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domenica, Maggio 16, 2021
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Amianto: un killer che uccide ancora nel silenzio

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Amianto edifici

Amianto interrato nelle fondamenta, nei tubi e negli edifici dell’UE

L’amianto è ancora presente ovunque, in Italia come all’estero, e sono ancora pochi i casi in cui se ne denuncia la presenza. Eppure, ha provocato una strage infinita. Le sue fibre, se inalate, sono letali. L’esposizione può provocare tumori al polmone, alla laringe, alla faringe, mesotelioma pleurico e altre patologie asbesto-correlate
La cronaca di questi giorni mette per l’ennesima volta l’accento sul grave problema della presenza di eternit in fabbricati edili.

Amianto a Marcianise

Rinvenuto amianto interrato nelle fondamenta di appartamenti in costruzione a Marcianise (CE). Il sospetto della Polizia è scattato perché già nel 2019, il complesso “Antichi Funari”, realizzato da un noto costruttore e dai suoi collaboratori, era stato sottoposto a sequestro per presunti abusi edilizi.

Pochi giorni fa, la Polizia di Stato, su ordine della Procura di Santa Maria Capua Vetere, ha confiscato gli immobili e, in seguito agli accertamenti, ha confermato l’ipotesi della Procura.
Sono stati interrati materiali inquinanti nelle fondamenta e, le analisi effettuate con carotaggi e georadar, hanno confermato la presenza di eternit.

Questo ha provocato gravi ripercussioni sull’ambiente. Gli agenti, dopo aver revisionato tutta la documentazione relativa al complesso, hanno sequestrato anche un altro terreno di proprietà dello stesso costruttore sul quale erano stati ammassati in modo illecito rifiuti speciali.

Amianto a Bari

A Bari, nel quartiere Marconi, la Polizia locale ha sequestrato un edificio in fase di demolizione, a causa della presenza di cemento-amianto. La documentazione esibita alla polizia prevedeva la demolizione dello stabile e il permesso, regolare, di costruire in seguito.

Ma non presentava il piano sanitario previsto sia in fase di lavorazione sia per il successivo smaltimento di materiali contenenti amianto.
La pattuglia, durante un sopralluogo, ha trovato una tubazione in eternit già frammentato in più pezzi.

Gli esperti hanno prelevato campioni dei materiali demoliti per le analisi fisico -chimiche. Ora il cantiere è sotto sequestro giudiziario e le persone responsabili per i lavori sono state denunciate.

Amianto in Calabria

In Calabria l’amianto continua a uccidere, il numero di decessi è preoccupante, eppure le istituzioni sono inermi.
Secondo i dati stimati dall’Osservatorio Nazionale Amianto con a capo l’avvocato Ezio Bonanni solo nel 2020 sono stati registrati 150 nuovi casi di mesotelioma, 100 decessi per tumore al polmone e altri 30 per malattie asbesto correlate.

Purtroppo, finora le amministrazioni comunali non hanno fatto nulla. Nonostante la grave incidenza di morti e patologie a causa dell’asbesto, nel 2018 solo 45 Comuni calabresi hanno aderito al bando regionale per lo smaltimento dell’amianto negli edifici pubblici. Potevano usufruire di quei fondi e, invece, non sono stati sfruttati.

Ora dalla Regione è arrivata una proroga per la consegna della domanda di partecipazione alla campagna di censimento degli immobili pubblici contenenti amianto. La nuova data di scadenza è il 3 giugno 2021. Questo per lo smaltimento e la rimozione della fibra killer.
Si spera vivamente che i Comuni partecipino e usufruiscano dei fondi perché il problema amianto persiste.
Questo per incompetenza, negligenza o indifferenza.

Amianto negli edifici dell’UE

Le europarlamentari Elena Rizzi e Stefania Zambelli hanno presentato un’interrogazione rivolta alla Commissione Europea. Chiedono la verifica dell’esistenza di piani di lavoro per la dismissione dell’amianto dai locali dell’UE.

Il dubbio è emerso perché il 29 aprile 2021 una comunicazione interna al Parlamento Europeo annunciava l’apertura di un cantiere nella sede di Strasburgo per la rimozione di amianto dalla zona ristorante dell’edificio.

In seguito alla relazione sulla protezione dei lavoratori esposti all’amianto, discusso presso la Commissione EMPL, Lizzi e Zambelli hanno dichiarato: “Essendo il parco immobiliare dell’Unione Europea in gran parte antecedente al 2005, quando l’UE ha vietato l’utilizzo di amianto, vi è infatti seria preoccupazione. Cioè che anche altri edifici possano contenere questa sostanza altamente cancerogena e pericolosa, sia per la presenza sia in fase di rimozione”.

Amianto: bonifica necessaria

L’amianto è ancora presente ovunque e la presenza di questo killer invisibile va denunciata. È necessario sollecitare le istituzioni affinché vi sia un piano nazionale di smaltimento della fibra killer per evitare che la strage continui. È questo che segnala al governo l’Osservatorio Nazionale Amianto.
Purtroppo, secondo i dati, l’amianto è ancora presente in 2.400 scuole, 250 ospedali, 300mila km di tubature della rete idrica, in 86mila siti interessati.

Mesotelioma Pleurico: aspettative di vita e sopravvivenza

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nuove cure mesotelioma

Il Mesotelioma pleurico è un tumore raro che colpisce il mesotelio pleurico e che è causato esclusivamente dall’esposizione all’amianto. Sono rari infatti i casi in cui la sua origine è legata all’esposizione a radiazioni ionizzanti. L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto nel 2020 ha ricevuto segnalazione di circa 2000 casi di mesotelioma, mentre il picco di insorgenza della malattia è previsto per il decennio 2020-2030 (maggiori info sul VI Rapporto Renam). Si tratta inoltre di solo la punta dell’iceberg per quanto riguarda le patologie asbesto correlate, che solo nel 2020 hanno causato 7000 decessi nel nostro paese.

In questa guida scopriamo tutto quello che c’è da sapere sulle aspettative di vita in caso di Mesotelioma pleurico in base ai trattamenti e alle cure a disposizione, le pubblicazioni internazionali più recenti sui tassi di sopravvivenza e le cure più efficaci.

Mesotelioma pleurico: aspettative di vita
Mesotelioma pleurico: aspettative di vita

Mesotelioma pleurico: si può sopravvivere?

Il Mesotelioma pleurico è il più diffuso tra i mesoteliomi. Il 93% dei mesoteliomi coinvolge la pleura, il 5% coinvolge il peritoneo (mesotelioma peritoneale) e in misura ancora minore la tunica vaginale del testicolo (mesotelioma testicolare) e il pericardio (mesotelioma pericardico). Tra le patologie asbesto-correlate ha la funzione di marcatore sociale, perché, come dicevamo più su, la sua insorgenza è strettamente legata all’esposizione alle fibre di amianto. In lo “Stato dell’arte e prospettive in materiali di contrasto alle patologie asbesto-correlate”, n. 15, maggio-giugno 2012 – Quaderni del Ministero della Salute, il Ministero della Salute ha confermato che il mesotelioma è dose dipendente e legato all’esposizione a dosi massicce di asbesto (ulteriori approfondimenti su mesotelioma e asbesto sulle monografie dello IARC).

Tra tutte le malattie causate dalle fibre d’amianto, il mesotelioma è quella più aggressiva e ad esito il più delle volte infausto. L’approccio a questa patologia è infatti difficoltoso e complesso, in ogni fase del suo percorso, diagnostico e terapeutico. Le possibilità di sopravvivenza variano in base alla precocità della diagnosi e in base all’età e allo stato di salute del paziente. Data la lunga latenza in seguito all’esposizione all’amianto, la diagnosi di Mesotelioma pleurico viene spesso fatta in età anziana. L’età influisce sugli esiti della terapia e in molti casi preclude la partecipazione a trattamenti di cura sperimentali.

La buona notizia è che è possibile sopravvivere al mesotelioma pleurico, anche se i tassi di sopravvivenza per questa malattia sono ancora bassi e inferiori a quelli di altre neoplasie toraciche.

Approfondimenti >> Il libro bianco delle morti di amianto in Italia

Tasso di sopravvivenza nel Mesotelioma pleurico

Il tasso di sopravvivenza è una stima che si basa su statistiche generali. In quanto tale nè in grado di predirre cosa avverrà in un caso specifico. Come si calcola un tasso di sopravvivenza? Si calcola confrontando la sopravvivenza, di solito a 5 anni, in un gruppo sano di controllo e in un gruppo di pazienti con la stessa patologia e allo stesso stadio.

Se il tasso di sopravvivenza relativa a 5 anni è del 10%, significa che le persone con quel cancro ad un certo stadio, hanno in media circa il 10% di probabilità delle persone sane di vivere per almeno 5 anni dopo la diagnosi.

Come già detto, nel caso di mesotelioma pleurico, e di mesotelioma in generale, il tasso di sopravvivenza è inferiore al 10%. Significa che solo il 10% dei malati di mesotelioma ha una possibilità di sopravvivenza a 5 anni dopo la diagnosi della malattia.

Tassi di sopravvivenza: pubblicazioni internazionali

Secondo l’Office for National Statistic britannico (Cancer Survival in England: patients diagnosed between 2010 and 2014 and follone up to 2015), per la malattia localizzata il 35% dei pazienti sopravvivono oltre un anno dalla diagnosi e il 5% oltre cinque anni. In caso di mesotelioma pleurico non localizzato il 15% dei pazienti sopravvive almeno un anno e solo nell’1% dei pazienti la sopravvivenza raggiunge cinque anni.

L’American Cancer Society riporta i seguenti valori medi di sopravvivenza (calcolati sulla base di casistiche internazionali comprendenti pazienti affetti da mesotelioma trattati chirurgicamente nel periodo 1995-2009), distinti in base allo stadio, con una sopravvivenza media di 21 mesi se il mesotelioma è al primo stadio ed una sopravvivenza media pari a 12 mesi se il tumore è al IV stadio.

I dati statunitensi sono stati superati dai più recenti pattern riportati in Letteratura. Nelle diverse pubblicazioni (Weiquan Zhang, Xinshu Wu et al. Advances in the diagnosis, treatment and prognosis of malignant pleural mesothelioma. Ann Transl Med. 2015 Aug; 3(13): 182), si registra un aumento di sopravvivenza in proporzione alla precocità della diagnosi.

Nello studio di J. Faig (J. Faig, S. Howard, et al. Changing Pattern in Malignant Mesothelioma Survival, Transl Oncol 2015), sono analizzati 380 casi di mesotelioma, diagnosticati dal 1992 al 2012, la percentuale di sopravvivenza a 1, 3, 5 e 10 anni era pari rispettivamente al 73,1%, 22,9%, 12% e 4,7%.

Pubblicazioni ancora più recenti indicano percentuali del 15% per una sopravvivenza a 5 anni (Brit J Ind Med 1960; 17: 260-271. WAGNER J.C., Epidemiology of diffuse mesothelial tumors: Evidence of an association from studies in South Africa and the United Kingdom, Ann NY Acad Sci 1965; 132: 575-578).

Aspettative di vita e trattamento e cura

Le aspettative di vita variano a seconda del tipo di trattamento e cura a disposizione. Il trattamento multimodale è il trattamento più efficace, a cui è collegata un’aumentata aspettativa di vita.

Il trattamento sperimentale combinato di chirurgia e chemioterapia ipertermica intratoracica (HITHOC, Hyperthermic intrathoracic chemotherapy), è stato eseguito in Sicilia nel 2012 dal Prof. Marcello Migliore, che al momento opera presso lo University Hospital di Cardiff, avendo l’Azienda Ospedaliera bloccato questo tipo di trattamento. Con 10 anni di ritardo, questa procedura è stata adottata nel 2021 dal Policlinico Gemelli.

Combinazione di chirurgia e chemioterapia intra-operatoria (HITHOC)

La chemioterapia ad alte temperature è efficace e penetra le strutture, mentre i farmaci entrano in circolo solo in minima parte. In questo modo si ottiene l’efficacia dell’alta temperatura e della localizzazione, evitando rovinosi effetti collaterali.

Come funziona la combinazione di chirurgia e chemioterapia intra-operatoria? In seguito alla resezione chirurgica della pleura (pleurectomia e decorticazione, per la rimozione della massa tumorale visibile), si riempie il torace del paziente con la soluzione fisiologica (salina), riscaldandola lentamente, fino a raggiungere i 41°. In questo modo, spiega il Prof. Marcello Migliore, le cellule del tumore si indeboliscono e si evita di danneggiare quelle sane. Ed è a quel punto che si somministra il farmaco chemioterapico nella cavità toracica del paziente (41°C). Solitamente si utilizza il cisplatino eventualmente con aggiunta di doxorubicina, con dose elevata, proprio perché non incide oltre che pochi millimetri nella cavità toracica, per 45-90 minuti. Poi si drena e i liquidi vengono rimossi.

Nella puntata di ONA TV Amianto e malattie del lavoro interviene il prof. Migliore spiegando nel dettaglio questa tecnica e i risultati che permette di ottenere in termini di efficacia e di sicurezza. Qui trovate invece l’intervento del Prof. Migliore sulla chirurgia del Mesotelioma del 2018.

ONA e l’impegno a favore dei malati di Mesotelioma

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto è in prima linea in Italia nella lotta al rischio amianto. Oltre alle attività di prevenzione si occupa della tutela legale delle vittime delle patologie asbesto-correlate, attraverso l’operato del suo presidente, l’Avv. Ezio Bonanni e il suo pool di avvocati. L’ONA ha istituito il dipartimento di terapia e cura del Mesotelioma, che ha creato un vero e proprio protocollo per il trattamento e cura del mesotelioma, non solo pleurico. Il ruolo chiave nel dipartimento è stato assunto dal Prof. Marcello Migliore, ordinario di chirurgia toracica presso l’Università di Catania.

L’ONA si batte perché il sud non sia discriminato essendo Roma l’ultima sede geografica in cui è possibile accedere alle migliori cure per il Mesotelioma. Ha rivolto inoltre un appello al Ministro della Salute Speranza, perché siano potenziate anche le strutture del nord, che sono comunque insufficienti per far fronte a questa emergenza.

Tutela legale delle vittime di Mesotelioma

L’ONA si batte per la prevenzione primaria, che consiste nell’evitare l’esposizione all’amianto tout court. A questo proposito il Consensus Report di Helsinki, nella sua revisione del 2014, ha stabilito che il mesotelioma e le altre patologie asbesto correlate possono essere debellate solo evitando l’esposizione ad amianto: è necessario bloccare la produzione e bonificare i siti contaminati, rimuovendo l’amianto. Negli esposti è fondamentale la prevenzione secondaria, ossia la diagnosi precoce che gioca un ruolo fondamentale nelle possibilità di sopravvivenza ed efficacia dei trattamenti. I trattamenti più efficaci devono essere a disposizione di tutti i cittadini in tutta Italia, compreso il Sud, dove il centro di eccellenza di Catania dovrebbe essere ripristinato.

L’ONA si occupa di tutelare gratuitamente i diritti degli esposti che si sono ammalati di Mesotelioma pleurico e di altre patologie correlate all’esposizione all’amianto, per l’ottenimento di tutti i risarcimenti e i benefici previsti dalla legge. Ai fini della prevenzione è molto importante l’app amianto creata dall’ONA per permettere ai cittadini di segnalare la presenza di amianto e utile, inoltre, per ottenere la prova di esposizione per la tutela legale.

    I diritti delle vittime di mesotelioma

    In caso di insorgenza di mesotelioma, sia esso di origine ambientale che di origine lavorativa, le vittime hanno diritto ad una serie di prestazioni sanitarie ed economiche. Coloro che contraggono il mesotelioma per esposizione ambientale, hanno diritto ad accedere alla prestazione una tantum dall’INAIL. In caso di malattia di origine professionale si ha diritto invece alla rendita INAIL. I malati di mesotelioma hanno il diritto ad accedere al Fondo Vittime Amianto.

    In caso di decesso, gli eredi legittimi del lavoratore deceduto per mesotelioma, hanno diritto a tutta una serie di prestazioni (rendita di reversibilità e prestazione aggiuntiva dal fondo vittime amianto). La vittima di mesotelioma ha diritto ai benefici contributivi e se necessario al prepensionamento amianto.

    Per i dipendenti pubblici non assicurati INAIL, non compresi nelle disposizioni di cui all’art. 6, L. 201/2011 (Forze Armate, Forze di Polizia ad ordinamento civile e militare e del Comparto Vigili del Fuoco e soccorso pubblico), trova applicazione il meccanismo di riconoscimento della causa di servizio e dell’equo indennizzo.

    Queste prestazioni costituiscono solo degli indennizzi: le vittime di mesotelioma hanno diritto anche all’integrale risarcimento di tutti i danni, compresi quelli esistenziali, morali e iure proprio per i familiari.

    I migliori centri per la cura del tumore al polmone

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    tumore al polmone

    Quali sono i migliori centri a cui rivolgersi per la cura e il trattamento del tumore al polmone? In questa guida proviamo a fare un po’ di chiarezza e scopriamo quali sono gli ospedali ed i centri in cui indirizzarci in caso di tumore polmonare.

    La cura del tumore ai polmoni: migliori centri

    Prima di parlare dei migliori centri a cui indirizzarsi per il trattamento e cura del tumore ai polmoni facciamo una breve sintesi delle caratteristiche di questa malattia, dei suoi sintomi e delle cause e fattori di rischio. Il tumore del polmone si sviluppa a partire dalle cellule che costituiscono bronchi, bronchioli e alveoli polmonari, oppure può essere sede di metastasi di tumori che sono sorti in altri organi.

    Cosa sono i polmoni? I polmoni sono due organi che si trovano a livello del torace e che svolgono la funzione respiratoria. Si occupano infatti, attraverso ispirazione ed espirazione, di ossigenare il sangue e di espellere anidride carbonica. Il cancro al polmone si divide in due macrocategorie a seconda del tipo di cellula tumorale: adenocarcinoma, tumore a non piccole cellule, e microcitoma, tumore a piccole cellule (a crescita più rapida ed esito spesso infausto).

    Il tumore del polmone è una delle prime cause di morte nei Paesi industrializzati. In particolare, nel nostro paese, è la prima causa di morte per tumore negli uomini e la seconda nelle donne. La diagnosi precoce gioca un ruolo fondamentale nella prognosi di questa malattia. Negli stadi avanzati, caratterizzati da metastasi, le possibilità di sopravvivenza sono molto scarse. A seconda dello stadio, del tipo e della localizzazione del tumore variano i trattamenti e le cure a disposizione.

    Sintomi del tumore al polmone

    Il tumore ai polmoni, nelle fasi inziali della malattia è spesso asintomatico. Questa caratteristica rende la diagnosi precoce particolarmente difficile. Infatti di solito viene diagnosticato precocemente nel corso di indagini per altre malattie. Tra i sintomi più frequenti ci sono tosse (costante o che tende a peggiorare), emottisi, raucedine, dolore al petto e al torace che si irradia alle spalle, perdita di peso inaspettata e mancanza di appetito, tipiche delle infiammazioni croniche. Qui trovate tutte le info dettagliate sui sintomi del tumore ai polmoni.

    Cause e fattori di rischio

    Il fumo di sigaretta è il più importante fattore di rischio per il cancro ai polmoni. Il rischio nei fumatori è 14 volte superiore a quello dei non fumatori di contrarre la neoplasia ed è addirittura 20 volte superiore nei soggetti che fumano più di 20 sigarette al giorno.

    Inquinamento atmosferico, trattamenti di radioterapia, radiazioni ionizzanti in generale e agenti cancerogeni chimici sono le altre cause che determinano l’insorgenza di questa neoplasia. L’esposizione all’amianto, anche detto asbesto, al radon e ai metalli pesanti, costituisce un importante fattore di rischio per il tumore ai polmoni. In Italia il rischio amianto è ancora alto, causato dal mancato obbligo di bonifica in seguito alla messa al bando di questo gruppo di minerali (per approfondimenti sulla strage da amianto nel nostro paese potete consultare Il libro bianco delle morti di amianto in Italia dell’Avv. Ezio Bonanni, pioniere della lotta all’amianto).

    Quando il tumore ai polmoni viene contratto sul posto di lavoro in seguito all’esposizione ad agenti cancerogeni si parla di esposizione professionale. Le monografie dello IARC forniscono tutti gli approfondimenti sulla correlazione tra amianto e tumore al polmone, mentre il Consensus di Helsinki approfondisce il rischio in base all’esposizione e stabilisce le linee guida per la prevenzione delle patalogie asbesto correlate.

    Tumore ai polmoni da amianto

    Il tumore ai polmoni è una delle patologie causate da amianto che sono considerate di elevata insorgenza professionale. L’INAIL lo inserisce infatti nella lista I delle malattie causate dall’asbesto, in cui compaiono le patologie causate da esposizione professionale a cui si applica il criterio di presunzione legale di origine. Significa che una volta dimostrata la presenza di amianto sul posto di lavoro la malattia è automaticamente considerata di origine professionale. Ne consegue che deve essere indennizzata come malattia professionale e che al lavoratore vittima di esposizione spettano tutti i risarcimenti e i benefici previsti dalla legge: rendita INAIL, accesso al Fondo Vittime Amianto e ai benefici contributivi amianto.

    Nel caso in cui tali benefici non bastino a raggiungere il diritto a pensione esiste il prepensionamento amianto. A questo si aggiunge il risarcimento differenziale dei danni per l’ottenimento di un risarcimento integrale dei danni subiti. Ai familiari delle vittime decedute spettano tutte le somme maturate dal lavoratore, oltre al risarcimento dei danni iure proprio.

    Per approfondimenti >> lo “Stato dell’arte e prospettive in materiali di contrasto alle patologie asbesto-correlate”, n. 15, maggio-giugno 2012 nei Quaderni del Ministero della Salute

    Assistenza legale gratuita

    I lavoratori che hanno contratto un tumore al polmone causato da esposizione professionale possono richiedere l’assistenza legale gratuita dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto. L’ONA si occupa da anni della tutela legale degli esposti e dei loro familiari. In prima linea nella lotta all’amianto, difende le vittime di esposizione lavorativa a tutti i cancerogeni. Recentemente ha messo a punto l’app amianto, scaricabile gratuitamente, per segnalare la presenza di amianto nei luoghi di lavoro e di vita. In questo modo è possibile raggiungere la prova di esposizione, nonché migliorare la prevenzione primaria.

    Quali sono i migliori centri per la chirurgia del tumore al polmone?

    La chirurgia per il trattamento del cancro del polmone non a piccole cellule può essere eseguita tramite diverse procedure. La scelta della procedura specifica e dell’applicazione della chirurgia dipende dallo stadio del tumore e dallo stato di salute generale del paziente. Nel caso di microcitoma (tumore a piccole cellule) non è mai consigliata. Tra gli interventi possibili ci sono:

    • resezione cuneiforme: asportazione di una piccola porzione di polmone, effettuabile anche con tecnica mini-invasiva (toracoscopia).
    • Resezione segmentale o segmentectomia: asportazione di un segmento (parte di un lobo) di polmone.
    • Lobectomia: asportazione di un intero lobo di polmone. Il polmone destro ha tre lobi, mentre il sinistro ne ha due. La lobectomia associata all’asportazione dei linfonodi è il tipo più comune di chirurgia per il carcinoma polmonare.
    • Resezione con plastica bronchiale: viene effettuata per tumori endobronchiali o a cavallo fra due lobi polmonaria. È una tecnica che permette di risparmiare interi lobi polmonari garantendo la radicalità oncologica, con conseguenti grandi benefici per il paziente.
    • Pneumonectomia: asportazione di tutto il polmone.
    • Chirurgia mini-invasiva: può essere utilizzata, in casi selezionati, per eseguire gli interventi di resezione plomonare per via toracoscopica.

    Agenas monitora per conto del Ministero della Salute il volume di interventi effettuati insieme ad altri indicatori come la mortalità a 30 giorni dall’operazione. Il numero di interventi è correlato infatti alla percentuale di risultati favorevoli nel trattamento dell’adenocarcinoma.

    Centri in Italia con percentuali più basse di mortalità

    In Italia le 5 strutture con le percentuali più basse di mortalità a 30 giorni dall’intervento, dato un certo volume annuale di interventi sono:

    • Ospedale Borgo Trento di Verona (144 interventi, mortalità 0%)
    • Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti Umberto I di Ancona (116 interventi, mortalità 0%)
    • Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma (236 interventi, mortalità 0,24%)
    • Policlinico Umberto I di Roma (163 interventi, mortalità 0,35%)
    • Ospedale San Raffaele – Gruppo Ospedaliero San Donato di Milano (181 interventi, mortalità 0,48%).

    I migliori centri per le cure sperimentali

    Secondo la classifica World’s Best Specialized Hospitals 2021 di Newsweek l’IRCCS Ospedale San Raffaele è tra i migliori ospedali al mondo nell’ambito dell’oncologia. La classifica è stata stilata da Newsweek, prestigiosa rivista statunitense, in collaborazione con Statista e realizzata sulla base di interviste online ad oltre 40.000 professionisti in ambito sanitario (medici, dirigenti e specialisti) provenienti da oltre 20 paesi in tutto il mondo e poi sottoposta per validazione ad un autorevole board internazionale di esperti del settore.

    L’IRCCS è impegnato in particolare in studi clinici di fase I, per cui ha ottenuto l’accreditamento. Si tratta di studi in cui si testano nuove molecole e nuovi farmaci per la prima volta nell’uomo.

    Oltre al miglioramento delle tecniche chirurgiche e radioterapiche, è fondamentale lo sviluppo di nuovi protocolli di chemioterapia e immunoterapia. Il bevacizumab, in associazione a chemioterapia contenente platino, è un anticorpo monoclonale diretto contro il fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF) che sta dando ottimi risultati nel trattamento e cura del tumore al polmone.

    Migliori centri per la termoablazione al polmone

    La termoablazione viene utilizzata con successo nel trattamento mini-invasivo dei tumori primitivi del polmone e nelle metastasi polmonari, laddove non è possibile intervenire chirurgicamente o con la radioterapia.

    La termoablazione con radiofrequenza, con microonde o con laser vengono usate per trattare i tumori polmonari di piccole dimensioni. Sul sito di AiMAC trovate l’elenco dei centri che utilizzano la termoablazione in Italia, ossia il calore localizzato per distruggere le masse tumorali.

    Sintomi del cancro ai polmoni

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    Tumore ai polmoni
    Tumore ai polmoni

    Il tumore ai polmoni è un tumore maligno che colpisce i polmoni, due organi che assolvono alla funzione respiratoria. Attraverso ispirazione e espirazione permettono infatti di ossigenare il sangue e di depurarlo dall’anidride carbonica.

    Il tumore del polmone si può sviluppare a partire dalle cellule che costituiscono bronchi, bronchioli e alveoli polmonari, oppure può essere sede di metastasi di tumori sviluppatisi in altri organi. Non esiste un solo tipo di tumore polmonare, ma esso può comparire in diverse forme (qui le info su adenocarcinoma e microcitoma). A seconda del tipo di tumore, della localizzazione e dello stadio i sintomi possono essere diversi. In questa guida approfondiamo tutti i sintomi correlati al cancro ai polmoni.

    sintomi tumore polmonare

    Quali sono i sintomi del cancro ai polmoni?

    Nelle fasi iniziali il tumore ai polmoni è spesso asintomatico. Per questo motivo la diagnosi precoce avviene di solito in concomitanza con indagini effettuate per altri motivi.

    Tra i sintomi più comuni del tumore del polmone c’è la tosse continua, che non passa o addirittura peggiora nel tempo. Nei soggetti fumatori, particolarmente a rischio per questo tipo di tumore, questo tipo di tosse può essere facilmente sottovalutata.

    Nelle fasi iniziali, quando i sintomi sono presenti, il cancro ai polmoni può dare luogo a raucedine e respiro corto. In alcuni casi può subentrare la presenza di sangue nel catarro e dolore al petto, che aumenta nel caso di un colpo di tosse o un respiro profondo. Perdita di peso e di appetito e stanchezza sono associati a qualisiasi tipo di tumore e ad uno stato di infiammazione cronica. Al tumore al polmone si associano in particolare polmoniti, bronchiti ed altre infiammazioni dell’apparato respiratorio che si presentano con frequenza, e tendono a ritornare dopo i trattamenti.

    Sintomi iniziali del cancro ai polmoni

    Qui di seguito riportiamo l’elenco dei sintomi iniziali, da riferire al proprio medico curante, quali campanelli di allarme per una diagnosi precoce.

    • Tosse persistente: stizzosa o catarrale che, nonostante l’opportuna terapia antibiotica ed eventuale steroide, non regredisce dopo almeno tre settimane.
    • Cambiamenti nella tosse cronica nei forti fumatori: più frequente, più profonda o con un suono più rauco.
    • Escreato ematico: una piccola perdita di sangue legata alla tosse (emottisi), talvolta saltuaria, ma persistente nel tempo.
    • Dispnea (difficoltà respiratorie): specialmente se non vi sono altre patologie più o meno note che potrebbero giustificare questo sintomo, come patologie cardiovascolari.
    • Dolore toracico: spesso costante, ma anche intermittente e associato alla tosse.
    • Mancanza di appetito, perdita involontaria di peso, affaticamento non giustificato.

    Sindrome di Pancoast

    La sindrome di Pancoast è una condizione legata all’irritazione del plesso brachiale, a volte provocata dalla presenza di una lesione espansiva tumorale all’estremità superiore del polmone destro o sinistro. Qui di seguito ne elenchiamo i sintomi specifici:

    • miosi (restringimento delle pupille);
    • ptosi (abbassamento della palpebra);
    • enoftalmo (bulbo oculare incavato);
    • ipoidrosi (assenza di sudorazione);
    • dolore e debolezza nei muscoli del braccio e della mano per infiltrazione del plesso brachiale;
    • voce rauca e tosse;
    • cianosi e gonfiore del viso e possibile dilatazione delle vene del collo.

    Sintomi in stadi avanzati della malattia

    Quando il tumore al polmone si diffonde per contiguità alle strutture vicine (alla pleura che riveste i polmoni, alla parete toracica e al diaframma), per via linfatica ai linfonodi o attraverso il flusso sanguigno si generano metastasi in altri organi e sedi. A seconda della zona soggetta a metastasi possono subentrare sintomi specifici, connessi all’organo colpito. Purtroppo questi sono i sintomi che vengono nella maggior parte dei casi riportati, permettendo la diagnosi. Una diagnosi tardiva purtroppo limita di molto le possibilità di sopravvivenza del paziente.

    Tumore al polmone: cause e fattori di rischio

    Quali sono le cause e i fattori di rischio che favoriscono l’insorgenza del cancro ai polmoni?

    Il fumo di sigaretta è il più importante fattore di rischio per il cancro ai polmoni. Maggiore è il tempo in cui è insistita l’abitudine al fumo e maggiori sono le possibilità di sviluppare un cancro ai polmoni. Il rischio dei fumatori di ammalarsi di questo tipo di tumore è 14 volte superiore a quello dei non fumatori. Arriva a 20 volte nei soggetti che fumano più di 20 sigarette al giorno.

    Se il fumo di sigaretta è responsabile di circa 8 tumori al polmone su 10, i restanti casi sono da attribuirsi a inquinamento atmosferico, trattamenti di radioterapia e agenti cancerogeni chimici. Tra questi ci sono l’esposizione all’amianto, anche detto asbesto, al radon e ai metalli pesanti. Quando il tumore ai polmoni viene contratto sul posto di lavoro in seguito all’esposizione a questi agenti si parla di esposizione professionale. Le monografie dello IARC forniscono tutti gli approfondimenti sulla correlazione tra amianto e tumore al polmone, mentre il Consensus di Helsinki approfondisce il rischio in base all’esposizione e stabilisce le linee guida per la prevenzione delle patalogie asbesto correlate.

    Tumore al polmone da esposizione professionale

    In caso di tumore al polmone causato da esposizione di natura professionale ad agenti cancerogeni quali radon, metalli pesanti ed amianto, le vittime hanno diritto all’indennizzo da parte dell’INAIL e ad una serie di benefici previsti dalla legge. In caso di esposizione all’amianto, oltre alla rendita INAIL, le vittime hanno diritto all’accesso al Fondo Vittime Amianto e ai benefici contributivi amianto. Nel caso in cui tali benefici non bastino a raggiungere il diritto a pensione esiste il prepensionamento amianto. Il tumore al polmone è considerato dall’INAIL una malattia con elevata probabilità di origine professionale. In questo caso si applica il criterio di presunzione legale di origine. Ciò significa che l’onere della prova non è a carico del lavoratore e una volta dimostrata la presenza di amianto sul posto di lavoro, l’origine professionale della malattia è dimostrata.

    Per approfondimenti >> lo “Stato dell’arte e prospettive in materiali di contrasto alle patologie asbesto-correlate”, n. 15, maggio-giugno 2012 nei Quaderni del Ministero della Salute e il Libro bianco delle morti di amianto in Italia dell’Avv. Ezio Bonanni.

    Qui trovate tutti gli approfondimenti e le news sull’amianto.

    Assistenza legale alle vittime dell’amianto

    L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto offre assistenza legale gratuita alle vittime di tumore ai polmoni causato da esposizione professionale ad amianto o ad altri cancerogeni. L’assistenza legale gratuita permette di ottenere tutti i risarcimenti e i benefici previsti dalla legge, compresi i danni non patrimoniali.

    L’ONA e il suo Presidente Avv. Ezio Bonanni sono pionieri nella tutela delle vittime dell’amianto e di altri cancerogeni e in prima linea nella lotta all’amianto.

    Assistenza legale ai familiari delle vittime

    Il tumore del polmone è una delle prime cause di morte nei Paesi industrializzati. In particolare, in Italia è la prima causa di morte per tumore negli uomini e la seconda nelle donne, con quasi 34.000 morti all’anno. Un uomo su 11 e una donna su 45 rischiano di morire a causa della malattia. In questo contesto gioca purtroppo un ruolo fondamentale la tutela legale dei familiari delle vittime decedute. Gli eredi legittimi della vittima deceduta a causa dell’esposizione professionale hanno infatti diritto ai risarcimenti e a tutte le somme maturate dal lavoratore. Hanno inoltre diritto al risarcimento dei danni iure proprio, morali, esistenziali e patrimoniali.

    L’ONA ha creato uno speciale sportello per la tutela legale dei familiari delle vittime. Qui trovate l’app amianto, scaricabile gratuitamente, per segnalare la presenza di amianto nei luoghi di lavoro e di vita, al fine di rendere più agevole la prova di esposizione e migliorare la prevenzione primaria.

    Giornata Mondiale Vittime Amianto 2021

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    Giornata Mondiale Vittime Amianto

    Giornata Mondiale vittime dell’amianto 2021: continua questa strage. Nel mio appello al premier Mario Draghi tutto il dramma dell’amianto, che si somma a quello del Covid-19. Necessario inserire il problema amianto nel Recovery Plan

    Giornata Mondiale Vittime Amianto: l’appello a Draghi

    Come presidente dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e dell’Osservatorio Vittime del Dovere, ho insistito affinchè il premier Mario Draghi affronti e risolva il problema amianto. E’ necessario che il nuovo Piano nazionale di ripresa e resilienza, contempli anche questo argomento. Questo terribile killer continua a mietere vittime. Infatti sono almento 7mila le vittime dell’asbesto in Italia, nel corso del 2020, e 150mila nel mondo.

    Piano nazionale di ripresa e resilienza: le richieste dell’ONA

    In questa Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto, intendiamo insistere affinchè non ci si limiti a frasi di circostanza. L’amianto è infatti un potente cancerogeno, che provoca una serie di malattie mortali. Oltre al terribile mesotelioma, le fibre causano altri tumori dell’apparato respiratorio e gastro-intestinale. Lo ha ribadito lo IARC (International Agency for Research on Cancer) nell’ultima monografia sull’asbesto.

    Quindi la prevenzione primaria, il che vuol dire bonifiche. Con questo termine si indica prima di tutto il confinamento e poi l’incapsulamento, ma anche lo smaltimento. Questo è il vero sistema che può permettere di affrontare e risolvere il problema amianto e bloccare l’epidemia di malattie asbesto correlate.

    Nel nuovo Piano nazionale di ripresa e resilienza si sorvola completamente sulla problematica amianto. Per tale motivo ho formulato l’appello al premier Draghi perchè intervenga.

    Purtroppo i precedenti governi sono rimasti inerti sul tema amianto. Anche i partiti che lo avevano inserito nel loro programma di governo, poi non lo hanno affrontato.

    Giornata Mondiale Vittime Amianto: affrontiamo il problema

    Si deve deplorare il fatto che il problema dell’amianto è stato soltanto inserito nei programmi elettorali. Nel programma di governo giallo/verde era stata programmata la bonifica delle scuole e degli acquedotti. Inutile dire che questo buon proposito è rimasto nel libro dei sogni.

    Nel programma di governo del Prof. Conte non c’è stato spazio per le vittime della fibra killer. Nel primo, come nel secondo governo, vi è stata assenza di attenzione per le vittime dell’amianto.

    Per questi motivi, nella Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto ritengo doveroso rinnovare l’appello a tutte le forze politiche. La posizione dell’ONA e dell’Osservatorio Vittime del Dovere non è populistica e demagogica.

    Intendiamo dialogare con tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione. E’ necessario che finisca questo ballo macabro sui cadaveri delle vittime dell’amianto, che si agita in chiave elettorale.

    Ora la politica, e specialmente il nuovo governo, che si avvale della personalità del Prof. Draghi, ha gli strumenti di competenza, ma anche finanziari per affrontare e risolvere il problema. Non c’è più tempo.

    Amianto (asbesto): ancora 7mila morti nel 2020

    Nel 2020, l’amianto ha stroncato la vita di 7mila persone. Migliaia di esseri umani stroncati dalla fibra killer. Silenzio di tomba dalle istituzioni. Questo rito satanico delle fibre che uccidono. Esseri umani come agneli sacrificali di una religione satanica deve aver fine.

    Anche il Covid-19 ha inciso, e continua ad incidere, e anche qui il silenzio delle istituzioni.

    Che i politici la smettano di promettere solo in chiave elettorale e comincino, se occupano posti nelle istituzioni, ad agire in modo concreto.

    Non bastano i like su Facebook e le dichiarazioni che spesso sono farneticanti. Quindi occorre lucidità, coerenza, competenza e onestà.

    Per questo abbiamo fiducia in Mario Draghi!

    I numeri della strage nella Giornata Mondiale Vittime Amianto

    La Giornata Mondiale Vittime Amianto 2021 non può essere soltanto un momento di circostanza. La strage ci impone di essere anche crudi, e di non poter accettare la demagogia della politica!

    Per questi motivi, ritengo necessaria la mobilitazione. E’ necessario scendere in piazza, protestare, sempre in modo non violento, e senza demagogia. Occorre che ci siano fatti concreti e non chiacchiere.

    In occasione delle tornate elettorali, ci faremo sentire, e non permetteremo che nei programmi si nasconda l’inerzia del passato. Chi ha avuto ruoli di governo non potrà chiedere il consenso agli elettori, quando per anni ha governato senza muovere un dito!

    Ribadiamo che nel corso del 2020 il numero dei decessi per malattie asbesto correlate è stato molto più elevato. Per questi motivi non c’è più tempo. Il tempo è scaduto.

    Quando l’epidemia Covid-19 sarà sotto controllo si dovrà scendere di nuovo in piazza. Occorre stanare i politici dai loro palazzi dorati e soprattutto i demagoghi e gli amanti dei like su Facebook.

    L’amianto non si risolve con i post su Facebook!

    Giornata Mondiale Vittime Amianto: l’APP per la mappatura

    Per poter comprendere la natura del rischio, è sufficiente consultare Il libro bianco delle vittime dell’amianto in Italia, di cui presto pubblicheremo la seconda edizione.

    Proprio sulla base di queste risultanze, riteniamo necessario proseguire nella mappatura. L’APP ONA è infatti uno degli strumenti fondamentali per la mappatura che è il primo passo.

    Infatti, vi erano dei comparti rimasti sconosciuti al rischio. Si pensi all’amianto nelle scuole. Questo lo abbiamo ribadito il 13 ottobre del 2020 (Rischio amianto in Italia, diritti negati alle vittime).

    In più avevamo insistito con il ministro della Salute, on.le Speranza, perchè ci fosse un protocollo Covid-19 per le vittime amianto. Questo appello è rimasto lettera morta, e questo è ancora più grave.

    Insistiamo con il premier Draghi che può affrontare e risolvere almeno il problema del protocollo Covid-19 per le vittime amianto.