Assistenza medica ONA: cos’è e come funziona

L’Osservatorio Nazionale Amianto  – ONA Onlus è un’associazione di utilità sociale, punto di riferimento in Italia per coloro che sono stati esposti ad amianto o ad altri cancerogeni. L’ONA si occupa di rappresentare, tutelare e assistere i cittadini ed i lavoratori esposti all’amianto e/o ad altri cancerogeni ed agenti nocivi. Li assiste dal punto di vista legale e sanitario.

Indice

Tempo di lettura: 24 minuti

AMIANTO GUARDIA NAZIONALE ONA

Assistenza medica gratuita da parte dell’ONA

L’associazione di vittime amianto (ONA), assiste gratuitamente tutti i pazienti ed i loro famigliari. L’assistenza medica gratuita è fornita online grazie ad un team di medici volontari. Essi si occupano di ricerca, terapia e cura delle patologie legate all’esposizione a sostanze cancerogene e di patologie asbesto correlate, nonché di tutte le malattie causate dall’attività professionale. 

Cosa fanno i medici volontari dell’ONA?

I medici volontari dell’assistenza medica ONA forniscono consulenza e si occupano di ricerca e attività di prevenzione, di trattamenti e cura. I medici volontari dell’Ona si occupano in particolare della prevenzione primaria, prevenzione secondaria e prevenzione terziaria rispetto al rischio amianto. Si occupano della diagnosi precoce e della terapia e cura delle patologie asbesto correlate e di qualsiasi altra malattia di natura professionale.

I medici volontari dell’ONA hanno inoltre il compito fondamentale di redigere la prima certificazione di malattia professionale. Essa è utile ad avviare il percorso che dà diritto alla rendita INAIL (nel caso di riconoscimento di patologia a partire dal 16%, e indennizzo INAIL nel caso in cui fosse riconosciuta una lesione dal 6% al 15%).

Assistenza

 

Questa prima certificazione è utile anche al rilascio della certificazione di esposizione ad amianto sulla base dell’articolo 13 comma 7 della legge 257 del 1992. Essa permette di ottenere dall’Inps la rivalutazione dell’intero periodo lavorativo in esposizione ad amianto con il coefficiente 1,5 utile per maturare il diritto a pensione anticipata o per rivalutare le relative prestazioni pensionistiche eventualmente in godimento.

Queste certificazioni sono fondamentali anche per ottenere l’integrale risarcimento di tutti i danni subiti dal lavoratore e, in caso di decesso, per la loro liquidazione in favore degli eredi. Permettono anche di accedere al Fondo Vittime Amianto, prestazione aggiuntiva alla rendita INAIL (recentemente tale prestazione è riconosciuta anche a coloro che sono vittime ambientali). L’assistenza legale ONA, come quella medica e come quella psicologica, è gratuita. 

Amianto killer per l’uomo e per l’ambiente 

L’ONA assiste tutti i lavoratori ed i cittadini esposti e vittime dell’amianto. L’asbesto, che è sinonimo di amianto, induce fenomeni infiammatori e cancerogeni. L’amianto è un cancerogeno perfetto (definizione IARC di cancerogeno).

È ormai pacifico che le fibre di asbesto provocano le c.d. malattie asbesto correlate per le capacità cancerogene e fibrogene dell’amianto. I mesoteliomi, della pleura, del peritoneo, della tunica vaginale del testicolo, del pericardio, hanno quale loro unico agente eziologico, unitamente all’asbestosi (che è patologia infiammatoria autoimmune), l’amianto. Questo cancerogeno, poi, ha un effetto moltiplicatore del rischio con gli altri agenti cancerogeni, con i quali agisce in sinergia. Sono asbesto correlate tutte le altre neoplasie del sistema respiratorio e gastro intestinale. Il carcinoma polmonare, il tumore della laringe, il tumore delle ovaie sono tutte neoplasie asbesto correlate, anche se non monofattoriali (possono essere causate anche da altri cancerogeni oltre all’amianto).

Lo IARC ritiene tali patologie cancerogene riconnesse sempre e comunque ad esposizione ad amianto. Ci sono poi altre patologie, come il tumore del colon, ovvero dello stomaco e del retto, per le quali nella monografia si richiama la più alta incidenza epidemiologica, pur escludendo l’unanime consenso scientifico sull’agente eziologico amianto (patologie asbesto correlate). Ciò è dovuto al fatto che ai lavori IARC partecipano anche i rappresentanti dell’industria e la lobby dell’amianto è stata sempre molto potente, e tentava di salvare anche l’utilizzo del clisotico. Nell’ultima monografia IARC 2012. Asbestos. Actinolite, amosite, anthophyllite, chrysotile, crocidolite, tremolite. IARC Monogr Evaluation Carcinog Risk Chem Man, Vol. 100C:“There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos [..]. Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum”

Assistenza medico legale per riconoscimento malattia professionale

Si conferma dunque che l’esposizione ad amianto causa, oltre al mesotelioma, anche il cancro al polmone, alle ovaie e il tumore alla laringe, che sono inserite, unitamente all’asbestosi, alle placche pleuriche e agli ispessimenti pleurici, nella lista I dell’INAIL (elevata probabilità). In questo modo, è possibile ottenerne il riconoscimento quale malattia professionale, e quindi, l’indennizzo INAIL.

Per le altre patologie (tumore della faringe, tumore dello stomaco, tumore del colon retto), che sono inserite nella lista II dell’INAIL (limitata probabilità), non vi è la presunzione legale di origine. Quindi il paziente che è affetto da una di queste patologie, deve dimostrare la loro eziologia professionale. Così per quanto riguarda il tumore dell’esofago, che appartiene alla lista III (la cui origine lavorativa è ritenuta possibile).

Per le malattie asbesto correlate della lista II e III dell’INAIL, è più complicato ottenerne il riconoscimento della eziologia professionale, ed è, quindi, necessaria l’assistenza medico legale dell’ONA, con la prima certificazione di malattia professionale, e l’interlocuzione medico legale, che è indispensabile. In molte occasioni, l’INAIL rigetta le richieste di riconoscimento di malattia professionale, e, quindi, si pone la necessità dell’assistenza legale e del medico legale.

Riconoscimento vittima del dovere

Coloro che, in esecuzione delle loro attività e compiti di esercizio di cui all’art. 1 co. 563 L. 266/2005, oppure in attività che comportano maggior dispendio, ovvero esposizione ad amianto priva di cautela, hanno contratto patologie asbesto correlate, hanno diritto al riconoscimento di vittima del dovere

Assistenza medica dell’ONA 

L’ONA, con il suo pool di medici volontari, fornisce l’assistenza medica per tutti coloro che hanno contratto patologia asbesto correlata. L’assistenza è fornita anche a tutti coloro che sono stati esposti alla fibra killer. In molti casi i cittadini non sanno se sono stati o meno esposti alle polveri e fibre di amianto. Per questo motivo l’ONA ha organizzato anche lo sportello amianto online. L’assistenza medica si somma a quella legale, coordinata dall’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’ONA (Osservatorio Nazionale Amianto). 

Le patologie asbesto correlate e il loro impatto sulla salute

Le patologie asbesto correlate si distinguono in quelle infiammatorie (asbestosi, ispessimenti pleurici e placche pleuriche), che si aggiungono a quelle cancerogene e cioè alle neoplasie.

Curare le malattie asbesto correlate è particolarmente complesso, e in molti casi è possibile solo con scarsi risultati, poiché sono quasi sempre mortali.

L’O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha confermato le stime dell’Ona circa i danni provocati dalla fibra di amianto killer alla salute umana (asbestos killer): 

Currently, about 125 million people in the world are exposed to asbestos at the workplace (1). According to global estimates, at least 107 000 people die each year from Asbestos is one of the most important occupational carcinogens CHRYSOTILE ASBESTOS / 3 asbestos-related lung cancer, mesothelioma and asbestosis resulting from occupational exposures (1, 2, 8). In addition, nearly 400 deaths have been attributed to non-occupational exposure to asbestos. The burden of asbestos-related diseases is still rising, even in countries that banned the use of asbestos in the early 1990s. Because of the long latency periods attached to the diseases in question, stopping the use of asbestos now will result in a decrease in the number of asbestos-related deaths only after a number of decades” ( consulta per intero).

La prevenzione secondaria: diagnosi precoce e terapia

La diagnosi precoce, unita alle terapie tempestive, e l’implementazione della ricerca scientifica, costituiscono la c.d. prevenzione secondaria. L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni sostengono da sempre la necessità della sorveglianza sanitaria. Sottoporre coloro che sono stati esposti ad amianto, a controlli sanitari, assicura la diagnosi precoce.

Attraverso la sorveglianza sanitaria sono per esempio generamente diagnosticate le placche e gli ispessimenti pleurici, che costituiscono infiammazioni della pleura da cui può avere in seguito origine il mesotelioma. Queste malattie sono già considerate dall’INAIL nella lista I e debbono essere indennizzate. Sono però anche dei segni biologici di esposizione, ed evidenziano il rischio cancerogeno, ovvero di contrarre la vera e propria patologia tumorale. Infatti, le placche e gli ispessimenti pleurici sono patoniomici della riconducibilità delle neoplasie asbesto correlate ad esposizione professionale.

Se è pure vero che non sussiste una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla, è di tutta evidenza che maggiore è l’esposizione e maggiore è il rischio. Per questo motivo, la prova biologica dell’esposizione ad amianto è fondamentale. In questo modo è possibile diagnosticare il cancro del polmone, piuttosto che il mesotelioma, al primo stadio.

Questo è fondamentale perché le terapie, da quella chirurgica, alla chemioterapia e alla radioterapia, piuttosto che la terapia immunologica, ed altri strumenti, abbiano una loro efficiacia, se non altro per prolungare il periodo di sopravvivenza, e a migliori condizioni.

Il prepensionamento amianto come prevenzione 

In più, con la prova biologica di esposizione, attraverso esami clinici specifici, è possibile ottenere il prepensionamento amianto, ex art. 13 co. L. 257/92. In caso di riconoscimento delle placche ed ispessimenti pleurici, ovvero di altra patologia asbesto correlata, è possibile ottenere il prepensionamento con l’art. 13 co. 7 L. 257/92.

I benefici amianto danno diritto alla maggiorazione contributiva del periodo di esposizione con il coefficiente 1,5. In altre parole, per coloro  che sono ancora in attività, vi è diritto al prepensionamento per un periodo pari al 50% del periodo di esposizione.

Quando i benefici amianto non sono sufficienti per poter conseguire il diritto a pensione, si può chiedere la c.d. pensione immediata, ovvero la pensione amianto con l’art. 1 co. 250 L. 232/2016. 

In questo modo, allontanando i lavoratori dalla fonte di esposizione si realizza la cosiddetta prevenzione.

Insufficienza della prevenzione secondaria 

Il contenimento del fenomeno epidemico di malattie asbesto correlate con misure di prevenzione c.d. secondaria, si è rivelato insufficiente. Infatti, ogni anno perdono la vita, solo in Italia, non meno di 6000 persone a causa di patologie asbesto correlate. Per questo motivo è necessaria la prevenzione primaria.

Questo strumento di effettiva tutela della salute, si realizza solo ponendo in sicurezza gli edifici pubblici, gli stabilimenti e i luoghi di vita rispetto al rischio amianto. L’Italia è stato uno dei maggiori produttori di amianto. Questo minerale cancerogeno, in particolare il crisotilo, è stato utilizzato in circa 3000 applicazioni. Solo con la L. 257/92 c’è stato il divieto di estrazione, lavorazione e commercializzazione.

La messa in sicurezza è ancora in corso. Ce ne sono ancora 40mln di tonnellate, tra compatta e friabile.

> Il libro bianco delle morti di amianto in Italia.

Gli effetti dell’amianto sulla salute umana

Le fibre di amianto hanno una capacità di penetrazione nel corpo umano inversamente proporzionale al diametro. Le fibre anfiboliche, perché rettilinee, attraversano più agevolmente il tessuto polmonare e raggiungono la pleura. Le fibre di crisotilo hanno una forma ricurva. Hanno, quindi, una minore capacità di penetrazione.

Anche il crisotilo è cancerogeno (la IARC – Monographs supplement 7, Asbestos [group 1], pag. 106-116, 1987). Lo IARC lo ha ribadito anche nell’ultima monografia. Non si può stabilire un livello di esposizione dell’essere umano sotto il quale il rischio di contrarre cancro si annulli. Ciò è stato ribadito dallo IARC Monographs On The Evaluation Of Carcinogenic Risks To Humans, Volume 14, Asbestos, Summary Of Data Reported And Evaluation, Asbestos, Last Updated: 26 March 1998: ‘At present, it is not possible to assess whether there is a level of exposure in humans below which an increased risk of cancer would not occur’);

Tutte le esposizioni ad amianto creano infiammazione e, quindi, favoriscono l’insorgenza del fenomeno neoplastico. Così, per quanto riguarda il mesotelioma della pleura. Infatti, questa neoplasia presuppone sempre e comunque l’infiammazione: placche ed ispessimenti pleurici sono predittivi del rischio di mesotelioma della pleura. Questo fenomeno, però, riguarda anche le altre patologie asbesto correlate.

Così: “Aspirin delays mesothelioma growth by inhibiting HMGB1-mediated tumor progression”, di H Yang et al (Cell Death and Disease, 2015 6,) da cui si evince come il mesotelioma possa essere indotto da un prolungato processo infiammatorio. Quindi prevenire il mesotelioma e le altre patologie asbesto correlate vuol dire evitare l’esposizione ad amianto (prevenzione primaria).

Tutte le esposizioni ad amianto, per quanto riguarda il mesotelioma, ed anche ad altri cancerogeni per quanto riguarda le altre neoplasie come quella del polmone, hanno un ruolo centrale nella eziologia del cancro.

Esporsi ad amianto, vuol dire creare infiammazione, che si aggiunge alle altre modalità di azione lesiva delle fibre e, quindi, vuol dire aumentare il rischio. Comunque tutte le esposizioni abbreviano i tempi di latenza pre clinica, e anticipano la diagnosi del cancro. In più ne fanno progredire il processo neoplastico aggravando la patologia e anticipando la morte del paziente.

L’ONA si associa alle conclusioni dell’OMS: ‘L’esposizione a qualunque tipo di fibra e a qualunque grado di concentrazione in aria va pertanto evitata’ (Organizzazione Mondiale della Sanità, 1986). In questo modo si evita che quantità minime di minerale, inalate o ingerite, possano far ammalare chi è particolarmente predisposto o chi si trova in particolari condizioni enzimatiche. 

Le terapie delle patologie asbesto correlate 

L’amianto provoca prima di tutto infiammazione e poi cancro. Il migliore strumento di tutela è, quindi, la prevenzione primaria. L’ONA raccomanda di evitare ogni forma di esposizione. Con la prevenzione secondaria, è possibile ottenere la diagnosi precoce. Con la diagnosi precoce è possibile intervenire tempestivamente.

i diversi tipi di terapia 

L’approccio principale è quello chirurgico. In questo modo il tumore si estirpa. Non sempre però è possibile intervenire chirurgicamente. Tutto dipende dall’età e dalle condizioni generali di salute del paziente e, soprattutto, dallo stato di avanzamento del cancro e dalla sua locazione e tipologia. Alla chirurgia si affiancano altri trattamenti che possono essere utilizzati in associazione alla chirurgia (è il caso della chemioterapia audiuvante e neoaudiovante o della radioterapia interopratoria). Vediamo nel dettaglio i diversi tipi di terapia e trattamenti di cura del cancro.

Chirurgia

La chirurgia permette di rimuovere la massa tumorale. Essa è possibile nei casi di diagnosi precoce, ovvero quando la massa tumorale è ancora sufficientemente piccola e circoscritta. Come si fa a capire se è possibile intervenire chirurgicamente e in che modo? Di solito la verifica di questa eventualità avviene attraverso l’asportazione dei linfonodi vicini al tumore. Vengono esaminati al microscopio (a volte anche durante l’operazione stessa) per capire se il tumore si è diffuso attraverso il circolo linfatico. 

In sede chirurgica il chirurgo valuta se intervenire oltre i limiti previsti o, al contrario, non procedere affatto. 

L’intervento chirurgico è indicato per:

  • rimuovere tumori sufficientemente localizzati e in fase non troppo avanzata;
    rimuovere metastasi isolate, per esempio in alcuni casi quando sono localizzate al fegato;
    ridurre i sintomi provocati dalla compressione degli organi circostanti e migliorare la qualità di vita del paziente, anche quando non è possibile l’eradicazione completa del tumore.

L’intervento chirurgico non è consigliato in stati avanzati della malattia e quando il tumore è molto esteso, oppure nei casi in cui l’eradicazione del tumore potrebbe comportare  gravi danni all’organo o ad organi adiacenti. Nei casi in cui il paziente oncologico soffre di linfoma o di leucemia, malattie in cui le cellule tumorali circolano nel sistema linfatico o nel sangue, la chirurgia non è, chiaramente, un’opzione.

La chemioterapia

La chemioterapia è un trattamento farmacologico contro il cancro che utilizza uno o più farmaci antitumorali che hanno come bersaglio le cellule cancerose. Lo scopo della chemioterapia è quello di rallentare, e nella migliore delle ipotesi di bloccare, la crescita e la diffusione cellulare incontrollate che caratterizzano i tumori maligni.

Come funziona? I famaci utilizzati nella chemio sono definiti citotossici, perché esplicano un’attività tossica nei confronti delle cellule: vanno ad interferire con la sintesi e la funzione di DNA, RNA e di proteine indispensabili per la vita cellulare. Purtroppo i farmaci chemioterapici al momento disponibili non sono in grado di agire selettivamente solo sul tessuto affetto dalla patologia e solo sulle cellule tumorali, lasciando inalterate quelle sane. Per questo motivo gli effetti collaterali della chemioterapia sono piuttosto rilevanti, soprattutto nei tessuti caratterizzati da un grande ricambio cellulare.

La chemioterapia si utilizza da sola o in combinazione con la radioterapia o come trattamento pre-operatorio nel trattamento e cura della maggior parte dei tumori maligni. In quest’ultimo caso lo scopo è quello di rendere la massa tumorale più piccola e più facilmente operabile.

Per approfondimenti >> Chemioterapia

La radioterapia

La radioterapia consiste nell’utilizzo di radiazioni per arrestare e/o ridurre la massa tumorale. Essa sfrutta fasci di radiazioni ionizzanti o fasci di particelle ionizzanti per danneggiare il materiale genetico (DNA) delle cellule maligne. Il materiale genetico è fondamentale per la replicazione cellulare e per la crescita del tumore stesso ed il suo danneggiamento impedisce alle cellule tumorali di riprodursi andando incontro a morte cellulare. 

Attraverso la TAC di centraggio permette di circoscrivere la zona da irradiare e di indirizzare le radiazioni solo verso la massa tumorale proteggendo i vicini organi sani. Gli effetti collaterali della radioterapia sono quindi localizzati all’area trattata anche se ci sono effetti a lungo termine che possono essere piuttosto invasivi. Tra di questi ricordiamo la possibilitòà di sviluppare (di solito dopo un paio di decenni dal trattamento) un tumore di tipo secondario causato dal trattamento stesso. 

La radioterapia si utilizza da sola, in combinazione con la chemioterapia (nella maggior parte dei casi) o in sede operatoria per limitare la diffusione del tumore alle zone circostanti a quelle chirurgicamente trattate. 

Per approfondimenti >> Radioterapia

Le patologie fibrotiche asbesto correlate

La diagnosi precoce, il monitoraggio e la cura delle patologie fibrotiche asbesto correlate è uno dei fini dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

L’asbestosi

L’asbestosi polmonare è una malattia respiratoria cronica  che è causata esclusivamente dalle fibre di amianto. Ha un decorso progressivo, con complicazioni cardiache ed evolve in tumore polmonare o mesotelioma pleurico. I lavoratori esposti ad asbesto o amianto devono essere sottoposti a controlli sanitari periodici per favorire la diagnosi precoce dell’asbestosi, permettendo una terapia e cura tempestiva e più efficace.

Rivolgetevi all’assistenza medica gratuita dell’ONA per ottenere la diagnosi precoce dell’asbestosi e per la terapia e cura.

Per approfondimenti >> Asbestosi

Le placche pleuriche

Le placche pleuriche sono lesioni della pleura (la membrana sottilissima che riveste i nostri polmoni). Queste lesioni di natura cicatriziale vengono diagnosticate attraverso RX e TC del torace. Non necessariamente esse evolvono, nel corso degli anni, in lesioni pericolose per la vita, ma devono essere tenute sotto controllo, anche quando asintomatiche, per scongiurare l’evoluzione in mesotelioma (tumore maligno della pleura).

La presenza delle placche pleuriche segnala incontrovertibilmente l’esposizione prolungata alle fibre di amianto. Esse provocano un microtrauma pleurico ripetuto e consistente in seguito al quale si formano delle lesioni cicatriziali irritative della pleura parietale di natura fibrotica.

Tra le malattie non neoplastiche da esposizione all’asbesto le placche pleuriche sono tra le più diffuse (Prevalence and incidence of benign asbestos pleural effusion in a working population. Epler GR, McLoud TC, Gaensler EA).

Per approfondimenti >> Placche pleuriche

Gli ispessimenti pleurici

L’ispessimento pleurico è una patologia asbesto correlata. Consiste nell’infiammazione della pleura (il foglio sottilissimo che avvolge i nostri polmoni). Per effetto di un fenomeno infiammatorio la pleura si inspessisce. Essa può degenerare in mesotelioma pleurico. In caso di lieve ispessimento pleurico di solito non insorgono sintomi. Nei casi più gravi i sintomi includono invece dispnea da sforzo, facile affaticabilità, tosse secca e dolore toracico.

Può avere localizzazione bilaterale o monolaterale. Può trattarsi di ispessimento pleurico diffuso, nodulare, ispessimento della pleura mediastinica, ispessimento focale, ispessimento pleurico bilaterale, ispessimento pleurico apicale (o ispessimenti pleurici biapicali), destro o sinistro (ispessimenti pleurici significato).

La diagnosi viene effettuata su base clinica e radiografia (esame TC torace e addome).

Le patologie tumorali asbesto correlate

La cura dei tumori correlati all’esposizione ad asbesto e ad altre sostanze cancerogene (come il crisotilo) e in tutte le malattie a carattere professionale, è uno dei fini dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Il tumore al polmone è una neoplasia che si sviluppa a livello dei polmoni. Essi sono due “sacche” di tessuto spugnoso, posizionate nella parte centrale del petto e assolvono alle funzioni si respirazione (attraverso la quale viene ossigenato il sangue di tutto il corpo) e di espirazione (attraverso la quale viene eliminata l’anidride carbonica).

Hanno la forma di coni e sono divisi in lobi: quello sinistro, più piccolo ne ha due, mentre quello destro, più grande, è formato da tre lobi. Esistono due tipi di cancro ai polmoni, differenziati in base alla tipologia di cellule cancerogene. Quello non a piccole cellule (anche detto tumore polmonare a grandi cellule) è la neoplasia polmonare più frequente (70% dei casi). Il tumore polmonare a piccole cellule è il meno frequente ed è anche detto microcitoma. Il microcitoma o carcinoma bronchiale origina dalle cellule neuroendocrine dell’epitelio di rivestimento bronchiale ed ha una più elevata malignità rispetto a quello a non piccole cellule. 

Il tumore del polmone è nella Lista I dell’INAIL delle malattie asbesto correlate, la cui origine lavorativa è di “elevata probabilità“. L’esposizione all’amianto può agire in sinergia e potenzia gli effetti del fumo di tabacco (sinergismo).

Il tumore della laringe è un tumore della gola, ovvero una neoplasia che si sviluppa nella gola e precisamente a livello della laringe. Essa è un organo tubolare che ospita le corde vocali deputate alla fonazione e che regola il passaggio dell’aria dentro e fuori la trachea. Nella maggior parte dei casi i tumori alla laringe hanno origine dalla mucosa che riveste l’interno di questo canale, fondamentale per la fonazione e per una corretta deglutizione.

Sedi frequenti di origine sono le corde vocali (glottide) e la laringe sopraglottica (sopra le corde vocali). Meno comunemente, i tumori laringei primari insorgono nella regione ipoglottica (sotto le corde vocali).  Oltre alla chirurgia esportativa, tra i trattamenti e le cure del cancro della gola, si sono affermati i cosiddetti protocolli terapeutici “di preservazione d’organo”. Nella maggior parte dei casi, il trattamento di prima scelta è la radioterapia. Negli stadi più avanzati della malattia essa è associata a chemioterapia di potenziamento della radioterapia.

L’amianto può essere una delle cause di tumore alla laringeIl tumore della gola è una neoplasia considerata dalla Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) tra le neoplasie causate dall’asbesto. Esso non è riscontrabile solo nei pazienti che hanno lavorato nel corso della vita a diretto e consapevole contatto con l’amianto, ma anche in tutte quelle situazioni in cui il paziente non ne è stato consapevole come nei casi di esposizione ambientale ed esposizione professionale inconsapevole. Il tumore della laringe figura nella Lista I dell’INAIL con altre malattie asbesto correlate la cui origine lavorativa è di “elevata probabilità“.

Anche il tumore alla faringe, come quello alla laringe, è un tumore della gola che può essere causato dall’esposizione ad asbesto. In questo caso la neoplasia si sviluppa a livello della faringe. Essa è un canale cilindrico muscolo-membranoso, lungo circa 15 centimetri che si trova tra la bocca, la cavità nasale e l’esofago. La faringe fa parte delle “vie aerodigestive superiori”, così chiamate perché permettono il percorso del cibo dalla bocca verso l’esofago tramite il meccanismo della deglutizione, nonché il passaggio dell’aria verso la trachea ed i polmoni.

Partendo dalla cavità nasale e scendendo verso l’esofago, nella faringe si possono distinguere tre diversi compartimenti: la rinofaringe (o nasofaringe), l’orofaringe e l’ipofaringe (anche detta laringofaringe, dove avviene la separazione della via alimentare da quella respiratoria). Ognuna di queste tre sedi può essere sede di un cancro della faringe. Oltre alla chirurgia esportativa, che si tende ad evitare per mantenere l’organo e le sue funzioni intatte si ricorre alla radioterapia, associata a chemioterapia di potenziamento della radioterapia negli stadi più avanzati della malattia. Nei tumori nasofaringei si considera anche l’opzione di chemioterapia prima o dopo rispetto alla chemioradioterapia, per massimizzare le probabilità di guarigione.

Il tumore della faringe figura nella Lista II dell’INAIL con altre malattie asbesto correlate la cui origine lavorativa è di “limitata probabilità“. Significa che la vittima deve dimostrare il nesso causale per ottenere le prestazioni (rendita e/o indennizzo INAIL amianto, se il grado di invalidità riconosciuto è inferiore al 16% – malattia professionale INAIL punteggio). 

L’esposizione a polveri e fibre di amianto e ad altri cancerogeni può essere la causa di un tumore dell’esofago. Il tumore all’esofago figura nella lista III dell’INAIL delle malattie asbesto correlate la cui origine lavorativa è “ritenuta possibile“.

In questo caso lo sviluppo di tessuto canceroso avviene a livello dell’esofago, di solito nel suo rivestimento interno o presso le cellule che ne rivestono le ghiandole. Più raramente a livello del tessuto muscolare esterno dell’organo.

L’esofago è il condotto attraverso cui gli alimenti ed i liquidi che ingeriamo passano dalla gola allo stomaco. Lungo dai 25 ai 30 centimetri e largo intorno ai 2-3 centimetri, attraverso le contrazioni del tessuto muscolare in fase di deglutizione, spinge il cibo verso il basso in direzione dello stomaco.

Lo stomaco è collegato all’esofago mediante una valvola che è detta cardias e che ha lo scopo di far scendere gli alimenti senza farli risalire. Il trattamento standard più diffuso nella cura del cancro dell’esofago è l’esofagectomia in anestesia generale suturando l’esofago a livello del collo con lo stomaco (più raramente con il colon). Chemioterapia e/o radioterapia possono essere effettuate prima dell’operazione per ridurre le dimensioni del tumore aumentando le probabilità di successo dell’intervento chirurgico.

Il mesotelioma è il tumore maligno provocato solo dall’esposizione ad amianto. Colpisce le sierose.

La pleura, con il mesotelioma pleurico, che è di gran lunga la forma neoplastica delle sierose più frequente in coloro che sono stati esposti ad asbesto. 

Il peritoneo, con il mesotelioma peritoneale, è l’altra neoplasia asbesto correlata monofattoriale che colpisce coloro che sono stati esposti ad amianto.

La tunica vaginale del testicolo: è l’altra neoplasia causata dall’esposizione ad amianto che colpisce la sierosa dei testicoli.

Il pericardio, che è la sierosa che avvolge il cuore. Anche questa è una neoplasia il cui unico agente eziologico è l’amianto.

Tutti coloro che sono stati esposti a polveri di amianto sono a rischio di mesotelioma. Questo tipo di neoplasia, è solitamente ad esito infausto. Purtroppo, in molti casi, la diagnosi di mesotelioma corrisponde alla morte. Il periodo di sopravvivenza è generalmente molto breve. L’unica forma di prevenzione è quella di evitare l’esposizione. Nella quasi totalità dei casi, questa neoplasia si verifica soprattutto a causa di un’esposizione professionale prolungata alle sottilissime fibre di amianto. Respirare la fibra killer, non solo può essere letale per i lavoratori ma anche per i membri della famiglia che vengono a contatto con gli indumenti utilizzati degli stessi e persino con i capelli.

L’ONA ha istituito un pool di medici per la cura del mesotelioma. Sono state sviluppate tecniche per la diagnosi precoce, e per le terapie più efficiaci. I protocolli suggeriti dall’ONA sono quelli raccomandati dalla comunità scientifica. Sono state adottate nuove linee guida cura del mesotelioma

Secondo l’ultima monografia rilasciata dallo IARC (International Agency for Research on Cancer) l’amianto è un agente eziologico in grado di provocare non solo il cancro alle ovaie, ma anche altri tipi di tumore ginecologico in seguito all’esposizione a polveri di asbesto per motivi professionali e non. Il tumore alle ovaie figura nella Lista I dell’INAIL con altre malattie asbesto correlate la cui origine lavorativa è di “elevata probabilità“.

Il carcinoma ovarico è una neoplasia che si sviluppa a livello delle ovaie. Le ovaie sono due organi femminili che hanno le dimensioni di una grossa mandorla e che si trovano una a destra e una a sinistra dell’utero, al quale sono connesse dalle tube. Le ovaie servono a produrre gli ormoni sessuali femminili e gli ovociti, ovvero le cellule riproduttive femminili.

Il cancro delle ovaie è la seconda forma più comune di tumore ginecologico ed il sesto più diffuso cancro femminile nei Paesi Sviluppati.

Essendo del carcinoma ovarico abbastanza generici e facilmente riconducibili a varie problematiche minori (addome gonfio, aerofagia e bisogno frequente di urinare) si raccomanda l’annuale ecografia pelvica o transvaginale insieme alla visita ginecologica con palpazione bimanuale dell’ovaio essenziali per formulare una prima diagnosi.

  • Tumore dello stomaco

Il tumore dello stomaco (adenocarcinoma gastrico) è provocato da una massa di cellule in crescita incontrollata che si origina, nella maggior parte dei casi, dal rivestimento interno dell’organo, la mucosa. Lo stomaco è un organo dell’apparato digerente che svolge la seconda fase della digestione, quella successiva alla masticazione. L’adenocarcinoma gastrico ha origine dalle cellule della mucosa gastrica e può essere anatomicamente distinto in prossimale (più vicino all’esofago) o distale (più vicino al piloro o al duodeno). Il tumore della regione denominata antro è il più comune (circa il 50 per cento di tutti i tumori dello stomaco). Può essere classificato in intestinale o diffuso. Il tumore dello stomaco di tipo intestinale è il più frequente, colpisce in prevalenza il sesso maschile e si associa alla trasformazione dell’epitelio gastrico in epitelio intestinale (metaplasia intestinale). 

Il tumore dello stomaco di tipo diffuso ha una frequenza lievemente inferiore e colpisce in modo indifferente uomini e donne di età media di 45 anni. Origina dalla normale mucosa gastrica (senza metaplasia) e penetra profondamente negli strati tissutali delle pareti dello stomaco espandendosi lateralmente e dando luogo a ulcere. La principale caratteristica istologica di questo tumore è la presenza di cellule con una morfologia particolare, simile a un anello con una gemma incastonata: per questo aspetto queste cellule sono dette “ad anello con castone”. Insieme al tumore della faringe e del colon-retto fa parte della LISTA II delle malattie professionali tabellate INAIL la cui origine lavorativa è di “limitata probabilità“. Significa che la vittima deve dimostrare il nesso causale per ottenere le prestazioni (rendita e/o indennizzo INAIL amianto, se il grado di invalidità riconosciuto è inferiore al 16% – malattia professionale INAIL punteggio).

Per approfondimenti >> Cancro gastrointestinale

  • Tumore al colon-retto

Il tumore del colon-retto è una neoplasia che ha origine a livello del colon, del retto e dell’appendice. La terapia per porre rimedio al tumore al colon è innanzitutto l’approccio chirurgico per asportare la massa tumorale. La chirurgia segue in molti casi la radioterapia neoaudiuvante e si associa a una seguente chemioterapia. Lo IARC, nell’ultima sua monografia in materia di amianto, ha confermato che tra gli agenti eziologici del tumore al colon vi è l’amianto, detto anche asbesto. L’INAIL lo ha inserito nella Lista II delle malattie asbesto correlate, la cui origine lavorativa è di limitata probabilità.

Per approfondimenti >> Cause del tumore al Colon-retto

La leucemia è un cancro del sangue. Di solito colpisce i globuli bianchi, ovvero quelle cellule che hanno lo scopo di proteggerci da infezioni e che, normalmente, si moltiplicano in base alle esigenze di difesa dell’organismo. In caso di leucemia il midollo osseo (un tessuto spugnoso contenuto all’interno delle ossa lunghe e di alcune ossa piatte del corpo umano) avvia una proliferazione neoplastica di una cellula staminale emopoietica che si traduce nella presenza di un numero elevato di globuli bianchi anormali chiamati blasti. La loro proliferazione icontrollata interferisce con lo sviluppo delle altre cellule prodotte dal midollo osseo (globuli rossi e piastrine). Causa una serie di conseguenze all’organismo tra cui l’insorgenza di infezioni, di stanchezza e di emorragie.

Recenti studi clinici hanno dimostrato che esiste una maggiore incidenza del mieloma e delle leucemie nelle popolazioni che sono state esposte all’amianto.

AssistenzaCome richiedere l’assistenza medica gratuita

Per richiedere l’assistenza medica dell’ONA basta chiamare il numero verde 800 034 294 o contattare l’Osservatorio Nazionale Amianto attraverso il form che trovate qui sotto e consultare la pagina dei servizi gratuiti ONA.