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giovedì, Maggio 26, 2022

Uranio impoverito linfoma di Hodgkin

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L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito il dipartimento di assistenza delle vittime di uranio impoverito linfoma di Hodgkin. L’Avv. Ezio Bonanni ha ottenuto significativi risultati nella tutela delle vittime di uranio impoverito.

Per salvaguardare i propri diritti le vittime possono accedere al servizio di assistenza legale. Inoltre l’associazione mette a disposizione anche l’assistenza medica, che informa le vittime sulle terapie più innovative.

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Indice

Tempo di lettura: 7 minuti

Linfoma di Hodgkin, cos’è e chi colpisce?

Tra le malattie che sono riconducibili alle esposizioni radioattive per uranio impoverito e nanoparticelle, vi è anche il Linfoma di Hodgkin.

Il linfoma di Hodgkin, detto anche morbo di Hodgkin, è una neoplasia linfatica. Infatti ha origine dai linfociti B, cioè da un tipo di globuli bianchi. Questi ultimi sono presenti nei linfonodi, midollo osseo, milza e sangue e in altri organi.

Con questo sistema l’organismo si difende dagli agenti esterni, e quindi dalle malattie. Infatti i linfonodi sono per lo più linfociti e cellule immunitarie, che con le infezioni aumentano di dimensioni.

Il tessuto linfatico è presente in tutto l’organismo, e quindi il cancro che lo riguarda e cioè il linfoma di Hodgkin si può originare in diverse sedi. Quasi sempre dai linfonodi. La diagnosi richiede di verificare, asportando un linfonodo, ovvero parte del tessuto. In questo modo si può sottoporre ad esame istologico.

L’aspetto dal punto di vista istologico è specifico, sia con riferimento alle cellule di Reed-Sternberg e per le cellule di Hodgkin. Queste cellule hanno, nella superficie, la molecola denominata CD30.

La diffusione del linfoma di Hodgkin

Questa neoplasia è molto rara. Colpisce, infatti, 4 persone ogni 100.000 abitanti. Quindi lo 0,5%, però è molto frequente nell’età tra i 15 e 35 anni, e colpisce principalmente i militari impiegati nelle missioni.

Lorenzo Motta fu colpito da linfoma di Hodgkin, perché impiegato in diverse missioni, imbarcato nelle unità navali della Marina Militare.

Uranio impoverito linfoma di Hodgkin: morte di Valery Melis

Il 4 febbraio 2004 muore il caporalmaggiore Valery Melis. La causa del decesso, Linfoma di Hodgkin, ridesta l’attenzione dei mass-media su soldati italiani, impiegati nelle missioni. Si dimostra che per linfoma di Hodgkin si muore. Molti di loro si ammalano e muoiono di tumore, dopo aver partecipato a una o più missioni nei Balcani.

Valery, 25 anni, sardo, è la ventiquattresima vittima italiana in ordine di tempo di un killer che si chiama uranio impoverito.

I commilitoni ammalati e cominciano a essere tanti, troppi, sono dichiarati “in condizione di forza assente causa linfomi”. Il “caso uranio impoverito” scoppia, però, grazie a un ultimo atto di coraggio del sergente maggiore Andrea Antonaci.

Infatti si solleva il problema dell’utilizzo dei proiettili uranio impoverito e delle radiazioni che sono in grado di sprigionare. In più ci sono tutte le nanoparticelle.

Tra i danni alla salute che le particelle di uranio impoverito provocano, vi è anche il linfoma di Hodgkin. Sotto accusa è il Governo che, solo tardivamente, ha adottato le misure di sicurezza. Mentre invece gli Stati Uniti hanno tutelato immediatamente i loro militari.

Uranio impoverito e le misure adottate dagli USA

Gli Stati Uniti hanno replicato che sin dal 1993 gli alleati erano informati dell’uso di munizionamento DU (depleted uranium). Agli americani fa eco Falco Accame, presidente dell’Anavafaf, associazione che assiste i familiari delle vittime arruolate nelle Forze armate.

Infatti, “L’Italia era in possesso delle norme di protezione dall’Uranio Impoverito fin dal 1984, data in cui vennero trasmesse all’Italia dalla Nato.

Il personale italiano – insiste Accame – ha avuto casi di morte e malattia già durante la guerra del Golfo del ’91 e successivamente in Somalia nel ’93. Nel 1995 ci furono pesanti bombardamenti all’uranio impoverito nella Bosnia. Nonostante questo il ministero della Difesa continua a fornire dati solo a partire dal 1996 e questo è da ritenersi assolutamente inaccettabile”.

La cancerogenicità dell’uranio impoverito e l’utilizzo del metallo come componente di proiettili, è stata confermata anche dalla monografia IARC in materia.

I proiettili all’uranio impoverito e i loro effetti

Ma cosa fa un proiettile all’uranio impoverito?

All’impatto di un proiettile DU sulla corazza di un carro armato, per esempio, si sviluppa una temperatura vicina ai 3000 gradi centigradi. Tutto quello che è lì vaporizza, diventa aerosol, il quale, naturalmente, si disperde nell’ambiente.

E può essere inalato respirando l’aria circostante, oppure ingerito anche se solo si mangia la carne di un vitello o di una pecora che prima pascolava nei campi vicini. Gli americani consegnano ai comandi italiani le mappe delle zone bombardate ma i nostri soldati non hanno le protezioni adeguate, dicono i testimoni.

Perciò, semplicemente si ammalano. La denuncia di Antonaci in televisione ha il suo effetto. A dicembre 2000, il Governo istituisce una commissione medico-scientifica che prende il nome dal coordinatore dei lavori, il professor Franco Mandelli, per verificare se c’è un nesso tra le patologie addebitate all’uranio e le zone bombardate. Secondo la Commissione Mandelli, il numero degli ammalati, in rapporto ai 49.000 uomini che hanno partecipato alle missioni nei Balcani, è nella norma.

Fa notare, invece, il maresciallo Leggiero, che questo numero non dovrebbe superare i 27.000 soldati, cioè i 9.000 uomini che compongono il contingente italiano, moltiplicato tre, per gli avvicendamenti.

Le rivelazioni del Libro bianco della Difesa

Questi numeri, sono contenuti anche nel “Libro bianco della Difesa” pubblicato dal Governo a dicembre del 2001. All’epoca, 263 casi, su 27.000 significa un aumento della patologia del 300 percento rispetto alla media del Paese. La cifra che la Difesa segnala alla Commissione Mandelli, invece, tiene conto sia di quei militari che hanno compiuto più di una missione come fossero persone diverse sia di quelli che sono stati in teatro anche solo per qualche ora.

L’ematologo che ha coordinato il gruppo di ricerca istituito dal Ministro della Difesa, nel 2002 assolve i proiettili all’uranio impoverito – in verità come descritto nell’articolo Uranio Impoverito, la storia: scheda tecnica sono le nanoparticelle di polveri di minerali pesanti prodotte dall’esplosione dei proiettili la causa delle patologie.

Uranio impoverito linfoma di Hodgkin: indagini penali

Si attivano diverse indagini negli uffici giudiziari del P.M. Infatti sono centinaia coloro che sono stati colpiti dal linfoma di Hodgkin, perché impiegati nelle missioni in Bosnia e Kosovo.

Inizialmente il P.M. inquirente di Bari, Ciro Angelillis, sulla base dei numerosi casi di leucemia e altri tumori, aveva chiesto l’archiviazione.

Il caso alla sua attenzione era quello dei danni biologici dei numerosi militari italiani che hanno operato in Bosnia e Kosovo durante la guerra nei Balcani (nel periodo 1993-1999).

Poi ci sono le diverse iniziative assunte dall’ONA, e dall’Avv. Ezio Bonanni. In particolare, esposti alla Procura della Repubblica, come per il caso Motta e per la storia del Maresciallo Sanna.

Linfoma di Hodgkin: uranio impoverito e danni da vaccini

Non si tralasciano, però, altre cause possibili.

Infatti, la Commissione di Inchiesta della Camera dei Deputati della XVIII° Legislatura ha messo all’indice i vaccini.

Infatti, anche i vaccini, nei tempi e nei modi non corretti in cui sono somministrati, sono presi in considerazione come concausa delle malattie riscontrate: Salvatore Vacca è vaccinato tredici volte in una settimana, quando è già dall’altra parte dell’Adriatico.

Andrea, dicono i genitori, è stato vaccinato tre giorni prima di partire. A Sarajevo il sottufficiale, che sino allora gode di ottima salute, si ammala. Ciò nonostante, gli somministrano l’ultima vaccinazione antiepatite B.

“In sei mesi – si legge nella consulenza tecnica del perito di parte, dottor Massimo Montinari – il sergente maggiore Antonàci è sottoposto a ben dieci vaccini, tra i cui eccipienti erano presenti metalli quali mercurio e alluminio”. Metalli pesanti e altamente tossici.

Linfoma di Hodgkin e le prove del rischio nelle Forze Armate

Nel corso della XVIII Legislatura è stata istituita la Commissione presieduta dall’On.le Scanu.

Il testo della relazione finale della Commissione d’Inchiesta Uranio Impoverito del 07.02.2018 riporta tutte le condizioni di rischio del sistema emolinfopoietico. L’Avv. Ezio Bonanni è stato audito dalla stessa Commissione (audizione del 06.12.2017).

Danni alla salute: uranio impoverito e linfoma di Hodgkin

Coloro che sono stati colpiti da linfoma di Hodgkin, hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio, se impiegati in territori contaminati con uranio. L’utilizzo dei proiettili all’uranio impoverito, infatti, provoca danni alla salute, unitamente alla pratica vaccinale errata.

Questo riconoscimento dà accesso alla pensione privilegiata, all’equo indennizzo e allo status di vittima del dovere, con le relative prestazioni aggiuntive.

Il risarcimento danni linfoma di Hodgkin da uranio impoverito

In caso di insorgenza del linfoma di Hodgkin, piuttosto che di altre malattie per esposizione a radiazioni, sussiste il diritto al risarcimento del danno. Si può richiedere il risarcimento dei danni non patrimoniali (biologico, morale ed esistenziale) e patrimoniali (danno emergente e lucro cessante).

Uranio impoverito linfoma di Hodgkin

ONA news TV: la tv dell’ONA

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno dato vita, nell’ottobre 2020, a ONA news TV. La trasmissione informa e forma tutte le vittime. In particolare, nella quarta puntata, è stato trattato proprio il tema dell’uranio impoverito: “Uranio impoverito. La dura battaglia dei militari italiani“.

ONA News: Uranio impoverito linfoma di Hodgkin

Consulenza gratuita per le vittime di uranio impoverito

L’ONA e l’Avvocato Bonanni lottano da anni per salvaguardare i militari e i cittadini che hanno subito danni a causa di agenti cancerogeni, come l’uranio impoverito o l’amianto.

Le vittime e i loro familiari possono richiedere la consulenza gratuita legale e medica chiamando il numero verde o compilando il form.

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