Mesotelioma testicolare

Il mesotelioma testicolare o mesotelioma della tunica vaginale del testicolo è una neoplasia rara che colpisce il mesotelio che ricopre i testicoli causata dalla esposizione a fibre di amianto (asbesto). Il tumore della tunica vaginale del testicolo ha una latenza temporale che può arrivare fino a 50 anni ed è quasi sempre mortale. L’unica forma di prevenzione è evitare le esposizioni ad amianto. In alcuni casi il mesotelioma testicolare si diffonde nei tessuti limitrofi (come il peritoneo) e può contaminare organi sia vicini che distanti, formando metastasi.
Numero Verde ONA mesotelioma peritoneale

L’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) assiste le vittime di mesotelioma testicolare con assistenza medica gratuita e consulenza legale gratuita.

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Diagnosi del mesotelioma testicolare

Il mesotelioma della tunica vaginale del testicolo o mesotelioma testicolare è molto aggressivo e difficilmente diagnosticabile in quanto non ci sono classica serie di sintomi specifici per questo mesotelioma. Nella maggior parte dei casi, è riscontrabile l’aspetto di grumi testicolari e gonfiore dello scroto. A volte il mesotelioma della tunica vaginale del testicolo o mesotelioma testicolare viene scoperto casualmente quando un paziente viene sottoposto a intervento chirurgico per un altro motivo, come può essere la riparazione di un’ernia, o a seguito di reperto palpatorio sospetto.

Strumenti di diagnosi del mesotelioma testicolare

L’ultrasuono è un tipo di scansione per immagini preciso al 90% per rilevare i tumori testicolari e la loro diffusione del tumore. Per confermare la diagnosi di mesotelioma testicolare o della tunica vaginale del testicolo, è possibile raccogliere un campione di sangue al fine di individuare i marcatori, sostanze rilasciate dal mesotelioma che aiutano a confermare la diagnosi.

Il metodo definitivo per confermare la diagnosi di mesotelioma testicolare o della tunica vaginale del testicolo è la biopsia, cioè la rimozione di un campione di tessuto dal mesotelioma e l’invio al laboratorio per il test. La valutazione del campione avviene con una tecnica chiamata colorazione immunoistochimica. I marcatori immunochimici per il mesotelioma testicolare comprendono la calretinina, la citocheratina 5/6 e il gene del tumore di Wilms 1, noto anche come WT1.

Un altro strumento per la diagnosi è l’ecografia transrettale. In questo caso la diagnosi si basa sulle tecniche di imaging (ecografia e tomografia computerizzata toraco-addomino-pelvica – CAP-CT).

Un ritardo diagnostico favorisce l’evoluzione della malattia e ne compromette la prognosi. Le ricerche diagnostiche (ecografia, markers, etc.) causano ritardo nella diagnosi e quindi potenzialmente un danno al paziente. Inoltre,  ogni volta che una tumefazione intrascrotale è di incerta natura, bisogna ricorrere alla inguinotomia esplorativa al fine di ottenere una diagnosi certa il prima possibile.

Mesotelioma testicolare: fattori di rischio

Il fattore di rischio principale per il mesotelioma testicolare è la esposizione ad amianto, ambientale, lavorativa o domestica (vivere con persone che lavorano Eternit). L’amianto, infatti,  grazie alle sue caratteristiche tecniche, è stato ampiamente utilizzato per le coperture e l’isolamento di tetti (Eternit), nella costruzione e manutenzione di navi e treni; nell’edilizia (tegole, pavimenti, vernici, etc.); nelle tute dei Vigili del Fuoco; nelle automobili (componenti meccaniche e vernici). In ogni caso, l’amianto / asbesto sotto forma di Eternit è stato utilizzato in più di 3.000 applicazioni. L’utilizzo e la manipolazione di amianto ne determinano la riduzione allo stato pulverulento e le fibre, di dimensioni così piccole da essere impossibili da vedere a occhio nudo, possono essere inalate o ingerite, depositandosi così all’interno dell’organismo umano.

Terapie e trattamenti del mesotelioma della tunica vaginale del testicolo

Il tumore della tunica vaginale del testicolo o mesotelioma testicolare è estremamente raro, quindi il personale medico dovrà valutare per ogni singolo caso l’approccio più efficace e, come per tutti i tumori da amianto, molto dipende dalla stadiazione, dall’età e dallo stato di salute del paziente. La terapia del mesotelioma della tunica vaginale del testicolo o mesotelioma testicolare prevede diversi approcci o una combinazione di diversi approcci. Il trattamento del mesotelioma testicolare prevede l’uso della chirurgia, della chemioterapia e/o della radioterapia.

Approcci terapeutici

Come per tutti i tipi di tumore da amianto, il trattamento del mesotelioma testicolare o della tunica vaginale del testicolo si basa sulle tre metodologie tradizionali:

  • chirurgia
    • Orchiectomia inguinale radicale: questo intervento chirurgico rimuove il testicolo, è il trattamento più efficace e più comune per i tumori testicolari;
    • Interventi chirurgici aggiuntivi: poiché le diagnosi di mesotelioma testicolare sono rarissime, il personale medico può prendere in considerazione altri interventi specifici per ciascun caso. Una procedura comune è la linfoadenectomia per rimuovere i linfonodi intorno al sito e verificare la diffusione del mesotelioma.
  • radioterapia
  • chemioterapia: trattamento comune per molti tumori che non elimina il mesotelioma testicolare, ma potrebbe rallentarne la diffusione e alleviare il dolore;
  • immunoterapia: trattamento emergente che si è rivelato efficace per altre forme di mesotelioma; sono in corso studi e ulteriori ricerche.

Questi approcci possono essere applicati da soli o in combinazione.

Dal momento che negli ultimi 30 anni sono stati rilevati solo 73 casi di questa neoplasia, è ancora in corso la discussione scientifica e medica sulle diverse opzioni terapeutiche da adottare. Per questo motivo, l’approccio chirurgico rapido al momento è considerato il più efficace.  È importante considerare che ogni paziente è un caso a sé, quindi il consulto con uno specialista resta il primo step fondamentale.

Leggi di più alla voce Trattamento multimodale del mesotelioma.

Per approfondimenti può essere consultata la voce Mesotelioma testicolare


Assistenza legale per le vittime del mesotelioma testicolare

L’ONA assiste le vittime di mesotelioma della tunica vaginale del testicolo per la tutela dei diritti e per ottenere:

L’Osservatorio Nazionale Amianto, grazie al suo presidente Avv. Ezio Bonanni, offre il servizio di Assistenza legale gratuita per le vittime di mesotelioma della tunica vaginale del testicolo.

Tumore alla tunica vaginale del testicolo: vittime del dovere

Il tumore tunica vaginale del testicolo può colpire il personale civile e militare delle Forze Armate, in particolare coloro che hanno prestato servizio nella Marina Militare, nell’Aviazione e nell’Aeronautica Militare. Infatti, questa neoplasia è causata esclusivamente dall’esposizione a fibre di amianto, minerali che hanno avuto largo utilizzo nel settore militare, in particolare nella cantieristica navale, nella costruzione di aeromobili, civili e militari e nelle installazioni a terra e nelle basi militari.

Approfondimenti sul mesotelioma testicolare

L’Avv. Ezio Bonanni è il presidente dell’ONA. pioniere nella difesa dei lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto che si sono ammalati di mesotelioma testicolare e di altre patologie asbesto correlate, e coordina la difesa delle vittime della fibra killer che si rivolgono all’associazione.

Per approfondire vai su Mesotelioma e scarica gratuitamente la monografia “Come curare e sconfiggere il mesotelioma ed ottenere le tutele previdenziali ed il risarcimento danni”, di cui è autore. Le vittime di tumore alla tunica vaginale del testicolo hanno diritto al risarcimento dei danni. Infatti, la rendita INAIL e/o le prestazioni di vittima del dovere costituiscono un indennizzo, cui segue il diritto al risarcimento di tutti i danni che il tumore al pericardio provoca, sia al lavoratore vittima amianto, che ai suoi famigliari.

Per approfondimenti: Danni amianto: risarcimenti, rendite e benefici contributivi.

Il Prof. Luciano Mutti sul mesotelioma

Il Prof. Luciano Mutti, oncologo, ha redatto la relazione: “Amianto una tragica storia esemplare ed una sfida per la ricerca”, sintesi sul dramma amianto in Italia. Le proprietà dell’amianto sono note fin dai tempi delle più antiche civiltà: Plinio il Vecchio riportò che gli schiavi assegnati al lavoro nelle miniere di amianto avevano problemi di salute assai più frequentemente degli altri. La prima evidenza di due stati patologici assai probabilmente riconducibili al mesotelioma avvenne nel 1769,  attribuita al medico francese Joseph Lieutad che praticò 3000 autopsie (fig 1) mentre a E. Wagner nel 1870 viene attribuita la prima definizione di mesotelioma maligno, come entità patologica distinta.

Scarica la perizia del Prof. Luciano Mutti:
Perizia Luciano Mutti
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