Immunoterapia Nintedanib per la lotta contro il cancro

L’immunoterapia con Nintedanib per la lotta contro il cancro. In Italia, ogni anno, vengono diagnosticate circa 377 mila nuove diagnosi di tumore. Si tratta, di circa 195 mila diagnosi di tumore per gli uomini e circa 182 mila diagnosi di tumore fra le donne. Ad oggi, la ricerca in ambito oncologico ha effettuato enormi passi avanti che permettono di ottenere un aumento delle chance di sopravvivenza.

Il farmaco Nintedanib è un farmaco approvato per la cura per il cancro, somministrato mediante immunoterapia passiva. In particolare, Nintedanib è il nuovo farmaco approvato per la cura della fibrosi polmonare idiopatica e per la cura del tumore del polmone.

L’approvazione del farmaco è avvenuta il 23 Ottobre del 2013 e si basa su una lunga fase di sperimentazione che ha dimostrato l’efficienza del farmaco per le suddette neoplasie. Infatti, grazie a questi studi è emerso che i benefici sono di gran lunga superiori rispetto ai rischi. In particolare, la somministrazione del farmaco permette di rallentare la progressione della neoplasia, e preservare la funzione del polmone.

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Farmaci antitumorali per la lotta contro il cancro

L’immunoterapia mediante la somministrazione di anticorpi monoclonali rappresenta l’ultima frontiera per la lotta contro il cancro. Si tratta di un nuovo approccio terapeutico che sta muovendo i suoi primi passi nella medicina oncologica. L’immunoterapia passiva utilizza molecole, ovvero anticorpi monoclonali, altamente specifici, progettati per legarsi con elevata affinità a molecole caratteristiche del tumore.

Infatti, il nuovo approccio terapeutico fa parte dei protocolli di cura della medicina di precisione. Si tratta della branca medica che racchiude tutte quelle strategie terapeutiche che prevedono il trasferimento o la somministrazione di cellule effettrici, molecole coadiuvanti o anticorpi monoclonali nel soggetto oncologico, dirette contro il tumore.

Con la medicina di precisione è stato possibile individuare, per la prima volta, il legame tra patrimonio genetico e tumori. In questo modo è stato approfondito il comportamento dei nuovi farmaci e identificate nuove terapie mirate. Inoltre, il profilo di sicurezza delle molecole di precisione è estremamente elevato. In particolare, gli effetti indesiderati del farmaco sono gestiti facilmente mediante l’interruzione della terapia o mediante la riduzione della posologia del farmaco.

Indice

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Terapia con il farmaco Nintedanib per la cura del cancro

Il Nintedanib è un farmaco per l’immunoterapia commercializzato in Italia con il nome di “Ofev”. Questo farmaco è somministrato principalmente in pazienti affetti da particolari neoplasie che riguardano il sistema respiratorio. Queste neoplasie sono tutte caratterizzate da una elevata attività proliferativa. Infatti, il principio attivo della molecola interferisce negativamente con alcune attività enzimatiche riscontrate nelle forme neoplastiche del polmone.

Si tratta, in particolare, di enzimi appartenenti alla famiglia dei recettori tirosin-chinasi, ovvero recettori indispensabili per la moltiplicazione cellulare. Questi enzimi si ritrovano nelle cellule del polmone e sono implicati nell’abbondante produzione di tessuto fibroso, che ha come conseguenza la perdita di elasticità delle membrane, indispensabile per la respirazione.

Il principio attivo della molecola interferisce con alcuni processi della cicatrizzazione delle membrane, un processo che si verifica in maniera spontanea nei pazienti con fibrosi polmonare.

Immunoterapia Nintedanib per la fibrosi polmonare

L’immunoterapia con Nintedanib è stata approvata per la cura della fibrosi polmonare idiopatica (IPF), una patologia caratterizzata dalla continua formazione di tessuto connettivo. I pazienti affetti da IPF perdono gran parte dell’elasticità polmonare, con rischio di sviluppare forme gravi di insufficienza respiratoria, tosse persistente e dolore toracico.

Si tratta di una patologia progressiva idiopatica, di tipo secondaria, caratterizzata come malattia cronica progressiva altamente invalidante. La sua diagnosi è spesso tardiva poiché i campanelli di allarme non sono specifici e spesso sottovalutati.

Per questo motivo, oltre il 70% dei pazienti muore entro i 5 anni dalla diagnosi per insufficienza respiratoria. Per approfondire sulla fibrosi polmonare clicca sul link.

Nintedanib per la cura del carcinoma polmonare non a piccole cellule

Il farmaco Nintedanib, in associazione anche con altri farmaci, è stato approvato per la cura di determinate forme di neoplasie al polmone. Infatti, solo recentemente è stata accertata l’efficacia della combinazione di più protocolli di cura.

Infatti, l’immunoterapia con Nintedanib prevede anche l’applicazione di ulteriori cure, come la chemioterapia, la radioterapia e l’operazione chirurgica per alcune forme di tumore. I protocolli di cura combinati, in alcuni pazienti sono risultati più efficaci rispetto alla somministrazione del singolo trattamento.

Tra queste vi è il carcinoma polmonare non a piccole cellule, una particolare forma neoplastica caratterizzata da differenti forme istologiche neoplastiche. Tutte queste neoplasie si caratterizzano per il fatto che originano a livello dei tessuti epiteliali dei bronchi e del parenchima polmonare. Si tratta dell’adenocarcinoma, carcinoma a cellule squamose e carcinoma a grandi cellule.

Somministrazione dell’immunoterapia con Nintedanib

L’immunoterapia mediante il farmaco Nintedanib può avvenire soltanto previa prescrizione medica e monitorata da parte di un’equipe specializzata nella somministrazione di medicinali citotossici. Il farmaco Nintedanib è commercializzato in capsule da 100 mg e 150 mg. Per questo motivo, la somministrazione del farmaco è via orale.

Per quanto riguarda la dose raccomandata, invece, è di 150 mg da assumere due volte al giorno, somministrata durante i pasti, a distanza di circa 12 ore di distanza. In questo modo, nell’organismo del soggetto in cura è mantenuta una quantità costante del farmaco, tale da garantire l’efficienza della terapia nei confronti del tumore.

Tuttavia, alcuni pazienti possono sviluppare delle reazioni tali da diminuire la dose. Oppure, nel caso di una terapia di combinazione, la dose raccomandata è di 100 mg. L’unica raccomandazione è sul fatto che la dose iniziale non deve mai essere inferiore alla dose successiva.

Inoltre, i medici raccomandano di non aprire o frantumare la capsula durante l’assunzione e di contattare il proprio medico in caso di reazioni allergiche. Per approfondire la scheda tecnica di Nintedanib.

Effetti collaterali dell’immunoterapia con Nintedanib

Come tutti i medicinali, anche l’immunoterapia mediante il farmaco Nintedanib causa reazioni avverse nei soggetti in trattamento. Tuttavia, non sempre i pazienti oncologici manifestano i medesimi effetti collaterali e la stessa gravità. Per questo motivo, le reazioni avverse possono manifestarsi in maniera differente a causa delle condizioni fisiche della persona e dallo stadio e aggressività della neoplasia.

Tra le reazioni avverse più comuni, che possono riguardare più di 1 persona su 10, sono:

  • disturbi gastrointestinali (diarrea, nausea, dolore addominale);
  • innalzamento dei livelli enzimatici nel sangue;
  • diminuzione dell’appetito;
  • perdita di peso ingiustificata.

Tra le reazioni avverse meno comuni, invece:

  • sanguinamento per effetto della diminuzione del numero delle piastrine;
  • eruzione cutanea;
  • mal di testa, cefalea e capogiri;
  • pancreatite;
  • infiammazione intestinale;
  • attacco cardiaco;
  • insufficienza renale.

Ulteriori informazioni per l’immunoterapia Nintedanib

Per il farmaco Nintedanib non esistono particolari controindicazioni, perché, come già detto, gli effetti collaterali della terapia si manifestano in maniera sporadica e con entità lieve. Tuttavia, vi sono delle raccomandazioni per coloro che iniziano la terapia con il farmaco.

L’Istituto di Sanità raccomanda alle donne in gravidanza di valutare attentamente con il proprio medico i benefici della terapia. Infatti, l’assunzione di farmaci citotossici potrebbe interferire con i meccanismi cellulari e molecolari della gestazione. Durante la fase di sperimentazione con il farmaco Nintedanib si sono verificati alcuni casi di aborto, morte prematura e complicazioni nello sviluppo del feto.

Inoltre, non è noto se il principio del farmaco è trasmesso al bambino durante il periodo dell’allattamento o meno. L’assunzione di Nintedanib potrebbe essere rischiosa, oltre che per il processo di crescita del proprio bambino, anche per una possibile reazione allergica al farmaco. Per questo motivo, è opportuno comunicare all’oncologo eventuali allergie o reazioni avverse al farmaco.

Malati oncologici in Italia: il dato epidemiologico

I malati oncologici in Italia sono quasi 2 milioni e 250 mila persone, ovvero quasi il 4% della nostra popolazione. Inoltre, secondo uno studio europeo, i lavoratori esposti ad agenti cancerogeni in Italia sono circa 4.200.000 su 21.8 milioni di lavoratori complessivi. Tra i cancerogeni maggiormente nocivi vi è l’amianto, un minerale naturale che per molti anni è stato utilizzato in maniera ubiquitaria.

Si tratta di un minerale caratterizzato da fibre sottilissime, che se aereodisperse possono essere ingerite o inalate dalle persone esposte. La particolarità di queste fibre risiede nel fatto che sono indistruttibili da parte del sistema immunitario e causano eventi di infiammazione prolungata e ripetuta nel tempo.

Come conseguenza a questo evento infiammatorio insorgono neoplasie che colpiscono, con maggiore frequenza, gli organi respiratori. Infatti, la cancerogenicità delle fibre di amianto è stata ribadita anche dall’ultima monografia IARC.

Le neoplasie del polmone sono patologie che si caratterizzano per lo stesso comportamento cellulare, per la medesima localizzazione e per le cause che ne rappresentano l’eziopatogenesi. Secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto, ogni anno, in Italia, oltre 40 mila lavoratori ricevono una nuova diagnosi di tumore del polmone. Questa stima, se rapportata con i dati degli anni precedenti, fa sperare in una riduzione dell’incidenza delle nuove diagnosi di tumore.

In generale, tutti coloro che sviluppano particolari forme di tumore di origine professionale, la legge prevede un risarcimento in forma economica o di natura assistenziale.

Nuove diagnosi di tumore durante la pandemia COVID-19

Le suddette stime non tengono in considerazione la recente pandemia mondiale che ha causato il collasso del Sistema Sanitario Nazionale e mondiale. Durante al Pandemia COVID-19, il numero delle nuove diagnosi di tumore è diminuito sensibilmente rispetto le stime registrate negli anni precedenti. Si parla di una diminuzione dell’11%, causato principalmente da:

  • ritardo della diagnosi;
  • continui rinvii di screening oncologici;
  • riorganizzazione dei reparti oncologici per ospitare le terapie intensive.

Per questo motivo, nei prossimi anni dovremmo aspettarci dei numeri molto più alti rispetto gli anni precedenti. Il fenomeno epidemiologico è stato affrontato in una delle tante pubblicazioni dell’Avv. Ezio Bonanni, pioniere in Italia per le cause contro l’amianto. Per approfondire il fenomeno epidemiologico delle patologie asbesto correlate, consulta gratuitamente “Il Libro bianco delle morti di amianto in Italia (Ed. 2022)“.

Altre patologie asbesto correlate

Oltre ai polmoni, l’esposizione a polveri e fibre di amianto causa numerose patologie che possono interessare differenti organi e strutture. Ad esempio, il mesotelioma è una patologia asbesto correlata e monofattoriale, che insorge esclusivamente per l’esposizione alla fibra killer.

Sulla base delle membrane interessate, è possibile distinguere il mesotelioma in: pleurico, peritoneale, pericardico e della della tunica vaginale del testicolo. Un’altra forma di tumore del polmone è il microcitoma, l’asbestosi polmonare, le placche pleuriche e gli ispessimenti pleurici.

Altre patologie asbesto correlate sono: il cancro della laringe, il cancro della faringe, il tumore dell’esofago, il cancro dello stomaco, del colon-retto, e delle ovaie.

Avv. Ezio Bonanni e le patologie asbesto correlate

L’Avv. Ezio Bonanni da più di 20 anni difende le vittime dell’amianto e tutela i loro familiari. Per questo motivo, insieme all’Osservatorio Nazionale Amianto, ha istituito uno sportello online tramite il quale le vittime di asbesto possono richiedere assistenza legale e medica gratuita.

Per entrare in contatto con l’associazione, contatta il numero verde 800 034 294, oppure compila il form sottostante con i dati richiesti. Un team di medici e legali specializzati in materia, coordinati dall’Avv. Ezio Bonanni, si metterà a vostra disposizione per rispondere alle vostre domande in modo completamente gratuito.

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