Tumore esofago: guida, terapia e assistenza

Il tumore esofago è una neoplasia che si sviluppa nell’esofago. In alcuni casi, è una malattia asbesto correlata.

Infatti, l’Osservatore Nazionale Amianto, con la sua attività, ha fatto emergere la patogenesi del tumore dell’esofago come riconducibile all’esposizione a questi minerali, sia serpentini, tra cui il crisotilo, sia anfiboli.

L’ONA e il suo presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, hanno segnalato le capacità lesive delle fibre di amianto anche per l’esofago. Infatti, anche nell’ultima monografia IARC, si fa riferimento agli amianti come causa del tumore esofago. I dati epidemiologici di tutte le patologie asbesto correlate sono riportati dalla pubblicazione dell’Avv. Ezio Bonanni: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia (Ed. 2021)“.

Quindi l’Avv. Ezio Bonanni e l’ONA hanno istituito il servizio di assistenza medica e tutela legale delle vittime dell’esofago tumore amianto.

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Tumore all’esofago: cos’è e come si diffonde

Il tumore dell’esofago è il nono cancro più frequente al mondo e colpisce in primo luogo gli uomini al di sopra dei 60 anni. Inoltre essendo una forma piuttosto aggressiva di cancro ha una mortalità generalmente elevata.

Come tutti i tumori maligni, si tratta di una massa anomala di cellule che hanno la capacità di crescere molto velocemente. In più  di diffondersi, altrettanto velocemente, nei tessuti circostanti e nel resto del corpo. Questa crescita di cellule anomale è indotta da un’alterazione nel loro DNA.

Che cosa è e dove si trova l’esofago?

L’esofago è il condotto attraverso cui gli alimenti e i liquidi che ingeriamo passano dalla gola allo stomaco. L’esofago è lungo dai 25 ai 30 centimetri e largo intorno ai 2-3 centimetri. Le sue pareti interne sono rivestite di un particolare tessuto mucoso ed esternamente sono circondate dal tessuto muscolare.

Infatti, proprio attraverso le contrazioni del tessuto muscolare in fase di deglutizione, il cibo viene spinto verso il basso in direzione dello stomaco. L’esofago dove si trova? Lo stomaco è collegato all’esofago mediante una valvola che è detta cardias che fa scendere gli alimenti senza farli risalire.

Inoltre la mucosa che riveste l’esofago nel suo tratto terminale è ricca di ghiandole produttrici di muco che lubrifica le pareti facilitando il transito del cibo deglutito.

Il carcinoma dell’esofago consiste nella crescita incontrollata delle cellule della mucosa che riveste internamente l’organo. In altri termini delle cellule che formano le ghiandole per la produzione di muco. Molto più raramente il tumore dell’esofago si sviluppa a partire dalle cellule muscolari che rivestono l’organo esternamente.

Tipologie di tumori dell’esofago

Si distinguono due tipi di tumore all’esofago, a seconda del tessuto in cui avviene la crescita di cellule anomale.

  • Carcinoma a cellule squamose o carcinoma squamocellulare esofago è il più comune dei tumori esofagei (60% dei casi) e ha origine dalle cellule squamose che tappezzano la parete interna dell’organo;
  • Adenocarcinoma costituisce circa il 30% dei tumori esofago e deriva dalla trasformazione in senso neoplastico delle cellule delle ghiandole deputate alla produzione di muco. 

L’adenocarcinoma esofago insorge più frequentemente nell’ultimo tratto del canale esofageo, vicino alla giunzione con lo stomaco (terzo inferiore).

In circa il 3% dei casi, il tumore esofageo è causato dalla metastatizzazione di altre neoplasie, come melanomi e cancro della mammella. Questi processi, di solito, interessano il tessuto connettivale lasso intorno all’esofago. Contrariamente i carcinomi primitivi originano nella mucosa o nella sottomucosa.

I sintomi del tumore all’esofago

Nei suoi stadi iniziali il tumore esofageo tende a essere asintomatico. Il sintomo d’esordio più frequente è la difficoltà nell’ingestione di cibo (disfagia).

Insieme alla difficoltà alla deglutizione potrebbe manifestarsi una sensazione che i cibi solidi si arrestino durante il loro passaggio verso lo stomaco. Con il decorso della malattia questa sensazione può diventare una costante ed estendersi ai cibi semisolidi e poi anche ai liquidi.

Infine, negli stadi più avanzati di sviluppo del tumore dell’esofago, la deglutizione può anche diventare dolorosa (odinofagia).

In più lo sviluppo di un tumore di questo tipo è accompagnato alla perdita di peso, a volte inspiegabile nello stato iniziale in quanto il paziente potrebbe conservare l’appetito.

A seconda delle zone di crescita e dell’interessamento del tumore dell’esofago può provocare paralisi delle corde vocali, raucedine o disfonia. Nel caso di tumore esofago sintomi ulteriori sono singhiozzo, paralisi del diaframma, dolore al torace, che spesso si irradia al dorso.

Altri sintomi cancro esofageo sono crampi dolorosi e bruciore dell’esofago, bruciore di stomaco e reflusso gastrico, vomito con tracce di sangue e tosse.

Trattamento e cura del tumore esofago

Il trattamento e la cura del tumore esofageo dipendono da diversi fattori. Prima di tutto variano a seconda dello stadio della malattia, tipologia, localizzazione e delle sue dimensioni. Inoltre anche l’età e lo stato di salute generale del paziente sono fattori da considerare. Tutti questi fattori permettono di stabilire per tumore esofago aspettative di vita.

Il trattamento standard più diffuso è l’esofagectomia in anestesia generale. Con la chirurgia si sutura l’esofago a livello dello stomaco o, più raramente, con il colon.

Cancro esofageo: chemioterapia o radioterapia

Chemioterapia e radioterapia possono essere le armi terapeutiche da azionare prima dell’operazione per ridurre le dimensioni del tumore. In questo modo, si aumentano le probabilità di poter estirpare completamente il cancro esofago con la chirurgia. Questi trattamenti costituiscono, infatti, per tumore esofago cure efficaci.

Il Trattamento ECF è il trattamento chemioterapico di elezione nel tumore dell’esofago. Infatti, l’acronimo indica una combinazione di chemioterapici a base di epirubicina, cisplatino e 5-fluorouracile (5FU).

Si effettua di solito in day hospital con diversi cicli di trattamento. I farmaci si somministrano per iniezione in vena o attraverso un catetere venoso centrale. In particolare, questo catetere viene inserito sotto cute in una vena vicino alla clavicola.

Inoltre, prima del trattamento vengono iniettati degli antiemetici, a volte somministrati anche in pasticca. Così, dopo l’antiemetico viene iniettata l’epirubicina insieme a un’infusione di soluzione salina. Successivamente, il paziente riceve la somministrazione del cisplatino insieme all’infusione lenta di liquidi. In questo modo, si preserva la funzione renale che dovrebbe rimanere nella norma.

Invece il 5FU viene di solito somministrato attraverso una piccola pompa portatile. In questo modo si permette di immettere una quantità controllata di farmaco in un certo periodo di tempo. Infine, recentemente, vengono somministrati ai pazienti come terapia gli anticorpi monoclonali, che legano e agiscono direttamente sulle cellule cancerogene.

Tumore all’esofago: fattori di rischio

Quali sono i fattori di rischio che concorrono ad aumentare il rischio di cancro esofageo? Le cause del cancro esofageo sono ancora in parte sconosciute. Tuttavia esso è associato ad alcuni fattori di rischio che includono una combinazione di fattori genetici, dieta, stile di vita e precedente patologia esofagea.

Inoltre, la presenza di uno stato infiammatorio cronico della mucosa esofagea potrebbe condurre infatti nel tempo alla neoplasia. Tra i fattori di rischio che potrebbero contribuire ad aumentare la possibilità di contrarre questo tipo di tumore ricordiamo:

  • Alcolismo;
  • uso di tabacco in qualsiasi forma
  • acalasia esofagea
  • infiammazioni croniche, tra cui esofagite peptica, reflusso gastro-esofageo o esofago di Barrett;
  • ingestione di cibi e bevande bollenti;
  • dieta povera di frutta e verdure fresche;
  • obesità;
  • età e sesso, infatti gli uomini sono più colpiti delle donne.

Tumore all’esofago da amianto o altri cancerogeni

L’esposizione a polveri di amianto e ad altri cancerogeni può essere causa di un tumore dell’esofago.

Il tumore dell’esofago causato dall’esposizione a sostanze cancerogene non è riscontrabile solo nei pazienti che hanno lavorato nel corso della vita a diretto e consapevole contatto con l’amianto o altre sostanze cancerogene. Infatti sono rilevanti tutte quelle situazioni in cui il paziente non ne è consapevole, come nel caso di esposizione ambientale o esposizione professionale inconsapevole. Quest’ultimo caso riguarda chi è impiegato in attività lavorative non esplicitamente connesse all’utilizzo dell’asbesto o di altri cancerogeni. 

L’esposizione ad asbesto causa inizialmente fenomeni infiammatori (asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici). Successivamente provoca lo sviluppo di neoplasie e patologie asbesto correlate gravi, come il mesotelioma

Diritti vittime di tumore esofago malattia professionale

Nel caso di esposizione lavorativa ad alcuni degli agenti causali del tumore dell’esofago, il lavoratore ha diritto all’indennizzo previdenziale. Quindi occorre avviare il percorso di riconoscimento di malattia professionale.

In caso di riconoscimento l’INAIL versa alle vittime un’indennizzo o una rendita in base al grado d’invalidità. Se il tumore esofago è riconosciuto come una malattia professionale asbesto correlate, la vittima ha diritto ai benefici contributivi.

Inoltre l’esposizione sul luogo lavorativo permette alla vittima di poter richiedere il risarcimento dei danni al proprio datore di lavoro.

Indennizzo INAIL: agenti cancerogeni dell’esofago

Per stabilire gli agenti cancerogeni del tumore all’esofago si deve tener conto dei DD.MM. di 09.04.2008 e di 10.06.2014. Inoltre le tabelle INAIL indicano gli agenti cancerogeni per i quali può essere dichiarata l’eziologia professionale del tumore dell’esofago.

Nella Lista I sono inseriti tutti gli agenti la cui origine lavorativa della patologia è elevata. Nel caso del tumore all’esofago sono le radiazioni ionizzanti. La Lista II, in cui l’origine professionale è di limitata probabilità, si fa riferimento agli agenti presenti nell’industria della gomma. Infine nella Lista III, quella in cui l’origine lavorativa è possibile, c’è l’asbesto.

Le malattie che l’INAIL ha inserito nella Lista I sono considerate di “elevata probabilità“, perciò si ha la presunzione legale di origine. In altre parole è sufficiente la presenza dell’agente cancerogeno nel luogo di lavoro per ottenere il riconoscimento di malattia professionale. Al contrario, per le patologie della Lista II e Lista III non è prevista la presunzione legale d’origine. Perciò l’onere della prova è a carico del lavoratore, che dovrà dimostrare la presenza dei minerali di amianto negli ambienti lavorativi.

Riconoscimento dell’indennizzo e rendita INAIL

Per ottenere l’indennizzo INAIL, la vittima deve dimostrare sia la lesione sia il nesso causale. Tuttavia la prova del nesso causale può essere anche solo su base probabilistica. Inoltre sono importanti anche i dati epidemiologici, che confermano il rischio.

In base al grado invalidante della malattia professionale si ha diritto a:

  • indennizzo INAIL del danno biologico, quando il grado invalidante riconosciuto è tra il 6 e il 15%;
  • rendita INAIL, nel caso di riconoscimento a partire dal 16%.

In caso di decesso, va versata la rendita di reversibilità, in favore dei familiari superstiti, come il coniuge e i figli (minorenni o studenti fino a 26 anni).

Infine, per le vittime di tumore all’esofago da amianto, si ha anche la prestazione aggiuntiva del Fondo Vittime Amianto. È un indennizzo che si aggiunge alla rendita, nella misura del 15%.

Esofago asbesto correlato: benefici amianto

Nel caso in cui ci fosse il riconoscimento di malattia professionale per esposizione ad amianto, anche unitamente ad altro agente eziologico, il lavoratore vittima ha diritto all’accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto (ex art. 13, co. 7, L. 257/92).

Si tratta di benefici contributivi riconosciuti a quei lavoratori che si sono ammalati per esposizione professionale ad amianto. Anche se ci fosse concausa con altri cancerogeni lavorativi, sussiste il diritto alla maggiorazione con il coefficiente 1,5. Questo accredito dà accesso al prepensionamento.

Pensione inabilità tumore all’esofago amianto

Le vittime tumore all’esofago con riconoscimento dell’origine professionale asbesto correlato hanno anche diritto alla pensione di inabilità. Questa prestazione può essere richiesta se le maggiorazioni contributive non fossero sufficienti per la maturazione della pensione amianto.

Infatti, l’art. 1, co. 250, L. 232 del 2016, é stato integrato dall’art. 41-bis della legge 58 del 2019 (D.L. 34/2019). Con questa recente la tutela é stata estesa a tutte le vittime amianto malattia professionale, compreso il tumore dell’esofago.

Inizialmente, soltanto coloro affetti da mesotelioma, tumore del polmone e asbestosi (malattie contemplate nella LISTA I INAIL), avevano diritto alla pensione di invalidità.

Ora, invece, con l’entrata in vigore della nuova normativa, non vi sono più restrizioni. Quindi, tutte le vittime di tumore esofago malattia professionale asbesto correlata possono richiedere l’immediato pensionamento.

Per accedere alla pensione, è sufficiente aver maturato un’anzianità contributiva di almeno 5 anni, di cui 3 maturati negli anni antecedenti la presentazione della domanda amministrativa.

Bisogna rispettare dei termini per  la presentazione della domanda di pensione amianto. Il prossimo è entro  la data del 31.03.2022.

Nel caso in cui si superasse questo termine, la vittima potrà attendere l’anno successivo per andare in pensione. Infatti dovrà  presentare all’INPS la domanda amministrativa entro il prossimo  31.03.2023. Sarà cosi collocato in pensione l’anno successivo.

La Circolare INPS n. 34 del 09.03.2020 fornisce altri dettagli per la presentazione della domanda di pensione di invalidità.

Rendita INAIL e pensione amianto: non cumulabilità

La pensione inabilità INPS non è cumulabile con la rendita INAIL. Quindi prima di presentare la domanda va tenuto conto che la pensione di inabilità non si può cumulare con le prestazioni INAIL.

Questa misura può essere utile solo in caso di lavoratori giovani e con un grado di invalidità minimo.

Invece, se il danno biologico è elevato, sarà opportuno chiedere l’indennizzo INAIL e puntare solo sulle maggiorazioni contributive.

Tumore all’esofago: risarcimento danni

Danni da amiantoL’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni tutelano le vittime di tumore dell’esofago malattia professionale e altri malattia amianto. Inoltre la tutela è riservata anche alle vittime di altri cancerogeni.

Le vittime subiscono, oltre al danno biologico, anche altri pregiudizi di natura patrimoniale (danno emergente e lucro cessante) e non patrimoniale (biologici, morali ed esistenziali). Dunque tutti i pregiudizi debbono essere integralmente ristoranti.

L’indennizzo INAIL e, nel caso di malattia asbesto correlata, le prestazioni del Fondo Vittime Amianto, non esauriscono l’entità del danno.  Per cui deve essere azionata la tutela civilistica a carico del datore di lavoro e richiedere il risarcimento danni.

Consulenza gratuita per le vittime di tumore esofago

L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste tutti i lavoratori e i cittadini per la diagnosi, terapia e la cura del tumore esofago, e ne tutela i diritti in caso di malattia professionale.

È possibile ricevere una consulenza gratuita chiamando il numero verde o compilando il form.

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