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lunedì, Luglio 4, 2022

Vigili del Fuoco amianto mesotelioma pensione e risarcimento

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Vigile del Fuoco vittima di mesotelioma: si al risarcimento

Vigili del Fuoco a causa dell’amianto sono colpiti dal mesotelioma. Questa è una delle problematiche affrontate dall’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e dall’Avv. Ezio Bonanni. Tant’è vero che, grazie alla loro azione, il Vigile del Fuoco di Trieste, Groppazzi Stelio, ottiene il riconoscimento di vittima del dovere.

Tra i rischi più rilevanti per i Vigili del Fuoco, vi è quello delle fibre di amianto. Quindi, nel Corpo dei Vigili del Fuoco si dimostra una più elevata incidenza di malattie asbesto correlate. Oltre al mesotelioma, infatti, si manifestano molti casi di tumore del polmone, alla laringe, faringe.

Questo è la prova che vi è stata e vi è elevata esposizione alle fibre di asbesto o ad altri cancerogeni. Vi è infatti tra essi un sinergismo e potenziamento. Ed è per tali motivi che l’ONA ha sollecitato la sorveglianza sanitaria (prevenzione secondaria).

Tuttavia è importante prima di tutto la prevenzione primaria dell’ONA, cioè evitare qualsiasi esposizione.  Per questo l’ONA ha istituito l’App amianto, che facilita la segnalazione dei siti contaminati da parte dei cittadini e la bonifica. Inoltre mette a disposizione delle vittime un servizio di consulenza gratuita legale e medica.

Consulenza Vigili del Fuoco

Indice

Tempo di lettura: 17 minuti

Stelio Groppazzi e il risarcimento del danno

Il Sig. Stelio Groppazzi è morto in data 01.09.2008 per mesotelioma, dopo aver svolto servizio nel dipartimento dei Vigili del Fuoco. Infatti, era dipendente dei Vigili del Fuoco di Trieste.

Quindi, operava nel Porto di Trieste, e si espose ad amianto per questo motivo. In più, è stato operativo per soccorrere le zone terremotate, tra cui quelle del Friuli Venezia-Giulia. È noto che i calcinacci, essendo in cemento amianto e, ancora, dopo ogni terremoto, vi è rilascio di fibre.

In più, il Sig. Groppazzi Stelio era munito di guanti e tute di amianto, e questo ne ha aumentato la condizione di rischio. Per tali motivi, dopo aver dimostrato tale rischio, l’azione in giudizio ha permesso la condanna del Ministero. Va precisato che, nel frattempo, il Ministero dell’Interno aveva già emesso il decreto di riconoscimento di vittima del dovere.

In questo caso, c’è stato anche il riconoscimento della causa di servizio e la pensione privilegiata. Sia la vedova sia gli orfani hanno ottenuto l’accredito della speciale elargizione, dell’assegno vitalizio e dello speciale assegno vitalizio.

Anche gli orfani della vittima del dovere hanno ottenuto l’accredito delle prestazioni previdenziali. L’Avv. Bonanni è riuscito a superare anche il problema della non posizione a carico. Si liquidano agli orfani del Vigile del Fuoco Sig. Groppazzi Stelio, le stesse prestazioni delle vittime del terrorismo grazie all’equiparazione.

Tuttavia, la recente sentenza 11181/2022 della Cassazione sembra aver fatto un passo indietro sui diritti degli orfani non a carico fiscale. Ma l’impegno dell’ONA non viene meno.

La condanna del Ministero dell’Interno

Il Tribunale di Trieste, Sez. Lavoro,  sent. n. 48 del 26 maggio 2020, ha accolto le domande dei familiari della vittima. Questi fu un Vigile del Fuoco in servizio presso il Comando di Trieste. Sia negli interventi in porto sia in città e durante gli eventi sismici, questi è intervenuto ed è stato esposto ad amianto.

Il Sig. Groppazzi, così come i suoi colleghi, si esposero alle fibre di asbesto. Ha indossato guanti e tute in amianto. È intervenuto tra le macerie del terremoto di Belice e in quello del Friuli Venezia Giulia.

Si è ammalato di mesotelioma. Egli fu ignaro di essere stato esposto ad amianto, ovvero che tale minerale potesse provocare il mesotelioma. I familiari si rivolgono allo studio legale dell’Avv. Kostoris di Trieste, che rappresenta le vittime dell’amianto nel territorio del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni.

Il ricorso giudiziario ha avuto esito positivo. È stato depositato per il fatto che il Ministero inizialmente aveva rigettato le domande amministrative della vedova e degli orfani. Il Tribunale di Trieste ha accolto le richieste dell’Avv. Ezio Bonanni e dell’Avv. Albero Kostoris, coadiuvati dall’Avv. Corrado Calacione, e ha condannato il Ministero dell’Interno, dopo il riconoscimento dello status di soggetto equiparato alla vittima del dovere.

Così i familiari superstiti hanno ottenuto  i loro diritti. il Ministero ha dovuto corrispondere la speciale elargizione in favore della vedova. Anche gli stessi orfani hanno ottenuto la loro quota e prestazioni. La vedova e dei figli del deceduto il diritto alla corresponsione dell’assegno vitalizio, speciale assegno vitalizio. Già in precedenza la vedova avevo ottenuto la pensione privilegiata di reversibilità.

Mesotelioma: diritti dei familiari del Vigile del Fuoco deceduto

I familiari del Vigile del Fuoco, deceduto per mesotelioma, erano del tutto ignari che il loro congiunto si fosse ammalato di mesotelioma per via delle attività di servizio, tra le quali quelle in esposizione ad amianto.

I Vigili del Fuoco hanno utilizzato amianto anche nei dispositivi di protezione. Le loro tute antincendio erano in amianto e il Vigile del Fuoco Groppazzi aveva spento incendi presso il Porto di Trieste ed eseguito altre missioni. 

Il Vigile del Fuoco, in servizio presso il Comando di Trieste, ha svolto le sue attività e missioni nel Porto di Trieste, ma anche in tutela delle popolazioni terremotate.

I terremoti che si susseguirono in Italia hanno costituito le occasioni di azione del Sig. Groppazzi, che rientrano a tutti gli effetti nell’ipotesi di cui all’art. 1, co. 563, della L. 266/2005, ovvero in quelle condizioni che a tutti gli effetti lo rendono equiparato alle vittime del dovere, ai sensi dell’art. 1, lett. c., del DPR 243/2006, emanato sulla base dell’art. 1, co. 564, della L. 266/2005.

Il riconoscimento del ministero in corso di causa

In corso di causa, dopo la notifica del ricorso predisposto dall’Avv. Ezio Bonanni, e dall’Avv. Alberto Kostoris, e depositato presso il Tribunale di Trieste e successivamente notificato, con il decreto di fissazione udienza, il Ministero dell’Interno ha modificato il suo atteggiamento.

Il ricorso giudiziario predisposto dai legali dell’ONA, associazione rappresentativa delle vittime dell’amianto, riportava un lungo elenco di testimoni, tra i quali anche il Dott. Costantino Saporito del Sindacato USB, in prima linea insieme con l’ONA nella difesa della categoria, e che ha organizzato il convegno nazionale proprio presso la sede dei Vigili del Fuoco, in Roma (06.12..2016).

Il Ministero liquida la speciale elargizione

Il Ministero dell’Interno, ricevuta la notifica del ricorso giudiziario, con mole di prove schiaccianti, torna sui suoi passi e riconosce la causa di servizio e lo status di vittima del dovere. Si tratta di un passo significativo, poiché i vertici del Dipartimento dei Vigili del Fuoco, ancora durante il convegno del 06.12.2016, avevano negato il rischio amianto per i Vigili del Fuoco.

Effettuata la liquidazione della speciale elargizione, il Ministero ha tentennato e ha ritardato la costituzione delle prestazioni previdenziali dovute sia alla vedova che agli orfani.

Udienza decisiva per la condanna del Ministero

È il giorno 26 maggio 2020, a Trieste spira la Bora, questo non spaventa i due difensori dei familiari della vittima i quali presenziano e spiegano al Giudice che il Ministero va per le lunghe!

È presente anche l’Avv. Corrado Calacione, colonna portante dei legali dell’ONA, in Friuli Venezia Giulia, e componente dello Studio Legale Kostoris. Il dato è tratto. La causa si discute. Il Giudice è informato dei ritardi dell’Amministrazione.

Il Ministero tenta una strenua difesa. Si chiede un rinvio. Invece il Tribunale di Trieste, Giudice del Lavoro Dott.ssa Silvia Burelli, condanna, nella sentenza 48/2020, il Ministero dell’Interno ad erogare le altre prestazioni.

La decisione del Tribunale di Trieste

Tribunale di Trieste, ha deciso il procedimento con sentenza n. 48/2020:

  • dichiara la cessazione della materia del contendere con riferimento al riconoscimento in capo alla vittima dello status di soggetto equiparato alla vittima del dovere nonché con riferimento al riconoscimento della speciale elargizione in favore di R.I. (vedova);
  • accerta e dichiara il diritto dei ricorrenti alla corresponsione da parte del Ministero dell’Interno a decorrere dal 1° ottobre 2008 dell’assegno vitalizio mensile, non reversibile, pari ad €500,00 e dello speciale assegno vitalizio mensile non reversibile pari a €1.033,00;
  • accerta e dichiara il diritto di R.I. (vedova) alla corresponsione da parte del Ministero dell’Interno della pensione privilegiata di reversibilità di 1^ categoria Tab. A – trattamento speciale;
  • condanna il Ministero dell’Interno, in persona del legale rappresentante pro tempore, a corrispondere ai ricorrenti gli importi, oltre accessori di legge;
  • dichiara nullo il ricorso in relazione alle ulteriore domande;
  • condanna parte resistente alla corresponsione delle spese di lite in favore di parte ricorrente che liquida in euro 2.800,00 oltre 15% per rimborso spese forfettarie, oltre IVA e CPA come per legge, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario.

Riconoscimento prestazioni in favore dei figli non a carico

Il Vigile del Fuoco è deceduto in seguito al mesotelioma. I suoi due figli, unitamente alla vedova, hanno ottenuto il riconoscimento delle prestazioni previdenziali loro dovute. Dopo il riconoscimento da parte dell’amministrazione, e la liquidazione della speciale elargizione, il Tribunale di Trieste ha condannato il Ministero dell’Interno al pagamento delle altre prestazioni.

Infatti inizialmente la domanda di riconoscimento di causa di servizio, con equiparazione a vittima del dovere, era stata rigettata. Grazie alla caparbietà dell’avv. Ezio Bonanni e dell’avv. Alberto Kostoris, i familiari della vittima hanno ottenuto giustizia.

La tutela legale dell’ONA ai Vigili del Fuoco esposti

I familiari della vittima erano del tutto ignari del pericolo, solo dopo molti anni si rivolsero all’Osservatorio Nazionale Amianto. L’associazione ha poi formalizzato la richiesta di risarcimento al Ministero che, inizialmente, ha negato che il vigile potesse essere deceduto per esposizione alla fibra killer.

Una volta ricevuto il mandato, il Presidente dell’ONA, Ezio Bonanni e l’avv. Alberto Kostoris, hanno intrapreso l’azione giudiziaria presso il Tribunale di Trieste, che ha portato alla sentenza del giorno 26/05/2020, con la quale il Ministero è stato condannato alle prestazioni dovute. 

L’azione legale dei familiari e degli orfani, si estende alla richiesta di risarcimento danni per il mesotelioma e il successivo decesso del loro congiunto. In caso di decesso per mesotelioma per motivi di servizio, sussiste anche il diritto all’integrale risarcimento di tutti i danni, patrimoniali (danno emergente e lucro cessante) e non patrimoniali (danno biologico, morale ed esistenziale).

L’avv. Ezio Bonanni e l’avv. Alberto Kostoris hanno tutelato i familiari del vigile del fuoco deceduto per mesotelioma anche con l’azione di risarcimento danni iure hereditario, cioè per i danni subiti dalla vittima primaria, per i quali si intraprende l’azione innanzi al TAR. Invece per i danni iure proprio è stato adito il Tribunale civile.

Le dichiarazioni della difesa del Vigile del Fuoco

I difensori sono in prima linea e preannunciano che dopo la notifica della citazione in sede civile (Tribunale di Trieste),  a breve verrà notificato anche il ricorso al TAR:

ha vinto la legalità e la giustizia, finalmente il Ministero ammette il rischio amianto del Corpo dei Vigili del Fuoco” – dichiara Bonanni, che osserva – “non è ammissibile che il Ministero continui a negare la qualità di vittima del dovere degli appartenenti al Corpo dei Vigili del Fuoco

In questo caso, solo per la mole di prove raccolte nel corso del giudizio è possibile ottenere il riconoscimento del dirittoInizieremo subito l’azione legale per il risarcimento del danno nella competente sede giudiziaria, perché le prestazioni previdenziali di vittima del dovere sono soltanto un indennizzo del maggior danno”.

Prosegue l’azione dell’ONA presso tutte le istituzioni, per ottenere il riconoscimento delle vittime del dovere per esposizione ad amianto” sottolinea il Presidente dell’ONA e componente della Commissione Nazionale Amianto del Ministero dell’Ambiente.

Il rischio amianto per i Vigili del Fuoco

Nel VI Rapporto mesoteliomi, edito da INAIL nell’ottobre 2018, si fa riferimento a 39 casi di mesotelioma tra i Vigili del Fuoco e assimilati nel settore della Pubblica Amministrazione: “Amianto in tessuto si utilizzò per il confezionamento delle tute antincendio e coperte spegni fiamma”. I dati sono poi stati aggiornati nel VII Rapporto ReNaM.

Oltre a ciò, i Vigili del fuoco si esposero a rischio amianto durante e dopo gli interventi effettuati a seguito di incendi in impianti industriali dove l’amianto poteva essere presente nella struttura edilizia e negli impianti. Quindi quella della presenza di amianto non è una problematica riguardante solo il porto di Trieste.

Il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco (Ministero dell’Interno) ha certificato che nel periodo di servizio (10.01.1956 – 31.08.1990), il Vigile del Fuoco ha manipolato amianto friabile e compatto. Perciò, al pari di tutti gli altri commilitoni,  è stato esposto anche in via indiretta e per contaminazione dell’ambiente lavorativo.

Il rischio amianto nelle missioni dei Vigili del Fuoco

Incendi, macerie, in seguito ai terremoti, e ad altri crolli: questo il teatro di intervento dei Vigili del Fuoco. L’amianto ebbe largo uso in edilizia, almeno fino all’entrata in vigore del divieto della L. 257/92 (aprile 1993). I Vigili del Fuoco, quindi, intervengono in situazione di emergenza, dopo crolli per eventi vari tra cui i terremoti.

Questo rischio legato all’amianto nelle macerie, è stato sempre sottovalutato. Sottolinea l’Avv. Ezio Bonanni la condizione di rischio amianto nelle macerie e ha chiesto che i Vigili del Fuoco siano dotati di strumenti di protezione.

Infatti, i materiali di amianto e contenenti amianto, ridotti allo stato pulverulento, e, quindi, con elevate esposizioni, hanno costituito una fonte di rischio, prima di tutto fibrogeno e poi cancerogeno per i Vigili del Fuoco. Questo personale è esposto anche ad altri cancerogeni, con condizione, quindi, di sinergia e potenziamento, anche con riferimento al cancro del polmone e ad altri cancri.

I Vigili del Fuoco intervengono anche nei porti e all’interno delle navi e delle raffinerie, ovvero in condizione di sussistenza di reati ambientali. Oltre all’amianto compatto, la condizione di rischio è legata anche a quello friabile.

Nelle missioni nel porto di Trieste e la vigilanza antincendio con lavori con fiamma in cantieri navali e nelle sale macchine e presso le industrie petrolifere triestine, tra cui la stessa raffineria Aquila, il Sig. Groppazzi utilizzava guanti e altri dispositivi in amianto. I dispositivi in amianto o in tessuto di amianto, sfibravano, ovvero davano rilascio di fibre, che si aerodisperdevano nell’ambiente di lavoro.

Rilevanza di assenza di strumenti di prevenzione e protezione

I Vigili del Fuoco erano privi di maschere con il grado di protezione P3 e svolgevano servizi in ambienti, tra i quali unità navali e raffinerie, privi di strumenti di aspirazione generalizzata e localizzata delle polveri.

Questi strumenti di sicurezza, prevenzione e protezione sarebbero stati decisivi per evitare, o comunque, ridurre l’esposizione ad amianto e altri cancerogeni. Nel caso di mesotelioma, ciò che rileva è solo l’amianto, poiché il mesotelioma è una patologia asbesto correlata, dose-dipendente e mono fattoriale. Per le altre patologie cancerogene, come per esempio il cancro al polmone, sono rilevanti le esposizioni anche ad altri cancerogeni. Per tali motivi, queste modalità organizzative del servizio hanno costituito la condizione di elevato rischio per tutto il corpo.

Nel caso del Sig. Groppazzi e dei suoi colleghi di lavoro, l’esposizione ad amianto è sempre elevata. Nel corso del Convegno “Angeli del soccorso senza tutela. Vigili del Fuoco a rischio esposizione” tenutosi a Roma il 06.12.2016, l’Amministrazione, Dipartimento dei Vigili del fuoco del soccorso Pubblico e della difesa civile, ha negato che ci fosse rischio amianto per i Vigili del Fuoco.

Le opposizioni del servizio di sanità

Il servizio di sanità dei Vigili del Fuoco, intervenuto con il medico responsabile, ha dichiarato che non riscontrava casi di mesotelioma tra i Vigili del Fuoco. Inoltre il servizio sanitario degli stessi Vigili del Fuoco ribadiva la contrarietà alla sorveglianza sanitaria. Il corpo sanitario dei Vigili del Fuoco ha ritenuto che i controlli sanitari fossero dannosi per la salute.

Il dirigente medico dei Vigili del Fuoco ha sostenuto che i controlli TAC torace fossero eccessivamente cancerogeni. Queste tesi sono state contestate dall’Oncologo Carmine Luigi Roma, il quale ha contestato le affermazioni della dirigenza della sanità dei Vigili del Fuoco.

L’Avv. Ezio Bonanni ha richiamato il contenuto dell’art. 259 del Dlgs 81/2008, che impone la sorveglianza sanitaria, quale strumento di prevenzione e tutela. Infatti, con la sorveglianza sanitaria, è possibile ottenere la diagnosi precoce di tutte le patologie asbesto-correlate.

La legge scientifica per il calcolo dell’esposizione asbesto

Sulla base della applicazione della legge scientifica e l’utilizzo della formula E= Σ(cᵢ * hᵢ)/hanno tratta dall’ente tedesco Hauptverband der Berufsgenossenschaften, è possibile ricostruire a posteriori i livelli espositivi a polveri e fibre di amianto alle quali le vittime si esposero durante il servizio espletato.

La vittima, per tutto il periodo di servizio, ha, perciò, svolto attività che rientrano in quelle di cui all’art. 1 co. 563 L. 266/05:

  • contrasto ad ogni tipo di criminalità;
  • nello svolgimento del servizio di ordine pubblico;
  • nella vigilanza ad infrastrutture civili e militari;
  • in operazioni di soccorso;
  • in attività di tutela della pubblica incolumità;
  • a causa di azioni recate nei loro confronti in contesti di impiego internazionale non aventi, necessariamente, carattere di ostilità.

Indagini della Procura di Trieste danni ai Vigili del Fuoco

La ASL 1 Triestina, ricevuta la diagnosi di mesotelioma del Sig. Groppazzi, ha trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica di Trieste. Sono state svolte le indagini che hanno confermato il rischio amianto per i Vigili del Fuoco presso il porto di Trieste e la Ferriera di Servola di Trieste.

Durante l’espletamento delle indagini si ascolta la stessa vittima, in data 21.07.2006, che ha confermato la condizione di rischio per gli appartenenti al corpo dei Vigili del Fuoco.

Nel riepilogare le attività di servizio espletate alle dipendenze del Ministero dell’Interno agli organi inquirenti, ha precisato che:

“dal 10.01.1956 al 31.08.1990 sono passato alle dipendenze dei Vigili del Fuoco di Trieste. Confermo quanto riportato nel curriculum lavorativo fornitomi dal Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Trieste in data 9.06.2006. Durante l’attività svolta presso i Vigili del Fuoco, mi recavo in ambito portuale e ricordo che venivano effettuate operazioni di carico e scarico di sacchi contenenti amianto.

Intervenni anche presso lo stabilimento Italcementi di Trieste come sorvegliante antincendio, con compiti di prevenzione antincendio. Ricordo che avevo in adozione vestiti in amianto, che utilizzavamo anche durante le esercitazioni antincendio”. 

Vigili del Fuoco: aggiornamento del 30 settembre 2021

Lo scorso 30 settembre il Consiglio di Stato ha rigettato le richieste del Ministero dell’Interno che aveva fatto istanza di sospensione dell’esecutività della sentenza del TAR del Friuli Venezia Giulia.

La stessa sentenza aveva condannato il Ministero al risarcimento del danno iure hereditario e delle relative prestazioni in favore dei superstiti.

Vedova e orfani hanno ottenuto giustizia per la morte del congiunto. Occorre ricordare che il Vigile del Fuoco, deceduto dopo atroci sofferenze, è stato poi riconosciuto vittima del dovere per causa di servizio.

Dopo le mie denunce sul fenomeno epidemico di mesoteliomi e altre malattie asbesto correlate, nel personale della direzione Dipartimento dei Vigili del Fuoco finalmente è stata attivata la sorveglianza sanitaria. Ma non è sufficiente, perché manca un iter accellerato per il riconoscimento dei diritti violati in tema di sicurezza sul lavoro – dichiara Bonanni.

Consulenza gratuita per i Vigili del Fuoco

Ogni Vigile del Fuoco che ha subito danni ed è stato esposto a cancerogeni durante le proprie mansioni ha diritto a delle tutele. L’ONA perciò ha istituito l’assistenza medica e l’assistenza legale a cui possono rivolgersi le vittime e i loro familiari.

Per ottenere la propria consulenza ed avere tutte le informazioni di cui si ha bisogno è possibile chiamare il numero verde o compilare il form.

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