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“Azzurro amianto”: un romanzo per la giustizia

“Azzurro amianto”: un romanzo per la giustizia
“Azzurro amianto”: un romanzo per la giustizia

Sabato 2 marzo, alle 18:00 nella Sala Consiliare del comune di Cesinali (Avellino), verrà presentato l’ultimo lavoro della scrittrice avellinese Emilia Bersabea Cirillo, “Azzurro Amianto”. Insieme all’autrice discuteranno il Sindaco di Cesinali, la giornalista Katiuscia Guarino con le letture a cura di Claudia del Gaudio dott.ssa in Lingue e letterature straniere.

La storia di due donne che cercano giustizia

Azzurro Amianto”, è un romanzo ambientato negli anni 2000, in un’area industriale abbandonata di una città del Sud Italia. È qui che si snodano le vicende di due donne che vi trovano rifugio, alla disperata ricerca di giustizia per Romualdo. L’uomo negli anni 80, svolse un lavoro pericolosissimo facendo parte di una squadra di operai impiegati a scoibentare amianto dalle carrozze dei treni delle Ferrovie delle Stato. Dietro gli sforzi di questi giovani, solo gli interessi di industriali senza scrupoli totalmente incuranti delle loro vite. La vicenda prosegue con l’arrivo di Beatrice, fuggita molti anni prima dalla città, e piena di sensi di colpa per aver lasciato alle cure degli altri sua figlia Bianca affetta da un disturbo dello sviluppo.

Una vicenda sociale, politica e intima  

La scrittrice irpina Emilia Bersabea Cirillo, attraverso una scrittura elegante e che crea connessione tra personaggi e registri diversi, tratta in questo romanzo una vicenda sociale, politica e intima molto delicata. Affronta infatti una pagina quasi dimenticata della storia italiana, gli avvenimenti dell’ ex Isochimica nell’Irpinia dell’immediato post-terremoto ovvero, il problema dell’amianto.

Intrecciando questa vicenda con quella della protagonista e della figlia con disabilità, il lettore trasportato in queste pagine trova come sfondo un territorio ferito, in cui sia le protagoniste che l’autrice stessa cercano di trovare riscatto.

Tra i temi più rilevanti dell’opera ci sono il valore del prendersi cura, l’ipocrisia di un certo tipo di borghesia benpensante, la difficoltà dell’accettare il diverso e le diverse sfumature del femminile. 

Vite sotto la polvere

Un fatto drammatico di cronaca locale è il filo conduttore del romanzo. Dalla lettura riemergono le storie di tanti uomini che per anni hanno lavorato presso l’ex Isochimica, una delle tante attività industriali sorta nel 1982 nell’Irpinia dopo il terremoto. Questa da subito rappresentò una speranza di impiego fisso per molti operai, più di 300, totalmente ignari del destino che li attendeva. Vite perse e sepolte sotto la polvere, che svolsero per anni un lavoro rischiosissimo, scoibentare quintali di amianto, circa 3 mila carrozze delle Ferrovie dello Stato.

Nel 1983 infatti queste ordinarono la bonifica di locomotori e carrozze. L’appalto venne affidato all’Isochimica di Piano d’Ardine, (Avellino). La scoibentazione sui binari, a pochi metri dalle case, da un campo sportivo, da un asilo, dalle scuole, lasciò tale fibra totalmente libera di disperdersi a cielo aperto, mietendo ogni giorno vittime.

L’autrice

Emilia Bersabea Cirillo ha lavorato per tutta la vita come architetto e vive ad Avellino. Ha pubblicato il primo libro nel 1999 e nel 2010 ha vinto il Premio Prata con “Una terra spaccata” (Edizioni San Paolo, Milano). Con L’Iguana editrice ha pubblicato il romanzo “Non smetto di aver freddo” nel 2016 (Premio Minerva 2016 e Premio Di Lascia 2017). Ha fondato l’Associazione “Paroletranoileggere” per la promozione della lettura e la valorizzazione dei saperi femminili del territorio irpino e non solo.

“Azzurro amianto” sarà in libreria il prossimo 19 ottobre per la collana Cantastorie de “Le plurali”, casa editrice nata nel marzo del 2021.

 

Rischio amianto: gli obblighi del datore di lavoro

Amianto lavoro
Amianto lavoro, Credits: Pixabay

L’amianto resta una delle sostanze maggiormente pericolose, purtroppo tuttora in circolo. Infatti, nonostante sono ormai passati diversi anni dalla legge che ne ha messo a bando il suo utilizzo e la commercializzazione, ancora non è stato completamente debellato dalla circolazione. L’absesto è stato largamente utilizzato nella costruzione degli edifici, soprattutto negli Anni ’80. Per questo motivo, anche se in minor parte è ancora presente in parecchi fabbricati, principalmente quelli industriali.

Amianto lavoro
Amianto lavoro, Credits: Pixabay

L’eternit – altro nome con cui veniva indicato questo materiale pericoloso – rappresenta ancora oggi un rischio tangibile, soprattutto negli ambienti di lavoro. Per questo motivo, spesso è necessario una valutazione dei rischi sul lavoro determinati dall’amianto. Da questo, ne derivano conseguentemente anche altrettanti obblighi da parte della dirigenza aziendale.

Valutazione rischio amianto sul posto di lavoro

Il primo obbligo del datore di lavoro per i dipendenti che lavorano in ambienti ad alta pericolosità e a contatto con amianto è quello di fare una preventiva valutazione dei rischi connessi. Questo impegno diventa necessario, soprattutto per quei lavoratori occupati in mansioni di rimozione asbesto e conseguente bonifica, il più delle volte costretti a respirare polveri e fibre dannose per il loro organismo. Se inalato, infatti, l’amianto, specie se altamente friabile, può essere deleterio – se non letale – per la salute, oltre che per l’ambiente. L’eternit, infatti, è una delle principali causa di tumori maligni, che colpiscono principalmente l’apparato respiratorio.

Negli ultimi tempi, c’è stato un significativo incremento delle denuncie per malattie professionali, tra le quali si posizionano anche le patologie asbesto correlate. Anche se la legge del 1992 ne ha bandito l’utilizzo e la commercializzazione, infatti, esistono ancora molti edifici costruiti precedentemente a quell’anno che contengono tracce di amianto. La dannosità di questo materiale deriva soprattutto dalla scarsa manutenzione che c’è stata e continua ad esserci degli edifici in questione. La valutazione del rischio amianto diventa quindi strettamente necessaria in queste condizioni di lavoro.

Per le attività che comportano potenziale esposizione ad amianto diventa obbligatorio per il datore di lavoro attuare un’attenta valutazione dei rischi. I valori limite per l’absesto sono attualmente fermi a 100 fibre/litro, che corrispondono a 0,1 fibre per centimetro cubo di aria su una media ponderata di turni di 8 ore lavorative. Esistono però delle misure preventive che la dirigenza aziendale deve adottare al fine di ridurre il rischio amianto sul lavoro e ridurre l’esposizione al limite. Tra queste è fondamentale l’utilizzo dei DPI e l’intervallare dei dispositivi con momenti di riposo adeguati. Inoltre, è fondamentale trasportare in appositi imballaggi chiusi i residui di amianto ed evitare che questi vengano lasciati incustoditi negli ambienti di lavoro, garantendo anche una costanze pulizia degli stessi.

Amianto lavoro
Amianto lavoro, Credits: Pixabay

Amianto e lavoro: quali sono gli altri obblighi del datore

Oltre alla valutazione del rischio amianto sul posto di lavoro, esistono altri obblighi per i dirigenti aziendali. Importante è, infatti, anche l’informazione e la formazione agli stessi dipendenti. Questi ultimi devono assumere un comportamente consapevole nella manipolazione dell’asbesto, che è conseguenza della giusta informazione dei rischi che ne derivano. È obbligatorio per il datore di lavoro effettuare un’adeguata formazione ai lavoratori in materia di prevenzione e sicurezza.

Non meno importante, invece, è la sorveglianza sanitaria. Questa procedura è obbligatoria prima che il lavoratore sia adibito a svolgere le attività di manutenzione, rimozione, smaltimento di amianto e di tutti i materiali che ne potrebbero contenere tracce, e trattamento dei relativi rifiuti. Inoltre, la sorveglianza deve essere soggetta a periodicità, stabilita ogni tre anni o definita dal medico competente. Solo mantendo l’adeguato rispetto degli obblighi da parte del datore di lavoro può essere garantita sicurezza ai lavoratori.

Bonifica amianto: la risposta dell’Agenzia delle Entrate

amianto sui tetti
amianto sui tetti

Per quanto riguarda la bonifica amianto, arrivata la risposta da parte dell’Agenzia delle Entrate che danno l’ok alle detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio.

Le novità sugli interventi di bonifica amianto

Fisco Oggi, organo ufficiale dell’Agenzia delle Entrate, in risposta ad un contribuente ha dichiarato che tra le spese agevolabili per il recupero del patrimonio edilizio, rientrano anche quelle sostenute per la rimozione dell’amianto.

Inoltre è stato specificato che sono attuabili su singole unità immobiliari e su parti comuni di edifici residenziali, senza realizzare un intervento di ristrutturazione edilizia. Sarà possibile detrarre ad esempio, anche solo le spese sostenute per il trasporto dell’amianto nelle apposite discariche.

Detrazione Irpef 2024

Fino al 31 dicembre 2024 sarà possibile ottenere una detrazione Irpef maggiorata al 50% circa le spese sostenute per i lavori di bonifica amianto, con un massimale di spesa pari a 96 mila euro per unità immobiliare.

Il riferimento normativo è rappresentato dall’ Art. 16-bis del D.P.R. n. 917/1986 (TUIR). Tale legge fa rientrare la bonifica dell’amianto tra gli interventi agevolabili con detrazione Irpef pari al 36% delle spese documentate, fino al tetto massimo di 48 mila euro per unità immobiliare. In particolare i contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi:

  • a) di cui alle lett. a) b), c) e d) dell’articolo 3 del d.P.R. n. 380/2001 effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale di cui all’articolo 1117 del codice civile;
  • b) di cui alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del d.P.R. n. 380/2001, effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali, e sulle loro pertinenze;

 

  • c) necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, ancorché non rientranti nelle categorie di cui alle lettere a) e b), sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza, anche anteriori alla disposizione in esame;

 

  • d) relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali anche a proprietà comune;

 

  • e) finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche, aventi ad oggetto ascensori e montacarichi, alla realizzazione di ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica e ogni altro mezzo di tecnologia più avanzata, sia adatto a favorire la mobilità interna ed esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap in situazione di gravità, ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/1992;

 

  • f) relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi;

 

  • g) relativi alla realizzazione di opere finalizzate alla cablatura degli edifici, al contenimento dell’inquinamento acustico;

 

  • h) relativi alla realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia;

 

  • i) relativi all’adozione di misure antisismiche con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica, in particolare sulle parti strutturali, per la redazione della documentazione obbligatoria atta a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonché per la realizzazione degli interventi necessari al rilascio della suddetta documentazione;

 

  • l) di bonifica dall’amianto e di esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici.

Le agevolazioni per le aziende

Per tutto il 2024, le aziende hanno la possibilità di poter godere di un finanziamento a fondo perduto nella misura del 65% grazie alla proroga del bando ISI INAIL 2023. Questo incentivo è rivolto alle imprese e copre parte delle spese per la rimozione e la bonifica dell’amianto. Il finanziamento è calcolato sulle spese sostenute al netto dell’iva. L’ammontare del finanziamento oscilla tra un minimo di 5 mila euro e un massimo erogabile di 130 mila euro, a fondo perduto.

Le agevolazioni fiscali offrono dunque un tangibile contributo per la lotta all’amianto. La sua rimozione infatti rappresenta il primo passo per garantire la sicurezza e salvaguardare la salute dei cittadini. In tale modo l’Agenzia delle Entrate permette di affrontare, sia ai privati che alle imprese, tali interventi in modo più agevole e responsabile.

Consigliamo di consultare gli avvisi territoriali in quanto Comuni e Regioni potrebbero prevedere bandi dedicati.

 

Amianto tra i cassonetti: Polizia Locale sulle tracce del responsabile

casal di principe, amianto abbandonato
casal di principe, amianto abbandonato

Nella notte tra venerdi 23 e sabato 24 febbraio 2024 a Verona. In un sito tra Borgo Nuovo e Borgo Milano, è stato abbandonato amianto ed altro materiale accanto ai cassonetti. Il furgone, individuato dalle telecamere che monitorano il transito in quella zona, corrisponde ad un “Ducato Bianco”. Ora è caccia al responsabile del gesto.

Amianto abbandonato, un gesto incivile e pericoloso

L’amianto è stato rinvenuto in due punti distinti a distanza di un chilometro l’uno dall’altro, rispettivamente in Via Licata e Via Gela. In particolare si è trattato di vecchi rivestimenti di tetti e tettoie, abbandonati come se si trattasse di normali rifiuti e come se potessero confondersi tra i cassonetti del vetro e del secco.

Amia e le operazioni di recupero

L’amianto abbandonato è stato recuperato dai rispettivi siti dall’Amia Verona (Azienda Multiservizi di Igiene Ambientale), che ha messo in sicurezza entrambe le aree.

In particolare, i rivestimenti di Eternit sono stati inglobati e segnalati, avvertendo la cittadinanza di rispettare il divieto di non toccare e rimanere distanti dal materiale. Ora la Polizia Locale è sulle tracce del furgone Ducato di colore bianco, molto probabilmente di cui è proprietario il responsabile. Una ditta specializzata si occuperà nei prossimi giorni di smaltire l’amianto attraverso le apposite procedure previste per la bonifica di tale materiale.

Inciviltà e rischi per la salute pubblica

Il Presidente Amia, Roberto Bechis, ha affermato di essere di fronte ad un gesto criminale. Azioni simili continuano ad essere perpetrate da profili criminali che agiscono senza avere la minima coscienza del danno irreparabile che ciò comporta.

In particolare, l’ONA (Osservatorio Nazionale Amianto), attraverso un’accurata attività informativa e preventiva, informa che le fibre nocive si disperdono nell’aria e se inalate possono provocare danni irreversibili alla salute delle persone.

È opportuno ribadire e ricordare che la legge 257/1994 mise al bando l’amianto. Questo non può essere neppure maneggiato, se non nei casi appositi di bonifica e seguendo apposite e specifiche misure di sicurezza.

Ora spetta alla Polizia Locale di Verona, identificare il responsabile e assicurarlo alla Giustizia, affinchè il colpevole venga punito e scoraggi altri a perpetrare atti simili.

Malattie rare: 29 febbraio Giornata mondiale

malattie rare giornata mondiale 29 febbraio
rare-disease malattie rare

Il 29 febbraio è la Giornata delle Malattie Rare. Si celebra dal 2008 e negli anni ha svolto un ruolo molto importante per la sensibilizzazione sul tema, costruendo una vera e propria comunità internazionale. La ricorrenza è ogni anno il 28 febbraio, ma cade il 29 quando l’anno è bisestile, come lo è il 2024. La scelta del 29 febbraio è proprio perché esso è il giorno più raro dell’anno.

Intorno alle Malattie Rare si è creato un movimento coordinato a livello globale, che lavora per garantire l’equità nelle opportunità sociali, nell’assistenza sanitaria e nell’accesso alla diagnosi e alle terapie. Ci sono 300 milioni di persone nel mondo che vivono con una malattia rara.

Malattie rare, nel 2022 oltre 35mila nuove diagnosi

Nel 2022 sono state 35.580 le segnalazioni di nuove diagnosi per malattie rare. Il dato emerge dal Registro Nazionale Malattie Rare (RNMR), istituito all’Istituto Superiore di Sanità. Oggi tutte le Regioni hanno un proprio registro regionale/interregionale. Dal 2001 ad oggi, il RNMR raccoglie dati provenienti da 20 registri. A partire dal 2014 le attività del RNMR sono presenti nel Piano Statistico Nazionale.

telefono verde malattie rare

Nel biennio 2022-2023, invece, il Telefono Verde Malattie Rare (TVMR) ha ricevuto 5.411 chiamate (effettuate da 5.245 utenti), per un totale di 9.245 diversi quesiti.

Nel 69,7% dei casi, sono state le donne a rivolgersi al servizio; soprattutto persone fra i 41 e i 60 anni. Il 52,7% degli utenti, inoltre, erano gli stessi pazienti, il 31,2% familiari (soprattutto padre, madre, coniuge o figli).

MR su Instagram: un contest per informare

Per il 2024 è stato chiesto un sforzo di sensibilizzazione ai più giovani, attraverso la partecipazione al contest “Rare Reels: Pegaso goes digital” su Instagram. Il contest è stato organizzato da ISS, UNIAMO, Agenzia Italiana Gioventù e All Digital e prevedeva la produzione di reels per Instagram dedicati al mondo delle malattie rare.

La collaborazione con l’ISS di quest’anno – ha commentato Annalisa Scopinaro, Presidente di UNIAMO – si lega all’obiettivo di tutta la campagna, quello di sensibilizzare soprattutto i giovani. Dopo FantaSanremo, il Reels Contest è una naturale prosecuzione. Abbiamo inoltre coinvolto i giovani anche per la giuria e pensato un premio che potesse essere un regalo gradito a quella fascia di età. Siamo lieti di aver trovato in tutto l’Istituto e in particolare nella Dr.ssa Gentile interlocutori attenti e collaborativi, con rapporti rafforzati dal protocollo di intesa che lega i nostri due Enti“.

I vincitori del contest Rare Reels per Instagram

Ecco i nomi dei vincitori per il contest “Rare Reels: Pegaso goes digital”.

  • Premio “1 giorno da ricercatore all’Istituto Superiore di Sanità” Clara Bonaiti, 24 anni (Lecco);
  • Premio “1 giorno da ricercatore all’Istituto Superiore di Sanità – menzione speciale social” Lucia Gifuni, 27 anni (Napoli);
  • Premio “Una esperienza culturale” Fabiola Forgione, 32 anni (Locri, RC);
  • Premio “Quattro giorni al Social Hackathon Umbria 2024 (SHU2024) Eleonora Desogus, 28 anni (Roma);
  • Premio “Quattro giorni al Social Hackathon Umbria 2024 (SHU2024) – menzione speciale animazione digitale” Elia Cappellini, 14 anni (Roma);
  • Premio SPECIALE AIG Sarah Di Cara, 22 anni (Palermo);
  • Menzione speciale GIOVANISSIMI (ex aequo) Istituto comprensivo “A. R. Chiarelli” plesso “G. Battaglini” di Martina Franca (TA) e Istituto Comprensivo “Don Diana” Casal Di Principe (CE).