Le patologie asbesto correlate

Le patologie asbesto correlate sono causate dalle fibre di asbesto. Queste ultime, inalate o ingerite, penetrano nel corpo e si depositano negli alveoli polmonari e in tutto il corpo. In questo modo causano le malattie asbesto correlate.

S.O.S. tutela legale malattie asbesto correlate

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni intanto si appellano alla prevenzione primaria (bonifica), e poi, a quella secondaria. Solo in ultimo, a quella terziaria e, cioè, indennizzo e risarcimento. La tutela legale è gratuita.

Tutela legale patologie asbesto correlate

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    Indice

    Tempo di lettura: 21 minuti

    Gli effetti dell’esposizione ai minerali di amianto

    Infatti l’amianto nei polmoni e nella pleura provoca infiammazioni che possono colpire la vittima con tumori amianto. Infatti c’è pure il rischio di evoluzione neoplastica, con tumori vari. Le malattie tumorali, cancro o tumore da amianto, asbestosi e mesotelioma sono le classiche patologie asbesto correlate.

    In più ci sono altri tumori amianto, quello della laringe (adenocarcinoma laringe), della vagina (tumore amianto eternit). Ancora il cancro del colon, malattie stomaco e altre patologie tumorali.

    Amianto: cancerogeno perfetto

    Con il termine amianto e con il suo sinonimo asbesto, si indicano quei minerali che sono capaci di provocare infiammazione, e dunque asbestosi, placche ed ispessimenti pleurici e cancro, in particolare neoplasie delle vie respiratorie e del tratto gastrointestinale.

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    Rischio patologie asbesto correlate anche a basse dosi

    L’ONA e l’avvocato Ezio Bonanni hanno sempre sostenuto che non sussiste la soglia di sicurezza per esposizione ad asbesto.

    Infatti anche dosi poco elevate di fibre, possono essere sufficienti per provocare il mesotelioma, tra cui il tumore della pleura, del peritoneo, del pericardio, della tunica vaginale del testicolo.

    In più il tumore del polmone, della faringe, della laringe, dello stomaco e del colon e degli altri organi gastrointestinali e, per le donne, alle ovaie.

    C’è un’alta incidenza di tumori amianto anche in caso di esposizioni a basse dosi di fibre (IPCS INCHEM). L’ONA insiste nella prevenzione primaria.

    Epidemia di patologie asbesto correlate nel mondo

    Sono esposti ad asbesto più di 125 milioni di lavoratori (WHO). L’organizzazione mondiale della sanità ha stimato che ogni anno perdono la vita circa 107.000 lavoratori per esposizione professionale ad asbesto soltanto per mesotelioma, tumore del polmone e asbestosi.

    L’epidemia delle patologie asbesto correlate

    Le stime dell’organizzazione mondiale della sanità sottovalutano i tumori da amianto, ovvero l’asbestosi malattia professionale. Solo in Italia, nel 2019 si sono verificati 6000 decessi per amianto malattie correlate (amianto e tumori).

    Per vincere le malattie amianto, solo la prevenzione primaria è lo strumento di effettiva tutela della salute rispetto ai danni provocati dalla fibra killer. Purtroppo ancora oggi ci sono molti stati nei quali l’asbesto è ancora estratto e lavorato e i suoi prodotti commercializzati.

    Con la legge 257/92, l’amianto è stato bandito nell’estrazione e commercializzazione, ma senza imporne la bonifica, e poiché le esposizioni continuano, ci sono sempre nuovi casi di patologie asbesto correlate.

    ONA RE.PA.C.: segnalazione delle patologie asbesto correlate

    L’ONA ha avviato il censimento dei casi di patologia asbesto correlati, con la costituzione di ONA REPAC (Registro Patologie Amianto Correlate). Tutti i cittadini possono segnalare i casi di malattie causate dall’amianto.

    La segnalazione dei casi è possibile con il Segnala Malattie Amianto. 

    La MAPPA INTERATTIVA disegna la condizione di rischio amianto in Italia, con il posizionamento di tutti i diversi casi con le relative colorazioni a seconda del tipo di patologia.

    Patologie asbesto correlate e segnalazioni all’ONA

    La segnalazione dei casi di patologie asbesto correlate ha lo scopo di aggiornare costantemente i dati epidemiologici e la mappatura della presenza dell’asbesto nei luoghi di vita e di lavoro.

    Segnalare i casi di malattie amianto correlate (mesotelioma asbesto) permette l’integrazione e l’aggiornamento delle tabelle INAIL delle malattie professionali, che prevedono 3 liste.

    Il tumore dell’amianto (amianto tumore) della laringe e delle ovaie, per esempio, sono malattie amianto correlate inserite solo nel 2014 nella Lista I dell’INAIL, proprio grazie al costante aggiornamento e integrazione dei casi di malattie professionali tramite l’epidemiologia.

    Perché la prevenzione delle patologie asbesto correlate?

    Il fatto stesso che le malattie asbesto correlate sono in continuo aumento, impone degli strumenti drastici, tra i quali evitare ogni forma di esposizione. Infatti, se anche il crisotilo, piuttosto che tutti gli anfiboli, sono cancerogeni, è necessario evitarli.

    In più, non esiste una soglia minima al di sotto della quale il rischio si annulla. Per tale motivo che le conclusioni dell’ONA sono condivise anche dalla comunità scientifica.

    Prevenzione secondaria patologie asbesto correlate

    Nel caso in cui ci siano state esposizioni, l’unico sistema è quello di evitarne delle altre e di sottoporsi a sorveglianza sanitaria. Tra l’altro ciò risulta nella stessa disposizione dell’art. 259 del Dlgs. 81/2008.

    Così, coloro che sono stati esposti ad amianto possono ottenere la diagnosi precoce di eventuali malattie asbesto correlate, il che rende più efficaci le terapie.

    Le patologie asbesto correlate

    Come abbiamo già evidenziato, le fibre, provocano, prima di tutto, l’infiammazione. In questo caso, si manifestano:

    In più, ci sono i tumori amianto, tra i quali il mesotelioma, quello della pleura, del peritoneo, del pericardio e della tunica vaginale del testicolo. Inoltre, sono asbesto correlati i tumori della laringe e delle ovaie.

    In più, con minore evidenza scientifica, i tumori della faringe, dello stomaco, del colon retto e dell’esofago.

    Asbestosi polmonare 

    L’asbestosi é una malattia da amianto. Questa pneumoconiosi esordisce in modo insidioso e dopo 15 o 20 anni dall’inizio dell’esposizione ad asbesto. Questa malattia amianto  è sempre di origine professionale perché è causata da esposizioni assai elevate da polveri e fibre di asbesto.

    I lavoratori vittime di asbestosi, hanno sempre maggiore difficoltà respiratoria (dispnea), prima a seguito di sforzi, poi anche a riposo; compare spesso tosse cronica poco produttiva resistente a terapia (sintomi asbestosi).

    L’evoluzione, generalmente lenta, è verso una insufficienza respiratoria ingravescente. La gravità dell’insufficienza respiratoria per lo più è correlata alla durata dell’esposizione e alla sua intensità. L’asbestosi malattia professionale è indennizzata dall’INAIL:

    Placche pleuriche ed ispessimenti della pleura

    Le placche pleuriche  sono delle infiammazioni della pleura che avvolge i polmoni. Questa membrana è formata da due foglietti: pleura viscerale, legata ai polmoni, e pleura parietale, alla gabbia toracica, e permette la resperazione con il dilatarsi dei polmoni, attraverso la lubrificazione con il liquido pleurico. 

    Entrambe hanno uno strato di cellule piatte ed estese (mesotelio) ed uno strato di fasci di collagene. La pleura può essere colpita da processi infiammatori (pleurite), da versamento pleurico, da pneumotorace, e da processi fibrosi, come le placche calcifiche e gli ispessimenti pleurici, e da neoplasie.

    Patologie asbesto correlate: cardiopatie amianto

    Le fibre di amianto ledono anche il sistema cardiorespiratorio. Le malattie cardiache costituiscono una complicanza dell’asbestosi e perciò stesso in questi casi devono essere indennizzate da INAIL. Scopri come ottenere l’indennizzo INAIL delle malattie del cuore causate dalla esposizione alla fibra killer:

    Mesotelioma pleurico

    Le fibre di amianto, inalate, giungono alla pleura e avviano l’infiammazione che causa il cancro del mesotelio della pleura, definito anche mesotelioma pleurico, detto anche cancro amianto. Le vittime di mesotelioma della pleura hanno diritto all’indennizzo INAIL:

    Tumore pericardico da asbesto

    Le fibre asbestiformi provocano anche il cancro del pericardio ovvero il tumore del cuore, ovvero della sierosa che avvolge il pericardio. Scopri come ottenere l’indennizzo INAIL per il tumore del pericardio:

    Il cancro del peritoneo asbesto correlato

    Il peritoneo è la membrana che avvolge lo stomaco, e può essere attaccata dalla fibra killer: l’asbesto, inalato e ingerito, provoca il cancro del peritoneo detto anche mesotelioma del peritoneo oppure mesotelioma peritoneale:

    Mesotelioma del testicolo

    L‘amianto causa cancro anche nel testicolo. Le fibre di asbesto, attraverso il flusso sanguigno e il sistema linfatico giungono fino all’apparato genitale. In particolare a quello maschile (oltre che di quello femminile) e causano il mesotelioma della tunica vaginale del testicolo:

    Tumore al polmone: patologie asbesto correlate 

    Amianto tumore polmonare: Le fibre di asbesto raggiungono gli alveoli polmonari, generano infiammazione, reazioni autoimmuni, asbestosi. Quest’ultima  in molti casi evolve in tumore del polmone (eternit tumore).

    Le neoplasie del polmone non presuppongono necessariamente l’asbestosi, potendo insorgere anche a basse dosi. Tuttavia, essendo il tumore ai polmoni asbesto correlato dose dipendente, il rischio, e l’abbattimento dei tempi di latenza, sono proporzionali all’entità della esposizione, per intensità e durata. L’amianto agisce in sinergia e potenzia gli effetti del fumo di tabacco (sinergismo).

    L’ONA assiste le vittime di tumore al polmone per ottenere l’indennizzo INAIL.

    Tumore della laringe

    Il cancro laringe colpisce soprattutto maschi adulti sopra i 55 anni. Il tumore laringe ha tra i suoi agenti eziologici  l’esposizione a polveri e fibre di amianto, il tabacco, l’abuso di alcol, infezioni da HPV, dieta povera di ortaggi e frutta e altri agenti cancerogeni di natura occupazionale e ambientale.

    Cancro alle ovaie asbesto correlato

    Le cause cancro alle ovaie sono diverse: prima di tutto c’è l’esposizione a polveri e fibre di amianto e ad altri agenti tossici, patogeni e cancerogeni, e poi cause genetiche o legate allo stile di vita (obesità, fumo, assenza di esercizio fisico).

    La faringe: tumore delle fibre di asbesto

    Il tumore alla faringe è una neoplasia che si sviluppa nel tratto respiratorio. Le fibre, infatti, attaccano tutte le vie respiratorie, tra le quali la faringe. Tra le diverse neoplasie, è quella per la quale c’è qualche discrasia tra gli scienziati.

    Invece, secondo i medici ONA, anche il tumore della faringe, così come tutti gli altri tumori maligni. In particolare, quelli orofaringei ed, in ogni caso, della lingua, della gola, etc., ed in generale, che si generano nel tratto respiratorio, sono provocati dall’amianto. Comunque, le fibre hanno un ruolo, quantomeno, concausale.

    Cancro dello stomaco tumore amianto

    Il tumore dello stomaco è l’adenocarcinoma gastrico. Anche in questo caso le fibre di amianto hanno un loro ruolo. Questa neoplasia, tra le patologie asbesto correlate, è provocata dalla crescita di una massa di cellule del rivestimento interno della mucosa.

    Colon retto tra le patologie asbesto correlate

    Questa neoplasia è una delle patologie asbesto correlate. Infatti, grazie all’operato professionale dell’Avv. Ezio Bonanni, è stato possibile ottenere significativi risultati. Infatti, ci sono state diverse sentenze di condanna dell’INAIL, con l’accredito degli indennizzi.

    Poi ci sono stati gli accrediti delle maggiorazioni contributive INPS.

    L’esofago e il tumore asbesto correlato

    Anche per quanto riguarda l’esofago, le fibre di amianto hanno una loro capacità di provocare cancro. Attualmente, questa neoplasia amianto, è inserita nella lista III dell’INAIL e, tuttavia, è possibile ottenerne il riconoscimento.

    Legislazione e giurisprudenza amianto

    L’inquinamento da eternit rappresenta un’emergenza prima di tutto sociale e sanitaria e poi anche giudiziaria. Per questi motivi si è sviluppata una vasta normativa ed una smisurata giurisprudenza, anche grazie all’impegno dell’Avv. Ezio Bonanni, che è stato il pioniere, in Italia, della difesa dei lavoratori e dei cittadini esposti e vittime della fibra killer:

    Procedura legale per l’indennizzo INAIL malattia amianto

    Queste patologie sono inserite nella lista I dell’INAIL, con riferimento all’agente eziologico asbesto. Quindi per tali motivi, sono indennizzate dall’INAIL, con presunzione legale di origine.

    L’INAIL, ove voglia negarne l’origine professionale, dovrà prima di tutto eccepire e poi dimostrarne l’esclusiva origine extraprofessionale. Infatti anche la concausa è sufficiente ad affermarne l’origine professionale (malattie professionali asbesto correlate indennizzate dall’INAIL).

    Per la presunzione legale di origine, di cui agli artt. 3, 139 e 211 del DPR 1124/65 e di cui all’art. 10, comma 3, del D. Lgs. 38/2000, è sufficiente anche la sola presenza dell’amianto nell’ambiente lavorativo.

    In questo modo si ottiene la presunzione legale di origine professionale della patologia, ed è più semplice ottenerne l’indennizzo INAIL (Cass. Sez. Lav. n. 22653/2016).

    Non è necessario dedurre, nè dimostrare, un limite di soglia per ottenere l’indennizzo INAIL delle infermità. Si tratta, infatti, di patologie della tabella 1.

    Malattie tabellate nella lista II dell’INAIL

    Nella LISTA II sono comprese le malattie causate dall’amianto la cui origine lavorativa è di limitata probabilità:

    Lista III dell’INAIL (tumore dell’esofago)

    Quest’ultima comprende solo il tumore all’esofago, la cui origine lavorativa è ritenuta possibile.

    La prova del nesso causale è a carico del lavoratore assicurato, sia per le malattie della lista II che per quelle della lista III.

    Patologie asbesto correlate nesso causale

    Per accertare il nesso causale delle patologie asbesto correlate, è necessario distinguere tra le azioni. Nei confronti dell’INAIL, se si tratta di malattie della lista I, è sufficiente la presenza dell’agente cancerogeno. In questo caso, dell’asbesto.

    Non c’è un limite di soglia. Mentre, invece, diversamente, anche per l’INAIL per le altre patologie occorre dare la prova.

    Così, in sede civilistica, per la quale, vale il principio del ‘più probabile che non’. Cioè, bisogna superare una probabilità del 50%.

    Per quanto riguarda, invece, l’INAIL, è sufficiente il c.d. nesso di causalità debole. In ogni caso, i criteri sono dettati da Circolare INAIL n. 7876 bis del 2006:

    Quindi, è possibile dimostrare il nesso causale anche per le patologie non inserite nella lista I, anche perché, come detto, il sistema tabellare è stato scardinato.

    Per questi motivi, è fondamentale la prova dell’esposizione ad amianto, che si ottiene con l’utilizzo della legge scientifica dell’INAIL.

    L’ente previdenziale ha, infatti, acquisito dall’ente tedesco Hauptverband der Berufsgenossenschaften, il sistema di calcolo dei livelli espositivi ad asbesto. La formula è la seguente:

    E= Σ(cᵢ * hᵢ)/hanno, e, con il calcolo, si indicano i valori della banca dati Amyant e i tempi, e si raggiunge il risultato dei livelli espositivi.

    Questi principi sono stati validati anche da Cass., Sez. Lav., 6543/2017: quindi, è possibile accertare l’esposizione, anche se mancano le rilevazioni. In più, si può tener conto del VI Rapporto ReNaM:

    In questo modo, è possibile confermare la condizione di rischio e, dunque, ottenere l’accoglimento delle domande, nei confronti dell’INAIL.

    Per il risarcimento di tutti i danni, dovrà essere proposta l’azione contro il datore di lavoro e contro i titolari delle posizioni di garanzia.

    Indennizzo INAIL rendita diretta alla vittima

    In caso di infermità riconducibili ad esposizione professionale ad amianto, sussiste il diritto all’indennizzo INAIL, con erogazione della rendita, con grado di invalidità pari ad almeno il 16%. Negli altri casi, si indennizza il solo danno biologico. È il caso di infermità dal 6 al 15% della lesione dell’integrità psico-fisica.

    In conclusione sono malattie asbesto correlate tabellate INAIL – amianto malattia professionale.

    Rendita di reversibilità per superstiti (coniuge e figli)

    L’art. 85 del D.P.R. 1124/1965 regola i casi di decesso del lavoratore assicurato. La normativa è quella di carattere generale. Così, nel caso in cui, in seguito ad una delle patologie asbesto correlate di natura professionale si raggiunga la morte, i superstiti hanno diritto all’indennizzo.

    Sono titolari dei diritti di cui all’art. 85 del D.P.R. 1124/1965, rispettivamente il coniuge e gli orfani. Il primo nella misura del 50%, i secondi, del 20%, senza poter superare il 100%.

    I figli hanno diritto alla prestazione fino alla maggiore età, e se studenti, fino ai 26 anni. Poi ci sono anche altri titolari a determinate specifiche condizioni.

    Il diritto dei superstiti consiste nell’assegno funerario e nella rendita INAIL di reversibilità. La richiesta deve essere formulata entro il termine dei 3 anni.

    Fondo Vittime Amianto patologie asbesto correlate

    Nel caso di riconoscimento di patologia asbesto correlata, sussiste il diritto alle prestazioni aggiuntive del Fondo Vittime Amianto, ai sensi dell’art. 1, commi 241/246, L. 244/2017.

    Il Fondo Vittime Amianto (FVA), istituito con l’art. 1 commi 241/246 L. 244/2007, eroga un indennizzo che si aggiunge alla rendita inail, nella misura del 20%.

    Inoltre l’art. 1, comma 116 L. 190/2014, ha ampliato la platea dei beneficiari del Fondo Vittime amianto, in favore delle vittime mesotelioma per esposizione famigliare e ambientale.

    In quest’ultimo caso l’indennizzo consiste nel versamento dell’importo di € 10.000,00, una tantum. 

    Approfondisci sul Fondo Vittime Amianto.

    Benefici contributivi e prepensionamento amianto

    Le vittime di malattie asbesto correlate, ovvero che hanno ottenuto dall’INAIL il riconoscimento della riconducibilità delle loro infermità ad esposizione professionale ad asbesto, hanno diritto, ai benefici contributivi.

    Infatti sulla base dell’art. 13, comma 7, L. 257/92, ad ottenere dall’INPS la moltiplicazione del periodo di esposizione ad amianto con il coefficiente 1,5. Questo indennizzo contributivo é utile, sia per il prepensionamento e sia rivalutazione delle prestazioni pensionistiche già in godimento.

    Diversamente rispetto alla disciplina dei benefici amianto per la sola esposizione, l’accredito delle maggiorazioni contributive in seguito al riconoscimento di patologia asbesto correlata, non presuppone un termine e una soglia minima di esposizione, nè l’onere di aver depositato la domanda all’INAIL entro il 15.06.2005.

    La decadenza triennale del diritto ai benefici contributivi

    In questo modo, si superano anche i problemi di decadenza INPS per il decorso dei tre anni e 300 giorni dal deposito della domanda. Questa disposizione si deve all’art. 47 del DPR 639/70.

    La prescrizione decennale dei benefici contributivi

    In più c’è l’ulteriore ostacolo della prescrizione decennale dei benefici contributivi esposizione amianto ex art. 13, comma 8, L. 257/92.Poi in altri casi il coefficiente con il coefficiente è stato ridotto ad 1,25, tranne i casi in cui si applica la precedente normativa.

    Con il riconoscimento dell’origine professionale asbesto correlata della patologia si ottiene dall’INPS il prepensionamento. In sostanza il beneficio è sempre valido per la maturazione anticipata del diritto a pensione per il 50% degli anni di esposizione ad amianto.

    Pensione invalidità amianto per vittime di patologie asbesto correlate

    Nel caso di riconoscimento di una delle patologie asbesto correlate, connesse all’esposizione professionale ad amianto, da parte dell’INAIL o di altro ente detentore della posizione assicurativa, sussite il diritto a poter chiedere di essere immediatamente collocato in pensione.

    Questa disposizione normativa, introdotta con l’art. 1, co. 250 L. 232/2016, era circoscritta ai soli casi di riconoscimento di mesotelioma, tumore del polmone e di asbestosi. Infatti,  era esclusa per tutti gli altri casi di riconoscimento di patologie asbesto correlate.

    In molti casi, dopo il riconoscimento, anche dei c.d. benefici amianto con l’art. 13, co. 7 L. 257/92, e quindi la rivalutazione dell’intero periodo di esposizione ad amianto con il coefficiente 1,5, per maturare prima il diritto a pensione, e per rivalutare i trattamenti in godimento, si poneva il problema del pensionamento di coloro che, anche con la rivalutazione, non avessero ancora maturato il diritto a pensione, ad eccezione di coloro che erano stati colpiti dal mesotelioma, tumore del polmone e da asbestosi.

    Con la modifica normativa introdotta con l’art. 41 bis, L. 58/2019, sono stati introdotti due commi, che hanno integrato l’originario tessuto normativo, con l’art. 1 co. 250, 250-bis e 250-ter all’art. 1 della L. n. 232/2016, che ha ampliato la platea degli aventi diritto alla pensione amianto immediata. In caso di mancata maturazione del diritto a pensione, gli aventi diritto, per il semplice riconoscimento di patologia asbesto correlata, anche di placche ed ispessimenti pleurici, possono chiedere di essere collocati in pensione (pensione inabilità amianto).

    Prepensionamento patologie asbesto correlate

    Questo strumento normativo, introdotto con l’art. 41-bis della legge 58 del 2019 ha permesso una più ampia tutela previdenziale per le vittime amianto malattia professionale.

    Sono requisiti di accesso i 5 anni di anzianità contributiva di cui 3 nei 5 antecedenti il riconoscimento di qualsiasi malattia asbesto correlata. Il prossimo termine per il deposito della domanda di prepensionamento amianto è il 31.03.2021.

    L’INPS ha dettato le linee guida per poter accedere alla pensione amianto di invalidità. La domanda di pensionamento amianto può essere depositata presso l’INPS.

    Assistenza legale per prepensionamento amianto

    L’Avv. Ezio Bonanni è uno dei pionieri in Italia della tutela delle vittime dell’amianto. Già nel gennaio del 2000, ha avviato i primi procedimenti con la domanda amministrativa INPS per ottenere l’accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto.

    Il percorso dei benefici amianto è, comunque, accidentale, perché l’INPS solitamente rifiuta la concessione dei benefici contributivi per esposizione ad amianto, ovvero le maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto.

    Assistenza

    Assistenza medica e legale vittime amianto

    Gli esposti amianto e ad altri cancerogeni, sono a rischio di danni alla salute. Per questi motivi queste vittime asbesto debbono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria. Quest’ultima consiste in una serie di controlli per la diagnosi precoce e le cure tempestive.

    Siamo di fronte che alla c.d. prevenzione secondaria. In caso di danni alla salute, con insorgenza di malattie asbesto correlate, le vittime hanno diritto alla rendita INAIL. In più  al prepensionamento e al risarcimento dei danni.

    Altri tumori amianto e amianto da malattie (amianto patologie)

    Il Prof. Giancarlo Ugazio, sulla base della revisione della letteratura scientifica, ha dimostrato che l’esposizione a polveri e fibre di amianto provoca tutta una serie di altre patologie.

    Queste si  aggiungono a quelle contemplate nelle tre liste dell’INAIL che, allo stesso tempo, debbono essere riconosciute quali malattie professionali e/o causate dal servizio e come tali indennizzate.

    Il sistema delle tabelle è stato scardinato prima dalla Corte Costituzionale. Poi dal legislatore che con l’art. 10, comma 4, del D.Lgs. 38/2000, ha affermato il principio che, in caso di infermità, il lavoratore assicurato può dimostrare l’origine professionale della malattia.  Quindi ottenerne il riconoscimento INAIL ai fini dell’indennizzo, reversibile ai familiari, in caso di decesso (rendita INAIL reversibile congiunti).

    Per questi motivi, tutti i lavoratori esposti a polveri e fibre di amianto e anche ad altri cancerogeni, in caso di lesione della loro salute possono chiedere un consulto al pull di medici dell’Ona. In questo modo possono ottenere oltre all’assistenza medica gratuita, la consulenza legale per ottenere la tutela previdenziale.

    Quindi sono considerate riconducibili all’esposizione ad amianto anche altre infermità oltre quelle di cui alle tabelle dell’INAIL.

    Possiamo ricordare:  tumore per amianto al cervello;  colecisti; pancreas; prostata; rene; tiroide; vagina-Vulva e alla vescica. Inoltre, tumori amianto emolinfopoietici; cancro alla mammella.

    Poi ci sono le patologie degenerative da amianto non tumorali. In particolare queste possono colpire: cuore (miocardiopatia); sistema nervoso centrale (morbo di Alzheimer); sclerosi laterale amiotrofica. Per approfondimenti:

    Patologie asbesto correlate e risarcimento danni 

    Oltre all’indennizzo INAIL malattia professionale, sussiste il diritto al risarcimento dei danni. Il danno amianto risarcimento è lo strumento di totale ristoro per le vittime amianto e i loro familiari.

    Infatti, le patologie asbesto correlate, sono altamente invalidanti, ed oltre al danno biologico, provocano anche una serie di altri pregiudizi. In sostanza, sconvolgono la vita della vittima e anche quella dei familiari.

    Inoltre, in più occasioni, i lavoratori tornavano in casa con le tute contaminate dalle fibre ed esponevano anche i familiari.

    Molte volte l’esito delle patologie asbesto correlate è infausto, e si verificano casi di decesso. In questi casi, le somme maturate dalla vittima, debbono essere erogate ai familiari. Questi ultimi sono, infatti, gli eredi legittimi.

    In più, ci sono i danni iure proprio dei familiari.

    Patologie asbesto correlate e pregiudizio non patrimoniale

    •  biologico (lesione all’integrità psicofisica)
    • morale (sofferenza fisica e interiore)
    •  esistenziale (per il peggioramento qualità della vita)

    Danno patrimoniale delle patologie asbesto correlate

    Il pregiudizio patrimoniale si distingue tra il danno emergente ed il lucro cessante. L’indennizzo INAIL malattia professionale copre, soltanto, una parte del danno da minore capacità lavorativa.

    Le vittime amianto hanno diritto all’integrale ristoro del pregiudizio sofferto. Le prestazioni previdenziali amianto sono l’indennizzo INAIL del danno biologico e patrimoniale per diminuite capacità di lavoro.

    Malattie asbesto correlate: risarcimento danno differenziale

    Il lavoratore vittima amianto ha altresì diritto al risarcimento dei c.d. danni differenziali (cioè alla differenza tra l’indennizzo Inail del danno patrimoniale e del danno biologico e il dovuto.

    Prima di tutto cioè differenziale quantitativo e i danni complementari asbesto), cioè differenziali qualitativi. Tra questi ultimi i danni morali e quelli esistenziali, non coperti dall’assicurazione Inail. Il tutto risulta confermato dalla Corte di Cassazione, Sez. Lav., Sent. n. 777/2015.

    Risarcimento danni eredi lavoratore deceduto

    In caso di decesso del lavoratore, vittima di patologia asbesto correlata riconosciuta malattia professionale, oppure per causa di servizio, le somme che gli erano dovute, debbono essere versate agli eredi, i quali, se stretti congiunti, hanno altresì diritto al risarcimento dei danni che hanno sofferto direttamente per la perdita del loro congiunto.

    Anche in questo caso il criterio è quello dell’integrale risarcimento, con quantificazione equitativa (SSUU 26972/2008). Poi vi è lo scomputo per la sola rendita diretta, per poste omogenee. Quindi eventualmente al netto delle prestazioni inail, solo per quanto riguarda i danni iure hereditario (Cass., sez. Lav., sent. n. 777 del 2015).

    Danni dei familiari vittime patologie asbesto correlate

    Per i danni iure proprio, invece, eventuali prestazioni INAIL erogate a titolo di rendita di reversibilità non debbono essere portate a detrazione. Infatti, come precisato dalla Corte di Cass., Sez. lav., n. 30857/2017, gli importi della rendita di reversibilità non debbono essere scomputati.

    Il risarcimento, quindi, dovrà essere integralmente erogato per quanto riguarda i danni iure proprio. In conclusione, nel caso in cui ci sia la liquidazione della rendita di reversibilità, tali importi non si sottraggono.

    In sostanza non vi é compensatio. Quindi tutte le somme debbono essere erogate per i danni iure proprio, che si aggiungono a quelli che debbono essere erogati in qualità di eredi.

    APPROFONDIMENTO: Patologie asbesto correlate danni - le tabelle per il risarcimento

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