Ambiente: la tutela ambientale e i rischi per la salute

Il degrado dell’ambiente è una tematica che coinvolge la nostra salute. Abbiamo visto, in occasione della Pandemia da Covid-19 quanto l’inquinamento abbia condizionato il progredire della malattia e i suoi sintomi.

In questa utile guida vediamo nel dettaglio cosa significa ambiente e in che modo esso è tutelato dalla nostra Costituzione. Scopriamo anche cosa significa salvaguardare l’ambiente e promuovere un ambiente salubre e in equilibrio. In particolare ci soffermeremo sulla presenza di cancerogeni e sostanze nocive che mettono a repentaglio la salute ambientale e la nostra. Tra questi c’è senza dubbio l’amianto, uno dei cancerogeni più aggressivi che continuano a degradare l’ambiente in cui viviamo.

INDICE
Ambiente: un bene protetto dalla Costituzione
Quanti ambienti naturali ci sono sulla Terra?
Danni all’ambiente e salvaguardia
Ambiente: natura, fauna e flora
Salvaguardia ambientale e l’ONU
G20 di Napoli e COP26 a Glasgow
Ambiente e amianto
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Ambiente: un bene protetto dalla Costituzione

Come già accennato nell’introduzione di questo articolo l’ambiente è un bene protetto dalla nostra Costituzione, nello specifico dagli artt. 9 e 117.

L’art. 9 della Costituzione Italiana recita: 

“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

L’art 117 elenca le materie in cui lo Stato ha legislazione esclusiva e tra esse figura la tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.

Ambiente

Ambiente: cos’è

Diamo una definizione chiara e condivisa di ambiente. La parola ambiente viene dal latino ambiens, che significa “andare intorno, circondare”, ovvero tutto ciò che sta intorno o che circonda qualcosa.

Dal punto di vista dell’ecologia in effetti l’ambiente è l’insieme dei fattori fisici e biologici che circondano l’organismo o una popolazione di individui o una comunità biotica (biocenosi).

Se lo guardiamo dal punto di vista antropocentrico il significato però cambia, e anche di molto. L’ambiente che circonda l’uomo infatti è l’insieme delle condizioni sociali, morali, culturali, storiche ed economiche in cui vive e che contribuiscono a definirlo.

Grazie all’esponenziale sviluppo tecnologico l’uomo la civiltà è diventata sempre meno dipendente dai fattori fisici e biologici dell’ambiente. Pensiamo per esempio alle nostre grandi città costruite nel deserto o alla nostra capacità di coltivare aree desertiche o un tempo paludose.

Alienazione dell’uomo dall’ambiente

In effetti l’uomo ha finito con l’essere quasi del tutto alientao dall’ambiente ecologico che lo circonda. Uno scollamento che va di pari passo con lo sviluppo tecnologico ed il benessere, ovvero l’accesso alla tecnologia.

Gli enormi danni che la specie Homo Sapiens ha causato e continua a causare all’ambiente risiedono in parte proprio in questa alineazione tra uomo e ambiente e nelle accresciute capacità tecnologiche di modificare l’ambiente.

L’ambiente è a rischio

La salute dell’ambiente e in generale dell’intero pianeta è a rischio. Siamo arrivati ad un punto piuttosto critico in cui risulta minacciato il benessere dell’uomo e la sua salute, nonché di tutte le altre forme di vita. Bisogna agire in fretta ed in modo incisivo perché potrebbe non esserci un’altra possibilità.

In ecologia sentiamo spesso parlare di habitat minacciati. Con il termine habitat si intende l’ambiente specifico in cui una data specie vive. Sono molte le specie a rischio ed includono flora e fauna perché molti sono gli habitat che scompaiono o che subiscono stravolgimenti tali da causare l’estinzione delle specie che li vivono. La causa della distruzione degli habitat è da rintracciare nelle attività dell’uomo.

Rete Natura 2000 e gli habitat a rischio in Europa

L’Europa possiede numerose aree naturali protette che sopravvivono accanto a zone altamente antropizzate e modificate dalla presenza dell’uomo. In altre parole l’ambiente è fortemente frammentato. Dunque, se da un lato alcuni habitat sono fortemente minacciati, la frammentazione degli habitat impedisce a molte specie gli spostamenti per accaparrarsi le risorse alimentari e per espletare determinate funzioni sociali o migratorie.

L’Europa ha risposto al problema della distruzione degli habitat attraverso la direttiva Uccelli e la direttiva Habitat che forniscono gli strumenti per l’applicazione e creazione da parte dei singoli stati di zone di interesse protezionistico (ZIP) e siti di interesse comunitario (SIC).

Tali direttive si occupano di creare dei veri e propri corridoi ecologici individuando aree protette anche laddove è presente l’attività antropica. Proprietà private e aree coltivate con l’agricoltura tradizionale forniscono infatti rifugio a numerose specie viventi e in quanto tali vengono salvaguardate con la creazione di ZIP e SIC.

Quanti ambienti naturali ci sono sulla Terra?

Dal punto di vista ecologico si distinguono numerosi ambienti naturali suddivisibili a loro volta in categorie più piccole. Le due macro categorie principali includono gli ambienti acquatici (marini, salmastri e di acque dolci) e gli ambienti terresti (ipogei, come le grotte, ed epigei).

Dal punto di vista climatico ci sono l’ambiente mediterraneo, quello continentale e desertico e dal punto di vista dei paesaggi gli ambienti di bosco temperato, steppa, tundra, savana, deserto e ghiacciai. Tutti contengono al loro interno dei sub ambienti.

Danni all’ambiente e salvaguardia

Una corretta salvaguardia ambientale si occupa di proteggere l’ambiente riducendo l’impatto delle attività umane su di esso. Si occupa di arginare o mitigare i danni e alcune criticità che minacciano l’ambiente e la nostra salute. Qui di seguito vediamo alcuni degli elementi principali per una corretta salvaguardia ambientale e i danni principali di cui si deve tenere conto per applicarla.

Perdita di biodiversità

La perdita di biodiversità minaccia l’ambiente e di conseguenza la salute dell’uomo. Per biodiversità si intende la varietà delle specie viventi che popolano un dato ecosistema. Tutte le specie che vivono in un determinato ecosistema intrattengono tra di loro relazioni molto profonde. L’equilibrio di un ambiente è influenzato da queste relazioni e dal loro equilibrio. Un ambiente povero di biodiversità è un ambiente fragile e scarsamente resiliente. Risulta infatti facilmente attaccabile e una volta attaccato necessita di più tempo per ristabilire l’equilibrio.

Cambiamento climatico e riscaldamento globale

Il cambiamento climatico va sempre di più nella direzione di un riscaldamento globale. Si tratta probabilmente del problema più grave per l’ambiente in grado di mettere a repentaglio la vita sul pianeta.

Stiamo assistendo già ad una preoccupante intensificazione dei fenomeni metereologici estremi i cui effetti provocano anche gravi danni a breve termine (alluvioni, inondazioni). Lo scioglimento dei ghiacci e l’innalzamento delle acque, il cambiamento del ciclo dei venti e dell’acqua mettono a repentaglio i nostri centri urbani e la vita stessa sulla Terra.

Il riscaldamento globale è causato principalmente dalle attività antropiche. Causato dall’aumento dell’anidride carbonica che provoca l’effetto serra, dalla deforestazione, dalla cementificazione e dal degrado del suolo e dal suo inaridimento.

Inquinamento

L’inquinamento, in tutte le sue forme, minaccia la nostra salute a breve e lungo termine e minaccia quella delle altre specie viventi. Quello atmosferico e quello idrico e marino minacciano la salubrità delle nostre acque nonché la vita negli ambienti marini, attraverso l’inquinamento marino da plastica. L’inquinamento termico minaccia la biodiversità e causa la distruzione degli habitat.

La stima dell’OMS per le morti da inquinamento ambientale è allarmante: i dati parlano di 4,2 milioni di decessi all’anno. In questo contesto assistiamo ad un continuo aumento delle malattie neoplastiche e delel malattie croniche, in particolare di quelle che coinvolgono il sistema respiratorio.

Ambiente: natura, fauna e flora

L’ambiente biologico e fisico è popolato da specie viventi che appartengono al regno animali, al regno vegetale e ai funghi. Tra gli animali le specie più minacciate dai danni all’ambiente, dal riscaldamento globale e dalla distruzione degli habitat sono le specie più specializzate. Quelle cioè che sono più selettive quanto a risorse alimentari e che riescono a sopravvivere solo in determinati habitat.

Le specie più opportunistiche invece riescono ad adattarsi ad habitat diversi e alle risorse alimentari ad essi collegate. Lo stesso discorso vale per le specie floristiche. Esse hanno bisogno di determinate caratteristiche del suolo e del clima per riprodursi. Lo sfruttamento del suolo, la diminuzione degli invertebrati che contribuiscono alla formazione del suolo e l’aumento incontrollato di altre specie viventi, come per esempio daini e cinghiali che si cibano dei germogli (a cui mancano i predatori naturali), ne minacciano la sopravvivenza.

La salvaguardia ambientale e l’ONU

Il concetto di salvaguardia ambientale nasce negli anni Settanta con il movimento ambientalista. In questo decennio si tenne anche a Stoccolma la Conferenza delle Nazioni Unite per l’Ambiente, la prima sul tema della problematica ambientale legate alle politiche di sviluppo. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite istituì l’UNEP (United Nation Environment Programme), un’agenzia deputata a promuovere e coordinare l’azione ambientale con particolare riferimento allo sviluppo sostenibile.

La Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente e lo Sviluppo di Rio de Janeiro portò gli Stati membri alla sottoscrizione di numerosi documenti. Questi documenti erano orientati a salvaguardare la natura quali, attraverso la Convenzione sul cambiamento climatico (UNFCCD) e quella sulla diversità biologica (CBD).

Purtroppo, ancora oggi, le stesse Nazioni Unite agiscono in modo timido, incapaci di essere risolutive.

Agenda 2030 dell’ONU: cos’è?

Nel 2015 con l’Agenda 2030 dell’ONU gli obiettivi di salvaguardia climatica sono diventati elementi fondamentali di un piano più ampio. Gli stati che aderiscono all’ONU si sono infatti impegnati a mettere a punto un piano per il miglioramento delle condizioni di vita sul pianeta entro il 2030.

A sostegno degli obiettivi di salvaguardia ambientale ci sono quelli per uno sviluppo sostenibile, includendo una serie di politiche per garantire un’equità delle risorse economiche e sociali a tutti gli individui. Il concetto di sostenibilità si basa sull’assunto di garantire alle generazioni lo stesso accesso alle risorse che ha avuto a disposizione la generazione precedente. In questo contesto rientrano tutte le politiche che riguardano l’utilizzo delle risorse e le energie rinnovabili.

G20 di Napoli e COP26 di Glasgow

Quest’anno, con la presidenza italiana del G20, il G20 dedicato esclusivamente all’ambiente si è svolto a Napoli. Si è parlato di contrasto al cambiamento climatico, di accelerazione della transizione ecologica, di azioni necessarie per rendere i flussi finanziari coerenti con gli obiettivi dell’accordo di Parigi e di una ripresa economica sostenibile ed inclusiva grazie alle opportunità offerte in campo energetico da soluzioni tecnologiche innovative, l’implementazione delle città intelligenti, resilienti e sostenibili.

COP26, la cui presidenza è stata condivisa da Italia e Gran Bretagna, ha visto una battuta d’arresto imposta da India e Cina circa la decarbonizzazione. L’Italia si è impegnata a decarbonizzare il paese prima degli altri stati europei. I progetti in atto sono però fonte di dibattito, in quanto prevedono il passaggio delle centrali alimentate a carbone al gas. Il gas è un altro combustibile fossile e il passaggio da esso alle fonti rinnovabili non appare ancora chiaro. Il piano è quello per ora di implementare una transizione graduale e affidarsi al gas, che nel futuro potrà considerarsi una sorta di back up energetico, per tamponare l’instabilità delle fonti rinnovabili.

L’amianto e il degrado ambientale

Il tema dell’amianto è strettamente connesso a quello della salvaguardia ambientale. Nel nostro paese, complice un ritardo nella bonifica, sono ancora presenti 40 milioni di tonnellate di amianto. Esse sono diffuse in edifici pubblici e privati e comprendono scuole ed ospedali.

Le fibre di amianto sono sottili e, una volta disperse nell’ambiente, sono facilmente inalabili. Provocano gravi infiammazioni (come asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici) e cancro. Attraverso il processo della cancerogenesi evolvono infatti in neoplasie alcune delle quali piuttosto aggressive e ad esito quasi sempre infausto. Pensiamo per esempio ai mesoteliomi.

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L’ONA e la salvaguardia ambientale

La tutela dell’ambiente, nella specifica definizione giuridica di ambiente, incarna la necessità di salvaguardia dei diritti come singoli e come collettività. L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto si occupa di prevenzione rispetto al rischio amianto e altri agenti cancerogeni che minacciano la salute e l’ambiente.

Una corretta tutela della salute si basa sulla prevenzione primaria che si occupa di evitare le esposizioni dannose a 360° grazie alla bonifica dei siti contaminati e ad una attenta valutazione del rischio.