Chemioterapia Carboplatino per la cura dei tumori

La chemioterapia carboplatino è un protocollo di cura utilizzato per la cura di numerosi tumori. In particolare, il carboplatino è un farmaco chemioterapico che appartiene alla classe dei farmaci chemioterapici alchilanti, ovvero farmaci in grado di formare legami crociati con il DNA. L’approvazione del farmaco è avvenuta a fine anni ’80, grazie agli ottimi risultati riscontrati durante la sperimentazione. Infatti, il carboplatino somministrato per via endovenosa ha effetti collaterali contenuti rispetto al cisplatino, un altro farmaco di tipo alchilante. Il carboplatino è stato inserito nella lista dei farmaci essenziali dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ciò vuol dire che appartiene alla categoria di farmaci strettamente necessari per un sistema sanitario di base.

Il farmaco chemioterapico in questione può essere utilizzato da solo o in associazione ad altri farmaci, come recentemente dimostrato. Le terapie di combinazione, che prevedono la prescrizione di due protocolli di cura combinati, sono risultati particolarmente efficaci per alcune patologie asbesto correlate. Per questo motivo, l’Osservatorio Nazionale Amianto allarga il servizio di consulenza gratuita a tutti coloro che ricevono un trattamento chemioterapico. Richiedi la tua consulenza legale e/o medica gratuita.

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Amianto killer e patologie asbesto correlate

L’amianto è un minerale fibroso che fino alla sua messa al bando, avvenuta nel 1993 con la Legge 257 del 1992, veniva estratto dalle miniere ed impiegato in moltissimi settori. Le prime notizie certe sulla sua cancerogenicità risalgono alla fine degli anni ’60. Alcuni studi hanno evidenziato come l’incidenza di alcune patologie fosse significativamente più alta nelle persone che venivano a contatto con la fibra killer. Solo più recentemente, alcuni studi hanno ribadito la cancerogenicità del minerale. Tant’è, che l’amianto è stato inserito nella lista dei cancerogeni anche dallo IARC, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. L’agenzia monitora costantemente l’effetto canceroso di alcune sostanze, apportando continue revisioni nelle sue monografie (ultima monografia IARC).

Indice

Sono definite patologie asbesto correlate correlate tutte quelle patologie il cui agente eziologico è rappresentato dall’amianto. Le persone possono venire a contatto con l’amianto sia per esposizione ambientale diretta che indiretta, che per esposizione professionale o per contaminazione. La caratteristica comune delle patologie provocate dall’asbesto è la loro insorgenza a distanza di oltre 20 o più anni dall’esposizione all’agente eziologico. Infatti, le fibre di amianto causano ripetuti processi di infiammazione cellulare che, nel tempo, danno luogo a trasformazioni cancerose. Tuttavia, queste trasformazioni rimangono silenti per moltissimi anni, fino a quando la patologia non raggiunge uno stadio avanzato e comincia a manifestarsi con campanelli di allarme.

Protocolli terapeutici per la cura dei tumori

La diagnosi di una patologia asbesto correlata è spesso infausta, con prognosi sfavorevole. Per questo motivo, l’equipe medica ricorre spesso alla chemioterapia, un protocollo terapeutico con più ampio raggio di azione rispetto a tutti gli altri protocolli di cura:

Carboplatino: farmaco, tumori e protocolli combinati

Il carboplatino è un farmaco alchilante utilizzato per la cura di molti tumori dell’adulto. Come il cisplatino, il carboplatino interferisce con alcuni meccanismi di replicazione cellulare. In particolar modo, il farmaco instaura dei legami crociati con le basi azotate del DNA. Infatti, il farmaco lega gli atomi di azoto presenti della struttura del DNA, impedendo a quest’ultimo di essere trascritto e replicato. In questo modo, le cellule cancerose non hanno la possibilità di replicarsi e vanno incontro ad un processo di morte programmata, chiamata “apoptosi“.

Il carboplatino, in realtà, forma anche dei legami covalenti, ovvero legami forti, direttamente con alcune basi azotate. Ancora una volta, il meccanismo citotossico è il medesimo: il legame con il DNA impedisce alle cellule di replicarsi e di conseguenza quest’ultime vanno incontro a morte programmata. Questo profilo, altamente tossico, sembra essere pericoloso per la cura dei tumori pediatrici. Per questo motivo, la chemioterapia con carboplatino non è consigliata per la cura dei pazienti oncologici giovani.

Tumori curati con la chemioterapia e carboplatino

La chemioterapia con il carboplatino è risultata particolarmente efficace per la cura di molti tumori adulti e per alcune patologie asbesto correlate. In particolar modo, la chemioterapia con il carboplatino è utilizzata per:

Monoterapia e terapia di combinazione con carboplatino

La somministrazione del farmaco prevede diverse forme di terapia. Alcuni tumori possono essere debellati tramite la sola somministrazione del carboplatino. In questo caso si tratta di un protocollo di cura monoterapico, che prevede un singolo trattamento. Un esempio è il carcinoma della mammella, un tumore che può essere trattato con protocollo singolo. La combinazione di farmaci, o di differenti protocolli di cura, invece, è risultata particolarmente efficace per molti tumori. Tuttavia, non sempre può essere applicata.

Il mesotelioma pleurico, grazie alla terapia di combinazione, ha restituito nuove speranze ai malati oncologici. L’approvazione di un protocollo di cura combinato, ha cambiato l’approccio terapeutico rimasto invariato per più di 16 anni. In particolare, per questa patologia, l’immunoterapia passiva, insieme alla chemioterapia, ha permesso un miglioramento significativo della sopravvivenza globale. Più in generale, i protocolli di cura combinati possono prevedere anche l’associazione tra chemioterapia e operazione chirurgica, chemioterapia e radioterapia. Lo scopo del trattamento rimane sempre lo stesso: migliorare le condizioni di vita del paziente, e se possibile arrivare ad una guarigione.

Posologia e somministrazione del carboplatino

Il carboplatino è un liquido, il cui principio attivo è sospeso all’interno di una soluzione fisiologica. Per questo motivo, il farmaco chemioterapico si presenta come un liquido chiaro, che viene somministrato esclusivamente per via endovenosa. La modalità di somministrazione avviene secondo una pratica definita “goccia a goccia” e può servirsi di:

  • un ago cannula, costituito da un tubicino sottile introdotto nel seno venoso del braccio o della mano;
  • un catetere venoso da inserire sotto cute a livello venoso, solitamente nei pressi della clavicola;
  • un PICC (peripherally inserted central catheter), ovvero un catetere venoso sottile da inserire in una vena periferica, di solito del braccio.

La dose raccomandata di carboplatino per i pazienti adulti che non si sono sottoposti a trattamenti precedenti e che non hanno particolari problemi di salute, è di è 400 mg/m². Tuttavia, la posologia del farmaco è influenzata dalle patologie, dallo stato di salute del paziente e dal protocollo di cura (monoterapia o terapia di combinazione). L’infusione avviene in un’unica dose con una durata del trattamento minima di 15 minuti e massima di 60 minuti. Inoltre, nonostante la buona tollerabilità del farmaco, i cicli di chemioterapia con il carboplatino non possono essere ripetuti fino a quando non sono trascorse almeno quattro settimane dal ciclo precedente.

Effetti collaterali del carboplatino

Il carboplatino, come tutti gli altri chemioterapici, causa effetti collaterali avversi che possono essere comuni e non comuni. Questi effetti sono la diretta conseguenza dell’azione citotossica dei farmaci nei confronti delle cellule tumorali e possono manifestarsi in maniera differente nei pazienti oncologici. Infatti, gli effetti collaterali del carboplatino variano da individuo a individuo e dipendono anche dal tipo di protocollo di cura. Per controllare gli effetti collaterali, ma soprattutto per individuare il percorso terapeutico maggiormente appropriato per il paziente, è fondamentale sottoporsi ad esami clinici e diagnostici, prima e durante la terapia.

Gli effetti collaterali riscontrati con frequenza maggiore sono le cosiddette reazioni comuni. Queste comprendono:

  • la riduzione temporanea delle cellule del sangue: piastrine, globuli rossi e bianchi;
  • diminuzione dell’emoglobina che ha come diretta conseguenza l’anemia;
  • febbre;
  • ecchimosi, lividi ed emorragie;
  • nausea e vomito.

Gli effetti collaterali meno frequenti, che possono dipendere da differenti fattori, sono:

  • Intorpidimento o formicolio a mani e piedi;
  • Disfunzioni gastrointestinali;
  • Dolore o ulcere del cavo orale;
  • Alterazione del gusto;
  • Perdita di capelli;
  • Disfunzione epatica e pancreatica;
  • Reazione allergica al farmaco.

Ulteriori informazioni sul carboplatino

Prima di sottoporsi ad un protocollo chemioterapico bisogna informare l’equipe medica di tutti i farmaci che si assumono durante la giornata. Questo perché, alcuni farmaci potrebbero interferire con l’attività citotossica dei chemioterapici o di altri trattamenti. In particolar modo, nel caso in cui un soggetto di sesso maschile volesse avere un figlio, deve essere informato degli effetti negativi apportati dalla chemioterapia sul liquido seminale. Per questo motivo, è importante essere informati su tutti gli aspetti negativi del trattamento e sulla possibilità di poter congelare il liquido seminale.

La chemioterapia con il carboplatino influisce anche sulla gravidanza e sull’allattamento del feto. La chemioterapia, sia nelle donne che negli uomini, provoca anoressia. Per le donne, l’anoressia è spesso associata al fenomeno di amenorrea, ossia l’interruzione del flusso mestruale. Di conseguenza, una donna che si sottopone a chemioterapia potrebbe non avere la possibilità di sviluppare una gravidanza. Nel peggiore dei casi, una donna in gravidanza può subire seri danni al feto. Motivo per il quale, i medici consigliano alle donne in gravidanza di posticipare le sedute di chemioterapia. Durante l’allattamento, invece, non è noto se il carboplatino venga escreto nel latte materno umano.
Per evitare possibili effetti nocivi nei neonati, l’allattamento deve essere interrotto se la madre è trattata con il carboplatino.

Per approfondire la scheda tecnica del Carboplatino.

Mesotelioma pleurico e terapia con carboplatino

Il mesotelioma pleurico è una neoplasia che interessa la membrana che avvolge e sostiene i polmoni. Si tratta di un tumore silente, il cui fattore eziologico è l’amianto. Per questo motivo, il mesotelioma pleurico maligni rientra tra le patologie asbesto correlate, ovvero una serie di patologie la cui diagnosi è infausta. Questo vuol dire che, al momento della diagnosi, il tumore si trova in uno stadio avanzato e che, con molta probabilità, le cellule maligne hanno abbandonato l’organo di origine per diffondersi in altri tessuti. Quando i tumori sono così estesi e non concentrati in una zona circoscritta, la chemioterapia rappresenta l’unico protocollo di cura maggiormente indicato.

La chemioterapia è un protocollo di cura sistemico. Tramite il circolo sanguigno permette al farmaco di raggiungere qualsiasi distretto corporeo della persona malata. Spesso la chemioterapia è somministrata come unica cura contro il cancro ma, nella maggior parte dei casi, accompagna interventi chirurgici, sedute di radioterapia o terapia biologica. Infatti, anche la radioterapia e la chirurgia possono essere impiegate nel trattamento delle metastasi. In particolare, la radioterapia è utile a bloccare la malattia che si diffonde in sedi critiche quali il cervello, il polmone o le ossa, oppure a controllare i sintomi che influiscono sulla qualità della vita del paziente, come, per esempio, il dolore derivato da metastasi ossee.

Per approfondire la malattia del mesotelioma pleurico maligno ed i protocolli di cura maggiormente utilizzati, è possibile consultare gratuitamente il libro “Come curare e sconfiggere il mesotelioma ed ottenere le tutele previdenziali ed il risarcimento danni“, redatto e pubblicato dall’Avv. Bonanni.

Avvocato Ezio Bonanni e la lotta all’amianto

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha dedicato tutta la sua carriera alle vittime dell’amianto e di altri cancerogeni. Queste sostanze sono responsabili di numerose patologie neoplastiche, che sono unitamente riunite con il termine di cancro. In Italia, sono circa 2 milioni e 250 mila gli italiani affetti da neoplasie. In particolare, prima della pandemia COVID-19, sono state censite oltre 377 mila nuove diagnosi di tumore, con una incidenza maggiore tra le donne e gli anziani. Durante l’epidemia, il numero di morti per tumore, invece, è aumentato drasticamente.

L’aumento dell’incidenza di mortalità negli anni precedenti è dovuto al fatto che il Sistema Sanitario Nazionale ha subito un atroce rallentamento delle attività oncologiche. Per questo motivo, molte diagnosi sono state ritardate, così come gli interventi chirurgici, l’inizio delle terapie oncologiche e le attività di screening. Infatti, proprio durante il periodo della pandemia, l’ONA ha sostenuto più volte di dover prestare maggiore attenzione al ramo dell’oncologia e tornare ad investire nella ricerca.

Patologie asbesto correlate in Italia

Ogni anno, in Italia, sono diagnosticate circa circa 7 mila morti per esposizione all’amianto, mentre nel mondo muoiono circa 170 mila persone per esposizione alla fibra killer. L’Italia è uno dei paesi maggiormente coinvolti nel monitoraggio delle patologie asbesto correlate. L’ente che si occupa di raccogliere dati sull’amianto è il Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ReNaM), che ha una gerarchia su base regionale. Questo vuol dire che ogni regione ha un proprio ente raccogliere dati sulla storia professionale e sulle abitudini di vita della vittima.

Con il sistema di sorveglianza epidemiologica, il ReNaM ha la possibilità di valutare le fonti di esposizione della fibra killer su tutto il territorio nazionale. Sul territorio italiano ci sono ancora 58 milioni di mq di coperture in cemento-amianto e oltre 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto. Inoltre, l’ONA denuncia anche la presenza di amianto in almeno 2.400 scuole e circa 250 ospedali. A fine gennaio 2022 è stato pubblicato il VII Rapporto Mesoteliomi, con i nuovi casi censiti dal 2016 al 2018. L’Ente dichiara solamente 3792 casi di mesotelioma, ma bisogna tener conto che in Campania e Abruzzo la funzione dei Cor è attualmente sospesa, mentre la rilevazione di Molise, Calabria e Sicilia, risulta incompleta. Tuttavia, dalla messa al bando dell’amianto al 2018, sono stati censiti più di 31.572 casi di mesotelioma maligno.

Per approfondire il tema dell’amianto in Italia, è possibile consultare gratuitamente “Il Libro Bianco delle Morti di Amianto in Italia – ed 2021”, redatto e pubblicato sempre dall’Avv. Bonanni.

Assistenza medica e chemioterapia con carboplatino

L’Osservatorio Nazionale Amianto offre assistenza medica gratuita a coloro che subiscono cicli di chemioterapia con il carboplatino. Più in generale, l’assistenza medica è rivolta a tutti coloro che contraggono patologie asbesto correlate o che subiscono danni durante un trattamento sanitario. Possono accedere al servizio di assistenza non solo le vittime primarie ma anche i loro familiari. Scopri di più sullo sportello di assistenza medica.

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