Brigatinib come cura del tumore al polmone

Brigatinib, come cura del tumore al polmone, è un farmaco da somministrare ai pazienti che sono sottoposti alla chemioterapia.

La chemioterapia è uno degli approcci terapeutici per trattare le vittime di tumore del polmone. Questo può essere sia non a piccole cellule (adenocarcinoma) sia a piccole cellule (microcitoma).

La terapia prevede la somministrazione di farmaci antitumorali. Questi vanno a interferire con la riproduzione delle cellule tumorali. Infatti le cellule tumorali si replicano molto più velocemente rispetto alle altre.

I farmaci chemioterapici vanno così ad eliminare le cellule tumorali mentre compiono la divisione. Proprio per questo motivo la chemioterapia è particolarmente indicata per combattere i tumori più aggressivi.

L’ONA –Osservatorio Nazionale Amianto, presieduto dall’Avv. Ezio Bonanni, tutela i diritti delle vittime del tumore al polmone e di altre patologie asbesto correlate.

Infatti l’esposizione ad amianto causa gravi danni alla salute, come confermato dall’ultima monografia IARC. Tra i suoi effetti comporta anche l’insorgere del cancro polmonare. Infatti, ogni anno, circa 70.000 decessi sono causati dal tumore polmonare, dovuto esclusivamente alle esposizioni a polveri e fibre di amianto.

INDICE

Trattamento di Brigatinib in pazienti con il cancro al polmone
Somministrazione del farmaco: dosaggio
L’efficacia di Brigatinib: studi scientifici
Gli effetti indesiderati dell’approccio terapeutico
Richiedere la tutela medica e legale

Tempo stimato di lettura: 5 minuti

Brigatinib come cura chemioterapica tumore al polmone

Brigatinib è un farmaco inibitore di ALK. ALK deriva dall’inglese Anaplastic lymphoma kinase. Indica la chinasi del linfoma anaplastico.

Viene quindi prescritto ai pazienti il cui tumore del polmone è correlato ad una forma anomala di un gene, chiamato chinasi del linfoma anaplastico (ALK).

Questa è una proteina che stimola la crescita delle cellule tumorali. Il farmaco Brigatinib ha lo scopo quindi di bloccare l’azione di questa proteina. Riesce così a rallentare la crescita e la diffusione del tumore.

La terapia con Brigatinib è indicata per il trattamento in prima linea di pazienti adulti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (adenocarcinoma o NSCLC), in stadio avanzato, positivo per la chinasi del linfoma anaplastico (ALK). Possono essere stati precedentemente trattati con Crizotinib o possono non aver ricevuto alcun trattamento.

Un altro medicinale chemioterapico che agisce sullo stesso principio è Alectinib. In più esistono altri farmaci antitumorali come Atezolizumab, Carboplatino, Ceritinib, Cisplatino, Dabrafenib, Durvalumab, Etoposide, Gemcitabina, Gefitinib, Erlotinib, Afatinib, Osimertinib, Nintedanib, Nivolumab, Pembrolizumab, Pemetrexed, Taxolo, Taxotere, Trametinib, Vinorelbina.

Brigatinib come cura: dosaggio consigliato

La dose iniziale raccomandata di Brigatinib è 90 mg. Questa quantità si assume una volta al giorno per i primi 7 giorni.

Una volta constatato che il farmaco sia ben tollerato dal paziente, il dosaggio aumenta fino a 180 mg. La dose si assume sempre una volta al giorno alla stessa ora. Brigatinib può essere assunto sia a stomaco pieno sia prima dei pasti.

È importante che le compresse vengano ingerite intere, accompagnate da un bicchiere d’acqua. Non bisogna quindi schiacciarle o dissolvere il contenuto.

In caso si dovesse verificare un episodio di rigetto, dopo aver assunto la dose giornaliera di Brigatinib, non è necessario ingerire altre compresse del farmaco.

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Efficacia del farmaco come cura del tumore al polmone

Studi scientifici hanno dimostrato l’efficacia della terapia di Brigatinib nelle vittime di tumore al polmone.

L’approvazione in prima linea si è basata su risultati dello studio ALTA-1L. L’efficacia di Brigatinib è stata confrontata con la terapia di Crizotinib.

Lo studio ALTA-1L è un trial multicentrico internazionale, randomizzato, in aperto. Ha coinvolto pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule in stadio IIIB e IV, non trattati precedentemente con un inibitore di ALK. Tuttavia i partecipanti potevano essere stati sottoposti in precedenza a un regime chemioterapico per la malattia avanzata.

I risultati hanno dimostrato come l’assunzione di Brigatinib sia associata a una riduzione del 51% nel rischio di progressione di malattia o di morte in pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule ALK-positivo, mai trattati prima con un inibitore di ALK.

Brigatinib: effetti collaterali cura del tumore al polmone

La somministrazione del farmaco Brigatinib può provocare in alcuni pazienti effetti indesiderati.

Gli effetti collaterali molto comuni possono interessare più di 1 persona su 10. Sono polmoniti o infezioni del tratto respiratorio superiore, cefalea, disturbi visivi, aumento della pressione arteriosa. In più si possono presentare tosse, dolori addominali, diarrea, nausea o vomito, prurito e rash cutaneo.

Invece gli effetti collaterali comuni coinvolgono più di 1 persona su 100. Sono insonnia, disturbi del gusto, disturbi del ritmo cardiaco, dolori articolari o muscolari.

Inoltre il Brigatinib comporta anche alterazioni dei risultati degli esami di controllo. Ad esempio si possono registrare:

  • anemia, ovvero la riduzione dell’emoglobina, che determina una ridotta capacità del sangue di trasportare ossigeno;
  • piastrinopenia (riduzione delle piastrine);
  • leucopenia (riduzione dei globuli bianchi);
  • aumento dei valori di glicemia, di creatina e del colesterolo;
  • alterazioni dei valori degli elettroliti nel sangue (iponatriemia, ipomagnesiemia, ipokaliemia, ipercalcemia);
  • aumento dei valori di funzionalità pancreatica (amilasi, lipasi);
  • incremento dei valori di funzionalità del fegato, ovvero degli enzimi epatici aspartato aminotransferasi e alanina aminotransferasi, della lattato deidrogenasi e dei livelli di bilirubina nel sangue;
  • aumento dei livelli di creatinfosfochinasi, enzima presente soprattutto nel tessuto muscolare scheletrico e nel muscolo cardiaco.

Assistenza medica e tutela legale vittime tumore al polmone

L’ONA si occupa di assistere tutte le vittime di tumore al polmone, mesotelioma o altre malattie asbesto correlate.

Grazie all’Osservatorio Nazionale Amianto è possibile ricevere servizi di assistenza medica e legale gratuita. Anche le vittime del dovere o della malasanità possono rivolgersi all’ONA per avere la tutela dei propri diritti.

È possibile fare richiesta specifica attraverso il formulario nella pagina oppure chiamando il numero verde gratuito.