Pemetrexed come cura del tumore al polmone

Pemetrexed, come cura del tumore al polmone, è un farmaco somministrato ai pazienti durante la chemioterapia.

Questo approccio terapeutico, insieme alla chirurgia e alla radioterapia, sono utilizzati per contrastare la diffusione del cancro ai polmoni. È una neoplasia multifattoriale. Il fattore determinante principale è il fumo di sigaretta.

Tuttavia spesso agisce in sinergia con altri agenti cancerogeni. Tra questi il più rilevante è l’amianto. La sua capacità di provocare gravi danni alla salute è confermata dallo IARC in “Asbestos – chrysotile, amosite, crocidolite, tremolite, actinolite and anthophyllite“.

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto assiste le vittime di tumore al polmone e di tutte le patologie asbesto correlate, come il tumore al polmone.

A tal fine l’associazione e il suo presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, hanno istituito il servizio di assistenza medica e legale gratuita.

INDICE

Pemetrexed: farmaco antimetabolico per cura cancro del polmone
L’efficacia della terapia con Pemetrexed
Effetti indesiderati causati dal farmaco
Come richiedere la tutela medica e legale?

Tempo stimato di lettura: 5 minuti

Pemetrexed Alimta: chemioterapia tumore al polmone

Pemetrexed è un farmaco chemioterapico appartenente alla famiglia degli antimetaboliti. Esso inibisce l’attività degli enzimi coinvolti nella produzione di DNA e RNA. In questo modo riduce la crescita e la proliferazione del tumore.

Questo è un medicinale citotossico. Uccide le cellule in attiva di divisione. Pemetrexed blocca l’attività degli enzimi coinvolti nella produzione di “nucleotidi”. Essi sono elementi costitutivi di DNA e RNA.

In questo modo Pemetrexed rallenta la formazione del DNA e RNA. Previene così la divisione delle cellule. Inoltre nelle cellule tumorali si hanno concentrazioni maggiori della forma attiva del farmaco e un’azione più prolungata. Di conseguenza, la proliferazione delle cellule tumorali si riduce. Invece le cellule normali vengono colpite solo in minima parte.

Pemetrexed Alimta si utilizza per il trattamento del tumore polmonare non a piccole cellule non squamoso (adenocarcinoma). Si usa soprattutto quando il tumore è localmente avanzato o metastatico.

Si utilizza per il trattamento di prima linea in combinazione a Carboplatino o Cisplatino. Inoltre è possibile anche la monoterapia, per il trattamento di seconda linea.

Invece la terapia con questo farmaco non risulta efficace nei pazienti con diagnosi di carcinoma squamocellulare. In più è inefficiente con livelli elevati di timidilato sintetasi perché interferisce con il metabolismo del farmaco.

La terapia con Pemetrexed Alimta è usata anche per le vittime di mesotelioma pleurico. Questo è un tumore della membrana che riveste i polmoni. È provocato dall’esposizione all’amianto.

Il farmaco si somministra in combinazione con Cisplatino, quando il tumore è diffuso. Inoltre si usa quando non può essere asportato chirurgicamente. Si indica anche per trattare pazienti che non sono stati sottoposti in precedenza a chemioterapia.

Altri farmaci antitumorali sono Alectinib, Atezolizumab, Brigatinib, Ceritinib, Crizotinib, Dabrafenib, Durvalumab, Etoposide, Gefitinib, Erlotinib, Afatinib, Osimertinib, Nintedanib, Nivolumab, Pembrolizumab, Taxolo, Trametinib, Vinorelbina.

Studi sull’efficacia della terapia con il farmaco

Per il trattamento del mesotelioma pleurico, è stato condotto uno studio su 456 pazienti. Questi non erano stati precedentemente sottoposti a chemioterapia.

I soggetti a cui è stato somministrato Pemetrexed Alimta e Cisplatino sono sopravvissuti in media 12,1 mesi. Invece per i pazienti che hanno assunto Cisplatino in monoterapia, la sopravvivenza è stata di 9,3 mesi.

Invece, per il trattamento del carcinoma non a cellule piccole, localmente avanzato o metastatico, il farmaco è stato confrontato con Gemcitabina. Entrambe le terapie erano in associazione con il Cisplatino. Lo studio ha riguardato 1.725 pazienti. Questi erano stati sottoposti a chemioterapia in precedenza.

Inoltre Pemetrexed Alimta è stato anche confrontato con Docetaxel/Taxotere. Lo studio ha coinvolto 571 pazienti già sottoposti in precedenza a chemioterapia.

In questi studi clinici il farmaco si è rivelato efficace. I tempi di sopravvivenza sono circa 10,3 mesi nei pazienti mai sottoposti a chemioterapia. I mesi diventano circa 8,1 mesi in coloro che avevano già subito la chemioterapia.

Infine, per il trattamento di mantenimento, l’azione del farmaco è stata confrontata con quella del placebo. Lo studio prevedeva 663 pazienti. In essi il tumore non era peggiorato nel corso della chemioterapia a base di platino.

I pazienti sottoposti a Pemetrexed hanno vissuto per ulteriori 4,3 mesi, senza alcun peggioramento. Invece i mesi si riducono a 2,6 per coloro che sono trattati con placebo.

In tutti e tre gli studi, però, i pazienti il cui tumore interessava le cellule squamose hanno riportato tempi di sopravvivenza più brevi se trattati con questa terapia.

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Pemetrexed come cura: dosaggio ed effetti collaterali

La somministrazione della terapia avviene per via endovenosa. La dose raccomandata è di 500 mg per metro quadrato di superficie corporea. L’assunzione avviene in circa 10 minuti, una volta ogni tre settimane.

Possono comparire degli effetti indesiderati. In questo caso i pazienti devono assumere un corticosteroide e un acido folico. Inoltre possono ricevere anche iniezioni di vitamina B12.

Quando Pemetrexed si somministra con Cisplatino, i pazienti devono assumere un farmaco antiemetico e dei fluidi. In questo caso gli effetti collaterali possono essere diversi da quelli comunemente previsti.

Inoltre non bisogna assumere farmaci FANS 3 giorni prima e dopo la chemioterapia. Questi sono Aspirina, Nimesulide, Aulin, Ibuprofene.

Gli effetti indesiderati che possono riscontrarsi nei pazienti sono febbre oltre i 38°C, nausea, vomito, perdita dell’appetito, debolezza e alterazione della funzionalità renale ed epatica.

Inoltre si può verificare la temporanea riduzione della produzione di cellule ematiche da parte del midollo osseo. Il farmaco può, quindi, causare anemia, stanchezza, lividi o emorragie e infezioni.

Tale effetto può manifestarsi circa 7 giorni dopo la somministrazione del farmaco. I valori minimi si raggiungono in 10-14 giorni. Tutto torna alla normalità entro 21-28 giorni.

Altre controindicazioni prevedono eruzioni cutanee, diarrea, dolorabilità del cavo orale, alterazione del gusto, congiuntivite e caduta dei capelli.

Infine può sopraggiungere l’intorpidimento o il formicolio delle estremità. Quest’effetto è determinato dall’azione del farmaco sui nervi. Prende il nome di neuropatia periferica.

Non è consigliabile concepire un bambino durante il trattamento. Il farmaco potrebbe compromettere lo sviluppo fetale. È, quindi, necessaria una contraccezione efficace durante la terapia e per alcuni mesi dopo la conclusione del trattamento.

In più è importante non allattare. Non bisogna assumere neanche il farmaco contemporaneamente al vaccino per la febbre gialla.

ONA: servizi di tutela per vittime tumore al polmone

L’ONA si occupa di assistere tutte le vittime di tumore al polmone, mesotelioma o altre malattie asbesto correlate. Anche le vittime di malasanità possono richiedere forme di tutela, assicurando la responsabilità medica.

È disponibile il servizio di assistenza medica gratuita. Si può così ricevere una diagnosi precoce, terapie tempestive e sorveglianza sanitaria.

Grazie al team di avvocati, coordinati dall’Avv. Bonanni, si offre anche assistenza legale gratuita. Le vittime possono così ottenere il riconoscimento di tutti i diritti e benefici previsti dalla legge, come il risarcimento dei danni.