Etoposide come cura del tumore al polmone

Etoposide, come cura del tumore al polmone, è un farmaco che viene somministrato ai pazienti sottoposti alla chemioterapia.

La chemioterapia antineoplastica è uno degli approcci terapeutici per contrastare la diffusione del cancro ai polmoni. Il tumore polmonare è una delle prime cause di morte nei Paesi industrializzati. A provocare l’insorgere di questa neoplasia sono, oltre a fattori ereditari, l’inquinamento atmosferico e, soprattutto, il fumo di sigaretta.

Infatti il fumo è responsabile di 8-9 tumori del polmone su 10. Spesso, però, agisce in sinergia con altri fattori cancerogeni, come l’amianto.

“ALL FORMS OF ASBESTOS (CHRYSOTILE, CROCIDOLITE, AMOSITE, TREMOLITE, ACTINOLITE AND ANTHOPHYLLITE) ARE CARCINOGENIC TO HUMANS”.

(VOLUME 100C – IARC MONOGRAPHS)

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, assistono le vittime di tumore al polmone e di tutte le patologie asbesto correlate. Ad esse l’ONA garantisce servizi di assistenza medica e legale gratuita.

INDICE

Cura chemioterapica per il tumore polmonare
Dosaggio e somministrazione di Etoposide
Gli effetti indesiderati del farmaco
Le controindicazioni dell’assunzione di altri medicinali
Come ricevere assistenza medica e legale

Tempo stimato di lettura: 6 minuti

Etoposide: chemioterapia come cura del tumore al polmone

L’Etoposide è un farmaco chemioterapico. La sua struttura deriva dalla molecola naturale podofillotossina. Questa è il principale componente resinoso della podofillina. È una sostanza isolata dalle radici secche della pianta erbacea Podophyllum peltatum.

Fa parte degli agenti antitumorali inibitori della topoisomerasi di tipo II. La topoisomerasi II è un enzima in grado di tagliare e saldare i due filamenti che costituiscono il DNA. Ha quindi un ruolo fondamentale nel processo di replicazione cellulare.

Il farmaco agisce proprio inibendo l’enzima topoisomerasi II. In questo modo interferisce con la riparazione del DNA della cellula tumorale. È quindi in grado di interrompere la divisione cellulare. Se la cellula non è più in grado di dividersi, allora va incontro al meccanismo di morte cellulare programmata, definito apoptosi.

L’Etoposide riesce così a ridurre la crescita del tumore. Inoltre è anche in grado di legarsi alla tubulina. In questo modo le impedisce di svolgere la sua azione. Infatti, la tubulina è la proteina che costituisce il fuso mitotico. Questa è una struttura indispensabile per la formazione delle cellule figlie durante la mitosi, cioè la riproduzione cellulare.

Altri farmaci antitumorali sono Alectinib, Atezolizumab, Brigatinib, Ceritinib, Crizotinib, Dabrafenib, Durvalumab, Gemcitabina, Gefitinib, Erlotinib, Afatinib, Osimertinib, Nintedanib, Nivolumab, Pembrolizumab, Pemetrexed, Taxolo, Taxotere, Trametinib, Vinorelbina.

Etoposide come cura del tumore al polmone: somministrazione

L’Etoposide è un farmaco che si può somministrare sia in monoterapia, che in associazione a Cisplatino o Carboplatino. Quest’ultima opzione rappresenta lo standard terapeutico per il trattamento dei pazienti con diagnosi di microcitoma. Ma si può anche utilizzare nei pazienti con tumore polmonare non a piccole cellule (adenocarcinoma).

Il farmaco è spesso somministrato ai pazienti sottoposti anche alla radioterapia o in seguito all’asportazione chirurgica del tumore.

L’Etoposide può essere assunto per via endovenosa o orale. Per la somministrazione endovenosa, la dose solitamente è di 60-120 mg/m2 di superficie corporea. Questa è da somministrarsi una volta al giorno. In ogni caso la dose massima non dovrebbe superare i 650 mg/m2 di superficie corporea, per ciclo di terapia. Il farmaco può essere assunto attraverso:

  • una cannula, che viene inserita in una vena di un braccio o di una mano;
  • un catetere venoso centrale, che viene inserito sottocute in una vena in prossimità della clavicola;
  • la linea PICC (Peripherally Inserted Central Catheter), in cui il catetere viene inserito in una vena periferica. Questa tecnica è utilizzata per la somministrazione di farmaci antitumorali per un tempo prolungato.

Se durante la somministrazione per endovena si avverte un senso di bruciore o fastidio nell’area intorno alla vena o si nota una fuoriuscita di liquido dal punto in cui è inserita la cannula, bisogna informare immediatamente l’oncologo. Lo stesso comportamento si attua se la zona intorno al sito di puntura dovesse irritarsi o gonfiarsi.

Somministrazione orale della cura di Etoposide

Etoposide può essere assunto anche per somministrazione orale. La dose utilizzata è di 100-200 mg/m2 di superficie corporea. Questa è da somministrarsi una volta al giorno. In pazienti affetti da insufficienza renale o epatica potrebbe essere necessario un adeguamento della dose del farmaco.

In caso di nausea dopo l’assunzione del farmaco, bisogna informare l’oncologo, in quanto potrebbe essere necessario assumere una seconda capsula.

Invece, se si dimentica di prendere la compressa, non occorre raddoppiate la dose all’assunzione successiva. È necessario informare il medico curante e continuare a rispettare la tabella delle prescrizioni.

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Etoposide: effetti collaterali cura del tumore al polmone

La terapia con Etoposide può manifestare nei pazienti effetti indesiderati. Per esempio può provocare la temporanea riduzione della funzionalità del midollo osseo. Può quindi causare anemia, tendenza a sviluppare lividi o emorragie e infezioni.

La ridotta funzionalità del midollo osseo può manifestarsi circa 7 giorni dopo la somministrazione del farmaco. Raggiunge i valori minimi 10-14 giorni dopo la chemioterapia. Tuttavia i valori si normalizzano entro 21-28 giorni.

Inoltre il conteggio delle cellule ematiche potrebbe diminuire. In questo caso la temperatura potrebbe salire oltre 38°C. Altro effetto collaterale è la caduta dei capelli. Solitamente capelli, sopracciglia, ciglia e altri peli corporei cominciano a cadere dopo 3-4 settimane dall’inizio della terapia. Tuttavia l’effetto è solo temporaneo.

Infine possono verificarsi episodi di nausea e vomito. Esistono oggi dei farmaci antiemetici, per prevenire o ridurre questi sintomi. Se la nausea dovesse manifestarsi, nonostante l’assunzione di questi medicinali, ciò può verificarsi dopo il trattamento e persistere fino a cinque giorni.

Esistono poi degli effetti collaterali meno frequenti. Questi sono diarrea, perdita dell’appetito, temporanea modificazione del gusto, dolore e ulcere del cavo orale.

Inoltre si può manifestare la modificazioni della cute. La cute può scurirsi per l’eccessiva produzione di pigmento. Tuttavia la pelle tornerà normale nel giro di qualche mese dalla fine del trattamento.

Altre controindicazioni sono insonnia, cefalea, stato confusionale e reazioni allergiche. Segni di reazione allergica sono lo sviluppo di un’eruzione cutanea accompagnata da prurito, rialzo termico, brividi, rossore localizzato al volto, senso di vertigini, cefalea, mancanza di respiro, ansia e aumento della minzione.

Interazioni dei diversi farmaci con la cura

Durante la terapia con Etoposide non bisogna assumere determinati medicinali. Infatti ciò potrebbe causare degli effetti indesiderati.

Per esempio l’assunzione contemporanea di Etoposide e di altri farmaci antitumorali (5-fluorouracile e Ciclofosfamide) può aumentare l’azione mielosoppressiva.

Gli agenti antitumorali organo-platino diminuiscono, invece, l’eliminazione dell’Etoposide. Ciò può produrre effetti dannosi. In caso sia necessaria una combinazione di questi farmaci, è perciò indispensabile far intercorrere almeno due giorni fra la somministrazione di Etoposide e il farmaco antitumorale organo-platino.

Inoltre la terapia può aumentare l’azione anticoagulante di farmaci come il warfarin. Mentre il fenilbutazone, i salicilati di sodio e l’acido acetilsalicilico possono aumentare l’azione dell’Etoposide, provocando effetti potenzialmente pericolosi.

Anche la somministrazione contemporanea di Etoposide e di ciclosporina, usato nella prevenzione del rigetto nei trapianti, può aumentare esponenzialmente la concentrazione plasmatica del farmaco. Perciò la dose di Etoposide dovrebbe essere ridotta di almeno il 50%.

In più è importante che, durante la terapia, la funzionalità epatica, la funzionalità renale e la conta delle cellule ematiche siano costantemente monitorate. Infatti i pazienti aventi una bassa concentrazione plasmatica di albumina sono esposti a un rischio maggiore di tossicità.

Infine è consigliabile non concepire un bambino durante il trattamento. Il farmaco, infatti, potrebbe compromettere lo sviluppo fetale. Perciò sarebbe opportuno utilizzare metodi contraccettivi validi.

Vittime tumore al polmone: tutela medica e legale ONA

Per le vittime di tumore al polmone, mesotelioma o altre malattie asbesto correlate, l’ONA fornisce assistenza medica gratuita. Grazie ad essa è possibile ottenere una diagnosi precoce, terapie tempestive e sorveglianza sanitaria.

Possono far valere i propri diritti grazie all’ONA anche le vittime di malasanità, assicurando la responsabilità medica.

Inoltre un team di avvocati, coordinati dall’Avv. Bonanni, offre anche un servizio di assistenza legale gratuito. Le vittime possono così ottenere il riconoscimento di tutti i benefici previsti dalla legge, come il risarcimento dei danni.