Lista rossa IUCN: come funziona e quali sono le specie minacciate in Italia

Quando si parla di natura, di flora, di biodiversità e di salvaguardia albientale non si possono citare le liste rosse IUCN. La Lista Rossa IUCN è infatti il più completo inventario del rischio di estinzione delle specie a livello globale. Aggiornate regolarmente e secondo criteri standard che permettono la valutazione delle specie a rischio, monitorano le specie estinte in tempi recenti e quelle a rischio di estinzione.

In questa guida scopriamo tutto sulle liste rosse e sul funzionamento dell’IUCN. Scopriamo anche quali sono le specie minacciate in Italia e cosa possiamo fare per proteggerle.

Se in passato le liste rosse erano conosciute solo dagli addetti ai lavori, oggi hanno raggiunto anche la popolazione. Di fondamentale importanza è infatti la conoscenza, senza la quale i cittadini, che giocano un ruolo importante nella salvaguardia ambientale, non possono dare il proprio contributo.

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, presieduto dall’Avvocato Ezio Bonanni, si occupa di lotta al rischio amianto e di prevenzione a 360° rispetto a tutte le forme di esposizioni dannose. Offre assistenza legale gratuita agli esposti, nonché assistenza medica e psicologica. Si occupa anche di promozione della salvaguardia ambientale, consapevole che non esiste tutela della salute senza tutela dell’ambiente.

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IUCN: cos’è

IUCN è l’acronimo dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN, International Union for Conservation of Nature). Fu fondata oltre 60 anni fa con la missione di “influenzare, incoraggiare e assistere le società in tutto il mondo a conservare l’integrità e diversità della natura e di assicurare che ogni utilizzo delle risorse naturali sia equo ed ecologicamente sostenibile”.

La IUCN conta oggi oltre 1000 membri tra stati, agenzie governative, agenzie non governative e organizzazioni internazionali. In Italia ne fanno parte la Direzione per la Protezione della Natura del Ministero dell’Ambiente, le principali organizzazioni non governative per la protezione dell’ambiente, enti di ricerca e alcune aree protette.

Alla IUCN è affiliata una rete di oltre 10000 ricercatori che contribuiscono come volontari alle attività scientifiche e di conservazione. L’aggiornamento costante della IUCN Red List of Threatened Species o Lista Rossa IUCN delle Specie Minacciate è una delle principali e più importanti attività della commissione.

mappa interattiva

Liste rosse IUCN

Inizialmente la Lista Rossa IUCN raccoglieva le valutazioni soggettive del livello di rischio di estinzione secondo i principali esperti delle diverse specie. Dal 1994 invece le valutazioni sono basate su un sistema di categorie e criteri quantitativi e scientificamente rigorosi, la cui ultima versione risale al 2001. Queste categorie e criteri, applicabili a tutte le specie viventi a eccezione dei microorganismi, rappresentano lo standard mondiale per la valutazione del rischio di estinzione. Per l’applicazione a scala non globale, inclusa quella nazionale, esistono delle linee guida ufficiali.

Le Liste Rosse delle specie minacciate rappresentano dei campanelli d’allarme per la protezione della natura. Esse rappresentano uno strumento efficace per valutare la qualità degli habitat. Le liste vengono aggiornate periodicamente e pongono ogni singola specie vivente in una categoria a seconda delle esigenze di conservazione a livello mondiale.

Criteri di valutazione delle specie a rischio

La valutazione del rischio di estinzione è basata sulle Categorie e Criteri della Red List IUCN. Le categorie di rischio sono 11. Vanno da Estinto (EX, Extinct), dove si ha la certezza che anche l’ultimo individuo della specie sia deceduto, a Estinto in Ambiente Selvatico (EW, Extinct in the Wild), assegnata alle specie per le quali non esistono più popolazioni naturali ma solo individui in cattività, fino alla categoria Minore Preoccupazione (LC, Least Concern), per le specie che non rischiano l’estinzione nel breve o medio termine.

Liste rosse a livello regionale

I criteri IUCN sono sufficienti per effettuare la valutazione di specie o sottospecie a livello globale. Le liste rosse a livello regionale possono essere diverse da quelle a livello globale. Per livello regionale nella terminologia IUCN si intende tutto ciò che non sia globale, dunque sia il livello continentale, che nazionale e regionale. A livello regionale è necessario un secondo passaggio per decidere se la valutazione necessita di una correzione.

Nel caso in cui la popolazione valutata non abbia scambi con altre popolazioni al di fuori della regione considerata, la valutazione basata sui criteri globali è corretta. Se invece la popolazione è un sink (vale a dire, riceve individui che immigrano da una popolazione esterna, source) la valutazione potrebbe essere troppo pessimista o troppo ottimista. Nel caso in cui la popolazione source sia stabile, infatti, la popolazione nazionale continuerà a ricevere l’apporto di individui dall’esterno, e il suo rischio di estinzione effettivo sarà più basso di quello stimato in base ai criteri.

Per questo motivo il rischio di estinzione della popolazione regionale di una specie può essere diverso da quello globale. Per esempio esistono specie in rapido declino globale ma localmente stabili.

Obiettivi della Lista Rossa in Italia

L’obiettivo delle Liste Rosse è quello di catalizzare l’impegno per la salvaguardia della biodiversità, fornendo informazioni, analisi e previsioni sulle specie, sulle loro popolazioni ed andamenti e sulle loro minacce.

Gli obiettivi principali delle liste rosse in Italia sono cinque:

  • creazione di una rete di esperti per la valutazione del rischio di estinzione delle specie di vertebrati.
  • Valutazione del rischio di estinzione per tutte le specie di vertebrati terrestri e un gruppo di vertebrati marini.
  • Identificazione delle principali minacce antropiche ai vertebrati valutati e delle azioni di conservazione necessarie per contrastarle.
  • Identificazione delle specie e degli ambienti a maggior rischio in Italia.
  • Creazione di una base di riferimento utile a valutare la tendenza dello stato di conservazione della biodiversità in Italia, confrontando negli anni a venire il rischio di estinzione delle specie.

Lista rossa delle specie minacciate in Italia

Qui trovate il link dove scaricare la lista delle specie inserite nelle Liste Rosse in Italia. Non sono stati inseriti nella lista riguardante l’avifauna le specie di uccelli non nidificanti. Così come non sono state inserite le specie floristiche che sono state introdotte dall’uomo nei nostri habitat.

Vertebrati a rischio di estinzione in Italia

Delle 672 specie di vertebrati valutate in Italia 6 si sono estinte nella regione in tempi recenti. Le specie minacciate di estinzione sono 161 in totale (138 terrestri e 23 marine), pari al 28% delle specie valutate. Il 50% circa delle specie di vertebrati italiani non è a rischio di estinzione imminente.

Il rischio di estinzione delle diverse classi di vertebrati è molto variabile, dal 19% nei rettili, fino al 48% nei pesci di acqua dolce. In generale le classi legate all’acqua (pesci cartilaginei, pesci d’acqua dolce e anfibi) appaiono più minacciate di quelle terrestri (rettili, uccelli e mammiferi).

Sono a rischio di estinzione le anguille e l’orso bruno, per fare due esempi di vertebrati che tutti conosciamo.

Libellule a rischio di estinzione in Italia

Delle 93 specie di libellule native in Italia una si è estinta in Italia in tempi recenti. Le specie minacciate di estinzione sono un totale di 10, pari al 10.9% delle specie esistenti, mentre Il 72% circa delle specie di libellule italiane non è a rischio di estinzione imminente.

Complessivamente le popolazioni delle libellule italiane sono in declino: le popolazioni in contrazione numerica sono infatti in numero pari a 5 volte quelle in espansione.

Le principali minacce alle libellule italiane sono la perdita di habitat e l’inquinamento. Le specie minacciate, così come quelle le cui popolazioni sono in declino, si concentrano nelle zone umide naturali di acqua dolce.

Lista rossa dei coleotteri in Italia

Delle circa 2000 di coleotteri saproxilici (che si nutrono di legno morto) quelle inserite in categorie a rischio sono in totale 418.

Complessivamente le popolazioni dei coleotteri saproxilici italiani sono in evidente declino, più marcato nelle aree forestali e di macchia delle quote minori e degli ambienti umidi e ripariali. Si tratta infatti di habitat soggetti a distruzione o a uso forestale. In quest’ultimo caso mancano i grandi alberi che hanno modo di invecchiare e morire e lasciare che il legno vecchio sia nutrimento e rifugio per le larve di coleottero. pressoché inesistenti, per la grande maggioranza delle specie considerate.

Negli ambienti costieri la principale minaccia per i saproxilici è invece rappresentata dal turismo balneare di massa, che spesso comporta un’eccessiva “pulizia” delle spiagge con la completa rimozione di materiale ligneo (soprattutto i tronchi spiaggiati) e da un’eccedenza di infrastrutture e di espansione edilizia lungo la fascia litoranea.

Lista rossa flora italiana

Il 65% della flora vascolare italiana (delle piante cioè evolute e dotate di vasi per lo scambio di liquidi e cellule specializzate) risulta minacciata.

Le principali minacce alla biodiversità vegetale in Italia sono rappresentate dall’urbanizzazione selvaggia (abusivismo edilizio), dallo sviluppo di infrastrutture, dall’allevamento intensivo e dal turismo. Problemi si manifestano anche nelle aree protette a causa dello sviluppo non oculato di infrastrutture e della mancanza di adeguati controlli.

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