Asbesto amianto assistenza legale

Asbesto amianto assistenza legale. L’Asbesto è anche detto amianto. I minerali di asbesto si classificano nel gruppo del serpentino, di cui fa parte il crisotilo (amianto crisotilo), “amianto bianco”, e gli anfiboli (dal greco αμφίβολος e dal latino amphibolus = ambiguo). Questi ultimi si classificano in actinolite, amosite, crocidolite, tremolite o amianto grigioverdegiallo e antofillite (gruppo degli inosilicati – asbesto mineral).

Asbesto amianto assistenza legale ONA

I minerali di amianto, detto anche asbesto, con le loro fibre causano danni alla salute. Tra le malattie che provocano ci sono l’asbestosi, placche pleuriche, mesotelioma, tumore del polmone e altre neoplasie.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito il servizio di assistenza medica legale e gratuita e tutela tutte le vittimeSportello nazionale amianto.

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Asbesto amianto assistenza legale news

Il Giornale sull’amianto è l’organo ufficiale dell’Osservatorio Nazionale Amianto: Le news Amianto

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Amianto e asbesto: che cosa sono questi minerali?

Con il termine amianto e con il suo sinonimo asbesto, al di là della classificazione tra serpentini e anfiboli, si indicano tutti quei minerali a struttura fibrosa che hanno capacità di suddividersi longitudinalmente in fibre sempre più sottili.

In questo modo, le fibre si moltiplicano. Causano fibrosi, infiammazione e cancro e sono altamente lesive per la salute umana e ipotecano il futuro dell’umanità.

Tutti i minerali di asbesto, anche tutti quelli che non rientrano nella classificazione dell’art. 247 del Dlgs. 81/2008, come la fluoroedenite, sono lesivi per la salute umana.

L’attuale produzione di amianto asbesto

L’utilizzo di minerali di asbesto nel pianeta prosegue. Secondo l’OMS, sono ancora 125mln i lavoratori esposti ad amianto. Oltre 2 milioni di tonnellate di questi minerali sono estratte ed utilizzate. Solo 62 Stati hanno emanato norme che pongono il divieto di questi minerali fibrosi.

Questi minerali fibrosi sono stati messi al bando, oltre che in Europa, anche negli Stati. Tra questi: Arabia Saudita, Argentina, Australia, Cile, Croazia, Gabon, Giappone,  Honduras,  Kuwait, Seichelles e l’Uruguay.

L’E.P.A., negli Stati Uniti, nell’agosto del 2018, ha rivalutato l’utilizzo di asbesto nell’edilizia.

L’uso negli Stati Uniti è però diminuito del 99% negli ultimi 30 anni, ciò soprattutto in seguito all’alta entità dei risarcimenti decisi dalle corti di quel paese, in favore delle vittime.

Approfondisci sulla produzione di amianto nel mondo

I siti contaminati dai minerali di amianto asbesto 

asbesto amianto In Italia, nel 2019, sono decedute più di 6.000 persone a causa dell’esposizione ad amianto. Circa 1.900 di mesotelioma, il cancro che ha nell’amianto la sua unica causa.

Circa 3.800 per tumore del polmone da amianto. Poi questo agente killer prova tante altre neoplasie. Poi ci sono le asbestosi, le plache pleurice e gli ispessimenti pleurici.

Tutte le patologie asbesto correlate sono particolarmente insidiose perchè l’amianto è un cancerogeno completo.

La più elevata incidenza di mesoteliomi nel Nord Italia

La più alta incidenza di casi di mesotelioma e di altre patologie asbesto correlate, sono state censite dall’ONA nel nord Italia.

Infatti le regioni del nord Italia hanno una più alta incidenza di patologie asbesto correlate, perché è più elevato il tasso di industrializzazione, e perchè l’amianto è stato utilizzato in maggiore quantità fino al 1992.

 Siti contaminati dai minerali di asbesto

Non sono risparmiati i territori del Sud Italia, in particolare Bari, Siracusa, Taranto e Manfredonia, dove hanno operato impianti industriali che hanno utilizzato amianto killer. Poi ci sono quei siti  la cui con cui contaminazione ambientale, come per esempio Biancavilla, in provincia di Catania, dove l’esposizione è stata esclusivamente ambientale.

A Casale Monferrato e a Broni la presenza di grandi impianti per la produzione di manufatti di asbesto o amianto ha provocato l’inquinamento di questi minerali. Quindi a morire non sono soltanto gli operai ma anche coloro che hanno abitato nei dintorni di questi stabilimenti.

Tanto è vero che nella stessa città di Casale Monferrato , in quella di Broni e in altri siti dove ci sono questa di questi impianti, è stato censito un  aumento di mortalità per mesotelioma pleurico,  di 40 volte superiore.

Rischio amianto e mesotelioma per esposizioni ambientali

In queste due stesse aree si è assistito non solo ad un’estensione della mortalità dei lavoratori addetti e dei loro famigliari (esposti a causa delle tute sporche portate a casa), ma anche della popolazione generale esposta ad un inquinamento da polvere di amiantofibre amianto e, tutto da valutare, residuo.

Consulta il Secondo Rapporto Mesotelioma ONA ONLUS per scoprire quali sono le categorie produttive con maggiore incidenza di mesotelioma e di danni da amianto.

Amianto asbesto

I ritardi delle bonifiche dell’amianto asbesto

Ci sono ancora più di 40.000.000 di tonnellate di materiali di asbesto, amianto cancerogeno. I micro siti contaminati sono circa un 1.000.000 di cui quelli più rilevanti almeno 50.000. La mappa del rischio amianto:più di 2400 scuole, 800 biblioteche e centri di studio, 250 ospedali, 300.000 km di tubature di acqua potabile, contengono materiali di asbesto, con fibre di amianto che provocano malattie amianto:

>>Per ulteriori approfondimenti:Amianto Eternit

Amianto asbesto, quando la fibra killer è pericolosa?

La pericolosità della sola esposizione ambientale è stata assi spesso rimarcata anche dall’ONA. Queste conclusioni sono state confermate anche in sede scientifica (ethernit pericolosità).

Inoltre, una serie di attività lavorative precedentemente misconosciute si stanno dimostrando a rischio per esposizione ad asbesto. Dimostrato un progressivo aumento di mortalità anche per patologie fibrosanti a carico delle sierose (toraciche (pleura/pericardio), addome (peritoneo) ed annessiali (ovarico).

Asbesto e amianto: big killer

I minerali di asbesto o amianto (asbesto mineral – fibra amianto) causano tumori amianto: mesotelioma, tumore dei polmoni, della laringe, dell’ovaio, della faringe, stomaco e colon; e infiammazioni del polmone: asbestosi e pleuriti: placche pleuriche, ispessimenti pleurici, che provocano tumori della pleura e complicazioni cardiocircolatorie e cardiovascolari.

Così nell’ultima monografia IARCWorld Health Organization IARC monographs on the evaluation of carcinogenic risks to humans – Vol. 100C “Arsenic, metals, fibres, and dusts volume 100 C – A review of human carcinogens” ASBESTOS – Lyon, France – 2012).

L’esposizione di 125mln di lavoratori alle fibre di asbesto

L’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha confermato le stime dell’Ona circa i danni provocati tutto fibra killer alla salute umana (asbestos killer):

Currently, about 125 million people in the world are exposed to asbestos at the workplace (1). According to global estimates, at least 107 000 people die each year from Asbestos is one of the most important occupational carcinogens CHRYSOTILE ASBESTOS / 3 asbestos-related lung cancer, mesothelioma and asbestosis resulting from occupational exposures (1, 2, 8)”.

Esposizione ambientale ad amianto e danni alla salute

 Le stesse Nazioni Unite ribadiscono che il danno alla salute:

In addition, nearly 400 deaths have been attributed to non-occupational exposure to asbestos. The burden of asbestos-related diseases is still rising, even in countries that banned the use of asbestos in the early 1990s. Because of the long latency periods attached to the diseases in question, stopping the use of asbestos now will result in a decrease in the number of asbestos-related deaths only after a number of decades” (consulta per intero).

La messa al bando dell’amianto: Legge 257 del 1992

In Italia, nel periodo dal 1946 fino al 1992, sono state utilizzate e lavorate 3.748.550 tonnellate di asbesto o amianto.

Con la Legge 257 del 1992 (Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto killer), è stato introdotto il divieto di estrazione, lavorazione e produzione di amianto e di prodotti contenenti amianto. Ne è stata altresì impedita la commercializzazione, ma senza il divieto di uso dei prodotti già realizzati.

La messa al bando dell’amianto è riferita solo alle nuove produzioni, e non contiene l’obbligo di rimuovere l’amianto già posto in opera.

Questa condizione ha determinato e determina un notevole ritardo nella bonifica e messa in sicurezza dei luoghi contaminati, che sono ancora molteplici nel nostro paese, e comprendono anche scuole ed ospedali.

Bonifica amianto: quali sono gli obblighi di rimozione?

Nonostante la messa al bando, nel nostro Paese non vi è l’obbligo di rimozione amianto. Tuttavia è necessario comunicare alle autorità sanitarie (ASL) la presenza del manufatto contenente amianto o del presunto sito contaminato.

Comunicare all’ASL e al Comune la presenza di amianto è semplicissimo. Basterà effettuare una segnalazione amianto attraverso il modulo che potrete scaricare, sottoscrivere e inoltrare agli uffici competenti.

Tecnici competenti si occuperanno di effettuare un sopralluogo al fine di valutare la percentuale del rischio amianto. Per le operazioni di bonifica è fondamentale rivolgersi a una ditta di professionisti regolarmente iscritti all’Albo Gestori Ambientali.

L’importanza delle bonifiche dei materiali di amianto

La bonifica svolge un ruolo fondamentale per prevenire i danni da amianto, che si manifestano, già con la semplice esposizione. Tanto che le stesse fibre avviano la malattia asbesto-correla. L’infiammazione avvia quella displasia che la prima fase delle neoplasie (iniziazione).

Tutte le patologie asbesto correlate sono dose dipendenti, ma senza una soglia minima al di sotto della quale il rischio è zero. Quindi tutte le esposizioni alle fibre di asbesto, in quanto lesive debbono essere prevenute ed evitate.

Quindi occorre bonificare l’amianto e i materiali contenenti amianto, così da evitare tutte le esposizioni e, quindi, creare il rischio zero, ovvero prossimo allo zero.

L’incapsulamento: un rimedio provvisorio al rischio amianto

La tecnica di bonifica dell’incapsulamento, di cui al D.M. 20/08/1999, in relazione al D.M. 06.09.1994, ed è la forma più economica e meno rischiosa per la bonifica dei materiali di asbesto.

Questo metodo di bonifica consiste nell’utilizzo del liquido aggrappante, per ricoprire le superfici di materiali contenenti minerali di asbesto, e di impedire così gli rilascio di fibre.

Infatti il liquido ingloba queste fibre ed impedisce che si propaghino nell’ambiente di vita e di lavoro.

Impedire la propagazione delle fibre, vuol dire azzerare o, quantomeno, limitare il rischio di esposizione. Quindi in questo modo si evita l’esposizione e dunque il rischio di malattia.

Tuttavia  questo metodo di bonifica è uno strumento provvisorio. In quanto, decorsi alcuni anni, il liquido perde la sua capacità aggrappante, e le fibre tornano a disperdersi negli ambienti, con il rischio di essere insalate.

La bonifica con il confinamento e la sua sicurezza

Se la tecnica di incapsulamento è provvisoria, quella del confinamento, e, cioè, installare una barriera di tenuta che separi i materiali di asbesto, secondo le norme di cui al D.M. 06/09/1994 e al D.M. 20/08/1999, è più efficace e sicura.

Il rischio potrebbe essere legato ad eventi quali terremoti, etc., ma, in ogni caso, il rischio di propagazione delle fibre è limitato.

La rimozione dell’amianto come bonifica sicura e definitiva

Solo la rimozione dell’amianto e dei materiali contaminati amianto, è lo strumento certo e definitivo per il rischio zero.

Infatti, conferire in discarica i rifiuti di amianto, ovvero di materiali che contengono amianto, è l’unico strumento di tutela della salute rispetto al rischio amianto, ormai definitivamente scongiurato, in assenza del materiale contaminante.

OMS e amianto: c’è strage, ma è sottostimata

Le fibre di asbesto, fibre amianto o polvere di amianto provocano questi tumori amianto che incidono per:

  • 107.000 decessi ogni anno solo per 3 delle malattie asbesto correlate (asbestosi, mesotelioma e tumore al polmone), e solo quelle di origine lavorativa;
  • 125 milioni di lavoratori esposti.

Ai casi di mortalità per queste tre patologie asbesto correlate debbono essere aggiunti tutti gli altri casi e gli altri decessi.

Poi ci sono tutte le altre patologie asbesto correlate, per cui le stime dell’OMS sono al di sotto del dato reale dell’impatto dell’amianto sulla salute umana.

Le stime di mortalità dell’OMS sono inferiori a quelle reali

L’OMS, con le sue conclusioni, non tiene conto della reale portata dell’impatto dell’amianto sulla salute umana, perché non tiene conto:

  • delle altre malattie amianto, e si limita ai mesoteliomi, ai cancri del polmone e all’asbestosi;
  • dei casi di decessi per esposizioni ambientali ad amianto;
  • delle decine di migliaia di casi di malattie asbesto correlate, tutte invalidanti;
  • dei casi di mesotelioma, tumore dei polmoni ed asbestosi, che non sono censiti specialmente in quei paesi che fanno ancora largo uso del minerale, tra i quali gli “stati canaglia” (Cina, Unione Sovietica, India).

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Asbesto e amianto: necessario il bando globale

La produzione continua in 2 milioni di tonnellate (“2013 Minerals Yearbook”, U.S. Department of the Interior – U.S. Geological Survey, di Robert L. Virta).

Nel 2014,  la Russia ne ha estratto circa 1.100.000, la Cina oltre 400.000, il Brasile circa 284.000, il Kazakhstan 240.000, l’India 270.000, e tra gli utilizzatori la Russia (608.000), la Cina (507.000), l’India (379.000), il Brasile (154,000) ed il Kazakhstan (68.000) – per approfondimenti: ibasecretariat.org).

L’OMS: il bando dell’amianto è una semplice raccomandazione

L’O.M.S. ha disposto il bando globale dell’asbesto o amianto con una raccomandazione:

Elimination of asbestos-related diseases should take place through the following public health actions: recognizing that the most efficient way to eliminate asbestos-related diseases is to stop the use of all types of asbestos”

replacing asbestos with safer substitutes and developing economic and technological mechanisms to stimulate its replacement; 

taking measures to prevent exposure to asbestos in place and during asbestos removal (abatement), and;

improving early diagnosis, treatment, social and medical rehabilitation of asbestos-related diseases and establishing registries of people with past and/or current exposures to asbestos” (Fonte:  International Programme on Chemical Safety– asbestos).

Necessario il divieto dell’OMS all’utilizzo amianto

La messa al bando dell’amianto è molto importante. Secondo l’OMS sono più di  125.000.000 i lavoratori esposti ad amianto: è una sottostima. Tuttavia un numero enorme, che ci fa comprendere il motivo per il quale è ancora in corso l’epidemia amianto.

Si impone il bando amianto.

Solo così, a livello globale, si può risolvere il problema amianto. L’OMS è intervenuta in tal senso:  Asbestos: elimination of asbestos-related diseases.

L’ONA ha rivolto un appello all’OMS affinchè tali indicazioni diventino degli obblighi di legge, a tutela della salute e dell’ambiente.

Le lobby dell’amianto hanno finora fatto pressione sull’OMS affinchè non ci sia un obbligo cogente di evitare l’estrazione, la lavorazione e la commercializzazione dell’amianto.

L’epidemia di malattie asbesto correlate in Italia

L’amianto crisotilo (serpentino) e gli anfiboli (l’actinolite, l’amosite, la crocidolite, la tremolite o asbesto grigio – verde – giallo e l’antofillite)  provocano  fibrosi: placche pleuriche, ispessimenti pleurici e asbestosi; e cancro (mesotelioma, tumore del polmone, della laringe, faringe, dello stomaco, del colon retto e delle ovaie);

L’amianto crisotilo (amianto killer) provoca anche altre malattie che non sono ancora state unanimemente classificate tra le patologie asbesto correlate.

Leggi di più su: tutte le patologie da amianto

Il libro bianco della strage della fibra killer in Italia

Il trend dei casi di malattie amianto è in aumento, per l’eccessivo utilizzo dei minerali di asbesto e il ritardo delle bonifiche. La Legge 257 del 1992 non ha imposto ne impone l’immediata bonifica, per cui nei luoghi di lavoro, le esposizioni tutto fibra killer sono continuate anche dopo il 1992, e si è ampliata la platea degli esposti.

Solo in Italia, la fibra killer, fibra di amianto ha provocato solo nel 2017 più di 6.000 decessi, di cui 1.800 per mesotelioma, 3.600 per tumore ai polmoni e  circa 600 per asbestosi, oltre a tutte le altre patologie, comprese quelle degenerative che sono causate dall’esposizione alle polvere di amianto e fibre di amianto.

I danni per la salute si sommano a quelli ambientali e ai costi sociali, previdenziali, e per spese mediche, per questi motivi l’ONA e hanno insistito, ed insistono, per le bonifiche di tutti i luoghi di vita e di lavoro (prevenzione primaria).

>>Scarica Il libro Bianco delle morti di amianto in Italia

Perché un libro bianco per le morti di amianto?

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, è il pioniere della difesa dei diritti delle vittime dell’amianto.

Ne Il libro Bianco delle morti di amianto in Italia(presentato  nel corso del convegno Come la ricerca può sconfiggere i tumori da amianto: le ultime scoperte scientifiche – Roma, 19.06.2018) sono stati resi pubblici tutti i dati sulla mappatura amianto, in parte realizzata anche dall’ONA, e dell’incidenza della polvere di amianto o delle fibre amianto sulla salute umana.

Il continuo aumento dei casi, certificato anche dal VI rapporto mesoteliomi dell’Inail, conferma la necessità di sollecitare le bonifiche.

In conclusione, si raccomanda di evitare l’esposizione e sottoporre a controli coloro che sono stati esposti alla fibra killer. Inoltre è necessario curare efficacemente coloro che purtroppo hanno ricevuto la diagnosi di una delle patologie asbesto correlate.

Amianto e asbesto: assistenza legale ONA

L’assistenza legale che l’ONA assicura a tutte le vittime e ai loro familiari, con un team di legali, guidati dall’Avv. Ezio Bonanni.

L’ONA ha quindi raggiunto eccellenti risultati in merito a costituzione di rendite, indennizzi previdenziali e riconoscimento di vittime del dovere, per coloro che sono stati impegnati nelle missioni (marina militare, aviazione ed esercito, etc.) e risarcimento dei danni.

Tuttavia indennizzi e il risarcimento non restituiscono la salute ne riportano in vita coloro che, purtroppo, sono stati colpiti tutto fibra di amianto.

La presenza di scienziati di fama internazionale (tra i quali il Prof. Antonio Giordano e il Prof. Marcello Migliore), da anni impegnati nella ricerca e cura delle patologie asbesto correlate, ha confermato l’esattezza delle conclusioni dell’Avv. Ezio Bonanni. Il ‘Libro Bianco delle morti di amianto in Italia’, è quindi la denuncia di una situazione di rischio che le istituzioni hanno voluto ignorare. 

Ancora nel 2020, in pieno coronavirus, i malati di amianto, e in particolare quelli di mesotelioma, hanno pagato un prezzo altissimo: si tratta di quei pazienti c.d. con patologie pregresse, o in atto, per le quali il covid-19 è stato fatale (amianto vittime covid-19).

L’amianto agisce in sinergia con il fumo di sigaretta, e con il benzene, e altri agenti cancerogeni e provoca anche il tumore del polmone e i tumori del tratto gastrointestinale, l’asbestosi, le placche pleuriche e gli ispessimenti pleurici, e tutta un’altra serie di patologie asbesto correlate.

>>Approfondisci: “Gli atti della conferenza: come la ricerca scientifica può sconfiggere i tumori da amianto”  (video)

VI Rapporto Mesoteliomi INAIL

L’INAIL ha pubblicato il VI Rapporto Mesoteliomi, che conferma i dati riportati nel II Rapporto Mesoteliomi dell’ONA Onlus.

Consulta il VI Rapporto Mesoteliomi INAIL (ottobre 2018)

I dati raccolti dall’INAIL hanno confermato quelli contenuti nel II Rapporto Mesoteliomi ONA Onlus.

La prevenzione primaria per il rischio asbesto

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni identificano nella prevenzione primaria il solo strumento efficace per sconfiggere le patologie asbesto correlate.
  • prevenzione primaria rischio cancerogeno amianto
 
 

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Patologie asbesto / amianto  correlate

I minerali di asbesto hanno capacità fibrogene e cancerogene. L’alta lesività per la salute umana e l’epidemia tra i lavoratori, dovuta anche alla tardività dell’entrata in vigore del divieto di utilizzo (aprile 1993), e i lunghi tempi di latenza, rendono quanto mai attuale, oltre alla problematica dello smaltimento e delle migliori terapie, anche quella del risarcimento e degli indennizzi.

La tutela legale dell’ONA è una delle attività di maggior valore sociale dell’associazione vittime amianto, perché permette la tutela legale delle vittime e dei superstiti. Le vittime dell’amianto hanno diritto alle prestazioni previdenziali ed assistenziali, prepensionamento e all’indennizzo INAIL.

Le malattie asbesto correlate della lista I dell’INAIL

L’INAIL è l’istituto con il quale sono assicurati quasi tutti i lavoratori Italiani ed è un ente strumentale che assicura quelle prestazioni sociali di cui all’art. 38 della Costituzione e, cioè, il mantenimento del reddito dei lavoratori e delle famiglie in caso di infortunio o di malattia professionale.

Essendo stato l’amianto largamente utilizzato in Italia nel sistema industriale, come in quello dei trasporti, e anche nelle basi militari fino all’aprile del 1993, bonificato solo in minima parte, le esposizioni sono proseguite, e per questo, il trend delle malattie è in continuo aumento.

Lista I dell’INAIL: origine lavorativa di elevata probabilità

Sono contemplate nella lista I dell’INAIL diverse patologie, alcune fibrotiche e alcune neoplastiche riconducibili all’asbesto, perciò, per il lavoratore vittima, è sufficiente dimostrare l’esposizione, anche indiretta e per contaminazione degli ambienti lavorativi, per ottenerne il riconoscimento e, quindi, l’indennizzo:

Malattie fibrotiche:

Poi ci sono le malattie neoplastiche:

Le malattie asbesto correlate della Lista II dell’INAIL

Le neoplasie che sono riconducibili all’esposizione ad asbesto per limitata probabilità, tali da essere inserite nella lista II dell’INAIL ci sono i seguenti tumori:

In questo caso, essendo tali neoplasie inserite nella lista II dell’INAIL, non vi è la presunzione legale di origine, e come tali, per poter essere riconosciute ed indennizzate ai lavoratori che ne sono affetti, l’onere della prova è a loro carico.

Tumore esofago: unica malattia asbesto nella lista III INAIL

Il tumore dell’esofago è l’unica neoplasia che è inserita nella lista III dell’INAIL con riferimento all’agente eziologico amianto, poiché, l’origine professionale è ritenuta possibile per i casi nei quali vi è l’esposizione a queste fibre.

Quindi, anche in questi casi, l’onere della prova del nesso causale per ottenere l’indennizzo INAIL, è carico del lavoratore.

Le fibre di amianto causano i seguenti tumori:

  • al cervello (Robinson et al., 1999; Omura,2006; Graziano et al., 2009; Reid et al., 2012);
  • alla colecisti (Moran, 1992);
  • Emolinfopoietici (Robinson et al., 1999; Omura, 2006; Bianchi et al., 2007; Graziano et al., 2009; Reid et al., 2012);
  • alla laringe-lingua (Omura, 2006; Manzini et al., 2010);
  • alla mammella (Selikoff, 1974; Feigelson et al., 1996; Fear et al., 1996; Robinson et al., 1999; Omura 2006 & 2010);
  • al pancreas (Moran, 1992; Kanarek, 1989);
  • alla prostata (Moran, 1992; Feigelson et al., 1996; Stellman et al., 1998; Robinson et al., 1999; Koskinen et al., 2003;  Bianchi et al., 2007; Reid et al., 2012);
  • al rene tumore (Bianchi et al., 2007);
  • alla tiroide (Manzini et al., 2010);
  • allo stomaco (Kanarek, 1989; Moran, 1992);
  • al testicolo  (Manzini et al., 2010);
  • alla vagina-Vulva (Pukkala & Saarni, 1996):;
  • alla vescica (Bianchi et al., 2007; Graziano et al., 2009; Manzini et al., 2010; Pavone et al., 2012).

E le malattie degenerative:

  • Miocardiopatia (Omura, 2006; Reid et al., 2012);
  • Morbo di Alzheimer & autismo (Omura, 2006);  e Sclerosi Laterale Amiotrofica Omura, 2006), al sistema nervoso centrale.

Indennizzo INAIL per vittime amianto

Le vittime che hanno contratto queste patologie hanno diritto all’indennizzo Inail, e quindi anche ai benefici contributivi per esposizione ad amianto (art.13 comma 7 legge 257/92). Inoltre, anche il risarcimento dei danni differenziali. Nel caso di decesso, le prestazioni Inail sono reversibili al coniuge e ai figli minorenni, e per quelli studenti fino a 26 anni. I famigliari delle vittime hanno quindi diritto al risarcimento dei danni, anche quelli subiti dai loro congiunti di cui sono eredi. L’ONA assiste i lavoratori per ottenere la tutela dei loro diritti. 

Approfondisci sul percorso per ottenere l’indennizzo INAIL

Prepensionamento amianto nel 2020

I lavoratori esposti ad amianto, per più di 10 anni e in concentrazioni superiori alle 100 ff/ll, hanno diritto alle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto per ottenere i benefici contributivi con la moltiplicazione del periodo di esposizione ultradecennale con il coefficiente 1,5 come stabilito dall’art. 13, co. 8, L. 257/92.

Chi ha subito dei danni biologici anche minimi, può chiedere tale aumento contributivo, utile sia per il prepensionamento che per la rivalutazione dell’entità dei ratei, anche in assenza di 10 anni minimi di esposizione e anche a dosi meno elevate, come stabilito dall’art. 13 co. 7 della L. 257/92.

Tutti i danni da amianto danno diritto al prepensionamento

Inizialmente, l’INPS si era ostinata a sostenere che l’accredito delle maggiorazioni contributive per le esposizioni ad amianto, fosse subordinata al riconoscimento anche di un grado di invalidità almeno pari al 6%. La Corte di Cassazione, Sez. Lavoro, sentenza n. 30438/2018, ha, invece, accolto le tesi dell’Avv. Ezio Bonanni che si fondano sul tenore letterale della norma che non richiede alcun grado di invalidità minima.

Riconoscimento malattia professionale e benefici amianto

Con il riconoscimento della malattia professionale asbesto correlata da parte dell’INAIL, anche dell’1%, si acquisisce il diritto alle maggiorazioni amianto con l’art. 13, co.7, L. 257/92.

Ne consegue che questi lavoratori hanno diritto a vedersi accreditate le maggiorazioni amianto nella misura dell’1,5 per l’intero periodo di esposizione professionale ad amianto, utili per maturare anticipatamente il diritto a pensione.

Gli effetti dell’accredito delle maggiorazioni amianto

Sia che si ottenga il riconoscimento con l’art. 13, co. 8, L. 257/92, nella sua originaria formulazione, sia che lo si ottenga con l’art. 13, co. 7, L. 257/92, sussite il diritto alla rivalutazione del periodo di esposizione con il coefficiente 1,5, utile sia per anticipare la maturazione del diritto (prepensionamento), sia in termini monetari.

Infatti, con l’accredito di tali maggiorazioni, coloro che sono in pensione, hanno diritto alla ricostituzione della posizione contributiva, e alla riliquidazione della prestazione pensionistica in godimento.

In questo modo, vi è il diritto all’adeguamento dei ratei della pensione, e, al tempo stesso, l’accredito delle differenze su i ratei medio tempore maturati, e conseguente liquidazione delle somme dovute.

Sussiste, dunque, una duplice finalità, guadagnare il diritto al prepensionamento e, allo stesso tempo, ottenere l’adeguamento delle prestazioni pensionistiche.

L’ONA e la tutela legale per i benefici amianto

L’ONA ti guida per la tutela dei tuoi diritti al prepensionamento e alla rivalutazione della pensione per esposizione ad amianto (benefici contributivi per esposizione ad amianto).

La pensione di inabilità amianto

I lavoratori malati di amianto, in seguito alla mobilitazione dell’ONA, hanno ottenuto che coloro che fossero ammalati di mesotelioma, con tumore del polmone ed asbestosi, fossero immediatamente collocati in pensione (pensione inabilità amianto).

Questo testo normativo (art. 1, co. 250, L. 232 del 2016) è stato riformato. Tutti coloro che hanno ottenuto dall’INAIL o da qualsiasi altro ente con cui sono assicurati, il riconoscimento di malattia professionale asbesto correlata anche se non indicate nella lista I, II e III dell’INAIL, possono accedere alla pensione di inabilità amianto, ovvero alla pensione immediata (L’art. 41-bis della legge 58 del 2019 ha ampliato la tutela vittime amianto malattia professionale con i commi 250-bis e 250-ter all’art. 1 della L. n. 232/2016).

Circolare INPS n. 34 del 2020 per pensione inabilità amianto

In seguito alle modifiche introdotte con l’art. 41 bis, D. L. 34/2019, convertito in L. 58/2019, l’istituto della pensione di inabilità amianto, ha assunto un nuovo assetto, per il quale l’INPS ha introdotto nuove disposizioni, aggiornando i termini per il deposito della domanda amministrativa INPS di pensione inabilità amianto.

Per effetto del riconoscimento di malattia professionale, sia da parte dell’INAIL, che di qualsiasi altro ente detentore della posizione, sussiste il diritto alla pensione di invalidità amianto, con il diritto al pensionamento a prescindere dall’età anagrafica e dall’anzianità contributiva.

Sono richiesti soltanto 5 anni di anzianità contributiva, di cui 3 negli ultimi 5 anni antecedenti la domanda amministrativa, che deve essere depositata entro il prossimo 31.03.2021.

Linee guida dell’ONA per la pensione di invalidità amianto

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, è l’autore dell’editoriale che illustra i termini e le modalità per ottenere il c.d. prepensionamento amianto, sia per coloro che sono stati soltanto esposti, sia per coloro che, invece, hanno ricevuto già la diagnosi di malattia amianto e il relativo riconoscimento:

Scopri come poter ottenere il pensionamento immediato con l’assistenza dell’ONA

L’ONA e il risarcimento del danno

Le vittime del minerale, e anche coloro che sono rimasti esposti alla fibra killer, hanno diritto, prima di tutto, a risarcimento dei danni e in caso di origine occupazionale delle malattie.

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, è il coordinatore del pool dei legali che assiste le vittime dell’amianto ed i loro familiari, per la tutela dei loro diritti.

L’ONA, anche grazie all’impegno dell’Avv. Ezio Bonanni, assiste gratuitamente tutti i cittadini e lavoratori esposti e vittime amianto, per la tutela dei loro diritti.

Risarcimento danni amianto: tutela dell’ONA

Amianto e vittime del dovere

L’amianto è quel killer che ha provocato e sta provocando una epidemia di mesoteliomi, di cancri del polmone, di asbestosi e di altre malattie tra coloro che hanno svolto e svolgono servizio nelle forze armate e nel comparto sicurezza, che hanno ottenuto, per ciò stesso, il riconoscimento dello status di vittima del dovere, ovvero di equiparati alle vittime del dovere.

L’abnorme utilizzo di amianto nelle unità navali della Marina Militare Italiana, nelle basi a terra, piuttosto che negli aeromobili, aveva provocato già nel 2015, n. 830 casi di mesotelioma, di cui 570 tra coloro che hanno svolto servizio nella Marina Militare Italiana (relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati).

Amianto e asbesto: importazione fino al 2015

Nel 2015, l’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno reso pubbliche le importazioni dell’amianto dall’India (vedi la trasmissione “Report” del 07.06.2015, con l’intervista all’Avv.  Ezio Bonanni). L’On. Luigi Di Maio, allora vice presidente della Camera dei Deputati e ora vice premier, ha presentato delle interrogazioni parlamentari, all’esito delle quali il governo ha confermato l’esattezza delle dichiarazioni dell’Avv. Ezio Bonanni.

Per un ulteriore approfindimeto:

>>Governo indiano: esportazione di amianto in Italia

>Amianto importato: l’ONA dice basta

Asbesto / amianto nel talco

Le fibre asbestiformi hanno contaminato il talco. In particolare il borotalco utilizzato in cosmetica.

L’Avv. Ezio Bonanni e l’ONA avevano da tempo sottolineato il rischio dell’uso di cosmetici con talco. Ciò non solo per la struttura fibrosa del talco, ma anche per il fatto che poteva essere contaminato con fibre asbestiformi.

Questo notiziario amianto, e cioè il Giornale Amianto di ONA, aveva reso pubbliche le informazioni sulla pericolosità del talco cancerogeno.

Tuttavia questo rischio era stato sottovalutato in Italia. Nell’estate del 2018, negli USA, la Corte di St. Louis, Missouri, USA, ha condannato la multinazionale  Johnson & Johnson al pagamento di 4,7 miliardi di dollari.

Secondo la Corte USA, infatti, le 22 donne che si erano ammalate di tumore delle ovaie, ed alcune delle quali erano già decedute, hanno ottenuto il risarcimento del danno.