Le patologie asbesto correlate


L’amianto uccide. Le polveri e fibre di asbesto, inalate e ingerite, provocano danni all’apparato respiratorio e gastrointestinale inducendo fibrosi e cancro amianto:  “l’unica fibra non dannosa è quella che non si respira” (Prof. Luciano Mutti). L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus assiste tutti i cittadini esposti e vittime dell’amianto, che possono contattare l’associazione al numero verde gratuito 800 034 294, oppure attraverso lo Sportello Nazionale Amianto per chiedere assistenza di medici volontari e del pool di legali coordinati dall’Avv. Ezio Bonanni.

Tutte le fibre di asbesto provocano tumore amianto

L’amianto in tutte le sue varietà mineralogiche (actinolite, amosite, anthophillite, crisotilo, crocidolite e tremolite) è cancerogeno  per l’essere umano (International Agency for Research on Cancer. Asbestos (chrysotile, amosite, crocidolite, tremolite,actinolite, and anthophyllite). IARC Monogr Eval Carcinog Risks Hum. 2012;100C:219–309 (Monografia IARC).

Le patologie asbesto correlate secondo la IARC

La IARC (International Agency For Research On Cancer – Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro – OMS) nell’ultima monografia classifica l’asbesto come agente cancerogeno certo nell’uomo per quattro tipi di tumore maligno: mesotelioma, tumore polmonare, laringe e ovaio, e probabile per i tumori del tratto digerente (faringe, stomaco e colon): There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum” (Monografia IARCpag. 294).

Asbesto: non esiste un limite di soglia

L’ONA (Osservatorio Nazionale Amianto) e l’avv. Ezio Bonanni, pioniere della difesa delle vittime amianto in Italia, hanno sostenuto e dimostrato che non esiste una soglia di fibre di asbesto sotto la quale si possa escludere l’attività cancerogena, ed incrementi di incidenza di tumori sono stati dimostrati in popolazioni esposte a livelli molto bassi di fibre (Environmental Health Criteria 203: Chrysotile asbestos. Geneva: World Health Organization, International Programme on Chemical Safety; 1998 – IPCS INCHEM).

Asbesto: epidemia ancora in corso

Sono più di 125 milioni i lavoratori esposti ad amianto per motivi professionali (WHO), senza tener conto che ci sono stati canaglia nei quali non vi è alcuna rilevazione e poi vi sono le esposizioni amianto che non sono di origine professionale. “Questo stato di cose perpetua l’epidemia di patologie asbesto correlate” (Ezio Bonanni, Presidente ONA): Organizzazione Mondiale della Sanità stima che solo a causa di asbestosi, mesotelioma e tumore polmonaremuoiano ogni anno107.000 persone, per esposizioni professionali (The global burden of non-malignant respiratory disease due to occupational airborne exposures).

Asbesto: il bando globale dell’amianto

Il numero delle vittime di patologie asbesto correlate prova il fallimento dei programmi di sanità pubblica di tutela della salute, e la necessità che ci sia un intervento normativo internazionale, per la messa al bando globale dell’amianto (in tutti i paesi del mondo), poiché in sintesi, secondo quanto precisato dall’organizzazione mondiale della sanità, oltre ai 107.000 decessi solo per motivi occupazionali, ci sono un milione e mezzo di nuovi malati ogni anno, e poi ci sono i casi non censiti e i paesi che non hanno alcuna rivelazione epidemiologica e attenzione per la salute dei lavoratori. Il dato della World Health Organization, in materia di amianto è quindi sottostimato (Asbestos: Currently about 125 million people in the world are exposed to asbestos at the workplace. In 2004, asbestos-related lung cancer, mesothelioma and asbestosis from occupational exposures resulted in 107,000 deaths and 1,523,000 Disability Adjusted Life Years (DALYs). In addition, several thousands of deaths can be attributed to other asbestos-related diseases, as well as to nonoccupational exposures to asbestos” – WHO) 

“L’amianto uccide più dei 107.000 lavoratori, ogni anno, cui fa riferimento l’OMS. Insistiamo per il bando globale dell’amianto” (Ezio Bonanni).

Asbesto: lista I dell’Inail (malattie riconosciute)

In Italia, il sistema tabellare è stato definitivamente scardinato dalla Corte Costituzionale, per cui tutte le patologie asbesto correlate debbono debbono essere riconosciute ed indennizzate. L’l’INAIL riconosce e indennizza le malattie amianto della LISTA I (patologie asbesto correlate di origine lavorativa di “elevata probabilità”):

Le malattie professionali della tabella INAIL della lista I si presumono di origine professionale e quindi debbono essere indennizzate dall’INAIL in quanto malattie tabellate, con il riconoscimento della rendita e/o l’indennizzo danno biologico. L’INAIL per negare l’origine professionale di queste patologie asbesto correlate e quindi le prestazioni previdenziali, dovrà  eccepire e dimostrare la loro esclusiva origine extraprofessionale (Cass. 25.08.1986 n. 5180; Cass., 20.03.1990 n. 2303; Cass. 13.10.92 n. 11143; Cass. 08.05.1996 n. 4297; Cass. 26.07.2004 n. 14023; Cass. 06.04.2006, n. 8002; Cass. 03.04.2008 n. 8638; ed ex multis).

È sufficiente la prova della presenza della noxa patogena (l’asbesto) nell’ambiente lavorativo per far scattare la presunzione legale di origine ed ottenere il riconoscimento delle prestazioni previdenziali,  senza alcuna soglia (Cass., Sez. Lav., n. 23653/16), e quindi anche le maggiorazioni contributive per esposizioni ad amianto (art. 13, comma 7, L. 257/92).

Asbesto: le malattie della lista II dell’Inail

Oltre a tutte le malattie della lista I, le fibre di amianto provocano altre patologie: quelle della LISTA II (casi di malattia amianto che l’inail stima di limitata probabilità), che sono comunque tumori da amianto:

Per questi altri tumori da amianto i lavoratori hanno l’onere di dimostrare il nesso causale per poter ottenere le prestazioni INAIL (rendita e/o indennizzo, se il grado di invalidità riconosciuto è inferiore al 16%).

Asbesto: lista III dell’Inail

Nella lista III (LISTA III – malattie la cui origine lavorativa è possibile / tabelle risarcimento INAIL) l’unica patologia asbesto correlata è il tumore dell’esofago (c15).

Come ottenere il riconoscimento malattie asbesto correlate delle tabelle II e III dell’INAIL

Il lavoratore può ottenere il riconoscimento INAIL delle patologie asbesto correlate della lista II e III se dimostra la loro origine professionale: è sufficiente la prova della presenza di amianto nell’ambiente lavorativo, a maggior ragione se l’Inail non è in grado di eccepirne e dimostrarne l’esclusiva origine extra professionale. In questo caso il lavoratore deve ottenere l’indennizzo  per malattie professionali(vedi Corte Costituzionale, Sentenze n. 179 del 18.02.88, e n. 206 del 25.02.88).

>> Approfondisci su Riconoscimento delle patologie asbesto correlate non tabellate

Malattie asbesto correlate: prestazioni INAIL

I lavoratori vittime di patologie asbesto correlate hanno diritto alla rendita INAIL e al risarcimento a carico del datore di lavoro (risarcimenti amianto). In caso di decesso per tumore dell’amianto, il coniuge (la vedova o il vedovo) e ai figli, se minorenni e/o studenti a carico hanno diritto alla rendita reversibilità e al risarcimento danni amianto.

>> Per approfondimenti: Danni da amianto: risarcimento, rendite e benefici contributivi 

Asbesto: prepensionamento

i lavoratori esposti amianto hanno diritto alle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto, pari al 50% del periodo dell’esposizione (coefficiente 1,5), per il prepensionamento e per l’aumento dei ratei mensili delle pensioni amianto, sulla base dell’ art. 13, comma 8, L. 257/92. In caso di applicazione della nuova normativa (art. 47 comma 1, L. 326/03), il coefficiente si riduce ad 1,25, valido solo per determinare l’entità della prestazione pensionistica, senza anticipare i tempi del pensionamento.

>> Approfondisci su: Benefici contributivi amianto

Asbesto: prepensionamento vittime asbestosi, mesotelioma, tumore ai polmoni

I lavoratori che per esposizione professionale ad amianto si sono ammalati di asbestosi, mesotelioma o tumore dei polmoni e hanno ottenuto il riconoscimento INAIL, ovvero della causa di servizio, hanno diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto pari al 50% del periodo di esposizione (art. 13 comma 7 Legge 257/1992).

>> Approfondisci su: Prepensionamento per lavoratori vittime amianto 

Nel caso in cui, dopo aver ottenuto le maggiorazioni amianto, la vittima non avesse ancora raggiunto i requisiti per essere collocata in pensione, può chiedere di poter accedere al trattamento di pensionamento con l’art. 1, comma 250, Legge 232/2016. I soli requisiti richiesti sono costituiti da 5 anni di anzianità contributiva di cui 3 nei 5 antecedenti il riconoscimento della malattia professionale.

>> Chiedi l’assistenza legale gratuita e approfondisci su: Pensione immediata per i lavoratori malati da amianto

Asbesto: prepensionamento art. 13, comma 7, L. 257/92.

Le maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto (benefici amianto) debbono essere riconosciuti anche a tutti coloro che si sono ammalati di patologie asbesto correlate e quindi anche delle altre patologie oltre all’asbestosi, al mesotelioma e al tumore del polmone, e quindi le altre patologie della lista I (placche pleuriche, ispessimenti pleurici, tumore alla laringe e tumore alle ovaie) e le altre della lista II (tumore alla faringe, tumore allo stomaco, tumore al colon retto) e della lista III (tumore dell’esofago) e nei casi in cui sono riconducibili all’esposizione professionale a polveri e fibre di amianto / asbesto. In tutti questi casi i lavoratori hanno diritto alla rivalutazione dell’intero periodo con il coefficiente 1,5, utile a maturare anticipatamente il diritto a pensione.

Diversamente rispetto ai benefici contributivi ex art. 13 comma 8, Legge 257/1992, per poter maturare il diritto alla rivalutazione contributiva non è necessario dimostrare una esposizione ultradecennale né il superamento della soglia delle 100 ff/l, né di aver presentato la domanda all’INAIL entro il 15 giugno 2005. La prescrizione decennale decorre dalla data di riconoscimento della natura professionale asbesto correlata della patologia (e quindi si supera il problema della decadenza per la mancanza della domanda all’INAIL entro il 15.06.2005 e, in modo ancora più rilevante, il problema della prescrizione dei benefici amianto.

>> Approfondisci su: Benefici amianto, prepensionamento, aumento INPS per vittime amianto 

Asbesto: risarcimento danni

Le vittime amianto e i loro familiari hanno diritto al risarcimento danni.

>> Per approfondimenti: Assistenza legale

Asbesto/amianto: mappatura

L’Osservatorio Nazionale Amianto, proprio per far emergere il reale impatto dell’utilizzo dell’amianto e della sua mancata bonifica nel periodo successivo alla sua messa al bando per effetto della Legge 257/1992, sta contribuendo alla mappatura della presenza di amianto nel territorio nazionale, ed ha istituito la piattaforma per la registrazione di tutte le patologie asbesto correlate, di modo che si possa dimostrare, attraverso dati epidemiologici, la maggiore incidenza delle patologie asbesto correlate di cui alle liste II e III per quei lavoratori e cittadini che sono rimasti esposti ad amianto per inalazione ed ingestione. La mappatura e le rilevazioni epidemiologiche, per cui l’associazione ha realizzato le rispettive piattaforme, sono altresì decisive per i programmi di prevenzione primaria: è evidente che il dato limitato ai mesoteliomi, censiti nel V Rapporto ReNaM, seppur in aumento (più di 1.500 casi per il 2011), pur allarmante, è certamente sottostimato rispetto ai 1.900 casi censiti da ONA, AIOM ed AIRTUM per il 2016, e per le stime contenute nel II Rapporto Mesoteliomi di ONA Onlus , con una stima di 6.000 decessi, per patologie asbesto correlate per l’anno 2016.

Asbesto: il riconoscimento delle altre malattie amianto

L’elenco delle tabelle può essere sempre integrato. la Lista I comprendeva asbestosi polmonare, placche e/o ispessimenti della pleura, mesotelioma pleurico, mesotelioma pericardico, mesotelioma peritoneale, mesotelioma della tunica vaginale del testicolo, tumore del polmone,e con l’ultima modifica, sulla base della monografia IARC, è stata integrata anche il cancro alla laringe e all’ovaio (art. 39 e 139 dpr 1124/65 e art. 10 n. 3 Dlgs 38/2000). L’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito la piattaforma digitale REPAC attraverso la quale ogni singolo cittadino può denunciare e segnalare casi di patologie di cui sospetta l’origine asbesto correlata. Il dato epidemiologico offre uno spunto importante che, coniugato con esperimenti in laboratori, costituisce il presupposto per l’aggiornamento delle tabelle, che favoriscono l’indennizzo e il risarcimento del danno e costituiscono anche il presupposto per una più incisiva azione di prevenzione primaria, che si realizza evitando ogni forma di esposizione.

L’epidemiologia costituisce uno strumento di prevenzione terziaria che agisce circolarmente con la prevenzione primaria, fornendo il dato da cui si deve attingere per calibrare gli strumenti di prevenzione: un’altissima incidenza di patologie asbesto correlate per l’esposizione a un cancerogeno induce alla sua sostituzione (come dovrebbe essere), ovvero ad abbassare i c.d. limiti di soglia, imposti da misure di compromesso tra salute e profitto.

Prof. Giancarlo Ugazio, coordinatore del Dipartimento Patologie Ambientali.

Prof. Giancarlo Ugazio nella sua pubblicazione “La triade interattiva del mondo inquinato contro la salute”, Aracne Editrice, le fibrille d’asbesto sono dannose alla salute umana, sia se inalate, sia se ingerite (Omura, 2006).

Asbesto: tutte le malattie che provoca

Infatti, il Prof. Giancarlo Ugazio, sulla base della revisione della letteratura scientifica, ha tratto la conclusione che l’amianto provoca anche altre malattie, che debbono essere quindi indennizzate dall’inail, e con diritto al prepensionamento, e risarcite dal datore di lavoro: Tumore amianto al cervello (Robinson et al., 1999; Omura,2006; Graziano et al., 2009; Reid et al., 2012); Tumore amianto alla colecisti (Moran, 1992); Tumore amianto al Colon-retto (Bianchi et al., 2007; Manzini et al., 2010; Reid et al., 2012); Tumori Emolinfopoietici (Robinson et al., 1999; Omura, 2006; Bianchi et al., 2007; Graziano et al., 2009; Reid et al., 2012); Tumore amianto all’ esofago (Kanarek, 1989; Omura, 2006); Tumore amianto alla laringe-lingua (Omura, 2006; Manzini et al., 2010); Tumore alla mammella (Selikoff, 1974; Feigelson et al., 1996; Fear et al., 1996; Robinson et al., 1999; Omura 2006 & 2010); Conferma dell’origine asbesto correlata del tumore all’Ovaio (Heller et al., 1996; Heller et al., 1999); Pancreas (Moran, 1992; Kanarek, 1989); Mesotelioma al peritoneo tumore amianto (Moran, 1992; Heller et al., 1999; Pavone et al., 2012); Tumore alla prostata (Moran, 1992; Feigelson et al., 1996; Stellman et al., 1998; Robinson et al., 1999; Koskinen et al., 2003;  Bianchi et al., 2007; Reid et al., 2012); Cancro al rene (Bianchi et al., 2007); Tumore allo stomaco amianto malattia: (Kanarek, 1989; Moran, 1992); Tumore al testicolo (Manzini et al., 2010); Tumore alla tiroide (Manzini et al., 2010); Tumore alla vagina-Vulva (Pukkala & Saarni, 1996): Tumore alla vescica (Bianchi et al., 2007; Graziano et al., 2009; Manzini et al., 2010; Pavone et al., 2012).

Le patologie degenerative da amianto non tumorali possono colpire:Cuore (Miocardiopatia)(Omura, 2006; Reid et al., 2012); Sistema nervoso centrale (morbo di Alzheimer & autismo –  Omura, 2006); Sclerosi Laterale Amiotrofica (Omura, 2006).

>> Per approfondimenti: Patologie da amianto asbesto correlate riconosciute nelle tabelle INAIL e Riconoscimento delle patologie asbesto correlate non tabellate

Asbesto: come le fibre provocano il cancro

Le fibrille di amianto entrano nel corpo umano attraverso la respirazione e attraverso l’acqua potabile impiegata per scopi igienici, oltre che per essere utilizzata per fii alimentari, e si spostano in tutto il corpo, e giungono perfino alle ovaie, provocano l’insorgenza dell’adenocarcinoma ovarico (Omura, 2006; Heller et al., 1999). La letteratura scientifica riferisce che quest’azione patogena si realizza attraverso un danno della molecola del DNA del nucleo delle cellule mediante un’azione perossidativa (Voytek et al. 1990).

Asbesto: le vie di ingresso nell’organismo

In seguito all’innesco molecolare della cancerogenesi, nei tessuti dei soggetti esposti, s’instaura un processo competitivo (tiro alla fune) tra i cancerogeni e i meccanismi naturali di difesa contro il cancro. Se, in dipendenza dalla dose di minerale assunta (body burden), che dipende dalla concentrazione del minerale nell’ambiente di lavoro o di vita, e dal tempo di esposizione a esso (periodo di latenza), la cancerogenesi prevale sulle difese, è inevitabile l’insorgenza di un tumore maligno, che colpisce oltre al torace anche altri distretti, fino al cervello (glioblastoma multiforme e astrocitoma), la prostata (carcinoma), l’ovaio (adenocarcinoma), (Omura, 2006; Heller et al., 1999), e diversi tessuti emolinfopoietici (leucemie, linfomi) (Omura, 2006).

Cancerogenesi asbesto

La cancerogenesi asbesto è potenziata dall’azione sinergica di metalli pesanti quali: il cromo esavalente, il mercurio, lo zinco, l’arsenico, il selenio, come anche di microrganismi (Candida Albicans, Citomegalovirus, Clamidia Trachomatis, Helicobacter Pylori) (Omura, 2006), a maggior ragione in caso di trattamenti con ferro (comunemente utilizzato per curare l’anemia).

Asbesto: patologie degenerative

 La ricerca biomedica ha dimostrato che l’asbesto partecipa all’eziopatogenesi di altre patologie di tipo degenerativo. Tra esse si annoverano: il morbo di Alzheimer, con aumento del contenuto della beta-amiloide (1-42) nel tessuto cerebrale, la Sclerosi Laterale Amiotrofica (ALS), e altre patologie meno drammatiche ma assai debilitanti, quali la fibromialgia e seri problemi cardiovascolari (Omura, 2006).

Asbesto: il crollo delle torri gemelle ha provocato malattie anche dopo 5 anni

Secondo gli scienziati della Columbia University (Omura, 2006) di NYC, contro la generale credenza secondo cui, quando l’asbesto si è accumulato dentro il corpo, è difficile rimuoverlo e che è necessaria una lunga latenza (anche più di quindici anni, talora fino a quaranta) per sviluppare il mesotelioma pleurico, i dati recenti dimostrano che in meno di cinque anni (dall’11 settembre 2001 al 15 maggio 2006), diverse persone che lavoravano vicino al Ground Zero reliquato del crollo delle Torri Gemelle del World Trade Center sono morte a causa di mesotelioma pleurico (Omura, 2006). E’ stato dimostrato che hanno assunto fibrille di asbesto e nanotubi di carbonio (Wu et al., 2010). Il medesimo gruppo di ricerca (Omura, 2006) ha riferito che l’azione patogena dell’asbesto comporta l’aumento della sua concentrazione nei tessuti, da un valore basale di 5 μg nei tessuti normali a 0,2-0,6 mg (talora a 2,0 mg) espressa in unità BDORT (Bi-Digital-O-Ring-Test) (Omura, 2006), accompagnato dalla drastica diminuzione del telomero delle cellule normali e dall’incremento del telomero delle cellule cancerose.

Asbesto: terapia preventiva

Nel corso degli ultimi anni, gli scienziati della Columbia University hanno elaborato e collaudato una combinazione di cinque agenti terapeutici mutualmente compatibili (cilantro, amoxicillina, acidi grassi poli insaturi, sostanza zeta e acido caprilico) che riescono a ridurre i livelli nei tessuti sia dell’asbesto sia dei metalli pesanti e dei microrganismi che hanno una funzione sinergica col minerale nocivo; alla rimozione degli agenti patogeni dal tessuto fa seguito il loro ritrovamento nell’urina (Omura et al., 2010b). Risultati analoghi, soprattutto rispetto alla bilancia dei telomeri, sono ottenuti somministrando DHEA (deidrossiepiandrosterone, un ormone naturale il cui livello diminuisce in condizioni patologiche) (Omura, 2006), oppure applicando cicli di stimolazione elettrica transcutanea nella regione infrapatellare delle ginocchia mediante un emettitore d’impulsi, di frequenza pari a quella cardiaca [circa 60 Hz], trasmessi con un elettrodo di superficie fatto in casa (Omura et al., 2010b).

Asbesto: le tesi di Yoshiaki Omura

Concludendo, si può dire che, essenzialmente, Yoshiaki Omura e collaboratori hanno elaborato e collaudato un procedimento non invasivo per l’individuazione qualitativa e quantitativa sia dell’asbesto sia di tutti gli altri agenti chimici patogeni descritti in precedenza, capaci di svolgere un’azione sinergica – contribution, secondo la terminologia di Y.O. – con il minerale cancerogeno. Parallelamente a queste ricerche, gli autori hanno dimostrato i rischi per la salute (vulnerabilità del cuore, per eccesso di troponina I, e calo delle difese contro il cancro) connessi con l’abitudine di indossare anelli sulle dita della mano sinistra e/o bracciali metallici sul polso sinistro. L’azione nociva dipenderebbe dalle correnti elettriche continue che lambiscono le regioni dell’arto superiore sinistro in cui sono localizzate le linee di rappresentazione del cuore, soprattutto del fascio di conduzione di esso (Omura et al., 2010a). Apparentemente, la ricerca sugli effetti degli anelli alle dita della mano sinistra potrebbe sembrare superflua nei confronti delle azioni patogene vere e proprie dell’asbesto se non si tenesse conto che uno degli organi direttamente suscettibili alla patologia da asbesto è proprio il cuore.

Il ruolo dell’applicativo ONA REPAC

Il presente applicativo ONA REPAC, dunque, permette di acquisire, oltre al quadro esatto dell’epidemia in corso, anche la sua estensione in riferimento ad altre patologie che fino ad ora non sono mai state considerate legate, almeno in Italia, all’esposizione ad amianto, fino alle frontiere finora quasi inesplorate, come le altre “forme morbose dell’apparato respiratorio e cardiocircolatorio”, cui fa riferimento l’art. 145 dpr 1124/65, modificato dall’art. 4 L. 780/75. Proprio sulla base di questo varco legislativo, l’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito il Dipartimento prevenzione e cura dei danni cardiocircolatori da esposizione ad amianto, che ha permesso di confermare la lesività dell’asbesto anche per l’apparato cardiaco e cardiocircolatorio, e quindi la necessità che nell’indennizzo si tenga conto delle relative complicanze che, in quanto tali, debbono essere considerate ai fini della quantificazione della lesione biologica.
Negli Stati Uniti, le ultime ricerche hanno confermato come le esposizioni a polveri e fibre di amianto provocano cancri dell’apparato emolinfopoietico e malattie degenerative (morbo di Parkinson, Alzheimer) per le quali si registra un preoccupante sinergismo con altri cancerogeni. È quindi importante che coloro che sono stati esposti ad amianto segnalino tutte le patologie per le quali sospettano un’origine legata a tale agente patogeno al fine di investigare ulteriori effetti sull’organismo umano. Inutile dire che attraverso un dato epidemiologico evidente si può raggiungere il riconoscimento e quindi l’indennizzo e il risarcimento di altre patologie oltre a quelle classicamente definite asbesto correlate.

Copyright © ONARepac. Tutti i diritti riservati.