Guardia Nazionale Amianto ONA

chi siamoGuardia Nazionale Amianto. L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA Onlus è una associazione di utilità sociale che rappresenta, tutela e assiste le vittime dell’asbesto (sinonimo amianto) e di altri agenti patogeni e cancerogeni.

Segnalazione dei siti contaminati

L’ONA offre assistenza medica gratuita (grazie allo staff di volontari medici) e assistenza legale gratuita (con il team di avvocati online gratis coordinati dall’Avvocato Ezio Bonanni).

L’ONA ha istituito la Guardia Nazionale Amianto, unità con la funzione di guardia ambientale nazionale al fianco dei cittadini attraverso la segnalazione gratuita dei siti contaminati.

Guardia Nazionale Amianto: assistenza medica e tutela legale

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    Indice dei contenuti

    Tempo di lettura stimato: 6 minuti

    La Guardia Nazionale Amianto: volontari ONA per l’ambiente

    I volontari ONA per l’ambiente sono tutti coloro che si impegnano per la tutela dell’ambiente. Infatti, l’ONA ha tra le sue priorità anche la tutela dell’ambiente. Prima di tutto, gli ambienti di lavoro, ma anche quelli di vita. Ecco perché agisce con le segnalazioni dei siti con asbesto, anche alle ASL e alle autorità.

    L’associazione assiste tutti coloro che hanno dei siti con eternit vicini alla propria abitazione con il rischio di contaminazione. Per questo motivo, è stato esteso il servizio di segnalazione dei siti.

    Come obbligare il vicino a rimuovere l’amianto?

    È molto semplice. Basta rivolgersi all’ONA e segnalare la presenza di tetti di amianto e di altri materiali di eternit (cemento impastato con crisotilo e, in parte, con amosite e crocidolite). Così per ottenerne, così, la bonifica. Acquisisci tutte le informazioni per costringere alla rimozione dei tetti amianto ed altri materiali edili in fibrocemento.

    È molto importante il servizio di consulenza legale gratuita per obbligare il vicino allo smaltimento eternit. Nel caso in cui si voglia mantenere l’anonimato, ci si può rivolgere alla Guardia Nazionale Amianto.

    Si tratta di un dipartimento dell’ONA che è una struttura a sé, nella quale sono organizzate le c.d. guardie e, cioè, la Guardia Nazionale Amianto. Questi volontari agiscono a sostegno. Lo stesso Avv. Ezio Bonanni collabora con la Guardia Nazionale Amianto, struttura ONA per facilitare la bonifica amianto.

    Guardia Nazionale Amianto: come segnalare i siti contaminati

    Attraverso la Guardia Nazionale Amianto, l’ONA ha già ricevuto circa 2.000 segnalazioni gratuite di siti contaminati, tra cui scuole ed altri edifici pubblici. Centinaia di siti sospetti sono stati già oggetto di bonifica.

    L’ONA permette la segnalazione dei siti sospetti. Tutte queste segnalazioni sono state utilizzate dall’Avv. Ezio Bonanni per la mappa amianto. La mappatura eternit ha permesso di conoscere i siti a rischio.

    In più, i proprietari di immobili con tetti eternit hanno chiesto l’assistenza e, così, i cittadini che abitano nelle zone circostanti. Così, gli stessi lavoratori hanno tenuto conto della mappa per conoscere il rischio.

    Il tutto, ha costituito, quindi, uno strumento di prevenzione primaria.

    La Guardia Nazionale Amianto e la segnalazione dei siti con presenza di asbesto avviene attraverso la pagina >>SEGNALA. È possibile fare una denuncia anonima. La segnalazione gratuita siti sarà presa in carico dagli amministratori della piattaforma per iniziare la procedura di analisi ed eventualmente di bonifica e inertizzazione.

    Consulta la Mappa Interattiva per vedere i siti già segnalati.

    Assistenza

    Parere tecnico e parere legale per assistenza ai cittadini

      AMIANTO GUARDIA NAZIONALE ONA

      Cos’è l’asbesto amianto?

      Con il termine amianto (anche detto asbesto) si indicano due gruppi di minerali: il serpentino (di cui fa parte il crisotilo, gruppo dei fillosilicati), e gli anfiboli (di cui fanno parte l’actinolite, l’amosite, la crocidolite, la tremolite e l’antofillite – gruppo degli inosilicati), e altri minerali . Tutti i tipi di asbesto hanno proprietà cancerogene e lesive per la salute.

      Utilizzo dell’asbesto

      L’asbesto, per via delle sue qualità ignifughe e fonoisolanti, veniva particolarmente utilizzato in passato. Nel nostro paese soprattutto negli anni tra 1959 e il 1975, è stato adoperato in più di 3.000 applicazioni, comportando gravi danni alla salute per coloro che ne hanno subito l’esposizione.

      Per questo motivo, nel 1992 è entrata in vigore la L.257 che ne ha proibito l’uso, l’estrazione e la commercializzazione in Italia, mentre in molti altri Paesi, l’asbesto è tuttora impiegato. Per contrastare la dannosità di questa fibra cancerogena, è necessario anzitutto conoscerne i molteplici utilizzi. In questo modo, possono essere individuati i siti contaminati da eternit e, così, smaltirlo.

      Nel caso fosse impossibile rimuovere l’eternit, si potrà, comunque, incapsularlo (bonifica per incapsulamento), oppure confinarlo (bonifica per confinamento). L’ONA insiste anche per la messa al bando globale dell’amianto.

      I minerali di asbesto in edilizia

      L’asbesto veniva impiegato per alleggerire i materiali adibiti alla costruzione, rendendoli al contempo più resistenti. Veniva infatti, impastato insieme al calcestruzzo, o al cemento, e usato poi per le tegole, gli stucchi o gli intonachi.

      Questo minerale si presenta sia nella forma di lastra ondulata ( quest’ultima visibile soprattutto nelle tettoie delle industrie, o nei prefabbricati) sia in quella piana, in particolare per la produzione di tubazioni per acquedotti, acqua potabile, canne fumarie, serbatoi, fognature.

      I siti industriali a rischio per dispersione di amianto

      L’amianto è facilmente manipolabile e per questo ampiamente utilizzato nella fabbricazione di diversi oggetti: sia ad alte che a basse temperature. Veniva impiegato nelle industrie chimiche, vetrarie, distillerie, siderurgiche, ceramiche, centrali termiche e termoelettriche, o ancora per gli impianti di condizionamento o di frigorifero.

      In ambito tessile, era usato come tessuto protettivo di rivestimento nelle tute antifuoco, delle industrie siderurgiche o per le divise dei piloti, oppure negli utensili quali: corde, fascette per legare i cavi elettrici e guaine.

      Per quanto riguarda invece l’industria alimentare, la filtrazione delle bibite e del vino spesso avveniva mediante filtri costituiti da asbesto o polvere compressa. È possibile trovare le fibre asbestiformi anche negli oggetti di uso comune: preparati farmaceutici, solette delle scarpe, tendaggi, stufe, phon, teli da stiro, filtri per le sigarette, e in alcuni casi, anche alcuni giocattoli come ad esempio la sabbia artificiale.

      L’utilizzo dell’amianto nei mezzi di trasporto

      Questi minerali furono utilizzati anche nella costruzione e manutenzione dei mezzi di trasporto. In particolare, rivestimenti delle carrozze ferroviarie, delle navi e degli autobus, oltre che come materiale d’attrito, impastato con resine sintetiche nella realizzazione dei ferodi dei freni e delle frizioni degli autoveicoli.

      Talco e contaminazione con fibre di amianto

      In passato tra i componenti del talco c’era anche l’asbesto. Infatti, negli Stati Uniti è stata condannata la società Johnson & Johnson al pagamento di 4,7 miliardi di dollari a titolo di risarcimento danni subiti da 22 donne che si sono ammalate di cancro alle ovaie dopo aver utilizzato prodotti contenenti talco.

      Un’altra sentenza, sempre negli Stati Uniti, ha condannato una nota azienda produttrice di talco a risarcire per ben 72 milioni di dollari i parenti di una donna deceduta per cancro all’ovaia per non aver adeguatamente informato i consumatori sui danni derivanti dall’uso prolungato di prodotti per l’igiene a base di talco. Dal punto di vista scientifico, negli studi condotti però, non c’è traccia di  alcuna relazione tra uso di talco e aumento del rischio.

      Produzione di asbesto in Italia

      L’amianto attualmente è stato messo al bando in ben 62 Stati: quelli dell’Unione Europea e Arabia Saudita, Argentina, Australia, Cile, Croazia, Gabon, Giappone, Honduras, Kuwait, Seicelle ed Uruguay.

      Nel nostro paese tra il 1946 e il 1992 la lavorazione era arrivata a 3.748.550 tonnellate di asbesto. Proprio a causa di questo, è stata emanata la legge 257 del 1992, che ne ha imposto il divieto di produzione e lavorazione, ma non l’obbligo di bonifica.

      I ritardi delle bonifiche amianto in Italia 

      La questione bonifica- amianto è ancora molto complessa in Italia. Sono presenti infatti: più di 40.000.000 di tonnellate di materiali di asbesto, distribuite in circa 1.000.000 di siti. L’amianto risiede nelle nostre scuole (più di 2400), negli ospedali (250) e in 300.000 km di tubature di acqua potabile, con fibre responsabili di malattie e tumori.

      Per questo motivo, l’Avv. Ezio Bonanni ha pubblicato il libro bianco delle morti di amianto in Italia

      Malattie asbesto correlate

      I minerali di asbesto causano tumori e malattie: mesotelioma, tumore polmonare e di altri organi (laringe, ovaio, faringe, stomaco, colon, etc.), asbestosi e infiammazioni pleuriche. In Italia, i tumori da asbesto sono riconosciuti ed indennizzati dall’INAIL. Le malattie amianto sono divise in 3 liste malattie professionali INAIL:

      Malattie asbesto correlate della Lista I INAIL 

      Nella Lista I INAIL malattie professioni rientrano le malattie la cui origine lavorativa è di “elevata probabilità”:

      • Asbestosi polmonare (I.4.03);
      • Placche pleuriche e ispessimenti pleurici (I.4.03);
      • Mesoteliomi: pleurico (I.4.03); pericardico (I.6.03); peritoneale (I.6.03) e della tunica vaginale del testicolo (I.6.03);
      • Tumori: polmonare (I.4.03); della laringe (I.6.03) e alle ovaie(I.6.03);

      >>Per saperne di piu’

      Queste malattie asbesto correlate si presumono di origine professionale, e quindi l’INAIL liquida l’indennizzo danno biologico ed eroga la rendita. È sufficiente la prova della presenza dell‘asbesto amianto nell’ambiente lavorativo per avere la presunzione legale di origine e ottenere il riconoscimento delle prestazioni previdenziali, senza dover superare alcune valore limite amianto (Cass., Sez. Lav., n. 23653/16).

      Lista II e Lista III delle malattie asbesto correlate

      Nella LISTA II sono comprese le malattie asbesto correlate la cui origine lavorativa è di limitata probabilità:

      • Tumore alla faringe (c10-c13);
      • Cancro dello stomaco (c16);
      • Cancro del colon retto (c18-c20);

      Per le malattie professionali amianto della Lista II la vittima deve dimostrare il nesso causale per ottenere le prestazioni (rendita e/o indennizzo INAIL). Mentre la lista III comprende solo il tumore all’esofago, la cui origine lavorativa è ritenuta possibile.

      Mortalità per patologie asbesto correlate

      I decessi ogni anno, relativi solo alle tre principali malattie da asbesto (asbestosi, tumore polmonare e mesotelioma) e solo per esposizione lavorativa, sono 107.000, con 125 milioni di lavoratori esposti e un trend in continuo aumento, causato dalla mancata bonifica dei siti contaminati.  

      Ai casi di mortalità per queste tre patologie vanno aggiunti gli altri casi per altre neoplasie e malattie asbesto correlate, anche quelle non ancora indicate nella monografia Iarc, i casi di esposizione ambientale e i casi di mesotelioma, tumore dei polmoni ed asbestosi non censiti come tali. In Italia, nel 2019 ha causato più di 6.000 decessi. Infatti, l’indice di mortalità è in continuo aumento, così il numero dei mesoteliomi.

      Il 2020 è, ancora, più drammatico, perché il Covid attacca coloro che sono più fragili, in particolare, chi è stato esposto ad amianto. Inoltre, la situazione è, ancora, più grave per i malati che sono soggetti fragili e a rischio. Per questi motivi, nel corso della conferenza stampa che si è tenuta lo scorso 13.10.2020, l’Avv. Ezio Bonanni ha ribadito l’istanza al Governo nazionale per un protocollo di tutela Covid-19 esposti amianto.

      Appello al Governo per la mappatura e bonifica dei siti contaminati da amianto

      Guardia Nazionale Amianto