Mesotelioma: omicidio colposo e risarcimento danni

Il mesotelioma è un  cancro ad esito spesso fatale causato dall’esposizione all’amianto. In questa guida scopriamo cos’è l’omicidio colposo e in quali casi il datore di lavoro può esserne accusato se i propri dipendenti sono afflitti da mesotelioma. Scopriamo anche come funziona il risarcimento dei danni ai superstiti della vittima in caso di omicidio colposo?

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto è in prima linea nella lotta all’asbesto e nella prevenzione in Italia. Si occupa di difesa legale gratuita degli esposti e dei familiari superstiti per ottenere il risarcimento integrale dei danni spettanti al defunto.

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Indice

Mesotelioma: cos’è?
Cos’è l’omicidio colposo?
Norme giuridiche
Danno risarcibile
Omicidio colposo e amianto
Risarcimento danni in caso di mesotelioma
Assistenza legale

Tempo di lettura: 7 minuti

Mesotelioma: cos’è?

Ma andiamo con ordine: cos’è il mesotelioma? Abbiamo già detto che è una grave malattia e che è causata dall’esposizione alle fibre di asbesto. In effetti il mesotelioma può essere causato esclusivamente dall’esposizione alle fibre killer ed è per questo considerato un marcatore in grado di indicare la presenza di amianto nei luoghi di lavoro.

L’unico modo per impedire l’insorgenza del mesotelioma e delle altre patologie asbesto correlate è la prevenzione primaria, che consiste nell’evitare qualunque tipo di esposizione all’amianto. La mancata bonifica in Italia continua a causare esposizioni come si evince dai dati del registro mesoteliomi.

Esistono diversi tipi di mesotelioma. Tutti coinvolgono le membrane sierose che avvolgono alcuni organi del corpo umano. Il mesotelioma pleurico è il più diffuso e coinvolge la pleura, il sottile risvestimento a due strati che avvolge i polmoni. Più del 70% dei mesoteliomi diagnosticati sono mesoteliomi pleurici.

Ugualmente rari sono il mesotelioma peritoneale (coinvolge la membrana che avvolge l’addome), il mesotelioma pericardico (membrana intorno al cuore) e il mesotelioma testicolare (tunica vaginale del testicolo).

Mesotelioma: cure e aspettative di vita

Come già accennato, le aspettative di vita in caso di mesotelioma sono molto basse. Nonostante le cure sperimentali e gli sforzi della ricerca, infatti, la malattia ha quasi sempre un esito infausto. Fondamentale, per migliorare la prognosi e per migliorare la qualità della vita, è la diagnosi precoce.

Il Consensus di Helsinki stila una serie di linee guida per la diagosi del mesotelioma, raccomandando la sorveglianza sanitaria per coloro che nel corso della vita lavorativa sono stati esposti ad amianto. Leggi tutto sulla prevenzione secondaria e sugli sforzi dell’ONA in quest’ambito della prevenzione.

Il trattamento del mesotelioma consigliato è sempre un trattamento multimodale che coinvolge chemioterapia, radioterapia, chirurgia e farmacologia.

Nuove cure per il mesotelioma coinvolgono la chirurgia con chemioterapia ad alta temperatura applicata direttamente durante l’intervento chirurgico.

Omicidio colposo: cos’è?

Cos’è l’omicidio colposo? L’omicidio colposo è il reato commesso da chi causa la morte di un’altra persona. Questo non intenzionalmente ma per colpa. Tale assenza di intenzionalità è ciò che lo distingue dall’omicidio doloso, anche detto volontario.

Il delitto, nel caso di omicidio colposo, si verifica infatti “a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per l’inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline” (art. 43 del c.p). 

Il reato di omicidio colposo è procedibile d’ufficio. In altre parole non è necessaria una querela affinché la procura possa avviare un’azione penale, ma è sufficiente la semplice “notizia criminis”.

L’art 589 del codice penale prevede, per l’omicidio colposo, la pena base della reclusione da 6 mesi a 5 anni. A seconda della fattispecie esistono delle aggravanti.

Mesotelioma omicidio colposo
Omicidio colposo

Norme giuridiche sull’omicidio colposo

L’art. 589 c.p. disciplina l’omicidio colposo. In particolare dispone che: “Chiunque cagiona per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se il fatto è commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la reclusione è da due a sette anni.
Nel caso di morte di più persone, ovvero di morte di una o più persone e di lesioni di una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni quindici”.

Il bene giuridico tutelato dalla norma è costituito dal diritto alla vita della persona. Privare qualcuno del bene vita è considerato infatti da nostro ordinamento giuridico un fatto intollerabile. Per questo motivo deve avere conseguenze sul piano penale, anche se è avvenuto per colpa e non per dolo, senza intenzione di cagionare la morte di qualcuno.

Omicidio colposo: danno risarcibile

Come già accennato, il responsabile di omicidio colposo può essere chiamato a risarcire il danno subito ai superstiti della vittima. Gli eredi legittimi hanno diritto al risarcimento iure proprio, ovvero dei danni subiti in prima persona. A questo si aggiunge la facoltà di agire iure hereditas, ovvero di agire per ottenere il risarcimento integrale dei danni spettanti al defunto.

Il risarcimento integrale dei danni comprende il danno patrimoniale (da danno emergente, per esempio spese mediche e funerarie e lucro cessante) e il danno non patrimoniale (danno biologicomorale ed esistenziale e tanatologico).

L’art. 2947 c.c. prevede che la prescrizione del diritto al risarcimento danni si verifichi con il decorso del termine di 5 anni dal giorno dell’illecito.

Leggi tutto sulla prescrizione nel civile e sulla prescrizione nel penale

Omicidio colposo e amianto

Le malattie amianto correlate sono patologie molto gravi, che in troppi casi portano alla morte dei lavoratori esposti alle fibre killer. In particolare, nel caso del mesotelioma, come abbiamo già avisto, la tutela legale passa quasi sempre agli eredi, perché la malattia ha quasi sempre un esito infausto.

Si parla di omicidio colposo per mesotelioma quando il datore di lavoro ha la colpa di non avere messo in atto tutte le condotte a sua disposizione per evitare l’esposizione dannosa a carico dei suoi dipendenti (leggi tutto su Onere della prova e risarcimento danni).

Consulta: il libro bianco delle morti di amianto in Italia (2022)

Condannati titolari dell’impresa per omicidio colposo

Il Tribunale di Vercelli ha inflitto una condanna ai titolari di una impresa, dopo la morte di un’operaia. La donna, addetta allo smontaggio degli arredi di carrozze ferroviarie, era affetta da mesotelioma pleurico, come confermato dall’esame istologico.

I colleghi di lavoro della defunta hanno testimoniato che nel reparto si liberavano polveri di amianto con l’uso del trapano e dello svitatore. Non c’era un impianto di aspirazione, mentre la decoibentazione è entrata in funzione soltanto in un secondo momento. Secondo la Corte Suprema quando non è possibile stabilire “il momento di innesco irreversibile del mesotelioma pleurico” e tenuto conto che “è irrilevante ogni successiva esposizione all’amianto”, il datore di lavoro va condannato per omicidio colposo.

Infatti, l’amianto, può provocare patologie tumorali anche a basse dosi, come in questo caso. Per questo, la condanna.

In questo caso non ci sono dubbi sull’origine professionale della malattia.

L’asbestosi «minima G1» è compatibile con l’esposizione «moderata» all’amianto ma «significativa» di un’esposizione professionale confermata da un periodo di latenza nel range dell’insorgenza di un tipo di tumore del genere.

Esposizione  ad amianto e i casi di mesotelioma

Il registro mesoteliomi è un registro aggiornato che censisce tutti i casi di mesotelioma nel nostro paese. Permette di analizzare i dati tenendo conto di diverse variabili: l’incidenza in base all’età, al sesso, alla professione e all’accertata esposizione all’amianto. In quest’ultimo caso permette di analizzare i dati riguardo alla percentuale di esposizione ambientale e lavorativa.

Si tratta dunque di uno strumento indispensabile dal punto di vista dell’analisi del dato epidemiologico. Il suo aggiornamento è fondamentale per la messa a punto delle politiche di prevenzione, sia essa primaria, secondaria o terziaria. In merito a quest’ultima, la presenza del dato epidemiologico permette di assicurare la tutela legale dei lavoratori esposti all’amianto e dei loro familiari.

I dati del registro mesoteliomi

Come si evince da queste pubblicazioni, il numero dei mesoteliomi è in aumento. Data la latenza di questa malattia il picco è previsto proprio per il decennio 2020-2030. Il VI Rapporto Mesoteliomi ha evidenziato però come l’insoergenza di mesoteliomi derivi in numerosi e preoccupanti casi da un’esposizione piuttosto recente.

L’età media alla diagnosi è di 70 anni senza differenze apprezzabili per genere. La percentuale di donne passa dal 27,4% per i mesoteliomi pleurici a 32,8% e 41,1% rispettivamente per i casi del pericardio e del peritoneo.

Le modalità di esposizione sono state approfondite per 21.387 casi (78,2%) e, fra questi, il 70,0% presenta un’esposizione professionale (certa, probabile, possibile), il 4,9% familiare, il 4,4% ambientale, l’1,5% perun’attività di svago o hobby. Per il 20% dei casi l’esposizione è improbabile o ignota.

La percentuale di casi con una età alla diagnosi inferiore a 45 anni è meno del 2% del totale. Più del 90% dei casi di mesotelioma registrati risulta a carico della pleura. Rispetto alla sede anatomica di insorgenza, l’età più bassa si registra per i casi a carico del pericardio (61,6 anni di età in media nei 58 casi disponibili).

L’anno di inizio esposizione, generalmente identificato nell’anno di inizio del lavoro a rischio di esposizione, è compreso fra il 1951 e il 1966 per la metà dei casi per i quali è disponibile (14.647 soggetti ammalati). In crescita la quota di soggetti con esposizione nell’edilizia – che produce oggi il maggior numero di casi e che desta preoccupazioni anche per la possibilità di esposizioni attuali. Esposizioni recenti: dal 12,1% nel periodo 1993 – 1998 al 16,8% nel periodo 2011 – 2015.

Consulta il VI Rapporto Mesoteliomi del ReNaM – INAIL

Risarcimento danni in caso di mesotelioma

Il risarcimento dei danni amianto è costituito dalla componente indennitaria, erogata dall’INAIL (o in caso di dipendenti pubblici attraverso la causa di servizio) a cui si aggiunge il danno differenziale, a carico del datore di lavoro, indipendentemente dalla condanna per omicidio colposo. I lavoratori vittime di mesotelioma hanno infatti diritto all’integrale risarcimento del danno subito.

Il risarcimento dei danni si distingue in:

  • danni patrimoniali (danno patrimoniale emergente e per lucro cessante);
  • non patrimoniali, biologici (lesione all’integrità psicofisica), morali (sofferenza fisica e interiore) ed esistenziali (per il peggioramento qualità della vita).

In caso di decesso, le somme maturate dalla vittima devono essere liquidate ai loro familiari, eredi legittimi.

Alle prestazioni dell’INAIL si aggiungono quelle aggiuntive del Fondo Vittime Amianto, pari al 15% della rendita INAIL.

Il danno differenziale consiste nella differenza tra il danno patrimoniale, indennizzato dall’INAIL e gli altri danni subiti (esistenziali e morali). In questo caso bisognerà agire a carico del proprio lavoratore. Bisognerà quindi dimostrare il nesso causale, ovvero che vi sia stata un’esposizione a seguito di attività lavorativa priva di cautele, che ha causato la neoplasia.

In più, bisogna provare che tali condotte abbiano inciso nell’aggravare la malattia; oppure, in caso di morte, che abbiano abbreviato il periodo di sopravvivenza della vittima.

L’app amianto è un valido strumento di censimento dei siti amianto in Italia, utile anche per dimostrare la presenza di amianto sul posto di lavoro.

Leggi tutto sulla prova e l’onere della prova

Liquidazione dei danni agli eredi del lavoratore deceduto

La cifra dovuta al lavoratore ammalato di cancro alle sierose, in caso di decesso, deve essere liquidata ai suoi eredi, legittimi o testamentari.

In caso di decesso, sia gli indennizzi che il danno differenziale, devono essere liquidati ai legittimi eredi. Questi hanno due possibilità di azione: la costituzione di parte civile nel procedimento penale, per il reato di omicidio colposo; oppure l’azione presso il Giudice del lavoro.

Assistenza legale

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, come già accennato, offre assistenza legale agli eredi delle vittime di mesotelioma per omicidio colposo per il risarcimento integrale dei danni subiti.

Si occupa in particolar modo di risarcimento danni nei casi in cui il datore di lavoro non ha messo in pratica tutte le norme di sicurezza per evitare esposizioni alla noxa patogena che ha causato la morte, per colpa, del lavoratore.

Si occupa a 360° di tutela risarcitoria agli esposti oltre che, in caso di decesso della vittima, a favore dei superstiti.

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