Ceritinib come cura del tumore al polmone

Ceritinib, come cura del tumore al polmone, è un farmaco utilizzato nei pazienti che si sottopongono alla chemioterapia.

La chemioterapia antineoplastica è uno degli approcci terapeutici che trova impiego nel trattamento del carcinoma polmonare sia non a piccole cellule (adenocarcinoma o NSCLC) sia a piccole cellule (microcitoma o SCLC). Sottoporsi a questo tipo di terapia può prolungare la sopravvivenza anche nei soggetti che presentano malattia in stadio avanzato.

La principale causa del tumore al polmone è il fumo di sigaretta. Tuttavia questo agisce spesso in sinergia con altri fattori, che ne amplificano l’effetto. Per esempio ci sono altri agenti cancerogeni come l’amianto o asbesto, il radon e i metalli pesanti.

Inoltre aumentano il rischio di contrarre questa neoplasia anche fattori ereditari, precedenti malattie polmonari, trattamenti di radioterapia ai polmoni. Inoltre agisce negativamente soprattutto, l’inquinamento atmosferico. Infatti il tumore del polmone è una delle prime cause di morte nei Paesi industrializzati, come conferma IARC in “Asbestos – chrysotile, amosite, crocidolite, tremolite, actinolite and anthophyllite“.

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, assistono le vittime di tumore al polmone e di tutte le altre patologie asbesto correlate. Essi mettono a disposizione a chiunque ne faccia richiesta un servizio di tutela medica e legale gratuita.

INDICE

Approccio terapeutico con Ceritinib: obiettivi e dosaggio
Gli studi sull’efficacia della terapia con Ceritinib Zykadia
Effetti indesiderati dell’assunzione del farmaco
Quali farmaci non assumere insieme a Ceritinib?
Tutela medica e legale per le vittime di cancro polmonare

Tempo stimato di lettura: 7 minuti

Ceritinib Zykadia: chemioterapia come cura tumore al polmone

Ceritinib è un farmaco inibitore di ALK. L’ALK (Anaplastic lymphoma kinase) appartiene a una famiglia di proteine denominate recettori tirosin chinasici (RTK). Queste sono implicate nella crescita cellulare e nella formazione di nuovi vasi sanguigni e ne garantiscono l’irrorazione.

Essere “positivi per ALK” significa che le cellule tumorali mostrano dei difetti che interessano il gene che codifica una proteina denominata ALK (chinasi del linfoma anaplastico).

Nei pazienti con NSCLC positivo all’ALK si produce una forma anomala di ALK che stimola le cellule tumorali a dividersi e a crescere in maniera incontrollata. Ceritinib ha quindi lo scopo di agire, bloccando l’attività dell’ALK. Si riduce quindi la crescita e la diffusione del tumore. Altri farmaci chemioterapici inibitori di ALK sono Alectinib e Brigatinib.

Il farmaco Ceritinib si somministra soprattutto ai pazienti sottoposti al trattamento di seconda linea, con carcinoma polmonare non a piccole cellule con traslocazione del gene ALK. Inoltre si utilizza quando il tumore è in stadio avanzato e non è più sensibile a Crizotinib.

Ceritinib Zykadia è indicato anche in monoterapia per il trattamento in prima linea di pazienti adulti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) positivo per la chinasi del linfoma anaplastico (ALK).

Altri farmaci utilizzati in chemioterapia sono Atezolizumab, Carboplatino, Cisplatino, Dabrafenib, Durvalumab, Etoposide, Gemcitabina, Gefitinib, Erlotinib, Afatinib, Osimertinib, Nintedanib, Nivolumab, Pembrolizumab, Pemetrexed, Taxolo, Taxotere, Trametinib, Vinorelbina.

Ceritinib come cura: il dosaggio consigliato

La dose raccomandata è di 750 mg al giorno. Dato che le compresse disponibili in commercio sono da 150 mg, vanno assunte 5 compresse. Le capsule devono essere assunte una volta al giorno, sempre alla stessa ora.

Devono essere deglutite intere con acqua. Non devono essere masticate o frantumate. Inoltre si assumono a stomaco vuoto. Non deve essere ingerito cibo nelle 2 ore precedenti e nelle 2 successive l’assunzione della dose.

In caso di comparsa di effetti indesiderati, il medico può decidere di ridurre la dose o interrompere il trattamento, anche definitivamente.

Efficacia di Ceritinib Zykadia come cura tumore al polmone

Ceritinib è un ALK inibitore di seconda generazione, attualmente approvato in Italia. Infatti il 6 maggio 2015 la Commissione europea ha rilasciato un’autorizzazione all’immissione in commercio per Ceritinib Zykadia, valida in tutta l’Unione europea.

Nello studio di fase 1/2, ASCEND-1, sono stati arruolati 255 pazienti. Tra questi, il 66% era stato precedentemente sottoposto a terapia con Crizotinib, mentre il 34% riceveva Ceritinib come primo ALK inibitore.

Ceritinib ha dimostrato di essere efficace in entrambi i sottogruppi di pazienti, con una percentuale di risposte obiettive del 72% e una durata mediana di 17 mesi in coloro non precedente sottoposti a trattamento con Crizotinib. La percentuale è del 56%, con durata mediana di 8,3 mesi, in quelli in progressione a Crizotinib. Ceritinib si è anche associato ad un controllo delle localizzazioni cerebrali di malattia in circa 80% dei casi.

Altri studi scientifici sull’efficacia del farmaco

Al fine di confermare questi risultati, è stato disegnato lo studio di fase 2, ASCEND-2. 140 pazienti, dal dicembre 2012 al settembre 2013, sono stati arruolati in 51 Centri di diverse nazioni in Europa, Asia e America. Tutti erano in progressione a Crizotinib e la maggior parte aveva ricevuto almeno 3 linee di terapie.

Nonostante si trattasse di pazienti sottoposti a plurime linee di trattamento, una riduzione dimensionale di malattia si è osservata nel 75% dei casi. La durata della risposta è stata di poco meno di 10 mesi. Inoltre più del 70% dei pazienti aveva localizzazioni cerebrali di malattia. Anche in questo studio è stato confermato un controllo cerebrale di malattia nel 74% dei casi.

Successivamente anche lo studio di fase 3, ASCEND-5, ha avuto l’obiettivo di dimostrare la superiorità di Ceritinib alla chemioterapia standard, nei pazienti in progressione a Crizotinib.

326 pazienti, arruolati in 99 Centri di 20 paesi del mondo, sono stati randomizzati tra giugno 2013 e novembre 2015, tra la chemioterapia o il Ceritinib. Ceritinib ha dimostrato di prolungare di 4 volte la sopravvivenza libera da progressione rispetto alla chemioterapia. Inoltre riduce il rischio di progressione di circa il 60% e determina una percentuale superiore di risposte obiettive.

Questi risultati hanno portato all’approvazione di Ceritinib a luglio 2017 da parte di AIFA. Ciò consente ai pazienti di avere una alternativa terapeutica efficace, in grado di aumentare la sopravvivenza del paziente.

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Ceritinib: effetti collaterali cura del tumore al polmone

La terapia con il Ceritinib può causare in alcuni pazienti degli effetti indesiderati. Tra questi ci sono degli effetti collaterali molto comuni, che possono verificarsi in più di 1 paziente su 10. Sono diarrea, nausea, vomito e bruciore allo stomaco.

A questi si aggiungono effetti indesiderati considerati comuni perché possono interessare più di 1 paziente su 100. Sono tossicità epatica e brachicardia, ovvero ridotta frequenza cardiaca.

Infine ci sono controindicazioni che compaiono raramente, cioè possono verificarsi in più di 1 paziente su 10.000. Sono polmonite, che si manifesta con dispnea, tosse, febbre, poi iperglicemia e tossicità pancreatica, con rialzo delle amilasi e lipasi.

È altamente raccomandato di non concepire figli durante il trattamento con Ceritinib. Infatti il farmaco potrebbe avere delle conseguenze sullo sviluppo del feto. Si dovrà quindi utilizzare un metodo contraccettivo valido per tutta la durata del trattamento e per almeno 90 giorni dopo il completamento della terapia. I contraccettivi orali potrebbero non essere efficaci se assunti in concomitanza con Ceritinib.

Ceritinib Zykadia e le interazioni farmacocinetiche

Durante il trattamento con Ceritinib Zykadia, bisogna evitare l’uso concomitante di alcuni farmaci, come gli inibitori del CYP3A.

Altri farmaci di cui si sconsiglia l’uso contemporaneamente alla terapia sono:

  • fenitoina, carbamazepina o fenobarbital, usati per crisi epilettiche o convulsioni;
  • ketoconazolo, ritonavir, saquinavir, telitromicina, itraconazolo, voriconazolo, posaconazolo e nefazodone, utilizzati nella cura di alcune infezioni virali e fungine;
  • rifabutina o rifampicina, usati per il trattamento della tubercolosi (TBC);
  • erba di San Giovanni (Hypericum perforatum), un medicinale a base di erbe usato per il trattamento della depressione;
  • warfarin, usato per i coaguli di sangue;
  • alfentanil, fentanil e altri antidolorifici;
  • rosuvastatina, usata per abbassare il livello di colesterolo.

Ceritinib dimostra una solubilità pH-dipendente. Diventa quindi scarsamente solubile all’aumentare del pH in vitro. Pertanto, agenti che riducono l’acidità dello stomaco, come gli inibitori della pompa protonica, gli antagonisti del recettore H2 o gli antiacidi, possono alterare la solubilità di Ceritinib. In questo modo si riduce la biodisponibilità e l’efficacia.

Qualora, però, non fosse possibile evitarne l’assunzione, devono essere assunti a distanza dal Ceritinib. Inoltre sono da preferire gli antagonisti del recettore H2 agli inibitori di pompa.

Infine, durante il trattamento, i pazienti devono evitare il consumo di pompelmo o del suo succo.

ONA: assistenza medica e legale vittime tumore al polmone

L’ONA si occupa di assistere tutte le vittime di tumore al polmone, mesotelioma o altre malattie asbesto correlate.

Si può fare richiesta di assistenza medica gratuita per ottenere una diagnosi precoce, terapie tempestive e sorveglianza sanitaria.

Inoltre, grazie al team di avvocati, coordinati dall’Avv. Ezio Bonanni, si offre un servizio di assistenza legale gratuito. Guidano le vittime in tutte le fasi dell’iter legale, al fine di ottenere il riconoscimento di tutti i benefici previsti, come il risarcimento dei danni.

Anche le vittime del dovere o della malasanità possono rivolgersi all’ONA per avere la tutela dei propri diritti.

È possibile fare richiesta specifica attraverso il formulario nella pagina oppure chiamando il numero verde gratuito.