Minerali di amianto: cosa sono e danni per la salute

L’amianto, anche detto asbesto, identifica quei minerali della famiglia dei silicati. I minerali di amianto si distinguono per la loro natura fibrosa, con capacità di suddivisione longitudinale in fibre (chiamate anche fibrille) lunghe e flessibili. Queste fibre diventano via via più sottili, fino al diametro di 0,25 ųm (1300 volte più sottile di un capello umano). 

Queste fibrille del minerale amianto rimangono sospese a lungo negli ambienti. Anche 24 o 48h per giungere a terra. Per questi motivi, le fibre di asbesto o amianto si inalano facilmente. Hanno potere fibrogeno e cancerogeno.

L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avvocato Bonanni tutelano le vittime di patologie asbesto correlate. Tramite questo notiziario e la categoria d’approfondimento News sull’amianto, l’ONA ha istituito il servizio di assistenza legale e medica, per garantire una più ampia ed efficiente tutela delle vittime. Queste possono accedere alla consulenza gratuita, che assisterà, chi ne fa richiesta, dal punto di vista medico e legale.

Consulenza minerali di amianto

Indice

Tempo di lettura: 14 minuti

Minerali di amianto: come sono fatti?

Amianto cos’è? L’amianto è un composto di minerali che ha avuto un ampio impiego e una capillare diffusione. Quali sono le caratteristiche che lo hanno reso così utilizzato? L’amianto minerale è virtualmente indistruttibile, infatti resiste al fuoco e al calore (fino a 2000°) ed è inattaccabile da agenti esogeni (come gli acidi). In più è estremamente flessibile, resistente alla trazione, fonoassorbente, facilmente friabile, abbondante ed economico.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha ribadito che l’amianto è cancerogeno e che ci sono ancora 125 milioni di lavoratori che ne sono esposti, con più di 107 mila decessi per ogni anno. 

L’ONA ha dimostrato che solo evitando l’esposizione, la produzione e l’utilizzo di amianto (prevenzione primaria), attraverso la bonifica dei siti contaminati, si possano evitare i danni alla salute umana e il progredire dell’epidemia.

Cosa si intende per bonifica da amianto?

La bonifica prevede diverse procedure speciali atte a garantire la sicurezza degli operatori specializzati alla bonifica stessa, degli addetti alle varie operazioni di rimozione, trasporto e smaltimento nonché delle persone e degli animali che si trovano in prossimità del cantiere e dei mezzi usati nel trasporto e infine in generale dell’ambiente dove si opera.

Le News su Amianto e Ambiente e tutte le News sui Bandi di Bonifica sono utili per venire a conoscenza di tutti i bandi aggiornati e le notizie sul territorio circa smaltimento e mappatura delle zone e edifici a rischio. 

Tipologie di minerali di amianto

Esistono due tipi di amianto fondamentali:

  • serpentini;
  • anfiboli.

Secondo la composizione chimica, riconducono, nella maggioranza dei casi, al tipo degli inosilicati basici di magnesio a catena doppia, cui appartiene il crisotilo.

L’amianto in natura è presente in molte parti del globo terrestre e si ottiene facilmente dalla roccia madre dopo macinazione e arricchimento, in genere in miniere a cielo aperto.

Per diventare amianto i minerali di partenza devono subire particolari processi idrotermali di bassa pressione e bassa temperatura. È tipicamente formato da singole fibre più lunghe di 5 µm e con rapporto lunghezza/larghezza di almeno 3:1.

Per essere definito asbestiforme un minerale deve possedere una struttura fibrillare, flessibilità̀ e la resistenza delle singole fibre amianto. Quindi i minerali asbestiformi sono fibrosi ma non tutti i minerali fibrosi sono asbestiformi. Tutti gli amianti si presentano in natura in fasci di fibre lunghe, estremamente flessibili e facilmente separabili l’una dall’altra.

Classificazione dei minerali di amianto secondo la legge

L’art. 247 del D.Lgs. 09.04.08 n. 81, che riproduce l’art. 2 della Direttiva 477/83/CEE (ora sostituita dalla Direttiva 2009/148/CE), stabilisce che il termine amianto designa i seguenti silicati fibrosi:

  • l’actinolite di amianto, n. CAS 77536-66-4;
  • la grunerite di amianto (amosite), n. CAS 12172-73-5;
  • l’antofillite d’amianto, n. CAS 77536-67-5;
  • il crisotilo, n. CAS 12001-29-5;
  • la crocidolite, n. CAS 12001-28-4;
  • la tremolite d’amianto, n. CAS 77536-68-6.

Tra questo solo il crisotilo, detto anche  comunemente “amianto bianco“, appartiene alle serie dei serpentini, mentre tutti gli altri (l’amosite, la tremolite, l’antofillite, l’actinolite e la crocidolite, detta anche “amianto blu”) appartengono agli anfiboli (dal greco αμφίβολος e dal latino amphibolus = ambiguo).

La classificazione del legislatore non è in grado di riprodurre la variegata diversità di questi minerali pericolosi. Ognuno di essi infatti, anche quelli che appartengono allo stesso gruppo, ha una differente formula chimica, poiché i componenti, la cui identificazione richiederebbe una analisi quantistica elementare volta per volta, sono molto eterogenei.

I minerali di amianto estromessi dal legislatore

Inoltre esistono molti altri minerali di amianto, come l’erionite (IARC 2012b) e la fluoro-edenite, che hanno le stesse caratteristiche fisico-chimiche e sono in grado di determinare gli stessi rischi per l’uomo e danni per l’ambiente, eppure il legislatore non li ha contemplati.

L’ONA, associazione per la tutela degli esposti all’amianto e ad altri nocivi, ha denunciato l’utilizzo della fluoro-edenite nella città di Biancavilla, ai piedi dell’Etna, senza che ci fosse consapevolezza del rischio cui andavano incontro i suoi abitanti, tra i quali negli ultimi anni sono insorti molti mesoteliomi.

La mancata classificazione della fluoro-edenite e di altri minerali asbestiformi quali minerali di amianto espone a rischio molti cittadini, privi così di ogni tutela, preventiva e risarcitoria.

La necessità di adeguare la legislazione

L’ONA ha denunciato la necessità di adeguamento della legislazione che renderebbe applicabili le norme di prevenzione tecnica e protezione individuale nei luoghi di lavoro, e di prevenzione primaria negli ambienti di vita.

Oltre alle disposizioni di cui alla Legge 257/92 (con il divieto di estrazione, utilizzazione e commercializzazione e le misure di sostegno per i lavoratori) occorrono misure di sorveglianza sanitaria per gli esposti (prevenzione secondaria), per una eventuale diagnosi precoce della patologie asbesto correlate che dovessero insorgere, e per assumere ogni ulteriore misura che si rendesse necessaria, anche in termini di assistenza e previdenza sociale (prevenzione terziaria).

Minerali di amianto: il serpentino crisotilo

Il crisotilo (dal greco χρυσός= fibra d’oro) o “amianto bianco-verde-grigio-giallastro”, è un silicato idrato di magnesio, con formula 3MgO,2SiO,2H2O- n. CAS 12001-29-5. Le fibre hanno lunghezza variabile, sono soffici e setose, con elevata resistenza meccanica e flessibilità, con una buona tenuta degli agenti alcalini, con una temperatura di decomposizione tra i 450-700°C. È di gran lunga il tipo di amianto più diffuso e appartiene alla serie dei serpentini. 

Actinolite o minerale d’amianto verde-nero

L’actinolite o actinoto (dal greco ακτινωτο = pietra raggiata) o “amianto verde-nero”, è un silicato idrato di calcio, ferro e magnesio (2CaO,4MgO,FeO,8SiO2,H2O – n. CAS 77536-66-4). Componente abbondante delle rocce scistose-cristalline della catena alpina, ha una temperatura di decomposizione tra 620-900°C. Come la maggior parte dei minerali di amianto, fa parte della serie degli anfiboli. 

Grunerite o amosite: il più usato isolante termico

L’amosite (dall’acronimo di Asbestos Mines of South Africa) o “amianto bruno-giallo-grigio” o cummingtonite o grunerite, è un silicato idrato di ferro e magnesio, (5.5FeO,1.5MgO,8SiO2,H2O- n. CAS 12172-73-5). Presenta fibre lunghe, diritte e fragili, di flessibilità discreta e con particolare stabilità al calore e con una temperatura di decomposizione tra 600-800°C. Utilizzato prevalentemente come isolante termico, fa parte dei minerali di amianto anfiboli. 

Crocidolite, l’amianto blu proveniente dall’Africa

La crocidolite o “amianto blu” o amianto del Capo o riebeckite, proviene dalle vicinanze di Griqua Town, nell’Africa australe. Silicato idrato di sodio, ferro ferrico, ferro ferroso e magnesio (Na2O,Fe2O3,3FeO,8SiO2,H2O – n. CAS 12001-28-4) ha fibre diritte, maggiore resistenza agli agenti acidi rispetto agli altri tipi di anfiboli, buona flessibilità e temperatura di decomposizione tra 400-600°C.

Tremolite tra i minerali amianto più resistenti

La tremolite o “amianto grigio-verde-giallo” è un silicato idrato di calcio e magnesio (2CaO,5MgO,8SiO2,H2O – n. CAS 77536-68-6), comune in molte località alpine, prende il nome dalla Valle Tremola nel massiccio del S. Gottardo (Campolongo, nel Canton Ticino). Fragile, ma con più resistenza al calore rispetto ad altri anfiboli, ha una temperatura di decomposizione tra 950-1040°C.

Antofillite: il più fragile dei minerali

L’antofillite (dal latino scientifico antophyllum = garofano) o “amianto verde-giallo-bianco” è un silicato idrato magnesio (7MgO,8SiO2,H2O- n. CAS 77536-67-5) ed è il più importante degli anfiboli rombici. Frequente nei micascisti dell’Alto Adige (Val Passiria, sopra Merano) e in misura inferiore anche nell’isola d’Elba e nelle Alpi e Prealpi Occidentali, e in Finlandia, è fragile, con temperatura di decomposizione tra 600-850°C.

Proprietà tecniche dei minerali di amianto

Per anni l’amianto cancerogeno è stato considerato un materiale estremamente versatile a basso costo, con estese e svariate applicazioni industriali, edilizie e in prodotti di consumo. Il suo enorme successo nella storia industriale recente è stato decretato proprio dalle sue caratteristiche principali. Esso infatti, legandosi facilmente con materiali da costruzione (calce, gesso, cemento) e con alcuni polimeri (gomma, PVC), si è diffuso in maniera rapidissima in moltissimi manufatti di uso comune e di componenti industriali.

I minerali di asbesto: fibre indistruttibili

L’amianto è indistruttibile (resistente al calore e al fuoco, resistente all’azione degli acidi, resistente alla trazione), molto flessibile e friabile e dotato di capacità fono assorbenti. Per questa sua caratteristica di isolante rispetto al suono veniva spruzzato su pareti e soffitti di scuole, palestre, piscine, mense, ospedali, stazioni delle metropolitane. In questo modo formava uno strato soffice di alcuni centimetri, capace di creare una sensazione acustica di ovattamento dei suoni, minor intensità dei rumori e migliore comprensione delle parole non compromesse dagli echi acustici. 

I minerali di amianto hanno inoltre ottime capacità termoisolanti  in grado di contenere il calore. Per questa sua caratteristica è stato utilizzato nelle tubazioni, per il trasporto del vapore, per isolare caldaie e forni. Se legato a matrici resistenti e stabili, l’amianto è compatto (come nel caso dell’eternit). Se legato con matrici non compatte è friabile (come il materiale spruzzato). 

Impiego e usi dei minerali dell’amianto

Le caratteristiche e il basso costo di estrazione e produzione ne hanno favorito l’impiego nei settori più disparati, dalla produzione del cemento-amianto (il cui nome commerciale era Eternit) all’edilizia, anche per realizzare tegole, pavimenti, tubazioni, vernici e canne fumarie, nonché per la coibentazione di edifici, navi, treni, aerei. Inoltre è stato usato per le tute dei Vigili del fuoco, alle automobili (vernici e parti meccaniche), alla fabbricazione di corde, plastica e cartoni, e perfino nella filtrazione dei vini. Complessivamente i minerali di amianto si impiegarono in oltre 3000 applicazioni.

L’uso dei minerali di amianto in edilizia

Nell’edilizia i minerali di amianto sono stati largamente impiegati nelle coperture in cemento-amianto (lastre ondulate, tegole), realizzate con crisotilo e con anfiboli quali la crocidolite, che hanno rappresentato il 90% di tutto l’amianto collocato. Tuttora rappresentano una fonte di contaminazione di fibre nel caso siano degradate o danneggiate o quando la matrice cementizia perde la sua consistenza. Sono usati nei controsoffitti e nelle coibentazioni del sottotetto, anche sotto forma di intonaci a spruzzo o con impasti gessosi dati a cazzuola, con tenore in amianto variabile.

Ancora nei cassoni, nei serbatoi e nelle tubazioni per l’acqua, sia per le acque bianche e meteoriche sia per gli scarichi fognari. Questo ha portato alla contaminazione anche dell’acqua potabile.

Nell’edilizia l’amianto è stato utilizzato anche nelle canne fumarie, nei camini e nelle tubazioni di scarico fumi di combustione, nei pannelli, nei divisori e nelle tamponature, nelle pavimentazioni in vinil‐amianto. Questo è molto usato nell’edilizia pubblica e conosciuto comunemente come “linoleum“, con un contenuto di amianto variabile dal 3‐4% al 30% (prevalentemente crisotilo). 

Ancora è stato utilizzato nelle caldaie, nelle stufe, nei forni e negli apparati elettrici per guarnizioni e cartoni e nella coibentazione di tubi per il riscaldamento e guarnizioni intorno alla caldaia.

Il settore dell’industria e l’impiego dell’amianto

Per quanto riguarda l’industria, l’amianto veniva utilizzato per coperture in Eternit, pannellature e tamponature. In particolare nelle attività industriali è molto frequente l’utilizzo di coperture dei capannoni con lastre ondulate di fibrocemento contenente amianto in una percentuale variabile tra il 12 ed 15% sul peso totale.

La tipologia di amianto usata é quella del crisotilo, ma spesso avvenivano aggiunte di crocidolite (spesso riconoscibile da ciuffi blu scuro di fibre affioranti) o amosite in basse percentuali.

I pannelli di divisione o tamponatura sono spesso materiali minerali compositi dell’amianto, dove oltre al cemento, si possono ritrovare lane minerali, resine organiche, cellulosa.

Veniva inoltre utilizzato per condotte e tubi coibentati, ma anche per il trasporto di fluidi industriali (oli, acidi), in quanto il cemento‐amianto si presta molto bene per questa funzione che può avvenire oltre che a temperatura, anche a pressione. In questo caso veniva usato un cemento‐amianto con più del 15% di asbesto miscelato.

È presente anche in serbatoi, tank, reattori, refrigeratori, giunti di espansione. Ha avuto grande diffusione la coibentazione di contenitori, per la tenuta termica con amianto friabile, soprattutto amosite. In più se ne trovano tracce in impianti termici, impianti a pressione e bombole, parti di macchine e macchinari, giunti flangiati, baderne e guarnizioni

L’uso nell’industria dei trasporti e in quella tessile

Dalla prima metà del XX secolo i minerali di amianto sono stati utilizzati nella costruzione di freni, frizioni, coibentazioni di testate motori, coibentazioni di marmitte, cavi e guarnizioni di tenuta, nonché negli isolamenti termoacustici di tetti, pareti e pavimenti dei rotabili.

Dal XVIII secolo i minerali di amianto sono stati utilizzati in forma di fibre nell’intreccio di tessuti a metraggio ignifughi, nastri e corde per isolamenti elettrici e termici, feltri, cachemire sintetico, coperte, grembiuli, giacche, pantaloni, guanti amianto, ghette e stivali.

Diffusione dei minerali di amianto in Italia e nel mondo

Nell’antichità l’amianto proveniva da Cipro, Grecia e dalle Alpi italiane. Nel XVII secolo furono scoperti i giacimenti di amianto degli Urali e i giacimenti di crisotilo del Quebec, in Canada.

Proprio a quest’epoca si fa risalire la nascita dell’industria della lavorazione delle fibre di amianto. Il cemento-amianto, definito poi eternit, si iniziò a produrre nel 1893 e da allora la diffusione del prodotto fu inarrestabile.

L’impiego industriale dell’amianto incrementò fino a raggiungere la quota totale di poco meno di 5 milioni di tonnellate estratte nel 1930. Il picco di produzione mondiale è stato raggiunto negli anni ’70 del secolo scorso, con più di 5 milioni di tonnellate estratte nel 1975 in 25 Paesi produttori e lavorate in 85 Paesi.

L’uso dell’amianto durante il ventesimo secolo

Per tutto il ventesimo secolo il maggior produttore di crisotilo è stata l’ex Unione Sovietica con circa il 50% della produzione annua mondiale, seguita dal Canada e dallo Zimbabwe. Per quanto riguarda l’amianto anfibolico (crocidolite e amosite) i maggiori Paesi produttori sono stati il Sudafrica e l’Australia.

I maggiori tassi di consumo di amianto sono stati registrati in Australia (5,1 kg pro capite/anno negli anni 1970), Canada (4,4 kg pro capite/anno negli anni 1970), e in diversi paesi dell’Europa Nord-Occidentale:

  • in Danimarca 4,8 pro capite/anno negli anni 1960;
  • la Germania con 4,4 kg pro capite/anno negli anni 1970;
  • in Lussemburgo 5,5 kg pro capite/anno negli anni 1960.

In Italia, in particolare tra le due guerre, l’amianto fu utilizzato in oltre 3000 tipi di lavorazioni a volte anche per funzioni non legate alle proprietà chimico-fisiche dell’amianto e che potevano essere ugualmente svolte da altre sostanze, come, ad esempio, l’uso nei giocattoli, nei filtri per il vino o attraverso il talco, per sbiancare il riso.

Eternit: che cos’è e cosa significa

Quando si parla di amianto spesso si sente utilizzare la parola Eternit, come un sinonimo di amianto e di asbesto. Eternit è una marca di fibrocemento con una produzione ampia e capillare di questo composto di amianto molto utilizzato in Europa e nel mondo che ebbe un tale successo da diventare nel linguaggio comune utilizzata come sinonimo di amianti cemento. 

Il cemento-amianto, brevettato nel 1901 fu chiamato Eternit per sottolineare la longevità pressoché eterna del materiale. Nel 1928 Eternit inizia la produzione di tubi in fibrocemento, che fino agli anni settanta rappresenteranno lo standard nella costruzione di acquedotti. Mentre nel 1933 fanno la loro comparsa le lastre ondulate, usate spesso per tetti e capannoni.

Successivamente, nel 1935, viene prodotto anche dalla ditta Fibronit a Bari. Nel 1938 viene avviata la produzione di manufatti amianto-cemento nella fabbrica di Napoli, nel quartiere di Bagnoli.

Segue la nascita dello stabilimento di Eternit siciliana e quelli di Casale Monferrato, Rubiera (Reggio Emilia), Cavagnolo (Torino), Broni (Pavia) e Bari.

La commercializzazione di Eternit contenente cemento-amianto è cessata in Italia tra il 1992 e il 1994[4], ma prosegue tuttora, con lo stesso marchio Eternit, in altri Paesi del mondo, tra cui il Brasile.

Minerali di amianto: danni e pericoli per la salute

La pericolosità dei materiali di amianto dipende dalla loro capacità di rilasciare fibre aerodisperse nell’ambiente, che possono essere inalate. Uno dei criteri che permette una valutazione della loro pericolosità è rappresentato dalla friabilità dei materiali.

Infatti, la pericolosità dei minerali asbestiformi è dovuta dall’indice di friabilità. A tal fine, sulla base della Legge 257/92, il Ministero della Salute ha emanato il decreto 06.09.1994, che ha allegato la tabella con la quale sono indicate le linee guida per la valutazione dell’indice di friabilità.

In relazione alla loro friabilità, i materiali contenenti amianto possono essere classificati come:

  • friabili, se facilmente sbriciolabili o ridotti in amianto polvere;
  • compatti, se duri, senza possibilità di essere ridotti in polvere se non con l’impiego di attrezzi meccanici, attraverso occasionali danneggiamenti o a causa dell’erosione del tempo e degli agenti atmosferici. 

Fenomeni infiammatori provocati dalla inalazione delle fibre

Le fibre (o fibrille) dei minerali di amianto rilasciate nell’aria possono essere facilmente inalate. Quindi, una volta inalate queste fibre asbestiformi provocano fenomeni infiammatori (asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici).

Queste patologie sono inserite nella Lista I dell’INAIL e debbono essere sempre riconosciute. Poi ci sono i fenomeni cancerogeni, con diversi tipi di cancri, sia dell’apparato respiratorio che di quello gastrointestinale.

L’amianto provoca ogni anno più di 107.000 morti, di cui più di 6.000 solo in Italia. Lo stesso Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, ha denunciato questa strage in Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed.2022.

Minerali di amianto e le capacità cancerogene delle fibre

L’inalazione di fibre e polveri di asbesto dà vita a un meccanismo di cancerogenesi. Infatti, l’ultima monografia IARC, conferma la capacità cancerogena di tutte le fibre, comprese quelle del crisotilo:

Asbestos is the generic commercial designation for a group of naturally occurring mineral silicate fibres of the serpentine and amphibole series. These include the serpentine mineral chrysotile (also known as ‘withe asbestos’), and the five amphibole minerals – actinolite, amosite (also known ad ‘brown asbestso’), anthophyllite, crocidolite (also known as ‘blue asbestos’), and tremolite (IARC, 1973; USGS, 2001). The conclusions reached in thism Monograph about asbestos and its carcinoegenic risks apply to these six types of fibres wherever they are found, and that includes talc containing asbestiform fibres. Erionite (fibrous aluminosilicate) is evaluated in a separate Monograph in this volume”.

There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum. For cancer of the colorectum, the Working Group was evenly divided as to whether the evidence was strong enough to warrant classification as sufficient. There is sufficient evidence in experimental animals for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite and anthophyllite). All forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite and anthophyllite) are carcinogenic to humans (Group 1). Talc containing asbestiform fibres is carcino- genic to humans (Group 1)

I tumori asbesto correlati inseriti nella LISTA I dell’INAIL

Anche poche fibre asbestiformi possono provocare grossi danni alla salute (danno biologico), cui fa seguito anche il danno morale ed esistenziale, ovvero quei pregiudizi non patrimoniali che devono essere sempre risarciti.

Tuttavia, aldilà del risarcimento, la vittima ha comunque diritto alle prestazioni INAIL, che costituiscono degli indennizzi.

Per alcune di queste patologie, quelle inserite nella Lista I dell’INAIL, vi è la presunzione legale di origine. Per queste malattie è sufficiente dimostrare la lesione e il rischio e si ha diritto alla liquidazione dell’indennizzo INAIL. Questo gruppo comprende, oltre asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici:

Invece sono inseriti nella Lista II:

Infine la Lista III comprende solamente il tumore dell’esofago

In questi ultimi casi non c’è la presunzione legale di origine. Quindi coloro che sono vittime di queste patologie asbesto correlate hanno l’onere della prova del nesso causale.

Tutela legale dei diritti delle vittime di amianto

In caso di infermità riconducibili a esposizione professionale ad amianto, sussiste il diritto all’indennizzo INAIL o all’erogazione della rendita, con grado di invalidità pari ad almeno il 16%. Alla rendita va poi aggiunta la prestazione del Fondo Vittime Amianto nella misura del 15%.

Inoltre le vittime di malattie asbesto correlate, che hanno ottenuto dall’INAIL il riconoscimento della riconducibilità delle loro infermità, hanno diritto ai benefici contributivi (art. 13, comma 7, L. 257/92).

Grazie a queste maggiorazioni con il coefficiente di 1,5, si ha accesso al prepensionamento e alla rivalutazione della propria pensione. Se, nonostante l’accredito di questi contributi, non si accede al diritto alla quiescenza, si può richiedere la pensione d’invalidità amianto.

Qualora la vittima faccia parte delle Forze Armate o del Comparto Sicurezza, può richiedere il riconoscimento della causa di servizio e dello status di vittima del dovere. In questo caso ha quindi diritto a prestazioni aggiuntive.

Infine, oltre ai danni indennizzati dall’INAIL, coloro che sono esposti hanno diritto all’integrale risarcimento dei danni. In caso di decesso, i congiunti hanno diritto anche al risarcimento del danno iure proprio.

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