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mercoledì, Aprile 1, 2026
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Morte per diagnosi errata: Asl condannata a risarcire

diagnosi errata

Errore medico: risarciti familiari del paziente deceduto

Errata diagnosi: confondono i sintomi di una leucemia con quelli di una colica renale. Per questo, perde la vita S.M., a soli 26 anni. Secondo la mia visione giuridica, anche in caso di perdita di chance sussiste la responsabilità e l’obbligo risarcitorio. Il caso in esame era stato trascurato anche dopo la morte del paziente. Grazie al supporto medico legale, e allo staff del mio studio (Studio Legale Bonanni), ho potuto dimostrare l’errore medico.

La ASL Roma 6, già Roma H, ha trascurato le mie sollecitazioni e quindi ho dovuto ricorrere al Giudice. Da qui, la condanna del Tribunale di Velletri.

Tribunale di Velletri: risarcimento record per diagnosi errata

Un errore medico, una diagnosi errata che ha portato alla morte, in soli cinque giorni, S.M., 26 anni di Anzio. La asl Roma H è stata condannata, con sentenza del Tribunale di Velletri, al pagamento di quasi ottocentomila euro. Questo importo è stato nel frattempo corrisposto. Infatti, in seguito al pignoramento, i familiari della vittima hanno ricevuto le somme dovute.

“Negligenza e imperizia medica non hanno consentito al paziente di avere un rallentamento nel decorso della malattia, privandolo dunque di avere una sopravvivenza più lunga e una migliore qualità della vita”.

Questa in sintesi la sentenza con la quale la ASL Roma H, ora Roma 6, è stata condannata al risarcimento record, che con gli interessi, ha sfiorato il milione di euro.

Leucemia fulminante: il paziente poteva essere salvato

Secondo quanto sostenuto dal medico legale di parte, qualora il paziente fosse stato trattato e stabilizzato, il decorso della malattia sarebbe stato bloccato. In ogni caso, quantomeno rallentato.

La malattia ematologica acuta, leucemia fulminante, è stata non diagnosticata dai sanitari dell’Ospedale di Anzio. Avevano, infatti, diagnosticato una semplice ‘colica renale’.

Certamente, un errore medico: la negligenza, imprudenza ed imperizia, che è costata la vita ad un giovane di 26 anni. Sì, perché S.M. aveva appena 26 anni, rientrato in casa, dopo due giorni, è sprofondato nel coma. Eppure, “i sintomi della leucemia erano chiaramente evidenti e la neoplasia facilmente diagnosticabile. Tuttavia, senza alcun esame strumentale, il paziente è stato dimesso, senza la presa in carico”, così, il medico legale di parte.

Diagnosi errata: fatale il ritardo nella diagnosi e delle cure

Un gravissimo errore medico costato la vita ad un ragazzo di appena 26 anni. S.M., quindi, è morto proprio per la negligenza dei medici in servizio al pronto soccorso dell’ospedale di Anzio e Nettuno. Il giorno in cui è arrivato con forti dolori all’addome doveva essere immediatamente trattato e stabilizzato.

Una diagnosi errata e ritardata che non ha permesso al giovane, che avrebbe potuto avere ancora tanti anni da vivere, tanti anni da potere dare e ricevere amore, di essere sottoposto a trasfusioni di plasma e piastrine. Questo trattamento avrebbe sicuramente permesso la sopravvivenza, ovvero maggiori chance di sopravvivenza, certamente maggiore a 5 giorni.

Una storia straziante: il paziente è dimesso senza cure

E’ il 4 dicembre di qualche anno fa. L’aria è gelida, le temperature quasi vicino lo zero. Si comincia a respirare aria di festa. Il Natale è vicino. Stefano è a casa. All’improvviso accusa lancinanti dolori all’addome. Spasmi che gli tolgono il respiro. Non ce la fa a resistere.

Stefano è giovane, solare, pieno di vita, non è ipocondriaco. Sta male sul serio. E’ in quel preciso momento che comincia il count down dei suoi ultimi cinque giorni.

Stefano è sorretto dai genitori. Sale in macchina e, insieme ai suoi affetti più cari, raggiunge il pronto soccorso dell’ospedale di Anzio e Nettuno. I medici lo visitano e poco dopo lo dimettono.

Sospetta colica reale sinistra”, questa la diagnosi. La cura? Antibiotici e riposo.

Diagnosi errata: il paziente in coma

Dopo due giorni S.M., mentre era a riposo a casa, come ‘prescritto’ dai medici dell’Ospedale di Anzio e Nettuno, perde conoscenza. Entra in un coma profondo dal quale non ne esce più perché muore dopo due giorni di ricovero nel reparto di rianimazione della casa di cura Città di Aprilia, trasportato d’urgenza nella struttura dai sanitari del 118. E’ nel pronto soccorso della clinica che i camici bianchi diagnosticano unaleucemia mieloide acuta.

Una patologia grave che sarebbe potuta essere accertata con un banale emocromo. Analisi di laboratorio, dunque, come stabilito dalle perizie mediche che hanno indotto il Tribunale di Velletri a pronunciare sentenza di condanna, riconoscendo quindi responsabilità medica, che avrebbero permesso la diagnosi.

Infatti, i risultati degli esami clinici, o meglio dell’emocromo, avrebbero evidenziato la leucemia. Infatti, sarebbero risultate completamente alterate. Così, avrebbero quindi messo in allerta i medici, capendo subito che la diagnosi di “sospetta colica renale” non poteva che essere errata.

Vittima di diagnosi errata: danno al paziente

S.M. con una patologia così grave non avrebbe potuto avere una vita lunghissima. Ma senza quel maledetto errore diagnostico, Stefano avrebbe sicuramente potuto avere la possibilità di essere sottoposto a trasfusioni di sangue e di piastrine. Un iter che permette ai malati ematologici di poter affrontare anche diversi cicli di chemioterapia. Ma tutto questo non è avvenuto a causa di una diagnosi errata.

E poi chissà se la vita avrebbe potuto riservargli anche una rinascita con un trapianto o un autotrapianto midollare. Chi può più dirlo, ora! A Stefano però, tutto questo è stato negato. Dai primi dolori, a chiudere per sempre gli occhi sono solo trascorse 120 ore. Le ultime, le più lunghe e interminabili che mamma e papà difficilmente dimenticheranno.

Lo squarcio nei cuori dei genitori, quella ferita che ha devastato la loro anima, rimarrà aperta per sempre. Un figlio non si dimentica. Un figlio continui ad amarlo anche non potendolo più accarezzare.

Diagnosi errata e risarcimento medico

Il diritto alla salute è il presupposto per l’esercizio di tutti gli altri diritti. Infatti, non vi può essere l’esercizio del diritto di libertà, piuttosto che del diritto al lavoro, se non si è in piena efficienza psicofisica. A maggior ragione, nel caso di S.M., che ha perso la vita proprio perché non è stato stabilizzato.

Recentemente tutta la normativa, in materia di responsabilità medica, ha trovato un definitivo assetto proprio in seguito alla c.d. Legge Gelli Bianco. Si tratta del riordino normativo di tutta la complessa materia della responsabilità medica, anche oltre la problematica del ritardo diagnostico.

Proprio il ritardo diagnostico è  uno dei temi fondamentali per quanto riguarda la responsabilità medica nei casi di mesotelioma, diagnosticati in ritardo. Questi profili sono stati attenzionati dall’ONA, che poi ha proseguito con la tutela anche per altri casi di errore medico.

Responsabilità medica in caso di diagnosi errata

Nel caso in cui ci si trovi di fronte ad errore diagnostico ed anche al ritardo nella diagnosi, sussiste il diritto al risarcimento di tutti i danni. Infatti, nel caso di S.M. il Tribunale di Velletri ha accolto la domanda di risarcimento del danno.

Il profilo più rilevante è proprio quello della responsabilità contrattuale della struttura sanitaria, cui si aggiunge quello extracontrattuale.

Quindi, il paziente che subisce un danno può chiederne il risarcimento integrale. I danni risarcibili sono sia quelli non patrimoniali che patrimoniali.

Tra i primi, vi è il danno biologico, quello morale e quello esistenziale. Poi ci sono i danni economici. Inoltre, in caso di decesso, i familiari hanno diritto alla liquidazione di quanto maturato dal loro congiunto.

Risarcimento danni, diagnosi errata, errore medico

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, tutela quindi, anche i pazienti, senza dimenticare poi il ruolo importante dei medici, per l’assistenza sanitaria. In questa triste esperienza del Covid-19, il sistema sanitario nazionale e i sanitari hanno dato prova di capacità e dedizione. Per questi motivi, le azioni sono sempre intentate contro la struttura sanitaria e solo per ottenere il risarcimento del danno, in casi di effettiva responsabilità.

Consulenza, risarcimento danni diagnosi errata

Proprio perché non si può dimenticare il ruolo fondamentale dei medici, in particolare durante la pandemia Covid-19, nella quarta ondata del gennaio 2022, è necessario circoscrivere l’azione.

In sostanza, agire solo nei casi in cui vi sia un’effettiva responsabilità. Per questi motivi, si può approfondire sul tema malasanità proprio in questo sito.

Chiedi la tua consulenza legale gratuita errore medico, facendone richiesta scritta all’Associazione. Otterrete, gratuitamente, la consulenza legale gratis errore medico, con un parere completo con le norme ed i riferimenti giurisprudenziali. Così, in questo modo, sarà possibile orientarsi e determinarsi per agire per la tutela di diritti.

Diagnosi errata malattie amianto: tutela medica e legale

Nei casi di malattia asbesto correlata, in particolare in caso di mesotelioma, con ritardo diagnostico, è chiaro che c’è responsabilità. Ho, infatti, sempre sostenuto che la diagnosi precoce è fondamentale. L’esperienza mi ha dato sempre ragione. Sono centinaia i casi per i quali la diagnosi precoce ha evitato il peggio. In particolare, nei casi di mesotelioma e di tumore del polmone.

Infatti, per legge, coloro che sono stati esposti a cancerogeni, in particolare ad amianto, hanno diritto alla c.d. sorveglianza sanitaria. Il tutto, come stabilito dall’art. 259 del D. Lvo 81/08 (testo unico sulla sicurezza sul lavoro).

In questo modo, con queste misure di c.d. prevenzione secondaria, è possibile attenuare gli effetti delle esposizioni pregresse.

Per chiedere assistenza medica e legale ci si potrà rivolgere all’Associazione ONA: Tutela Legale ritardo diagnosi malattie asbesto correlate.

La tutela dei sanitari, vittime del Covid-19

In ogni caso, l’ONA supporta tutti i cittadini, dal punto di vista medico e legale. Con il recente Governo Draghi, sono stati implementati i fondi della sanità pubblica. Però, questo non è sufficiente. E’ indispensabile valorizzare il nostro personale medico e paramedico, adeguare le retribuzioni.

Per i nostri numerosi medici, infermieri ed altro personale medico che hanno subito danno per l’epidemia Covid-19, necessario anche il riconoscimento di vittima del dovere.

In questo momento particolare, se si fa riferimento ad una sentenza del Tribunale che condanna delle strutture sanitarie, non si può non ricordare il sacrificio dei nostri sanitari.

Questo non lo possiamo dimenticare. Ecco perchè, già nel marzo del 2020, quando cominciavano a morire con i loro pazienti, ne ho invocato la tutela.

Tanto è vero che, anche nella trasmissione di ONA Tv “lavoratori e tutele nell’era del coronavirus”, ne abbiamo parlato.

Mi sembra doveroso ed onesto, ricordare anche la memoria di tutti i nostri caduti nella guerra al Covid-19, che non si è ancora conclusa.

Amianto nelle scuole di Roma, il convegno al Campidoglio (VIDEO)

Amianto nelle scuole, convegno
Amianto nelle scuole, convegno

L’amianto nelle scuole di Roma non risulta ancora sotto controllo. A evidenziarlo l’Osservatorio Nazionale Amianto. Il quale ha presentato un aggiornamento durante il convegno tenuto il 30 marzo in Campidoglio, nella Sala del Carroccio.

Secondo quanto emerso, nonostante gli interventi di bonifica avviati negli ultimi anni, la situazione è rimasta frammentaria. I dati disponibili hanno riguardato solo una parte degli edifici scolastici. Rendendo impossibile una mappatura completa senza una collaborazione più ampia tra le istituzioni.

A moderare l’iniziativa la giornalista Elisa Mariani.

Circa 140 scuole con amianto o sospetti

Il punto di partenza il dato del 2024. Tra il Comune di Roma e Città Metropolitana sono stati individuati circa 140 edifici scolastici con presenza accertata o sospetta di amianto.

Un numero che ha confermato come il problema sia ancora attuale e rappresenti un rischio concreto per la salute di studenti, docenti e personale scolastico.

Mappatura incompleta e scoperte casuali

Uno degli aspetti più critici ha riguardato l’assenza di una mappatura completa. In diversi casi, infatti, la presenza di amianto è stata scoperta solo durante lavori di manutenzione.

Un dato che ha evidenziato un problema strutturale. Invece di essere individuato attraverso controlli sistematici, l’amianto è emerso spesso in modo accidentale.

L’indagine su tutta la Capitale

L’indagine è stata condotta dall’ONA tramite accesso agli atti amministrativi, coinvolgendo tutti i 15 municipi di Roma e la Città Metropolitana.

Il quadro emerso è però solo parziale. Non tutte le amministrazioni hanno infatti fornito la documentazione richiesta, lasciando zone d’ombra nella ricostruzione complessiva. A volte la stessa è risultata incompleta o dispersa.

Bonifiche presenti, ma senza programmazione

Dai dati raccolti è emerso che gli interventi di bonifica sono stati avviati in diversi territori, ma senza una strategia unitaria.

A livello metropolitano, sono stati attivati anche interventi finanziati dal PNRR, con oltre 129 milioni di euro destinati alla sicurezza degli edifici scolastici.

Le principali criticità emerse

Oltre al problema di una mancata mappatura completa, rimane centrale il problema della carenza di risorse per verifiche tecniche. Oltre al fatto che spesso il problema rimane la scoperta casuale dell’amianto durante i lavori.

Nel complesso, è emersa l’immagine di una città in cui le bonifiche sono andate avanti, ma senza una regia coordinata.

On. Daniele Parrucci, delegato all’edilizia scolastica e del sindaco della Città Metropolitana di Roma (scuole superiori)

Durante il convegno è intervenuto anche Daniele Parrucci,  che ha tracciato un quadro critico ma anche degli interventi in corso.

«Abbiamo trovato una situazione devastante». Ha spiegato, sottolineando come per oltre vent’anni siano mancati investimenti adeguati sull’edilizia scolastica. «Molte scuole non si stavano semplicemente deteriorando, ma stavano implodendo».

Parrucci ha ricordato che la Città Metropolitana gestisce centinaia di istituti e che il fabbisogno complessivo per riportare il sistema a condizioni ordinarie era stimato in circa un miliardo di euro.

Sul tema amianto, ha evidenziato come sia stata avviata una prima attività di censimento. «Abbiamo individuato la presenza di amianto in 111 scuole superiori. Nella maggior parte dei casi si tratta di materiali non immediatamente pericolosi. Ma comunque da monitorare e gestire».

Il problema principale, ha aggiunto, è legato alla scoperta progressiva del materiale durante i lavori. «Andando avanti con gli interventi ci siamo accorti che emergeva altro amianto di cui non eravamo a conoscenza».

Importante anche il nodo delle risorse. «Abbiamo avuto a disposizione circa 10 milioni di euro, una cifra insufficiente rispetto all’ampiezza del problema». Solo su pochi istituti, ha spiegato, sono stati necessari milioni di euro per interventi di messa in sicurezza.

Parrucci ha quindi ribadito la necessità di un intervento nazionale. «L’unica soluzione reale è una campagna nazionale di bonifica, con fondi adeguati. Non si può scaricare tutto sugli enti locali».

Infine, ha lanciato un appello alla collaborazione istituzionale. «Siamo a completa disposizione per fornire tutti i dati e lavorare insieme. Ma senza un sostegno concreto sarà difficile risolvere il problema in modo definitivo».

Bonanni: “Serve un cambio di passo immediato”

«Il dato più preoccupante è che l’amianto nelle scuole di Roma troppo spesso non viene individuato attraverso controlli sistematici. Ma scoperto in modo casuale durante lavori di manutenzione. Questo non solo conferma la mancanza di una mappatura completa, ma apre una questione ancora più grave. Ossia quella della sicurezza degli stessi lavoratori», ha dichiarato  l‘Avv.Ezio Bonanni, presidente dell‘Osservatorio Nazionale Amianto.

«Non possiamo accettare che la prevenzione venga sostituita dal caso. È necessario un cambio di passo immediato, con censimenti completi, controlli periodici e programmi strutturati di bonifica. La tutela della salute deve riguardare tutti. Ossia studenti, personale scolastico e operatori impegnati nei cantieri», ha aggiunto.

L’avv. Ezio Bonanni ha presentato contestualmente all’iniziativa la pubblicazione “Amianto, dalla prevenzione alla bonifica”. Nel testo Bonanni affronta i gravi rischi sanitari legati all’amianto e l’importanza di evitarne l’esposizione.
Sottolinea il ruolo centrale della prevenzione e della diagnosi precoce per tutelare la salute delle persone esposte.
Oltre a evidenziare la necessità di bonificare i siti contaminati e garantire tutela legale e risarcimenti alle vittime.

Contestualmente all’evento, la presentazione della pubblicazione di Bonanni: Amianto, dalla prevenzione alla bonifica.” – Tutela della salute, sicurezza sul lavoro e responsabilità giuridiche.

Multidisciplinarità degli interventi verso un obiettivo comune

Presente anche Maria Grazia Calandrone, poeta, scrittrice, drammaturga ha dedicato Presente anche Maria Grazia Calandrone, che ha dedicato un intervento al tema dell’amianto  (oggetto di uno dei suoi libri) mettendo al centro la dimensione umana e il dolore delle vittime.

A supporto dell’iniziativa anche Ruggero Alcanterini, presidente del CNIFP- Comitato Nazionale Italiano Fair Play. Il quale ha patrocinato l’iniziativa insieme all’Ordine degli Avvocati di Roma.

Riflessioni per la prevenzione del rischio

Antonio Caiafa, Università LUM e Consigliere Ordine Avvocati di Roma ha richiamato l’attenzione sul ruolo della competenza e sulle responsabilità giuridiche nella gestione del rischio amianto, sottolineando come una maggiore preparazione avrebbe potuto prevenire molte criticità emerse.

Il giurista ha evidenziato la complessità nell’attribuzione delle responsabilità, soprattutto nei casi in cui un immobile scolastico appartenga a un soggetto, ma sia utilizzato da un altro, ponendo interrogativi su chi debba rispondere tra costruttori, proprietari e utilizzatori.

Particolare attenzione è stata dedicata al tema della prevenzione nei bilanci aziendali. Caiafa ha ricordato che le norme prevedono l’obbligo di accantonare fondi adeguati per coprire i rischi, sottolineando come tali previsioni non debbano essere solo formali, ma basate su valutazioni concrete e realistiche.

Infine, ha ribadito il ruolo centrale degli organi di controllo, come revisori e collegi sindacali, che devono operare in piena autonomia e rigore, senza condizionamenti, per garantire trasparenza e reale tutela rispetto a rischi gravi come quelli legati all’amianto.

Giampiero Cardillo, del Comitato Tecnico Scientifico ONA ha sottolineato la ncessità di rendere appetibile la bonifica dell’amianto. evidenziando òa necessità di rendere la bonifica dell’amianto più conveniente e sostenibile anche dal punto di vista economico, evidenziando come senza adeguati incentivi difficilmente si possano ottenere risultati concreti.

E’ infatti  fondamentale coinvolgere imprese e istituzioni, creando meccanismi che trasformino la rimozione dell’amianto in un’opportunità e non solo in un obbligo.
Solo attraverso politiche mirate e investimenti strutturali si può accelerare davvero il processo di bonifica e tutela della salute pubblica.

Amianto e risvolti giudiziari

È intervenuto anche Fabio Massimo Gallo, già presidente F.F. della Corte di Appello di Roma, che ha analizzato il tema sotto il profilo giuridico.

«Il problema dell’amianto, oltre ad avere enormi risvolti sociali e umani, si ripercuote inevitabilmente negli ambienti giudiziari», ha spiegato, sottolineando come i tribunali diventino spesso «la cassa di risonanza di problematiche che non trovano una soluzione preventiva».

Gallo ha evidenziato la complessità delle responsabilità: «Si tratta di una materia che coinvolge profili penali, civili, previdenziali e risarcitori». In particolare, ha chiarito che «la responsabilità penale è personale, mentre quella civile riguarda una pluralità di comportamenti e soggetti».

Un passaggio centrale ha riguardato la prevenzione: «Non dobbiamo limitarci all’aspetto risarcitorio, ma puntare soprattutto sulla prevenzione». Richiamando l’articolo 2087 del Codice civile, ha ricordato che «il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire la sicurezza e la tutela del lavoratore».

Sul piano processuale, ha sottolineato un principio chiave: «Il lavoratore deve dimostrare l’attività svolta e il danno subito, mentre spetta al datore di lavoro provare di aver adottato tutte le misure necessarie per evitare il rischio».

Gallo ha poi chiarito che il rispetto formale delle norme non è sufficiente: «Il datore di lavoro deve aggiornarsi costantemente allo stato della scienza. Non basta attenersi ai limiti di legge se questi non garantiscono una reale sicurezza».

Infine, ha ribadito la necessità di un cambio culturale: «Servono controlli più efficaci, ma soprattutto una vera cultura della prevenzione e della sicurezza». E ha concluso: «Meno si arriverà in tribunale, meglio sarà per tutti».

Nicola De Marinis, Consigliere della Corte di Cassazione ha evidenziato come il tema dell’amianto si inserisca oggi in un contesto giuridico evoluto, in cui la tutela di salute, ambiente e sicurezza ha assunto un ruolo centrale anche nella Costituzione.
Ha inoltre spiegato che, accanto al principio di prevenzione, emerge quello di precauzione, che impone interventi anche di fronte a rischi non completamente certi ma potenzialmente gravi.
Infine ha argomentato sul fatto che il diritto alla salute e a un ambiente sano prevale sull’iniziativa economica, rendendo indispensabile garantire condizioni di lavoro sicure e sostenibili.

Il delicato ruolo della formazione

È intervenuto anche Guerrino Petillo, Docente A.F. Unint e Consigliere Camera degli Avvocati Tributaristi di Roma, che ha posto l’attenzione sul ruolo della formazione e sugli strumenti economici per affrontare il problema amianto.

Petillo ha spiegato di aver orientato le attività accademiche proprio su questo tema: «Abbiamo ritenuto fondamentale inserire la questione amianto nei percorsi formativi destinati ai funzionari pubblici, per aumentare la consapevolezza su un rischio ancora sottovalutato».

Ha sottolineato la complessità dei casi legati all’amianto, caratterizzati da tempi lunghi: «Non si tratta di eventi immediati, ma di patologie che si sviluppano anche dopo 20 o 30 anni, rendendo più difficile l’accertamento delle responsabilità e l’ottenimento della giustizia».

Ampio spazio dedicato al tema delle risorse: «Il nodo centrale resta quello economico: senza finanziamenti adeguati e una chiara volontà politica, il problema è destinato a protrarsi nel tempo».

Petillo ha poi evidenziato i limiti degli attuali incentivi fiscali, ma anche alcune opportunità: «Esistono strumenti come il conto termico che possono finanziare interventi fino al 65%, ma risultano ancora poco utilizzati e insufficientemente finanziati».

Infine, ha ribadito la necessità di una maggiore informazione e accesso agli strumenti disponibili: «Le amministrazioni devono essere messe nelle condizioni di conoscere e utilizzare queste agevolazioni, altrimenti anche le misure esistenti rischiano di rimanere inutilizzate».

Pasquale Trabucco, il ricordo per le forze armate

Pasquale Trabucco è un colonnello dell’Esercito italiano e presidente del comitato per il ripristino della Festa del 4 novembre. Ha lavorato per anni nel comparto sicurezza della Presidenza del Consiglio e si è distinto per iniziative simboliche, come lunghi cammini a piedi per commemorare i caduti. L’ultima, lo ha visto reduce dell’impresa  con anche il logo dell’ONA sul petto. Trabucco ha attraversato a piedi un lunghissimo percorso da Roma al confine dell’Inghilterra.  È anche autore del libro “L’ombra della vittoria. Il fante tradito” e promotore di attività civiche legate alla memoria storica e alle vittime del dovere.

«L’amianto non riguarda solo le scuole, ma è stato ampiamente presente anche nelle forze armate», ha spiegato, ricordando come il materiale fosse utilizzato in numerosi mezzi e dotazioni: «Sommergibili, aeroplani, elicotteri, carri armati e persino nelle tute utilizzate dai soldati».

Trabucco ha evidenziato come molti militari siano stati esposti senza consapevolezza, sia in missioni all’estero sia sul territorio nazionale: «Spesso non si sapeva nemmeno di essere a contatto con un materiale così pericoloso».

Infine, ha collegato il tema alla tutela più ampia della salute: «È una questione che riguarda tutti, non solo i militari, ma l’intera società, e richiede attenzione e impegno continuo».

Giorgio Trabucco, Consigliere dell’Assemblea Capitolina – necessario un pinao Marshall per l’amianto

Trabucco, Consigliere dell’Assemblea capitolina ha ribadito il ruolo delle istituzioni locali nella gestione dell’emergenza amianto, con un intervento focalizzato soprattutto sulle difficoltà operative ed economiche.

«Roma è probabilmente più avanti rispetto ad altri territori, ma il problema resta enorme», è stato sottolineato, evidenziando come la presenza di amianto riguardi scuole di ogni ordine e grado, dagli asili alle superiori.

Particolare attenzione è stata posta sulla mancanza di una mappatura completa: «Spesso ci si accorge della presenza di amianto solo quando si aprono i cantieri, perché non esiste una ricognizione sistematica dei materiali utilizzati in fase di costruzione».

Sul fronte degli interventi, ricordato che «sono stati avviati decine di lavori, ma i costi restano molto elevati e difficili da sostenere nel lungo periodo», anche perché nuove criticità emergono durante i lavori.

Da qui la richiesta di un intervento strutturale: «Serve un piano nazionale straordinario, un vero e proprio “piano Marshall”, con risorse adeguate per affrontare il problema in modo definitivo».

Infine, Trabucco ha ribadito il valore della collaborazione: «Le istituzioni stanno facendo la loro parte, ma è fondamentale il contributo di realtà come l’ONA per mantenere alta l’attenzione su un tema che riguarda la salute di tutti».

Paola Vegliantei, legalità al centro

Paola Vegliantei, presidente dell’Accademia della Legalità, ha sottolineato il ruolo dell’associazione nel dare voce alle “sentinelle della legalità” e nel promuovere consapevolezza sul tema amianto. “Accademia oggi porta la voce naturalmente di tutti quelli che sono le sentinelle della legalità che ci sono in tutta Italia”.

Evidenzia come il problema sia ancora gravemente sottovalutato: “l’amianto se uccide e continua ad uccidere non solo è pericoloso, ma dovrebbe mettere paura a tutti”, essendo ancorapresente in scuole, caserme e edifici pubblici come gli ATER. “Gli ATER hanno rivestimenti delle finestre con l’amianto, hanno le cantine piene di amianto”. Denuncia una diffusa negligenza e una tendenza a delegare la responsabilità: “deleghiamo sempre a qualcun altro che dovrà prendersi l’onere e gli onori di non vedere morto nessun altro”.

Critica l’insufficienza delle sole misure normative: “non ci deve essere soltanto un obbligo normativo, ma deve essere proprio una scelta, quindi quella di assicurare la salute alle persone”, e richiama la necessità di una cultura della prevenzione e della salute pubblica: “qui si tratta di salute, salute pubblica di tutti, di tutti, non solo la tutela, ma diffusione di una cultura anche che deve essere la cultura del genere che bene che genera bene”.

Infine, propone una riflessione forte sul paragone con la criminalità, ricordando una citazione “l’amianto uccide più della mafia”, ricordando anche discariche e gestione illecita dei rifiuti. Conclude ribadendo l’importanza di continuare la lotta e ringraziando per l’importante lavoro svolto da ONA.

La testimonianza dei figli delle vittime dell’amianto

Ennio Pietrangeli

Un passaggio commovente ha riguardato gli interventi di alcune vittime dell’amianto e i loro famigliari. toccanti testimonianza come quelle di Ennio Pietrangeli. Il cui papà lavorava in una scuola ed è morto di terribili patologie asbesto correlate, manifestatasi molto tempo il periodo dell’esposizione.

Mara Sabbioni

Oppure quella di Mara Sabbioni, il cui papà era motorista nella Marina Militare e la cui morte fu causata dall’inalazione di fibre di amianto durante il servizio. Dopo 11 mesi di sofferenza, il padre muore a 57 anni, lasciando un forte senso di rabbia e impotenza in Mara, che all’epoca aveva 23 anni.
Essendo biologa, studia approfonditamente il tema dell’amianto e analizza la divisa conservata dalla madre (che continuava ad abbracciarla inconsapevolmente anche dopo la morte). Scoprendo la presenza di fibre che costituiscono una prova decisiva contro lo Stato. La battaglia legale con l’Avv. Ezio Bonanni porta alla condanna del Ministero della Difesa, con una sentenza di primo grado non impugnata.

Nonostante la vittoria legale non restituisca il padre, l’esperienza le dà la forza di contribuire a sensibilizzare e sostenere altre famiglie colpite dall’amianto, valorizzando la memoria delle vittime e l’importanza della prova scientifica nelle azioni legali.

Silvana Zambonini

Silvana Zambonini ha sottolineato come la scienza e le leggi non riescano a catturare il dolore reale delle famiglie: suo marito è morto in soli cinque mesi a causa dell’amianto e lei stessa è malata per esposizione prolungata sul lavoro. La sua testimonianza mette in luce quanto sia fondamentale informare i giovani e promuovere la prevenzione, perché la conoscenza salva vite. Ringrazia l’avvocato Ezio Bonanni, ricordando la sua professionalità e il sostegno legale nella battaglia personale che ha affrontato dopo la perdita del marito, e denuncia come il dolore dei familiari spesso non venga riconosciuto.

Luigi Abbate

Subito dopo, è intervenuto Luigi Abbate, ottimo giornalista e orfano di una vittima del dovere. Racconta la tragica esperienza della perdita del padre, sottufficiale della Marina morta di asbestosi, fibrosi polmonare e sarcoma, causati dall’esposizione all’amianto.

Ha evidenziato quanto sia difficile per i figli delle vittime ottenere riconoscimenti e benefici. Sottolineando l’assurdità di approcci giuridici che trattano il dolore come se fosse un semplice risarcimento economico. Racconta anche la situazione ambientale di Taranto, con l’Arsenale e strutture fatiscenti contaminate da amianto stratificato per decenni. E denuncia interventi insufficienti di isolamento.

Un cammino necessario

Infine, il dibattito si allarga, ricordando che il caso di Taranto è emblematico ma non unico. Anche altre zone, come la Valle del Sacco nel Lazio, rappresentano vere e proprie bombe ecologiche.

L’attenzione alla sicurezza, alla prevenzione e alla tutela delle vittime rimane centrale, perché la battaglia contro l’amianto non è solo legale, ma profondamente umana.

 

Amianto nelle scuole di Roma: il convegno del 30 marzo in Campidoglio

amianto nelle scuole, locandina convegno png
amianto nelle scuole, locandina convegno png

Il tema dell’amianto torna al centro del dibattito pubblico con un importante appuntamento istituzionale in programma a Roma. Il prossimo 30 marzo, dalle ore 9 alle 14, presso la sala del Carroccio in Campidoglio, si terrà un convegno dedicato a una questione tanto delicata quanto urgente: la presenza di amianto nelle scuole della Capitale e lo stato delle bonifiche.

A promuovere l’iniziativa è l’Osservatorio Nazionale Amianto, presieduto dall’avvocato Ezio Bonanni, da anni impegnato nella tutela della salute pubblica e nella lotta contro i rischi legati all’esposizione all’amianto.

Un problema ancora attuale per studenti e lavoratori

Nonostante siano trascorsi anni dalla messa al bando dell’amianto, il problema è tutt’altro che risolto. La sua diffusione capillare nel passato, con oltre 3000 applicazioni in ambito edilizio e industriale, ha lasciato uno strascico pesante, soprattutto in alcuni edifici pubblici.

Secondo quanto emerso, la presenza di amianto  in alcuni istituti scolastici costituisce un problema ancora da risolvere, che coinvolge studenti, docenti e personale amministrativo.  Materiali deteriorati possono rilasciare fibre pericolose nell’aria, con conseguenze gravi per la salute nel lungo periodo.

Stato delle bonifiche: tra progressi e criticità

Uno dei punti centrali del convegno sarà la presentazione di un report aggiornato sulla situazione delle scuole di Roma. In passato, un censimento realizzato dall’amministrazione capitolina aveva individuato oltre 100 edifici con presenza di amianto. Tuttavia, le rilevazioni dell’ONA hanno ampliato questo numero.

Durante l’evento verrà fatto il punto su interventi di bonifica, rimozione e messa in sicurezza, evidenziando i progressi compiuti ma anche le criticità ancora esistenti. Il tema non riguarda solo la Capitale, ma rappresenta un problema diffuso a livello nazionale, che richiede interventi strutturali e una pianificazione efficace.

La prevenzione come chiave per la tutela della salute

Parallelamente all’analisi dello stato attuale, il convegno offrirà un momento di approfondimento scientifico e giuridico. Sarà infatti presentato il nuovo libro di Ezio Bonanni, intitolato “Amianto: dalla prevenzione alla bonifica, tutela della salute, sicurezza sul lavoro e responsabilità giuridiche”.

L’opera affronta in modo sistematico il tema dell’amianto, sottolineando come la prevenzione rappresenti il primo e più importante strumento per ridurre i rischi. Intervenire prima che il danno si manifesti è fondamentale, sia per proteggere la salute dei cittadini sia per evitare conseguenze legali e responsabilità istituzionali.

Un confronto tra esperti di alto livello

Il convegno vedrà la partecipazione di giuristi e accademici di primo piano, chiamati a confrontarsi su un tema complesso che coinvolge diritto, sanità e ambiente. Tra i relatori figurano esperti del mondo giuridico e rappresentanti delle istituzioni, che contribuiranno ad arricchire il dibattito con competenze multidisciplinari.

Lo scopo è quello di promuovere una maggiore consapevolezza e stimolare azioni concrete, sia sul piano normativo sia su quello operativo. La presenza di figure autorevoli sottolinea l’importanza dell’iniziativa e la necessità di affrontare il problema con un approccio rigoroso e coordinato.

Tra saluti istituzionali, partecipanti e relatori:

  • Ezio Bonanni, presidente ONA – Osservatorio Nazionale Amianto
  • Maria Grazia Calandrone, poeta, scrittrice, drammaturga
  • Antonio Caiafa, Università LUM e Consigliere Ordine Avvocati di Roma
  • Giampiero Cardillo, Comitato Tecnico Scientifico ONA
  • Nicola De Marinis, Consigliere della Corte di Cassazione
  • Fabio Massimo Gallo, già  Presidente F.F. della Corte di Appello di Roma
  • Daniele Parrucci, Consigliere capitolino e delegato del Sindaco per l’Edilizia Scolastica
  • Guerrino Petillo, Docente A.F. Unint e Consigliere Camera degli Avvocati Tributaristi di Roma
  • Fabrizio Santori, Consigliere comunale di Roma
  • Giorgio Trabucco, Consigliere dell’Assemblea Capitolina
  • Paola Vegliantei, Presidente dell’Accademia della legalità
  • Modera la giornalista Eliisa Mariani

L’impegno dell’ONA per ambiente e sicurezza

L’Osservatorio Nazionale Amianto continua a svolgere un ruolo fondamentale nella lotta contro i rischi legati all’amianto. Attraverso attività di monitoraggio, assistenza legale e divulgazione, l’associazione si pone come punto di riferimento per cittadini e istituzioni.

La bonifica delle scuole, degli ospedali e degli edifici pubblici rappresenta una priorità assoluta, ma non è l’unico ambito di intervento. Anche i siti industriali e i luoghi di lavoro richiedono attenzione, in un’ottica di tutela globale della salute e dell’ambiente.

Un obiettivo che riguarda tutti

Il convegno del 30 marzo non è solo un momento di confronto tra esperti, ma anche un’occasione per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica su un problema ancora troppo sottovalutato. La presenza di amianto nelle scuole non è una questione tecnica riservata agli addetti ai lavori, ma una sfida che coinvolge l’intera società.

Garantire ambienti sicuri per le nuove generazioni è un dovere collettivo, che richiede impegno, trasparenza e responsabilità. Eventi come questo rappresentano un passo importante verso una maggiore consapevolezza e, soprattutto, verso soluzioni concrete e durature.

Avv. Ezio Bonanni, ONA agli Stati Generali della Sostenibilità (VIDEO)

Osservatorio Nazionale Amianto all'evento Sostenibilità
Osservatorio Nazionale Amianto all'evento Sostenibilità

Durante gli Stati Generali della Sostenibilità e Sicurezza organizzati dalla Fondazione E-novation, l’Avv. Ezio Bonanni ha tenuto un intervento centrato sulle grandi sfide del nostro tempo: ambiente, salute e responsabilità collettiva. Il suo discorso ha offerto una riflessione ampia sul futuro dell’umanità, evidenziando la necessità di un cambiamento concreto nei modelli di sviluppo.

L’iniziativa si è svolta a Roma il 26/27 marzo 2026 nel Palazzo della Santa Sede San Carlo ai Catinari a Piazza Benedetto Cairoli, 117.

Sostenibilità e futuro: una responsabilità condivisa

Nel suo intervento, Ezio Bonanni ha sottolineato come la sostenibilità sia una questione urgente che riguarda il destino delle prossime generazioni. Le crisi ambientali, energetiche e sanitarie impongono una visione più ampia e complessa, capace di coinvolgere istituzioni, professionisti e cittadini.

Particolare attenzione è stata dedicata ai giovani, considerati il vero motore del cambiamento. La loro presenza e partecipazione rappresentano un segnale positivo verso un futuro più consapevole.

Amianto: una metafora della lotta per la vita

Uno dei passaggi più significativi del discorso riguarda l’amianto, descritto come simbolo della contrapposizione tra profitto e tutela della salute. La storia di questo materiale mostra come, per anni, interessi economici abbiano prevalso sulla sicurezza delle persone.

L’Avv. Ezio Bonanni ha ricordato che le conseguenze non hanno colpito solo i lavoratori, ma anche le loro famiglie e intere comunità esposte, spesso inconsapevolmente. In questo senso, l’amianto diventa un paradigma di errori che non devono essere ripetuti.

Il principio di precauzione e i nuovi modelli di sviluppo

Secondo Bonanni, il concetto di sostenibilità deve poggiare su un principio fondamentale: la prevenzione. È necessario valutare in anticipo i rischi legati ai materiali, alle scelte industriali e ai modelli economici.

Questo approccio richiede un cambiamento culturale profondo. Non si tratta solo di intervenire sui danni già avvenuti, ma di evitarli attraverso politiche responsabili e una visione a lungo termine che coinvolga anche gli aspetti sociali e istituzionali.

Il ruolo delle istituzioni e della giustizia

 Bonanni ha evidenziato come il ruolo delle istituzioni sia decisivo. Il legislatore, in particolare, deve orientare le proprie scelte verso la tutela della salute e dell’ambiente, evitando errori del passato come l’innalzamento dei limiti di tollerabilità degli inquinanti.

Casi emblematici e storici dimostrano quanto sia pericoloso sottovalutare l’impatto delle decisioni normative. In queste situazioni, a pagare il prezzo più alto sono spesso le comunità locali e le fasce più vulnerabili della popolazione.

Allo stesso tempo, la giustizia deve evolversi verso un modello più rapido ed efficace, capace di intervenire prima che il danno si verifichi. L’idea di un diritto orientato alla prevenzione rappresenta uno degli elementi più innovativi del pensiero dell’avvocato.

Associazioni, cittadini e partecipazione attiva 

Un tema centrale affrontato nella videointervista a margine dell’evento è quello della partecipazione. Le associazioni svolgono un ruolo fondamentale come collegamento tra cittadini e istituzioni, contribuendo a diffondere consapevolezza e a promuovere azioni concrete.

Secondo Bonanni, solo attraverso una mobilitazione collettiva è possibile affrontare sfide complesse come l’inquinamento e la tutela della salute pubblica. La sostenibilità, infatti, richiede il contributo di tutti, senza divisioni ideologiche o culturali.

Giovani, cultura e valori per il futuro

Il discorso si conclude con un forte richiamo ai valori. L’Avv. Ezio Bonanni ha ribadito l’importanza di costruire una cultura basata sulla legalità, sulla pace e sulla non violenza.

In questo percorso, l’educazione gioca un ruolo decisivo. È dalla scuola che deve partire un cambiamento capace di formare cittadini più consapevoli e responsabili. Un messaggio in linea anche con il pensiero di Papa Francesco, richiamato come riferimento etico e umano.

Solo attraverso un impegno solido e collettivo sarà possibile costruire un futuro più giusto e sostenibile per tutti.

Avv. Ezio Bonanni, ONA: supporto dalle varie sedi d’Italia (VIDEO)

Avv. Ezio Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto
Avv. Ezio Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto

L’Avvocato Ezio Bonanni, ci ha accolto nel suo studio  a Roma in Via Crescenzio 2. Da anni è un punto di riferimento nella tutela dei diritti dei cittadini, in particolare per le vittime dell’amianto e di altri agenti cancerogeni. Iscritto all’albo degli avvocati dal 1996, esercita la professione nella capitale dal 2004, operando su tutto il territorio nazionale.

ONA e vittime del dovere: sentenze figli non a carico (VIDEO)

Ezio Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto
Ezio Bonanni, Osservatorio Nazionale Amianto

Negli ultimi anni il tema dei diritti delle vittime del dovere e dei loro familiari ha conosciuto sviluppi importanti sul piano giurisprudenziale. A fare il punto è lavvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), intervistato da Luigi Abbate.

Il punto di svolta della Cassazione

Secondo Bonanni, un momento decisivo è rappresentato dalla recente pronuncia della Corte di Cassazione Sezioni Unite. La sentenza ha riconosciuto, seppur in modo parziale, alcuni benefici anche ai figli delle vittime del dovere non fiscalmente a carico.

Questo passaggio ha avuto un effetto rilevante: ha infatti fornito un riferimento interpretativo per i tribunali di merito, contribuendo a orientare nuove decisioni in primo e secondo grado.

Le applicazioni nei tribunali

A partire da questo precedente, diversi giudici hanno iniziato ad adeguarsi al nuovo indirizzo. La domanda centrale diventa quindi: a che punto siamo oggi e quali sono le decisioni più significative?

Le sentenze più recenti su amianto e non solo

Bonanni segnala alcuni risultati rilevanti. Una prima decisione della Corte d’Appello di Palermo. Due pronunce della Cassazione che hanno annullato sentenze precedentemente sfavorevoli agli orfani non a carico. Una conferma del diritto all’assegno per questi soggetti.Due sentenze della Corte d’Appello di Roma, tra cui quella relativa al cosiddetto “caso Vico”.

In quest’ultimo caso, il Tribunale di Tivoli aveva inizialmente negato ogni riconoscimento, mentre in appello è stato accolto il ricorso, applicando i principi fissati dalla Cassazione.

Un cambiamento graduale

Secondo l’avvocato, questi sviluppi dimostrano come un orientamento inizialmente negativo stia progressivamente cambiando. Le resistenze interpretative, presenti in passato, sembrano oggi attenuarsi, lasciando spazio a un approccio più favorevole al riconoscimento dei diritti.

Le criticità ancora aperte

Nonostante i progressi, permangono criticità. Bonanni evidenzia come, nelle cause, le amministrazioni coinvolte mantengano spesso una posizione rigorosa nella difesa delle proprie tesi.

Il tema resta quindi oggetto di confronto giudiziario, soprattutto per quanto riguarda l’applicazione concreta delle norme a tutela delle vittime del dovere.

Il fronte del risarcimento

Parallelamente al riconoscimento dei benefici, prosegue anche l’azione per il risarcimento dei danni. Nel caso citato, si registrano una decisione del TAR del Lazio che ha riconosciuto il diritto al risarcimento per il militare coinvolto Oltre che una sentenza del Tribunale di Roma che ha riconosciuto il danno da perdita parentale.

Si tratta di pronunce considerate rilevanti per il riconoscimento complessivo delle tutele.

Il nodo della compensazione

Un ulteriore tema riguarda la cosiddetta compensazione tra risarcimento e benefici previdenziali. Secondo quanto riportato nell’intervista, esiste un dibattito sull’eventuale detrazione di alcune somme dal risarcimento (esempio per amianto)

Anche su questo punto, sono intervenute diverse decisioni giudiziarie che contribuiscono a chiarire i criteri applicativi.

Il quadro che emerge è quello di un’evoluzione ancora in corso. Le recenti sentenze segnano passi avanti significativi, ma restano questioni aperte che continueranno a essere oggetto di approfondimento nei tribunali.

L’attenzione resta alta, sia sul piano del riconoscimento dei diritti sia su quello del risarcimento, in un ambito particolarmente delicato che coinvolge persone e famiglie già colpite da eventi gravi.

Invitiamo quindi a visionare la nuova puntata su ONA TV