La prevenzione terziaria risarcimento danni

L’ultimo stadio è quello della prevenzione terziaria risarcimento danni. Infatti, occorre, prima di tutto, la tutela primaria che si realizza evitando ogni forma di pericolo per la salute.

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La prevenzione terziaria e la sua importanza

Quella primaria si identifica nell’evitare ogni forma di esposizione e, in generale, di rischio.

La prevenzione secondaria, nella diagnosi precoce e nelle terapie e cure più efficaci, anche con l’incremento della ricerca scientifica.

Invece, quella terziaria si fonda sulla epidemiologia, che, in parte, spiega il nesso causale, anche se non è sufficiente. Tuttavia, con tali approfondimenti, è possibile comprendere i rischi e prevenirli.

Inoltre, in questo modo, dimostrata una più alta incidenza di malattie, in uno stabilimento o in un reparto, si può fondare la tutela: prevenzione terziaria risarcimento danni. 

Prevenzione terziaria ed epidemiologia

Questa scienza è quella disciplina biomedica che studia e dimostra la distribuzione e la frequenza di alcune malattie. In particolare, quegli eventi di rilevanza sanitaria nella popolazione: questa è l’epidemiologia.

Quindi, si avvale della statistica sanitaria, e svolge un ruolo decisivo in relazione alla medicina preventiva e clinica, e ad altre scienze come la sociologia e la demografia.

Con il termine epidemiologia, dal greco ἐπί, «sopra», δῆμος, «popolo», e, ancora, λόγος, che vuol dire «discorso, studio», si identifica nello “studiare ciò che cosa accade al popolo“, con riferimento all’uomo. 

Gli scopi dell’epidemiologia

Per avere il polso dell’incidenza di alcune malattie e di eventuali agenti lesivi, è necessaria l’epidemiologia, che ha specifiche finalità:

  • spiega l’origine di qualsiasi malattia, specialmente se di origine professionale;
  • studia e controlla la malattia (le aspettative di vita);
  • accerta le cause di malattie sconosciute;
  • acquisisce tutte le informazioni sulle condizioni di rischio, ambientali e lavorative;
  • studia piani di controllo e monitoraggio;
  • accerta i costi economici della malattia e anche il rapporto costi-benefici.

Dunque, è fondamentale la statistica, che si fonda sulla demografia e sulla matematica.

L’epidemiologia descrittiva, analitica e sperimentale

Questa scienza si articola in tre settori:

  • descrittiva;
  • analitica;
  • sperimentale.

La prevenzione terziaria con l’epidemiologia descrittiva

In questo modo, si studia la frequenza e la distribuzione delle malattie. Si descrivono le malattie, le cause di morte in relazione ai fattori di rischio.

Gli strumenti di questa scienza, sono costituiti dalla statistica che misura la frequenza, come tassi, incidenza, prevalenza e rapporti, con riferimento alla demografia.

Si avvale di studi:

  1. ecologici;
  2. trasversali 

Epidemiologia analitica nella prevenzione terziaria

Questa scienza studia il rapporto causa effetto tra fattori di rischio e malattie, e risponde a due domande:

  • Il tipo di esposizione o fattore di rischio: che malattie produce? Per esempio, le fibre di amianto, quali malattie causano?
  • Quelle malattie, per esempio, il mesotelioma, da quale agente cancerogeno può essere provocato?

Si usano studi di:

  • coorte: che permettono di accertare la frequenza di mortalità e di incidenza per malattie con differenza tra gli esposti e i non esposti;
  • caso-controllo: accertano e mettono in raffronto le frequenze di possibili esposizioni e fattori di rischio, nei “casi” e i “controlli“, cioè, coloro privi di malattia.

La clinica e l’epidemiologia per la tutela della salute

Questo settore dell’epidemiologia è molto importante, perché attraverso i dati epidemiologici si comprendono i fattori di rischio e si possono, quindi, eliminare.

Per esempio, se in un cantiere navale sono accertati molti casi di mesotelioma, e si comprende che si usa l’amianto, eliminando questo rischio, si previene.

Sperimentazione dell’efficacia degli interventi sanitari

Un altro settore molto importante è quello dell’epidemiologia sperimentale, che permette di verificare l’efficacia degli interventi sanitari.

Si va dagli interventi preventivi, come la sensibilizzazione, a quelli terapeutici, per esempio, le sperimentazioni di farmaci o nuove tecniche operatorie.

Gli strumenti utilizzati sono quelli a singolo cieco, ovvero cieco doppio, ovvero a triplo cieco.

È sufficiente ottenere che i volontari si sottopongano a delle somministrazioni senza indicare loro a quale gruppo appartengono, oppure, che il ricercatore non sa a chi ha somministrato il farmaco.

In altri casi, ci si può affidare ad un ricercatore esterno.

Prevenzione terziaria: l’ultimo step della tutela dell’uomo

L’ONA ha individuato la prevenzione primaria nella messa in sicurezza dei luoghi a rischio esposizione e quella secondaria nella sorveglianza sanitaria, e nella ricerca scientifica e la diagnosi precoce e terapie tempestive più efficaci.

Quella terziaria è la fase finale di questo percorso. La malattia si è verificata e, in molti casi, anche la morte della vittima. Si raccolgono i dati epidemiologici, e poi, si agisce per la tutela della vittima.

Infatti, la prevenzione terziaria consiste nella raccolta dei dati epidemiologici, attraverso i quali è possibile riconoscere la percentuale di rischio.

Una volta riconosciuta la percentuale di rischio, è possibile valutare gli interventi di bonifica delle aree a rischio, la messa in sicurezza di abitazioni e posti di lavoro, l’entità del risarcimento danni e la tutela di tutte le vittime e dei loro familiari.

Se si analizza con attenzione il percorso di prevenzione, dunque, ci si accorgerà della sua ciclicità: si tratta di tre passaggi fondamentali e interscambiabili, al punto che uno non potrebbe esistere senza l’altro e nessuno sarebbe comunque autosufficiente.

Importanza della prevenzione terziaria risarcimento danni 

Le finalità di questa scienza, unita alla tutela dei diritti, mirano al reinserimento di una persona all’interno della sua vita ordinaria, personale e lavorativa.

Alla vittima (definita vittima del dovere, in caso di malattia professionale) è richiesto di effettuare controlli costanti per monitorare la patologia ed evitare ricadute o metastasi.

Insieme a lei si gestiscono le conseguenze psicologiche e fisiche che la malattia ha avuto nel corso del tempo. Si lavora per migliorarne la qualità della vita, in ogni ambito possibile.

All’interno della prevenzione terziaria, un posto di riguardo è occupato dall’impegno profuso dagli specialisti nella tutela medica, legale e tecnica di tutte le vittime del dovere.

Impegno che ONA – Onlus, in collaborazione con l’Avv. Ezio Bonanni, mettono in pratica ormai quotidianamente, per poter ottenere indennità e diritti per chiunque abbia contratto malattie asbesto correlate o tumori legati a sostanze patogene altre (radon, uranio, ecc.) nel corso della loro vita personale e lavorativa.

Fa parte, quindi, della prevenzione terziaria l’impegno profuso dai team legali preposti nell’ottenimento di indennità e risarcimenti per essere stati esposti a sostanze cancerogene o in maniera inconsapevole o in maniera poco idonea (senza tutele per il lavoratore).

Ed è in questi casi che subentrano realtà strutturate e impegnate come ONA Onlus.

Il reinserimento dei pazienti nella società

Come esposto, quindi,  questa forma di prevenzione si sostanzia anche nell’evitare la malattia e, al tempo stesso, le recidive, e anche le complicanze. 

Infatti, la raccolta dei dati permette di scongiurare l’utilizzo di quelle pratiche mediche che siano più rischiose. La statistica sanitaria che rientra nell’epidemiologia, permette anche il reinserimento del paziente alla vita ordinaria. Gli restituisce la parvenza di normalità. 

In generale, questo strumento di tutela, concorre a migliorare la qualità della vita del paziente, cui è stata diagnosticata una malattia tra quelle asbesto correlate.

Così, questa scienza, permette di identificare, dopo l’avvio del percorso terapeutico, anche le chance di guarigione e/o di sopravvivenza, e le scelte del paziente. Quest’ultimo saprà, a priori, quali sono quelle terapie che risultano più efficaci dal punto di vista statistico.

Quindi, con questo tipo di tutela, è possibile evitare anche delle recidive, perché vengono identificati i fattori di rischio, il paziente viene informato e, quindi, evita questa situazione.

Meglio se a priori.

La tutela delle vittime con indennizzi e risarcimento danni

L’Avv. Ezio Bonanni è stato il primo, in Italia, a occuparsi di tutela e diritti delle vittime del dovere e dei loro familiari.

Nel corso degli anni, ha reso pubbliche tutte le informazioni riguardanti la pericolosità delle fibre di amianto e di tutte le altre sostanze cancerogene, come ad esempio il gas radon e l’uranio impoverito.

Oltre a quella primaria, è fondamentale la secondaria e la terziaria, proprio perché agiscono in modo circolare. Con quest’ultima, come detto, il paziente sa quale potrà essere la sua sorte o, semplicemente, quanto gli rimarrà da vivere.

Questo è molto importante, per esempio, per i casi di mesotelioma, ove sono poco elevate le chance di sopravvivenza. Con la statistica sanitaria, è possibile verificare che chance può avere l’intervento chirurgico, piuttosto che la chemioterapia e la radioterapia.

Quindi, fanno parte della prevenzione terziaria anche tutte le pratiche che concorrono all’ottenimento dei risarcimenti dovuti alle cosiddette vittime del dovere.

Quali i diritti delle vittime, tra cui quelle dell’amianto?

Grazie al lavoro del team legale di Ezio Bonanni, unitamente al supporto di ONA – Onlus (Osservatorio Nazionale Amianto), è possibile ottenere per le vittime del dovere un’indennità INAIL e un risarcimento danni. Tale risarcimento, in caso di morte della vittima, sarà erogato ai familiari più prossimi.

La tutela legale dei diritti, il riconoscimento dei benefici previdenziali e assistenziali, il risarcimento dei danni sono tutti diritti che spettano alle vittime del dovere (prevenzione terziaria risarcimento danni).

Le indennità che è possibile richiedere sono:

  • Assistenza per la valutazione del rischio amianto e successiva bonifica (grazie alla quale può ottenere un bonus fiscale per rimozione o bonifica);
  • Assistenza legale per ottenere rendite INAIL, prepensionamento, riconoscimento della qualità di Vittima del Dovere e relative prestazioni. In più c’è il diritto al risarcimento dei danni derivati dall’amianto e altre sostanze tossiche, sia per la vittima che per i suoi familiari (prevenzione terziaria risarcimento danni);
  • Assistenza medica per tutte le patologie correlate a sostanze cancerogene (mesotelioma, asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici, tumore del polmone, complicazioni cardiache e cardiocircolatorie, tumore della faringe, altre patologie asbesto correlate).

I benefici amianto per evitare altre esposizioni

Tra le tutele indennitarie, tra i quali i c.d. benefici amianto, hanno anche una finalità preventiva. Questa è stata indennificata dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 5/2000.

In questo modo, infatti, coloro che erano esposti ad amianto nell’ambiente di lavoro, erano collocati in prepensionamento. I benefici contributivi sono stati riconosciuti anche ai lavoratori soltanto esposti. Così, infatti, l’art. 13, co. 8, L. 257/1992, e tale finalità è stata ribadita dalla Cassazione, Sez. Lav., n. 25000/2014. Indennizzo da una parte, strumento preventivo dall’altra.

Chiaramente, con la malattia asbesto correlata, il diritto è quello dell’art. 13, co. 7, L. 257/1992, sempre valido per il prepensionamento. Infatti, poi, la norma è stata cambiata e, ottenere i benefici amianto è diventato sempre più difficile.

Uno dei metodi preventivi per “migliorare” quanto possibile la condizione di salute di un paziente è proprio il prepensionamento o un pensionamento anticipato. In questo modo, infatti, si evita che continui l’esposizione, sia ad amianto, che ad altri cancerogeni.

Nel caso di malattia, seppur con i benefici, non si matura il diritto a pensione, si può chiedere la pensione amianto. La norma è quella dell’art. 1 co. 250 e 250 bis, L. 232/2016.

L’assistenza legale di ONA – Onlus

L’associazione ONA Onlus è presieduta dall’Avv. Ezio Bonanni e insieme al suo pool legale si impegna ogni giorno nell’offrire assistenza legale a tutte le vittime del lavoro.

Unitamente a questo, l’Avv. Ezio Bonanni e il suo team di occupano anche di fornire un servizio di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, in collaborazione con il pool di medici volontari facenti parte dell’associazione. Dopo aver contattato ONA Onlus, seguirà una consulenza preliminare.

Tale incontro sarà propedeutico all’avviamento delle pratiche vere e proprie, relative alla richiesta di indennità, prepensionamento, pensionamento immediato, risarcimento danni, unitamente a tutti quei benefici contributivi cui hanno diritto le vittime del dovere.

Lo scopo, nonché auspicio, per ONA Onlus e per il suo presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, è quello di aprire un dialogo con le istituzioni, per coniugare la bonifica con l’ammodernamento e la messa a norma di tutte le infrastrutture.

Per farlo sarebbe necessario utilizzare i fondi europei, la leva fiscale, risolvendo così il conflitto di interessi con l’INAIL, in quanto sia ente accettatore che pagatore.

Malattia professionale: come definirla?

Secondo INAIL, Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, la malattia professionale è una patologia la cui causa agisce lentamente e progressivamente sull’organismo (causa diluita e non causa violenta e concentrata nel tempo).

Si tratta di una patologia, con una causa diretta ed efficiente (cioè in grado di produrre l’infermità in modo esclusivo o prevalente), contratta nell’esercizio e/o insorta a causa delle lavorazioni rischiose.

Perché una malattia sia definita “professionale”, essa deve essere causata dall’esposizione a determinati rischi correlati al tipo di lavoro. Tali rischi possono essere: il contatto con polveri e sostanze nocive, rumore, vibrazioni, radiazioni, o misure organizzative che agiscono negativamente sulla salute.

Inoltre, essi devono agire in modo prolungato nel tempo (la causa, cioè, deve essere lenta). Chi contrae una malattia professionale presente nella lista I dell’INAIL, può ottenere un riconoscimento immediato della sua qualità di vittima del dovere, unitamente all’indennità INAIL.

Se la malattia è presente nelle liste II e III, invece, è necessario dimostrare la loro eziologia professionale, che solitamente è a carico del lavoratore.

Fondo Vittime Amianto

Il Fondo Vittime Amianto (FVA) è stato istituito con l’art. 1 commi 241/246 L. 244/2007. Si tratta di un’indennità che si aggiunge alla rendita INAIL ed è superiore a quest’ultima del 14,7%.

Il Decreto Milleproroghe ha approvato che il fondo aumenti da 5.600€ a 10.000€ e sarà rivolto agli ammalati di mesotelioma ambientale. La copertura del fondo è di 4 milioni di euro e spetterà a tutti coloro che abbiano contratto la patologia a partire dal 2015.

Risarcimento danni amianto

In caso di malattia asbesto correlata, ovvero di danno biologico amianto, si può ottenere il risarcimento del danno amianto (prevenzione terziaria risarcimento danni).

Quantificazione dei danni amianto

Il criterio di quantificazione dei danni amianto è equitativo. Cioè, si basa sul concetto di equità, sancito dagli artt. 432 c.p.c. e 1226 e 2056 c.c. Quest’equità, ovvero il criterio, si basa anche sulle tabelle del Tribunale di Milano.

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