Mesotelioma: assistenza medica e legale

Il mesotelioma maligno colpisce le sierose (pleura, peritoneo, pericardio e tunica vaginale del testicolo). Il cancro, causato dall’esposizione all’amianto, avvolge gli organi interni. L’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA assiste  le vittime per la diagnosi, la terapia e la cura e per la tutela dei loro diritti.

numero verde osservatorio nazionale amianto

Il mesotelioma maligno colpisce diversi organi e si distingue in:

    1. pleurico, tumore della pleura (membrana che avvolge i polmoni);
    2. peritoneale, tumore della membrana che avvolge il peritoneo;
    3. pericardico, tumore della cavità attorno al cuore;
    4. testicolare, tumore della membrana che riveste i testicoli;

Prevenzione

Il tumore del mesotelio è causato esclusivamente dall’esposizione ad amianto. Per prevenire il cancro del mesotelio bisogna evitare di esporsi alle fibre di amianto (prevenzione primaria).

Diagnosi

Per coloro che sono stati esposti ad amianto e che sono a rischio di insorgenza di tumore del mesotelio, è necessaria la sorveglianza sanitaria, con l’esecuzione dei seguenti esami:

    1. Radiografia del torace: utile solo ispessimento pleurico e placche pleuriche;
    2. Tomografia del torace (TC): esame diagnostico più efficace per la diagnosi mesotelioma. La TAC spirale è più veloce ed efficace con meno radiazioni.
    3. PET: permette di identificare le cellule neoplastiche attraverso il loro più alto metabolismo glucidico. La TAC PET è quindi lo strumento più efficace perché permette di eseguire entrambi gli esami.
    4. Risonanza magnetica: permette di ottenere immagini dettagliate dei tessuti molli del corpo, come la TC, ma senza utilizzare raggi X, utile perché per verificare lo stato di avanzamento della neoplasia sul diaframma (al di sotto dei polmoni).
    5. Biopsia: permette la diagnosi e l’identificazione del tipo istologico e permette un più efficace approccio terapeutico.
    6. Toracentesi: esame del liquido presente nel torace per l’identificazione delle cellule mesoteliali.
    7. Pericardiocentesi: esame del liquido del pericardio, per verificare se ci siano cellule tumorali.
    8. Prelevamento di piccole porzioni di tessuto con un ago sottile inserito sottopelle o con l’inserimento di una sonda dotata di videocamera attraverso un piccolo taglio nella pelle: in questo modo il medico può vedere le aree sospette e prelevare i campioni che vengono poi analizzati al microscopio.
    9. Esame immunoistochimico: verifica le proteine presenti nella superficie della cellula, o genetiche, capaci di individuare l’espressione genica tipica del cancro da amianto.
    10. Esami del sangue: per misurare i livelli di osteopontina e SMRP, molecole presenti in dosi più elevate in caso di tumore da amianto.

Il vademecum dell’avvocato Ezio Bonanni

L’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA, è l’autore della pubblicazione Come curare e sconfiggere il mesotelioma e ottenere le tutele previdenziali e il risarcimento dei danni, che spiega come prevenire e curare, anche con mesotelioma cure sperimentali, questa terribile patologia e come tutelare i propri diritti. Scarica la guida in pdf

Tutela legale gratuita

In caso di esposizione ad amianto per causa di servizio e/o nell’attività lavorativa, le vittime hanno diritto a:

  1. rendita INAIL, nel caso di riconoscimento di patologia a partire dal 16%, e indennizzo INAIL nel caso in cui fosse riconosciuta una lesione dal 6% al 15%
  2. Fondo Vittime Amianto, prestazione aggiuntiva alla rendita INAIL. Recentemente tale prestazione è riconosciuta anche a coloro che sono vittime ambientali
  3. benefici contributivi per esposizione ad amianto ai fini del prepensionamento e aumento pensione (art. 13, comma 7, Legge 257/1992)
  4. pensionamento immediato, nel caso in cui anche con i benefici amianto non ci sia la maturazione del diritto a pensione (art. 1 co. 250 L. 232/16)
  5. risarcimento dei danni, patrimoniali e non patrimoniali

Oncologia (mesotelioma diagnosi e mesotelioma cure sperimentali)

Il professor Luciano Mutti nel suo intervento, spiega come le fibre di amianto causano il tumore del mesotelio e allo stesso come elaborare una terapia efficace di questa neoplasia. È infatti fondamentale comprendere i meccanismi alla base di questa neoplasia attraverso la trasformazione delle cellule pleuriche sane in cellule mesoteliali. Le fibre di amianto esercitano la loro capacità di cancerogenesi essenzialmente attraverso tre principali meccanismi:

  1. Rottura dei cromosomi con azione meccanica che porta ad un radicale stabile mutamento dell’ “assetto” genico delle cellule mesoteliali per cui queste cellule finiscono con l’esprimere più geni che portano all’aumentata proliferazione e alla resistenza agli stimolo normalmente in grado di uccidere le cellule;
  2. Danno genetico dovuto allo stress ossidativo legato al ferro contenuto nelle fibre di amianto. Questo tipo di danno ossidativo conduce ad una anormale espressione genica analogamente all’azione meccanica descritta precedentemente;
  3. Proliferazione delle cellule mesoteliali danneggiate che favorisce la selezione di cellule mesoteliali anormali, resistenti agli stimoli tossici e che rappresentano il primo passo verso la lor trasformazione in cellule tumorali;
  4. La capacità da parte delle fibre di asbesto di indurre fattori di crescita con l’attivazione di specifici segnali biochimici di resistenza alla necrosi ed all’apoptosi, che rappresentano un ulteriore, cruciale meccanismo di trasformazione neoplastica delle cellule mesoteliali (Fig 2)

MesoteliomaDa queste considerazioni generali è facile comprendere come la nostra attenzione si sia concentrata sui segnali biochimici, considerati in grado di aumentare la resistenze delle cellule agli stimoli tossici e di favorire la comparsa di cellule neoplastiche attraverso la trasformazione dovuta all’esposizione ad amianto. La “trasformazione” è quindi uno stato intermedio che prelude, attraverso la progressiva acquisizione di resistenza alla morte cellulare, alla formazione di cellule tumorali (amianto e mesotelioma) Risalgono a circa 10 anni fa i primi dati che ci hanno indotto a concentrarsi sul rilascio dei fattori di crescita e l’attivazione dei relativi segnali biochimici come un meccanismo cruciale nella cancerogenesi.

Nel 2001 il nostro gruppo pubblicò infatti il primo articolo sulla prestigiosa rivista Proceedings of National Academy of Science (PNAS) su una serie di esperimenti che dimostravano come in un modello di co-cancerogenesi virus/amianto, le cellule mesoteliali producevano elevate quantità di fattore di crescita chiamato Hepatocyte Growth Factor (HGF) ben noto come in grado di contribuire alla sopravvivenza delle cellule esposte a stimoli tossici di varia natura.

MesoteliomaDa alcuni anni proprio lo studio del segnale proliferativo si è progressivamente sviluppato. La nostra attenzione si è concentrata su segnali biochimici che vedono coinvolte alcune proteine (come VEGF), la cui attivazione gioca un ruolo essenziale nell’aumentare la sopravvivenza delle cellule normali esposte ad agenti tossici e/o cancerogenetici. Il risultato finale di questi studi ha consentito di cambiare la terapia standard, che ora comprende chemioterapia in combinazione proprio con uno specifico inibitore di VEFG (Bevacizumab).

Negli anni successivi la nostra attenzione si è spostata sul microambiente in cui le cellule mesoteliali crescono e come i geni possano modificare il metabolismo di queste cellule al fine di favorire la loro crescita anche basse concentrazioni di ossigeno tipiche di questa malattia. Lo stesso stimolo ipossico ci consente di identificare un tipo di RNA (miRNA-24-3p) che aumenta in queste condizioni ed induce l’espressione di un enzima che può essere inibito farmacologicamente. Questi studi stanno consentendo di identificare una lunga serie di nuovi targets farmacologici, completamente sconosciuti fino ad un anno fa per cui stiamo sviluppando nuovi farmaci. Il nostro principio di “ottimismo della ragione” sta diventando ogni giorno più reale.

Leggi di più: meccanismi della cancerogenesi

Sintomi mesotelioma

Il mesotelioma pleurico o mesotelioma della pleura (mesotelioma pleurico sintomi) provoca versamento pleurico, tosse, dolore toracico, gonfiore del collo e del viso, perdita di peso e astenia (mesotelioma pleurico maligno sopravvivenza). Il mesotelioma peritoneale provoca perdita di peso, cachessia, gonfiore e dolore addominale, anemia e febbre (mesotelioma sintomi).

Tipi istologici

In base al tipo di cellula maligna, si distinguono tre tipi:

  • mesotelioma epitelioide: il più comune (60-70% dei casi) e quello che tende ad avere una migliore prognosi (mesotelioma epitelioide aspettative di vita – mesotelioma maligno epitelioide);
  • mesotelioma sarcomatoide (o mesotelioma fibroso): rappresenta dal 10 al 20% dei mesoteliomi;
  • mesotelioma misto (o mesotelioma bifasico): con aree epitelioidi e aree sarcomatoidi, rappresenta dal 30 al 40% dei mesoteliomi.

Aspettative di vita (mesotelioma sopravvivenza – mesotelioma prognosi)

Tumore pleura aspettativa vita: la sopravvivenza è pari a 9,8 mesi per il mesotelioma polmonare (mesotelioma pleurico sopravvivenza), a 5,6 mesi per quello del peritoneo o mesotelioma addominale (tumore al peritoneo aspettative di vita), e con una sopravvivenza a 5 anni del 5% per il primo e dell’8,1% per il secondo ed una media del 7% ai 5 anni.

Mesotelioma guarigione

Mesotelioma guarigione: Il tumore del mesotelio costituisce il 4% della mortalità globale per il cancro, per tutte le età e per entrambi i sessi e nel corso di questi ultimi anni, per coloro per i quali la mesotelioma diagnosi è stata precoce, si è riusciti ad avere un significativo prolungamento delle aspettative di vita (mesotelioma pleurico aspettative di vita), e delle condizioni generali e in alcuni casi, seppur rari, anche la guarigione.

Vittime del Dovere

Le vittime di cancro del mesotelio che hanno prestato servizio nelle Forze Armate (Marina, Aeronautica, Esercito, Carabinieri) o nel comparto sicurezza (Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, etc.) hanno diritto al riconoscimento di vittima del dovere, le cui prestazioni previdenziali e assistenziali consistono in:

speciale elargizione di euro 200.000,00 una tantum;
assegno vitalizio di €500, con l’equiparazione alle vittime del terrorismo;
assegno vitalizio di euro 1033,00 mensili;
ulteriori prestazioni.
Leggi di più: Causa di servizio e Vittima del Dovere

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