Chemioterapia Brigatinib per la cura dei tumori

La chemioterapia Brigatinib permette di controllare tumori che non rispondono a precedenti terapie. Si tratta di un inibitore del gene del recettore tirosin-chinasico del linfoma anaplastico, che si presenta con maggiore frequenza in alcune forme di neoplasie. Il farmaco, infatti, è somministrato in monoterapia per il trattamento del carcinoma polmonare non a piccole cellule, in stadio avanzato, non precedentemente trattato. L’approvazione del farmaco è piuttosto recente. Il 26 Ottobre del 2020, la chemioterapia con Brigatinib è stata approvata in terapia con il farmaco Crizotinib per differenti forme di neoplasia. La recente approvazione si è basata sui risultati raggiunti in fase di sperimentazione e sui profili di sicurezza del farmaco antitumorale durante le terapie.

L’Osservatorio Nazionale Amianto, insieme al suo Presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, sono particolarmente vigili nei confronti delle neoplasie del polmone. I polmoni, infatti, sono gli organi maggiormente coinvolti nello sviluppo di tumori per esposizione a polveri e fibre di amianto. Infatti, oltre al tumore del polmone, vi sono altre forme neoplastiche che interessano questi organi vitali. Un esempio è proprio il mesotelioma, la patologia asbesto correlata e monofattoriale che si sviluppa per esposizione ad amianto. Coloro che ricevono una diagnosi di patologia asbesto correlata possono rivolgersi all’ONA. L’associazione offre assistenza legale e medica gratuita non solo alle vittime primarie ma anche ai loro familiari. Scopri di più.

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Chemioterapia per la cura dei tumori

La chemioterapia, insieme alla chirurgia e alla radioterapia, è il protocollo di cura maggiormente utilizzato per la cura dei tumori che si trovano in uno stadio avanzato. Il trattamento di cura prevede la somministrazione del farmaco antitumorale sia per ingestione che per somministrazione in vena. In entrambi i casi, il principio attivo del farmaco è metabolizzato a livello del circolo sanguigno e tramite quest’ultimo raggiunge tutti i distretti corporei. I farmaci chemioterapici agiscono nei confronti di tutte quelle cellule che presentano un elevato tasso di replicazione. Per questo motivo si tratta di un protocollo ad effetto sistemico e non specifico. Per approfondire sulla chemioterapia.

Tuttavia, grazie alla medicina moderna, i nuovi protocolli di cura ed i nuovi farmaci diventano sempre più specifici. Attualmente, infatti, vi sono più di 100 chemioterapici in commercio realizzati con le più recenti tecnologie e protocolli di sicurezza che permettono un’azione specifica nei confronti delle cellule del tumore. Questo è il caso dell’immunoterapia, la nuova frontiera oncologica che presto permetterà, una volta per tutte, il controllo della progressione tumorale. Inoltre, la recente scoperta dell’efficacia della combinazione di più trattamenti oncologici, come la chemioterapia e l’immunoterapia, permettono una maggiore guarigione e controllo della diffusione della neoplasia, nonché relativi effetti collaterali.

Brigatinib, chemioterapico inibitore della tirosin-chinasi

Il farmaco Brigatinib è un inibitore della tirosin-chinasi, un enzima fondamentale per lo sviluppo cerebrale e per lo sviluppo neuronale della rete del sistema nervoso centrale. In alcuni soggetti oncologici, il riarrangiamento, le mutazioni o l’amplificazione del gene ALK, posizionato a livello del cromosoma umano 2, sono fenomeni che determinano lo sviluppo di alcune neoplasie. Si tratta di patologie come il neuroblastoma, il linfoma a grandi cellule ed il tumore del polmone non a piccole cellule.

La somministrazione del farmaco inibisce la proliferazione cellulare di tutte quelle cellule che esprimono sulla loro superficie alcune proteine di fusione. Infatti, le mutazioni genetiche sono responsabili dell’espressione di proteine il cui ruolo è fondamentale per alcuni comportamenti neoplastici. In particolare, Brigatinib ha come bersaglio i prodotti molecolari della mutazione di ALK, e quindi l’oncogene c-ros 1 ed il recettore del fattore di crescita insulino-simile 1. Il legame della molecola con questi prodotti, inibisce la via di segnalazione responsabile della proliferazione cellulare.

Somministrazione e posologia del farmaco Brigatinib

La scoperta delle mutazioni responsabili dell’insorgenza delle patologie neoplastiche ha permesso lo sviluppo di farmaci altamente selettivi nei confronti delle cellule trasformate. Negli ultimi anni, assume un ruolo importante la profilazione molecolare del tumore che permette di ampliare le chance di sopravvivenza e la scelta di protocolli di cura mirati, adattati sulle specifiche esigenze del paziente. Infatti, tutti i soggetti oncologici che presentano il tumore del polmone non a piccole cellule in fase avanzata, con mutazione a livello del gene ALK, la chemioterapia con il farmaco Brigatinib rappresenta un’importante alternativa terapeutica.

Il farmaco è commercializzato in capsule, per questo motivo il metodo di somministrazione è per via orale. Le compresse devono essere deglutite intere e con acqua. L’assunzione di pompelmo o succo di pompelmo deve essere evitata in quanto può determinare un aumento della concentrazione plasmatica di Brigatinib. Come avviene per la maggior parte delle terapie oncologiche, la somministrazione dei farmaci deve avvenire sotto stretta sorveglianza medica. Infatti, la chemioterapia con Brigatinib prevede la presenza di più figure professionali in grado di garantire la più ampia forma di assistenza al malato.

Per quanto riguarda la posologia del farmaco, la chemioterapia con Brigatinib prevede una dose iniziale di 90 mg una volta al giorno per i primi 7 giorni e, successivamente, 180 mg una volta al giorno. Le dosi successive non devono mai essere superiori rispetto alla dose stabilita, e se il paziente dimentica una dose o la vomita, non deve essere somministrata una dose aggiuntiva. Infatti, la dose successiva deve essere somministrata secondo il ciclo terapeutico stabilito e non prima. Il trattamento può essere seguito fino a quando il paziente continua a beneficiare degli effetti citotossici del farmaco.

Effetti collaterali della chemioterapia con Brigatinib

Come la maggior parte dei farmaci chemioterapici, anche il farmaco Brigatinib può generare effetti collaterali in coloro che si sottopongono al trattamento. Nei pazienti adulti possono verificarsi reazioni avverse polmonari severe e pericolose, che in alcuni casi hanno un esito anche letale. Per questo motivo è fondamentale la presenza di personale sanitario esperto nella terapia con farmaci antitumorali. Va osservato che, la maggior parte delle reazioni avverse si verificano entro la prima settimana dalla somministrazione del farmaco. Inoltre, la gravità e la portata dell’evento possono essere mitigate modificando la dose del trattamento. In generale, gli effetti collaterali dovuti alla chemioterapia con Brigatinib sono:

  • polmoniti tardive e infettive;
  • ipertensione e modificazione dei valori della frequenza cardiaca, e quindi bradicardia;
  • disturbi visivi, che nel peggiore dei casi richiedono un esame oftalmologico e la riduzione della dose;
  • incremento della creatina fosfochinasi, che si manifesta con la comparsa di dolori muscolari, indolenzimento e debolezza;
  • epatotossicità, con aumento anomalo dei livelli degli enzimatici di amilasi e lipasi;
  • iperglicemia, con aumento dei livelli di glucosio.

Ulteriori informazioni per la chemioterapia con Brigatinib

La somministrazione dei farmaci antitumorali deve avvenire sotto stretta sorveglianza sanitaria da parte del personale medico. Inoltre, coloro che si sottopongono a chemioterapia con il farmaco Brigatinib devono essere informati su eventuali rischi ed effetti collaterali. Infatti, l’azione citotossica del farmaco Brigatinib potrebbe venire meno nel caso in cui i pazienti assumono farmaci di uso quotidiano, etc. Per questo motivo l’oncologo deve informare i soggetti oncologici dei possibili effetti collaterali in caso di utilizzo concomitante di altri farmaci.

Coloro che si sottopongono a chemioterapia devono evitare anche di esporsi alla luce del sole. I farmaci chemioterapici sono fotosensibili e l’effetto citotossico potrebbe venire meno. I soggetti oncologici devono evitare l’esposizione prolungata al sole durante il trattamento e per almeno 5 giorni dopo la sua sospensione.

La chemioterapia con Brigatinib potrebbe ridurre la fertilità sia nelle donne che negli uomini. Per questo motivo, alle donne e agli uomini potenzialmente fertili devono essere consigliati metodi contraccettivi per almeno 4 mesi dopo l’assunzione dell’ultima dose.

Tumore del polmone: patologia asbesto correlata

Il tumore del polmone è una neoplasia che ha origine a livello degli organi deputati alla respirazione: i polmoni. Si tratta di una neoplasia invalidante, in grado di ostruire il flusso d’aria e provocare emorragie. I fattori eziologici responsabili dell’insorgenza della neoplasia sono: il fumo di sigaretta (sia attivo che passivo), l’esposizione ad agenti cancerogeni (benzene, amianto, radon, arsenico, cromo, etc.).

Sulla base della formazione delle prime cellule cancerose, possono distinguersi differenti forme di tumore del polmone. In particolare, il tumore del polmone a piccole cellule, conosciuto anche con il nome di microcitoma è una neoplasia che ha origine a livello del sistema neuroendocrino del polmone. Questa forma di tumore è particolarmente invalidante in quanto compromette il meccanismo nervoso e involontario della funzione respiratoria. In particolare, il microcitoma interessa la zona centrale del polmone e, nelle forme più sviluppate, anche i bronchioli e bronchi.

L’altra forma di tumore, invece, è il tumore del polmone non a piccole cellule, chiamato anche adenocarcinoma polmonare. Questa forma di neoplasia è quella che si manifesta con maggiore frequenza. Infatti, il 70% delle diagnosi di tumore è l’adenocarcinoma polmonare. La patologia ha origine dalle cellule epiteliali della camera polmonare e dal parenchima polmonare. Per queste neoplasie, la chemioterapia con il farmaco Brigatinib è di fondamentale importanza.

Le patologie asbesto correlate ed il fenomeno epidemiologico

Le patologie asbesto correlate sono patologie che si sviluppano in seguito ad esposizione a polveri e fibre di amianto. Le persone maggiormente coinvolte sono i lavoratori ed i familiari di coloro che hanno svolto attività di lavoro in ambienti contaminati dalle fibre killer. Infatti, secondo uno studio europeo, i lavoratori esposti a cancerogeni in Italia, sono circa 4.200.000 su 21.8 milioni di lavoratori complessivi. Per tutti coloro che sviluppano particolari forme di tumore professionale, la legge prevede un risarcimento in forma economica o di natura assistenziale. L’INAIL, Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro, ha creato un sistema tabellato per l’erogazione di prestazioni di natura economica ed assistenziale.

Le patologie asbesto correlate tabellate dall’Istituto sono: l’asbestosi polmonare, le placche pleuriche, gli ispessimenti pleurici, il mesotelioma (pleurico, peritoneale, pericardico e della della tunica vaginale del testicolo), il tumore del polmone, il cancro della laringe, il tumore alle ovaie, tumore della faringe, del cancro dello stomaco e del colon-retto ed il tumore dell’esofago. Lo sviluppo di una di queste patologie, appartenente ad una delle tre liste, dà diritto alla rendita INAIL e al risarcimento danni a carico del datore di lavoro.

ONA – Osservatorio Nazionale Amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto dichiara che in Italia, ogni anno, vengono diagnosticate circa 7.000 morti per esposizione all’amianto. É la prima ed unica associazione che in Italia assiste e difende tutti coloro che sono affetti da patologie asbesto correlate. L’associazione assiste e difende anche coloro che subiscono un’infermità in ambito lavorativo per esposizione ad agenti eziologici e cancerogeni negli ambienti lavorativi. Infatti, da oltre un decennio, è impegnata nella sensibilizzazione alla sicurezza e prevenzione nei luoghi di lavoro.

Grazie allo sportello online, l’ONA fornisce un servizio di consulenza medica e legale gratuita su tutto il territorio nazionale per il riconoscimento della malattia professionale. La consulenza gratuita è effettuata da un team di medici professionisti e avvocati specializzati in materia di tutela dei diritti e della salute.

Assistenza ONA e chemioterapia con Brigatinib

Per accedere al servizio di assistenza gratuita ONA, compila il form sottostante con le informazioni richieste, oppure telefona il numero verde 800 034 294. Solo in questo modo sarà possibile richiedere assistenza medica gratuita assistenza legale dai nostri professionisti. Per conoscere meglio l’impegno dell’ONA, resta aggiornato con la sezione news oppure scarica l’APP Amianto direttamente sul tuo smartphone.

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