Amianto guardia Nazionale ONA

L’OsservatorioNazionale Amianto – ONA Onlus è una associazione di utilità sociale che rappresenta, tutela e assiste le vittime dell’asbesto (sinonimo amianto) e di altri agenti patogeni e cancerogeni. L’ONA offre assistenza medica gratuita (grazie allo staff di volontari medici) e assistenza legale gratuita (con il team di avvocati online gratis coordinati dall’Avvocato Ezio Bonanni). L’ONA ha istituito la Guardia Nazionale Amianto, unità con la funzione di guardia ambientale nazionale al fianco dei cittadini attraverso la segnalazione gratuita dei siti contaminati.

Amianto Guardia Nazionale

Segnalazione dei siti contaminati

Attraverso la Guardia Nazionale Amianto, con le guardie nazionali ambientali, l’ONA ha già ricevuto circa 2.000segnalazioni di siti contaminati, tra cui scuole ed altri edifici pubblici. Centinaia di siti sospetti sono stati già oggetto di bonifica. L’ONA permette di segnalare siti sospetti e fornisce assistenza tecnica a tutti i proprietari di immobili con tetti in amianto e tetti in eternit o in prossimità di siti contaminati per la bonifica e per assistenza medica e legale per esposizione ambientale. La segnalazione dei siti con presenza di asbesto avviene attraverso la pagina SEGNALA. È possibile fare una denuncia anonima. La segnalazione sarà presa in carico dagli amministratori della piattaforma per iniziare la procedura di analisi ed eventualmente di bonifica e inertizzazione.

Consulta la Mappa Interattiva per vedere i siti già segnalati.

Assistenza medica e legale gratuita

L’ONA, grazie ai medici volontari e al team di avvocati online gratis, offre assistenza medica e assistenza legale gratuita. Contattaci per avere una prime consulenza gratuita:

Cos’è l’asbesto

Con il termine amianto (anche detto asbesto) si indicano due gruppi di minerali: il serpentino (di cui fa parte il crisotilo, gruppo dei fillosilicati), e gli anfiboli (di cui fanno parte l’actinolite, l’amosite, la crocidolite, la tremolite e l’antofillite – gruppo degli inosilicati), e altri minerali . Tutti i tipi di asbesto hanno proprietà cancerogene e lesive per la salute.

Utilizzo dell’asbesto

L’asbesto è stato utilizzato fin dall’antichità per le sue caratteristiche ignifughe e fonoisolanti. In Italia, tra il 1959 e il 1975, c’è stato il boom dell’utilizzo di asbesto. Fino al 1992, anno di entrata in vigore della legge n. 257 di divieto di utilizzo, produzione ed estrazione dell’asbesto, in Italia è stato impiegato in più di 3.000 applicazioni, mentre in molti Stati l’asbesto è utilizzato, estratto e commercializzato ancora fino a tutt’oggi, con danni gravissimi per le persone che ne restano esposte. Essere a conoscenza degli impieghi di questo minerale cancerogeno può facilitare la sua individuazione e ridurre i rischi per la salute.

Dove si trova l’asbesto

Edilizia

L’asbesto è stato utilizzato in modo massiccio impastato con il calcestruzzo per alleggerire e rendere più resistenti le tegole, gli intonaci e gli stucchi, e con il cemento (Eternit o cemento amianto) sotto forma di lastre ondulate (spesso utilizzate nelle coperture degli edifici industriali, civili e prefabbricati) e di lastre piane (come nelle pareti divisorie), nella produzione di tubi di acquedotti dell’acqua potabile, fognature, serbatoi d’acqua e canne fumarie.

Industria

L’asbesto è stato utilizzato nell’industria nella produzione di diversi manufatti e oggetti: come isolante termico nei processi ad alte temperature (industrie chimiche, siderurgiche, vetrarie, ceramiche, distillerie, zuccherifici, centrali termiche e termoelettriche) e a basse temperature (in impianti di frigorifero o di condizionamento) o come antifiamma nelle condotte per impianti elettrici. Nel campo tessile ne sono state ricavate corde, nastri e guaine utilizzati per coprire cavi elettrici, tubazioni, così come tessuti per tute protettive antifuoco, tute per l’industria siderurgica e tute per piloti da corsa. Nell’industria chimica e alimentare alcuni filtri venivano costruiti con carte in asbesto o polvere compressa e poi venivano utilizzati per la filtrazione del vino e delle bibite. L’asbesto è stato utilizzato anche nella produzione di oggetti di uso comune che si possono trovare in casa: asciuga capelli, forni, stufe, tendaggi, teli da stiro, filtri per sigarette e persino in alcuni giocattoli, come la sabbia artificiale dei giochi per bambini, nelle solette da scarpe e in alcuni preparati farmaceutici.

Trasporti

Nel settore dei trasporti, è stato utilizzato nella coibentazione delle carrozze ferroviarie, di navi e autobus, oltre che come materiale d’attrito, impastato con resine sintetiche nella realizzazione dei ferodi dei freni e delle frizioni degli autoveicoli.

Talco

In passato è stato utilizzato asbesto nel talco. Infatti, negli Stati Uniti è stata condannata la società Johnson & Johnson al pagamento di 4,7 miliardi di dollari a titolo di risarcimento danni subiti da 22 donne che si sono ammalate di cancro alle ovaie dopo aver utilizzato prodotti contenenti talco. Un’altra sentenza, sempre negli Stati Uniti, ha condannato una nota azienda produttrice di talco a risarcire per ben 72 milioni di dollari i parenti di una donna deceduta per cancro all’ovaia per non aver adeguatamente informato i consumatori sui danni derivanti dall’uso prolungato di prodotti per l’igiene a base di talco (in particolare se usato a livello inguinale o, come si faceva fino a qualche anno fa, per mantenere asciutti i diaframmi contraccettivi in lattice di gomma). Dal punto di vista scientifico, però, non si nota alcuna relazione tra uso di talco e aumento del rischio ed in nessuno studio è stata notata questa relazione.

Produzione di asbesto in Italia

La produzione di asbesto ha superato i 2 milioni di tonnellate e la sua messa al bando è circoscritta a 62 Stati: quelli dell’Unione Europea e Arabia Saudita, Argentina, Australia, Cile, Croazia, Gabon, Giappone, Honduras, Kuwait, Seicelle ed Uruguay. In Italia, nel periodo dal 1946 fino al 1992, ne sono state lavorate 3.748.550 tonnellate di asbesto. La legge 257 del 1992 ne ha vietato l’estrazione, la lavorazione e la commercializzazione e dei prodotti che lo contengono, ma senza obbligo di bonifica.

Bonifica amianto

Ci sono ancora più di 40.000.000 di tonnellate di materiali di asbesto, in circa 1.000.000 di siti. La mappa del rischio: più di 2400 scuole, 800 biblioteche e centri di studio, 250 ospedali, 300.000 km di tubature di acqua potabile, contengono materiali di asbesto, con fibre che provocano malattie e tumori.

Malattie asbesto correlate

Come confermato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, i minerali di asbesto causano tumori e malattie: mesotelioma, tumore polmonare e di altri organi (laringe, ovaio, faringe, stomaco, colon, etc.), asbestosi e infiammazioni pleuriche. In Italia, i tumori da asbesto sono riconosciuti ed indennizzati dall’INAIL. Le malattie amianto sono divise in 3 liste malattie professionali INAIL:

Lista I

Nella Lista I INAIL malattie professioni rientrano le malattie la cui origine lavorativa è di “elevata probabilità”:

Queste malattie asbesto correlate si presumono di origine professionale e quindi l’INAIL liquida l’indennizzo danno biologico ed eroga la rendita. È sufficiente la prova della presenza dell‘asbesto amianto nell’ambiente lavorativo per avere la presunzione legale di origine e ottenere il riconoscimento delle prestazioni previdenziali, senza dover superare alcune valore limite amianto (Cass., Sez. Lav., n. 23653/16).

Lista II e Lista III

Nella LISTA II sono comprese le malattie asbesto correlate la cui origine lavorativa è di limitata probabilità:

Per le malattie professionali amianto della Lista II la vittima deve dimostrare il nesso causale per ottenere le prestazioni (rendita e/o indennizzo INAIL, se il grado di invalidità riconosciuto è inferiore al 16%). La lista III comprende solo il tumore all’esofago, la cui origine lavorativa è ritenuta possibile.

Mortalità per patologie asbesto correlate

I decessi ogni anno, relativi solo alle tre principali malattie da asbesto (asbestosi, tumore polmonare e mesotelioma) e solo per esposizione lavorativa, sono 107.000, con 125 milioni di lavoratori esposti e un trend in continuo aumento, causato dalla mancata bonifica dei siti contaminati.  Ai casi di mortalità per queste tre patologie vanno aggiunti gli altri casi per altre neoplasie e malattie asbesto correlate, anche quelle non ancora indicate nella monografia Iarc, i casi di esposizione ambientale e i casi di mesotelioma, tumore dei polmoni ed asbestosi non censiti come tali. In Italia, nel 2017 ha causato più di 6.000 decessi (1.800 per mesotelioma, 3.600 per tumore ai polmoni e  circa 600 per asbestosi) senza contare le altre malattie.