Atezolizumab come cura del tumore al polmone

Atezolizumab, come cura del tumore al polmone, è un farmaco somministrato ai pazienti sottoposti alla chemioterapia. La chemioterapia antineoplastica è uno degli approcci terapeutici scelti per trattare sia l’adenocarcinoma (carcinoma polmonare non a piccole cellule o NSCLC) che il microcitoma (carcinoma polmonare a piccole cellule o SCLC).

In entrambe le sue forme, il tumore del polmone è una delle prime cause di morte nei Paesi industrializzati, compresa l’Italia. Inoltre, ogni anno, circa 70.000 decessi sono causati dal tumore polmonare, dovuto esclusivamente alle esposizioni a polveri e fibre di amianto. I suoi effetti cancerogeni sono confermati dallo IARC:

“All forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite and anthophyllite) are carcinogenic to humans”.

(Volume 100C – IARC Monographs)

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, assistono le vittime di tumore al polmone e di tutte le patologie asbesto correlate

L’unica soluzione per non contrarre danni alla salute è evitare ogni esposizione, come sostiene anche la revisione del Consensus di Helsinki (Commento del Prof. Philip J Landrigan).

Inoltre l’ONA fornisce servizi di assistenza medica gratuita e assistenza legale gratuita.

INDICE
Approccio terapeutico del tumore polmonare con Atezolizumab
Studi scientifici sull’efficacia del farmaco
Quali sono gli effetti indesiderati provocati da Atezolizumab?
Assistenza media e legale per le vittime di tumore al polmone

Tempo di lettura: 5 minuti

Atezolizumab Tecentriq: chemioterapia tumore al polmone

Atezolizumab Tecentriq è un farmaco immunoterapico. Esso agisce inibendo PD-L1, il ligando del recettore PD-1. Riesce così a stimolare le cellule del sistema immunitario a sviluppare una risposta immunitaria contro le cellule del tumore.

Atezolizumab è indicato in monoterapia per il trattamento di pazienti adulti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule, localmente avanzato o metastatico. Questi soggetti sono anche stati precedentemente sottoposti a chemioterapia (trattamento di seconda linea).

Invece il farmaco, in combinazione con Carboplatino ed Etoposide, è indicato anche per il trattamento di prima linea, in pazienti adulti con carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso (ES-SCLC).

La dose consigliata è di 1200 mg. La somministrazione è endovenosa e si ripete ogni 21 giorni.

Cura tumore al polmone con Atezolizumab: studi scientifici

Come riporta l’Agenzia italiana del Farmaco, è stato condotto uno studio di fase III, in aperto, multicentrico, internazionale e randomizzato, denominato OAK, volto a valutare l’efficacia e la sicurezza di Atezolizumab rispetto a Docetaxel/Taxotere.

Sono stati sottoposti allo studio 1.225 pazienti, affetti da NSCLC localmente avanzato o metastatico. Questi erano andati incontro ad una progressione della malattia durante o dopo un regime a base di platino.

L’età media dei soggetti era di 64 anni, con un range compreso tra i 33 e gli 85 anni. Il 61% era di sesso maschile e il 70% era di razza caucasica. Il 74% dei pazienti presentava un’istologia non squamosa, mentre il 10% aveva una mutazione del recettore del fattore di crescita dell’epidermide (EGFR).

Infine solo lo 0,2% mostrava riarrangiamenti del gene ALK (chinasi del linfoma anaplastico) e il 10% manifestava metastasi del sistema nervoso centrale al basale. Inoltre l’82% dei pazienti erano fumatori o ex fumatori.

Le valutazioni tumorali sono state condotte ogni 6 settimane per le prime 36 settimane. Successivamente i controlli sono stati fatti ogni 9 settimane.

Risultati dello studio riguardo l’efficacia di Atezolizumab

Con la somministrazione di Atezolizumab è stato osservato un miglioramento rispetto a Docetaxel sia nei pazienti affetti da NSCLC non squamoso sia in quelli affetti da NSCLC squamoso.

Il miglioramento è stato dimostrato costantemente nei vari sottogruppi di pazienti, compresi quelli con metastasi cerebrali al basale e senza nessuna storia di tabagismo.

Tuttavia, i pazienti con mutazioni di EGFR non hanno evidenziato alcun miglioramento con Atezolizumab rispetto a Docetaxel.

Atezolizumab - Numero Verde Assistenza Tumore Polmonare

Atezolizumab: effetti collaterali cura del tumore al polmone

La chemioterapia prevede l’utilizzo di farmaci antitumorali, che agiscono sulla riproduzione delle cellule tumorali.

Oltre a Atezolizumab, ci sono, per esempio, Alectinib, Brigatinib, Ceritinib, Cisplatino, Crizotinib, Dabrafenib, Durvalumab, Gemcitabina, Gefitinib, Erlotinib, Afatinib, Osimertinib, Nintedanib, Nivolumab, Pembrolizumab, Pemetrexed, Taxolo, Trametinib, Vinorelbina.

Tuttavia Atezolizumab Tecentriq, come anche gli altri farmaci, possono presentare degli effetti indesiderati. Infatti, dal momento che agisce sul sistema immunitario, può causare l’infiammazione in alcune parti dell’organismo. Ciò può comportare l’interruzione della terapia.

Atezolizumab comporta degli effetti collaterali molto comuni, che possono quindi interessare 1 persona su 10. Sono senso di stanchezza e debolezza, respirazione difficoltosa, calo dell’appetito, nausea, vomito, diarrea, eritema cutaneo, prurito.

Inoltre possono verificarsi febbre, dolore alle articolazioni e ai muscoli, ipersensibilità del sistema immunitario e dolori addominali, colite e disfagia. A questi si aggiungono polmonite, caratterizzata da attacchi di tosse e difficoltà a respirare, congestione nasale e reazioni correlate all’infusione del medicinale, come brividi.

Infine Atezolizumab può provocare nel paziente ipotiroidismo, cioè l’ipofunzionalità della tiroide, che può causare stanchezza o aumento di peso, o ipertiroidismo, ovvero l’iperfunzionalità della tiroide, che può causare accelerazione della frequenza cardiaca, sudorazione e perdita di peso.

Effetti indesiderati meno frequenti del farmaco

Tra gli effetti collaterali non comuni del farmaco, che possono interessare più di 1 persona su 1.000, ci sono:

  • diabete mellito, una malattia cronica caratterizzata dall’aumento della concentrazione di glucosio nel sangue;
  • insufficienza surrenalica, ovvero l’incapacità delle ghiandole situate sopra i reni di produrre una quantità sufficiente di cortisolo, un ormone essenziale per l’organismo;
  • sindrome di Guillain-Barré, l’infiammazione temporanea dei nervi che causa dolore, debolezza e paralisi delle estremità;
  • meningite non infettiva, che comporta l’infezione delle meningi, le membrane che rivestono il sistema nervoso centrale;
  • pancreatite, ovvero l’infiammazione del pancreas;
  • epatite, cioè l’infiammazione del fegato.

Esistono infine gli effetti collaterali rari, constatati in più di 1 persona su 10.000. Sono ipofisite, cioè l’infiammazione dell’ipofisi, ghiandola situata alla base del cervello, encefalite non infettiva e sindrome miastenica, in cui i muscoli si indeboliscono.

Atezolizumab può causare alterazioni dei risultati degli esami eseguiti dal medico. Può comportare, per esempio, la trombocitopenia, cioè la riduzione del numero delle piastrine, le cellule che facilitano la coagulazione del sangue.

In più si possono ridurre i valori di potassio e di sodio e anche la pressione del sangue. Invece possono aumentare i livelli degli enzimi epatici aspartato aminotransferasi (AST) e alanina aminotransferasi (ALT), dell’enzima che decompone i grassi (lipasi) e dell’enzima che decompone l’amido (amilasi).

ONA: tutela medica e legale vittime tumore al polmone

L’ONA è un’associazione ONLUS di utilità sociale che si occupa di assistere tutte le vittime di tumore al polmone, mesotelioma o altre malattie asbesto correlate.

Offre servizi di tutela medica e legale gratuita a cui si possono rivolgere anche le vittime del dovere o della malasanità.

Per accedere ai nostri servizi, occorre semplicemente inviare una richiesta specifica attraverso il formulario nella pagina oppure chiamare il numero verde gratuito.