Koala, il marsupiale dormiglione

Il koala è un mammifero marsupiale originario dell’Australia. È considerato una vera e propria icona in questo continente e gli unici Stati in cui è possibile trovarlo sono il Queensland, New South Wales, Victoria e il South Australia. Il suo nome scientifico è Phascolarctos cinereus, dal latino “marsupio grigio”, per questo è anche classificato come marsupiale arrampicatore. Purtroppo, però è l’ultima specie vivente del genere Phascolarctos.

Ad oggi i koala sono considerati una specie vulnerabile e in via d’estinzione. Le problematiche che lo colpiscono riguardano soprattutto il repentino cambiamento climatico e la distruzione del suo habitat. Tra le azioni fondamentali, per salvaguardare questa specie dalla scomparsa definitiva, possiamo considerare l’adozione di un tenore di vita più ecologico e virtuoso.

Per questo l’ONA (Osservatorio Nazionale Amianto), con l’aiuto del suo Presidente, l’avvocato Ezio Bonanni, si prodiga alla sostenibilità e all’attenzione nei confronti dell’ambiente. La salvaguardia del nostro pianeta e, soprattutto la tutela delle vittime di malattie asbesto correlate sono la priorità della nostra associazione. Per la segnalazione di siti contenenti amianto, presenti sul nostro territorio, è stata creata un’App.

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Caratteristiche morfologiche

Il koala è quel simpatico e dolce marsupiale che, insieme al canguro, rappresenta l’animale simbolo australiano. Gli occhi vivaci, il corpo tozzo e la grossa testa ricca di pelo morbido sono gli elementi principali che lo caratterizzano.

Il suo aspetto buffo lo rende molto simile ad un “piccolo orso”! Difatti, proprio per le sue curiose peculiarità, come le orecchie tonde e il muso minuto, è considerato la mascotte dell’Australia. Nonostante abbia un aspetto rassicurante, però, il koala non può essere addomesticato e per questo non prende facilmente confidenza con l’uomo.

Ma vediamo più nel dettaglio le caratteristiche anatomiche di questo animaletto.

Il koala è dotato di un corpo di forma ovale e privo di coda, una caratteristica molto particolare di questa specie. Ha un folto pelo lanoso e grigiastro sul dorso che varia di colore. A seconda della provenienza di questo marsupiale infatti, troveremo cambiamenti graduali per quanto riguarda le tonalità della pelliccia.

I colori, in certi casi, possono virare anche al marrone. A differenza del dorso che può mutare dal marrone al grigio, il ventre di questo marsupiale risulta sempre di una tonalità più chiara.

Le sottospecie

Alcuni scienziati credono che questi cambiamenti siano dovuti alla differenze tra sottospecie di phascolarctos. Effettivamente sono tre le sottospecie riconosciute di orsi koala.

Essi si differenziano in base alla zona in cui vivono in Australia, tra questi troviamo:

  • Il koala del Queensland, più minuto e grigiastro;
  • quello Victoriano, il più grande caratterizzato da una pelliccia marrone;
  • e del New South Wales un mix tra le altre due specie.

Questi animali, nonostante le diversità morfologiche, nascono con una pelliccia spessa ed impermeabile. Questo manto è in grado di proteggerli dalle temperature variabili e dalle piogge australiane.

Inoltre i koala sono dotati di dita prensili e di artigli, di cui sono fornite sia le zampe anteriori che posteriori. Grazie a queste unghie affilate riesce facilmente ad arrampicarsi sugli alberi, capacità che sfrutta prevalentemente per procacciarsi cibo, sfuggire dai predatori e per dormire.

Le impronte digitali del koala

Come abbiamo già accennato il koala è dotato di dita artigliate funzionali per aggrapparsi sugli alberi. Nonostante questo, alcuni studi hanno svelato un dettaglio sorprendente che ha reso questo animale un esemplare unico.

L’università di Adelaide, anni fa, ha scoperto che il koala è uno dei pochi mammiferi dotato di vere e proprie impronte digitali simili alle nostre!

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Si pensa che questa sua evoluzione sia dovuta al bisogno di far presa in maniera più semplice sugli alberi. Infatti, per riuscire a sopravvivere, il koala usa le sue zampe dotate di dita prensili per potersi arrampicare e riuscire ad afferrare meglio le foglie di eucalipto, di cui va ghiotto.

Eucalipto che passione!

Dalla sua passione per gli alberi di eucalipto, nasce la sua particolare dieta.

Il koala, per questo definito anche “marsupiale arrampicatore”, si nutre il più delle volte durante le ore notturne.

Le foglie di eucalipto sono la sua principale fonte di sostentamento, ma essendo ricche di tannini, spesso vengono alternate con emulsioni di terriccio, sassi o semi. Queste sostanze tossiche, presenti nelle foglie, vengono neutralizzate normalmente dal suo organismo, ma ciò rallenta comunque la sua digestione.

koala

L’albero di eucalipto, prezioso per le sue foglie, è utile al marsupiale anche per riposare. Infatti il koala dopo essersi cibato di sassi e terra, si dedica a lunghi sonnellini.

È un mammifero poco dinamico. Definito pigro e sfaticato, forse anche a causa del suo metabolismo estremamente lento, occasionalmente scende a terra.  

Un’attività che lo aiuta a tenersi “sveglio” è la riproduzione.

Un evidente dimorfismo sessuale, facilita la differenziazione tra maschi e femmine della popolazione dei koala. I primi, infatti, sono facilmente riconoscibili in quanto più lunghi delle femmine e dotati di una testa più grande.

Questo animale, si accoppia solitamente tra dicembre e marzo. La gestazione della femmina del koala dura circa un mese, solo successivamente il cucciolo sarà trasportato nella tasca marsupiale della madre dove si nutrirà fino a quando avrà raggiunto la maturità per uscire dal marsupio.

Koala, clima avverso e incendi nel suo habitat

La popolazione dei koala, ha subito gravi perdite durante il catastrofico incendio che ha colpito l’Australia dal 2019 al 2020. Questo drammatico evento ha portato via più di 19 milioni di ettari di terra dalle foreste. Habitat andati in fumo e vegetazione distrutta, soprattutto nella zona del New South Wales, sono solo alcune delle tristi conseguenze.

Durante gli incendi, dove molti esemplari di questa specie hanno perso la vita, la maggior parte dei koala, per difendersi dal fuoco e dall’intossicazione del fumo, si arrampicavano in alto sugli alberi di eucalipto.

In normali condizioni di incendio, le fiamme non raggiungono la cima degli alberi, ma nel 2019 l’evento è stato più pericoloso del previsto e questo stratagemma non ha permesso purtroppo a tutti gli animali di salvarsi.

I dati, alquanto preoccupanti, evidenziano come negli ultimi tre anni l’Australia abbia perso almeno il 30% dei propri koala.

In ogni caso il problema degli incendi non è l’unico a causare disastri. Le foreste di eucalipto, dove normalmente vivono i koala, sono state spazzate via dal fuoco, ma anche i pericolosi cambiamenti climatici hanno contribuito all’aumento di produzione di CO2 e alla siccità dei terreni.

Disboscamento e clamidia

La flora di questi habitat, è stata minacciata ulteriormente dal disboscamento, attività che sta prendendo piede negli ultimi anni.

L’ecosistema non è il solo ad aver sofferto. Di recente i koala australiani sono stati colpiti dalla diffusione della clamidia, una malattia a trasmissione sessuale che può causare gravi ripercussioni con conseguenze che vanno dall’infertilità alla morte.

Secondo quanto dichiarato dal ministro dell’ambiente australiano, Susan Ley, attraverso un piano di recupero nazionale saranno introdotte al più presto tutte le misure necessarie allo scopo di ridurre, per quanto possibile, il rischio estinzione. L’obiettivo include azioni forti e concrete affinché questa specie possa continuare a sopravvivere libera e selvaggia in un ambiente protetto.

Aiuti economici per tutelare la specie

L’investimento da parte dell’Australia, di circa 35 milioni di dollari nei prossimi quattro anni, mira al reclutamento dei migliori veterinari e ricercatori. Per questo la protezione e la tutela dei koala viene messa in primo piano tramite ricerche più approfondite sulla salute generale di questi animali. Questo fondo è anche destinato a progetti in grado di ripristinare l’habitat demolito dagli spiacevoli eventi degli ultimi anni.

Purtroppo o per fortuna ci sono pareri discordanti sul futuro di questi mammiferi.

Diverse ricerche, che evidenziano nuovamente il carattere eccessivamente pigro e letargico dell’animale, ritengono che l’accoppiamento è un’azione poco frequente tra i koala. Inoltre, è importante aggiungere anche il fattore della consanguineità tra la popolazione dei “piccoli orsi”. Questa, purtroppo, è la causa di molteplici problematiche che rendono complessa la vitalità della specie.

Koala

Alcuni studiosi, ritengono che la specie del koala sia funzionalmente estinta.

Questa ricerca, sebbene non ancora confermata, starebbe ad indicare la fine della specie. Ormai non più in grado di riprodursi in maniera efficace, il koala sarebbe destinato alla scomparsa definitiva della variabilità genetica e di conseguenza anche alla fine della nascita di nuove generazioni.

In breve, il koala per essere considerato in pericolo di estinzione deve subire le seguenti minacce:

  • minor quantità di esemplari della suddetta specie;
  • declino dell’ambiente in cui vivono;
  • popolazione al di sotto di 1000 individui in età matura;
  • estinzione prossima secondo fonti certe.

Banche del seme per scongiurare l’estinzione

Considerati tutti i fattori ambientali e non, è giusto prendere iniziative celeri e concrete a tutela della popolazione di questi animali. Il rischio di estinzione dopo i numerosi disastri ambientali è altissimo. Recentemente biologi e ricercatori hanno cercato dei rimedi per evitare e prevenire ulteriori pesanti conseguenze, uno di questi è stato forse il più efficace.

L’innovativa proposta degli studiosi prevede la creazione di un laboratorio apposito in cui conservare lo sperma congelato dei koala, in modo tale da averlo pronto nel caso di una possibile estinzione.

Gli scienziati che hanno voluto la realizzazione di una “biobanca” dedicata ai koala, vogliono a tutti i costi preservare la genetica di questi marsupiali a rischio.

La conservazione di sperma congelato dei koala aiuterebbe a prevenire la riproduzione tra consanguinei e a preservare la diversità genetica di questi animali.

L’obiettivo, dunque, è raccogliere campioni in un laboratorio, che tra qualche anno potrebbero essere utilizzati in un programma di allevamento. Questo potrebbe garantire la sopravvivenza di una specie ufficialmente in pericolo, preservandone la diversità genetica in un mondo in cui gli esemplari sono sempre meno.

Alcuni esperimenti che sono già stati effettuati hanno confermato che dei cuccioli di koala sono nati tramite riproduzione assistita, utilizzando anche sperma refrigerato, un risultato che fortunatamente sembra confermare l’importanza del successo di questo progetto!

I koala oggi, sono a concreto rischio estinzione. Le motivazioni non posso essere attribuite solo ai copiosi incendi, ma anche alla sistematica distruzione del loro habitat naturale.

Un drastico calo del numero di esemplari presenti in natura è avvenuto in pochissimi anni. Nel 2012 la specie non era classificata neppure come “vulnerabile”, mentre attualmente la scomparsa è prevista entro il 2050.

L’“Australian koala Foundation”

Secondo l’Australian koala Foundation, la principale organizzazione priva di scopo di lucro e dedicata alla conservazione e alla gestione dei koala selvatici, questi esemplari sono destinati ad affrontare una serie di minacce. È un organizzazione scientifica internazionale, che nasce nel 1986 e mira a sensibilizzare la comunità alla protezione della flora e della fauna del territorio.

Questa comunità a fronte di tutti i disastri ambientali, si dedica alla tutela del koala, specie considerata ormai in pericolo. Tra i vari obiettivi, i membri dell’Australian koala Foundation, dichiarano: “La nostra missione è quella di essere un’organizzazione scientifica internazionale altamente credibile, rispettata e compassionevole che diminuirà la minaccia alla sopravvivenza dei koala e sarà un esempio in modo da aumentare la coscienza di tutti i cittadini del mondo”.

Purtroppo in base alle ultime ricerche la sopravvivenza dei koala selvatici è a rischio ed è dal 2018 che circa il 30% della popolazione si è ridotta. Questa fondazione, proprio per queste problematiche, promuove la realizzazione di protocolli concreti per proteggere sia i koala che le piante di eucalipto, fonte di sostentamento per questi animali.

Tra i vari progetti, Akf ha creato delle mappe

Le Bob’s Map prendono il nome proprio dall’ex presidente dell’associazione. L’obiettivo è quello di monitorare i koala per fare una stima precisa della popolazione rimasta. La devastazione del paesaggio e la distruzione degli alberi ha creato gravi squilibri.

Per aiutare la specie basta un piccolo contributo, una donazione o un’adozione a distanza. Sul sito del Wwf si può aderire al progetto per la salvaguardia dei koala: un semplice gesto che potrebbe però scongiurare la fine di questi piccoli mammiferi.

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