Malattia professionale: rendita e indennizzo INAIL

La Costituzione italiana garantisce a tutti i cittadini il diritto alla salute sui luoghi di lavoro. A questo scopo Stato stabilisce l’obbligo per i datori di lavoro di assicurare i lavoratori addetti ad attività pericolose dal rischio di possibili infortuni e di malattie professionali.

L’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro – Inail, è un ente pubblico non economico erogatore di servizi a carattere nazionale, con personalità giuridica e autonomia di gestione che si occupa di erogare prestazioni ai lavoratori che subiscono infortuni sul lavoro o contraggono malattie causate dall’attività lavorativa, le cosiddette malattie professionali.

La malattia professionale: cos’è e come si definisce

La malattia professionale si differenzia dall’infortunio sul lavoro in quanto contratta nell’esercizio dell’attività lavorativa, protratto nel tempo e a causa delle lavorazioni esercitate. L’infortunio sul lavoro invece avviene in seguito ad un evento traumatico, avvenuto per una causa violenta sul posto di lavoro o anche semplicemente in occasione di lavoro, che comporta l’impossibilità di svolgere l’attività lavorativa per più di tre giorni.

L’assicurazione contro la malattia professionale

L’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali è un’assicurazione sociale con funzione indennitaria. Cosa significa? Significa che l’indennizzo erogato dall’Inail non può superare l’importo del danno sofferto dall’assicurato.

A differenza delle assicurazioni private l’assicurazione contro le malattie professionali è caratterizzata dall’automaticità delle prestazioni. Significa che la tutela assicurativa comprende anche i casi in cui il datore di lavoro non abbia regolarmente versato il premio assicurativo (nel caso dei lavoratori autonomi il diritto alle prestazioni resta sospeso, per le sole prestazioni economiche, fino al versamento del premio dovuto).

L’assicurazione, inoltre, esonera il datore di lavoro dalla responsabilità civile conseguente ai danni subiti dai propri dipendenti, salvo i casi in cui abbia commesso reati in violazione delle norme sulla prevenzione.

Malattia professionale: il quadro normativo e le sue evoluzioni

A partire dal 2008, con il decreto ministeriale del 9 aprile 2008 che conteneva le nuove tabelle delle malattie professionali nell’industria e nell’agricoltura, il quadro normativo ceh regolamenta le prestazioni erogate dall’INAIL in caso di malattia professionale ha subito una continua evoluzione. 

L’accordo approvato in data 2 febbraio 2012 ha definito le modalità di erogazione delle prestazioni di assistenza sanitaria da parte dell’Inail, nell’ottica della piena integrazione tra i livelli di tutela a carico del servizio sanitario e quelli a carico dell’Istituto, con l’obiettivo di garantire la migliore sinergia tra l’Istituto stesso e il Servizio sanitario nazionale.

L’entrata in vigore dell’articolo 1, comma 166, della legge 23 dicembre 2014, n.190 (legge di stabilità 2015) ha attribuito all’Istituto competenze in materia di reinserimento e di integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro, da realizzare con progetti personalizzati mirati alla conservazione del posto di lavoro o alla ricerca di nuova occupazione.

Malattia professionale: le prestazioni dell’INAIL

L’Inail eroga prestazioni economiche, sanitarie, socio-sanitarie e integrative ai lavoratori infortunati o affetti da malattia professionale (tecnopatici).
Le prestazioni economiche Inail, tranne l’indennità di temporanea e l’integrazione della rendita diretta, non sono soggette a tassazione, non sono pignorabili né cedibili.

Prestazioni economiche per malattia professionale

Elenchiamo le prestazioni di natura economica erogate dall’INAIL a favore dell’assicurato che abbia contratto una malattia professionale.

• Rendita diretta per inabilità permanente, corrisposta per eventi fino al 24 luglio 2000:

indennizzo per la diminuita attitudine al lavoro valutata in base alle tabelle allegate al t.u. 1124/1965 (grado di inabilità permanente compreso tra l’11% e il 100%). L’importo della rendita viene calcolato in base alla  retribuzione percepita nell’anno precedente la manifestazione della malattia ed in base al grado di inabilità riconosciuto (soggetto a rivalutazione annuale in base alla variazione dei prezzi di consumo).

• Indennizzo per la lesione dell’integrità psicofisica, danno biologico, corrisposto per eventi a decorrere dal 25 luglio 2000 (decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38):

se ne ha diritto in caso il grado di menomazione dell’integrità psicofisica sia compreso tra il 6% e il 100%. Per postumi compresi tra il 6 e il 15% è previsto l’indennizzo in capitale del danno biologico e nessun indennizzo per conseguenze patrimoniali. Dal 16% in poi, viene erogato un indennizzo in rendita e un indennizzo con ulteriore quota di rendita per conseguenze patrimoniali.

Il decreto interministeriale di “Rivalutazione del danno biologico”, prevede un aumento, in via straordinaria, nella misura dell’8,68% degli indennizzi in capitale e rendita dell’Inail a titolo di rivalutazione del danno biologico. L’aumento si applica agli indennizzi in capitale liquidati a decorrere dal 1° gennaio 2008 nonché ai ratei di rendita maturati dalla stessa data. In attuazione della legge di stabilità 2014, il decreto interministeriale del 14 febbraio 2014, ha previsto, a decorrere dal 1° gennaio 2014, un ulteriore aumento in via straordinaria nella misura del 7,57%. A questo aumento complessivo del 16,25% riconosciuto in via straordinaria si aggiungono gli incrementi annuali di rivalutazione in base ai prezzi di consumo. 

La richiesta di aggravamento comporta, se riconosciuta, l’erogazione dell’indennizzo in capitale o, nel caso in cui l’aggravamento del danno riconosciuto sia superiore al 15%, l’erogazione della rendita (l’aggravamento può comportare l’adeguamento del precedente indennizzo in capitale, ma soltanto una volta).

Se al ricevimento del certificato medico, che attesta la cessazione dell’inabilità temporanea assoluta, non è ancora possibile accertare in via definitiva il grado di menomazione, ma è comunque presumibile che sia compreso tra il 6% e il 15%, si può procedere alla liquidazione di un indennizzo provvisorio in capitale. La liquidazione definitiva dovrà avvenire non prima dei sei mesi e non oltre un anno dal ricevimento del certificato medico e non potrà essere inferiore al capitale liquidato provvisoriamente.

Come funziona la disciplina delle preesistenze? Nel caso in cui l’assicurato, già colpito da uno o più eventi lesivi rientranti nella disciplina del danno biologico, subisca un nuovo evento lesivo si procede alla valutazione complessiva dei postumi e alla liquidazione di un’unica rendita o di  un indennizzo in capitale corrispondente al grado complessivo delle menomazioni secondo i criteri di applicazione della tabella di indennizzo. L’importo della nuova rendita o del nuovo indennizzo in capitale è decurtato dell’importo dell’eventuale indennizzo in capitale già corrisposto e non recuperato.

Nel caso in cui l’assicurato sia affetto da menomazioni preesistenti al nuovo evento lesivo derivanti da fatti estranei al lavoro, esse assumono rilevanza solo se concorrenti ed aggravanti la menomazione di origine lavorativa.

Nel caso in cui l’assicurato sia affetto invece da menomazioni preesistenti di origine lavorativa ricadenti nella precedente disciplina del Testo Unico se sono indennizzate in rendita, il grado di menomazione conseguente al nuovo infortunio o alla nuova malattia professionale viene valutato senza tenere conto delle preesistenze. Ciò in quanto l’assicurato, oltre alla rendita spettante ai sensi della nuova disciplina, continuerà a percepire quella spettante ai sensi della precedente normativa; se non sono indennizzate in rendita assumono rilevanza solo se concorrenti e aggravanti le menomazioni derivanti dal nuovo evento lesivo.

In caso di morte dell’assicurato, avvenuta prima che sia stato corrisposto l’indennizzo in capitale, l’indennizzo in capitale è dovuto in misura proporzionale al periodo di tempo tra la data di cessazione del periodo di inabilità temporanea assoluta e la morte.

• Rendita di passaggio per silicosi e asbestosi:

calcolata secondo le Tabelle allegate al Testo Unico, per inabilità non superiore all’80% corrisposta per un anno al lavoratore che abbandoni la lavorazione nociva e, per le malattie denunciate a decorrere dal 1° gennaio 2007, per le menomazioni dell’integrità psicofisica non superiori al 60% (secondo le tabelle di cui al decreto ministeriale 12 luglio 2000).

L’importo è pari ai 2/3 della retribuzione media giornaliera percepita nei 30 giorni precedenti l’abbandono della lavorazione nociva.
In caso di occupazione in lavorazione diversa l’importo è pari ai 2/3 della differenza tra la retribuzione media giornaliera percepita nei 30 giorni precedenti l’abbandono della lavorazione e quella percepita per la nuova lavorazione.

Il lavoratore, entro 180 giorni dalla data di abbandono della lavorazione nociva, deve presentare all’Inail richiesta di rendita di passaggio, dichiarazione del datore di lavoro che attesti l’abbandono della lavorazione e la misura dell’ultima retribuzione, certificato medico da cui risulti che il lavoratore ha abbandonato la lavorazione nociva per evitare l’aggravamento della malattia.

La rendita di passaggio può essere riconosciuta una seconda volta, sempre per la durata di un anno, entro il termine di 10 anni dalla cessazione della prima, a condizione che la nuova lavorazione risulti comunque dannosa.

• Rendita ai superstiti di lavoratori vittime di infortunio o malattia professionale:

in caso di morte del lavoratore causata dalla malattia professionale hanno diritto alla rendita ai superstiti coniuge o unito civilmente, figli legittimi, naturali, riconosciuti o riconoscibili o adottivi (fino al 18° anno di età non hanno bisogno di requisiti, fino al 21° anno di età se frequentano scuola media superiore o professionale, vivenza a carico e assenza di lavoro retribuito, fino al 26° anno di età, frequenza di corso normale di laurea, vivenza a carico e assenza di lavoro retribuito) ed in mancanza di coniuge e figli, i genitori naturali o adottivi, fratelli e sorelle (se vivono a carico o in convivenza).

In rapporto alla retribuzione annua del lavoratore deceduto, la rendita viene  calcolata in percentuale (50% al coniuge/unito civilmente; 20% a ciascun figlio; 40% a ciascun figlio orfano di entrambi i genitori; 40% a ciascun figlio naturale riconosciuto o riconoscibile. In mancanza di coniuge e figli 20% a ciascun genitore naturale o adottivo; 20% a ciascuno dei fratelli e delle sorelle). La somma delle quote di rendita che spettano ai superstiti non può superare il 100% della retribuzione. 

• Assegno funerario:

ne hanno diritto i superstiti di lavoratori deceduti a causa di malattia professionale oppure chiunque dimostri di averne sostenuto le spese funerarie. L’assegno viene rivalutato annualmente, a decorrere dal 1° luglio di ogni anno, con apposito decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze e il Ministero della salute, sulla base della variazione effettiva dei prezzi al consumo. Dal 1° luglio 2017 l’importo è di euro 2.136,50.

• Assegno per assistenza personale continuativa:

corrisposto per inabilità permanente non inferiore al 65% e, per gli eventi a decorrere dal 1° gennaio 2007, per le menomazioni elencate nelle Tabelle. Hanno diritto alla prestazione coniuge e figli a condizione che non percepiscano rendite, prestazioni economiche previdenziali o altri redditi (escluso il reddito della casa di abitazione) di importo pari o superiore a quello dell’assegno speciale.

La somma globale degli assegni che spettano ai superstiti non può superare l’importo della rendita diretta. In caso contrario gli assegni vengono proporzionalmente adeguati. Nel caso di redditi di importo inferiore all’assegno, l’Inail corrisponde la differenza fra l’importo dei redditi e l’importo inizialmente calcolato.

• Prestazione ai marittimi dichiarati temporaneamente inidonei alla navigazione:

indennizzo per mancata retribuzione ai lavoratori marittimi appartenenti alla I e II categoria della gente di mare dichiarati inidonei alla navigazione a seguito di infortunio sul lavoro o malattia professionale. L’indennità è soggetta a tassazione Irpef. La trattenuta viene effettuata dall’Inail che rilascia all’assicurato la relativa certificazione fiscale.

La durata massima è di un anno.

Dal 1° gennaio 2014 l’Inps eroga la prestazione limitatamente ai marittimi che sono dichiarati temporaneamente non idonei alla navigazione al termine di un periodo di assistenza indennizzata per inabilità temporanea al lavoro da malattia non professionale, comune o fondamentale. L’inidoneità è attestata dalla visita della Commissione medica permanente di I grado (costituita presso ciascuna Capitaneria di porto).

• Prestazione aggiuntiva alla rendita per le vittime dell’amianto o, in caso di morte, per gli eredi titolari di rendita a superstiti:

a carico del Fondo per le vittime dell’amianto istituito presso l’INAIL, con contabilità autonoma e separata, finanziato con risorse provenienti per tre quarti dal bilancio dello Stato e per un quarto dalle imprese. Ne hanno diritto i lavoratori che abbiano contratto malattia professionale asbesto-correlata per esposizione all’amianto e alla fibra fiberfrax del lavoratore, e che siano già titolari di rendita o in caso di morte, gli eredi titolari di rendita a superstiti.

La prestazione viene erogata d’ufficio dall’Inail, mediante due acconti e un conguaglio. Pertanto per l’accesso al beneficio non deve essere presentata alcuna domanda.

I titolari di rendita affetti da patologie asbesto-correlate ai quali non sia stata erogata la prestazione aggiuntiva o sia stata erogata in misura ritenuta errata, possono proporre ricorso all’Inail secondo la disciplina prevista dagli articoli 104 e seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124.

• Prestazione una tantum per le vittime dell’amianto a favore dei malati di mesotelioma per esposizione non professionale o in caso di morte per gli eredi:

La prestazione, a carico del Fondo per le vittime dell’amianto istituito presso l’Inail, è riconosciuta per il triennio 2018-2020 a favore dei malati di mesotelioma riconducibile a esposizione non professionale all’amianto o, in caso di morte, dei loro eredi.
Non cumulabile con la prestazione aggiuntiva erogata dallo stesso Fondo ai lavoratori vittime dell’amianto per esposizione di natura professionale.

L’esposizione familiare è comprovata se il soggetto ha convissuto in Italia con il familiare in un periodo in cui quest’ultimo era impiegato in una lavorazione che lo esponeva all’amianto. L’insorgenza della patologia, in particolare, deve essere compatibile con i periodi della convivenza. In assenza di esposizione familiare, invece, l’esposizione ambientale è comprovata se il soggetto è stato residente sul territorio nazionale in periodi compatibili con l’insorgenza del mesotelioma. La prestazione è erogata anche in favore degli eredi, ripartita tra gli stessi.

La prestazione economica è fissata nella misura massima di euro 5.600,00 ed è corrisposta una tantum.

• Prestazione per le vittime dell’amianto a favore degli eredi dei lavoratori portuali:

la prestazione, a carico del Fondo in favore degli eredi di coloro che sono deceduti a seguito di patologie asbesto-correlate per esposizione all’amianto nell’esecuzione delle operazioni portuali (carico, scarico, trasbordo, deposito, movimento in genere delle merci e di ogni altro materiale e servizi portuali quali prestazioni specialistiche, complementari e accessorie a ciclo di operazioni portuali) nei porti è destinata a concorrere al pagamento in favore dei beneficiari della somma giudizialmente accertata per il risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale così come liquidato con sentenza esecutiva o con verbale di conciliazione.

Non soggetta a tassazione Irpef, cumulabile con altri benefici previsti dall’ordinamento.

• Rimborso per cure idrofangotermali e pagamento diretto per soggiorni climatici.

• Rimborso spese per l’acquisto di farmaci necessari al reinserimento sociolavorativo e al miglioramento dello stato psicofisico.

Prestazioni sanitarie e socio-sanitarie per malattia professionale

I soggetti che hanno contratto malattia professionale hanno diritto a ricevere le cure mediche e chirurgiche, erogate a carico del Servizio sanitario nazionale, compresi gli accertamenti clinici, ai fini della guarigione, della stabilizzazione dei postumi e/o del miglior recupero possibile dell’integrità psico-fisica.

Rientrano tra le prestazioni:

• Attività medico-legali

• Cure ambulatoriali

Visite specialistiche e accertamenti diagnostici clinici e/o strumentali che possono essere richiesti anche con finalità medico-legale oltre che curativa; prescrizioni terapeutiche; vaccinazione e sieroprofilassi antitetanica.

Cure integrative

• Cure riabilitative prestazioni non ospedaliere erogate nel periodo di inabilità temporanea assoluta e finalizzate al miglior recupero possibile dell’integrità psicofisica, nonché al tempestivo reinserimento nell’ambiente sociale e lavorativo.

• Assistenza protesica

• Prestazioni finalizzate al massimo recupero delle funzioni lese e alla valorizzazione delle capacità residue dei lavoratori infortunati/tecnopatici, nonché al reinserimento nella vita familiare, sociale e lavorativa (protesi, ortesi e ausili).

• Interventi di sostegno per il reinserimento nella vita di relazione

• Interventi per il reinserimento e integrazione lavorativa;

• Servizio sociale;

• Altri servizi per il reinserimento nella vita di relazione.

Prestazioni integrative in caso di malattia professionale

Le prestazioni integrative, dette anche assistenziali, comprendono:

assegno di incollocabilità, erogato per impossibilità di collocazione in qualsiasi settore lavorativo (per i soggetti di età non superiore a 65 anni e grado di inabilità, per infortuni sul lavoro o malattie professionali, non inferiore al 34% riconosciuto dall’Inail secondo le tabelle allegate al t.u., per eventi verificatisi fino al 31 dicembre 2006 e grado di menomazione dell’integrità psicofisica – danno biologico superiore al 20% riconosciuto secondo le tabelle allegate all’art. 13 del d.lgs. 38/2000, per eventi verificatisi dal 1° gennaio 2007). Dal 1° luglio 2017 l’importo è di euro 256.39.

Erogazione integrativa di fine anno, dovuta ai grandi invalidi con inabilità compresa tra l’80% e il 100% e per gli eventi a decorrere dal 1° gennaio 2007 con grado di menomazione dell’integrità psicofisica compreso tra il 60% e il 100%;

Brevetto e distintivo d’onore, di natura onorifica ed economica, fornita per una sola volta ai Grandi Invalidi o Mutilati del Lavoro.

Procedura e obblighi dell’assicurato e del datore di lavoro in caso di malattia professionale

Il lavoratore che svolge attività lavorativa deve:

• denunciare la malattia al proprio datore di lavoro entro 15 giorni da quando si è manifestata;

• presentare al datore di lavoro i riferimenti del certificato di malattia professionale e, in caso di prosecuzione delle cure, i riferimenti dei certificati compilati dal medico curante e già trasmessi telematicamente all’Inail.

Nel caso in cui il lavoratore non disponga del numero identificativo del certificato, deve fornire al datore di lavoro copia cartacea del certificato medico.

Se il lavoratore non svolge attività lavorativa, può presentare direttamente all’Inail la domanda di riconoscimento della malattia professionale.

Il datore di lavoro deve:

pagare per intero la giornata in cui si è manifestata la malattia professionale, se quest’ultima ha causato assenza dal posto di lavoro;

• pagare il 60% della retribuzione, salvo migliore trattamento previsto dal contratto di lavoro, per i successivi tre giorni di astensione dal lavoro;

 presentare la denuncia di malattia professionale entro 5 giorni da quando il lavoratore ne ha dato a lui comunicazione, indicando i riferimenti del certificato. 

Se la malattia professionale non viene denunciata subito, il lavoratore può ottenere comunque le prestazioni Inail entro 3 anni e 150 giorni (termine di prescrizione) dal giorno in cui la malattia stessa si è manifestata.

L’accertamento del danno permanente: come funziona?

Al termine del periodo di inabilità temporanea assoluta, l’Inail può invitare il lavoratore a sottoporsi a visita medico-legale per accertare e quantificare il danno permanente derivante dall’infortunio o dalla malattia professionale.

Per eventi antecedenti il 25 luglio 2000, se la diminuita o perduta attitudine al lavoro, espressa come inabilità permanente, è di grado accertato:
• compreso fra l’11% e il 100%, il lavoratore ha diritto alla rendita Inail;
• inferiore all’11%, il lavoratore non ha diritto alla rendita Inail.

In caso di successivo aggravamento, il lavoratore può richiedere alla Sede Inail di appartenenza la revisione del grado di inabilità entro i seguenti termini:
• 10 anni dalla data di infortunio sul lavoro;
• 15 anni dalla data di manifestazione della malattia professionale.

Nei casi di malattie professionali causate da inalazione di polvere di silicio (silicosi) o da inalazione di polvere di amianto (asbestosi), o da radiazioni ionizzanti, la revisione può essere chiesta senza alcun limite di tempo.

Per eventi occorsi a decorrere dal 25 luglio 2000, se la menomazione dell’integrità psicofisica (danno biologico) è di grado:
inferiore al 6%, il lavoratore non ha diritto ad alcun indennizzo;
dal 6% al 15%, il lavoratore ha diritto all’indennizzo in capitale del solo danno biologico (l’adeguamento dell’indennizzo in capitale può avvenire una sola volta;
dal 16% al 100%, il lavoratore ha diritto a una rendita composta di due quote di cui una per danno biologico e una quota aggiuntiva per le conseguenze patrimoniali della menomazione.

La revisione del danno permanente in caso di malattia professionale

La revisione può essere disposta dall’Inail o richiesta dall’interessato entro 15 anni dalla data di decorrenza della rendita.

La prima visita può essere effettuata:
• dopo sei mesi dalla data di cessazione del periodo di inabilità temporanea assoluta;
• dopo un anno dalla data di presentazione della denuncia della malattia, nei casi in cui non vi sia stata astensione dal lavoro;
• le successive revisioni non possono essere effettuate a distanza inferiore a un anno dalla precedente.

L’ultima visita deve essere effettuata allo scadere dei 15 anni dalla data di decorrenza della rendita.

Come richiedere l’assistenza legale gratuita

Per richiedere l’assistenza medica dell’ONA basta chiamare il numero verde 800 034 294 o contattare l’Osservatorio Nazionale Amianto attraverso il form che trovate qui sotto e consultare la pagina dei servizi gratuiti ONA di assistenza legale gratuita e medica