Amianto Fincantieri Palermo: tutela delle vittime

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Amianto Fincantieri Palermo: come tutelare le vittime

Amianto Fincantieri Palermo. L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano coloro che sono stati esposti ad amianto nei cantieri navali, tra i quali quello di Palermo. Infatti, nella cantieristica navale vi è un’alta incidenza di malattie asbesto correlate proprio a causa delle tecniche di utilizzo di amianto.

L’ONA tutela le vittime amianto Fincantieri Palermo con l’assistenza legale gratuita. Le vittime hanno diritto alle prestazioni previdenziali e al risarcimento danni.

Amianto Fincantieri Palermo: numero verde per le vittime

L’ONA, tramite questo notiziario, ha istituito il servizio di tutela legale online. L’associazione ti assiste per ottenere i benefici contributivi, il prepensionamento e l’indennizzo INAIL. Contatta l’ONA tramite il form o il numero verde sottostanti.

Tutela medica e legale amianto Fincantieri Palermo

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    L’alto indice di esposizione amianto Fincantieri Palermo

    Nel cantiere navale Palermo, gestito da Fincantieri S.p.A., i minerali di amianto furono utilizzati in matrice compatta e friabile.

    Per questi motivi, vi fu un’elevata aerodispersione, ciò anche a causa della violazione delle regole cautelari.

    Tant’è vero che, proprio nella cantieristica navale, ed, in particolare, nei siti della Fincantieri S.p.A., vi è un’alta incidenza di casi di mesotelioma.

    Epidemia di mesoteliomi amianto Fincantieri Palermo

    Il dato epidemiologico conferma le tesi dell’ONA e dell’Avv. Ezio Bonanni circa il rischio amianto nei cantieri navali. In particolare, nel cantiere di Palermo. Ciò è confermato dall’INAIL con il VI Rapporto Mesoteliomi.

    Utilizzo di amianto nella cantieristica navale

    Nei cantieri navali l’amianto fu utilizzato, fino all’entrata in vigore dell’art. 1, L. 257/1992, salvo deroghe, fino al 28.04.1993. Infatti, ancora con la direttiva 477/83/CEE, si derogava alle norme proprio per quanto riguarda la cantieristica. O meglio, la navigazione aerea e marittima.

    Quindi, nella cantieristica navale e, dunque, anche nelle attività di manutenzione e di demolizione, l’utilizzo imponente di amianto, ha costituito un rischio immanente per tutte le maestranze.

    Tale rischio è stato esteso anche ai marittimi. Questi ultimi, sono dei lavoratori del trasporto marittimo. Tra l’altro, l’amianto, nelle unità navali, comprese quelle in ferro, si applicava a più strati. In particolare:

    • minerali di asbesto floccati e che erano applicati a spruzzo, oppure, con il c.d. materassino con la lana minerale artificiale;
    • vernice protettiva per evitare la formazione della ruggine ricoperta o non ricoperta da vernice. Quindi, vernici ad elevato spessore c.d. antirombo;
    • reti metalliche intrecciate, all’interno delle quali si applicava l’amianto friabile. In alcuni casi anche con gesso o calce;
    • finiture esterne con varie modalità di realizzazione;
    • intonaci di cemento amianto, quindi, cemento impastato con amianto friabile;
    • cartone di amianto forato;
    • tela in amianto verniciata;
    • marinite (gomma e fibra di asbesto).

    Per approfondire: Arpae Emilia Romagna – Navalmeccanica e grandi navi in ferro

    Ritardi nell’applicazione della legge regione Sicilia n. 10/2014

    In Sicilia, grazie alla Legge n. 10/2014, sono stati approntati nuovi strumenti di tutela. Ciò grazie all’ONA, ed in particolare all’On.le Pippo Gianni, il quale fu promotore della L. 10/2014.

    Questo libro è stato presentato presso il Parlamento siciliano, proprio nella città di Palermo. Erano presenti le vittime amianto Fincantieri Palermo.

    Rischio amianto Fincantieri Palermo e Sicilia

    Questa perdurante condizione di rischio amianto in Sicilia, è stata denunciata anche nella recente conferenza stampa, che si è tenuta a Roma.

    Infatti, il 13.10.2020, sono intervenuti sia l’On.le Pippo Gianni che Calogero Vicario, i quali hanno ribadito le loro richieste.

    • Bonifica
    • Tutela sanitaria
    • Epidemiologia e tutela previdenziale e risarcitoria

    Consulta gli atti della conferenza amianto:

    È stato rivolto un appello al Ministro del Lavoro perché affronti il tema della sicurezza nei cantieri, tra cui quelli navali.

    I diritti vittime amianto Fincantieri Palermo

    I lavoratori soltanto esposti ad amianto nel cantiere navale di Palermo ed in altri cantieri navali, hanno diritto alle tutele previdenziali.

    Aggiornamento processi penali Fincantieri

    Con riferimento al procedimento promosso su denuncia di Agata Zerbo, il GIP ha deciso per l’archiviazione. È stata una lunga battaglia legale, che è narrata nella pagina che segue.

    Infatti, se il caso Zerbo è stato archiviato, non gli altri casi. Per questo motivo l’ONA ha acquisito tutti i documenti dei procedimenti penali che sono delle prove. Queste prove sono state, poi, depositate, nei processi di risarcimento danni.

    Amianto Fincantieri Palermo: primo processo penale

    Con riferimento al procedimento n. 22119/2013 R.G.N.R. e n. 8505/2018 R.G., vi sarà udienza il 16.12.2020 per l’escussione dei testi del Pubblico Ministero. Quest’ultimo processo, pendente innanzi il Tribunale di Palermo, IV Sez. Pen., Giudice Dott.ssa Daniela Vascellaro, vede imputati 3 ex direttori della Fincantieri, per omicidio colposo di 7 ex dipendenti e lesioni gravi di altri 5.

    Pertanto, l’ONA è costituita parte civile in questo procedimento penale, e fa valere i diritti delle vittime. Non solo. Ma, i numerosi testimoni stanno riferendo di condizioni drammatiche nel cantiere navale di Palermo.

    Queste prove saranno utili nel procedimento civile, per quanto riguarda tutte le vittime.

    Amianto Fincantieri Palermo: secondo processo penale

    Tuttavia, la battaglia continua, l’ONA, con l’Avv. Pietro Gambino, si costituirà parte civile nel prossimo procedimento penale. Infatti, il procedimento penale Fincantieri (proc. n. 9126/2016 R.G.N.R. e n. 11919/2019 R.G.), è fissato per il 03.11.2020.

    Anche in questo secondo processo penale l’ONA è costituita parte civile.

    Amianto Fincantieri Palermo: purtroppo archiviato il caso Zerbo

    Purtroppo, dal punto di vista penalistico, il caso Zerbo è stato archiviato. Ma la battaglia continua. Infatti, sono in corso altri 2 procedimenti penali. Sia nel primo procedimento penale che nel secondo, l’ONA è costituita parte civile.

    Amianto Fincantieri Palermo: la storia di Salvatore Zerbo

    Prima battaglia vinta per la figlia di Salvatore Zerbo, tra le tante vittime dell’amianto che ha lavorato nello stabilimento Fincantieri di Palermo come manutentore. Dopo due richieste di archiviazione e due opposizioni presentate dall’Avvocato Ezio Bonanni, presidente ONA, nei giorni scorsa la notizia della prima udienza in camera di consiglio fissata per il prossimo 29 gennaio.

    Otto anni a contatto con le fibre di amianto. 8 anni all’interno dello stabilimento Fincantieri di Palermo con mansioni di manutentore caldaie sono stati sufficienti per provocargli un mesotelioma pleurico.

    Un cancro ai polmoni che non ha dato via di scampo a Salvatore Zerbo, deceduto nel 1993. La figlia non si è mai rassegnata. Vuole che venga fatta giustizia, non solo per il padre, ma anche per tutti coloro che sono morti e che continuano a morire, dopo atroci sofferenze, per essere stati a contatto con stanze velenose.

    Agata Zerbo, figlia della vittima, assistita dall’Avv. Ezio Bonanni, cinque anni fa ha sporto denuncia querela seguita da una richiesta di archiviazione da parte del pubblico ministero. L’avvocato Bonanni ha presentato opposizione. Provvedimento accolto dal gip per mancata prescrizione, essendo il disastro ancora in itinere.

    Il giudice per le indagini preliminari ha disposto quindi una proroga d’indagini che ha portato nuovamente ad una richiesta di archiviazione. L’avvocato Ezio Bonanni non si è arreso, ha presentato un’altra opposizione, ritenuta ammissibile dal gip. Il prossimo 29 gennaio si terrà l’udienza in camera di consiglio.

    Cinque anni fa è iniziata una battaglia legale per avere giustizia

    Una prima piccola vittoria per Agata Zerbo. Una donna combattiva che non dopo la perdita del padre non vuole che le famiglie delle vittime dell’amianto restino in silenzio.

    “Ho sempre creduto nella giustizia e continuerò a farlo. Sono soddisfatta che dopo due richieste di archiviazione l’avvocato Bonanni sia riuscito ad apporsi e a fare fissare un’udienza in camera di consiglio”.

    Questo il commento della figlia di Salvatore Zerbo che è sempre più convinta di non abbassare la guardia.

    “Continuerò la mia battaglia contro l’amianto perché tutti conoscano i danni che provocano le fibre d’amianto. Mi fermerò solo dopo la morte. E’ una battaglia che dobbiamo vincere insieme, perché tutti sappiano che inalando quei maledetti veleni, senza precauzioni, si va incontro alla morte”. Conclude così la figlia della vittima che da oltre cinque anni sta lottando per avere giustizia.

    La storia di Salvatore Zerbo

    Salvatore Zerbo aveva lavorato dal 1975 al 1983 nello stabilimento Fincantieri di Palermo. Nel 1992 aveva cominciato ad accusare i primi problemi di salute. Dagli accertamenti diagnostici era emerso che quei disturbi e quel malessere generale erano provocati da un mesotelioma pleurico. Un cancro del polmone provocato dall’inalazione delle fibre di amianto che non lascia quasi mai via di scampo.

    Il 5 febbraio 1993 Salvatore Zerbo ha lasciato la famiglia dopo atroci sofferenze. Un dolore incolmabile nei cuori dei congiunti, in particolare in quello della figlia che ancora oggi non riesce a darsi pace. Non riesce a rassegnarsi perché ha la consapevolezza che quel maledetto cancro è stato provocato dall’inalazioni di veleni.

    La vittima, infatti, proprio per le sue mansioni all’interno della Fincantieri, era esposta quotidianamente alle fibre di amianto senza alcuna protezione e senza alcuna prevenzione. Una patologia professionale, quella di Salvatore Zerbo certamente non unica.

    Sembra siano decine se non centinaia, infatti, le vittime dell’amianto in quello di Palermo come in altri siti della Fincantieri.

    La storia di Zerbo infatti è solo un tassello del grande mosaico che l’ONA cerca di ricomporre per ottenere giustizia per le vittime Fincantieri. L’associazione è infatti schierata dalla parte delle vittime in altri tre procedimenti, due presso il Tribunale di Torre Annunziata e uno in quello di La Spezia.

    Consulenza risarcimento danni amianto Fincantieri Palermo