Il consulente tecnico d’ufficio

Il consulente tecnico d’ufficio, o ctu, è un professionista che lavora al fianco del giudice, ex articolo 61 del Codice di procedura civile. Quando è necessario, infatti, il giudice può farsi assistere, per il compimento di singoli atti o per tutto il processo, da uno o più consulenti di particolare competenza tecnica.

Questo è molto importante per quanto riguarda la prova della malattia professionale asbesto correlata e per tutti gli altri casi. Infatti, quasi sempre i datori di lavoro contestano il nesso causale per negare il risarcimento del danno.

Il rapporto con il magistrato è di fiducia e di collaborazione. Il giudice, quando deve istruire la causa, dopo la prova testimoniale, di solito nomina il CTU. Quindi, è importante che nei ricorsi e negli atti giudiziari vengano sempre articolate le prove e richieste le CCTTUU.

Indice dei contenuti
La CTP e la CTU per la prova del nesso causale
Assistenza ONA per CTP e nell’espletamento della CTU
Le consulenze tecniche
Il consulente tecnico d’ufficio in corso di causa
CTP e CTU in contraddittorio
Bozza di CTU ed osservazioni dei CTP
Norme sul conferimento dell’incarico al CTU
L’incarico al CTU – consulente tecnico d’ufficio
I poteri del consulente tecnico d’ufficio
Il consulente può accertare i fatti di causa
Poteri del ctu: acquisizione di documenti
Potere di acquisizione documenti contabili
Accertamento di fatti non principali: nullità relativa
Accertamento di fatti non dedotti dalle parti: nullità assoluta
Differenza tra ctu e ctp

La CTP e la CTU per la prova del nesso causale

Il ruolo del CTP e quello del CTU sono fondamentali nella prova del nesso causale e nell’entità dei danni. Intanto, in più occasioni, l’INAIL rigetta le domande di malattia professionale. In questi casi, è fondamentale il ruolo del CTP.

Occorre, infatti, dimostrare la condizione di rischio, anche minima. Così per quanto riguarda le malattie amianto correlate. In particolare, i tumori amianto. Infatti, l’amianto è un potente cancerogeno. In caso di rigetto, occorre quindi depositare il ricorso al Giudice.

Poi, il Tribunale nomina il CTU tecnico che deve confermare il rischio, e poi il CTU medico legale. Nello stesso tempo, e a maggior ragione, per quanto riguarda le domande di risarcimento dei danni. In questi casi, i CTP dei datori di lavoro, specialmente in caso di mesotelioma contestano la diagnosi. Poi, in più, il nesso causale. Così anche per quanto riguarda il tumore del polmone. In quest’ultimo caso, il datore di lavoro insiste molto su eventuali abitudini tabagiche.

Quindi, i lavoratori fumatori hanno comunque diritto in caso di tumore al polmone, se sono stati esposti ad amianto, ad avere i riconoscimenti. Così per quanto riguarda i risarcimenti.

Per questi motivi, l’ONA si avvale di validi consulenti. Tecnici, medici legali, oncologi e medici del lavoro. Quindi, il ruolo del CTP è fondamentale. Questo anche nella consulenza legale.

Assistenza ONA per CTP e nell’espletamento della CTU

Dopo aver studiato la questione da esaminare formula dei quesiti che serviranno a chiarire la posizione delle parti o i rapporti tra le parti e li sottopone al Ctu. Il professionista risponderà alle domande in modo preciso e dettagliato per iscritto. L’elaborato si chiama, appunto, consulenza tecnica d’ufficio.

Accanto alla figura del ctu c’è anche quella del ctp, consulente tecnico di parte, che invece, proprio come dice il nome, viene scelto autonomamente dalle parti. Ha il compito di elaborare una consulenza aggiuntiva e di monitorare che tutto si svolga nelle norme. L’Ona – Osservatorio nazionale amianto, che assiste le vittime della fibra killer, ha dei consulenti esperti che lavorano insieme al presidente Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, nei tanti procedimenti utili a far riconoscere i diritti alle vittime dell’amianto e del dovere e ai loro familiari.

Consulenza

Le consulenze tecniche

Il giudice può rivolgersi al consulente del tribunale per avere informazioni specifiche in diversi settori: medicina, meccanica, psicologia, ingegneria, ma anche biologia o chimica. Presso ciascun Tribunale sono disponili albi ed elenchi di consulenti e periti. I professionisti di diversi ambiti possono richiedere l’iscrizione nel caso abbiano i requisiti minimi stabiliti di concerto tra tribunali e ordini o collegi di appartenenza.

Non tutte le professioni sono inserite nel Codice di procedura civile. Questo chiaramente rende impossibile per i tribunali realizzare i relativi albi di consulenti e periti. Ci sono per esempio le nuove professioni sanitarie istituite con la legge n. 3 del 2018. Il professionista, però, in questi casi, può chiedere l’istituzione di un nuovo albo presso il Tribunale di pertinenza, presentando un’istanza nell’ufficio Ctu.

I consulenti tecnici di ufficio sono dei liberi professionisti iscritti al loro relativo albo professionale, ordine o collegio oppure alla Camera di commercio e a loro volta iscritti ad un albo dei consulenti tecnici d’ufficio. Questo è diviso per categorie: medici, architetti, agronomi, biologi, geometri, grafologi, ingegneri, interpreti e altri.

Il consulente tecnico d’ufficio in corso di causa

In corso di causa, in caso di contestazioni, il giudice può nominare il CTU. Si tratta di un libero professionista, con particolari cognizioni tecniche. Ingegneri, medici, commercialisti, fiscalisti, tenendo conto dei diversi ambiti. Infatti, in alcuni casi, proprio per risolvere le questioni tecniche, l’Organo giudicante ha la necessità di un tecnico. Si tratta, in buona sostanza, di un perito esterno. Questo perito è iscritto ad un particolare albo tenuto dal Tribunale.

I presupposti fondamentali dello svolgimento dell’incarico tecnico peritale, sono quelli della terzietà oltre che della cognizione tecnica. Inoltre, in questo ambito, ognuna delle parti può nominare un CTP. Quindi, un consulente tecnico di parte è nominato da ognuna delle parti.

CTP e CTU in contraddittorio

In sede giudiziaria, l’accertamento tecnico peritale deve essere svolto in contraddittorio. Il dato fondamentale è costituito dal contraddittorio. In sostanza, con il contraddittorio è assicurato il diritto di difesa. La normativa specifica per quanto riguarda la consulenza tecnica è costituita dagli artt. 191 e seguenti c.p.c..

Bozza di CTU ed osservazioni dei CTP

Nell’ambito dell’accertamento tecnico peritale, sono previste delle scansioni temporali. Il Giudice assegna dei termini per redigere la bozza di CTU, che è comunicata alle parti, attraverso i rispettivi consulenti e gli avvocati.

In questo contesto, è molto importante il ruolo degli avvocati. Anche se l’avvocato può partecipare alle operazioni peritali, è sempre importante il ruolo del consulente di parte. Quest’ultimo, detto CTP, deve esaminare la bozza di CTU e redigere delle osservazioni. Queste ultime, nei termini, debbono essere poi rimesse al CTU, il quale redige poi l’atto definitivo.

Quest’ultimo è depositato e le parti possono comunque contestare le conclusioni del CTU.

Norme sul conferimento dell’incarico al CTU

In caso di controversia INAIL e previdenziale, la CTU è regolata dall’art. 445 c.p.c.. Per quanto riguarda la materia amianto, il ruolo del CTU è fondamentale, così quello del CTP. Per tali motivi, l’avv. Ezio Bonanni raccomanda sempre di espletare la CTP e di porla a corredo del ricorso giudiziario.

Successivamente, all’esisto delle difese di controparte, si chiederà sempre la CTU, in modo tale da assumere la prova sul nesso causale, e sui danni.

L’incarico al CTU – consulente tecnico d’ufficio

Il consulente esterno chiamato dal giudice può rifiutare l’incarico senza una valida motivazione, al contrario di quello iscritto all’albo del tribunale. Quest’ultimo è, infatti, obbligato a svolgere l’incarico e può rinunciarvi solo se esistono particolari motivazioni. Nel caso, pe esempio, in cui sia parente di una delle delle parti, oppure se abbia già prestato la propria opera di consulenza nella stessa causa, ma nel grado di giudizio precedente.

Quando il ctu accetta l’incarico, deve fare un giuramento in sede di udienza mediante la pronuncia di una precisa formula di giuramento, che lo obbliga ad adempiere le funzioni affidategli, avendo come unico obiettivo quello di contribuire a far emergere la verità.

I poteri del consulente tecnico d’ufficio

Vediamo ora quali sono i poteri del consulente tecnico del giudice ed entro quali limiti deve invece muoversi. Per chiarire questo è necessario fare riferimento all’ultimo pronunciamento delle Sezioni unite della Cassazione civile nella sentenza n. 3086 del 1 febbraio 2022.

Il consulente può accertare i fatti di causa

“In materia di consulenza tecnica d’ufficio – si legge nella sentenza dopo una lunga disamina della questione – il consulente nominato dal giudice, nei limiti delle indagini commessegli e nell’osservanza del contraddittorio delle parti, può accertare tutti i fatti inerenti all’oggetto della lite il cui accertamento si rende necessario al fine di rispondere ai quesiti sottopostigli. A condizione che non si tratti dei fatti principali che è onere delle parti allegare a fondamento della domanda o delle eccezioni e salvo, quanto a queste ultime, che non si tratti fatti principali rilevabili d’ufficio”.

Poteri del ctu: acquisizione di documenti

“In materia di consulenza tecnica d’ufficio il consulente nominato dal giudice, nei limiti delle indagini commessegli e nell’osservanza del contraddittorio delle parti, può acquisire, anche prescindendo dall’attività di allegazione delle parti, non applicandosi alle attività del consulente le preclusioni istruttorie vigenti a carico delle parti, tutti i documenti che si rende necessario acquisire al fine di rispondere ai quesiti sottopostigli, a condizione che essi non siano diretti a provare i fatti principali dedotti a fondamento della domanda e delle eccezioni che è onere delle parti provare e, salvo quanto a queste ultime, che non si tratti di documenti diretti a provare fatti principali rilevabili d’ufficio”.

Potere di acquisizione documenti contabili

Una eccezione riguarda i documenti contabili: “In materia di esame contabile ai sensi dell’art. 198 c.p.c., il consulente nominato dal giudice, nei limiti delle indagini commessegli e nell’osservanza della disciplina del contraddittorio delle parti ivi prevista, può acquisire, anche prescindendo dall’attività di allegazione delle parti, tutti i documenti che si rende necessario acquisire al fine di rispondere ai quesiti sottopostigli, anche se essi siano diretti a provare i fatti principali posti dalle parti a fondamento della domanda e delle eccezioni”.

Accertamento di fatti non principali: nullità relativa

“In materia di consulenza tecnica d’ufficio, l’accertamento di fatti diversi dai fatti principali dedotti dalle parti a fondamento della domanda o delle eccezioni e salvo, quanto a queste ultime, che non si tratti di fatti principali rilevabili d’ufficio, o l’acquisizione nei predetti limiti di documenti che il consulente nominato dal giudice accerti o acquisisca al fine di rispondere ai quesiti sottopostigli in violazione del contraddittorio delle parti è fonte di nullità relativa rilevabile ad iniziativa di parte nella prima difesa o istanza successiva all’atto viziato o alla notizia di esso”.

Accertamento di fatti non dedotti dalle parti: nullità assoluta

“In materia di consulenza tecnica d’ufficio, l’accertamento di fatti principali diversi da quelli dedotti dalle parti a fondamento della domanda o delle eccezioni e salvo, quanto a queste ultime, che non si tratti di fatti principali rilevabili d’ufficio, che il consulente nominato dal giudice accerti nel rispondere ai quesiti sottopostigli dal giudice viola il principio della domanda ed il principio dispositivo ed è fonte di nullità assoluta rilevabile d’ufficio o, in difetto, di motivo i impugnazione da farsi a valere ai sensi dell’art. 161 c.p.c.”.

Differenza tra ctu e ctp

Il consulente tecnico d’ufficio è differente rispetto al consulente tecnico di parte. Quest’ultimo, infatti, presta la propria opera per le parti in causa. Una delle parti, o entrambe, potrebbero volere un altro parere a quello della ctu. Il consulente di parte, inoltre, controlla che tutte le operazioni vengano svolte nel rispetto delle norme vigenti.

Le parti decidono autonomamente a quale libero professionista rivolgersi. Il giudice analizzerà tutte le consulenze e alla fine, sulla base delle conclusioni, emetterà la sentenza.

Le consulenze tecniche dell’Ona

L’Ona – Osservatorio nazionale amianto che assiste le vittime della fibra killer e i suoi familiari, ma anche le vittime del dovere, si serve di consulenti esperti in materia. Questi professionisti si sono specializzati negli anni, hanno studiato tantissimi casi, e sono per primi riusciti – attraverso anche il presidente dell’associazione, l’avvocato Ezio Bonanni – a far riconoscere diritti e risarcimenti che prima non erano neanche ipotizzabili.

La lotta all’amianto è ancora lunga. Nonostante tante patologie causate dall’asbesto siano ora riconosciute come malattie professionali non sempre si riesce ad ottenere il giusto riconoscimento. Per questo l’Ona resta al fianco delle vittime con un’assistenza legale gratuita. Con assistenza medica e anche tecnica. Le bonifiche, come ha spiegato l’avvocato Bonanni nella sua ultima pubblicazione: “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2021“, sono l’unica soluzione per fermare i decessi.

Le vittime, infatti, continuano ad aumentare, anche perché le malattie come il mesotelioma o l’asbestosi restano latenti anche per decine di anni. L’amianto è stato messo al bando nel 1992 e quindi il picco dei decessi è previsto tra il 2025 e il 2030. Il numero dei casi di mesotelioma è disponibile nel VII Rapporto ReNaM dell’Inail.

Per eliminare l’amianto l’Ona ha creato anche una App apposita, per le segnalazioni dei siti contaminati. In Italia manca, infatti, una mappatura completa.

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