Uranio Impoverito e i danni alla salute

Uranio Impoverito Uranio Impoverito

Il Prof. Giancarlo Ugazio sui danni da uranio impoverito

Uranio impoverito e danni alla salute. L’uranio impoverito e i proiettili per cui è stato utilizzato, ha provocato una vera e propria epidemia tra i nostri militari in missione.

Infatti, i nostri militari impegnati nelle missioni, hanno svolto servizio in territori contaminati per via dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito. Circa 8.000 di loro si sono ammalati, e più di 400 sono deceduti per queste patologie.

Uranio impoverito e difesa legale gratuita

L’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, è l’associazione che tutela le vittime dell’amianto e degli altri cancerogeni.

C’è tutta la problematica della pratica vaccinale per coloro che sono stati impiegati in queste missioni, e che si è tradotta in una ulteriore situazione di rischio, che ha aggravato i danni provocati dall’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito.

L’associazione, presieduta dall’Avv. Ezio Bonanni, ha denunciato questa situazione, e chiesto la tutela delle vittime dei familiari.

L’associazione ha costituito il Dipartimento Tutela delle Vittime dell’Uranio Impoverito e dei Vaccini Contaminati.

Ordigni e proiettili all’uranio impoverito

Alla fine degli anni ‘90 l’Italia ha autorizzato gli attacchi con l’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito. Sono stati utilizzati più di 10.800 proiettili all’uranio impoverito. Tutto il territorio attorno a Sarajevo, ma anche da parte del sesto stormo Ami di stanza a Ghedi.

Jugoslavia non solo della Nato, che ha bombardato con 10.800 ordigni all’uranio impoverito, il territorio attorno a Sarajevo, ma anche da parte del sesto stormo Ami di stanza a Ghedi.

L’uranio impoverito, o DU (depleted uranium) è un sottoprodotto della raffinazione dell’uranio per l’energia nucleare. Questi proiettili sono stati impiegati nella zona dei Balcani, negli anni ’90 e anche in Afghanistan e Iraq.

Gli effetti delle nanoparticelle sulla salute umana

L’uranio impoverito è meno radioattivo di altri isotopi di uranio, e la sua alta densità – il doppio di piombo – lo rende utile per le armature.

L’ONA ritiene fondamentale che per il futuro i nostri militari, sia in patria che all’estero, siano protetti da tutti i rischi, compresi quelli dovuti alle nanoparticelle. In Kosovo e negli altri territori balcanici, si sono verificate delle condizioni di rischio per i nostri militari. I reparti dell’Esercito, dell’Aviazione, piuttosto che della Marina Militare, sono stati impiegati in missioni di pace.

Tuttavia, i nostri militari furono impiegati in territori contaminati, dopo l’impiego di proiettili all’uranio impoverito. L’Osservatorio Nazionale Amianto ha censito circa 8.000 militari che, dopo aver preso parte alle missioni, sono stati colpiti da patologie. Le più varie, tra le quali linfomi di Hodgkin e non Hodgkin e leucemie. I deceduti in seguito a patologie riconducibili ad esposizione a questi cancerogeni, sono più di 375. Le vittime e i loro famigliari combattono ancora le loro battaglie.

Luigi Sorrentino, vittima dell’uranio impoverito, si è suicidato, per le condotte negazioniste del Ministero della Difesa:

La tutela legale gratuita delle vittime dell’uranio impoverito

L’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, è l’associazione di tutela delle vittime dell’amianto e degli altri cancerogeni. L’associazione ha costituito un pool di sanitari e avvocati per assistere le vittime ed i loro famigliari. Il pool di legali è coordinato dall’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA. L’Avv. Ezio Bonanni è stato sentito dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sull’uranio impoverito (audizione dell’Avv. Ezio Bonanni alla Commissione d’Inchiesta Uranio Impoverito).

La tutela dei diritti delle vittime

L’ONA ha realizzato la più ampia tutela dei diritti delle vittime dell’uranio impoverito. Tutela legale: riconoscimento causa di servizio e status di vittima del dovere con consulenza legale gratuita online.

Vi è una sinergia dell’effetto dell’uso dei proiettili ad uranio impoverito con i danni da amianto. Infatti, i proiettili all’uranio impoverito hanno polverizzato mezzi corazzati e installazioni, tra cui quelle in cemento amianto.

Le fibre di asbesto hanno potenziato gli effetti delle nanoparticelle dell’uranio impoverito. Quest’effetto sinergico è riconosciuto anche per il caso di Lorenzo Motta, come di altre vittime, come il Maresciallo Leopoldo Di Vico, e il caso del Maresciallo Luigi Sanna.

La tutela delle vittime dell’amianto e uranio impoverito

Le vittime dell’uranio impoverito, dei vaccini e degli altri veleni, nella maggioranza dei casi, hanno ottenuto il riconoscimento della causa di servizio e della equiparazione a vittime del dovere e il risarcimento dei danni.

È molto importante dimostrare la sinergia tra fibre di amianto e nanoparticelle di metalli pesanti e radiazioni di proiettili all’uranio impoverito.

La prova dei danni dell’uso dei proiettili all’uranio impoverito

In molti casi, le cause sono ancora in corso, come per Lorenzo Motta, per altre, invece, i risultati sono stati già ottenuti, come per il caso del Maresciallo Luigi Sanna. Anche se, pure per coloro che sono stati riconosciuti, prosegue la tutela legale. La relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati, costiuisce un pesante atto di accusa contro i vertici delle Forze Armate (consulta la Relazione Finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sull’uranio impoverito).

Uranio impoverito: come chiedere la tutela legale gratuita

L’associazione, anche grazie all’impegno del Sig. Lorenzo Motta, fornisce assistenza medica e consulenza legale gratuita:

numero verde ona

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Giancarlo Ugazio: uranio impoverito e danni alla salute

Il giornale dell’amianto, organo di stampa dell’Osservatorio Nazionale Amianto, intervista il Prof. Giancarlo Ugazio, già professore ordinario di Patologia Generale – dal 1976 al 2007 – presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Torino. Il Prof. Giancarlo Ugazio è una delle più eminenti autorità nella scienza medica e biomedica del panorama Italiano. 

Ci fu all’inizio la sottovalutazione del rischio uranio?

Le operazioni belliche nel Kosovo e nell’area Balcanica hanno comportato l’esposizione dei militari italiani ad un cocktail di cancerogeni. Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, metalli pesanti, nanoparticelle, residui di proiettili ad uranio impoverito, etc.

I primi governi del paese hanno sempre, però, negato l’evidenza. Perfino l’attuale Capo dello Stato, persona esemplare, quando fu Ministro della Difesa, dal 1999 al 2001, non venne informato correttamente della gravità della situazione sanitaria.

Uranio impoverito: l’inizio dell’epidemia dopo il 2000

Inizialmente, prima del 27 settembre 2000, quando l’allora Ministro della Difesa On.le Sergio Mattarella, successivamente eletto Presidente della Repubblica, era privo di riscontro di casi, sembrava che i proiettili all’uranio impoverito non avessero procurato danni alla salute.

Infatti, l’On.le Sergio Mattarella così dichiarò:

“Desidero anzitutto riaffermare che a oggi nessun militare del nostro contingente in Kosovo è stato rimpatriato perché affetto da leucemia e che non sono mai emersi casi sospetti di questa malattia. In questo senso si sono già espressi nei giorni scorsi i comandi competenti e lo stesso procuratore militare di Roma che dal gennaio scorso ha avviato un monitoraggio in seguito a segnalazioni su possibili rischi di inquinamento e di contaminazione”.

L’utilizzo dei proiettili uranio impoverito in Bosnia

Successivamente, lo stesso On.le Sergio Mattarella, in data 21 dicembre 2000, durante un’audizione alla commissione difesa della Camera fu costretto a smentirsi perché in Bosnia, furono utilizzati i proiettili con uranio impoverito.

La “Sindrome dei Balcani”: chi sono i colpevoli?

C’è una lunga lista di vittime civili e militari che sono stati vittima e sono vittime della poca attenzione degli alti comandi per la salute umana, ed in particolare, quella dei nostri militari. Non cerchiamo, certo, un capro espiatorio. Non sono un legale, né un magistrato. Più e meglio di me potrà rispondere l’Avv. Ezio Bonanni, che ha assistito ed assiste molte di queste vittime.

Come cittadino, prima ancora che come medico, penso che tutti coloro che esercitano una funzione pubblica, avessero il dovere ed abbiano il dovere di denunciare e di opporsi alla violazione dell’art. 11 Cost.

Il ripudio della guerra come valore costituzionale

L’art. 11 Cost. stabilisce il perimetro di legittimità di qualsiasi azione e missione delle Forze Armate Italiane:

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa della libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

A mio avviso, in questo fatto sta il peccato originale causativo dei problemi correlati con l’impiego del DU, integrato poi da un’infinita successione, di scelte ispirate sia dall’ignoranza passiva, quella naturale, sia dall’ignoranza attiva, quella che è programmata intenzionalmente dagli “addetti i lavori”, per mero conflitto d’interessi.

Gli obblighi di precauzione e di prevenzione per la salute

L’ONU e l’Italia sono state informate dell’impiego delle munizioni in Bosnia nel 1994 e nel 1995. Le informazioni per l’Italia sono state tardive, dopo che si erano verificate le esposizioni. In più, è dubbio che sia stato legittimo l’uso dei proiettili all’uranio impoverito.

Il contingente italiano in Kosovo doveva essere collocato in territori privi di utilizzo di proiettili all’uranio impoverito. Successivamente, gli italiani hanno occupato le posizioni che erano state assegnate ai militari USA. In quei territori erano stati impiegati proiettili all’uranio impoverito.

I militari USA sono stati, invece, destinati a territori un tempo assegnati alla missione italiana. Questo modo di fare e l’assenza di qualsiasi informazione e formazione, ha esposto i miltiari italiani in un territorio altamente contaminato.

Ciò è contrario, e doveva essere escluso, tenendo conto dell’art. 35 e 55 del protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 1977.

Quali sono le norme di tutela della salute del militare?

L’ordinamento giuridico Italiano tutela anche la salute dei militari. L’art. 32 deve essere declinato anche alla luce dell’art. 11 della Costituzione.

Con la L.11.07.1978 n. 382,  avente ad oggetto “norme di principio sulla disciplina militare” ,  sono stati dettati anche i principi di tutela della salute del personale civile e militare delle Forze Armate.

Il d.p.r. 18.07.1986 n. 545 di “approvazione del regolamento di disciplina militare”, contiente, all’art. 21, co. 2,  la chiara disposizione dell’obbligo di tutela della salute e dell’obbligo di incolumità dei militari. Tutti i superiori debbono curare le condizioni di vita e di benessere del personale; f: assicurare il rispetto delle norme di sicurezza e di prevenzione per salvaguardare l’integrità fisica dei dipendenti”.

La Corte di Cassazione, IV Sez. Pen., con sentenza n. 3615/2016, ha chiarito  che l’art. 2087 c.c., e tutte le altre norme di tutela della salute e dell’integrità psicofisica e personalità morale del dipendente si applicano anche ai militari.

Prof. Ugazio, lo Stato Maggiore e i Governi erano stati informati?

È assai arduo, anche per un medico, scrutare nei pensieri dei personaggi sopra-citati che hanno contribuito al divenire di questo disastro sanitario (uranio impoverito disastro sanitario).

La mancanza del doveroso “warning” a favore dei “nostri bravi ragazzi” cioè i militari combattenti per la pace, da parte degli amministratori della cosa pubblica e/o dei comandanti delle forze armate, è un fatto grave. 

Perché non ci fu informazione sul rischio uranio impoverito?

Ci fu assenza di formazione ed informazione del personale civile e militare impiegato nei Balcani.

Sicuramente ci fu sciatteria, superficialità, egoismo. Non credo che ci fosse dolo. Ma, naturalmente, questo andrebbe approfondito. Noi come Osservatorio Nazionale Amianto abbiamo tutelato e tuteliamo la salute.

Io sono un medico non pentito e non in vendita. Non esiste una somma che possa comprare il mio silenzio. Per cui riaffermo che, tutti i metalli pesanti, il benzene, le polveri, comprese quelle di amianto, sono lesive per la salute umana, e l’esposizione deve essere limitata.

I cancerogeni, che cosa provocano?

Sono circa 8.000 i militari e civili italiani ammalati, di cui almeno 400 coloro che sono venuti a mancare. Negligenza, imprudenza ed imperizia. Le conseguenze sono davanti agli occhi di tutti. Accettare il rischio, ovvero non valutare il rischio, costa vite umane.

Nella migliore delle ipotesi, malattie gravemente invalidanti.

Quando sono fuori pericolo coloro che sono stati esposti?

Per la vita, MAI. Le alterazioni morbose che configurano la patologia ambientale, procedono su diversi scenari biologici, da un livello subcellulare, molecolare, a quello cellulare, poi tessutale, quindi d’organo, d’apparato, infine organismico.

D’altra parte, i fenomeni iniziali possono anche essere reversibili, dietro all’interruzione di un’esposizione patogena, oppure grazie all’opera di meccanismi naturali di difesa, come quelli anti-cancro.

In seguito, se lo stimolo patogeno persiste e se le difese naturali sono esaurite o sopraffatte, compaiono i primi sintomi. Questo è il momento del superamento dell’orizzonte clinico.

Per certe patologie, ma non per le neoplasie, la cessazione della noxa patogena potrebbe favorire la restitutio ad integrum, altrimenti gli eventi procedono nel male fino a superare punto di non ritorno, dell’irreversibilità.

Questa catena di patologie è illustrata nel “Compendio di Patologia Ambientale”, Giancarlo Ugazio, Minerva Medica Torino, 2007, ISBN 978-88-7711-595-9.

La lesione alla capacità riproduttiva

Per la fertilità, sia dei soldati sia delle soldate, il fattore limitante è l’andropausa o la menopausa, rispettivamente, che sono tappe di evoluzione naturale correlata con l’età del soggetto. Parlando brutalmente, in questo caso, l’infertilità acquisita per effetto del DU rimuoverebbe il rischio di malformazioni dei figli di soldati e/o di  soldate i cui testicoli o le cui ovaie mettessero sul piatto della riproduzione, rispettivamente, spermatozoi e/o ovuli latori di un patrimonio di DNA alterato dagli atomi di DU, tal quale.

Oppure di materiali consequenziali del suo effetto balistico piroforico, per esempio, le micro-fibre di asbesto e/o le nanoparticelle di moltissimi tipi di metalli.

Si puo’ terminare dicendo che Il silenzio funzionale naturale dei testicoli e delle ovaie è un fattore limitante dei rischi ma che, fino a quella fase, sui reduci di guerra incombe il rischio di dare vita a figli malformati, con diversi livelli di gravità.

La Commissione d’Inchiesta sull’uranio impoverito

Il 22 dicembre è stata istituita una Commissione d’indagine medico-scientifica, che finalmente ha ammesso il nesso tra tumori ed esposizione all’uranio impoverito.È stato creato un Gruppo operativo di assistenza sanitaria ai militari e definito un nuovo protocollo di controlli, da ripetere nel tempo.

I controlli saranno effettuati prima e dopo ogni singola missione all’estero, e saranno applicati anche a tutti i militari impegnati in passato.A livello medico, cosa pensa della gestione della situazione, prima e dopo la salvifica ammissione.

In prima battuta, in teoria, il provvedimento sembra un atto favorevole alla salute dei prestatori d’opera delle forze armate.

C’è solo da sperare, oltre che da augurare ai suddetti, che le operazioni sanitarie prescritte non cadano al livello vergognoso di certe visite pre-assuntive o di sorveglianza sanitaria eseguite in corso d’opera che a tutto servono tranne che a preservare la salute in diversi settori produttivi “civili”.

L’uranio impoverito provoca danno al DNA nelle cellule polmonari?

Uno studio sugli effetti del metallo sulle cellule polmonari umane stabilisce che l’uranio causa un danno esteso al DNA. Lo studio aggiunge alla crescente evidenza che il DU causa problemi di salute sui campi di battaglia molto tempo dopo che le ostilità sono cessate. 

Quali sono i rischi e i tempi di latenza?

Un agente cancerogeno, chimico o fisico, colpisce la molecola a doppia elica del DNA promuovendo la formazione di due principali tipi di alterazioni. Uno è una modifica dell’avvolgimento dell’elica nelle tre dimensioni spaziali, l’altro consiste nell’adesione di qualche molecola o frammento di essa estranea sull’elica originaria.

A queste alterazioni le difese naturali dell’organismo fanno fronte per opera degli enzimi riparatori del DNA. Queste funzioni di rinaturalizzazione del DNA operano in un regime di flessibilità.

Infatti, riparano fintanto che non sono sopraffatte dalle noxae patogene. Nel caso dell’insufficienza della funzione riparativa, qualunque cellula portatrice di un DNA nucleare alterato si configura come una cellula cancerosa, suscettibile della risposta anticorpale del sistema immunitario dell’organismo il quale riconosce come non self la cellula alterata nel DNA nucleare.

Che cos’è il rigetto immunitario?

Il rigetto immunitario” è la seconda linea di difesa dell’organismo contro il cancro. Anch’essa può fallire quando, per esempio, un grave stress psicogeno blocca l’immunogenesi (O’Leary, 1990).

Tutti questi variabili equilibri funzionali, che operano nell’ambito della cancerogenesi, sono illustrati nell’immagine del ”Tiro alla fune” (cfr Patologia Ambientale, Passato-Presente-Futuro, capitolo 1, sezione 1.4, di Giancarlo Ugazio, ONA, Roma, 2017, ISBN 978-88-99182-19-9).

Oltre agli enzimi riparatori del DNA e agli anticorpi, le batterie di difesa dell’organismo possono essere arricchite da agenti, per lo piu’ di origine nutrizionale, dotati di azione antiossidante e/o chelante.

Si deve a Yoshiaki Omura la conoscenza del cilantro (2006) e dell’haritaki (2013), e a Guha quella della Lawsonia (2011).

Le difese dell’organismo contro i danni da uranio

A questi agenti favorevoli si affiancano anche gli acidi grassi poi-insaturi (DEA e EPA).

Nella tenzone del tiro alla fune, agli agenti favorevoli detti in precedenza si contrappone un’ampia batteria di agenti nocivi, che comprende minerali, quali l’asbesto e il talco, e diversi metalli pesanti, come il cromo, l’alluminio, il mercurio, il piombo, l’arsenico e il ferro, oltre a dosi eccessive di due vitamine, la C e la D3.

Alcuni microrganismi portano un contributo sinergistico all’azione nociva di questi agenti.

I microorganismi lesivi sono: l’Helicobacter pylori, della Clamidia trachomatis, della Candida albicans e del Citomegalovirus.

Inoltre, a questo pacchetto di agenti sfavorevoli per la salute, si trovano altri fattori negativi, alcuni sono di origine nutrizionale, altri derivano dall’ambiente esterno.

Questo gruppo include: gli alimenti abbrustoliti, la cute di molti animali commestibili, come quella dei pesci, soprattutto se abbrustolita, il fumo di tabacco, di legna, di gas combustibile, poi pepe, mango, ananas, cocco, mandorla, aglio e cipolla, zucchero, ciclamato e aspartame.

A questi agenti nocivi si aggiungono i campi elettromagnetici.

Le radiazioni ionizzanti e non ionizzanti sono emesse dalle attrezzature per telefonia mobile, schermi TV e di computer, oltre che dai motori elettrici di automezzi ibridi.

A Omura si deve il merito di aver scoperto, e poi brevettato, un metodo rapido e non invasivo per determinare accuratamente, in modo quantitativo, i fattori biologici che rilevati dimostrano la cancerogenesi in fieri. 

L’oncogene dell’integrina, e soprattutto di un eccessivo livello del telomero delle cellule cancerose, a fronte di quello delle cellule normali.

L’autore Yoshiaki Omura ha fatto riferimento a tale metodo BDORT, cioè Bi Digital O Ring Test o saggio con un anello ad O fatto con due dita.

Le tecniche di Yoshiaki Omura diffuse in Italia

La trattazione originale di queste tecniche (Omura 2006 e Omura 2013) è stata riportata in seguito, tradotta, in “Attualità su Ambiente e Salute” di Giancarlo Ugazio et al., Aracne, Roma, 2014, ISBN 978-88-548-6958-5 e in “Patologia Ambientale, Passato-Presente-Futuro” capitoli 13 e 14, di Giancarlo Ugazio, ONA, Roma, 2017, ISBN 978-88-99182-19-9).

C’è anche il ruolo dei vaccini nell’epidemia di cancri dei militari in missione?

Oltre 8.000 – secondo i dati dell’ONA – sono i nostri Militari colpiti da patologie oncologiche riconducibili all’esposizione a nanoparticelle di metalli pesanti come l’uranio impoverito, cui sono esposti durante le missioni internazionali di guerra, imposte dalla NATO.

Anche le vaccinazioni indiscriminate, eseguire prima e durante le missioni hanno svolto un ruolo cruciale per la salute dei soldati. I vaccini somministrati ai militari sono stati deleteri. 

Già dai primi tempi dell’incontro con la MCS, quando ebbi modo di studiare il meraviglioso lavoro di Alison JohnsonCasualties of Progress”, cioè “Vittime del progresso” notai con grande stupore la costanza di un possibile agente patogeno della sensibilizzazione chimica multipla, definita Gulf War Syndrome.

I vaccini multipli poco prima della missione

I militari combattenti in Iraq avevano ricevuto, prima di partire per il fronte, una dozzina di vaccini in un intervallo troppo breve, due-tre giorni: un insulto biologico non trascurabile e certamente non innocuo.

Poi, in tempi recenti, ho avuto la ventura d’imbattermi nella ricerca, pubblicata su Pub Med, di uno scienziato israeliano, Yehuda Shoenfield.

Questo studio dimostra che l’alluminio provoca danni alla salute. I soggetti nefropatici che sono esposti anche ad alluminio, e sottoposti a dialisi, hanno subito la Sclerosi Laterale Amiotrofica. La reazione autoimmune verso i neuroni scatena questa malattia. 

L’autore mette in guardia i sanitari vaccinatori contro la possibilità che l’adiuvante Al presente in quasi tutti i vaccini possa produrre questo tipo di gravissima neuropatia, molto peggiore del paventato autismo.

Uranio e riconoscimento di causa di servizio

Per l’uranio, si configura come causa di malattie professionali. L’uranio impoverito fa parte delle tabelle delle malattie professionali. La Tabella INAIL delle malattie professionali approvata nel 2008 riconosce il nesso causale dell’uranio impoverito con la “nefropatia tubolare“. Come giudica questo “traguardo”?

Prima di tutto, invito a consultare la pagina di questo notiziario che spiega come poter ottenere il riconoscimento di causa di servizio (riconoscimento causa di servizio uranio impoverito). Poi aggiungo che questa domanda merita una risposta ispirata dalla R4. Anche per questa novità, giacche’ con la salute non è lecito scherzare, occorre distinguere tra finzione e realtà.

Cosa si poteva fare per evitare l’epidemia da uranio impoverito e non la si è fatta?

La storia degli accadimenti, prima, durante, dopo, die Geschichte, è chiara e lampante per essere un vademecum per l’immancabile futuro.

Cosa si può fare da punto di vista sanitario, e non solo?

Inevitabilmente non si può che reiterare la risposta precedente.

Simona Mazza

Uranio impoverito danni per la salute (aggiornamenti 2020)

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni ti tutelano e assistono gratuitamente. Le risultanze della Relazione Finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta hanno permesso all’Avv. Ezio Bonanni di proseguire il suo impegno a tutela delle vittime da uranio impoverito.

Vaccini contaminati e tutela ONA

L’ONA nelle attività del dipartimento, coordinato da Lorenzo Motta, ha previsto la tutela legale. Un pool di legali, infatti, ha approfondito la problematica e dimostrato la contaminazione dei vaccini. L’azione dannosa dell’utilizzo dei proiettili all’uranio impoverito, si è innestata sul danno provocato dalla pratica vaccinale:

  • Militari sottoposti a vaccinazioni poco prima della partenza in missione;
  • Almeno 5 vaccinazioni alla volta;
  • Eccessiva quantità di farmaci, additivi e contaminanti;
  • Mancata verifica delle condizioni di salute prima della vaccinazione;
  • Mancata verifica degli effetti delle vaccinazioni.

Ciò ha determinato, sucessivamente, con l’esposizione ad altri cancerogeni, dovuto all’uso dei proiettili ad uranio impoverito, una sinergia e un potenziamento dei danni.

Tutela ONA autunno 2020 vittime uranio impoverito

Lorenzo Motta, Antonio Dal Cin, Nicola Panei, lo stesso Calogero Vicario, quest’ultimo impegnato in un duro sciopero della fame, annunciano l’autunno caldo del 2020, poiché l’ONA non intende retrocedere nella richiesta di verità e giustizia.

È paradossale che cittadini che hanno dato la vita per la patria, debbano lottare contro lo stesso stato che hanno servito. Per questi motivi è stato istituito l’Osservatorio Vittime del Dovere.

Chiedo la consulenza legale gratuita danni uranio impoverito