L’Osservatorio Nazionale Amianto tutela il personale civile e militare esposto ad uranio impoverito.

Uranio impoverito: tutela personale, civile e militare

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA assiste il personale civile e militare esposto ad uranio impoverito, per la tutela dei loro diritti con consulenza e assistenza gratuitaCon la relazione finale della Commissione di inchiesta e con l’audizione dell’Avv. Ezio Bonanni Numero Verde Osservatorio Nazionale Amianto uranio impoveritosono stati accertati i rischi legati all’uranio impoverito e la condizione di rischio per i militari impiegati in missioni in luoghi in cui sono stati utilizzati proiettili all’uranio impoverito.

 

Approfondisci al Dipartimento per la Tutela del Personale Civile e Militare esposto a Uranio Impoverito: tutela personale, civile e militare esposti ad uranio impoverito

Danni alla salute per uranio impoverito

L’uranio è un metallo pesante che si trova in piccole quantità in natura costituito da tre isotopi radioattivi (235U, 234U e 238U). L’uranio impoverito è lo scarto del procedimento di arricchimento dell’uranio, utilizzato come combustibile nelle centrali nucleari e come principale elemento detonante nelle armi nucleari.  Come ormai accertato, l’uranio impoverito provoca danni ai reni, pancreas, stomaco/intestino, ha effetti citotossici, carcinogeni e  teratogeni.
Nell’ultimo ventennio si è verificato un incremento dei casi di tumori legati all’esposizione a uranio impoverito, in particolare Linfoma di Hodgkin e leucemia. 
Esiste quindi nesso di causalità tra esposizione a uranio impoverito e insorgenza di malattie tumorali, la cui dimostrazione si rende difficoltosa e causa della natura lungolatente delle patologie da uranio. 
Tra i militari italiani, a marzo scorso erano 340 i deceduti e 4 mila i malati.

Gli studi dell’Ing. Antonietta Gatti sull’Uranio Impoverito

Il bioingegnere Antonietta Gatti, coordinatore della Comunità Europea degli studi sulle nanopatologie e invitata a far parte della Commissione Uranio Impoverito alla Camera, con l’ausilio di uno speciale microscopio elettronico (primo in Italia a Modena) ha scoperto del “materiale esogeno non bio-compatibile” presente in alcuni organi di militari rientrati dai teatri di guerra. La forma sferica lascia dedurre che si tratta di un’ingestione o inalazione derivante dall’esposizione nelle zone bombardate. 

Queste particelle, “una volta in circolo nel sangue, o nei tessuti umani, non le toglie più nessuno e ci sono tante possibilità che possano scatenare delle patologie”. La solubilità delle particelle determina la velocità con la quale l’UI, o altri materiali pesanti prodotti dalla fusione, passa dai polmoni, dal tratto gastrointestinale, o dalle ferite, nel sangue. Entro le 24 ore dalla contaminazione, circa il 70% dell’UI solubile viene espulso con le urine, senza depositarsi in tessuti, organi oppure ossa. Le particelle non solubili intrappolate nei polmoni vi rimangono per anni. Il rene è l’organo più sensibile alla sua tossicità.

Utilizzo di uranio impoverito in teatri di guerra

L’uranio impoverito era contenuto nei proiettili utilizzati nei Balcani, teatro di pericolose missioni dei militari italiani, con conseguente inalazione di polveri e fibre di amianto e nanoparticelle.
Già all’epoca dei conflitti nel Golfo e nei Balcani erano presenti conoscenze scientifiche sulla pericolosità degli armamenti all’uranio impoverito (Ministero della Difesa, Air Force Armament Laboratory, 1977), sui rischi per la salute dei militari e sulle misure di protezione adottate già dalle forze Statunitensi.
Inoltre, durante i conflitti sono stati abbattuti anche edifici costruiti con amianto e con componenti in amianto, con conseguente aerodispersione  di polveri e fibre e nanoparticelle e 
sinergismo tra amianto e uranio
La Commissione Parlamentare d’Inchiesta ha ricordato i “casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all’estero … e somministrazione di vaccini … utilizzo di proiettili all’uranio impoverito …”. I documenti sono stati trasmessi all’Autorità Giudiziaria, in particolare agli uffici “della Procura competenti e, in due circostanze, per conoscenza anche alla Procura generale militare”.

Uranio impoverito e plutonio nei proiettili

Nella fabbricazione di proiettili DU è determinante anche una percentuale di plutonio che, insieme all’uranio, all’atto dell’esplosione sviluppano una piccola reazione atomica. Questa reazione eleva la temperatura del punto di contatto del proiettile, per esempio con la corazza di un carro armato, a circa 2500°. La corazza del blindato fonde e il proiettile riesce a penetrare all’interno e, dopo l’impatto, una parte di uranio si dissolve nell’aria. I proiettili da 30 mm all’uranio impoverito sono in dotazione agli aerei americani A-10: ogni quattro proiettili normali o al tungsteno, le quattro mitragliatrici rotanti dei velivoli sparano un proiettile DU.

Il manuale USA di addestramento descrive così la natura della radioattività: “la radioattività è l’emissione spontanea di particelle o di energia (radiazioni ionizzanti) da un atomo instabile, risultante nella formazione di un nuovo elemento. La radiazione ionizzante è costituita di particelle alfa, beta e raggi gamma. Gli effetti sulla salute delle radiazioni ionizzanti dipendono dal tipo di particelle e se queste sono penetrate o no nel corpo umano”.

Uranio impoverito e radiazioni

Le radiazioni alfa sono le più ionizzanti ma hanno scarsa portata. Quando la particella alfa penetra nel corpo umano, i tessuti interni assorbono l’energia causando una distruzione massiccia delle cellule vicine alla particella. Le radiazioni beta e gamma sono invece meno dannose per il corpo umano.

L’uranio, poiché è primariamente un emettitore di particelle alfa, se contenuto anche solo in una scatola di plastica diventa innocuo. Per questo motivo i militari americani che operano all’interno dei carri armati M-1 con corazza all’uranio impoverito, se non colpiti da altri proiettili, non presentano gravi patologie. Infatti, la versione Heavy Armor dei blindati statunitensi è dotata di una corazzatura di uranio impoverito incorporata in acciaio, che aumenta di molto la sua resistenza, paragonabile a 590mm di acciaio omogeneo.

Uranio impoverito causa di malattie e morte tra i militari italiani

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito il Dipartimento Vittime del Dovere, con cui offre assistenza medica gratuita e consulenze legali gratuite a tutti gli appartenenti delle Forze Armate e del Dipartimento Sicurezza e ai famigliari delle vittime. I militari impegnati in missioni all’estero in zone in cui sono stati utilizzati proiettili uranio impoverito hanno diritto alla sorveglianza sanitaria e, in caso di infermità riconducibili all’attività di servizio e alle missioni espletate, al riconoscimento di Vittima del Dovere con equiparazione alle Vittime del Terrorismo e al riconoscimento di tutti i relativi diritti e benefici. 

Assistenza medica gratuita e consulenza legale gratuita

Contatta l’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni per ottenere una prima consulenza legale e medica gratuita

I diritti delle vittime dell’Uranio impoverito

Gli esposti a uranio impoverito malati e i famigliari delle vittime di esposizione ad uranio impoverito per motivi di servizio hanno diritto a diversi benefici, tra cui:

  • riconoscimento di Vittima del Dovere con equiparazione alle Vittime del Terrorismo e della Criminalità Organizzata;
  • risarcimento danni (patrimoniali e non patrimoniali, patiti e patiendi) sofferti dalla vittima e dai suoi famigliari;
  • assegno vitalizio;
  • speciale assegno vitalizio;
  • esenzione del pagamento del ticket per prestazioni sanitarie;
  • assistenza psicologica a carico dello Stato;
  • speciale elargizione di €200.000;
  • equiparazione alle vittime del terrorismo;
  • Speciale elargizione;
  • Incremento della retribuzione pensionabile del 7,5%;
  • Aumento figurativo di 10 anni di versamenti contributivi;
  • Esenzioni dall’IRPEF delle prestazioni;
  • Collocamento obbligatorio con precedenza;
  • Borse di studio esenti da imposizione fiscale;

Danni da Uranio Impoverito e vaccini

Come risulta dagli atti della Commissione di Inchiesta della Camera dei Deputati, il personale in missione all’estero (in particolare nei territori balcanici e mediorientali) è stato altresì sottoposto ad un programma vaccinale che ha costituito motivo di ulteriore rischio.
L’esecuzione di vaccini multipli nell’imminenza della partenza in missione in teatri di guerra ha infatti determinato la depressione del sistema immunitario che, unita a forti fonti di stress, ha accentuato gli effetti lesivi dovuti all’utilizzo di particelle di uranio impoverito.