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giovedì, Giugno 20, 2024

L’industria dell’Amianto nella rivoluzione industriale

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L’amianto, o asbesto, è un minerale utilizzato sin all’antichità. Ma, se nel passato le sue origini si ricollegano a riti religiosi e credenze popolari, con il passare degli anni, l’industria dell’amianto ha messo in luce un importante cambiamento, alla luce del collegamento tra amianto e rivoluzione industriale.


L’Amianto e la rivoluzione industriale

L’amianto, caratterizzato da fibre resistenti al calore, è stato utilizzato, in grandi quantità, soprattutto durante il periodo della rivoluzione industriale, nella costruzione di muri, tetti, tegole, pavimenti e rivestimenti. L’uso dell’amianto nell’industria risale alla fine del 1800, periodo conosciuto come epoca del vapore, quando le proprietà ignifughe dell’amianto vengono utilizzate per realizzare guarnizioni e materiali di coibentazione, al posto di lana, cotone e gomma. Così come all’inizio del ‘900, nelle città di Londra e Parigi, questo materiale viene impiegato nella costruzione delle metropolitane. La decisione, soprattutto in Francia, venne presa in seguito a un incidente ferroviario, che causò oltre 80 vittime, a causa dell’incendio divampato dopo l’impatto.

L’industria dell’amianto negli ultimi 20 anni

E’ nell’ultimo decennio del ventesimo secolo che l’utilizzo dell’amianto inizia ad aumentare, tanto che nel 1912, viene costruita la prima macchina per la produzione di tubi in cemento-amianto per l’edilizia, ad opera di un ingegnere italiano. Sicuramente l’amianto è stato maggiormente utilizzato nel settore industriale dell’edilizia, dove le costruzioni prevedevano la realizzazione di materiali prodotti sotto forma di cemento-amianto. Anche il nostro paese è stato tra i maggiori produttori di amianto, con uso ubiquitario e, a oggi, si contano ancora circa 40 milioni di tonnellate, come evidenziato dall’avv. Ezio Bonanni. Un aumento che ha conosciuto picchi incredibili, almeno fino al 1994. Per subire una battuta di arresto con l’entrata in vigore della Legge 257/92. Ma, nonostante la legge e l’effettiva conferma della nocività di questo materiale, l’amianto nel XXI secolo è ancora presente in molti edifici, come scuole, palestre e strutture pubbliche, oltre a private abitazioni.

Amianto e inquinamente ambientale

L’impatto dell’amianto sulla salute è ben dimostrabile, così come riportato nella presentazione del II Rapporto Mesoteliomi (3 luglio 2017). Ormai, infatti, è risaputo che si tratta di un materiale cancerogeno e che l’amianto provoca tutta una serie di patologie asbesto correlate. Nonostante la legge sia entrata in vigore da più di trent’anni, sono ancora molti i siti da bonificare.

L’Osservatorio Nazionale Amianto a tutela dell’ambiente

Le parole amianto e ambiente fanno difficoltà a stare vicino. Questo perchè, anche l’asbesto ha contribuito a far aumentare le sostanze inquinanti nell’aria, dunque, è anch’esso una causa dell’inquinamento ambientale. Le fibre di amianto sono indistruttibili, oltre che cancerogene, pertanto una volta disperse nell’aria costituiscono un vero e proprio killer invisibile. L’ONA è fortemente impegnata nella necessità di tutelare l’ambiente, e si schiera al fianco delle vittime dell’inquinamento ambientale. Gli effetti dei fattori inquinanti sulla salute dell’uomo, stanno provocando anche conseguenze gravi per il pianeta: disastri ambientali, diminuzione di biodiversità, cambiamenti climatici estremi.

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