Tumore alle ovaie: guida, sintomi e assistenza

Il tumore delle ovaie (cancro alle ovaie) è una neoplasia che si sviluppa a livello delle ovaie. Come tutti i tumori maligni si tratta di una massa anomala di cellule che hanno la capacità di crescere molto velocemente e di diffondersi altrettanto velocemente nei tessuti circostanti e anche nel resto dell’organismo. Il cancro delle ovaie, anche chiamato carcinoma dell’ovaio o carcinoma ovarico, è la seconda forma più comune di tumore ginecologico ed il sesto più diffuso cancro femminile nei Paesi Sviluppati.OVAIE

Tumore alle ovaie benigno e maligno

I tumori ovarici benigni sono tumori che non provocano metastasi e non hanno la capacità di diffondersi nel resto dell’organismo, mentre quelli maligni possono metastatizzare in diversi distretti corporei. Il più delle volte la neoplasia si forma a livello delle cellule epiteliali e solo raramente a livello delle cellule germinali, ovvero a livello delle cellule che producono gli ovuli.

Che cosa sono e dove si trovano le ovaie?

Le ovaie sono due organi femminili che hanno le dimensioni di una grossa mandorla di circa tre centimetri di diametro, anche se le dimensioni variano rispetto all’età. Le ovaie si trovano una a destra e una a sinistra dell’utero, al quale sono connesse dalle tube. Le ovaie servono a produrre gli ormoni sessuali femminili e gli ovociti, ovvero le cellule riproduttive femminili.

Ogni mese, quando la donna è fertile e non è in stato di gravidanza, le ovaie producono un ovocita che si muove verso l’utero per essere eventualmente fecondato.

assistenzaTipologie di carcinoma ovarico esistenti

I tumori maligni dell’ovaio sono di tre tipi: tumori epiteliali, tumori germinali e tumori stromali. Tra di essi si distinguono poi i tumori borderline e quelli peritoneali.

  • Tumori epiteliali

I tumori epiteliali originano dalle cellule epiteliali che rivestono la superficie delle ovaie. Essi costituiscono più del 90% delle neoplasie ovariche maligne.

  • Tumori germinali

I tumori germinali originano dalle cellule germinali (quelle che danno origine agli ovuli). Rappresentano il 5% circa delle neoplasie ovariche maligne, sono pressoché esclusivi dell’età giovanile (infanzia e adolescenza).

  • Tumori stromali

I tumori stromali originano dallo stroma gonadico, il tessuto di sostegno dell’ovaio. Rappresentano il 4% circa delle neoplasie ovariche maligne. Sono generalmente facilmente diagnosticabili perché provocano effetti ormonali legati a un’eccessiva produzione di ormoni sia femminili sia maschili. La maggior parte di questi tumori sono caratterizzati da una bassa malignità.

  • Tumori borderline.

I tumori borderline, con basso grado di malignità e con scarsa tendenza alla metastatizzazione permettono di solito l’asportazione totale della lesione e la possibilità di conservare una grande quantità di tessuto ovarico.

  • Tumori peritoneali primari.

I tumori peritonali primari sono rari e derivano dalle cellule sierose che rivestono la pelvi e l’addome.

Una recente classificazione, detta di Kurman, distingue il carcinoma ovarico in due gruppi, definiti tipo I e II, in base alla natura delle cellule che interessano. I tumori di tipo I insorgono da cellule ben differenziate, come i tumori borderline (cioè di confine tra malignità e benignità) e sono correlati con un certo tipo di mutazioni a carico di specifici geni (tra cui KRAS, BRAF, PTEN e beta-catenina). I tumori di tipo II sono spesso piuttosto aggressivi e insorgono direttamente dal tessuto epiteliale dell’organo, senza passare da una fase precancerosa. Questi tumori sono molto instabili dal punto di vista genetico e mostrano mutazioni del gene P53.

Quali sono i sintomi del tumore alle ovaie

Nelle sue fasi iniziali il tumore dell’ovaio di solito non dà sintomi e per questo motivo risulta difficile diagnosticarlo precocemente. Tra i sintomi riconducibili al carcinoma ovarico segnaliamo l’addome gonfio, l’aerofagia e il bisogno frequente di urinare, ovvero sintomi abbastanza generici e riconducibili a varie problematiche minori. Gli esperti raccomandano di prestare attenzione a questi indicatori se si presentano contempraneamente e con in aggiunta una sensazione di sazietà anche a stomaco vuoto.

Una semplice ecografia pelvica o transvaginale insieme alla visita ginecologica con palpazione bimanuale dell’ovaio sono importanti per formulare una prima diagnosi, mentre non esistono al momento programmi di screening scientificamente affidabili per la prevenzione del tumore dell’ovaio.

Il trattamento e la cura del tumore

Il trattamento e la cura del tumore ovarico dipende dallo stadio della malattia, dalla tipologia, dalla localizzazione e dalle sue dimensioni, oltre che dallo stato di salute generale del paziente.

Le opzioni terapeutiche attualmente disponibili per il trattamento del cancro dell’ovaio sono:

  • chirurgia

La chirurgia è il trattamento di prima scelta per il tumore dell’ovaio ed è fondamentale sia per definire la reale diffusione del tumore, grazie alla biopsia, sia nei casi avanzati per eliminare tutte le masse tumorali visibili.

  • Radioterapia e chemioterapia

Chemioterapia e/o radioterapia possono essere effettuate prima dell’operazione per ridurre le dimensioni del tumore aumentando le probabilità di successo dell’intervento chirurgico.

La chemioterapia si somministra iniettando i farmaci direttamente in vena nel corso di sedute di trattamento della durata normalmente di alcune ore e, in alcuni casi, di qualche giorno. Di solito si esegue in day hospital o in regime ambulatoriale, anche se in alcuni casi è necessaria una breve degenza. Segue un periodo di riposo di alcune settimane per consentire all’organismo di riprendersi dagli eventuali effetti collaterali. La seduta di trattamento e il periodo di riposo costituiscono un ciclo di chemioterapia. Il numero di cicli di trattamento dipende dallo schema utilizzato, ma anche dal tipo di malattia e dalla sua risposta ai farmaci. Ad esempio, se lo schema è ogni 3 settimane, nella maggior parte dei casi sono sufficienti sei cicli di terapia. Se lo schema è settimanale, circa 20, somministrati in un periodo di circa 4-5 mesi.

La chemioterapia intraperitoneale, in cui i farmaci sono iniettati direttamente nella cavità addominale, contribuisce a migliorare la sopravvivenza in un numero modesto di casi, ma può anche causare alcuni effetti collaterali spiacevoli. Per questo motivo è ancora in fase speriementale.

Qui di seguito riportiamo i vari interventi chirurgici a cui si può decidere di ricorrere a seconda del tipo di tumore ovarico. Nel caso di tumori epiteliali dell’ovaio:

  • isterectomia totale

L’isterectomia totale consiste nell’asportazione dell’utero e della cervice. Se il chirurgo esegue una lunga incisione nell’addome, si parla di isterectomia addominale. Se l’incisione addominale è piccola e l’intervento si esegue introducendo attraverso questa breccia uno strumento che prende il nome di laparoscopio, si parla di isterectomia laparoscopica.

  • Annessiectomia unilaterale

L’Annessiectomia unilaterale è l’intervento di asportazione di un ovaio e di una tuba di Falloppio.

  • Annessiectomia bilaterale

L’Annessiectomia bilaterale è l’intervento di asportazione di entrambe le ovaie e tube di Falloppio.

  • Omentectomia

L’omentectomi consiste nell’asportazione dell’omento (una parte del tessuto che riveste la cavità addominale).

  • Per i tumori ovarici a cellule germinali gli interventi chirurgici standard sono:

  • annessiectomia unilaterale
  • annessiectomia bilaterale
  • tumorectomia (asportazione più ampia possibile della massa tumorale).

Tumore all’ovaio: fattori di rischio

Quali sono i fattori di rischio che concorrono ad aumentare il rischio di cancro alle ovaie?

Tra i fattori di rischio per il cancro dell’ovaio c’è l’età: la maggior parte dei casi viene identificata dopo l’ingresso in menopausa, tra i 50 e i 69 anni.

Secondo una stima del National Cancer Institute, una percentuale tra il 7 e il 10% di tutti i casi di tumore dell’ovaio è il risultato di una alterazione genetica ereditaria. In questi casi il cancro dell’ovaio può verificarsi in un’età più giovanile.

In famiglie con molti casi di tumore dell’ovaio o di carcinoma della mammella è utile e consigliato rivolgersi a un centro specializzato in consulenza genetica presso un istituto oncologico di rilievo nazionale. Ricordiamo comunque che non vi è alcuna certezza che il tumore si sviluppi in tutte le donne imparentate o che il ripetersi di un determinato tipo di tumore in famiglia sia legato all’esposizione ad altri fattori di rischio che esulano da quello genetico.

Altri fattori di rischio sono la lunghezza del periodo ovulatorio e il non aver avuto figli. L’aver avuto più figli, l’allattamento al seno e l’uso a lungo termine di contraccettivi estroprogestinici diminuiscono il rischio d’insorgenza del tumore dell’ovaio.

Tumore alle ovaie da amianto

Secondo l’ultima monografia rilasciata dallo IARC (International Agency for Research on Cancer) l’amianto è un agente eziologico in grado di provocare non solo il cancro alle ovaie ma anche altri tipi di tumore ginecologico in seguito all’esposizione a polveri di asbesto per motivi professionali.

Il tumore alle ovaie causato dall’esposizione a sostanze cancerogene non è riscontrabile solo nei pazienti che hanno lavorato nel corso della vita a diretto e consapevole contatto con l’amianto o altre sostanze cancerogene, ma anche in tutte quelle situazioni in cui il paziente non ne è stato consapevole:

  • esposizione ambientale

  • esposizione professionale inconsapevole (soggetti impegnati in attività lavorative non esplicitamente connesse alla presenza dell’asbesto o di altri cancerogeni). 

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA è un’associazione di utilità sociale, di tutela delle vittime dell’amianto e dei loro famigliari. In prima linea per la prevenzione, la ricerca e la cura di tutte le patologie asbesto correlate assiste tutti i lavoratori e i cittadini per la diagnosi, terapia e la cura del carcinoma ovarico correlato all’esposizione ad asbesto e per la tutela dei loro diritti.

assistenza

Tumore alle ovaie: assistenza e tutela legale

I pazienti con carcinoma ovarico se la loro esposizione ad amianto o ad altre sostanze correlate alla malattia è avvenuta per causa di servizio e/o nell’attività lavorativa, hanno diritto a:

Assistenza legale gratuita

Contatta l’Osservatorio Nazionale Amianto per ottenere la tua assistenza legale e consulta la pagina dei servizi gratuiti ONA.