Mesotelioma pericardico

Il mesotelioma pericardico è una neoplasia rara che colpisce il pericardio (organo membranoso che, come un sacco, riveste il cuore e l’origine dei grossi vasi) causata dalla esposizione a fibre di amianto (asbesto). Il tumore del mesotelio del pericardio o ha una latenza temporale che arriva fino a 50 anni ed è quasi sempre mortale. L’unica forma di prevenzione è evitare le esposizioni ad amianto (sinonimo di asbesto). Spesso il mesotelioma del pericardio si diffonde nei tessuti limitrofi e può contaminare altri organi sia vicini che distanti (le cosiddette metastasi) (pleura pericardio peritoneo).Numero Verde ONA mesotelioma peritoneale

L’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) assiste le vittime di mesotelioma pericardico con assistenza medica gratuita e consulenza legale gratuita.

Consulta Dipartimento terapia e cura del mesotelioma

Sintomi mesotelioma pericardico

In caso di sospetto tumore del mesotelio del pericardio è necessario recarsi dal proprio medico curante. Mesotelioma sintomi iniziali

    • astenia
    • tosse
    • tachicardia
    • perdita di peso
    • ascite
    • febbre
    • stanchezza

I sintomi del tumore pericardico negli stadi più avanzati sono:

  • sudorazione
  • tromboflebia
  • hypercoagulability
  • febbre dell’origine sconosciuta
  • lesioni infiammatorie acute

Diagnosi mesotelioma pericardico

Mesotelioma diagnosi: si basa sulla biopsia pericardica e sulle tecniche di imaging (ecografia e tomografia computerizzata). In ogni caso, è necessario l’esame istologico sulla biopsia tissutale e sui risultati dell’immunocolorazione:

  • esame istologico (che rileva le caratteristiche istologiche)
  • tomografia computerizzata (esame TC)
  • pericardiotomia (intervento chirurgico di incisione del sacco pericardico nel corso di interventi di chirurgia cardiaca)
  • biopsia (in corso di intervento chirurgico o con ago tranciante)
  • ecografia addominale

Mesotelioma pericardico cause

Il fattore di rischio principale per il mesotelioma cardiaco (mesotelioma del pericardio viscerale e pericardio parietale) è la esposizione ad amianto (sinonimo asbesto), ambientale, lavorativa o domestica (vivere con persone che lavorano Eternit). L’amianto, infatti,  grazie alle sue caratteristiche tecniche, è stato ampiamente utilizzato per le coperture e l’isolamento di tetti (Eternit), nella costruzione e manutenzione di navi e treni; nell’edilizia (tegole, pavimenti, vernici, etc.); nelle tute dei Vigili del Fuoco; nelle automobili (componenti meccaniche e vernici). In ogni caso, l’amianto / asbesto sotto forma di Eternit è stato utilizzato in più di 3.000 applicazioni. L’utilizzo e la manipolazione di amianto ne determinano la riduzione allo stato pulverulento e le fibre, di dimensioni così piccole da essere impossibili da vedere a occhio nudo, possono essere inalate o ingerite, depositandosi così all’interno dell’organismo umano.

Stadiazione, terapie e trattamenti

Esistono diversi tipi di classificazione per il mesotelioma pericardico: si parla di metodo Butchart quando invade il diaframma e il pericardio raggiungendo il cuore, la pleura controlaterale, il peritoneo o organi extratoracici; si tratta di metodo Brigham, quando il mesotelioma maligno è confinato nella pleura parietale omolaterale alla zona colpita, al pericardio, al polmone e al diaframma omolaterali. In generale, quanto più precoce è lo stadio del tumore all’inizio della terapia, tanto migliore è la prognosi e più alte le chance di sopravvivenza. 

Tuttavia, nel caso del mesotelioma pericardico, la guarigione completa è molto rara, quindi , l’obiettivo primario della terapia è il controllo dei sintomi al fine di consentire una qualità di vita accettabile.

Chirurgia

L’approccio chirurgico al mesotelioma pericardico non è tra quelli più consigliati in quanto non è considerato di grande successo, specialmente se utilizzato da solo, mentre le possibilità di successo aumentano se viene combinato con la radioterapia e chemioterapia. L’intervento chirurgico di riferimento per il mesotelioma pericardico è la cosiddetta pericardiotomia, ovvero l’intervento di incisione del sacco pericardico al fine di asportare le formazioni patologiche intrapericardiche.

Radioterapia

La radioterapia è solitamente impiegata successivamente all’intervento chirurgico, eventualmente se possibile in combinazione con la chemioterapia. Lo scopo del trattamento combinato con radioterapia e chemioterapia dopo l’intervento è quello di consolidare gli effetti della chirurgia e prolungare l’aspettativa di vita, che in alcuni casi può superare anche i 5 anni. 

La radioterapia può essere praticata anche a scopo palliativo, ma non può essere considerata l’unico trattamento terapeutico: la dose richiesta sarebbe molto elevata e dunque altamente tossica per qualunque paziente.

Per approfondimenti: Radioterapia 

Chemioterapia

La chemioterapia consiste nella somministrazione per infusione endovenosa (EV) di farmaci per ridurre o arrestare la progressione del cancro. In rari casi di efficacia (di riduzione della massa tumorale), favorisce l’approccio chirurgico, in altri casi, si limita soltanto a bloccare la crescita della malattia e favorisce il miglioramento dei sintomi.

Per approfondimenti: Chemioterapia

Trattamento multimodale 

L’ONA ha elaborato un protocollo sperimentale per contrastare il mesotelioma  del pericardio e di tutti gli altri tipi di tumore delle sierose. Per saperne di più consulta la voce: trattamento multimodale del mesotelioma cure sperimentali.

Ogni paziente rappresenta un caso a sé: per questo motivo ogni scelta va attentamente ponderata rivolgendosi ai sanitari. Per approfondimenti consulta: Mesotelioma pericardico.

Terapie integrate e cure sperimentali mesotelioma pericardico

L’approccio con terapie integrate permette di ridurre la massa tumorale e, conseguentemente, prolungare la sopravvivenza del paziente. Le procedure di maggior successo sono quelle effettuate negli stadi iniziali della malattia (I e II stadio) che combinano chirurgia, radioterapia e chemioterapia (chemioterapia pre operatoria + intervento chirurgico + radioterapia post-operatoria). Questo approccio, però, può essere proposto solo a determinati pazienti, giovani, in ottime condizioni generali e non affetti da altre malattie. In ogni caso, non è da ritenersi un trattamento standard, perché non sono ancora disponibili studi adeguati che ne dimostrino un valido beneficio in termini di prolungamento della sopravvivenza rispetto alla sola chemioterapia.

Assistenza legale gratuita

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, assiste lavoratori e cittadini esposti all’asbesto vittime di tumore del mesotelio del pericardio e di altre patologie asbesto correlate per ottenere:

Approfondisci su: Assistenza legale gratuita Danni amianto: risarcimenti, rendite e benefici contributivi.

L’ Avv. Ezio Bonanni è autore della monografia “Come curare e sconfiggere il mesotelioma ed ottenere le tutele previdenziali ed il risarcimento danni”,  scaricabile gratuitamente attraverso il sito.

Le vittime di tumore pericardio hanno diritto al risarcimento dei danni tramite la rendita INAIL. L’ ONA tutela le vittime del tumore al pericardio e i loro familiari. 

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Tumore al pericardio: vittime del dovere

Il tumore al pericardio ha una alta frequenza nel personale civile e militare delle Forze Armate, Marina Militare, dell’Aviazione e dell’Aeronautica Militare. Infatti, questa neoplasia deriva dall’esposizione a fibre di asbesto, consistenti in una serie di minerali che hanno avuto un utilizzo nel settore militare, in particolare nella cantieristica navale, nella costruzione di aeromobili, civili e militari.

Per approfondimenti: Vittime del Dovere 

Il Prof. Luciano Mutti sul mesotelioma

Il Prof. Luciano Mutti, oncologo, ha redatto la relazione: “Amianto una tragica storia esemplare ed una sfida per la ricerca”, sintesi del dramma dell’amianto in Italia. 

Le proprietà dell’amianto sono note fin dai tempi delle più antiche civiltà:

Plinio il Vecchio riportò che gli schiavi assegnati al lavoro nelle miniere di amianto avevano problemi di salute assai più frequentemente degli altri. 

La prima evidenza di due stati patologici del mesotelioma avvenne nel 1769.  Fu attribuita al medico francese Joseph Lieutad che praticò 3000 autopsie, mentre a E. Wagner nel 1870 viene attribuita la prima definizione di mesotelioma maligno, come entità patologica distinta.