi

È bene sottolineare che non esiste una terapia specifica ciò che si tende a fare è, da un alto, migliorare le capacità respiratorie attraverso broncodilatatori e, dall’altro, controllare gli episodi più acuti e gravi di insufficienza respiratoria attraverso antibiotici e cortisonici.

 

>> Leggi l’intervista rilasciata dall’Avv. Ezio Bonanni in materia di asbestosi

Premetto di rilasciare la presente intervista solo in qualità di Avvocato che da oltre venti anni si occupa di amianto e di patologie asbesto correlate. Consiglio pertanto caldamente a tutte le persone malate che abbiano bisogno di qualunque tipo di informazione di carattere medico di contattare esperti del settore. Lo staff ONA è a vostra disposizione.

Avv. Ezio Bonanni, sa dirci quali sono i sintomi dell’asbestosi?

(Sintomi Asbestosi): L’asbestosi è una malattia che si manifesta dopo 5, 10 e anche 20 anni dalla prima esposizione ad amianto, che è sinonimo di asbesto. Ha un decorso lento. I sintomi più evidenti che si acutizzano con il passare del tempo sono: fatica a respirare (sia dopo uno sforzo fisico che a riposo), tosse, dolore al torace e, raramente, rigonfiamento delle estremità delle dita che risultano deformate e arrossate.

Avv. Ezio Bonanni, come ci si ammala di asbestosi?

(Amianto: causa dell’Asbestosi): L’asbestosi è provocata dall’amianto, ecco perché ha preso il nome di asbestosi. Infatti, l’asbesto è sinonimo di amianto, le cui fibre inalate provocano questa fibrosi polmonare. Le fibre di amianto, una volta inalate, invadono i polmoni e vengono quindi attaccate dai macrofagi che nel vano tentativo di eliminarle producono sostanze che vanno a determinare delle lesioni agli alveoli polmonari.

Avv. Ezio Bonanni, cosa sono gli alveoli polmonari e quale è l’effetto delle fibre di amianto?

(Effetto delle fibre di amianto): Le fibre di amianto / asbesto giungono agli alveoli polmonari, queste piccole cavità che svolgono una funzione fondamentale nella respirazione, ossia trasportare all’atto della inspirazione, l’ossigeno dai polmoni al sangue e, all’atto dell’espirazione, agevolare l’espulsione di anidride carbonica dal sangue mediante i polmoni e la bocca. A causa dell’esposizione all’amianto gli alveoli subiscono delle lesioni che prendono il nome di fibrosi e che compromettono l’attività respiratoria.

Avv. Ezio Bonanni, ci può parlare dei rischi professionali legali all’esposizione ad amianto e in particolare al rischio di asbestosi?

(Categorie di lavoratori a rischio Asbestosi): I lavoratori maggiormente esposti hanno anche il maggior rischio di ammalarsi di asbestosi, detta anche asbestosi pleurica, e di placche pleuriche e ispessimenti pleurici da amianto. Tra questi lavoratori vi sono i dipendenti delle Ferrovie dello Stato, della cantieristica navale, industrie produttrici di isolanti, di scaldabagni, di idraulica, di installazione caldaie, cantieri navali, industrie chimiche, manifatturiere, di plastica e gomma, industrie produttrici di lamiere sottili.

Avv. Ezio Bonanni, come viene diagnosticata l’asbestosi?

(Diagnosi Asbestosi): Dopo aver constatato la presenza di una cattiva respirazione anche mediante l’utilizzo dello stetoscopio il medico di famiglia rivolgerà al paziente una serie di domande per raccogliere il maggior numero di informazioni relative: allo stile di vita condotto, al tipo di lavoro svolto e al tempo di esposizione ad amianto. Verrà poi richiesto di sottoporsi ad una serie di esami:

  • SPIROMETRIA: macchinario utilizzato per quantificare l’ossigeno ispirato e l’anidride carbonica espirata. I valori che questo esame fornisce sono utili a stabilire il buono o cattivo funzionamento dei polmoni;
  • RAGGI X: indispensabili per rilevare la presenza di lesioni provocate da asbestosi;
  • TAC: esame più dettagliato dei raggi X attraverso il quale è possibile diagnosticare un’asbestosi ancora agli albori.

Avv. Ezio Bonanni, come si cura l’asbestosi?

(Cura asbestosi): Per quello che ho appreso, in particolare dal Prof. Pietro Sartorelli, dal Prof. Luciano Mutti, dai compianti Dott. Paolo Pitotto e Prof. Claudio Bianchi, purtroppo l’asbestosi non può essere guarita anche se le cure più appropriate, come quelle fornite dai medici volontari dell’Osservatorio Nazionale Amianto, possono evitare il peggio e assicurare una migliore qualità della vita.

Raccomandazioni / linee guida per i lavoratori esposti ad amianto e/o coloro che hanno già ricevuto la diagnosi di asbestosi, placche pleuriche amianto, ispessimenti pleurici amianto: 

  • Chi è malato di asbestosi deve smettere di fumare, per prevenire il cancro polmonare e l’aggravarsi della malattia.
  • Vaccino antinfluenzale al fine di limitare il più possibile potenziali infezioni ai polmoni come quella da pneumococco
  • Fare uso di farmaci o presidi come bombole di ossigeno che facilitino e migliorino la respirazione. I farmaci, somministrati attraverso degli inalatori, rilassano la muscolatura delle vie aeree rendendo la respirazione meno faticosa (fra questi c’è un farmaco a base di teofillina che aiuta a dilatare le vie respiratorie e contemporaneamente rilassa i muscoli. Si assume per via orale e fra i suoi effetti collaterali ci sono: cefalea, nausea e vomito, irritabilità, problemi di stomaco e difficoltà a dormire). In casi di crisi respiratorie gravi è necessario utilizzare un concentratore di ossigeno. Questo tipo di apparecchio a corrente elettrica purifica l’aria così da renderla il più ossigenata possibile. Il paziente è libero di muoversi in casa grazie al lungo tubo che collega l’apparecchio alla mascherina del paziente. È severamente vietato fumare nella stanza ove è presente il concentratore di ossigeno per il pericolo di esplosioni. Qualora il paziente abbia necessità di uscire sostituirà questo apparecchio con la classica bombola di ossigeno.