Antofillite: cos’è e quanto è pericolosa

L’Antofillite o “amianto verde-giallo-bianco” è un tipo di amianto o asbesto della serie degli anfiboli. Come gli altri minerali di amianto fa parte della famiglia dei silicati fibrosi che si distinguono dagli altri silicati per la loro capacità di suddividersi longitudinalmente in fibre (chiamate anche fibrille), via via più sottili, fino a raggiungere un diametro infinitesimale e impercettibile all’occhio umano.

Antofillite: cosa è l’amianto verde-giallo-bianco?

L’antofillite (dal latino scientifico antophyllum = garofano) è un silicato idrato di magnesio (7MgO,8SiO2,H2O- n. CAS 77536-67-5) ed è il più importante degli anfiboli rombici.

Antofillite
Antofillite, (c) Wikipedia

Appartiene al sottogruppo degli anfiboli di magnesio-ferro-manganese ed è un asbesto di ferro-magnesio formato da soluzioni isomorfe. Descritto per la prima volta dal mineralogista tedesco Christian Friedrich Schumacher nel 1801, il nome gli viene dal colore che assomiglia a quello del garofano.

Frequente nei micascisti dell’Alto Adige (Val Passiria, sopra Merano) e in misura inferiore anche nell’isola d’Elba e nelle Alpi e Prealpi Occidentali, e in Finlandia, è fragile, con temperatura di decomposizione tra 600-850°C.  

L’Antofillite, al contrario di altri minerali di amianto, non fu trovata in enormi quantità. La sua fragilità poi la rese meno adatta all’utilizzo nell’industria dei trasporti, nell’industria e nell’edilizia ad eccezione dei pavimenti compositi. Ne venne fatto ampio uso nell’industria cosmetica e in altri prodotti a base di talco, nonché nei composti che di solito includono la vermiculite.

Oggi i prodotti a base di talco necessitano particolari test che ne verifichino l’eliminazione di ogni traccia di Antofillite. 

Antofillite: è pericolosa per la salute?

In virtù delle sue vantaggiose proprietà tecniche e chimiche (indistruttibilità, resisteza al fuoco ed al calore, inattaccabilità da agenti esogeni come gli acidi, flessibilità, resistenza alla trazione, fonoassorbenza), alla sua abbondanza in natura e alla sua economicità, l’amianto è stato un materiale utilizzatissimo nell’edilizia e nell’industria (anche tessile e dei trasporti) e presente in tutti gli ambienti della vita professionale e privata (case, acquedotti, palestre, scuole, capannoni, treni, navi, aerei ecc…). 

La pericolosità dei minerali di amianto era stata presa in considerazione già all’inizio del secolo scorso, anche se si dovrà aspettare il 1992 per vederne finalmente bannato utilizzo e commercializzazione in Europa.

La pericolosità dei minerali di amianto dipende dalla loro capacità di rilasciare fibre sottilissime che si disperdono nell’ambiente, che rimangono nell’aria a lungo e che possono essere facilmente inalate. L’amianto, ai fini delle valutazioni di pericolosità, viene definito in base alla friabilità.

  • Friabile: riducibile in polvere con il solo uso delle mani.
  • Compatto: inserito in una matrice compatta.

Entrambi i tipi di amianto sono pericolosi, perché anche l’amianto compatto, in seguito a sollecitazioni meccaniche, danneggiamenti ed erosione, finisce con il rilasciare fibre nell’ambiente (qui trovate raccolte tutte le News sull’amianto su Il Giornale dell’Amianto). L’amianto friabile e in forma di polvere è da considerarsi ovviamente un rischio per la salute anche nella sua forma originaria e intatta. 

La tipologia di amianto utilizzato non è rilevante al fine di definirne la pericolosità: tutti i tipi di amianto infatti sono pericolosi e l’esposizione ad essi deve essere impedita.

In particolare le fibre di amianto, non a caso anche dette fibre killer, una volta inalate provocano fenomeni infiammatori (come l’asbestosi, le  placche pleuriche e gli ispessimenti pleurici) e diversi tipi di cancro. In particolare sono causa di:

Altre neoplasie, come il tumore della faringe, il tumore dello stomaco, il tumore del colon retto (inserite nella lista II dell’INAIL) e il tumore dell’esofago (che rientra nella lista III dell’INAIL) possono altresì essere provocate dall’esposizione all’anntofillite o ad altri tipi di amianto, anche se la loro incidenza per cause lavorative viene ritenuta meno probabile rispetto a mesoteliomi, tumori del polmone, laringe e ovaie (che rientrano nella Lista I dell’INAIL). 

L’amianto provoca ogni anno più di 107.000 morti, di cui più di 6.000 avvengono in Italia. L’ Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, ha denunciato questa strage ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia”, utile ad approfondire il tema della pericolosità e dei rischi dei minerali di amianto.

Antofillite: il parere dell’OMS sui minerali di amianto

L’OMS ha solidamente sostenuto la pericolosità dell’amianto esprimendosi inoltre inequivocabilmente sulla pericolosità dei vari minerali di amianto. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, tutti i tipi di amianto sono cancerogeni. Sul sito ufficiale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e sulla pagina dedicata alla pericolosità dell’amianto si legge:

All types of asbestos cause lung cancer, mesothelioma, cancer of the larynx and ovary, and asbestosis (fibrosis of the lungs). Exposure to asbestos occurs through inhalation of fibres in air in the working environment, ambient air in the vicinity of point sources such as factories handling asbestos, or indoor air in housing and buildings containing friable (crumbly) asbestos materials”().

Il rischio di sviluppare malattie abesto-correlate in seguito all’esposizione a qualsiasi forma di amianto, inclusa l’Antofillite, è dunque considerato inequivocabile dall’OMS.

In particolare l’OMS afferma che l’amianto, compresa l’Antofillite, oltre a causare le patologie asbesto correlate,  rappresenta un rischio per la salute a meno che opportunamente rimosso. Non rappresentano un’opzione sostenibile in grado di impedire l’esposizione i ferrei controlli e il cosiddetto “approccio controllato” all’amianto: i materiali da costruzione richiedono manutenzione nel tempo, che include inevitabilmente il trattamento superficiale o la rimozione completa e la potenziale liberazione di fibre di amianto, mettendo a rischio l’intera comunità; le catastrofi naturali (terremoti, uragani, tsunami e inondazioni) compromettono inevitabilmente qualsiasi approccio “controllato” al mantenimento di materiali contenenti amianto nell’ambiente costruito.

APPROFONDIMENTO: Amianto

I minerali di asbesto o amianto provocano danni alla salute. Scopri come poterli prevenire e inoltre come tutelare i tuoi diritti nel caso di esposizione o di malattia asbesto correlata. Consulta l’intervento del prof. Renato Sinno, nel corso del convegno ONA “Lotta all’amianto: il Diritto incontra la scienza”.

Renato Sinno

 

I minerali di amianto nella classificazione legale

Secondo l’art. 247 del D.Lgs. 09.04.08 n. 81, che riproduce l’art. 2 della Direttiva 477/83/CEE (ora sostituita dalla Direttiva 2009/148/CE), “Ai fini del presente capo il termine amianto designa i seguenti silicati fibrosi:

a) l’actinolite di amianto, n. CAS 77536-66-4;
b) la grunerite di amianto (amosite), n. CAS 12172-73-5;
c) l’antofillite d’amianto, n. CAS 77536-67-5;
d) il crisotilo, n. CAS 12001-29-5;
e) la crocidolite, n. CAS 12001-28-4;
f) la tremolite d’amianto, n. CAS 77536-68-6

Come richiedere l’assistenza legale gratuita

L’ONA, associazione ONLUS per la tutela degli esposti all’amianto e ad altre sostanze cancerogene, si occupa di tutela legale e medica, preventiva e risarcitoria (leggi tutto sul risarcimento danni e sull’assistenza legale in caso di esposizione ad amianto).

Se sei stato esposto ad Antofillite richiedi l’assistenza medica e legale gratuita dell’ONA chiamando il numero verde 800 034 294 o contattare l’Osservatorio Nazionale Amianto attraverso il form che trovate qui sotto e consultare la pagina dei servizi gratuiti ONA