Le patologie asbesto correlate


L’amianto uccide. Le polveri e fibre di asbesto, inalate e ingerite, provocano danni all’apparato respiratorio e gastrointestinale, inducendo fibrosi e cancro amianto:  “l’unica fibra non dannosa è quella che non si respira” (Prof. Luciano Mutti). L’Osservatorio Nazionale Amianto – Ona –  assiste tutti i cittadini esposti e vittime amianto, che possono contattare l’associazione al numero verde gratuito: 800 034 294, oppure direttamente attraverso lo Sportello Nazionale Amianto (clicca quì per chiedere assistenza di medici volontari e del pool di legali, coordinati dall’avv. Ezio Bonanni).

Tutte le fibre di asbesto provocano tumore amianto

L’amianto in tutte le sue varietà mineralogiche (actinolite, amosite, anthophillite, crisotilo, crocidolite e tremolite) è cancerogeno  per l’essere umano (International Agency for Research on Cancer. Asbestos (chrysotile, amosite, crocidolite, tremolite,actinolite, and anthophyllite). IARC Monogr Eval Carcinog Risks Hum. 2012;100C:219–309 (http://monographs.iarc.fr/ENG/Monographs/vol100C/index.php).
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Le patologie asbesto correlate secondo la IARC

La IARC (International Agency For Research On Cancer Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro OMS) nell’ultima monografia classifica l’asbesto come agente cancerogeno certo nell’uomo per quattro tipi di tumore maligno: mesotelioma, tumore polmonare, laringe e ovaio, e probabile per i tumori del tratto digerente (faringe, stomaco e colon): There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum” (2012. Asbestos. Actinolite, amosite, anthophyllite, chrysotile, crocidolite, tremolite. IARC Monogr Evaluation Carcinog Risk Chem Man, Vol. 100Cpag. 294).

Asbesto: non esiste un limite di soglia

L’ONA (Osservatorio Nazionale Amianto) e l’avv. Ezio Bonanni, pioniere della difesa delle vittime amianto in Italia, hanno sostenuto e dimostrato che non esiste una soglia di fibre di asbesto sotto la quale si possa escludere l’attività cancerogena, ed incrementi di incidenza di tumori sono
stati dimostrati in popolazioni esposte a livelli molto bassi di fibre Environmental Health Criteria 203: Chrysotile asbestos. Geneva: World Health Organization,
International Programme on Chemical Safety; 1998 (http://www.inchem.org/documents/ehc/ehc/ehc203.htm).
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Asbesto: epidemia ancora in corso

Sono più di 125 milioni i lavoratori esposti ad amianto per motivi professionali (Concha-Barrientos M, Nelson D, Driscoll T, Steenland N, Punnett L, Fingerhut M et al. Chapter 21. Selected occupational risk factors. In: Ezzati M, Lopez A, Rodgers A, Murray C, editors. Comparative
quantification of health risks: global and regional burden of disease attributable to selected major risk factors. Geneva: World Health Organization; 2004:1651–801 (http://www.who.int/healthinfo/global_burden_disease/cra/en/), senza tener conto che ci sono stati canaglia nei quali non vi è alcuna rilevazione e poi vi sono le esposizioni amianto che non sono di origine professionale.

“Questo stato di cose perpetua l’epidemia di patologie asbesto correlate” (Ezio Bonanni, Presidente ONA): Organizzazione Mondiale della Sanità stima che solo a causa di asbestosi, mesotelioma e tumore polmonaremuoiano ogni anno107.000 persone, per esposizioni professionali (Driscoll T, Nelson DI, Steenland K, Leigh J, Concha-Barrientos M, Fingerhut M et al. The global burden of non-malignant respiratory disease due to occupational airborne exposures. Am J Ind Med.
2005;48(6):432–45).

Asbesto: il bando globale dell’amianto

Il numero delle vittime di patologie asbesto correlate prova il fallimento dei programmi di sanità pubblica di tutela della salute, e la necessità che ci sia un intervento normativo internazionale, per la messa al bando globale dell’amianto (in tutti i paesi del mondo), poiché in sintesi, secondo quanto precisato dall’organizzazione mondiale della sanità, oltre ai 107.000 decessi solo per motivi occupazionali, ci sono un milione e mezzo di nuovi malati ogni anno, e poi ci sono i casi non censiti e i paesi che non hanno alcuna rivelazione epidemiologica e attenzione per la salute dei lavoratori. Il dato della World Health Organization, in materia di amianto (Asbestos: “Currently about 125 million people in the world are exposed to asbestos at the workplace. In 2004, asbestos-related lung cancer, mesothelioma and asbestosis from occupational exposures resulted in 107,000 deaths and 1,523,000 Disability Adjusted Life Years (DALYs). In addition, several thousands of deaths can be attributed to other asbestos-related diseases, as well as to nonoccupational exposures to asbestos” su http://www.who.int/ipcs/assessment/public_health/asbestos/en/), è quindi sottostimato.

“Purtroppo l’amianto uccide più dei 107.000 lavoratori, ogni anno, cui fa riferimento l’OMS. Insistiamo per il bando globale dell’amianto” (cit, Ezio Bonanni).

Asbesto: lista I dell’Inail (malattie riconosciute)

In Italia, il sistema tabellare è stato definitivamente scardinato dalla Corte Costituzionale, per cui tutte le patologie asbesto correlate debbono debbono essere riconosciute ed indennizzate.

L’l’INAIL riconosce e indennizza le malattie amianto della LISTA I (patologie asbesto correlate di origine lavorativa di “elevata probabilità”):

Le malattie professionali della tabella inail, lista I (inail malattia professionale risarcimento), si presumono di origine professionale e quindi debbono essere debbono essere indennizzate dall’INAIL (malattie tabellate), con la rendita e/o l’indennizzo danno biologico (risarcimento inail amianto)

L’INAIL per negare l’origine professionale di queste patologie asbesto correlate e quindi le prestazioni previdenziali, dovrà  eccepire e dimostrare la loro esclusiva origine extraprofessionale (Cass. 25.08.1986 n. 5180; Cass., 20.03.1990 n. 2303; Cass. 13.10.92 n. 11143; Cass. 08.05.1996 n. 4297; Cass. 26.07.2004 n. 14023; Cass. 06.04.2006, n. 8002; Cass. 03.04.2008 n. 8638; ed ex multis); è sufficiente la prova della noxa patogena (l’asbesto) nell’ambiente lavorativo per far scattare la presunzione legale di origine ed ottenere il riconoscimento delle prestazioni previdenziali,  senza alcuna soglia (Cass., Sez. Lav., n. 23653/16), e quindi anche le maggiorazioni contributive per esposizioni ad amianto (art. 13, comma 7, L. 257/92).

Asbesto: le malattie della lista II dell’Inail

oltre a tutte le malattie della lista I, le fibre di amianto provocano altre patologie, quelle della LISTA II (casi di malattia amianto che l’inail stima di limitata probabilità) ma che sono tumori amianto:

Per questi altri tumori amianto (amianto tumori), i lavoratori vittime debbono dimostrare il nesso causale per poter ottenere le prestazioni inail (rendita e/o indennizzo, se il grado di invalidità riconosciuto è inferiore al 16%).

Asbesto: lista III dell’Inail

Nella lista III (LISTA III – malattie la cui origine lavorativa è possibile / tabelle risarcimento INAIL) l’unica patologia asbesto correlata è il tumore dell’esofago (c15).

Come ottenere il riconoscimento malattie asbesto tabella II e III Inail

Il lavoratore può ottenere il riconoscimento inail delle patologie asbesto correlate della lista II e III se dimostra la loro origine professionale: è sufficiente la prova della presenza di amianto nell’ambiente lavorativo, a maggior ragione se l’Inail non è in grado di eccepirne e dimostrarne l’esclusiva origine extra professionale. In questo caso il lavoratore deve ottenere l’indennizzo  per malattie professionali (vedi Corte Costituzionale, Sentenze n. 179 del 18.02.88, e n. 206 del 25.02.88).

>> Per approfondimento : https://www.osservatorioamianto.com/dipartimenti/riconoscimento-patologie-asbesto-correlate-non-tabellate/

Malattie asbesto correlate: prestazioni inail

I lavoratori vittime di patologie asbesto correlate hanno diritto alla rendita INAIL (risarcimento INAIL – indennizzo ed il risarcimento Inail, e al risarcimento a carico del datore di lavoro (risarcimenti amianto). In caso di decesso per tumore dell’amianto eternit, il coniuge (la vedova o il vedovo) e ai figli, se minorenni e/o studenti a carico hanno diritto alla rendita reversibilità e al risarcimento danni amianto.

>>Per approfondimenti consulta: Danni amianto: risarcimenti, rendite e benefici contributivi

Asbesto: prepensionamento

i lavoratori esposti amianto hanno diritto alle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto, pari al 50% del periodo dell’esposizione (coefficiente 1,5), per il prepensionamento e per l’aumento dei ratei mensili delle pensioni amianto, sulla base dell’ art. 13, comma 8, L. 257/92. In caso di applicazione della nuova normativa (art. 47 comma 1, L. 326/03), il coefficiente si riduce ad 1,25, valido solo per determinare l’entità della prestazione pensionistica, senza anticipare i tempi del pensionamento.
>Per saperne di più approfondisci su: benefici contributivi amianto

Asbesto: prepensionamento vittime asbestosi, mesotelioma, tumore ai polmoni

Coloro che hanno ottenuto il riconoscimento dell’origine professionale dell’asbestosi, mesotelioma e tumore polmonare, si ha diritto all’immediato pensionamento anche se non sono stati raggiunti i limiti di età e l’anzianità contributiva (art. 1, comma 250, L. 232/16). Nel caso in cui si raggiunga l’età e l’anzianità contributiva con le maggiorazioni amianto sulla base dell’art. 13, comma 7 L. 257/92, è preferibile fare domanda di pensione inps (prepensionamento amianto) utilizzando la maggiorazione del 50% cui hanno diritto coloro che hanno ottenuto il riconoscimento della patologia asbesto correlata (sia delle altre della lista I che delle altre liste dell’inail).

>>Approfondisci su: pensionamento immediato malati asbestosi, mesotelioma, tumore ai polmoni

Asbesto: prepensionamento art. 13, comma 7, L. 257/92.

Tutte le patolgie asbesto correlate, se riconosciute dall’inail, e, per i dipendenti pubblici, quali cause di servizio, indipendentemente dal grado invalidante (e quindi anche ove fosse inferiore al 6%) danno diritto all’accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione amianto, sempre con il coefficiente 1,5, utile per anticipare la maturazione del diritto a pensione, e per aumentare le prestazioni pensionistiche in godimento. 

>>Approfondisci su: benefici amianto, prepensionamento, aumento pensione inps, vittime amianto. 

Asbesto: risarcimento danni

Le vittime amianto e i loro familiari hanno diritto al risarcimento danni.

>>Per approfondimenti: tutela legale vittime amianto – risarcimento danni 

L’Osservatorio Nazionale Amianto, proprio per far emergere il reale impatto dell’utilizzo dell’amianto e della sua mancata bonifica nel periodo successivo alla sua messa al bando per effetto della Legge 257/1992, sta contribuendo alla mappatura della presenza di amianto nel territorio nazionale, ed ha istituito la piattaforma per la registrazione di tutte le patologie asbesto correlate, di modo che si possa dimostrare, attraverso dati epidemiologici, la maggiore incidenza delle patologie asbesto correlate di cui alle liste II e III per quei lavoratori e cittadini che sono rimasti esposti ad amianto per inalazione ed ingestione.

La mappatura e le rilevazioni epidemiologiche, per cui l’associazione ha realizzato le rispettive piattaforme, sono altresì decisive per i programmi di prevenzione primaria: è evidente che il dato limitato ai mesoteliomi, censiti nel V Rapporto ReNaM, seppur in aumento (più di 1.500 casi per il 2011), pur allarmante, è certamente sottostimato rispetto ai 1.900 casi censiti da ONA, AIOM ed AIRTUM per il 2016, e per le stime contenute nel II Rapporto Mesoteliomi di ONA Onlus , con una stima di 6.000 decessi, per patologie asbesto correlate per l’anno 2016.

Asbesto: il riconoscimento delle altre malattie amianto

L’elenco delle tabelle può essere sempre integrato. la Lista I comprendeva asbestosi polmonare, placche e/o ispessimenti della pleura, mesotelioma pleurico, mesotelioma pericardico, mesotelioma peritoneale, mesotelioma della tunica vaginale del testicolo, tumore del polmone,e con l’ultima modifica, sulla base della monografia IARC, è stata integrata anche il cancro alla laringe e all’ovaio (art. 39 e 139 dpr 1124/65 e art. 10 n. 3 Dlgs 38/2000).

Proprio per tali ragioni, l’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito la piattaforma digitale repac attraverso la quale ogni singolo cittadino può denunciare e segnalare casi di patologie di cui sospetta l’origine asbesto correlata.

Il dato epidemiologico offre uno spunto importante che, coniugato con esperimenti in laboratori, anche su animali, costituisce il presupposto per l’aggiornamento delle tabelle, che favoriscono l’indennizzo e il risarcimento del danno e costituiscono anche il presupposto per una più incisiva azione di prevenzione primaria, che si realizza evitando ogni forma di esposizione.

L’epidemiologia costituisce uno strumento di prevenzione terziaria che agisce circolarmente con la prevenzione primaria, fornendo il dato da cui si deve attingere per calibrare gli strumenti di prevenzione: un’altissima incidenza di patologie asbesto correlate per l’esposizione a un cancerogeno induce alla sua sostituzione (come dovrebbe essere), ovvero ad abbassare i c.d. limiti di soglia, imposti da misure di compromesso tra salute e profitto.

Prof. Giancarlo Ugazio, coordinatore del Dipartimento Patologie Ambientali.

Prof. Giancarlo Ugazio nella sua pubblicazione “La triade interattiva del mondo inquinato contro la salute”, Aracne Editrice, le fibrille d’asbesto sono dannose alla salute umana, sia se inalate, sia se ingerite (Omura, 2006).

Asbesto: tutte le malattie che provoca

Infatti, il Prof. Giancarlo Ugazio, sulla base della revisione della letteratura scientifica, ha tratto la conclusione che l’amianto provoca anche altre malattie, che debbono essere quindi indennizzate dall’inail, e con diritto al prepensionamento, e risarcite dal datore di lavoro: 

Tumori amianto (oltre quelli della lista I inail):

  • Tumore amianto al cervello (Robinson et al., 1999; Omura,2006; Graziano et al., 2009; Reid et al., 2012);
  • Tumore amianto alla colecisti (Moran, 1992);
  • Tumore amianto al Colon-retto (Bianchi et al., 2007; Manzini et al., 2010; Reid et al., 2012);
  • Tumori Emolinfopoietici (Robinson et al., 1999; Omura, 2006; Bianchi et al., 2007; Graziano et al., 2009; Reid et al., 2012);
  • Tumore amianto all’ esofago (Kanarek, 1989; Omura, 2006);
  • Tumore amianto alla laringe-lingua (Omura, 2006; Manzini et al., 2010);
  • Tumore alla mammella (Selikoff, 1974; Feigelson et al., 1996; Fear et al., 1996; Robinson et al., 1999; Omura 2006 & 2010);
  • Conferma dell’origine asbesto correlata del tumore all’Ovaio (Heller et al., 1996; Heller et al., 1999): amianto malattia;
  • Pancreas (Moran, 1992; Kanarek, 1989): malattia da amianto;
  • Mesotelioma al peritoneo tumore amianto (Moran, 1992; Heller et al., 1999; Pavone et al., 2012);
  • Tumore alla prostata (Moran, 1992; Feigelson et al., 1996; Stellman et al., 1998; Robinson et al., 1999; Koskinen et al., 2003;  Bianchi et al., 2007; Reid et al., 2012): amianto malattia.
  • Cancro al rene tumore amianto (Bianchi et al., 2007);
  • Tumore allo stomaco amianto malattia: (Kanarek, 1989; Moran, 1992)
  • Tumore al testicolo cancro amianto: Manzini et al., 2010);
  • Tumore alla tiroide (Manzini et al., 2010): amianto malattia;
  • Tumore alla vagina-Vulva (Pukkala & Saarni, 1996): malattia amianto;
  • Tumore alla vescica (Bianchi et al., 2007; Graziano et al., 2009; Manzini et al., 2010; Pavone et al., 2012).

Patologie degenerative, non tumorali, malattie amianto:

  • Cuore (Miocardiopatia) (Omura, 2006; Reid et al., 2012);
  • Sistema nervoso centrale
  • morbo di Alzheimer & autismo (Omura, 2006);
  • Sclerosi Laterale Amiotrofica (Omura, 2006).

Per approfondimenti su tutte le patologie amianto e sul diritto indennizzo inail e risarcimento danni asbesto (amianto danni):
https://www.osservatorioamianto.com/patologie/patologie-amianto-asbesto-correlate-riconosciute-nelle-tabelle-inail/
https://www.osservatorioamianto.com/dipartimenti/riconoscimento-patologie-asbesto-correlate-non-tabellate/

Asbesto: come le fibre provocano il cancro

Le fibrille amianto entrano nel corpo umano attraverso la respirazione e attraverso l’acqua potabile impiegata per scopi igienici, oltre che per essere utilizzata per fii alimentari, e si spostano in tutto il corpo, e giungono perfino alle ovaie, provocano l’insorgenza dell’adenocarcinoma ovarico (Omura, 2006; Heller et al., 1999). La letteratura scientifica riferisce che quest’azione patogena si realizza attraverso un danno della molecola del DNA del nucleo delle cellule mediante un’azione perossidativa (Voytek et al. 1990).

Asbesto: le vie di ingresso nell’organismo

In seguito all’innesco molecolare della cancerogenesi, nei tessuti dei soggetti esposti, s’instaura un processo competitivo (tiro alla fune) tra i cancerogeni e i meccanismi naturali di difesa contro il cancro. Se, in dipendenza dalla dose di minerale assunta (body burden), che dipende dalla concentrazione del minerale nell’ambiente di lavoro o di vita, e dal tempo di esposizione a esso (periodo di latenza), la cancerogenesi prevale sulle difese, è inevitabile l’insorgenza di un tumore maligno, che colpisce oltre al torace anche altri distretti, fino al cervello (glioblastoma multiforme e astrocitoma), la prostata (carcinoma), l’ovaio (adenocarcinoma), (Omura, 2006; Heller et al., 1999), e diversi tessuti emolinfopoietici (leucemie, linfomi) (Omura, 2006).

Cancerogenesi asbesto

La cancerogenesi asbesto è potenziata dall’azione sinergica di metalli pesanti quali: il cromo esavalente, il mercurio, lo zinco, l’arsenico, il selenio, come anche di microrganismi (Candida Albicans, Citomegalovirus, Clamidia Trachomatis, Helicobacter Pylori) (Omura, 2006), a maggior ragione in caso di trattamenti con ferro (comunemente utilizzato per curare l’anemia).

Asbesto: patologie degenerative

 La ricerca biomedica ha dimostrato che l’asbesto partecipa all’eziopatogenesi di altre patologie di tipo degenerativo. Tra esse si annoverano: il morbo di Alzheimer, con aumento del contenuto della beta-amiloide (1-42) nel tessuto cerebrale, la Sclerosi Laterale Amiotrofica (ALS), e altre patologie meno drammatiche ma assai debilitanti, quali la fibromialgia e seri problemi cardiovascolari (Omura, 2006).

Asbesto: il crollo delle torri gemelle ha provocato malattie anche dopo 5 anni

Secondo gli scienziati della Columbia University (Omura, 2006) di NYC, contro la generale credenza secondo cui, quando l’asbesto si è accumulato dentro il corpo, è difficile rimuoverlo e che è necessaria una lunga latenza (anche più di quindici anni, talora fino a quaranta) per sviluppare il mesotelioma pleurico, i dati recenti dimostrano che in meno di cinque anni (dall’11 settembre 2001 al 15 maggio 2006), diverse persone che lavoravano vicino al Ground Zero reliquato del crollo delle Torri Gemelle del World Trade Center sono morte a causa di mesotelioma pleurico (Omura, 2006). E’ stato dimostrato che hanno assunto fibrille di asbesto e nanotubi di carbonio (Wu et al., 2010).

Il medesimo gruppo di ricerca (Omura, 2006) ha riferito che l’azione patogena dell’asbesto comporta l’aumento della sua concentrazione nei tessuti, da un valore basale di 5 μg nei tessuti normali a 0,2-0,6 mg (talora a 2,0 mg) espressa in unità BDORT (Bi-Digital-O-Ring-Test) (Omura, 2006), accompagnato dalla drastica diminuzione del telomero delle cellule normali e dall’incremento del telomero delle cellule cancerose.

Asbesto: terapia preventiva

Nel corso degli ultimi anni, gli scienziati della Columbia University hanno elaborato e collaudato una combinazione di cinque agenti terapeutici mutualmente compatibili (cilantro, amoxicillina, acidi grassi poli insaturi, sostanza zeta e acido caprilico) che riescono a ridurre i livelli nei tessuti sia dell’asbesto sia dei metalli pesanti e dei microrganismi che hanno una funzione sinergica col minerale nocivo; alla rimozione degli agenti patogeni dal tessuto fa seguito il loro ritrovamento nell’urina (Omura et al., 2010b). Risultati analoghi, soprattutto rispetto alla bilancia dei telomeri, sono ottenuti somministrando DHEA (deidrossiepiandrosterone, un ormone naturale il cui livello diminuisce in condizioni patologiche) (Omura, 2006), oppure applicando cicli di stimolazione elettrica transcutanea nella regione infrapatellare delle ginocchia mediante un emettitore d’impulsi, di frequenza pari a quella cardiaca [circa 60 Hz], trasmessi con un elettrodo di superficie fatto in casa (Omura et al., 2010b).

Asbesto: le tesi di Yoshiaki Omura

Concludendo, si può dire che, essenzialmente, Yoshiaki Omura e collaboratori hanno elaborato e collaudato un procedimento non invasivo per l’individuazione qualitativa e quantitativa sia dell’asbesto sia di tutti gli altri agenti chimici patogeni descritti in precedenza, capaci di svolgere un’azione sinergica – contribution, secondo la terminologia di Y.O. – con il minerale cancerogeno.

Parallelamente a queste ricerche, gli autori hanno dimostrato i rischi per la salute (vulnerabilità del cuore, per eccesso di troponina I, e calo delle difese contro il cancro) connessi con l’abitudine di indossare anelli sulle dita della mano sinistra e/o bracciali metallici sul polso sinistro. L’azione nociva dipenderebbe dalle correnti elettriche continue che lambiscono le regioni dell’arto superiore sinistro in cui sono localizzate le linee di rappresentazione del cuore, soprattutto del fascio di conduzione di esso (Omura et al., 2010a). Apparentemente, la ricerca sugli effetti degli anelli alle dita della mano sinistra potrebbe sembrare superflua nei confronti delle azioni patogene vere e proprie dell’asbesto se non si tenesse conto che uno degli organi direttamente suscettibili alla patologia da asbesto è proprio il cuore.

Il ruolo dell’applicativo ONA REPAC

Il presente applicativo ONA REPAC, dunque, permette di acquisire, oltre al quadro esatto dell’epidemia in corso, anche la sua estensione in riferimento ad altre patologie che fino ad ora non sono mai state considerate legate, almeno in Italia, all’esposizione ad amianto, fino alle frontiere finora quasi inesplorate, come le altre “forme morbose dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio”, cui fa riferimento l’art. 145 dpr 1124/65, modificato dall’art. 4 L. 780/75.

Proprio sulla base di questo varco legislativo, l’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito il Dipartimento prevenzione e cura dei danni cardiocircolatori da esposizione ad amianto, che ha permesso di confermare la lesività dell’asbesto anche per l’apparato cardiaco e cardiocircolatorio, e quindi la necessità che nell’indennizzo si tenga conto delle relative complicanze che, in quanto tali, debbono essere considerate ai fini della quantificazione della lesione biologica.
Negli Stati Uniti, le ultime ricerche hanno confermato come le esposizioni a polveri e fibre di amianto provocano cancri dell’apparato emolinfopoietico e malattie degenerative (morbo di Parkinson, Alzheimer) per le quali si registra un preoccupante sinergismo con altri cancerogeni.
È quindi importante che coloro che sono stati esposti ad amianto segnalino tutte le patologie per le quali sospettano un’origine legata a tale agente patogeno al fine di investigare ulteriori effetti sull’organismo umano.

Inutile dire che, attraverso un dato epidemiologico evidente, si possa raggiungere il riconoscimento e quindi l’indennizzo e il risarcimento di altre patologie oltre a quelle classicamente definite asbesto correlate.

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