Tumore all’esofago: guida, terapia e assistenza

Il tumore dell’esofago è una neoplasia che si sviluppa a livello dell’esofago. Come tutti i tumori maligni si tratta di una massa anomala di cellule che hanno la capacità di crescere molto velocemente e di diffondersi, altrettanto velocemente, nei tessuti circostanti e nel resto del corpo. Questa crescita di cellule anomale è indotta da un’alterazione nel loro DNA.

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ESOFAGOTumore all’esofago: cos’è e come si diffonde

Il tumore dell’esofago è il nono cancro più frequente al mondo e colpisce in misura maggiore gli uomini al di sopra dei 60 anni. Essendo una forma piuttosto aggressiva di cancro ha una mortalità generalmente elevate.

Che cosa è e dove si trova l’esofago?

L’esofago è il condotto attraverso cui gli alimenti ed i liquidi che ingeriamo passano dalla gola allo stomaco.

L’esofago è lungo dai 25 ai 30 centimetri e largo intorno ai 2-3 centimetri. Le sue pareti interne sono rivestite di un particolare tessuto mucoso ed esternamente esternamente sono circondate dal tessuto muscolare. Proprio attraverso le contrazioni del tessuto muscolare in fase di deglutizione, il cibo viene spinto verso il basso in direzione dello stomaco. Lo stomaco è collegato all’esofago mediante una valvola che è detta cardias. Il cardias ha lo scopo di far scendere gli alimenti senza farli risalire.

La mucosa che riveste l’esofago nel suo tratto terminale è ricca di ghiandole produttrici di muco che lubrifica le pareti facilitando il transito del cibo deglutito.

Il tumore dell’esofago consiste nella crescita incontrollata delle cellule della mucosa che riveste internamente l’organo, o delle cellule che formano le ghiandole per la produzione di muco. Molto più raramente il tumore dell’esofago si sviluppa a partire dalle cellule muscolari che rivestono l’organo esternamente.

AssistenzaTipologie di tumori dell’esofago

Si distinguono due tipi di tumore all’esofago: il carcinoma a cellule squamose e l’adenocarcinoma, a seconda del tessuto in cui avviene la crescita di cellule anomale.

  • Carcinoma a cellule squamose (o squamocellulare):

è il più comune dei tumori esofagei (60% dei casi) ed ha origine dalle cellule squamose che tappezzano la parete interna dell’organo.

  • Adenocarcinoma:

costituisce circa il 30% dei tumori dell’esofago e deriva dalla trasformazione in senso neoplastico delle cellule delle ghiandole deputate alla produzione di muco. L’adenocarcinoma insorge più frequentemente nell’ultimo tratto del canale esofageo, vicino alla giunzione con lo stomaco (terzo inferiore).

In circa il 3% dei casi, il tumore esofageo è causato dalla metastatizzazione di altre neoplasie (specie melanomi e cancro della mammella). Questi processi, di solito, interessano il tessuto connettivale lasso intorno all’esofago, mentre i carcinomi primitivi originano nella mucosa o nella sottomucosa.

I sintomi del tumore all’esofago

Nei suoi stadi iniziali il tumore esofageo tende ad essere asintomatico. Il sintomo d’esordio più frequente è la difficoltà nell’ingestione di cibo (disfagia).

Insieme alla difficoltà alla deglutizione potrebbe manifestarsi una sensazione che i cibi solidi si arrestino durante il loro passaggio verso lo stomaco. Con il decorso della malattia questa sensazione può diventare una costante ed estendersi ai cibi semisolidi e poi anche ai liquidi.

Negli stadi più avanzati di sviluppo del tumore dell’esofago, la deglutizione può anche diventare dolorosa (odinofagia).

Lo sviluppo di un tumore di questo tipo è accompagnato alla perdita di peso, a volte inspiegabile nello stato inziale in quanto il paziente potrebbe conservare l’appetito.

A seconda delle zone di crescita e dell’interessamento del tumore dell’esofago può provocare:

  • Paralisi delle corde vocali, raucedine e/o disfonia
  • Singhiozzo o paralisi del diaframma
  • Dolore al torace, che spesso si irradia al dorso

  • Crampi dolorosi e bruciore dell’esofago
  • Bruciore di stomaco e reflusso gastrico
  • Vomito, compreso vomito con tracce di sangue
  • Tosse

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Trattamento e cura del tumore

Il trattamento e la cura del tumore esofageo dipendeno dallo stadio della malattia, dalla tipologia, dalla localizzazione e dalle sue dimensioni, oltre che dallo stato di salute generale del paziente.

Il trattamento standard più diffuso è l’esofagectomia in anestesia generale suturando l’esofago a livello del collo con lo stomaco (più raramente con il colon).

Chemioterapia e/o radioterapia possono essere effettuate prima dell’operazione per ridurre le dimensioni del tumore aumentando le probabilità di successo dell’intervento di chirurgia esportativa.

Il Trattamento ECF è il trattamento chemioterapico di elezione nel tumore dell’esofago. L’acronimo indica una combinazione di chemioterapici a base di epirubicina, cisplatino e 5-fluorouracile (5FU). Si effettua di solito in day hospital attraverso diversi cicli di trattamento. I farmaci si somministrano per iniezione in vena o attraverso un catetere venoso centrale che viene inserito sotto cute in una vena vicino alla clavicola. Prima del trattamento vengono iniettati degli antiemetici, a volte somministrati anche in pasticca. Dopo l’antiemetico viene iniettata l’epirubicina insieme ad un’infusione di soluzione salina. Segue il cisplatino insieme all’infusione lenta di liquidi allo scopo di preservare la funzione renale nella norma. Il 5FU viene di solito somministrato attraverso una piccola pompa portatile che permette di immettere una quantità controllata di farmaco in un certo periodo di tempo.

Tumore all’esofago: fattori di rischio

Quali sono i fattori di rischio che concorrono ad aumentare il rischio di cancro all’esofago?

Le cause del tumore esofageo sono ancora in parte sconosciute, ma esso è associato ad alcuni fattori di rischio che includono una combinazione di fattori genetici, dieta, stile di vita e precedente patologia esofagea. La presenza di uno stato infiammatorio cronico della mucosa esofagea potrebbe condurre infatti nel tempo alla neoplasia.
Tra i fattori di rischio che potrebbero contribuire ad aumentare la possibilità di contrarre questo tipo di tumore ricordiamo:

  • l’Alcolismo
  • L’uso di tabacco in qualsiasi forma
  • Acalasia esofagea
  • Infiammazioni croniche, tra cui esofagite peptica, reflusso gastro-esofageo e/o esofago di Barrett
  • Ingestione di cibi e bevande bollenti
  • Dieta povera di frutta e verdure fresche
  • Obesità.
  • Età e sesso (gli uomini sono più colpiti delle donne).

Tumore all’esogafo da amianto o altri cancerogeni

L’sposizione a polveri e fibre di amianto e ad altri cancerogeni può essere causa di un tumore dell’esofago.

Il tumore dell’esofago causato dall’esposizionea sostanze cancerogene non è riscontrabile solo nei pazienti che hanno lavorato nel corso della vita a diretto e consapevole contatto con l’amianto o altre sostanze cancerogene, ma anche in tutte quelle situazioni in cui il paziente non ne è stato consapevole:

  • esposizione ambientale

  • esposizione professionale inconsapevole (soggetti impegnati in attività lavorative non esplicitamente connesse alla presenza dell’asbesto o di altri cancerogeni). 

L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA assiste tutti i lavoratori e i cittadini per la diagnosi, terapia e la cura delle placche pleuriche correlate all’esposizione ad asbesto e per la tutela dei loro diritti.

Assistenza

Tumore all’esogafo: assistenza e tutela legale

L’associazione di vittime amianto (ONA), assiste gratuitamente tutti i pazienti ed i loro famigliari. Per ottenere assistenza basta contattare il numero verde, oppure compilare il form online.

Ricordiamo che coloro che sono stati esposti ad amianto o ad altri cancerogeni o che, purtroppo, hanno già ricevuto la diagnosi di tumore all’esofago, mesotelioma o altri tumori correlati all’asbesto, in caso di esposizione per motivi lavorativi hanno diritto a: 

Assistenza legale gratuita

Contatta l’Osservatorio Nazionale Amianto per ottenere la tua assistenza legale e consulta la pagina dei servizi gratuiti ONA.