Minerali di amianto: cosa sono e danni per la salute

L’amianto, anche detto asbesto identifica quei minerali della famiglia dei silicati. Si distinguono per la loro natura fibrosa con capacità di suddivisione longitudinale in fibre (chiamate anche fibrille) lunghe e flessibili. Queste fibre diventano via via più sottili, fino al diametro di 0,25 ųm (1300 volte più sottile di un capello umano). 

Queste fibrille rimangono sospese a lungo negli ambienti. Anche 24 o 48h per giungere a terra. Per questi motivi, le fibre di asbesto, sono facilmente inalabili. Hanno potere fibrogeno e cancerogeno (patologie asbesto correlate)L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ribadito che l’amianto è cancerogeno e che ci sono ancora 125 milioni di lavoratori che ne sono esposti, con più di 107 mila decessi per ogni anno. 

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus, ha dimostrato che solo evitando la produzione e l’utilizzo di amianto e la bonifica di quello già presente, e, quindi, l’esposizione alla fibra killer, si possono evitare i danni alla salute umana e il progredire dell’epidemia.

APPROFONDIMENTO: Amianto

I minerali di amianto, detto anche asbesto, con le loro fibre provocano danni alla salute. Consulta l’intervento del Prof. Renato Sinno presso il “Secondo Convegno internazionale ONA Sull’Amianto”.

Renato Sinno

Per approfondire su tutte le notizie in materia di amianto:  News sull’amianto 

Minerali di amianto: cosa sono?

L’amianto è un composto di minerali che ha avuto un ampio impiego e una capillare diffusione. Quali sono le caratteristiche che lo hanno reso così utilizzato? L’amianto è virtualmente indistruttibile, infatti resiste al fuoco ed al calore (fino a 2000°) ed è inattaccabile da agenti esogeni (come gli acidi), è estremamente flessibile, resistente alla trazione, fonoassorbente, facilmente friabile, abbondante ed economico.

Esistono due tipi fondamentali di asbesto:

• serpentini;

• anfiboli.

Secondo la composizione chimica riconducono, nella maggioranza dei casi, al tipo degli inosilicati basici di magnesio a catena doppia cui appartiene il crisotilo.

L’amianto è presente naturalmente in molte parti del globo terrestre e si ottiene facilmente dalla roccia madre dopo macinazione e arricchimento, in genere in miniere a cielo aperto.

Per diventare amianto i minerali di partenza devono subire particolari processi idrotermali di bassa pressione e bassa temperatura. È tipicamente formato da singole fibre più lunghe di 5 µm e con rapporto lunghezza/larghezza di almeno 3:1.

Per essere definito asbestiforme un minerale deve possedere una struttura fibrillare, flessibilità̀ e la resistenza delle singole fibre. Quindi i minerali asbestiformi sono fibrosi ma non tutti i minerali fibrosi sono asbestiformi. Tutti gli amianti si presentano in natura in fasci di fibre lunghe, estremamente flessibili e facilmente separabili l’una dall’altra.

Minerali di amiantoClassificazione dei minerali di amianto secondo la legge

L’art. 247 del D.Lgs. 09.04.08 n. 81, che riproduce l’art. 2 della Direttiva 477/83/CEE (ora sostituita dalla Direttiva 2009/148/CE), stabilisce che “Ai fini del presente capo il termine amianto designa i seguenti silicati fibrosi:

a) l’actinolite di amianto, n. CAS 77536-66-4;
b) la grunerite di amianto (amosite), n. CAS 12172-73-5;
c) l’antofillite d’amianto, n. CAS 77536-67-5;
d) il crisotilo, n. CAS 12001-29-5;
e) la crocidolite, n. CAS 12001-28-4;
f) la tremolite d’amianto, n. CAS 77536-68-6.

Tra questo solo il crisotilo, detto anche  comunemente “amianto bianco“, appartiene alle serie dei serpentini, mentre tutti gli altri (l’amosite, la tremolite, l’antofillite, l’actinolite e la crocidolite detta anche “amianto blu”) appartengono agli anfiboli (dal greco αμφίβολος e dal latino amphibolus = ambiguo).

La classificazione del legislatore non è in grado di riprodurre la variegata diversità di questi minerali. Ognuno di essi infatti, anche quelli che appartengono allo stesso gruppo, ha una differente formula chimica, poiché i componenti, la cui identificazione richiederebbe una analisi quantistica elementare volta per volta, sono molto eterogenei. Inoltre esistono molti altri minerali di amianto, come l’erionite (IARC 2012b) e la fluoro-edenite, che hanno le stesse caratteristiche fisico-chimiche e sono in grado di determinare gli stessi rischi per l’uomo e danni per l’ambiente, eppure non sono contemplati dal legislatore.

L’ONA, associazione ONLUS per la tutela degli esposti all’amianto e ad altri nocivi, ha denunciato l’utilizzo della fluoro-edenite nella città di Biancavilla, ai piedi dell’Etna, senza che ci fosse consapevolezza del rischio cui andavano incontro i suoi abitanti, tra i quali negli ultimi anni sono insorti molti mesoteliomi.

La mancata classificazione della fluoro-edenite e di altri minerali asbestiformi quali minerali di amianto espone a rischio molti cittadini, privi così di ogni tutela, preventiva e risarcitoria (leggi tutto sul risarcimento danni e sull’assistenza legale in caso di esposizione). L’ONA ha denunciato la necessità di adeguamento della legislazione che renderebbe applicabili le norme di prevenzione tecnica e protezione individuale nei luoghi di lavoro, e di prevenzione primaria negli ambienti di vita, otre alle disposizioni di cui alla Legge 257/92 (con il divieto di estrazione, utilizzazione e commercializzazione e le misure di sostegno per i lavoratori) e le misure di sorveglianza sanitaria per gli esposti, per una eventuale diagnosi precoce della patologie asbesto correlate che dovessero insorgere, e per assumere ogni ulteriore misura che si rendesse necessaria, anche in termini di assistenza e previdenza sociale.

Minerali di amianto: quali sono?

Quali sono i più comuni minerali di amianto (citati dal legislatore) e quali sono le loro caratteristiche tecniche?

• Crisotilo

Il crisotilo (dal greco χρυσός= fibra d’oro) o “amianto bianco-verde-grigio-giallastro”, è un silicato idrato di magnesio, con formula 3MgO,2SiO,2H2O- n. CAS 12001-29-5, con fibre di lunghezza variabile, soffici e setose, con elevata resistenza meccanica e flessibilità, con una buona tenuta degli agenti alcalini, con una temperatura di decomposizione tra i 450-700°C, ed è di gran lunga il tipo di amianto più diffuso 2. Appartiene alla serie dei serpentini. 

• Actinolite

L’actinolite o actinoto (dal greco ακτινωτο = pietra raggiata) o “amianto verde-nero”, è un silicato idrato di calcio, ferro e magnesio (2CaO,4MgO,FeO,8SiO2,H2O – n. CAS 77536-66-4). Componente abbondante delle rocce scistose-cristalline della catena alpina, ha una temperatura di decomposizione tra 620-900°C. Come tutti gli altri minerali di amianto che trovate in questa lista fa parte della serie degli anfiboli. 

• Grunerite

L’amosite (dall’acronimo di Asbestos Mines of South Africa) o “amianto bruno-giallo-grigio” o cummingtonite o grunerite, è un silicato idrato di ferro e magnesio, (5.5FeO,1.5MgO,8SiO2,H2O- n. CAS 12172-73-5). Presenta fibre lunghe, diritte e fragili, di flessibilità discreta e con particolare stabilità al calore e con una temperatura di decomposizione tra 600-800°C. Utilizzato prevalentemente come isolante termico fa parte dei minerali di amianto anfiboli. 

• Crocidolite 

La crocidolite o “amianto blu” o amianto del Capo o riebeckite, proviene dalle vicinanze di Griqua Town, nell’Africa australe. Silicato idrato di sodio, ferro ferrico, ferro ferroso e magnesio (Na2O,Fe2O3,3FeO,8SiO2,H2O – n. CAS 12001-28-4) ha fibre diritte, maggiore resistenza agli agenti acidi rispetto agli altri tipi di anfiboli, buona flessibilità e temperatura di decomposizione tra 400-600°C.

• Tremolite

La tremolite o “amianto grigio-verde-giallo” è un silicato idrato di calcio e magnesio (2CaO,5MgO,8SiO2,H2O – n. CAS 77536-68-6), comune in molte località alpine, prende il nome dalla Valle Tremola nel massiccio del S. Gottardo (Campolongo, nel Canton Ticino). Fragile, ma con più resistenza al calore rispetto ad altri anfiboli, ha una temperatura di decomposizione tra 950-1040°C.

• Antofillite

L’antofillite (dal latino scientifico antophyllum = garofano) o “amianto verde-giallo-bianco” è un silicato idrato di magnesio (7MgO,8SiO2,H2O- n. CAS 77536-67-5) ed è il più importante degli anfiboli rombici. Frequente nei micascisti dell’Alto Adige (Val Passiria, sopra Merano) e in misura inferiore anche nell’isola d’Elba e nelle Alpi e Prealpi Occidentali, e in Finlandia, è fragile, con temperatura di decomposizione tra 600-850°C.

Proprietà tecniche dei minerali di amianto

Per anni l’amianto è stato considerato un materiale estremamente versatile a basso costo, con estese e svariate applicazioni industriali, edilizie e in prodotti di consumo. Il suo enorme successo nella storia industriale recente è stato decretato proprio dalle sue caratteristiche principali. Esso infatti, legandosi facilmente con materiali da costruzione (calce, gesso, cemento) e con alcuni polimeri (gomma, PVC), si è diffuso in maniera rapidissima in moltissimi manufatti di uso comune e di componenti industriali.

L’amianto è indistruttibile (resistente al calore e al fuoco, resistente all’azione degli acidi, resistente alla trazione), molto flessibile e friabile e dotato di capacità fono assorbenti. Per questa sua caratteristica di isolante rispetto al suono veniva spruzzato su pareti e soffitti di scuole, palestre, piscine, mense, ospedali, stazioni delle metropolitane, ecc…, per formare uno strato soffice di alcuni centimetri, capace di creare una sensazione acustica di ovattamento dei suoni, minor intensità dei rumori e migliore comprensione delle parole non compromesse dagli echi acustici), 

I minerali di amianto hanno inoltre ottime capacità termoisolanti  in grado di contenere il calore. Per questa sua caratteristica è stato utilizzato nelle tubazioni, per il trasporto del vapore, per isolare caldaie e forni.

Se legato a matrici resistenti e stabili, l’amianto è compatto (come nel caso dell’Eternit). Se legato con matrici non compatte è friabile (come il materiale spruzzato). 

Impiego e usi dei minerali dell’amianto

Le caratteristiche e il basso costo di estrazione e produzione ne hanno favorito l’impiego nei settori più disparati, dalla produzione del cemento-amianto (il cui nome commerciale era Eternit) all’edilizia, anche per realizzare tegole, pavimenti, tubazioni, vernici e canne fumarie, nonché per la coibentazione di edifici, navi, treni, aerei, etc.; dalle tute dei vigili del fuoco, alle automobili (vernici e parti meccaniche), alla fabbricazione di corde, plastica e cartoni, e perfino nella filtrazione dei vini. Complessivamente i minerali di amianto sono stati impiegati in oltre 3000 applicazioni.

• Edilizia

Nell’edilizia i minerali di amianto sono stati largamente impiegati nelle coperture in cemento-amianto (lastre ondulate, tegole, etc., realizzate con crisotilo e anche con anfiboli quali la crocidolite, che hanno rappresentato il 90% di tutto l’amianto collocato, e che tuttora rappresentano una fonte di contaminazione di fibre nel caso siano degradate o danneggiate, e comunque quando la matrice cementizia perde la sua consistenza), nei controsoffitti e nelle coibentazioni del sottotetto, anche sotto forma di intonaci a spruzzo o con impasti gessosi dati a cazzuola, con tenore in amianto variabile. Ancora nei cassoni, nei serbatoi e nelle tubazioni per l’acqua (sia per le acque bianche e meteoriche che per gli scarichi fognari con contaminazione anche dell’acqua potabile (qui trovate tutte le News su amianto e acqua potabile).

Nell’edilizia l’amianto è stato utilizzato anche nelle canne fumarie, nei camini e nelle tubazioni di scarico fumi di combustione, nei pannelli, nei divisori e nelle tamponature, nelle pavimentazioni in vinil‐amianto (molto usato nell’edilizia pubblica e conosciuto comunemente come “linoleum” con un contenuto di amianto variabile dal 3‐4% al 30%, prevalentemente crisotilo). 

Ancora è stato utilizzato nelle caldaie, nelle stufe, nei forni e negli apparati elettrici per guarnizioni e cartoni e nella coibentazione di tubi per il riscaldamento e guarnizioni intorno alla caldaia.

• Industria

Per quanto riguarda l’industria, l’amianto veniva utilizzato per coperture in Eternit, pannellature e tamponature. In particolare nelle attività industriali è molto frequente l’utilizzo di coperture dei capannoni con lastre ondulate di fibrocemento contenente amianto in una percentuale variabile tra il 12 ed 15% sul peso totale. La tipologia di amianto usata é quella del crisotilo, ma spesso avvenivano aggiunte di crocidolite (spesso riconoscibile da ciuffi blu scuro di fibre affioranti) e/o amosite in basse percentuali. I pannelli di divisione o tamponatura sono spesso materiali compositi dell’amianto, dove oltre al cemento, si possono ritrovare lane minerali, resine organiche, cellulosa.

Veniva inoltre utilizzato per condotte e tubi coibentati, ma anche per il trasporto di fluidi industriali (oli, acidi, etc.), in quanto il cemento‐amianto si presta molto bene per questa funzione che può avvenire oltre che a temperatura, anche a pressione. In questo caso veniva usato un cemento‐amianto con più del 15% di asbesto miscelato. Ancora per serbatoi, tank, reattori, refrigeratori, giunti di espansione. Ha avuto grande diffusione la coibentazione di contenitori, anche grandi, per la tenuta termica con amianto friabile, soprattutto amosite. E poi impianti termici, impianti a pressione e bombole, parti di macchine e macchinari, giunti flangiati, baderne e guarnizioni

Industria dei trasporti

Dalla prima metà del XX sec. i minerali di amianto sono stati utilizzati nella costruzione di freni, frizioni, coibentazioni di testate motori, coibentazioni di marmitte, cavi e guarnizioni di tenuta, nonché negli isolamenti termoacustici di tetti, pareti e pavimenti dei rotabili.

Industria tessile

Dal XVIII sec. i minerali di amianto sono stati utilizzati in forma di fibre nell’intreccio di tessuti a metraggio ignifughi, nastri e corde per isolamenti elettrici e termici, feltri, cachemire sintetico, coperte, grembiuli, giacche, pantaloni, guanti, ghette e stivali.

Diffusione dei minerali di amianto in Italia e nel mondo

Nell’antichità l’amianto proveniva da Cipro, Grecia e dalle Alpi italiane. Nel XVII secolo furono scoperti i giacimenti di amianto degli Urali e i giacimenti di crisotilo del Quebec, in Canada. Proprio a quest’epoca si fa risalire la nascita dell’industria della lavorazione delle fibre di amianto. Il cemento-amianto si inziò a produrre nel 1893 e da allora la diffusione del prodotto fu inarrestabile.

L’impiego industriale dell’amianto incrementò fino a raggiungere la quota totale di poco meno di 5 milioni di tonnellate estratte nel 1930. Il picco di produzione mondiale è stato raggiunto negli anni ’70 del secolo scorso, con più di 5 milioni di tonnellate estratte nel 1975 in 25 paesi produttori e lavorate in 85 paesi. Per tutto il ventesimo secolo il maggior produttore di crisotilo è stata l’ex Unione Sovietica con circa il 50% della produzione annua mondiale, seguita dal Canada e dallo Zimbabwe. Per quanto riguarda l’amianto anfibolico (crocidolite ed amosite) i maggiori Paesi produttori sono stati il Sud Africa e l’Australia.

I maggiori tassi di consumo di amianto sono stati registrati in Australia (5,1 kg pro capite/anno negli anni 1970), Canada (4,4 kg pro capite/anno negli anni 1970), e in diversi paesi dell’Europa Nord-Occidentale (Danimarca: 4,8 pro capite/anno negli anni 1960; Germania: 4,4 kg pro capite/anno negli anni 1970; e Lussemburgo: 5,5 kg pro capite/anno negli anni 1960).

In Italia, in particolare tra le due guerre, l’amianto fu utilizzato in oltre 3000 tipi di lavorazioni a volte anche per funzioni non legate alle proprietà chimico-fisiche dell’amianto e che potevano essere ugualmente svolte da altre sostanze, come ad esempio l’uso nei giocattoli, nei filtri per il vino o attraverso il talco, per sbiancare il riso.

Eternit: cos’è e cosa significa

Quando si parla di amianto spesso si sente utilizzare la parola Eternit, come un sinonimo di amianto e di asbesto. Eternit è una marca di fibrocemento con una produzione ampia e capillare di questo composto di amianto molto utilizzato in Europa e nel mondo che ebbe un tale successo da diventare nel linguaggio comune utilizzata come sinonimo di amianti cemento. 

Il cemento-amianto, brevettato nel 1901 fu chiamato Eternit per sottolineare la longevità pressoché eterna del materiale. Nel 1928 Eternit inizia la produzione di tubi in fibrocemento, che fino agli anni settanta rappresenteranno lo standard nella costruzione di acquedotti. Nel 1933 fanno la loro comparsa le lastre ondulate, usate spesso per tetti e capannoni. Nel 1935, viene prodotto anche dalla ditta Fibronit a Bari. Nel 1938 viene avviata la produzione di manufatti amianto-cemento nella fabbrica di Napoli, nel quartiere di Bagnoli.

Segue la nascita dello stabilimento di Eternit Siciliana e quelli di Casale Monferrato, Rubiera (Reggio Emilia), Cavagnolo (Torino), Broni (Pavia) e Bari.

La commercializzazione di Eternit contenente cemento-amianto è cessata in Italia tra il 1992 e il 1994[4], ma prosegue tuttora, con lo stesso marchio Eternit, in altri Paesi del mondo, tra cui il Brasile.

Minerali di amianto: danni e pericoli per la salute

La pericolosità dei materiali di amianto dipende dalla loro capacità di rilasciare fibre aerodisperse nell’ambiente che possono essere inalate. Uno dei criteri che permette una valutazione della loro pericolosità è rappresentato dalla friabilità dei materiali. Si definiscono friabili i materiali in minerali di amianto che possono essere sbriciolati o ridotti in polvere mediante la semplice pressione delle dita. 

In relazione alla loro friabilità, i materiali contenenti amianto possono essere classificati come:
• friabili (se facilmente sbriciolabili o ridotti in polvere);
• compatti (se duri, senza possibilità di essere ridotti in polvere se non con l’impiego di attrezzi meccanici o attraverso di occasionali danneggiamenti o attraverso l’erosione del tempo e degli agenti atmosferici). 

Le fibre (o fibrille) dei minerali di amianto rilasciate nell’aria possono essere facilmente inalate. Una volta inalate provocano fenomeni infiammatori (asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici) e cancro

Tra le malattie amianto, possono essere annoverate anche altre neoplasie (tumore della faringe, tumore dello stomaco, tumore del colon retto, che rientrano nella lista II dell’INAIL, e il tumore dell’esofago che rientra nella lista III dell’INAIL). L’amianto provoca ogni anno più di 107.000 morti, di cui più di 6.000 solo in Italia. L’ Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, ha denunciato questa strage ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia”.

Smaltimento dei minerali di amianto: bonifica

In Italia, a decenni di distanza dalla Legge 257/92 che ha messo al bando l’utilizzo e la commercializzazione dei minerali di amianto, la fibra killer continua ad essere ancora molto diffusa ed a minacciare la salute dei cittadini italiani e dell’ambiente. Cosa si intende per bonifica di un sito contaminato da amianto? La bonifica  prevede diverse procedure speciali atte a garantire la sicurezza degli operatori specializzati alla bonifica stessa, degli addetti alle varie operazioni di rimozione, trasporto e smaltimento nonché delle persone e degli animali che si trovano in prossimità del cantiere e dei mezzi usati nel trasporto e infine in generale dell’ambiente dove si opera.

Qui trovate tutte le News su Amianto e Ambiente e qui tutte le News sui Bandi di Bonifica con i bandi aggiornati e le notizie sul territorio circa smaltimento e mappatura delle zone e degli edifici a rischio. 

Minerali di amiantoCome richiedere l’assistenza legale gratuita

Per richiedere l’assistenza medica e legale dell’ONA in caso di esposizione all’amianto, basta chiamare il numero verde 800 034 294 o contattare l’Osservatorio Nazionale Amianto attraverso il form che trovate qui sotto e consultare la pagina dei servizi gratuiti ONA