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venerdì, Agosto 6, 2021

Mesotelioma Ferrovie dello Stato: ONA tutela legale

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Mesotelioma Ferrovie. ONA: prevenzione e risarcimento

Mesotelioma Ferrovie dello Stato: l’ONA torna a chiedere che siano ultimate le bonifiche. Così nell’ultima puntata di ONATV del 04.02.2021: “L’Amianto corre sui binari“.

Ancora in questi ultimi giorni, nuovi casi di mesotelioma sono stati segnalati all’Osservatorio Nazionale Amianto. Ma non solo!

Le segnalazioni riguardano altre malattie asbesto correlate, che hanno colpito e continuano a colpire i ferrovieri: necessaria la bonifica e i risarcimenti.

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni  lo hanno ribadito anche nella elaborazione della piattaforma che verrà inoltrata al nuovo Presidente del Consiglio.

Morte sui binari: lo confermano i dati epidemiologici

Nel VI Rapporto Mesoteliomi, pubblicato dall’INAIL, conferma la triste realtà, che l’ONA ha reso pubblica. Infatti, amianto si traduce per i dipendenti delle Ferrovie dello Stato in morte sui binari. Tanto è vero che, nell’ultima puntata di ONA TV se ne è discusso.

Infatti, il Dott. Massimo Maria Amorosini, direttore di ONA TV, ha condotto la 18esima puntata: L’amianto corre sui binari.

In questa 18esima puntata, l’Avv. Ezio Bonanni ha riepilogato il contenuto del  VI rapporto mesoteliomi (2018), nel quale sono censiti i casi di mesotelioma. Sono riportati anche quelli nelle Ferrovie dello Stato (morte sui binari).

Infatti, a pag. 70, della tabella 26, sono riportati n. 619 casi di mesotelioma (3,2% del totale), per il settore dei rotabili ferroviari (mesotelioma Ferrovie dello Stato).

L’alta incidenza dei casi di mesotelioma è accompagnata anche da quella di altre malattie asbesto correlate, che portano la stima della morte sui binari in non meno di 3000 casi fino al 2020.

Questa elevata incidenza di casi e quindi di numero di decessi si lega alle capacità cancerogene dell’amianto. Infatti, queste capacità lesive dell’apparato respiratorio e gastrointestinale sono certificate nell’ultima monografia IARC.

Per questi motivi, l’ONA chiede la prevenzione primaria. In più, le tutele della prevenzione secondaria e terziaria.

Ferrovieri vittime dell’amianto: i diritti

Oltre al riconoscimento dell’indennizzo INAIL, sussistono anche tutti gli altri diritti. In particolare, il prepensionamento e i benefici amianto.

L’amianto utilizzato dalle società fornitrici di FS

Le FF.SS. hanno commissionato i locomotori con amianto, così alla Breda. Ancora, così, nella scoibentazione, per esempio, la Firema, che da sempre, si è occupata della scoibentazione delle carrozze.

I lavoratori svolgevano le suddette attività ignari del fatto che fossero direttamente esposti alla fibra killer senza dispositivi di prevenzione e protezione individuale.

Reggio Calabria, Massimo Alampi denuncia alla Procura

Morte per mesotelioma – Poderosa iniziativa dell’Osservatorio Nazionale Amianto che nei prossimi giorni, attraverso il responsabile territoriale di Reggio Calabria, Massimo Alampi, presenterà un voluminoso dossier al competente Comando dei Carabinieri e alla stessa Procura della Repubblica.

Massimo Alampi: giustizia per mio padre Letterio

Mesotelioma Ferrovie dello Stato: Deve essere fatta piena luce sulla morte di mio padre Letterio, stroncato dal mesotelioma. Infatti, l’INAIL lo ha riconosciuto come vittima dell’amianto, ma l’Ansaldo Breda no! 

Quindi ora, dopo che l’ultimo rapporto mesoteliomi fa riferimento a 619 casi, censiti fino al 2015 tra i soli dipendenti delle Ferrovie dello Stato. Poi ci sono tutti gli altri casi per l’esposizione ambientale nel perimetro delle stazioni ferroviarie.

Poi si debbono aggiungere tutti gli altri casi di mesotelioma di coloro che hanno lavorato nelle ditte appaltatrici. Ancora i dipendenti della Omeca, successivamente Ansaldo Breda.

Questi dati, incrociati con quelli di ONA, ci portano a concludere che i casi di mesoteliomi per esposizione provocata dalle Fs sono almeno 1000.

Tenendo conto che le fibre provocano anche altri tumori, debbono essere aggiunti tutti i casi come il tumore del polmone altri tumori. Questa triste contabilità tenuta dall’Osservatorio Nazionale Amianto, ha permesso di stimare circa 3000 decessi da asbesto fino al 04.02.2021. 

Per questi motivi, tenendo conto della più recente giurisprudenza (tra le tante Cassazione, Sez. lav. 15165/19), è confermata la responsabilità delle Ferrovie dello Stato, e l’obbligo di risarcimento del danno.

Anche in sede penale (Corte di Cassazione penale, n. 5037 del 2001), è stato accertato che l’amianto è stato utilizzato dalle Ferrovie dello Stato nei rotabili ferroviari.

Nelle coibentazioni, così nei ferodi dei sistemi frenanti, e perfino nelle cabine dei locomotori. Poi ci fu la scoibentazione con rimozione e messa in sicurezza delle carrozze. 

Il processo fu lungo, fino ai tempi più recenti. Nel frattempo le esposizioni sono proseguite comprese quelle delle ditte come l’Omeca di Reggio Calabria. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

Infatti, giorno dopo giorno, si ricevono segnalazioni di  nuovi casi di mesotelioma e patologie asbesto correlate” dichiara il Sig. Massimo Alampi.

L’epidemia amianto nei rotabili ferroviari

Certamente quella dell’amianto nei rotabili ferroviari è un’emergenza perché sta provocando un’epidemia. Non solo placche ed ispessimenti pleurici ed asbestosi ma anche tumori.

Come abbiamo già anticipato, ci sono anche tutte le altre neoplasie, cioè tumori amianto. Oltre al mesotelioma, tumori del polmone, laringe, faringe, esofago, fegato, colon e perfino all’ovaio.

Lo ha ribadito recentemente Nino Pulitanò, di cui i è parlato in trasmissione. Infatti, il licenziamento delle FS ai suoi danni solo perchè ha chiesto la bonifica amianto ha ricordato il caso di Viareggio.

Un macchinista aveva accettato di essere consulente delle vittime della strage di Viareggio, causata dalle Ferrovie dello Stato. Anche il quel caso ci fu il licenziamento ritorsivo.

Muoiono anche i famigliari dei lavoratori impiegati in questo settore. Ricordo l’Isochimica di Avellino. Cos’ negli altri siti. Per questo motivo è necessario che anche il nuovo Ministro della Giustizia corra ai ripari.

Processi rapidi. Risarcimenti per le vittime. In più prevenzione. I nuovi fondi europei per la modernizzazione delle Ferrovie dello Stato.

Antonio Dal Cin: colpito dalle fibre dei rotabili ferroviari

Il Sig. Antonio Dal Cin è una delle vittime delle Ferrovie dello Stato. Anzi, dei rotabili delle Ferrovie dello Stato.

Infatti, questi, in qualità di finanziere, è stato esposto ad amianto, perchè adibito al servizio di vigilanza su alcune carrozze contaminate con amianto. 

Comandato di servizio, il finanziere Dal Cin ha protetto le popolazioni dal rischio delle fibre di asbesto. Infatti, queste carrozze ferroviarie erano state lasciate in sosta nei pressi della Dogana di Prosecco sez. Fernetti (TS). Contenevano amianto. 

Quindi Antonio Dal Cin è stato contaminato dalle fibre di amianto presenti in questi rotabili ferroviari. Queste esposizioni si sono aggiunte a quelle che lo avevano attinte alle altre missioni.

Questa ulteriore esposizione, durante il servizio, ha inevitabilmente causato il cosiddetto “effetto sommatoria”. Infatti, queste fibre si sono sommate a quelle delle altre esposizioni professionali.

Così, Dal Cin è stato attinto da “asbestosi pleurica”, per cui è stato riconosciuto inabile al 100%. Quindi collocato in congedo. A poco più di 40 anni, Antonio Dal Cin divenne un’altra vittime dell’amianto nei rotabili. 

Tra l’altro amianto era presente anche nei locomotori. Ne sa qualcosa Olga Merli, il cui padre, macchinista è deceduto per tumore al polmone. Così Danilo Dilda, il cui padre, Osvaldo Dilda, per mesotelioma pleurico riconosciuto dall’INAIL.

Molti altri, anche finanzieri e mogli dei lavoratori sventurati e disgraziati che lavoravano nelle FFSS, sono invece deceduti per aver lavato le tute dei mariti.

In più, ci sono tutte le vittime delle Officine Grandi Riparazioni. Per quelle di Torino c’è stata la condanna penale a carico di responsabili delle Ferrovie. Così nel procedimento definito dalla Corte di Cassazione, n. 5037 del 2001.

Massimo Alampi: nuovo Governo con risorse per la bonifica

Massimo Alampi grida con forza: “Giustizia! Giustizia! Giustizia! Mobilitazione dei lavoratori e cittadini contro l’amianto!

Abbiamo fiducia nel Presidente della Repubblica, e anche nella possibilità del nuovo Governo. Che ci sia un nuovo impulso ecologista ed ambientalista. Così che questa nuova impronta porti alla bonifica dell’amianto.

Per cui ritengo che noi dal basso, noi dell’ONA, dobbiamo aggregare tutte le forze sane, unirci con le altre associazioni.

Solo così e proseguendo il nostro impegno per la bonifica e per il risarcimento di coloro che sono vittime si potrà mettere la parola fine a questo dramma”. Così Massimiliano Alampi, coordinatore ONA Reggio Calabria e Stretto di Messina.

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