Tumore esofago: guida, terapia e assistenza

Il tumore esofago: neoplasia che si sviluppa nell’esofago. In alcuni casi, è una malattia asbesto correlata.

Infatti, l’ONA, con la sua attività, ha fatto emergere la patogenesi del tumore dell’esofago, come riconducibile ad esposizione a queste fibre, sia quelle dei serpentini, tra cui il crisotilo, che degli anfiboli.

Tumore esofago: S.O.S. assistenza medica e legale

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno segnalato le capacità lesive delle fibre di amianto anche per l’esofago. 

Infatti, anche nell’ultima monografia IARC, si fa riferimento agli amianti come causa del tumore esofago

Quindi l’Avv. Ezio Bonanni e l’ONA hanno istituito il servizio di assistenza medica e tutela legale delle vittime dell’esofago tumore amianto.

In questo notiziario amianto, puoi chiedere anche la tua consulenza legale online e per riconoscimento di malattia professionale.

Tumore esofago

Tumore esofago

ogni anno che, quindi, solo nel 2019 ha provocato circa 100.000 morti.

Indice:

Tempo stimato di lettura: 6 minuti

Come tutti i tumori maligni, si tratta di una massa anomala di cellule che hanno la capacità di crescere molto velocemente. In più  di diffondersi, altrettanto velocemente, nei tessuti circostanti e nel resto del corpo. Questa crescita di cellule anomale è indotta da un’alterazione nel loro DNA.

ESOFAGOTumore all’esofago: cos’è e come si diffonde

Il tumore dell’esofago è il nono cancro più frequente al mondo e colpisce in primo luogo gli uomini al di sopra dei 60 anni. Inoltre essendo una forma piuttosto aggressiva di cancro ha una mortalità generalmente elevata.

Che cosa è e dove si trova l’esofago?

L’esofago è il condotto attraverso cui gli alimenti ed i liquidi che ingeriamo passano dalla gola allo stomaco.

L’esofago è lungo dai 25 ai 30 centimetri e largo intorno ai 2-3 centimetri. Le sue pareti interne sono rivestite di un particolare tessuto mucoso ed esternamente sono circondate dal tessuto muscolare.

Infatti, proprio attraverso le contrazioni del tessuto muscolare in fase di deglutizione, il cibo viene spinto verso il basso in direzione dello stomaco. Lo stomaco è collegato all’esofago mediante una valvola che è detta cardias che fa scendere gli alimenti senza farli risalire.

Inoltre la mucosa che riveste l’esofago nel suo tratto terminale è ricca di ghiandole produttrici di muco che lubrifica le pareti facilitando il transito del cibo deglutito.

Il tumore dell’esofago consiste nella crescita incontrollata delle cellule della mucosa che riveste internamente l’organo. In altri termini delle cellule che formano le ghiandole per la produzione di muco. Molto più raramente il tumore dell’esofago si sviluppa a partire dalle cellule muscolari che rivestono l’organo esternamente.

AssistenzaTipologie di tumori dell’esofago

Si distinguono due tipi di tumore all’esofago: il carcinoma a cellule squamose e l’adenocarcinoma, a seconda del tessuto in cui avviene la crescita di cellule anomale.

  • Carcinoma a cellule squamose (o squamocellulare):

è il più comune dei tumori esofagei (60% dei casi) ed ha origine dalle cellule squamose che tappezzano la parete interna dell’organo.

  • Adenocarcinoma:

costituisce circa il 30% dei tumori dell’esofago e deriva dalla trasformazione in senso neoplastico delle cellule delle ghiandole deputate alla produzione di muco. L’adenocarcinoma insorge più frequentemente nell’ultimo tratto del canale esofageo, vicino alla giunzione con lo stomaco (terzo inferiore).

In circa il 3% dei casi, il tumore esofageo è causato dalla metastatizzazione di altre neoplasie (specie melanomi e cancro della mammella). Questi processi, di solito, interessano il tessuto connettivale lasso intorno all’esofago. Contrariamente  i carcinomi primitivi originano nella mucosa o nella sottomucosa.

I sintomi del tumore all’esofago

Nei suoi stadi iniziali il tumore esofageo tende ad essere asintomatico. Il sintomo d’esordio più frequente è la difficoltà nell’ingestione di cibo (disfagia).

Insieme alla difficoltà alla deglutizione potrebbe manifestarsi una sensazione che i cibi solidi si arrestino durante il loro passaggio verso lo stomaco. Con il decorso della malattia questa sensazione può diventare una costante ed estendersi ai cibi semisolidi e poi anche ai liquidi.

Infine, negli stadi più avanzati di sviluppo del tumore dell’esofago, la deglutizione può anche diventare dolorosa (odinofagia).

In più lo sviluppo di un tumore di questo tipo è accompagnato alla perdita di peso, a volte inspiegabile nello stato iniziale in quanto il paziente potrebbe conservare l’appetito.

A seconda delle zone di crescita e dell’interessamento del tumore dell’esofago può provocare:

  • Paralisi delle corde vocali, raucedine e/o disfonia
  • Singhiozzo o paralisi del diaframma
  • Dolore al torace, che spesso si irradia al dorso
  • Crampi dolorosi e bruciore dell’esofago
  • Bruciore di stomaco e reflusso gastrico
  • Vomito, compreso vomito con tracce di sangue
  • Tosse

Trattamento e cura del tumore esofago

Il trattamento e la cura del tumore esofageo dipendono da diversi fattori. Prima di tutto dallo stadio della malattia, poi dalla tipologia, dalla localizzazione e dalle sue dimensioni. Inoltre anche dall’età e dallo stato di salute generale del paziente.

Il trattamento standard più diffuso è l’esofagectomia in anestesia generale suturando l’esofago a livello del collo con lo stomaco (più raramente con il colon).

Cancro esofageo: chemioterapia o radioterapia

Chemioterapia e/o radioterapia possono essere le armi terapeutiche da azionare prima dell’operazione per ridurre le dimensioni del tumore. In questo modo, si aumentano le probabilità di poter estirpare completamente il cancro con la chirurgia.

Il Trattamento ECF è il trattamento chemioterapico di elezione nel tumore dell’esofago. Infatti, l‘acronimo indica una combinazione di chemioterapici a base di epirubicina, cisplatino e 5-fluorouracile (5FU).

Si effettua di solito in day hospital con diversi cicli di trattamento. I farmaci si somministrano per iniezione in vena o attraverso un catetere venoso centrale. In particolare, questo catetere, viene inserito sotto cute in una vena vicino alla clavicola.

Inoltre, prima del trattamento vengono iniettati degli antiemetici, a volte somministrati anche in pasticca. Così, dopo l’antiemetico viene iniettata l’epirubicina insieme ad un’infusione di soluzione salina.

Successivamente, il paziente riceve la somministrazione del cisplatino insieme all’infusione lenta di liquidi. In questo modo, si preserva la funzione renale che dovrebbe rimanere nella norma.

Invece il 5FU viene di solito somministrato attraverso una piccola pompa portatile. In questo modo si permette di immettere una quantità controllata di farmaco in un certo periodo di tempo.

Tumore all’esofago: fattori di rischio

Quali sono i fattori di rischio che concorrono ad aumentare il rischio di cancro esofageo?

Le cause del cancro esofageo sono ancora in parte sconosciute. Tuttavia esso è associato ad alcuni fattori di rischio che includono una combinazione di fattori genetici, dieta, stile di vita e precedente patologia esofagea.

Inoltre, la presenza di uno stato infiammatorio cronico della mucosa esofagea potrebbe condurre infatti nel tempo alla neoplasia.

Tra i fattori di rischio che potrebbero contribuire ad aumentare la possibilità di contrarre questo tipo di tumore ricordiamo:

  • l’Alcolismo
  • L’uso di tabacco in qualsiasi forma
  • Acalasia esofagea
  • Infiammazioni croniche, tra cui esofagite peptica, reflusso gastro-esofageo e/o esofago di Barrett
  • Ingestione di cibi e bevande bollenti
  • Dieta povera di frutta e verdure fresche
  • Obesità.
  • Età e sesso (gli uomini sono più colpiti delle donne).

Tumore all’esofago da amianto o altri cancerogeni

L’esposizione a polveri e fibre di amianto e ad altri cancerogeni può essere causa di un tumore dell’esofago.

Il tumore dell’esofago causato dall’esposizione a sostanze cancerogene non è riscontrabile solo nei pazienti che hanno lavorato nel corso della vita a diretto e consapevole contatto con l’amianto o altre sostanze cancerogene. Infatti sono rilevanti tutte quelle situazioni in cui il paziente non ne è stato consapevole:

  • esposizione ambientale
  • esposizione professionale inconsapevole. Si tratta di lavoratori in attività lavorative non esplicitamente connesse all’utilizzo dell’asbesto o di altri cancerogeni). 

Tutela legale delle vittime tumore esofago

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA assiste tutti i lavoratori e i cittadini per la diagnosi, terapia e la cura del tumore esofago e ne tutela i diritti in caso di malattia professionale.

Assistenza

Tumore dell’esofago malattia professionale

Nel caso di esposizione lavorativa ad alcuni degli agenti causali del tumore dell’esofago, il lavoratore ha diritto all’indennizzo previdenziale.

Quindi occorre avviare il percorso di riconoscimento di malattia professionale. In caso positivo l’INAIL dovrà indennizzare la malattia, con la rendita, e per i casi meno gravi con il versamento di una somma una tantum.

In alcuni casi si può ottenere anche riconoscimento del tumore esofago malattia professionale asbesto correlate. Infatti l’attore si riesca a dimostrare che nel sito lavorativo ci fosse amianto, a quel punto sussiste anche il diritto ai benefici contributivi.

Si deve tener conto che, con riferimento all’agente eziologico asbesto, il tumore esofago è inserito nella lista III. Quindi non c’è la presunzione legale di origine.

Per cui, in questo caso, l’onere della prova è a carico del lavoratore. Questi dovrà dimostrare la presenza dei minerali di amianto negli ambienti lavorativi.

Inoltre nel corso della procedura amministrativa, si può dimostrare anche la presenza di altri agenti biologici. Quindi ottenere il riconoscimento all’indennizzo inail ed al tempo e i c.d. benefici amianto (art. 13, co. 7, L. 257/92).

Tavola riassuntiva dei cancerogeni dell’esofago

Si deve tener conto dei DD.MM. 09.04.2008 e 10.06.2014 e delle tabelle INAIL. In particolare degli agenti cancerogeni per i quali può essere dichiarata l’eziologia professionale del tumore dell’esofago. Tra questi troviamo, per la lista I, gruppo 6:

  • Radiazioni ionizzanti, periodo illimitato, codice I.6.15.

Con riferimento alla lista II:

  • Industria della gomma, periodo illimitato, codice II.6.37.

Per la lista III:

  • Asbesto, periodo illimitato, codice III.6.03

Tumore all’esofago e radiazioni ionizzanti

Solo per quanto riguarda le radiazioni ionizzanti vi è l’inserimento del tumore esofago nella l dell’INAIL.

Dunque essere agevolati nella prova, che è a carico dall’INAIL. per la c.d. presunzione legale di origine, che agevola il lavoratore.

Invece, per quanto riguarda, gli altri cancerogeni, inseriti nelle altre liste,  l’onere della prova è a carico del lavoratore ammalato. 

Quest’ultimo ove voglia ottenerne l’indennizzo deve dimostrare sia la lesione, sia il nesso causale.

Per poter ottenere il diritto all’indennizzo la prova del nesso causale,può essere anche solo su base probabilistica. Inoltre sono importanti anche i dati epidemiologici, che confermano il rischio.

Indennizzo INAIL e tumore all’esofago

Il tumore all’esofago, se riconosciuto di origine professionale, da diritto al c.d. indennizzo INAIL.

  • rendita INAIL, nel caso di riconoscimento di patologia a partire dal 16%;
  • indennizzo del solo danno biologico ove il grado invalidante fosse riconosciuto dal 6 al 15%;
  • Fondo Vittime Amianto nel caso in cui, negli ambienti lavorativi, ci fosse anche esposizione ad asbesto;

L’indennizzo inail in caso di decesso

 In molti casi, il tumore dell’esofago malattia professionale, provoca il decesso, il diritto é liquidato ai superstiti. Intanto debbono essere liquidate le somme maturate dalla vittima. 

Inoltre, la rendita di reversibilità, in favore dei famigliari, superstiti. In primo luogo al coniuge, poi ai figli. Questi ultimi hanno diritto alla rendita di reversibilità fino a quando sono minorenni o studenti. In questo caso fino ai 26 anni.

Esofago asbesto correlato: benefici amianto

Nel caso in cui ci fosse il riconoscimento di malattia professionale per esposizione ad amianto, anche unitamente ad altro agente eziologico, il lavoratore vittima ha diritto all’accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto.

Si tratta di benefici contributivi riconosciuti a quei lavoratori che si sono ammalati per esposizione professionale ad amianto. In questo caso, anche se ci fosse concausa con altri cancerogeni lavorativi, sussiste il diritto alla maggiorazione con il coefficiente 1,5.

Pensione inabilità tumore all’esofago amianto

Inoltre, le vittime tumore all’esofago con riconoscimento dell’origine professionale asbesto correlato anche alla pensione di inabilità. Questa prestazione può essere richiesta se le maggiorazioni contributive non fossero sufficienti per la maturazione della pensione amianto.

Pensione inabilità tumore esofago: riforma del 2020

Il prepensionamento amianto può essere richiesto se, ottenuto l’accredito delle maggiorazioni contributive, la vittima non maturasse il diritto a pensione.

Infatti, l’art. 1, co. 250, L. 232 del 2016, é stato integrato dall’art. 41-bis della legge 58 del 2019 (D.L. 34/2019). Con questa recente la tutela é stata estesa a tutte le vittime amianto malattia professionale, compreso il tumore dell’esofago.

Tumore all’esofago e pensione invalidità amianto

Inizialmente, soltanto coloro affetti da mesotelioma, tumore del polmone e asbestosi (malattie contemplate nella LISTA I INAIL), avevano diritto alla pensione di invalidità.

Ora, invece, con l’entrata in vigore della nuova normativa, non vi sono più restrizioni. Quindi, tutte le vittime di tumore esofago malattia professionale asbesto correlata possono richiedere l’immediato pensionamento.

Pensione amianto tumore all’esofago: i requisiti

Per accedere alla pensione, è sufficiente aver maturato un’anzianità contributiva di almeno 5 anni, di cui 3 maturati negli anni antecedenti la presentazione della domanda amministrativa.

Termine deposito della domanda amministrativa (31.03.2021)

Inoltre bisogna rispettare dei termini per  la presentazione della domanda di pensione amianto. Il prossimo è entro  la data del 31.03.2021.

Nel caso in cui si superasse questo termine, la vittima povrà attendere l’anno successivo per andare in pensione. Infatti dovrà  presentare all’inps la domanda amministrativa entro il prossimo  31.03.2022. Sarà cosi collocato in pensione l’anno successivo.

Pensione amianto: modalità di richiesta 

Inoltre, in questo notiziario si pubblica la circolare L’INPS che fornisce altri dettagli per la presentazione della domanda di pensione di invalidità.

Rendita INAIL e pensione amianto: non cumulabilità

La pensione inabilità INPS non è cumulabile con la rendita INAIL. Quindi prima di presentare la domanda va tenuto conto che la pensione di inabilità non si può cumulare con le prestazioni INAIL.

Questa misura può essere utile solo in caso di lavoratori giovani e con un grado di invalidità minimo.

Diritto a pensione: danno biologico minimo 

Si deve precisare che perr la maturazione del diritto a pensione non è richiesto un particolare grado di invalidità. Laddove invalidità è minima è consigliabile azionare la tutela Inps. Invece, se il danno biologico è elevato, sarà opportuno chiedere l’indennizzo inail, e puntare solo sulle maggiorazioni contributive.

Tumore all’esofago professionale: imento danni

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano le vittime di tumore dell’esofago malattia professionale  e altri malattia amianto.

Inoltre la tutela  è riservata a tutte le vittime  anche per altri cancerogeni. Quindi nel caso in cui il tumore dell’esofago ha avuto origine  anche da onde ionizzanti la tutela persiste.

C’ho anche perché il tumore dell’esofago sintomi insidiosi e devastanti (sintomi tumore esofago), e in molti casi è mortale.

Infatti, queste vittime, subiscono, oltre al danno biologico, anche pregiudizi morali ed esistenziali. Quindi i danni sono listesi rispetto alla lesione dell’integrità psicofisica. Dunque tutti i pregiudizi non patrimoniali debbono essere, integralmente ristoranti.

Inoltre ci sono i pregiudizi patrimoniali, sia per danno emergente che per lucro cessante . Gli indennizzi INAIL riguardano solo alcune voci di danno e non costituiscono risarcimento integrale. 

Per le malattie asbesto correlate e quindi anche per il tumore all’esofago, sussiste, in caso di riconoscimento, il diritto alle prestazioni aggiuntive del fondo vittime amianto.

L’indennizzo INAIL e, nel caso di malattia asbesto correlata, le prestazioni del Fondo Vittime Amianto, non esauriscono l’entità del danno.  Per cui deve essere azionata la tutela civilistica a carico del datore di lavoro.

Tumore esofago: richiesta risarcimento

Quindi in caso di tumore all’esofago, con il riconoscimento della malattia professionale, si può agire con richiesta a carico del datore di lavoro.

La tutela della vittima di tumore all'esofago e dei suoi familiari

Le vittime di tumore all’esofago e i loro familiari, hanno diritto al risarcimento dei danni. Segui la video intervista dell’Avv. Ezio Bonanni.

Danni da amianto

Assistenza legale gratuita

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