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giovedì, Maggio 13, 2021

I migliori centri per la cura del tumore al polmone

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Quali sono i migliori centri a cui rivolgersi per la cura e il trattamento del tumore al polmone? In questa guida proviamo a fare un po’ di chiarezza e scopriamo quali sono gli ospedali ed i centri in cui indirizzarci in caso di tumore polmonare.

La cura del tumore ai polmoni: migliori centri

Prima di parlare dei migliori centri a cui indirizzarsi per il trattamento e cura del tumore ai polmoni facciamo una breve sintesi delle caratteristiche di questa malattia, dei suoi sintomi e delle cause e fattori di rischio. Il tumore del polmone si sviluppa a partire dalle cellule che costituiscono bronchi, bronchioli e alveoli polmonari, oppure può essere sede di metastasi di tumori che sono sorti in altri organi.

Cosa sono i polmoni? I polmoni sono due organi che si trovano a livello del torace e che svolgono la funzione respiratoria. Si occupano infatti, attraverso ispirazione ed espirazione, di ossigenare il sangue e di espellere anidride carbonica. Il cancro al polmone si divide in due macrocategorie a seconda del tipo di cellula tumorale: adenocarcinoma, tumore a non piccole cellule, e microcitoma, tumore a piccole cellule (a crescita più rapida ed esito spesso infausto).

Il tumore del polmone è una delle prime cause di morte nei Paesi industrializzati. In particolare, nel nostro paese, è la prima causa di morte per tumore negli uomini e la seconda nelle donne. La diagnosi precoce gioca un ruolo fondamentale nella prognosi di questa malattia. Negli stadi avanzati, caratterizzati da metastasi, le possibilità di sopravvivenza sono molto scarse. A seconda dello stadio, del tipo e della localizzazione del tumore variano i trattamenti e le cure a disposizione.

Sintomi del tumore al polmone

Il tumore ai polmoni, nelle fasi inziali della malattia è spesso asintomatico. Questa caratteristica rende la diagnosi precoce particolarmente difficile. Infatti di solito viene diagnosticato precocemente nel corso di indagini per altre malattie. Tra i sintomi più frequenti ci sono tosse (costante o che tende a peggiorare), emottisi, raucedine, dolore al petto e al torace che si irradia alle spalle, perdita di peso inaspettata e mancanza di appetito, tipiche delle infiammazioni croniche. Qui trovate tutte le info dettagliate sui sintomi del tumore ai polmoni.

Cause e fattori di rischio

Il fumo di sigaretta è il più importante fattore di rischio per il cancro ai polmoni. Il rischio nei fumatori è 14 volte superiore a quello dei non fumatori di contrarre la neoplasia ed è addirittura 20 volte superiore nei soggetti che fumano più di 20 sigarette al giorno.

Inquinamento atmosferico, trattamenti di radioterapia, radiazioni ionizzanti in generale e agenti cancerogeni chimici sono le altre cause che determinano l’insorgenza di questa neoplasia. L’esposizione all’amianto, anche detto asbesto, al radon e ai metalli pesanti, costituisce un importante fattore di rischio per il tumore ai polmoni. In Italia il rischio amianto è ancora alto, causato dal mancato obbligo di bonifica in seguito alla messa al bando di questo gruppo di minerali (per approfondimenti sulla strage da amianto nel nostro paese potete consultare Il libro bianco delle morti di amianto in Italia dell’Avv. Ezio Bonanni, pioniere della lotta all’amianto).

Quando il tumore ai polmoni viene contratto sul posto di lavoro in seguito all’esposizione ad agenti cancerogeni si parla di esposizione professionale. Le monografie dello IARC forniscono tutti gli approfondimenti sulla correlazione tra amianto e tumore al polmone, mentre il Consensus di Helsinki approfondisce il rischio in base all’esposizione e stabilisce le linee guida per la prevenzione delle patalogie asbesto correlate.

Tumore ai polmoni da amianto

Il tumore ai polmoni è una delle patologie causate da amianto che sono considerate di elevata insorgenza professionale. L’INAIL lo inserisce infatti nella lista I delle malattie causate dall’asbesto, in cui compaiono le patologie causate da esposizione professionale a cui si applica il criterio di presunzione legale di origine. Significa che una volta dimostrata la presenza di amianto sul posto di lavoro la malattia è automaticamente considerata di origine professionale. Ne consegue che deve essere indennizzata come malattia professionale e che al lavoratore vittima di esposizione spettano tutti i risarcimenti e i benefici previsti dalla legge: rendita INAIL, accesso al Fondo Vittime Amianto e ai benefici contributivi amianto.

Nel caso in cui tali benefici non bastino a raggiungere il diritto a pensione esiste il prepensionamento amianto. A questo si aggiunge il risarcimento differenziale dei danni per l’ottenimento di un risarcimento integrale dei danni subiti. Ai familiari delle vittime decedute spettano tutte le somme maturate dal lavoratore, oltre al risarcimento dei danni iure proprio.

Per approfondimenti >> lo “Stato dell’arte e prospettive in materiali di contrasto alle patologie asbesto-correlate”, n. 15, maggio-giugno 2012 nei Quaderni del Ministero della Salute

Assistenza legale gratuita

I lavoratori che hanno contratto un tumore al polmone causato da esposizione professionale possono richiedere l’assistenza legale gratuita dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto. L’ONA si occupa da anni della tutela legale degli esposti e dei loro familiari. In prima linea nella lotta all’amianto, difende le vittime di esposizione lavorativa a tutti i cancerogeni. Recentemente ha messo a punto l’app amianto, scaricabile gratuitamente, per segnalare la presenza di amianto nei luoghi di lavoro e di vita. In questo modo è possibile raggiungere la prova di esposizione, nonché migliorare la prevenzione primaria.

Quali sono i migliori centri per la chirurgia del tumore al polmone?

La chirurgia per il trattamento del cancro del polmone non a piccole cellule può essere eseguita tramite diverse procedure. La scelta della procedura specifica e dell’applicazione della chirurgia dipende dallo stadio del tumore e dallo stato di salute generale del paziente. Nel caso di microcitoma (tumore a piccole cellule) non è mai consigliata. Tra gli interventi possibili ci sono:

  • resezione cuneiforme: asportazione di una piccola porzione di polmone, effettuabile anche con tecnica mini-invasiva (toracoscopia).
  • Resezione segmentale o segmentectomia: asportazione di un segmento (parte di un lobo) di polmone.
  • Lobectomia: asportazione di un intero lobo di polmone. Il polmone destro ha tre lobi, mentre il sinistro ne ha due. La lobectomia associata all’asportazione dei linfonodi è il tipo più comune di chirurgia per il carcinoma polmonare.
  • Resezione con plastica bronchiale: viene effettuata per tumori endobronchiali o a cavallo fra due lobi polmonaria. È una tecnica che permette di risparmiare interi lobi polmonari garantendo la radicalità oncologica, con conseguenti grandi benefici per il paziente.
  • Pneumonectomia: asportazione di tutto il polmone.
  • Chirurgia mini-invasiva: può essere utilizzata, in casi selezionati, per eseguire gli interventi di resezione plomonare per via toracoscopica.

Agenas monitora per conto del Ministero della Salute il volume di interventi effettuati insieme ad altri indicatori come la mortalità a 30 giorni dall’operazione. Il numero di interventi è correlato infatti alla percentuale di risultati favorevoli nel trattamento dell’adenocarcinoma.

Centri in Italia con percentuali più basse di mortalità

In Italia le 5 strutture con le percentuali più basse di mortalità a 30 giorni dall’intervento, dato un certo volume annuale di interventi sono:

  • Ospedale Borgo Trento di Verona (144 interventi, mortalità 0%)
  • Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti Umberto I di Ancona (116 interventi, mortalità 0%)
  • Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma (236 interventi, mortalità 0,24%)
  • Policlinico Umberto I di Roma (163 interventi, mortalità 0,35%)
  • Ospedale San Raffaele – Gruppo Ospedaliero San Donato di Milano (181 interventi, mortalità 0,48%).

I migliori centri per le cure sperimentali

Secondo la classifica World’s Best Specialized Hospitals 2021 di Newsweek l’IRCCS Ospedale San Raffaele è tra i migliori ospedali al mondo nell’ambito dell’oncologia. La classifica è stata stilata da Newsweek, prestigiosa rivista statunitense, in collaborazione con Statista e realizzata sulla base di interviste online ad oltre 40.000 professionisti in ambito sanitario (medici, dirigenti e specialisti) provenienti da oltre 20 paesi in tutto il mondo e poi sottoposta per validazione ad un autorevole board internazionale di esperti del settore.

L’IRCCS è impegnato in particolare in studi clinici di fase I, per cui ha ottenuto l’accreditamento. Si tratta di studi in cui si testano nuove molecole e nuovi farmaci per la prima volta nell’uomo.

Oltre al miglioramento delle tecniche chirurgiche e radioterapiche, è fondamentale lo sviluppo di nuovi protocolli di chemioterapia e immunoterapia. Il bevacizumab, in associazione a chemioterapia contenente platino, è un anticorpo monoclonale diretto contro il fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF) che sta dando ottimi risultati nel trattamento e cura del tumore al polmone.

Migliori centri per la termoablazione al polmone

La termoablazione viene utilizzata con successo nel trattamento mini-invasivo dei tumori primitivi del polmone e nelle metastasi polmonari, laddove non è possibile intervenire chirurgicamente o con la radioterapia.

La termoablazione con radiofrequenza, con microonde o con laser vengono usate per trattare i tumori polmonari di piccole dimensioni. Sul sito di AiMAC trovate l’elenco dei centri che utilizzano la termoablazione in Italia, ossia il calore localizzato per distruggere le masse tumorali.

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