Il caso della discarica di Sannazzaro arriva all’UE. Ona: “Chiediamo alla Procura indagini rapidissime”

scaso della discarica di SannazzaroSituazione incandescente a Sannazzaro de’ Burgondi, comune del pavese al centro della bufera che si è scatenata sulla questione della discarica di amianto che dovrebbe essere realizzata a poche centinaia di metri dalla raffineria dell’Eni, dove lo scorso 1 dicembre si è sviluppato un terribile incendio con fiamme alte oltre duecento metri.

Circa mille cittadini e venti sindaci hanno partecipato all’assemblea nazionale indetta dall’Osservatorio Nazionale Amianto presso il teatro SOMS di Sannazzaro de’ Burgondi.
L’Ona infatti ha chiamato a raccolta cittadini, istituzioni, politici, esperti e studiosi per una riflessione sulla massiccia presenza di amianto in diversi siti del territorio della Lomellina e rischio esposizione di centinaia di migliaia di cittadini e sui fenomeni epidemici di patologie asbesto correlate, in particolare tra i dipendenti ed ex dipendenti della Raffineria di Sannazzaro De Burgondi.
Sull’incendio nella raffineria del 1 dicembre è stata aperta un’inchiesta della Procura di Pavia, l’esito della quale potrebbe avere conseguenze sulla fattibilità o meno della discarica di amianto prevista a poche centinaia di metri dalla raffineria.
In seguito alla richiesta arrivata da più voci di revocare l’autorizzazione concessa nel 2015 alla società Acta srl, l’assessore regionale all’Ambiente Terzi ha infatti risposto che si attende l’esito delle indagini per valutare l’ipotesi di riconsiderare il progetto.

“Chiediamo alla magistratura indagini rapidissime e conclusioni immediate affinché dati certi e indagini scientifiche siano di trasparente supporto alle decisioni da prendete e consentano valutazioni serene”, ha dichiarato nel corso dell’assemblea l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

A pochi giorni dall’incidente, l’Ona ha spedito alla Commissione e al Parlamento Europeo una Petizione Popolare per promuovere una procedura di infrazione dinanzi alla Corte di Giustizia a carico dello Stato italiano della Regione Lombardia. La risposta dea parte del Parlamento Europeo è arrivata il 13 gennaio: la richiesta è stata iscritta al ruolo generale e inoltrata alla commissione per le petizioni.

Nel frattempo, è stata presentata alla Commissione Europea un’interrogazione dall’europarlamentare Laura Agea, proprio in merito alla possibile realizzazione di una discarica di amianto adiacente ad un sito industriale a rischio incidente rilevante.

Nell’interrogazione si chiede se la Commissione intenda istituire una commissione d’inchiesta e se è conoscenza “del fatto che i finanziamenti del Fondo europeo di sviluppo regionale e dei Fondi strutturali europei sono stati impegnati dallo Stato italiano e dalla Regione Lombardia senza mettere in sicurezza i siti contaminati; dell’esposizione e dell’incendio del 1 dicembre 2016 presso la predetta raffineria; del fatto che, dopo la costruzione della discarica, un incidente potrebbe far disperdere milioni di tonnellate di amianto in miliardi e miliardi di fibre”.
Di seguito il link dell’interrogazione http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+P-2017-000051+0+DOC+XML+V0//IT&language=it

caso della discarica di Sannazzaro
All’assemblea nazionale dell’Ona, hanno partecipato al convegno Ezio Bonanni, presidente dell’ONA e legale delle vittime dell’amianto, Roberto Zucca, Sindaco del Comune di Sannazzaro De’ Burgundi, Maurizio Ascione, PM presso la Procura della Repubblica di Milano, Davide Fabretti, coordinatore ONA Sannazzaro De’ Burgundi e del coordinamento Regione Lombardia ONA, Antonio Boccuzzi, deputato, componente della XI Commissione (Lavoro pubblico e privato), Laura Agea, europarlamentare, Chiara Scuvera, deputato, componente X Commissione (Attività Produttive, Commercio e Turismo), Luciano Mutti, presidente GImME, componente del Comitato Tecnico Scientifico ONA, cattedra di Oncologia Medica e Ricerca Oncologica della Facoltà di Medicina presso l’Università Salford di Manchester.

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