Vittime del dovere: uranio impoverito

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA assiste e tutela tutti coloro che per motivi di servizio, e per esposizione in luoghi in cui sono stati utilizzati proiettili ad uranio impoverito, hanno subito danni alla salute. Tutti i cittadini e i loro familiari possono rivolgersi all’ONA ed ottenere assistenza medica e legale gratuita, attraverso il servizio di assistenza gratuita online, e contattando il numero verde. 

L’ONA tutela i militari, vittime del dovere, esposti all’Uranio Impoverito degli armamenti utilizzati all’estero, nei teatri di guerra. Le munizioni all’UI sono state utilizzate dagli aerei anticarro A10 americani, in particolare nei conflitti in Bosnia (1995), Kosovo (1998) e Iraq (1991 e 2003). I militari italiani esposti perché privi di adeguate protezioni, oggi sono 369 i deceduti e 7.500 i malati.
Il termine Uranio Impoverito traduzione dall’inglese di Depleted Uranium (nel gergo uranio depleto) è lo scarto del procedimento di arricchimento dell’uranio nelle centrali nucleari.
L’UI, per il basso costo e per l’enorme stock – nel 2002 si calcolavano circa 1milione e 200mila tonnellate di materiale accumulato nei depositi in oltre quarant’anni – è usato sia nelle munizioni anticarro sia nelle corazze dei cingolati (vedi l’americano M1 Abrams). Grazie alle sue qualità piroforiche – cioè si accende spontaneamente al contatto con l’aria – quando un proiettile all’UI penetra all’interno di un carrarmato, produce una fiammata che supera i 3mila gradi centigradi, riducendo tutto quanto è all’interno a un aerosol, le cui nanoparticelle (un millesimo di millimetro) di metalli pesanti se ingerite o inalate, sono causa di patologie cancerogene.

Assistenza legale gratuita vittime uranio impoverito

Numero Verde Osservatorio Nazionale Amianto uranio impoverito

Il personale civile e militare delle Forze Armate in servizio nei Balcani (Bosnia, Kosovo e Serbia) bombardati dalla NATO, rispettivamente nel 1995, e nel 1999, con proiettili all’uranio impoverito (Depleted Uranium), al rientro in Italia hanno contratto diverse patologie, molte delle quali tumorali. La c.d. “Sindrome dei Balcani” ha già provocato circa 400 decessi e 4000 ammalati nel personale civile e militare delle nostre Forze Armate. Ciò è stato accertato dalla Commissione Parlamentare di Inchiesta presso la quale è stato audito anche l’Avv. Ezio Bonanni. L’ONA, per tutelare i diritti ai benefici previdenziali di vittima del dovere e al risarcimento dei danni, ivi compresi quelli dei familiari, ha istituito un servizio di assistenza medica e legale gratuita online. Approfondimenti su: News Uranio Impoverito

L’uranio impoverito

L’uranio impoverito è stato utilizzato nei proiettili, per bombardamenti, in vari teatri di guerra, quale combustibile nelle centrali nucleari e principale elemento detonante nelle armi nucleari (armi uranio impoverito). L’uranio è un metallo pesante (elemento Uranio) che è estratto in piccole quantità dalle rocce, suolo, acqua ed è presente anche nei cibi. E’ costituito da tre isotopi radioattivi, isotopo uranio 235 (235U, 234U e 238U), di cui l’isotopo 238 (isotopo de uranio – uranio 238), che ne costituisce il 99,27%, viene processato per estrarne l’ uranio arricchito (uranio 235). La miscela di 235U e uranio 238 (isotopo de uranio – isotopo uranio 235) è il combustibile delle centrali nucleari e principale elemento detonante delle armi nucleari (armi uranio impoverito). L’uranio impoverito è lo scarto del procedimento di arricchimento dell’uranio. Il termine uranio impoverito (o uranio depleto) traduce il termine inglese depleted uranium.

I diritti previdenziali delle vittime dell’uranio impoverito

Il personale civile e militare delle Forze Armate che in seguito a missioni in Italia ed all’estero ha subito danni alla salute, in seguito all’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e per esposizione multipla ad altri agenti cancerogeni, ha diritto alla costituzione delle prestazioni di vittima del dovere. In caso di decesso, i familiari della vittima di esposizione ad uranio impoverito, hanno diritto alla costituzione della prestazione previdenziale, ed al risarcimento dei danni.

Gli esposti a uranio impoverito malati e i famigliari delle vittime di esposizione ad uranio impoverito per motivi di servizio hanno diritto a diversi benefici, tra cui:

  • riconoscimento di Vittima del Dovere con equiparazione alle Vittime del Terrorismo e della Criminalità Organizzata;
  • risarcimento danni (patrimoniali e non patrimoniali, patiti e patiendi) sofferti dalla vittima e dai suoi famigliari;
  • assegno vitalizio;
  • speciale assegno vitalizio;
  • esenzione del pagamento del ticket per prestazioni sanitarie;
  • assistenza psicologica a carico dello Stato;
  • speciale elargizione di €200.000;
  • equiparazione alle vittime del terrorismo;
  • Speciale elargizione;
  • Incremento della retribuzione pensionabile del 7,5%;
  • Aumento figurativo di 10 anni di versamenti contributivi;
  • Esenzioni dall’IRPEF delle prestazioni;
  • Collocamento obbligatorio con precedenza;
  • Borse di studio esenti da imposizione fiscale.
  • Approfondimento sulla tutela dei diritti previdenziali delle vittime del dovere e dei loro familiari

Risarcimento dei danni uranio impoverito

I dipendenti civili e militari delle Forze Armate del comparto sicurezza che, in seguito a missioni in Italia ed all’estero, ovvero nell’esecuzione della loro attività di servizio, hanno contratto infermità per esposizione ad uranio impoverito, ovvero hanno inalato e/o ingerito nanoparticelle di proiettili all’uranio impoverito e di metalli pesanti, e di fibre amianto, hanno diritto al riconoscimento di vittima del dovere, che comporta la costituzione delle prestazioni previdenziali, che sono un mero indennizzo, con conseguente ulteriore diritto al risarcimento di tutti i danni, sia quelli non patrimoniali, sia quelli patrimoniali:

Danno non patrimoniale

  • Danno biologico (lesione all’integrità psicofisica)
  • Danno morale (sofferenza fisica e interiore)
  • Danno esistenziale (per il peggioramento qualità della vita)

Danno patrimoniale 

  • Danno emergente
  • Danno per lucro cessante.

Tutela in caso di decesso

In caso di decesso, tutti i diritti maturati si trasmettono agli eredi legittimi, oppure, in caso di testamento, a quelli indicati dalla vittima. Colui che ha subito la lesione dell’integrità psicofisica (danno biologico uranio impoverito), ha accusato la sofferenza fisica e morale, che si aggiunge allo sconvolgimento esistenziale, e al pregiudizio patrimoniale per danno emergente e lucro cessante. Anche la stessa lucida consapevolezza di dover morire in seguito all’insorgenza di patologie causate dal servizio e per particolari ulteriori condizioni ambientali ed operative, per utilizzo di proiettili all’uranio impoverito, costituisce una sofferenza elevatissima ed intensissima, con conseguente diritto al risarcimento (danno catastrofale). Tutti i diritti di coloro che sono deceduti, si trasmettono agli eredi (risarcimento danni iure hereditario uranio impoverito).

I diritti dei familiari vittime uranio impoverito

I familiari delle vittime dell’uranio impoverito hanno diritto alla costituzione delle prestazioni previdenziali di vittime del dovere, rispettivamente in qualità di coniuge ed orfani di vittime del dovere, ovvero in assenza in favore dei genitori e/o dei fratelli, con gli stessi diritti della vittima primaria (in modo particolare, la speciale elargizione, lo speciale assegno vitalizio, l’assegno vitalizio e tutti gli altri diritti). Per il coniuge e gli orfani non a carico fiscale, sono insorte annose controversie, poichè le Amministrazioni negano a coloro che non erano nel carico fiscale del deceduto il diritto ad ottenere le prestazioni previdenziali di vittima del dovere. L’Avv. Ezio Bonanni, sulla base del procedimento legislativo e giurisprudenziale di sostanziale equiparazione della disciplina di accesso e dell’entità del diritto tra le vittime del dovere e le vittime del terrorismo e sostenendo la specificità dei c.d. equiparati, ha contestato e contesta le tesi secondo le quali il coniuge e/o gli orfani non a carico, non hanno diritto alle prestazioni di vittima del dovere. In più, queste prestazioni hanno natura di indennizzo del maggior danno, che le vittime hanno subito, prima di tutto iure hereditario (quali eredi della vittima deceduta) e poi iure proprio, sia dal punto di vista patrimoniale, sia non patrimoniale. Infatti, l’Avvocatura dello Stato, nei diversi procedimenti civili intentanti per chiedere il risarcimento di tutti i danni subiti anche dai familiari delle vittime, ivi compresi gli orfani, eccepisce la compensatio lucri cum damno, e cioè sostiene che le prestazioni previdenziali siano superiori alle entità del risarcimento, ovvero del danno subito, oppure, nella migliore delle ipotesi, che gli importi delle prestazioni previdenziali debbano essere sottratti dall’entità del risarcimento del danno. Proprio per questi motivi, non si comprende l’ostinazione con la quale il Ministero della Difesa e le altre amministrazioni dello Stato, si siano accanite nei confronti degli orfani delle vittime del dovere, ed in particolare dell’uranio impoverito e dell’amianto, nel negare loro il diritto alle prestazioni di vittima del dovere, se avessero intrapreso un’attività lavorativa, anche per far fronte alle necessità della famiglia, nei casi di insorgenza di gravi patologie, che inesorabilmente portano alla morte del capo famiglia, privando così l’intero nucleo familiare del necessario per vivere. In alcuni casi, l’Avv. Ezio Bonanni è riuscito ad ottenere la liquidazione delle prestazioni di vittima del dovere anche per coloro che non erano a carico del deceduto, ponendo in evidenza, tra l’altro, anche la natura criminale dell’evento, ovvero la riconducibilità della morte della vittima ad una violazione di legge che a tutti gli effetti integra il reato di omicidio colposo (art. 590 c.p.), aggravato dalla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, in quanto i nostri militari ed in generale gli appartenenti alle Forze Armate, sono stati privati di tutte le misure di sicurezza di cui invece era dotato il personale degli Stati Uniti d’America e degli altri Stati della NATO.

Approfondisci su equiparazione vittime del dovere a vittime del terrorismo.

Il meccanismo patogenetico dell’uranio impoverito

Il bioingegnere Antonietta Gatti, coordinatore della Comunità Europea degli studi sulle nanopatologie e invitata a far parte della Commissione Uranio Impoverito alla Camera, con l’ausilio di uno speciale microscopio elettronico (primo in Italia a Modena) ha dimostrato il bioaccumulo di “materiale esogeno non bio-compatibile” negli organi dei militari che sono rientrati dopo le missioni in teatri di guerra, in cui sono stati utilizzati proiettili all’uranio impoverito. E’ stato dimostrato, con unanime consenso scientifico, che la forma sferica è legata all’ingestione e all’inalazione per esposizione in zone bombardate con proiettili all’uranio impoverito. Le particelle di uranio impoverito e di metalli pesanti e di amianto (l’uso di questi ordigni ha sostanzialmente polverizzate anche infrastrutture in cemento amianto e in metallo pesante, tra cui i carri armati), “una volta in circolo nel sangue, o nei tessuti umani, non le toglie più nessuno e ci sono tante possibilità che possano scatenare delle patologie”. La solubilità delle particelle determina la velocità con la quale l’UI, o altri materiali pesanti prodotti dalla fusione, passa dai polmoni, dal tratto gastrointestinale, o dalle ferite, nel sangue. Entro le 24 ore dalla contaminazione, circa il 70% dell’UI solubile viene espulso con le urine, senza depositarsi in tessuti, organi oppure ossa. Le particelle non solubili intrappolate nei polmoni vi rimangono per anni. Il rene è l’organo più sensibile alla sua tossicità.

Uranio impoverito nei Balcani e nella Guerra del Golfo

L’uranio impoverito era contenuto nei proiettili utilizzati nei Balcani, teatro di pericolose missioni dei militari italiani, che privi di informazioni e formazione, del tutto ignari, in assenza di protezione, hanno svolto servizio, e quindi hanno inalato nanoparticelle di uranio impoverito e di metalli pesanti e anche di polveri e fibre di amianto, utilizzato nelle costruzioni, e nei sistemi d’arma. Già nel periodo in cui ci fu il conflitto nel Golfo, e poi quello nei Balcani, con le missioni dei nostri militari e del personale del Ministero della Difesa, erano noti gli effetti dell’uso di armamenti all’uranio impoverito (Ministero della Difesa, Air Force Armament Laboratory, 1977), e gli effetti sulla salute. Il Governo degli Stati Uniti aveva dotato i suoi militari di adeguati strumenti di protezione, per evitare i danni alla salute dell’esposizione a nanoparticelle e/o ad uranio impoverito. Inoltre, durante i conflitti sono stati abbattuti anche edifici costruiti con amianto e con componenti in amianto, con conseguente aerodispersione  di polveri e fibre e nanoparticelle e sinergismo tra amianto e uranio
La Commissione Parlamentare d’Inchiesta ha ricordato i “casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all’estero … e somministrazione di vaccini … utilizzo di proiettili all’uranio impoverito …”. I documenti sono stati trasmessi all’Autorità Giudiziaria, in particolare agli uffici “della Procura competenti e, in due circostanze, per conoscenza anche alla Procura generale militare”.

Uranio impoverito e plutonio nei proiettili

Nella fabbricazione di proiettili DU è determinante anche una percentuale di plutonio che, insieme all’uranio, all’atto dell’esplosione sviluppano una piccola reazione atomica. Questa reazione eleva la temperatura del punto di contatto del proiettile, per esempio con la corazza di un carro armato, a circa 2500°. La corazza del blindato fonde e il proiettile riesce a penetrare all’interno e, dopo l’impatto, una parte di uranio si dissolve nell’aria. I proiettili da 30 mm all’uranio impoverito sono in dotazione agli aerei americani A-10: ogni quattro proiettili normali o al tungsteno, le quattro mitragliatrici rotanti dei velivoli sparano un proiettile DU. Il manuale USA di addestramento descrive così la natura della radioattività: “la radioattività è l’emissione spontanea di particelle o di energia (radiazioni ionizzanti) da un atomo instabile, risultante nella formazione di un nuovo elemento. La radiazione ionizzante è costituita di particelle alfa, beta e raggi gamma. Gli effetti sulla salute delle radiazioni ionizzanti dipendono dal tipo di particelle e se queste sono penetrate o no nel corpo umano”.

Uranio impoverito e radiazioni

Le radiazioni alfa sono le più ionizzanti ma hanno scarsa portata. Quando la particella alfa penetra nel corpo umano, i tessuti interni assorbono l’energia causando una distruzione massiccia delle cellule vicine alla particella. Le radiazioni beta e gamma sono invece meno dannose per il corpo umano.

L’uranio, poiché è primariamente un emettitore di particelle alfa, se contenuto anche solo in una scatola di plastica diventa innocuo. Per questo motivo i militari americani che operano all’interno dei carri armati M-1 con corazza all’uranio impoverito, se non colpiti da altri proiettili, non presentano gravi patologie. Infatti, la versione Heavy Armor dei blindati statunitensi è dotata di una corazzatura di uranio impoverito incorporata in acciaio, che aumenta di molto la sua resistenza, paragonabile a 590mm di acciaio omogeneo.

Uranio impoverito causa di malattie e morte tra i militari italiani

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito il Dipartimento Vittime del Dovere, con cui offre assistenza medica gratuita e consulenze legali gratuite a tutti gli appartenenti delle Forze Armate e del Dipartimento Sicurezza e ai famigliari delle vittime. I militari impegnati in missioni all’estero in zone in cui sono stati utilizzati proiettili uranio impoverito hanno diritto alla sorveglianza sanitaria e, in caso di infermità riconducibili all’attività di servizio e alle missioni espletate, al riconoscimento di Vittima del Dovere con equiparazione alle Vittime del Terrorismo e al riconoscimento di tutti i relativi diritti e benefici. 

Assistenza medica gratuita e consulenza legale gratuita

Contatta l’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni per ottenere una prima consulenza legale e medica gratuita

Danni da Uranio Impoverito e vaccini

Come risulta dagli atti della Commissione di Inchiesta della Camera dei Deputati, il personale in missione all’estero (in particolare nei territori balcanici e mediorientali) è stato altresì sottoposto ad un programma vaccinale che ha costituito motivo di ulteriore rischio.
L’esecuzione di vaccini multipli nell’imminenza della partenza in missione in teatri di guerra ha infatti determinato la depressione del sistema immunitario che, unita a forti fonti di stress, ha accentuato gli effetti lesivi dovuti all’utilizzo di particelle di uranio impoverito.