Adenocarcinoma: sintomi, terapia e sopravvivenza

L’adenocarcinoma, detto adenocarcinoma polmonare, è quel tumore ai polmoni a non piccole cellule, che aggredisce il polmone. Questo tumore aggredisce il più importante organo dell’apparato respiratorio e cioè i polmoni. L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto – assiste gratuitamente tutti coloro che ne fanno richiesta (assistenza – consulenza on line gratis adenocarcinoma).

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Adenocarcinoma assistenza medica e legale gratuita

L’Osservatorio Nazionale Amianto  è un’associazione di utilità sociale. I medici volontari, e i legali, dell’ONA, forniscono il servizio di assistenza legale e medica gratuita.

Questo servizio di consulenza on line gratis, permette di individuare i centri medici specializzati per la cura dell’adenocarcinoma. In più, permettono di ottenere una seconda opinion, che può essere richiesta attraverso questo notiziario amianto, anche per coloro che non sono materialmente iscritti all’associazione. Questo giornale si trovano tutte le indicazioni sulle nuove cure adenocarcinoma polmonare e i nuovi protocolli.

In molti casi, l’adenocarcinoma polmonare è di origine professionale, in seguito ad esposizione a diversi cancerogeni. Il radon, le radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, i fumi di saldatura, gli scarichi dei motori diesel. In più l’amianto, il benzene, etc., causano questa neoplasia. Quando il tumore del polmone è adenocarcinoma malattia professionale, possono essere richiesti gli indennizzi previdenziali e il risarcimento del danno. In caso di inabilità, la vittima ha diritto di essere collocata in pensione.

Se l’agente causale dell’adenocarcinoma polmonare è l’amianto (adenocarcinoma malattia professionale asbesto correlata), vi è una particolare disciplina pensionistica. Prima di tutto con l’accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto, con l’art. 13 co. 7 della L. 257/92. Oppure si potrà chiedere, entro il 31.03.2021 la pensione di invalidità amianto.

Tutti coloro che hanno subito danni per esposizioni professionali, tra cui le vittime di adenocarcinoma, possono rivolgersi all’associazione, e chiedere delle visite mediche gratuite, e la tutela legale gratis.

Contatta l’ONA, per chiedere la tua consulenza gratuita. Se desideri ottenere una consulenza scritta gratuita, compila il form in questa pagina (consulenza legale e medica online gratis).

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Adenocarcinoma polmonare: cos’è ?

Questo cancro  ha origine dal tessuto epiteliale che costituisce gli strati di mucosa presenti a livello dei polmoni. Nonché nei tratti terminali dell’albero bronchiale, che può essere una delle localizzazioni di questa neoplasia.

Come tutti i tumori maligni è caratterizzato da cellule anomale, in grado di moltiplicarsi in maniera non controllata. Così da diffondersi a distanza attraverso i vasi sanguigni e linfatici. Man mano che le cellule proliferano si organizzano e formano la massa tumorale.

I polmoni e la funzione respiratoria

Cosa sono i polmoni? Sono due “sacche” di tessuto spugnoso, posizionate nella parte centrale del torace umano.

I polmoni assolvono alle fondamentali funzioni di respirazione (attraverso la quale viene ossigenato il sangue di tutto il corpo) e di espirazione (attraverso la quale viene eliminata l’anidride carbonica dall’organismo). L’aria entra nell’organismo dal naso e bocca, passa poi nella trachea, che è una sorta di tubo diviso in due rami, uno diretto al polmone destro e uno al polmone sinistro.

Questi due rami principali si dividono in altri rami più piccoli che sono chiamati bronchi. Questi ultimi a loro volta si dividono in tubi ancora più piccoli, i cosiddetti bronchioli. Al termine dei bronchioli ci sono gli alveoli che sono una sorta di “sacchetti” nei quali avviene lo scambio di ossigeno con il sangue. 

L’adenocarcinoma e gli altri tumori del polmone

adenocarcinoma

Il tumore del polmone a non piccole cellule rappresenta il tumore al polmone più comune nell’essere umano, sia questo un fumatore o un non-fumatore. Il tumore al polmone è una neoplasia che si sviluppa a livello dei polmoni.

Esistono due tipi di cancro ai polmoni, differenziati in base alla tipologia di cellule cancerogene.
  • carcinoma polmonare non a piccole cellule in cui rientrano l’adenocarcinoma e il carcinoma squamoso (carcinoma squamoso polmonare sopravvivenza)
  • carcinoma polmonare a piccole cellule (anche detto microcitoma o Small Cell Lung Cancer “SCLC”, secondo la dicitura anglosassone) (microcitoma prognosi).

Cos’è l’adenocarcinoma polmonare? È una tipologia di tumore del polmone caratterizzata da cellule di grandi dimensioni. L’estrema eterogeneità istologica che caratterizza l’adenocarcinoma polmonare, induce a distinguerlo in due macro tipologie e diversi sottotipi.

Invasività dei sottotipi di adenocarcinoma polmonare

L’adenocarcinoma non-invasivo o minimamente invasivo. Ci sono diversi sottotipi di questa neoplasia:

  • L’adenocarcinoma in situ del polmone (o carcinoma bronchioalveolare)
  • polmonare minimamente invasivo
  • invasivo si distingue in alcuni sottotipi che sono:
  • a predominanza acinare
  • predominanza papillare
  • a predominanza micropapillare
  • predominanza solida
  • invasivo mucinoso.

Adenocarcinoma: cause e fattori di rischio

Il fumo di sigaretta costituisce il principale fattore di rischio per l’insorgenza dell’adenocarcinoma polmonare. Ulteriore fattore di rischio è l’esposizione al radon, all’asbesto e ad altre sostanze cancerogene. 

Il fumo di tabacco costituisce il più importante fattore di rischio per l’insorgenza di tumore del polmone, tra cui l’adenocarcinoma. Le sostanze nocive che contiene sono molte e cancerogene in grado di danneggiare irreparabilmente le cellule dell’organismo. Il rischio di sviluppare un tumore al polmone è ben 13 volte superiore nei fumatori, rispetto a una persona non fumatrice.

Altri fattori che possono aumentare la probabilità di insorgenza di un tumore del polmone sono l’esposizione al fumo passivo e a sostanze cancerogene di varia natura. Si tratta, infatti, del sinergismo e potenziamento tra cancerogeni.

Le esposizioni ad amianto agiscono in sinergia con  quelle del fumo di sigaretta e ne potenziano gli effetti, e viceversa.

Sono altri fattori di rischio oltre all’asbesto, anche le esposizioni a cromo, arsenico, cromato di nichel, cloruro di vinile, idrocarburi aromatici policiclici, radon.

Sinergismo e potenziamento tra diversi fattori di rischio

Questi fattori hanno tra loro un effetto sinergico: se vi è un’esposizione a due o più sostanze, il loro effetto si moltiplica e l’effetto nocivo viene ulteriormente potenziato qualora vi sia l’esposizione contemporanea al fumo di tabacco. Aumentano il rischio anche l’inquinamento atmosferico, una storia familiare di tumore del polmone (soprattutto nei genitori o in fratelli e sorelle), precedenti malattie polmonari. In più i trattamenti di radioterapia che hanno colpito i polmoni (magari per un pregresso linfoma).

Per quanto riguarda i fattori di rischio legati alla professione, è importante utilizzare sempre sul luogo di lavoro tutte le misure di prevenzione per poter ridurre al minimo i rischi e lavorare in sicurezza. Anche nella vita di tutti i giorni è possibile compiere azioni che aiutano a prevenire il tumore del polmone. Così facendo regolare esercizio fisico e portando in tavola tanta frutta e verdura ricche di vitamine ed elementi che possono aiutare i polmoni a mantenersi sani.

L’epidemia di amianto: le conferme dell’OMS

L’alta lesività dell’amianto è stata confermata anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nella sua pubblicazione “Asbestos“, viene precisato che l’amianto provoca, ogni anno, non meno di 107.000 decessi.

Fumo di sigaretta e adenocarcinoma

Il rischio di sviluppare un tumore del polmone cresce con l’aumento del numero di sigarette fumate nel corso della vita e della durata dell’abitudine. Secondo gli esperti la durata di questa cattiva abitudine è anche più importante del numero di sigarette fumate per determinare il rischio di tumore.

Il rischio cioè è molto più alto se si inizia a fumare da giovanissimi e si prosegue per il resto della vita. In cifre, il rischio relativo dei fumatori aumenta di circa 14 volte rispetto ai non fumatori e addirittura fino a 20 volte se si fumano più di 20 sigarette al giorno.

Dopo una diagnosi di microcitoma si deve smettere di fumare?

Dopo una diagnosi di tumore polmonare, smettendo di fumare aumentano le possibilità di successo delle cure e si riducono le probabilità che la malattia si ripresenti.

Inoltre, smettere di fumare riduce la possibilità di avere altre malattie tipicamente legate al fumo (cardiologiche e respiratorie) e riduce le complicanze legate ai trattamenti. Smettere di fumare, quindi, non solo riduce il rischio che si sviluppi un microcitoma, ma migliora la qualità di vita e la prognosi complessiva, anche a seguito della diagnosi.

Adenocarcinoma: efficacia degli screening

Non vi è ancora accordo tra gli esperti sull’opportunità di sottoporre a screening (cioè ad esami periodici) persone che sono a rischio elevato. In modo particolare, perché fumatrici o ex fumatrici: la ragione è che non sempre gli screening a oggi disponibili sono efficaci. In alcuni casi non individuano il tumore precocemente e consentono di effettuare terapie che aumentano effettivamente la durata di vita della persona.

Tra gli studi ancora in corso, ce ne sono alcuni che mirano a dimostrare l’utilità di sottoporre i fumatori ultra cinquantenni a esami annuali. Tra questi la TC spirale o l’esame citologico dello sputo.

Sono stati identificati anche alcuni marcatori nel sangue (tra cui alcuni ormoni) che consentono di valutare l’evoluzione della malattia. Più recentemente alcuni microRNA (piccoli frammenti di materiale genetico) che possono aiutare a determinare il rischio di sviluppare la malattia o la presenza di malattia. Ciò prima ancora che ci siano noduli visibili nonché quanto aggressivo sarà il tumore.

Adenocarcinoma polmonare: aspettative di vita

La sopravvivenza tumore polmonare è legata anche allo stadio della diagnosi (adenocarcinoma polmonare aspettative di vita). Per quanto riguarda il carcinoma polmonare a piccole cellule, il tempo di sopravvivenza è di 20 mesi. Ciò, corrisponde ad un tasso di sopravvivenza a 5 anni pari al 20%.

Coloro che, invece, sono affetti da carcinoma polmonare a piccole cellule ma, con malattia diffusa, hanno una prognosi infausta, pari al tasso di sopravvivenza a 5 anni < 1%. I pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule, come abbiamo detto sopra, la sopravvivenza a 5 anni varia in base allo stadio. Per esempio, nei pazienti allo stadio I, dal 60-70%.

Per quanto riguarda coloro allo stadio IV, fino a < 1%. La sopravvivenza nei  pazienti con carcinoma non a piccole cellule con fase metastatica, se trattati, è pari a circa 9 mesi.

Negli ultimi anni, però,  grazie alle terapie mirate, la sopravvivenza dei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule è migliorata. Questo, sia per chi si trova allo stadio precoce, che a quello avanzato.

Gli agenti patogeni più conosciuti

La possibilità di contrarre il cancro ai polmoni a seguito di esposizione a sostanze chimiche usate a livello industriale è considerata come molto elevata. I patogeni più conosciuti sono:

  • asbesto;
  • arsenico;
  • berillio;
  • cadmio;
  • fumo di carbone;
  • uranio;
  • silice.

Qui trovate un elenco degli agenti cancerogeni. Tutti questi agenti, e in particolare il berillio, la silice, etc., oltre all’amianto, provocano anche delle malattie polmonari fibrotiche. Si tratta di una prima fase di carattere infiammatorio, che avvia un processo displasico. In molti casi, queste pneumoconiosi evolvono in cancro, tra i quali l’adenocarcinoma polmonare.

Ad avere un elevato rischio di contrarre la grave patologia, tra i settori occupazionali, ci sono l’agricoltura, il settore minerario, la metallurgia, i cantieri navali e i conducenti di autocarri e taxi.

Adenocarcinoma polmonare e gas radon

Il radon è un gas naturale, radioattivo, che si forma quando si creano rotture della crosta terrestre. È noto per la sua capacità di risalire dal terreno. Viene sprigionato nel corso di costruzioni edili. Da alcune ricerche pare che una sola esposizione al radon possa provocare un tumore polmonare.

I prodotti di decadimento respirati si fissano sui tessuti polmonari e bronchiali, provocando un’esposizione alle radiazioni del tessuto circostante. Il gas radon può danneggiare anche il patrimonio genetico delle cellule dei tessuti, dando inizio così ad un processo canceroso.

Quindi è compito delle autorità locali è quello di monitorare la quantità di radon presente. All’occorrenza adoperarsi per limitarne e contenerne la fuoriuscita, in particolare per le abitazioni, areare i locali (prevenzione adenocarcinoma gas radon).

L’arsenico agente causale dell’adenocarcinoma polmonare

L’arsenico è un elemento ubiquitario nell’ambiente. Spesso lo si ritrova nell’acqua potabile, sia in seguito a processi di cessione degli elementi da parte dei minerali. In alcuni casi, la contaminazione è dovuta da attività umane. Esso è infatti molto impiegato nel settore industriale ed è anche abbondantemente usato nella produzione di pesticidi per l’agricoltura. In questo modo ne sono esposti sia gli agricoltori, sia i fruitori dei prodotti agricoli.

È proprio a causa di questi molteplici usi che spesso sono presenti alte concentrazioni di arsenico nelle falde acquifere, incrementandone significativamente il livello anche nell’acqua potabile. L’arsenico inorganico è quello nocivo. Si assorbe rapidamente subito dopo l’ingestione all’apparato gastrointestinale. In seguito si distribuisce in quasi tutti gli organi, attraversando facilmente anche la barriera placentare.

Amianto detto anche asbesto e adenocarcinoma polmonare

L’asbesto, o amianto è un insieme di minerali (inosilicati e fillosilicati), disposti in corpi allungati, le cosiddette “fibre dell’amianto“. Queste fibre si disperdono negli ambienti. Così sono inalate e nei polmoni, e nella pleura, avviano l’infiammazione. Successivamente, queste fibre, comprese quelle di crisotilo provocano la fibrosi (asbestosi polmonare).

In molti casi, la fibrosi polmonare evolve nell’adenocarcinoma polmonare, e in altri cancri del polmone, e anche in quello della pleura, il mesotelioma. Infatti, le fibre asbestiformi, al di là della loro composizione mineralogica, sono cancerogene, come chiarito nell’ultima monografia IARC.

Tutte queste malattie asbesto correlate sono molto aggressive. La sopravvivenza per adenocarcinoma polmonare. La media di sopravvivenza nel carcinoma polmonare non a piccole cellule, che hanno metastasi, hanno una sopravvivenza di 6 mesi (tumore polmone sopravvivenza). Se invece sono trattati, la loro sopravvivenza media è di 9 mesi (adenocarcinoma polmonare sopravvivenza).

L’adenocarcinoma polmonare è una delle classiche patologie asbesto correlate, anche se multifattoriale. Per questo è inserito nella Lista I dell’INAIL, e dunque se ne presume l’origine professionale. Ciò anche quando ci sono delle abitudini tabagiche, e altre esposizioni. Infatti, le fibre di asbesto potenziano gli effetti di tutti gli altri cancerogeni, e viceversa.

Tanto è vero che il nesso causale è confermato anche quando vi è duplice esposizione a polveri di asbesto e fumo di sigaretta. Le fibre favoriscono la penetrazione dei cancerogeni del fumo, che a sua volta rende più permeabili gli alveoli polmonari.

Per questi motivi è dunque fondamentale la prevenzione primaria, che consiste nell’evitare l’esposizione alla fibra killer. Queste tesi sono state poi recepite nella revisione del Consensus di Helsinki.

Prevenzione primaria per evitare l’adenocarcinoma

Per prevenire l’adenocarcinoma polmonare ed anche tutti le altre neoplasie è indispensabile la c.d. prevenzione primaria. In questo caso, infatti, ci sono diversi agenti che provocano questo tumore che è molto aggressivo. Come abbiamo visto c’è una sinergia tra cancerogeni. Per questi motivi, è necessaria la prevenzione primaria.

Sintomi del tumore del polmone a non piccole cellule

Tutti i tumori del polmone sono molti aggressivi e invalidanti, e generano uno stato di totale debolezza, con difficoltà respiratoria e crescenti dolori (tumore al polmone sintomi). Per questo motivo, lo stato sintomatologico è rilevante sia per la diagnosi, sia, soprattutto, sull’approccio terapeutico. Infatti non se ne può prescindere, anche per decidere delle cure palliative (tumore polmone sintomi e cure palliative).

Quali sono i sintomi del tumore al polmone?

I tumori polmonari possono, in alcuni casi, essere del tutto asintomatici, oppure avere sintomi aspecifici (tumore ai polmoni sintomi). Questi sintomi tumore polmoni non sono indicativi, perché possono essere facilmente riconducibili ad altre malattie, anche infettive, e fibrotiche. Per questo la diagnosi necessita di un attento esame, anche di carattere strumentale e della biopsia.

Poi ci sono, invece, degli altri sintomi tumore polmoni che sono sempre attribuibili ad una lesione del polmone, comprese quelle infiammatorie. Come per esempio le asbestosi, le placche e gli ispessimenti pleurici, che incarcerano il polmone e provocano difficoltà respiratoria, e dispnea. Cioè sintomi tumore al polmone che non sono attribuibili unicamente ad un tumore del polmone. Inoltre ci sono altre pneumoconiosi, oltre all’asbestosi, che provocano questi sintomi, e sono causate sempre dagli stessi agenti nocivi, che sono cancerogeni per il polmone. Quindi, è necessaria la c.d. sorveglianza sanitaria.

Siccome ci sono questi esordi insidiosi, e anche una notevole incidenza dovuta alla multifattorialità della neoplasia, è necessario tenere sotto controllo coloro che sono stati esposti ad amianto (lavoratori esposti amianto) e altri cancerogeni.  Si deve tener conto che l’adenocarcinoma del polmone è provocato da più cancerogeni.

Ci sono poi i sintomi tumore polmoni sempre frequenti e quelli delle metastasi al polmone.

Sintomi tumore polmoni adenocarcinoma

Alcuni sintomi frequentemente riscontrati in caso di tumore del polmone sono (tumore polmoni sintomi):

  • Tosse:

catarrosa o secca, tra i sintomi tumore polmoni presenti nella maggior parte dei fumatori e in chi soffre di bronchite cronica. In molti casi, compare il carcinoma bronchiale (carcinoma bronchiale sintomi). Per questo motivo è importante valutare i cambiamenti della tosse in termini di intensità, durata e caratteristiche (sintomi del tumore ai polmoni).

  • Sangue nel catarro (emoftoe):

si manifesta perché le zone interessate dal tumore sono più fragili. Per questo causano in alcuni casi il sanguinamento (tumore ai polmoni come si manifesta e sintomi del tumore ai polmoni).

  • Dispnea:

mancanza di fiato o difficoltà respiratoria sono sintomi tipici dei fumatori e dei bronchitici cronici, per cui è necessario valutarne il peggioramento nel tempo in forma ed intensità ed eventuali aggravamenti in senso acuto.

  • Dolore al torace:

a volte irradiato alla spalla e al braccio, situato nello stesso lato del corpo del polmone malato (dolore spalla tumore polmone).

  • Polmoniti di vario genere:

in alcuni casi i pazienti di tumore polmonare non a piccole cellule possono presentare dei casi di polmonite che di solito colpisce il polmone malato.

  • Disfagia:

la difficoltà nella deglutizione. Questo è uno dei più importanti sintomi tumore polmone. Avviene con la compressione dell’esofago dall’esterno da parte della massa tumorale.

Altri sintomi tumore polmone: astenia, febbre, dolore al torace di vario genere, perdita di appetito e di peso (tumore ai polmoni sintomi).

Questi sintomi sono presenti anche in caso di adenocarcinoma esofago, ed influenzano la sopravvivenza (adenocarcinoma esofago sopravvivenza).

Diagnosi dell’adenocarcinoma polmonare

Quali sono gli esami che permettono la diagnosi del tumore polmonare a piccole cellule?

La radiografia del torace è tuttora uno dei primi esami eseguiti nell’inquadramento di un tumore del polmone. Ciò anche se ha dei limiti nel riscontrare masse piccole o nascoste dietro le coste o lo sterno. Quindi, anche per tutte le altre neoplasie. In questo modo, si aumentano le chances di sopravvivenza anche per il tumore a piccole cellule (tumore polmonare a piccole cellule sopravvivenza).

La tomografia computerizzata (TC) è un esame molto più preciso della radiografia del torace. Infatti, permette di definire la sede, le dimensioni e i rapporti del tumore con le strutture adiacenti. La TC non consente di definire il tipo di tumore.

Lo studio TC è solitamente esteso non solo a livello del torace, ma anche a livello dell’encefalo e dell’addome. Ciò per valutare l’eventuale diffusione del tumore negli organi che più frequentemente sono sede di metastasi.

In alternativa, in alcuni casi, può essere utilizzata la risonanza magnetica. Mentre l’RMN del torace è completamente non-invasiva, l’RX-torace e la TAC toracica prevedono l’esposizione del paziente a una certa dose di radiazioni ionizzanti nocive. Tuttavia, l’esposizione è minima.

La tomografia ad emissione di positroni (PET) è una tecnica diagnostica di medicina nucleare che comporta la somministrazione per via endovenosa di una sostanza a base di zucchero. Così legata ad una molecola radioattiva.

Le cellule che si replicano più velocemente sono più avide di zucchero e pertanto tale composto si accumula in queste aree. Le zone con più zucchero sono messe in risalto da colori maggiormente brillanti rispetto alle zone normali. Questo esame è utile nell’individuazione precoce dei tumori, delle loro dimensioni e della precisa localizzazione.

Come avviene la raccolta del campione di cellule polmonari

Una volta che è stata individuata la lesione tumorale è necessario prelevare un campione di tessuto per effettuare la diagnosi anatomopatologica (esame istologico). La raccolta del campione di cellule polmonari può avvenire in almeno 3 modi differenti:

  • broncoscopia (biopsia broncoscopica);
  • agoaspirato (agobiopsia polmonare);
  • intervento chirurgico a “cielo aperto” (biopsia polmonare “a cielo aperto”).

Diagnosi anatomopatologica dell’adenocarcinoma polmonare

I campioni tumorali ottenuti tramite le biopsie sono analizzati al microscopio, per definire con sicurezza la natura e il tipo istologico del tumore.

Questo tipo di caratterizzazione permette di definire il tipo istologico di neoplasia polmonare. Quindi, di modellare il protocollo e di somministrare i farmaci più adatti.

In particolare l’anticorpo monoclonale, pembrolizumab, ha mostrato efficacia per il carcinoma polmonare, non operabile. Si tratta, quindi, di una nuova arma terapeutica per pazienti che sono in uno stadio avanzato della malattia.

Tale diagnosi si chiama analisi anatomopatologica ed è svolta osservando al microscopio la forma, la colorazione e la disposizione delle cellule prelevate. Si utilizzano particolari reagenti per evidenziare la presenza o meno di proteine che chiariscono la diagnosi.

Ad oggi, analisi aggiuntive sul campione bioptico di un microcitoma (microcitoma sopravvivenza) possono essere effettuate solo nell’ambito di studi clinici sperimentali, al fine di individuare bersagli molecolari di terapie personalizzate, mentre non sono indicate nella pratica clinica.

Adenocarcinoma polmonare: le metastasi

L’adenocarcinoma polmonare ad uno stadio avanzato, tende a diffondere le cellule tumorali nel resto del corpo, così, contaminandoli. Questo processo porta, quindi, alla formazione di metastasi. Generalmente queste colpiscono le ossa e, in casi più rari, il cervello.

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Trattamento, terapia e cura

La scelta del trattamento e della cura nel caso di microcitoma polmonare dipende da diversi fattori:

  • stadio della malattia;
  • condizioni generali di salute del paziente;
  • età;
  • sussistenza di eventuali patologie concomitanti.

Se l’adenocarcinoma polmonare è localizzato (cioè non ha ancora prodotto metastasi), la terapia consiste nella sola rimozione chirurgica della massa tumorale. Se l’adenocarcinoma polmonare ha disseminato qualche sua cellula in altri organi e tessuti del corpo, le cure prevedono non solo il ricorso alla chirurgia, ma anche la chemioterapia e/o la radioterapia.

Le cure palliative sono trattamenti rivolti al controllo dei sintomi che non agiscono direttamente sulla malattia. La chemioterapia e la radioterapia possono non essere indicate in pazienti fragili, a causa del rischio di importanti tossicità e a fronte di un beneficio clinico molto limitato.

In questi casi può essere più vantaggioso controllare la sintomatologia e migliorare la qualità di vita ricorrendo alle cure palliative, piuttosto che effettuare un trattamento oncologico attivo. Le cure palliative possono anche essere, in alcuni casi, un ottimo coadiuvante della chemioterapia e della radioterapia.

Quando è indicata la chirurgia dell’adenocarcinoma?

La chirurgia, quando possibile, è l’opzione terapeutica di prima scelta per il carcinoma polmonare non a piccole cellule resecabile non metastatico (carcinoma polmonare non a piccole cellule sopravvivenza). L’intervento può essere preceduto o seguito dalla chemioterapia o dalla radioterapia.

Si può procedere con la lobectomia (asportazione di un lobo polmonare), bilobectomia se nel polmone destro, che ha tre lobi, si asportano due lobi, segmentectomia (asportazione di uno o più segmenti polmonari), resezione a cuneo (asportazione di una piccola parte di polmone).

Esistono 3 modi differenti con cui un chirurgo può eseguire la rimozione chirurgica dell’adenocarcinoma polmonare:

I chirurghi di solito ricorrono alla cosiddetta resezione a cuneo quando la massa tumorale è di dimensioni ridotte.

L’intervento chirurgico di asportazione di uno dei lobi che costituiscono i polmoni è scelta primaria quando il tumore è di media grandezza. Si ricorda che il polmone destro possiede tre lobi, mentre il polmone sinistro ne possiede due.

La pneumonectomia è l’intervento chirurgico di asportazione totale di un polmone. In genere, i chirurghi vi ricorrono quando il tumore è molto esteso e ha compromesso drasticamente la normale anatomia polmonare.

Per approfondire: Chirurgia dell’adenocarcinoma.

Come e quando si usa la chemioterapia

Generalmente si preferisce usare una combinazione di farmaci, con meccanismo d’azione differente. A seconda di alcune caratteristiche dell’adenocarcinoma polmonare, il medico curante può decidere se optare per una chemioterapia pre-chirurgica (detta anche chemioterapia neoadiuvante) oppure per una chemioterapia post-chirurgica (nota anche come chemioterapia adiuvante).

I chemioterapici maggiormente usati per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule sono cisplatino, carboplatino, gemcitabina (Gemzar®), vinorelbina (Navelbine®), paclitaxel (Taxol), docetaxel (Taxotere) e pemetrexed (Alimta®).

I farmaci si somministrano spesso in combinazione, ad esempio carboplatino + paclitaxel, vinorelbina + cisplatino o carboplatino, gemcitabina + cisplatino o carboplatino, pemetrexed + cisplatino o carboplatino.

Tipi diversi di carcinoma polmonare non a piccole cellule possono essere trattati con combinazioni diverse di chemioterapici. Oggi infatti è possibile ottimizzare la chemioterapia scegliendo i farmaci in base alle caratteristiche istologiche del tumore.

Gli effetti collaterali della chemioterapia possono essere lievi o molto fastidiosi, a seconda dell’intensità della dose erogata e della durata del trattamento.

Per approfondire: chemioterapia dell’adenocarcinoma.

Come e quando si usa la radioterapia

La radioterapia è una terapia che prevede l’impiego di radiazioni ionizzanti ad alta energia al fine di danneggiare il DNA delle cellule tumorali, arrestando la crescita tumorale o distruggendo tali cellule. 

La radioterapia prevede l’esposizione della massa tumorale a una certa dose di radiazioni ionizzanti ad alta energia (raggi X), allo scopo di distruggere le cellule neoplastiche.

Quando il trattamento radioterapico avviene prima dell’intervento chirurgico, si parla di radioterapia neoadiuvante; quando, invece, il trattamento radioterapico ha luogo dopo l’intervento chirurgico, si parla di radioterapia adiuvante. In caso di adenocarcinoma polmonare, l’obiettivo terapeutico della radioterapia è quello di ridurre la sintomatologia legata alla presenza di metastasi ossee e/o cerebrali.

Per approfondimenti: radioterapia dell’adenocarcinoma.

Sopravvivenza e prognosi 

La prognosi (tumore al polmone prognosi) dell’adenocarcinoma polmonare dipende da svariati fattori, tra cui:

  • Lo stadio del tumore e condizioni di salute generale del paziente, la posizione più o meno accessibile al chirurgo della massa tumorale (tumore polmonare guarigione)

In generale, complice anche il fatto che l’individuazione della massa tumorale è spesso tardiva, l’adenocarcinoma del polmone tende ad avere una prognosi negativa. Secondo alcune indagini statistiche, meno di un quinto dei pazienti con adenocarcinoma polmonare sopravvive.

Adenocarcinoma polmonare e tutela dei diritti

Come abbiamo evidenziato, l’adenocarcinoma del polmone è una neoplasia multifattoriale. Sia con riferimento ai diversi cancerogeni che lo causano, sia per la rilevanza delle esposizione extraprofessionali, tra le quali quelle dovute ad abitudini tabagiche.

Per questi motivi, coloro che sono vittime di adenocarcinoma del polmone, debbono essere sottoposti ad anamnesi lavorativa. Va, cioè, verificato se ci siano state delle esposizioni nell’attività di lavoro.

Se vi è la prova dell’esposizione ad uno di questi cancerogeni, i sanitari rilasciano certificazione sul Modello Inail 5 ss bis, inoltrato all’ente competente. Così si avvia il percorso di  riconoscimento dell’adenocarcinoma polmonare malattia professionale. In caso positivo, se tra gli agenti eziologici in quel singolo caso vi fosse anche l’asbesto, la vittima ha diritto anche alle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto.

In più, sussiste il diritto al risarcimento di tutti i danni, sia quelli della vittima diretta e cioè del lavoratore malato, sia quello dei famigliari.

Rendita INAIL adenocarcinoma del polmone

Il cancro ai polmoni, in particolare, l’adenocarcinoma del polmoni è una patologia asbesto correlata. E l’amianto è stato considerato agente cancerogeno della Lista I:

Questa classificazione dei tumori polmonari li rende indennizzabili dall’INAIL, ed in modo particolare l’adenocarcinoma polmonare.

Le vittime di questo tumore amianto hanno diritto all’indennizzo INAIL. Questa prestazioni previdenziale comprende l’indennizzo del danno biologico a partire dal 6% di inabilità, e poi, la rendita a partire dal 16%.

Il percorso di riconoscimento, dopo la denuncia, che avvia la procedura, prevede la visita e poi un’eventuale ricorso amministrativo. Nel caso di rigetto o sottovalutazione, si può ricorrere all’Autorità giudiziaria.

le vittime hanno quindi diritto al riconoscimento e alla liquidazione della rendita INAIL e della prestazione aggiuntiva del Fondo Vittime Amianto, costituita da circa il 10% in più della rendita.

Le malattie professionali INAIL della Lista I sono assistite da presunzione legale di origine. Quindi è sufficiente la presenza della noxa patogena (agente cancerogeno) nell’ambiente lavorativo per il riconoscimento. Non è necessaria una soglia minima sia per quanto riguarda l’asbesto che per gli altri cancerogeni (Cass., Sez. lav., n. 30438/2018).

Adenocarcinoma polmonare e fondo vittime amianto

Nel caso di riconoscimento dell’adenocarcinoma malattia professionale per esposizione ad asbesto, sussiste il diritto alle prestazioni aggiuntive del fondo vittime amianto. Questa prestazione è un indennizzo pari al 20% della rendita, come da decreto interministeriale (Determinazione Presidente dell’Inail n. 12 del 2 dicembre 2019).

Questa prestazione ha natura giuridica di indennizzo che non è soggetto a compensatio. Quindi non va sottratto dal credito per risarcimento danni (Cass. Sez. Lav. 17334/2012 e molte altre).

Prepensionamento adenocarcinoma del polmone 

Nel caso di riconoscimento dell’adenocarcinoma malattia professionale asbesto correlata, sussiste il diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto. Queste maggiorazioni contributive sono indennizzi, nella misura del 50% della contribuzione e sono utili al prepensionamento e all’aumento della prestazione per chi è già in quiescenza. Il tutto è regolamentato dall’art. 13 co. 7 della L. 257/92 (legge amianto).

Quindi, con queste maggiorazioni, si acquisisce prima il diritto a pensione, per quei lavoratori che hanno ottenuto il riconoscimento dell’adenocarcinoma come malattia professionale asbesto correlato.

Anche in caso di esposizione ad altri cancerogeni per il polmone, è importante verificare se negli ambienti di lavoro ci siano state contaminazioni di fibre di asbesto. Infatti, in questo modo si può utilizzare la presunzione legale di origine che discende dall’inserimento di questi minerali fibrosi nella Lista I dell’Inail.

Pensione amianto lavoratori malati di adenocarcinoma professionale

L’articolo 1, comma 250, della Legge 232/2016, ha sancito il diritto all’immediato pensionamento per i lavoratori non hanno maturato i requisiti per la pensione. Infatti, con il riconoscimento della malattia asbesto correlata, l’Inail rilascia il certificato di esposizione ad amianto che può essere esito all’Inps con la domanda di accredito delle maggiorazioni contributive.

Se anche dopo l’accredito delle maggiorazioni contributive, il lavoratore malato  è privo dei requisiti per il pensionamento, può presentare la domanda entro il 31.03.2021. In questo modo, tutti i lavoratori, anche quelli sprovvisti dei requisiti per il pensionamento al momento dell’insorgenza della malattia professionale amianto, possono essere collocati in pensione.

La procedura di pensionamento immediato (pensione invalidità amianto) può essere adottata solo se, nonostante l’accredito dei benefici amianto con il coefficiente 1,5, non c’è diritto al prepensionamento. La circolare congiunta INPS e INAIL (n. 7 del 2018) ha dettato le regole per poter accedere al prepensionamento/pensionamento amianto. Il prossimo termine per le domande è quello del 31 marzo 2021, con le modalità dell’ultima circolare Inps 34 del 2020:

Per approfondire: prepensionamento amianto

Avv. Ezio Bonanni: adenocarcinoma e pensioni amianto

In materia pensionistica, la tutela delle vittime amianto per adenocarcinoma polmonare è uno degli ambiti dell’attività professionale dell’Avv. Ezio Bonanni. In questo notiziario amianto è possibile trovare tutte le news sulle pensioni amianto adenocarcinoma.

Adenocarcinoma e riconoscimento di causa di servizio

I dipendenti civili e militari delle Forze Armate e del Comparto Sicurezza, non assicurati INAIL, debbono attivare la particolare procedura di causa di servizio.

In questo caso, con tale riconoscimento, a seconda del grado invalidante, si ha diritto al pensionamento (pensione privilegiata adenocarcinoma) e all’equo indennizzo. Questa prestazione è sempre un minus, rispetto al risarcimento, per cui rimane intatto il diritto della vittima di agire per il risarcimento danni adenocarcinoma per causa di servizio.

Riconoscimento di vittima del dovere per adenocarcinoma

In caso di esposizione a cancerogeni ex art. 1 co. 563 L. 266/05 sussiste il diritto al riconoscimento dello status di vittima del dovere.

C’è poi l’equiparazione, ovvero il caso dei c.d. equiparati a vittime del dovere. E’ il caso, per esempio, di colo che sono stati imbarcati nell’ unità navali della Marina Militare e si sono ammalati di adenocarcinoma. Per loro ,’equiparazione è stabilita dell’art. 10 della L. 183/2010.

La fattispecie più ampia è quella delle attività di servizio o missioni sono stati esposti ad amianto e altri cancerogeni, per particolari condizioni operative. Il tutto è regolato dall’art. 1, co. 564 della legge 266 del 2005, in riferimento all’art. 1 del dpr 243 del 2006.

Le vittime che hanno contratto infermità, tra le quali il cancro del polmone (adenocarcinoma o microcitoma), hanno diritto al riconoscimento della causa di servizio. In più lo status di Vittima del dovere, che dà diritto alla speciale elargizione, assegno vitalizio, speciale assegno vitalizio, etc.. Gli importi loro dovuti sono gli stessi liquidati alle vittime del terrorismo (SS.UU. 7761/2017).

Per approfondire: vittime del dovere

Risarcimento dei danni tumore del polmone malattia professionale

I lavoratori vittime di tumore del polmone a non piccole cellule e del tumore a piccole cellule, hanno diritto anche al risarcimento danni tumore polmone.

In caso di decesso per tumore del polmone, sussiste il diritto al risarcimento danni. Innanzitutto, i pregiudizi sofferti dalla c.d. vittima primaria (lavoratore vittima tumore del polmone), che, in caso di decesso debbono essere liquidati ai congiunti (danni iure hereditario). Poi ci sono i danni sofferti direttamente dai famigliari (danni iure proprio), che questi ultimi possono chiedere direttamente.

Gli indennizzi INAIL non costituisce integrale risarcimento di tutti i danni che il lavoratore ha subito, il danno biologico e in molti casi il decesso. Infatti, l’adenocarcinoma è una neoplasia altamente invalidante con limitate aspettative di vita. In caso di malattia professionale – neoplasia del polmone, con il diritto all’integrale risarcimento dei c.d. danni differenziali e complementari (Cass. Sez. Lav. 777/2015).

Gli accertamenti INAIL costituiscono una prima prova per ottenere la condanna del datore di lavoro al risarcimento dei danni (Cass. Sez. Lav. 5174/2015). In ultimo Cass. Sez. Lav., n. 15165/2019, con la quale è stata confermata la sentenza della Corte d’Appello di Roma. Infatti, la Corte territoriale aveva condannato le Ferrovie dello Stato al risarcimento dei danni per un lavoratore deceduto per patologia asbesto correlata).

Per approfondimenti: ONA assistenza medica gratuita e Risarcimento danni

Risarcimento danni eredi vittima tumore del polmone

I familiari della vittima, anche in caso di decesso del loro congiunto, ed anche nel caso in cui questi fosse un fumatore, hanno diritto ad ottenere il risarcimento di tutti i danni, prima di tutto quelli subiti dal loro congiunto (risarcimento danni eredi defunto), e poi al risarcimento dei c.d. danni iure proprio, e cioè dei danni che i familiari della vittima hanno sofferto direttamente.

Per approfondire: risarcimento danni amianto nuove tabelle.

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