Biodiversità: cos’è e le gravi conseguenze della perdita di diversità di vita

Sentiamo spesso parlare di biodiversità, di perdita di biodiversità e di salvaguardia. La biodiversità è in effetti uno dei valori più importanti per la salvaguardia della natura e del nostro ambiente. In questa guida scopriamo cosa si intende per biodiversità e perché è tanto importante preservarla. Scopriamo anche perché la salvaguardia della diversità di vita è importante per la tutela della salute.

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto è in prima linea in Italia nella lotta all’amianto e nella tutela della salute. Presieduto dall’Avvocato Ezio Bonanni, è consapevole che non esiste salute e benessere per l’uomo senza un ambiente sano. Il legame tra salute e ambiente è infatti un legame inscindibile, per cui risulta inconciliabile tutelare la salute senza un’attenta salvaguardia ambientale. Per questo motivo ONA si occupa, tra le altre cose, di prevenzione primaria rispetto ai rischi di un ambiente contaminato e povero di biodiversità.

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Indice dei contenuti

Cos’è la biodiversità
Biodiversità secondo la Convenzione ONU
Perché è importante la biodiversità?
Importanza della biodiversità per l’uomo
Biodiversità in Italia
Conseguenze della perdita di biodiversità
Rimedi e normativa

Tempo stimato di lettura: 6 minuti

Cos’è la biodiversità?

Cos’è la biodiversità? Il termine biodiversità è stato coniato nel 1988 dall’entomologo americano Edward O. Wilson. La biodiversità consiste nella ricchezza di vita sulla terra e quindi nella varietà di piante, animali e microrganismi. Biodiversità è anche la ricchezza di geni all’interno di una stessa specie.

All’interno degli ecosistemi gli esseri viventi convivono e interagiscono non solo tra di loro ma anche con le componenti fisiche ed inorganiche di quell’ambiente, influenzandosi reciprocamente. Per biodiversità non si intende solo la ricchezza di forme e di geni, ma anche il numero, la varietà e la variabilità degli organismi viventi e come questi variano da un ambiente ad un altro e nel corso del tempo.

Biodiversità secondo la Convenzione ONU sulla Diversità Biologica

La Convenzione ONU sulla Diversità Biologica definisce la biodiversità come la varietà e variabilità degli organismi viventi e dei sistemi ecologici in cui essi vivono, evidenziando che essa include la diversità a livello genetico, di specie e di ecosistema.

  • La diversità di ecosistema definisce il numero e l’abbondanza degli habitat, delle comunità viventi e degli ecosistemi all’interno dei quali i diversi organismi vivono e si evolvono.
  • Quella di specie comprende la ricchezza di specie, misurabile in termini di numero delle stesse specie presenti in una determinata zona, o di frequenza delle specie, cioè la loro rarità o abbondanza in un territorio o in un habitat.
  • Diversità genetica riguarda invece la differenza dei geni all’interno di una determinata specie; essa corrisponde quindi alla totalità del patrimonio genetico a cui contribuiscono tutti gli organismi che popolano la Terra.

Perché è importante la biodiversità

Perché la biodiversità è importante? Rafforza la produttività di un qualsiasi ecosistema (di un suolo agricolo, di una foresta, di un lago…). Infatti è stato dimostrato che la perdita di biodiversità contribuisce all’insicurezza alimentare ed energetica. Aumenta la vulnerabilità ai disastri naturali, come inondazioni o tempeste tropicali. Inoltre diminuisce il livello della salute all’interno della società, riduce la disponibilità e la qualità delle risorse idriche e impoverisce le tradizioni culturali. La biodiversità esiste infatti anche ll’interno del genere Homo e della specie Sapiens.

In un’ecosistema ciascuna specie che lo abita svolge un ruolo specifico e aiuta l’ecosistema a mantenere i suoi equilibri. Questo avviene non solo a livello globale ma anche a livello locale. Per esempio una specie non a rischio a livello globale ma minacciata in un determinato habitat può metterne in pericolo gli equilibri vitali.

Ne consegue che un ecosistema sano e con una ricca biodiversità è più resiliente. Sopporta meglio un disturbo, una malattia o un’intemperie, e reagisce meglio ritrovando in un tempo più breve l’equilibrio.

Importanza della biodiversità per l’uomo

L’uomo è un animale e, insieme a tutti gli altri esseri viventi di questo pianeta, vive all’interno degli ambienti che lo ospitano. La biodiversità garantisce all’uomo beni, risorse e servizi: i cosiddetti servizi ecosistemici. La biodiversità vegetale, per esempio, sia nelle piante coltivate sia selvatiche, costituisce la base dell’agricoltura e del sostentamento della popolazione umana. Gli invertebrati contribuiscono alla creazione di suolo fertile a partire dalle foglie e dal legno morto che decompongono. Le foreste vetuste trattengono l’acqua come spugne e la rilasciano lentamente e filtrata dai detriti.

Oltre un terzo degli alimenti umani verrebbe meno se non ci fossero gli impollinatori. Api, vespe, farfalle, mosche, ma anche uccelli e pipistrelli permettono infatti la fertilizzazione e la crescita dei frutti. Sono 130 mila le piante a cui le api sono essenziali per l’impollinazione. Api che come sappiamo stanno subendo una grave decimazione negli ultimi decenni.

In altre parole la perdita di biodiversità ha impatti pesanti sull’economia e sulle società, riducendo la disponibilità di risorse alimentari, energetiche e medicinali e aumentando le richieste economiche necessarie per il sostentamento.

Biodiversità in Italia

L’Italia è uno dei paesi europei con la più alta biodiversità in Europa. Il clima della penisola, in parte sgombra dai ghiacci durante le glaciazioni, ha permesso infatti che relitti di un clima tropicale sopravvivessero alle glaciazioni. Il territorio montuoso e collinare ha favorito al presenza di nicchie ecologiche ed endemismi (specie che esistono solo in quegli ambienti). La varietà climatica piuttosto accentuata da Nord a Sud favorisce la presenza di una fauna e flora variegata adtta a climi e sub climi diversi.

Questa grande ricchezza di esseri viventi e habitat determina una grande responsabilità nella salvaguardia e conservazione di questo patrimonio, necessario all’equilibrio vitale del nostro Paese.

Nonostante l’ampia biodiversità ci sono numerosi ambienti minacciati e alcuni habitat a rischio. In particolare ricordiamo come sia ridotta la superficie a bosco planiziale (tra i più importanti boschi di pianura ci sono quello della Mesola a Ferrara e la Selva di Circe a Latina). La ceduazione degli alberi (il taglio per ricavarne legname), il disboscamento massiccio, la selvicoltura intensiva e l’agricoltura intensiva hanno messo a dura prova i nostri ambienti. A ciò si aggiungono i danni dell’inquinamento del suoloidricotermico e atmosferico legati soprattutto all’agricoltura e alla produzione industriale (leggi tutto sull’inquinamento). In aggiunta ci sono il degrado del suolo causato da abusivismo edilizio oltre che dalla deforestazione e il problema della gestione dei rifiuti, troppo spesso in mano alle ecomafie. Sono numerosi i disastri ambientali che si sono succeduti nel nostro pianeta, legati non solo al problema dei rifiuti.

La biodiversità oggi

La perdita di biodiversità collegata alle attività antropiche ha una storia lunga che ha le sue radici nelal Rivoluzione Industriale del Neolitico. Con l’industrializzazione la perdita di diversità di vita è aumentata, insieme alla accresciuta capacità dell’uomo di modificare l’ambiente in cui vive.

Oggi, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Science la distruzione degli habitat naturali per il loro sfruttamento agricolo ha talmente ridotto la varietà di piante e animali esistenti al punto che la biodiversità del globo è scesa sotto il “livello di guardia”. Con conseguenze potenzialmente disastrose per gli equilibri ambientali e per la stessa sopravvivenza dell’uomo.

Inoltre nella metà della superficie terrestre (che ospita più del 70% della popolazione mondiale) il livello di biodiversità sarebbe talmente diminuito da minare la capacità degli ecosistemi di supportare nel futuro la vita umana.

Le liste rosse IUCN aggiornano periodicamente lo stato di minaccia di estinzione di tutti gli esseri viventi e sono fondamentali per mettere in atto delle politiche ad hoc.

Conseguenze della perdita di biodiversità

Come già accennato le conseguenze della perdita di biodiversità sono gravissime.

Diminuiscono i servizi ecosistemici e la loro efficacia. Diminuisce la resilienza degli ecosistemi e la loro capacità di fronteggiare malattia e danni.

La perdita di biodiversità mette a repentaglio l’agricoltura e l’impollinazione e la presenza di suolo fertile. Crea enormi squilibri negli ecosistemi che mettono a dura prova la catena alimentare di cui anche noi siamo parte.

La scienza e la medicina utilizzano piante ed animali per studiare cure e principi attivi contro le nostre malattie. La perdita di biodiversità si concretizza inoltre a breve termine in un utilizzo maggiore di risorse per rimpiazzare i servizi che la natura non è più in grado di fornire.

Cosa fare? Rimedi e normative

Negli ultimi anni le nuove tecnologie di sequenziamento genomico vengono utilizzate per cercare di conoscere e limitare la perdita di biodiversità. Questo attraverso la genomica della conservazione.

La Convenzione sulla Diversità Biologica, o CBD del 1992 è stata ratificata da 192 paesi. L’Italia ha ratificato la Convenzione sulla Biodiversità con la legge 124/1994 e nel 2010 è stata adottata la Strategia Nazionale per la Biodiversità. Secondo questa strategia lo sviluppo sostenibile dipende dalla comprensione, protezione e conservazione degli innumerevoli ecosistemi interattivi del pianeta.

La Direttiva Habitat del 1992 è lo strumento della Commissione Europea. Fornisce agli Stati membri indicazioni da applicare per la conservazione degli Habitat a rischio e delle specie di flora e fauna minacciate al loro interno.

Guarda anche: la puntata di ONA TV su ambiente e transizione ecologica.

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