Smettere di fumare: metodo migliore e vantaggi per la salute

Smettere di fumare è molto difficile, specialmente quando la dipendenza da nicotina è alta. I vantaggi nell’abbandonare l’abitudine al fumo di sigaretta sono però innumerevoli e di enorme portata. Il fumo di sigaretta è associato al rischio aumentato di infarto, enfisema e molte altre malattie. In particolare è dimostrato che è tra i fattori di rischio che favoriscono l’insorgere dei tumori.

In questa guida approfondiamo il legame tra cancro e fumo e scopriremo come svolga un’azione sinergica insieme ad altri cancerogeni come l’amianto aumentando la possibilità di contrarre tumori e mesoteliomi.

Gli effetti negativi dell’abitudine al fumo di sigaretta si riflettono anche su altri aspetti della vita quotidiana. Conoscere tutti gli strumenti a disposizione dei fumatori e i vantaggi dello smettere di fumare può essere utile a riflettere sulle personali motivazioni per smettere e sui vantaggi oggettivi del farlo e su come pianificare un cambiamento nelle abitudini.

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto promuove la prevenzione e stili di vita più sani per diminuire il rischio di contrarre patologie oncologiche e non solo. Interrompere l’abitudine al fumo di tabacco riduce il rischio di contrarre patologie correlate ad altri cancerogeni che agiscono in modo sinergico con il fumo.

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INDICE

Smettere di fumare: perché?
Come smettere di fumare?
Consigli per smettere di fumare
Cosa comporta smettere di fumare di colpo?
Smettere di fumare e aumento del peso
Cosa succede dopo 3 giorni senza fumare?

Tempo stimato di lettura: 7 minuti

Smettere di fumare: perché?

I buoni motivi per smettere di fumare sono tanti e qui sotto li elenchiamo tutti. Ognuno però deve trovare la sua motivazione a cui tenere fede. Per quanto infatti gli strumenti a disposizione possano essere d’aiuto nello smettere di fumare ciò che maggiormente conta è proprio la motivazione che farà leva su uno dei fattori più importanti: la forza di volontà. Più la convinzione di smettere è forte e più si sarà in grado di far fronte all’astinenza e ai giorni più critici.

Tra le motivazioni per smettere di fumare ognuno quindi deve scegliere le proprie. C’è chi si concentra sul risparmio. Il vizio del fumo è infatti un vizio costoso. Diverse app per smettere di fumare permettono di calcolare il risparmio mensile e settimanale nello smettere di fumare.

Altri si concentrano sul lato estetico dello smettere di fumare per migliorare il proprio aspetto. Fumando infatti i nostri denti sono gialli e si macchiano. Le mani e le unghie sono ingiallite e la pelle è spenta. Dopo una settimana senza fumo si vedono già i risultati a livello di aspetto fisico. Sentirsi più belli e gradevoli migliora la percezione che abbiamo di noi e con essa la nostra socialità.

In questi ultimi anni il fumatore è stigmatizzato e smettere di fumare può aiutare ad inserirsi in tutti i contesti e ambienti sociali e a sentirsi più accettati. Smettere di fumare migliora le nostre performance sportive e in generale ci rende fisicamente più forti, resistenti e meno cagionevoli.

La ragione più importante per smettere di fumare riguarda però la salute, nostra e di chi ci sta intorno.

Smettere di fumare per la salute

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità il fumo di sigaretta è la più importante causa di morte evitabile nella nostra società. I tumori del polmone (in particolare microcitoma) e della gola (faringe e laringe) della bocca e della trachea si sviluppano per contatto diretto con le sostanze cancerogene contenute nel fumo di sigaretta. Il fumo però aumenta anche il rischio di cancro al seno, alla vescica, all’intestino, ovaie e ad altri organi. Il colon è uno di questi e come è stato accertato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) uno dei fattori principali di rischio per il cancro al colon è il fumo.

Fumare aumenta anche il rischio di insorgenza di patologie cardiovascolari e altre patologie a carico dei polmoni, come l’enfisema. Il fumo danneggia i vasi sanguigni, favorendo i processi di aterosclerosi che possono portare all’infarto o all’ictus.

Altera il movimento delle ciglia che tengono pulite le vie aeree e favorisce la distruzione delle pareti degli alveoli polmonari in cui avviene lo scambio tra ossigeno e anidride carbonica e per questo è anche la più importante causa di enfisema.

Secondo l’OMS ogni anno in tutto il mondo il fumo uccide 7 milioni di persone (oltre sei milioni a causa del consumo diretto, i restanti per esposizione passiva). In Italia si stima che le morti attribuibili al fumo vadano da 70.000 a 83.000 ogni anno. Più di un quarto delle vittime del fumo hanno un’età compresa tra i 35 e i 65 anni.

Fumo e altri cancerogeni

Come già accennato gli agenti cancerogeni svolgono un’azione sinergica aumentando gli uni gli effetti degli altri. I soggetti esposti ad agenti cancerogeni sul posto di lavoro e negli ambienti di vita se sono fumatori hanno maggiori possibilità di sviluppare una malattia oncologica. Pensiamo per esempio all’amianto.

L’esposizione alle fibre killer di asbesto provoca gravi malattie tra cui i mesoteliomi, che sono tra le patologie asbesto più aggressive. Le patologie amianto non sono dose dipendente, non c’è quindi una dose al di sotto della quale ci si può considerare al sicuro. L’abitudine al fumo di sigaretta aumenta la possibilità di insorgere della malattia.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, presieduto dall’Avvocato Ezio Bonanni si occupa di lotta all’amianto sostiene e tutela legalmente le vittime di esposizione a tutti i cancerogeni. Migliorare i fattori di rischio variabili (come uno stile di vita più sano e e smettere di fumare) è uno degli obiettivi dell’Osservatorio per vincere la lotta a queste malattie. Si occupa infatti di prevenzione a 360°: primaria, secondaria e terziaria.

Purtroppo le vittime di patologie asbesto correlate sono sempre di più, come dimostra lo stesso Avvocato Bonanni nella sua pubblicazione “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed.2021“.

Smettere di fumare per la salute di chi ci sta vicino

Chi sta intorno ad una persona che fuma inala 4.500 sostanze chimiche, di cui più di 60 cancerogene. Una di queste è il benzene, che favorisce l’insorgenza di leucemie. L’effetto dell’insieme di queste sostanze fa sì che le persone esposte abitualmente al fumo passivo abbiano un rischio di cancro e malattie cardiache superiore alla media: hanno il 25% di probabilità in più di ammalarsi di tumore al polmone o di malattie del cuore rispetto a chi non è esposto al fumo passivo.

In particolare i bambini esposti al fumo passivo corrono un rischio superiore ai loro coetanei di andare incontro a bronchiti, polmoniti, attacchi di asma, otiti e meningiti. Per i neonati inoltre aumenta il pericolo di morte in culla.

In totale si calcola che 19.000 europei non fumatori muoiano ogni anno per effetto dell’esposizione al fumo passivo, a casa o sul luogo di lavoro.

Per sentirsi psicologicamente liberi

Un’altra importante ragione per smettere di fumare riguarda il nostro benessere psicologico che ricade anch’esso nella sfera della salute. Il fumo provoca dipendenza ed una dipendenza equivale ad una schiavitù psicologica. Pensiamo per esempio al nervosismo o semplicemente allo stato di distrazione mentale nel momento in cui sentiamo il bisogno inappagato di una sigaretta. In mancanza della sigaretta desiderata non si riesce a godere a pino dei discorsi, per quanto interessanti, delle attività per quanto gratificanti e della compagnia.

Come smettere di fumare?

Che smettere di fumare sia difficile non lo diciamo solo noi ma lo dicono anche le statistiche. Oggi ci sono a disposizione tutta una serie di strumenti che in passato non esistevano da cui attingere a piene mani per raggiungere questo difficile ma importantissimo obiettivo.

L’Istituto Superiore di Sanità ha un sito dedicato a come smettere di fumare dove trovate una guiida utile per smettere, una serie di informazioni sulla nicotina e i numeri verdi e gli indirizzi dei centri antitabagismo in Italia.

Il test di Fagerstorm di autovalutazione aiuta a capire quanto è alta la propria dipendenza da nicotina per capire quali strategie mettere in atto prima di smettere di fumare e su come preparare il corpo.

Qui di seguito elenchiamo tutti gli strumenti a disposizione di chi vuole smettere di fumare. Alcuni sono strumenti messi a disposizione da centri anti tabagismo e Ministero della Salute, altri sono strumenti che possediamo noi, ma che possiamo affinare.

La forza di volontà

La forza di volontà, come già accennato, è lo strumento fondamentale per riuscire a smettere. Smettere di fumare significa necessariamente desiderarlo dopo aver capito che è quello che si vuole perché è la cosa migliore per sé. Solo 3 persone su cento riescono a dare un taglio la fumo solo grazie alla motivazione. Se non ci si riesce è importante non sentirsi in colpa e martoriarsi per questa difficltà, alimentando un circolo vizioso che non farà che farci fumare di più.

Diversi fumatori sono riusciti a smettere dopo numerosi tentativi, provando ogni volta con buona volontà a farlo. Le persone che ci circondano, i centri antifumo, conoscere meglio il fumo e la nicotina possono essere un valido aiuto a cui affidarsi. Possono inolter aiutarci a focalizzare le nostre motivazioni e ad affinare la forza di volontà.

Centri Antifumo

Su tutto il territorio italiano ci sono quasi 400 Centri antifumo che aiutano a smettere di fumare con vari strumenti: il counseling individuale, la terapia di gruppo e la prescrizione di prodotti sostitutivi della nicotina o di farmaci per la disassuefazione.

Il counseling proattivo telefonico ha dimostrato una reale utilità. L’accesso a uno di questi centri di solito prevede il pagamento di un ticket e solo in alcuni casi è gratuito. Tutte le informazioni relative ai Centri antifumo sono sul sito dell’Osservatorio fumo alcol e droga (OssFAD) dell’Istituto superiore di sanità o possono essere richieste al numero verde contro il fumo (800 554 088) dello stesso Istituto, che fornisce anche una consulenza su tutti i problemi legati al tabagismo.

Trattamenti sostitutivi sono cerotti, gomme da masticare e altri prodotti a base di nicotina. Qualunque sia la via di somministrazione (cerotti da 16 o da 24 ore, gomme da masticare, compresse da succhiare o inalatori orali), tutti i prodotti sostitutivi controllano il disagio fisico provocato dalla mancanza della nicotina, aumentando del 50-70% le probabilità di successo di chi intende smettere di fumare.

Si possono acquistare in farmacia senza ricetta medica, sono sicuri anche in gravidanza (sotto controllo medico), ma devono essere utilizzati rispettando le dosi e i tempi indicati (almeno per 2-3 mesi con un dosaggio da ridurre generalmente di un terzo ogni mese).

Farmaci

Il medicinale utilizzato più comunemente per aiutare nei momenti più critici è il bupropione, un farmaco della famiglia degli antidepressivi che, con un’apposita formulazione, riduce i sintomi dell’astinenza da nicotina. Un altro farmaco che può essere prescritto è la vareniclina, che riduce il desiderio della sigaretta e ne attenua il piacere. Devono essere prescritti dal medico e non sono forniti gratuitamente dal Sistema sanitario nazionale, neppure per i fumatori con patologie croniche legate al fumo e quindi con più urgenza di smettere e il costo è spesso molto elevato.

La citisina è un prodotto galenico in capsule che ha un costo inferiore rispetto agli altri farmaci.

Sigarette elettroniche

Gli studi effettuati finora non permettono di escludere possibili danni legati a questo nuovo modo di fumare, sia per chi usa le sigarette elettroniche sia per chi sta attorno. L’uso della sigaretta elettronica permette di evitare il catrame e gli altri prodotti tossici della combustione del tabacco. Permangono però dubbi sulla sicurezza delle sostanze contenute nei composti da “svapare”.

Libri per smettere di fumare

Approfondire le motivazioni che spingono ad accendere la sigaretta o a spegnerla per sempre, imparare i metodi per rinforzare la propria determinazione o i piccoli trucchi per superare i momenti di difficoltà, leggere le storie di chi ce l’ha fatta, sono strumenti che possono aiutare a smettere di fumare.

Tra i titoli consigliati ci sono:

  • Spegnila! di Donatella Barus e Roberto Boffi, Rizzoli editore.
  • Puoi smettere di fumare se sai come farlo di Allen Carr, EWI editrice.
  • 101 motivi per non fumare di Fabio Beatrice e Johann Rossi Mason, Guerini associati.

Consigli per smettere di fumare

Gli esperti hanno stilato sul sito del Ministero della salute un decalogo di consigli per smettere di fumare. Lo riportiamo qui di seguito.

  1. Smettere di fumare è possibile.
  2. Il desiderio impellente della sigaretta dura solo pochi minuti.
  3. I sintomi dell’astinenza si attenuano già nella prima settimana; informa amici e parenti della tua decisione perché possano supportare la tua decisione.
  4. Già dopo 20 minuti dalla cessazione del fumo si hanno i primi effetti benefici.
  5. Ricorda che non tutti ingrassano quando si smette di fumare e comunque l’incremento di peso è moderato (2-3 chili).
  6. Quando si smette di fumare è bene bere abbondantemente, ridurre il consumo di zuccheri e grassi, aumentare il consumo di frutta e verdura e muoversi di più.
  7. Se non riesci a smettere da solo parlane col tuo medico di famiglia.
  8. Un supporto specialistico e alcuni farmaci sono validi aiuti: il tuo medico può indirizzarti al più vicino centro Anti Tabacco.
  9. Le ricadute non devono scoraggiare; esse possono essere utili per riconoscere e affrontare i momenti critici.
  10. Non fumare ti arricchisce non solo in salute, ma anche economicamente e salvaguarda la salute di chi ti sta intorno, soprattutto quella dei bambini.

Quanto dura la crisi di astinenza da nicotina?

La crisi di astinenza da nicotina varia a seconda della dipendenza al momento in cui si prende la decisione di smettere. In alcuni caso scompaiono già in due settimane, in altri in 4 settimane. I giorni più critici sono i primi due tre giorni senza nicotina.

Qual è il metodo migliore per smettere di fumare?

Non esiste un metodo migliore per smettere di fumare. Ogni persona deve trovare le sue personali motivazioni e il modo di fare fede alla decisione. Alcune persone tagliano di punto in bianco senza riniziare a fumare. Altri ci sono riusciti con un libro, altri utilizzando un mix degli strumenti a disposizione. L’ideale è andare per tentativi e non scoraggiarsi se non si riesce, ma riprovare e riprovare. Il nostro medico di base può essere un valido aiuto nell’indirizzarci verso gli strumenti più adatti che siano centri antifumo, farmaci, sostitutivi della nicotina o counselling psicologico.

Cosa comporta smettere di fumare di colpo?

Non ci sono controindicazioni nello smettere di fumare di colpo. Anzi per alcuni fumatori questo è stato un metodo di successo. Una volta presa la decisione il modo migliore per portarla avanti è stato infatti staccare immediatamente con il fumo.

Diminuire lentamente è consigliato nei casi di alta dipendenza. Non perchè smettere di botto possa essere pericoloso in alcun modo, ma per ridurre i sintomi dell’astinenza. Tra i sintomi dell’astinenza ci sono depressione, ansia, rabbia e in alcuni casi insonnia e crampi intestinali.

Smettere di fumare e aumento del peso

La nicotina è un anoressizzante. Per questo motivo smettendo di fumare si rischia di aumentare di peso di due o tre chili. Non tutti comunque ingrassano, ma se non si vuole rischiare è sufficiente cambiare gradualmente le proprie abitudini alimentari. Come? Riducendo la quantità di cibo per pasto, preferire 3-5 pasti leggeri piuttosto che due abbondanti, bere molti liquidi, ridurre il consumo di alcolici, scegliere frutta e verdura quando si sente la necessità di mangiare qualcosa fra i pasti e, infine, aumentare l’attività fisica. Bere due litri d’acqua al giorno con piccoli sorsi d’acqua aiuta a sopportare i momenti critici di astinenza e a mantenersi idratati sostituendo cibo e sigarette con acqua.

Cosa succede dopo 3 giorni senza fumare?

  • I benefici dello smettere di fumare sono subito evidenti. I primi si hanno addirittura dopo 20 minuti dall’ultima sigaretta.
  • Dopo 20 minuti la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca tornano nella norma.
  • A 12 ore dall’ultima sigaretta i livelli di monossido di carbonio nel sangue calano, mentre quelli di ossigeno si normalizzano.
  • Dopo 24 ore i polmoni cominciano a ripulirsi dal muco e dai depositi lasciati dal fumo.
  • A 2 giorni dall’ultima sigaretta l’organismo si è liberato dalla nicotina e ricomincia a recuperare il senso di gusto e olfatto.
  • Dopo 3 giorni si comincia a respirare meglio e si recupera energia.
  • Passate 2-12 settimane la circolazione del sangue migliora.
  • Passati 3-9 mesi il miglioramento nella respirazione si fa più marcato; tosse e sibili si riducono.
  • Dopo 1 anno il rischio cardiovascolare si è dimezzato rispetto a quello di chi continua a fumare.
  • Dopo 15 anni il rischio di tumore del polmone in molti casi è tornato pari a quello di chi non ha mai fumato o comunque è dimezzato (dipende da molti fattori, tra cui il numero di sigarette fumate e gli anni in cui si è fumato).

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