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venerdì, Giugno 25, 2021

Mesotelioma Pleurico: aspettative di vita e sopravvivenza

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Il Mesotelioma pleurico è un tumore raro che colpisce il mesotelio pleurico e che è causato esclusivamente dall’esposizione all’amianto. Sono rari infatti i casi in cui la sua origine è legata all’esposizione a radiazioni ionizzanti. L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto nel 2020 ha ricevuto segnalazione di circa 2000 casi di mesotelioma, mentre il picco di insorgenza della malattia è previsto per il decennio 2020-2030 (maggiori info sul VI Rapporto Renam). Si tratta inoltre di solo la punta dell’iceberg per quanto riguarda le patologie asbesto correlate, che solo nel 2020 hanno causato 7000 decessi nel nostro paese.

In questa guida scopriamo tutto quello che c’è da sapere sulle aspettative di vita in caso di Mesotelioma pleurico in base ai trattamenti e alle cure a disposizione, le pubblicazioni internazionali più recenti sui tassi di sopravvivenza e le cure più efficaci.

Mesotelioma pleurico: aspettative di vita
Mesotelioma pleurico: aspettative di vita

Mesotelioma pleurico: si può sopravvivere?

Il Mesotelioma pleurico è il più diffuso tra i mesoteliomi. Il 93% dei mesoteliomi coinvolge la pleura, il 5% coinvolge il peritoneo (mesotelioma peritoneale) e in misura ancora minore la tunica vaginale del testicolo (mesotelioma testicolare) e il pericardio (mesotelioma pericardico). Tra le patologie asbesto-correlate ha la funzione di marcatore sociale, perché, come dicevamo più su, la sua insorgenza è strettamente legata all’esposizione alle fibre di amianto. In lo “Stato dell’arte e prospettive in materiali di contrasto alle patologie asbesto-correlate”, n. 15, maggio-giugno 2012 – Quaderni del Ministero della Salute, il Ministero della Salute ha confermato che il mesotelioma è dose dipendente e legato all’esposizione a dosi massicce di asbesto (ulteriori approfondimenti su mesotelioma e asbesto sulle monografie dello IARC).

Tra tutte le malattie causate dalle fibre d’amianto, il mesotelioma è quella più aggressiva e ad esito il più delle volte infausto. L’approccio a questa patologia è infatti difficoltoso e complesso, in ogni fase del suo percorso, diagnostico e terapeutico. Le possibilità di sopravvivenza variano in base alla precocità della diagnosi e in base all’età e allo stato di salute del paziente. Data la lunga latenza in seguito all’esposizione all’amianto, la diagnosi di Mesotelioma pleurico viene spesso fatta in età anziana. L’età influisce sugli esiti della terapia e in molti casi preclude la partecipazione a trattamenti di cura sperimentali.

La buona notizia è che è possibile sopravvivere al mesotelioma pleurico, anche se i tassi di sopravvivenza per questa malattia sono ancora bassi e inferiori a quelli di altre neoplasie toraciche.

Approfondimenti >> Il libro bianco delle morti di amianto in Italia

Tasso di sopravvivenza nel Mesotelioma pleurico

Il tasso di sopravvivenza è una stima che si basa su statistiche generali. In quanto tale nè in grado di predirre cosa avverrà in un caso specifico. Come si calcola un tasso di sopravvivenza? Si calcola confrontando la sopravvivenza, di solito a 5 anni, in un gruppo sano di controllo e in un gruppo di pazienti con la stessa patologia e allo stesso stadio.

Se il tasso di sopravvivenza relativa a 5 anni è del 10%, significa che le persone con quel cancro ad un certo stadio, hanno in media circa il 10% di probabilità delle persone sane di vivere per almeno 5 anni dopo la diagnosi.

Come già detto, nel caso di mesotelioma pleurico, e di mesotelioma in generale, il tasso di sopravvivenza è inferiore al 10%. Significa che solo il 10% dei malati di mesotelioma ha una possibilità di sopravvivenza a 5 anni dopo la diagnosi della malattia.

Tassi di sopravvivenza: pubblicazioni internazionali

Secondo l’Office for National Statistic britannico (Cancer Survival in England: patients diagnosed between 2010 and 2014 and follone up to 2015), per la malattia localizzata il 35% dei pazienti sopravvivono oltre un anno dalla diagnosi e il 5% oltre cinque anni. In caso di mesotelioma pleurico non localizzato il 15% dei pazienti sopravvive almeno un anno e solo nell’1% dei pazienti la sopravvivenza raggiunge cinque anni.

L’American Cancer Society riporta i seguenti valori medi di sopravvivenza (calcolati sulla base di casistiche internazionali comprendenti pazienti affetti da mesotelioma trattati chirurgicamente nel periodo 1995-2009), distinti in base allo stadio, con una sopravvivenza media di 21 mesi se il mesotelioma è al primo stadio ed una sopravvivenza media pari a 12 mesi se il tumore è al IV stadio.

I dati statunitensi sono stati superati dai più recenti pattern riportati in Letteratura. Nelle diverse pubblicazioni (Weiquan Zhang, Xinshu Wu et al. Advances in the diagnosis, treatment and prognosis of malignant pleural mesothelioma. Ann Transl Med. 2015 Aug; 3(13): 182), si registra un aumento di sopravvivenza in proporzione alla precocità della diagnosi.

Nello studio di J. Faig (J. Faig, S. Howard, et al. Changing Pattern in Malignant Mesothelioma Survival, Transl Oncol 2015), sono analizzati 380 casi di mesotelioma, diagnosticati dal 1992 al 2012, la percentuale di sopravvivenza a 1, 3, 5 e 10 anni era pari rispettivamente al 73,1%, 22,9%, 12% e 4,7%.

Pubblicazioni ancora più recenti indicano percentuali del 15% per una sopravvivenza a 5 anni (Brit J Ind Med 1960; 17: 260-271. WAGNER J.C., Epidemiology of diffuse mesothelial tumors: Evidence of an association from studies in South Africa and the United Kingdom, Ann NY Acad Sci 1965; 132: 575-578).

Aspettative di vita e trattamento e cura

Le aspettative di vita variano a seconda del tipo di trattamento e cura a disposizione. Il trattamento multimodale è il trattamento più efficace, a cui è collegata un’aumentata aspettativa di vita.

Il trattamento sperimentale combinato di chirurgia e chemioterapia ipertermica intratoracica (HITHOC, Hyperthermic intrathoracic chemotherapy), è stato eseguito in Sicilia nel 2012 dal Prof. Marcello Migliore, che al momento opera presso lo University Hospital di Cardiff, avendo l’Azienda Ospedaliera bloccato questo tipo di trattamento. Con 10 anni di ritardo, questa procedura è stata adottata nel 2021 dal Policlinico Gemelli.

Combinazione di chirurgia e chemioterapia intra-operatoria (HITHOC)

La chemioterapia ad alte temperature è efficace e penetra le strutture, mentre i farmaci entrano in circolo solo in minima parte. In questo modo si ottiene l’efficacia dell’alta temperatura e della localizzazione, evitando rovinosi effetti collaterali.

Come funziona la combinazione di chirurgia e chemioterapia intra-operatoria? In seguito alla resezione chirurgica della pleura (pleurectomia e decorticazione, per la rimozione della massa tumorale visibile), si riempie il torace del paziente con la soluzione fisiologica (salina), riscaldandola lentamente, fino a raggiungere i 41°. In questo modo, spiega il Prof. Marcello Migliore, le cellule del tumore si indeboliscono e si evita di danneggiare quelle sane. Ed è a quel punto che si somministra il farmaco chemioterapico nella cavità toracica del paziente (41°C). Solitamente si utilizza il cisplatino eventualmente con aggiunta di doxorubicina, con dose elevata, proprio perché non incide oltre che pochi millimetri nella cavità toracica, per 45-90 minuti. Poi si drena e i liquidi vengono rimossi.

Nella puntata di ONA TV Amianto e malattie del lavoro interviene il prof. Migliore spiegando nel dettaglio questa tecnica e i risultati che permette di ottenere in termini di efficacia e di sicurezza. Qui trovate invece l’intervento del Prof. Migliore sulla chirurgia del Mesotelioma del 2018.

ONA e l’impegno a favore dei malati di Mesotelioma

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto è in prima linea in Italia nella lotta al rischio amianto. Oltre alle attività di prevenzione si occupa della tutela legale delle vittime delle patologie asbesto-correlate, attraverso l’operato del suo presidente, l’Avv. Ezio Bonanni e il suo pool di avvocati. L’ONA ha istituito il dipartimento di terapia e cura del Mesotelioma, che ha creato un vero e proprio protocollo per il trattamento e cura del mesotelioma, non solo pleurico. Il ruolo chiave nel dipartimento è stato assunto dal Prof. Marcello Migliore, ordinario di chirurgia toracica presso l’Università di Catania.

L’ONA si batte perché il sud non sia discriminato essendo Roma l’ultima sede geografica in cui è possibile accedere alle migliori cure per il Mesotelioma. Ha rivolto inoltre un appello al Ministro della Salute Speranza, perché siano potenziate anche le strutture del nord, che sono comunque insufficienti per far fronte a questa emergenza.

Tutela legale delle vittime di Mesotelioma

L’ONA si batte per la prevenzione primaria, che consiste nell’evitare l’esposizione all’amianto tout court. A questo proposito il Consensus Report di Helsinki, nella sua revisione del 2014, ha stabilito che il mesotelioma e le altre patologie asbesto correlate possono essere debellate solo evitando l’esposizione ad amianto: è necessario bloccare la produzione e bonificare i siti contaminati, rimuovendo l’amianto. Negli esposti è fondamentale la prevenzione secondaria, ossia la diagnosi precoce che gioca un ruolo fondamentale nelle possibilità di sopravvivenza ed efficacia dei trattamenti. I trattamenti più efficaci devono essere a disposizione di tutti i cittadini in tutta Italia, compreso il Sud, dove il centro di eccellenza di Catania dovrebbe essere ripristinato.

L’ONA si occupa di tutelare gratuitamente i diritti degli esposti che si sono ammalati di Mesotelioma pleurico e di altre patologie correlate all’esposizione all’amianto, per l’ottenimento di tutti i risarcimenti e i benefici previsti dalla legge. Ai fini della prevenzione è molto importante l’app amianto creata dall’ONA per permettere ai cittadini di segnalare la presenza di amianto e utile, inoltre, per ottenere la prova di esposizione per la tutela legale.

    I diritti delle vittime di mesotelioma

    In caso di insorgenza di mesotelioma, sia esso di origine ambientale che di origine lavorativa, le vittime hanno diritto ad una serie di prestazioni sanitarie ed economiche. Coloro che contraggono il mesotelioma per esposizione ambientale, hanno diritto ad accedere alla prestazione una tantum dall’INAIL. In caso di malattia di origine professionale si ha diritto invece alla rendita INAIL. I malati di mesotelioma hanno il diritto ad accedere al Fondo Vittime Amianto.

    In caso di decesso, gli eredi legittimi del lavoratore deceduto per mesotelioma, hanno diritto a tutta una serie di prestazioni (rendita di reversibilità e prestazione aggiuntiva dal fondo vittime amianto). La vittima di mesotelioma ha diritto ai benefici contributivi e se necessario al prepensionamento amianto.

    Per i dipendenti pubblici non assicurati INAIL, non compresi nelle disposizioni di cui all’art. 6, L. 201/2011 (Forze Armate, Forze di Polizia ad ordinamento civile e militare e del Comparto Vigili del Fuoco e soccorso pubblico), trova applicazione il meccanismo di riconoscimento della causa di servizio e dell’equo indennizzo.

    Queste prestazioni costituiscono solo degli indennizzi: le vittime di mesotelioma hanno diritto anche all’integrale risarcimento di tutti i danni, compresi quelli esistenziali, morali e iure proprio per i familiari.

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